

Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
Prepara i tuoi esami
Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Prepara i tuoi esami con i documenti condivisi da studenti come te su Docsity
Trova i documenti specifici per gli esami della tua università
Preparati con lezioni e prove svolte basate sui programmi universitari!
Rispondi a reali domande d’esame e scopri la tua preparazione
Riassumi i tuoi documenti, fagli domande, convertili in quiz e mappe concettuali
Studia con prove svolte, tesine e consigli utili
Togliti ogni dubbio leggendo le risposte alle domande fatte da altri studenti come te
Esplora i documenti più scaricati per gli argomenti di studio più popolari
Ottieni i punti per scaricare
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
Ricerca coronavirus: virus e vaccini
Tipologia: Guide, Progetti e Ricerche
1 / 3
Questa pagina non è visibile nell’anteprima
Non perderti parti importanti!


Nella seconda metà di gennaio, secondo quanto prevede il commissario Domenico Arcuri, comincerà la somministrazione dei primi 3,4 milioni di dosi di vaccino Pfizer. Dovendosi ripetere due volte la vaccinazione, riguarderà 1,7 milioni di italiani. Si tratta della quota parte stabilita da un accordo europeo. Solo per il vaccino Pfizer la Ue ha opzionato 200 milioni di dosi più altre eventuali 100, che per l’Italia ammontano a 27 milioni di dosi ossia il 13,51% del totale. Per quanto riguarda gli altri vaccini, occorrerà aspettare la fine delle sperimentazioni e poi i processi di autorizzazione europei e nazionali. Secondo Arcuri, una parte importante della nostra popolazione riceverà la somministrazione dei vaccini entro il primo semestre o il terzo trimestre del prossimo anno e il presidente Irbm di Pomezia Piero Di Lorenzo promette 70 milioni di dosi del vaccino di Oxford entro giugno. L’annuncio dell’azienda farmaceutica Pfizer di un vaccino efficacie al 90% ha acceso le speranze sull’arrivo dell’antidoto in tempi brevi. Il sottosegretario alla salute Sandra Zampa ha assicurato che il vaccino anti-Covid avrà un costo bassissimo, sotto i 5 euro. La vaccinazione comincerà dalle categorie individuate in funzione della loro fragilità e della potenziale esposizione al virus. In testa alla lista ci saranno gli operatori socio-sanitari, per partire con la protezione alla categoria professionale più esposta, forze dell’ordine, anziani a partire da quelli più fragili ricoverati nell’Rsa, le persone la cui salute è più precaria come i malati cronici, tutti i lavoratori fragili e poi si andrà avanti per classi d’età. Gli ultimi saranno i giovani. Non si sa se e quando saranno disponibili vaccini per tutti e c’è una crescente quota di popolazione che non vuole vaccinarsi. Secondo il professore Galli si potrebbe avere un risultato importante già con una copertura del 60-80 per cento della popolazione. Quanto all’obbligatorietà, per l’infettivologo serve innanzitutto la persuasione ma per le categorie del pubblico servizio il vaccino andrà posto chiaramente come condizione per continuare a esercitare l’attività. I vaccini anti Sars-Cov-2 a base di virus inattivati, di acidi nucleici, di vettori virali o di proteine stimolano una risposta immunitaria nell’organismo umano, con la produzione di anticorpi che impediscono lo sviluppo del Covid. È quindi l’arma più sicura contro il contagio. Al momento sono tre i vaccini contro il Covid in avanzato stato di sperimentazione: quello prodotto da AstraZeneca, multinazionale svedese- britannica con sede a Londra, in collaborazione con lo Jenner Institute dell’Università di Oxford e con la Irbm di Pomezia, quello di Moderna, realizzato in collaborazione con il National institute of health (Nih) e quello prodotto da Pfizer/Biontech, che è l’unico che ha già concluso la fase III della sperimentazione e sarà il primo ad arrivare in Italia. Anche la Russia sta conducendo un’ambiziosa corsa al vaccino. L’obiettivo dichiarato è di sviluppare il vaccino per il Covid in 18 mesi. Il Ministro della Salute Roberto Speranza il 13 giugno, nel corso degli Stati Generali a Villa Pamphili, ha annunciato di aver sottoscritto, insieme ai Ministri della Salute di Germania, Francia e Olanda, un contratto con Astrazeneca per l’approvvigionamento fino a 400 milioni di dosi di vaccino da destinare a tutta la popolazione europea. Il vaccino si basa sulla tecnica del "vettore virale", l’utilizzo cioè di un virus simile a quello che si vuole prevenire ma non aggressivo, a cui si incollano le informazioni genetiche che si confida facciano scattare la risposta immunitaria. Sarà testato in Brasile dove ad oggi è più alta la probabilità di entrare in contatto col virus oltre che in Inghilterra. La sperimentazione di fase I ha coinvolto un campione di poco più di 1000 adulti sani, tra i 18 e 55 anni. La seconda e terza fase prevede la somministrazione a un campione molto più ampio, per un totale di circa 10.000 volontari sani. Il campione in questa ultima fase di test comprenderà anche bambini e anziani. Non si sa però quanto durerà la protezione che ci garantirà e non è escluso che la vaccinazione debba essere ripetuta periodicamente in quanto potrebbe essere necessario ritararlo ogni anno per adeguarsi al ceppo più presente, come per il vaccino influenzale perché è probabile che questo virus non sarà stroncato e quindi avremo a che fare con lui ancora per molto tempo e diverse altre stagioni, come per le ondate di influenza. Secondo Guido Rasi, ex direttore
dall’Ema, l’agenzia europea del farmaco, professore di microbiologia all’università di Tor Vergata il tempo in cui si sviluppa il vaccino è variabile e imprevedibile. Infatti per esempio per l’antinfluenzale basta un anno perché si parte da una piattaforma tecnologica dove viene inserito il virus che cambia mentre col vaccino dell’epatite C si tenta da anni ed é stato un fallimento così come per l’Aids e per l’anti Ebola ci sono voluti 8 anni dovuti alle difficoltà legate alla breve durata delle epidemie. In Ema è stata costituita una task force che lavora solo sul Covid, composta da esperti indicati dalla rete delle autorità regolatorie nazionali. A loro spetta la valutazione dei dati prodotti per lo sviluppo di farmaci e vaccini anti Covid. Le aziende sono state autorizzate a mandare i dati man mano che ne avevano e la task force li ha esaminati volta per volta senza dover attendere la conclusione dell’intero dossier per l’autorizzazione. In questo modo i tempi di valutazione si accorciano: da 1 anno a 3 mesi. L’Ema sta lavorando da 3 mesi su sui vaccini di Astrazeneca, Moderna e Pfizer/Biontec. Ovviamente la velocità non va a discapito della sicurezza in quanto nessuna tappa è stata saltata, come ha affermato anche il virologo Anthony Fauci. Sono state eliminate solo le inefficienze amministrative e burocratiche e le aziende hanno messo in campo tutte le forze. Le fasi 1 e 2 sono state portate avanti in parallelo: mentre un gruppo di pazienti veniva osservato con la metodologia inerente la fase 1, un altro gruppo veniva osservato per la fase successiva. Il rischio è di chi produce il farmaco in quanto se la fase 1 andasse male si sprecherebbero le risorse impiegate in fase 2. I tre vaccini hanno provocato effetti collaterali durante i test. Infatti qualsiasi vaccino sviluppa effetti collaterali nel 3-5% dei vaccinati: si va dal gonfiore sul braccio per la puntura alla febbricola di 2 giorni. La rivista Science ha diffuso una ricerca secondo la quale sono stati rilevati effetti collaterali intensi, ma non pericolosi e tutti di breve durata, in alcuni volontari delle sperimentazioni dei vaccini anti-Covid di Pfizer e Moderna. La frequenza sarebbe più alta rispetto ad altri vaccini, come quello per l’influenza. Meno del 2% dei volontari ha avuto febbre alta tra 39 e i 40 gradi e con quello di Moderna il 9,7% ha riportato fatica, l’8,9% dolori muscolari, il 5,2% dolori alle articolazioni e il 4,5% mal di testa. Dunque, effetti non invalidanti e rapidamente riassorbiti che non mettono in dubbio l’efficacia dei vaccini e la necessità di usarli. I vaccini prevengono l’esplosione della malattia ma ancora non sappiamo se eviteranno l’infezione che si manifesta senza sintomi. Infatti bisogna verificare se una persona, anche se vaccinata, possa ugualmente contrarre il virus e diffonderlo senza accorgersene, come avviene ora per i cosiddetti asintomatici. Inoltre non sappiamo quanto tempo durerà la copertura garantita dal vaccino. MECCANISMO DEI VACCINI PFIZER E MODENA Le nano particelle lipidiche(grasso) circondano una striscia di RNA detto mRNA messaggero. Dopo l’iniezione la capsula adiposa trasporta mRNA nelle cellule. L’ mRNA istruisce le cellule a costruire una proteina Spike del SarsCov2 in modo che si attivino gli anticorpi. La proteina Spike è quella che si trova sulla corona del virus SarsCov2 e gli permette di combinarsi con le cellule umane. Il vaccino Pfizer deve restare a una temperatura tra -70 e -80 gradi. Secondo Arcuri per la somministrazione bisogna considerare l’esposizione al contagio e il livello di fragilità. Ma il commissario chiarisce che è solo un’indicazione e dovranno essere governo e Parlamento a decidere le priorità. Tra i primi vaccini pronti ad arrivare sul mercato, Bnt162b (Pfizer-Biontech) e mRna1273 (Moderna), ci sono alcune uguaglianze e alcune differenze. Le due soluzioni vaccinali funzionano di fatto allo stesso modo. Il vaccino contiene le informazioni genetiche sotto forma di rna messaggero affinché i ribosomi delle nostre cellule possano produrre la proteina spike del coronavirus Sars-Cov-2. Questa proteina,che coincide con quella attraverso cui il virus si aggancia alle cellule bersaglio, una volta in circolo stimola una risposta immunitaria, portando il corpo a generare anticorpi neutralizzanti e cellule T, proprio come se fossimo stati attaccati dal vero virus. Questo meccanismo è diverso rispetto ai vaccini più tradizionali, in cui la proteina spike viene iniettata direttamente, ed è una grossa novità dal punto di vista dell’approccio