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Appunti lezioni con argomento contesto storico e culturale del Rinascimento
Tipologia: Appunti
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Il Rinascimento è un periodo storico e culturale della storia d’Europa, che si sviluppò a Firenze tra fine del Medioevo e inizio dell’età moderna, in un arco temporale che va dalla metà del XIV al XVI secolo. Il Rinascimento, vissuto dalla maggior parte della popolazione come un’età di cambiamento, maturò un nuovo modo di concepire il mondo e se stessi, sviluppando le idee dell’Umanesimo, nato in ambito letterario nel XIV secolo per rinato interesse degli studi classici, ad opera soprattutto di Francesco Petrarca,e portandolo a influenzare per la prima volta anche le arti figurative e la mentalità corrente. Il Rinascimento può essere visto come..
Nel 1855 Jules Michelet e Jacob Burckhardt ( 1860 ) hanno inventato il concetto di “Rinascimento”: “Reinassance”, rinascita delle arti, dell’antichità classica, dell’esaltazione dell’individualità dell’uomo. Particolarmente dibattuta è la questione se questo periodo sia da considerare come momento di rottura o come una fase di proseguimento rispetto al Medioevo. I cambiamenti non avvennero di punto in bianco e il retaggio medievale non venne abbandonato. Nel 1855 Jules Michelet e nel 1860 Jacob Burckhardt definiscono la categoria di Rinascimento.
J. Michelet sostiene che ci siano stati dei valori rinascimentali emersi con l’Illumismo e con la Rivoluzione Francese , ovvero: democrazia, uguaglianza, libertà. Questi valori sono usati per interpretare il presente , il rinascimento viene considerato alla base delle città comunali. Nell’età comunale iniziano le pratiche democratiche in cui il potere era legato a più persone, in particolare si emancipano dalla società medievale e per questo sono considerati come anticipatori del Rinascimento, con ideali di emancipazione dalla civiltà feudale.
In Inghilterra, dopo la venuta di Napoleone, che viene considerato un dittatore, viene esaltato il rinascimento italiano, con la conseguente affermazione di ideali liberali, pratiche democratiche, ci si collega quindi ai comuni italiani e si dilata il reale periodo rinascimentale.
A ogni modo, il primo grande interprete del Rinascimento è Jacob Burckhardt. Egli teorizza il concetto di Rinascimento diffuso ancora oggi, affermando che era nato in Italia. Sosteneva la tesi della discontinuità rispetto al Medioevo, sottolineando come l’uomo medievale non avesse secondo lui alcun valore se non come membro di una collettività o di un ordine, mentre solo nel Rinascimento avrebbe preso avvio in Italia un atteggiamento , segnato dalla nascita delle signorie e dei principati, più libero e individualista da parte dell’uomo nei confronti della vita in generale e della politica. B. definisce i due periodi rispettivamente con
3 aggettivi:
Il Rinascimento è visto come culto dei classici, con il quale si esaltano gli ideali estetici e funzionali : bellezza, proporzioni ( ideali di equilibrio e simmetria ) , la chiarezza ( esempio a Venezia nasce nel 1500 la scrittura umanistica corsiva che ha avuto uno strepitoso successo poiché era molto più chiara rispetto a quella gotica ). Quindi il Rinascimento è l’imitazione degli antichi, dei loro metodi,della loro natura classica.
Il concetto di Stato come opera d’arte: stato come insieme di tecniche amministrative che regolano una comunità fondate sulla razionalità, in contrapposizione a quelle medievali che erano di caos istituzionali.
Anche in USA, come in Europa, dopo la Guerra Civile, ci si ispira agli ideali del Rinascimento. Ad esempio in New England si diffonde la locuzione WASP ( White Anglo-Saxon Protestant ) , che indica un cittadino statunitense discendente dei colonizzatori originari inglesi. Questi erano i primi colonizzatori che dopo la guerra hanno creato la classe dirigente egemone che assume la cultura rinascimentale. Si ha la diffusione totale di quest’ultima con gli anni ’30, quando si è verificata la diaspora degli studiosi tedeschi, molti di questi ebrei che si sono recati negli USA.
Come abbiamo visto, si associa spesso il Rinascimento ad ideali di individualismo e di democrazia, e questa è stata l’opinione di massa anche per tutta la prima metà del secolo scorso. Dagli anni ’70 invece, si verifica la crisi della Wester Civilization, subentrando altre culture: si sviluppa quindi un’epoca multiculturale, facendo perdere l’egemonia alla cultura occidentale. Il Rinascimento non è più visto come un fenomeno unitario, cade questa visione quindi a livello interpretativo. Però, oltre a quelli precedenti, ci sono altri valori rinascimentali che fino a ora non sono stati considerati e che quindi probabilmente non sono entrati in crisi:
Umanesimo: è la corrente di pensiero alla base del Rinascimento, che arriva da Petrarca e Boccaccio, secondo cui l’uomo è al centro del mondo. Anche per l’umanesimo, le caratteristiche sono la riscoperta dei classici, dei fondamenti teorici della pittura e dell’architettura. Gli umanisti erano presenti nel Quattrocento, insegnavano nelle università le materie umanistiche. Per insegnare utilizzavano il latino, che permetteva anche la lettura dei testi antichi. Diventa diretto l’accesso ai testi e al sapere antico, nascosto e camuffato per tutto il Medioevo. Gli umanisti traducono e diffondono i testi classici tecnici come quelli di Vitruvio, e soprattutto i testi greci, considerati alla base della scienza rispetto a quelli latini.
Si diffonde il sapere antico: i rinascimentali iniziano quella che sarà la scienza sperimentale, la medicina sperimentale moderna e l’architettura.
L’Umanesimo è una corrente di pensiero e letteraria, mentre il Rinascimento è più pratico e artistico. Il rinascimento e l’umanesimo vivono di un rapporto complementare.