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riassunto del libro corpo educante
Tipologia: Appunti
Caricato il 08/01/2020
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Per tecnica in Educazione Fisica, si intende il complesso delle norme da seguire in ginnastica. Essa ha due aspetti: uno descrittivo ed uno applicativo. L'aspetto descrittivo richiede l'uso di un linguaggio specifico, cioè di una propria terminologia, la quale comprende un insieme di vocaboli che hanno un loro preciso inconfondibile significato; l'aspetto applicativo si riferisce più particolarmente al modo di attuare il movimento. In ginnastica il corpo umano si divide in busto e arti. Parti esterne del corpo umano: Busto, che si divide in capo, collo, tronco; arto superiore che si divide in spalla, braccio detto avambraccio, mano; arto inferiore che si divide in anca, coscia, gamba, piede Due o più ossa vicine sono unite da un insieme di parti molli e dure che si chiamano articolazioni. Le articolazioni che interessano la ginnastica e che vengono maggiormente prese in considerazione sono: nell'arto superiore, articolazione scapolo-omerale, che unisce il braccio alla spalla nell'arto inferiore, articolazione coxo-femorale che congiunge coscia all'anca articolazione del rachide, articolazione del busto che va dalle spalle alle anche. Per riconoscere e precisare i rapporti degli arti con il busto e del ginnasta con gli attrezzi, si immagina il corpo umano percorso da tre assi e tagliato in tre piani. Si distinguono i seguenti assi: asse longitudinale, che attraversa il corpo dalla sommità del capo al punto di unione dei talloni o viceversa asse trasversale, che va da una spalla all'altra o che attraversa nello stesso senso qualsiasi altra parte del busto asse sagittale, che va dal petto al dorso o viceversa o che attraversa nello stesso senso qualsiasi altra parte del busto. Anche gli arti si immaginano attraversati da un asse che prende il nome di asse longitudinale. Gli assi del corpo umano si intersecano in uno stesso punto ad angolo retto generano i piani: piano frontale, determinato dall'incontro dell'asse longitudinale con quello trasversale; divide il corpo umano in due parti asimmetriche, una anteriore ed una posteriore; piano sagittale, determinato dall'incontro dell'asse sagittale con quello longitudinale; divide il corpo umano in due parti simmetriche, una sinistra e una destra; piano trasversale, determinato dall'incontro dell'asse trasversale con quello sagittale, divide il corpo umano in due parti asimmetriche, una superiore ed una inferiore.
Un'altro aspetto fondamentale della terminologia tecnica è l' atteggiamento, ovvero la figura che assume il corpo del ginnasta. Le parti che costituiscono il corpo, busto e arti, possono assumere determinati atteggiamenti che vengono considerati atteggiamenti parziali e prendono il nome secondo la figura che assumono. Il busto può assumere i seguenti atteggiamenti: lungo, quando il vertice è alla massima distanza dalle tuberosità ischiatiche breve, quando il vertice risulta vicino al bacino posteriormente, anteriormente o lateralmente torto o ruotato, quando tutti i segmenti atomici, dal capo al bacino sono girati attorno all'asse longitudinale L'arto superiore o quello inferiore possono assumere i seguenti atteggiamenti: lungo, quando i segmenti atomici dell'arto formano una figura il più possibile allungata e rettilinea e le due estremità sono alla massima distanza breve, quando i segmenti che compongono l'arto sono avvicinati e formano angoli acuti, se formano angoli retti o ottusi, l'atteggiamento viene definito semibreve torto o ruotato, quando l'estremità distale dall'altro risulta girata attorno al proprio asse longitudinale Quando gli atteggiamenti del busto vengono combinati con quelli degli arti inferiori sono definiti atteggiamenti del corpo o totali. Questi atteggiamenti si differenziano in: ginocchio, il busto è in atteggiamento lungo, le cosce in linea con il busto e le gambe a 90° rispetto alle cosce raccolta, il busto è in atteggiamento lungo e gli arti inferiori in atteggiamento breve con le cosce vicine al tronco massima raccolta, gli arti inferiori e il busto sono in atteggiamento breve con la fronte vicina alle ginocchia squadra, gli arti inferiori e il busto sono in atteggiamento lungo e formano un angolo retto massima squadra, gli arti inferiori sono in atteggiamento lungo e il busto in atteggiamento breve con la fronte vicina alle ginocchia Ogni azione, movimento o esercizio non possono prescindere da quattro elementi fondamentali:
torcere: movimento di una parte del corpo attorno al proprio asse longitudinale mantenendo ferma un'estremità, può essere indicata anche con il termine "ruotare" affondo: quando un arto inferiore risulta semipiegato con il ginocchio in linea con il tallone. I movimenti in rapporto alla causa che li produce si distinguono in attivi e passivi. I primi sono prodotti dalla contrazione dei muscoli striati, i secondi si compiono per azione di gravità o che vengono prodotti con messi esterni, manuali o meccanici. Una successione di movimenti ginnastici che miri a conseguire un determinato scopo educativo dà vita all' esercizio ginnastico che può essere semplice, composto o misto, combinato. L' esercizio semplice interessa solo una parte del copro e non si può scomporre in altri movimenti di diversa natura; l' esercizio composto o misto interessa una sola parte del corpo e si può scomporre in altri movimenti di diversa natura; l' esercizio combinato interessa due o più parti del corpo che eseguono contemporaneamente un esercizio semplice o composto. Le posizioni degli arti superiori in atteggiamento lungo si distinguono in: dirette ed intermedie. Le posizioni dirette sono braccia in basso , braccia in avanti, braccia in alto e braccia infuori. Le posizioni intermedie si precisano indicando le posizioni dirette fra cui vengono a trovarsi gli arti e sono: braccia in avanti e basso, avanti e alto, fuori e alto, dietro e basso. Si possono eseguire più esercizi ginnastici e le principali combinazioni sono: la successione, la simultaneità e l'alternanza. Forma successiva: un arto alla volta forma alternata: le braccia eseguono contemporaneamente uno il movimento di andata e l'altro quello di ritorno forma simultanea: le braccia eseguono contemporaneamente lo stesso movimento. Fanno parte delle normali attività motorie educative: i passi: azioni naturali degli arti inferiori la corsa: spostamento del corpo mediante successione di balzi, si considerano lo stacco, il volo e l'arrivo nei secondi, vi è anche la rincorsa balzi: atti analoghi a quelli che determinano la corsa saltelli: sono azioni che determinano un breve sollevamento del corpo dal suolo salti: movimenti dovuti ad un'energica spinta di uno o entrambi gli arti inferiori Gli esercizi si dividono in: blandi: producono scarsa quantità di lavoro moderati: producono apprezzabile quantità di lavoro intensi: producono grande quantità di lavoro L'ASSISTENZA
E' l'insieme di azioni che l'insegnante compie per garantire agli allievi nessun danno fisico e morale. Si può distinguere in preventiva e ginnastica: Preventiva riguarda gli accorgimenti che mirano a salvaguardare la salute degli allievi ed ad evitare loro pericoli durante le esercitazioni. L'insegnate deve assicurarsi che l'ambiente dove si svolga l'attività motoria sia pulito, che gli indumenti indossati dagli alunni non siano di impedimento all'esecuzione degli esercizi, provvedere affinché gli attrezzi siano efficienti, evitare che in prossimità degli attrezzi utilizzati non ci siano attrezzi che possono essere motivo di pericolo, collocare opportunamente i tappeti nei punti di arrivo e in quelli in cui si prevede un'eventuale caduta. L'assistenza ginnastica si effettua nelle esercitazioni ai grandi attrezzi e consiste nell'aiutare materialmente l'allievo durante l'esercizio per evitare che una postura o un'esecuzione errate provochino infortunio. Questa assistenza si dice diretta , quando viene eseguita dall'insegnante, indiretta quando viene fatta da un altro allievo.
SCHEMI MOTORI DI BASE Tutti gli esseri umani dispongono dalla nascita, di una "matrice motoria di base" propria della specie umana. Il movimento è uno schema dinamico che comporta la variazione di posture; la struttura del movimento è caratterizzata da elementi semplici, o unità di base, detti schemi motori di base. Gli schemi motori di base sono forme di movimento semplici e naturali, dipendono dalla maturazione del Sistema Nervoso Centrale e caratterizzano il potenziale motorio che varia in relazione alla ricchezza degli stimoli ambientali. Vengono utilizzati spontaneamente dai bambini per risolvere i problemi della vita quotidiana. Rappresentano le forme più elementari del movimento , la prima applicazione delle capacità motorie e per questo si pongono a metà tra le capacità e le abilità motorie ; le capacità motorie sono i presupposti essenziali per svolgere le attività motorie, mentre le abilità motorie sono azioni che vengono consolidate con l'esercizio ripetuto e si svolgono automaticamente, cioè senza che l'attenzione venga intenzionalmente concentrata su di esse. Schemi motori di base per eccellenza: camminare e correre : ci sono dei movimenti che vengono prima semplici per poi costruirne altri più complessi; il primo è uno schema motorio naturale per eccellenza, è il primo movimento utilizzato per lo spostamento in equilibrio totale in
Il processo di lateralizzazione è un processo molto lungo che inizia già da quando nasciamo e che si conclude al dodicesimo anno di vita, ma ha bisogno di svilupparsi a piccoli step. La dominanza laterale non è decisa dall'educazione, ma dalla predominanza di un emisfero cerebrale. Più della metà dell'umanità ha una dominanza laterale che viene definita "destra", mentre una minoranza ha una dominanza laterale "sinistra" (mancini). E' possibile essere destrimana o mancina di tutta la parte del corpo, oppure si può essere destrimana di arto superiore e mancina di arto inferiore. Nella scatola cranica i due emisferi sono connessi e gestiscono la nostra lateralizzazione in modo crociato, quindi se ho emisfero dominante sinistro sarà destrimana o viceversa. Mano sinistra: veniva identificata come la mano del diavolo, mano non giusta e non buona. Ognuno di noi ha una parte di corpo dominante rispetto all'altra. Quando leggiamo, scriviamo o intavoliamo una discussione, la dominanza è riservata all'emisfero sinistro, al contrario quando disegniamo o guardiamo un'immagine, sarà l'emisfero destro ad avere dominanza su quello sinistro. Emisfero sinistro del cervello : maggiormente qualificato nella percezione analitica della realtà; emisfero destro del cervello : più specializzato nell'elaborazione visiva e nella percezione delle immagini, nella loro organizzazione spaziale e nell'interpretazione emotiva. Il processo di dominanza si esplica attraverso una differenza di localizzazione di funzioni tra i due emisferi cerebrali, uno di essi sarà dominante rispetto all'altro. La dominanza dell'emisfero cerebrale sinistro determina il destrismo e la dominanza dell'emisfero destro determina il mancinismo. L'emisfero dominante è la sede dell'iniziativa motoria e della funzione simbolica ed ha u ruolo importante nella strutturazione dello schema corporeo; l'emisfero complementare è quello della funzione spaziale, della rappresentazione mentale nello spazio. L'azione educativa deve tenere al consolidamento della dominanza emisferica ricevuta nel patrimonio genetico: nei destri assecondando ed aiutando il naturale sviluppo, nei sinistri evitando di contrariare. Mancinismo contrariato : in origine il sistema nervoso centrale che fa da regia alla vita diceva che si doveva essere mancina ma la scuola, i famigliari hanno costretto ad essere destrimana (emisfero dominante rimane ad essere il destro, ma l'esercizio e l'allenamento hanno fatto si che si scrivesse con il destro). Secondo Wallon "la scelta dell'arto superiore dominante avviene verso i 10 mesi di vita ed è in relazione a fattori ereditari. Rispetto alla mano dominante, l'atra mano assume un ruolo complementare." Questa dominanza è un processo graduale che avanza nel tempo e raggiunge, tappa per tappa, tutto un emicorpo. Dalla dominanza della mano si passa a quella dell'arto superiore, poi dell'emicorpo corrispondente ed infine dell'arto inferiore.
Se questo stadio non si struttura bene e non risulta chiara la suddivisione dei compiti tra i due emicorpi, si può andare incontro anche a gravi problemi a livello motorio, psichico e di apprendimento. Una scarsa affermazione della lateralizzazione rende difficile la coordinazione delle prassi elementari relativo al movimento naturale come corsa, salto, lancio. L'equilibrio stesso, statico, dinamico e in volo è in stretta dipendenza dalla lateralizzazione, così come l'acquisizione delle abilità motorie primarie e sulle capacità di orientamento dello schema corporeo nello spazio.
LO SCHEMA CORPOREO Lo schema corporeo o immagine del corpo non nasce a priori ma è una costruzione lenta e progressiva che avviene nel soggetto passando attraverso più stadi di sviluppo che vanno in ordine tassonomico, ovvero che va dal più semplice al più complesso. corpo vissuto (0-3 anni) in cui si delinea una propria immagine del corpo identificata con il proprio "io". Primo stadio: al bambino a questa età gli facciamo fare quei giochi che hanno a che fare con l'educazione sensoriale, stimolarli su tutti in sensi, variando materiale forma e colore. Più facciamo di queste esperienze, più il bambino acquisirà il proprio corpo vissuto; corpo percepito (3-6 anni) in cui, attraverso la possibilità percettiva e di interiorizzazione, si organizza lo schema corporeo stesso. Attraverso giochi, attività espressive e di coordinazione globale, i bambini iniziano a percepire le varie parti del corpo ed iniziano a nominarle; corpo rappresentato (6-12 anni) in cui il soggetto è in grado di disporre la propria immagine del corpo per compiere operazioni e per programmare mentalmente azioni e gesti. Ultima tappa, avviene l'astrazione e per arrivare all'ultimo stadio è fondamentale aver fatto esperienza con il corpo per poi arrivare ad astrarlo. Le Boulch dice che lo schema corporeo non è un dato metaforico, emblematico, astratto, ma è il nostro corpo complessivamente, ma anche la coscienza delle parti che lo compongono. Considera lo schema corporeo o immagine del corpo come una intuizione di insieme o una conoscenza immediata che abbiamo nel nostro corpo sia allo stadio statico che in movimento, in rapporto alle diverse parti tra loro e soprattutto nei suoi rapporti con lo spazio circostante e gli oggetti che lo circondano. Lo schema corporeo è la nostra presenza al mondo, una presenza che sentiamo e che tocchiamo. Wallon sostiene che lo schema corporeo non è un dato iniziale nè un'entità biologica o fisica preformata o ereditaria, ma il giusto risultato e la condizione di giusti rapporti tra l'individuo e il proprio ambiente. Lo schema corporeo è una "necessità che si costituisce secondo i bisogni dell'attività".
Mainlem ha fatto una classificazione delle capacità motorie molto dettagliate. Nell'esecuzione dei vari movimenti concorrono due tipi di capacità motorie: le capacità condizionali , sono quelle determinate da fattori prettamente energetici, ovvero che determinano la condizione per cui io corro, faccio un gesto di forza o resistenza e rientrano: -resistenza, -forza, - rapidità e velocità (non sono sinonimi). La resistenza è la capacità di prolungare nel tempo l'attività muscolare mantenendo costante il rendimento, da non confondere con velocità, sono entrambe capacità condizionali ma la resistenza è quella capacità che noi abbiamo di percorrere una lunga distanza ad un ritmo costante di tempo, mentre la velocità fa l'esatto contrario, breve lunghezza massima intensità; la forza è la capacità di resistere o vincere una resistenza esterna, distinguiamo tre tipologie di forza:
fare con molta cautela perchè se sollecitiamo troppo potremmo fare un danno. Arto superiore: la grossa articolazione è quella della spalla (scapola-omerale), più è mobile questa articolazione più è possibile fare movimenti più o meno ampi. Arto inferiore: coxo femorale, l’osso del bacino che si articola con la testa del femore che è l’osso più lungo del nostro corpo, che raggiunge la sua formazione matura nell’età evolutiva. Colonna vertebrale (rachide): è importantissima per l’assetto della postura, ma anche per la mobilità articolare perché la colonna vertebrale ci permette di fare delle azioni sia lateralmente, avanti, dorsalmente molto specifiche e chiare anche per la vita di tutti i giorni. L’esercizio fisico da proporre ai bambini deve essere adeguato all’età, all’obiettivo motorio, alla loro salute, per far credere il soggetto a tutela della salute nei migliori dei modi possibile perché se la colonna vertebrale non ha il suo sviluppo ottimale, al bambino potrebbero venire fuori disformismi o paramorfismi. le capacità coordinative , si distinguono dalle condizionali perchè sono determinate da fattori prettamente neuromuscolari. La coordinazione è importante: per prevenire situazioni di pericolo ed evitare infortuni , poichè permettono di dare al corpo, in tutte le sue parti, delle abilità tali che permettono anche di risolvere preventivamente delle situazione di tutti i giorni; poichè riduce il dispendio di energia nello svolgimento di un'azione , infatti il bambino poco coordinato ha queste energie che non riesce a canalizzare bene, non riuscendo a svolgere al meglio un determinato compito motorio; migliora la qualità del movimento , le capacità coordinative danno l'essenza al movimento, riescono a farlo compiere come deve essere fatto, pulito ed efficace, meno capacità coordinative si possiedono più l'abilità motoria sarà grezza; diminuisce il tempo di apprendimento di movimenti nuovi, se si ha una buona capacità motoria coordinativa, si apprenderà meglio ciò che la maestra sta insegnando ; permette di trovare strategie ottimali per la risoluzione di problemi, la risoluzione dei problemi non deve essere indicata al singolare ma al plurale perchè ogni persona può arrivarci al proprio modo, ci sono infatti più strade per la risoluzione di problemi; per un buono sviluppo delle capacità coordinative, tutti questi cinque elementi permettono di avere una buona capacità coordinativa. Coordinazione e sistema nervoso Il livello di coordinazione dipende dall'organizzazione delle diverse informazioni che raggiungono il Sistema Nervoso Centrale e dal grado di elaborazione e di controllo delle risposte motorie, ma se noi queste informazioni non gliele mandiamo, non le stimoliamo, non riceveremo risposte o saranno poche, per questo tutto deve essere alimentato.
diverso da un altro. In altre parole, essa è la personalizzazione, il modo di compiere quell'azione motoria molto individualmente, personalmente. esistono poi altre capacità coordinative speciali che sono: capacità di orientamento capacita di differenziazione spazio-temporale capacità di differenziazione dinamica capacità di anticipazione motoria: essa non avviene in modo repentino ma bisogna lavorarci fin da subito. E' la capacità di anticipare i movimenti propri o altrui, che si esprime nell'impostazione del movimento e della posizione del proprio corpo; capacità di reazione motoria capacità di memorizzazione motoria: va esercitata trovando delle strategie varie (es. associare numeri a determinati movimenti motori); capacità di ritmizzazione: non è una capacità semplice ma dobbiamo stimolarlo lo stesso. L'alternanza di tensione e rilassamento dei grandi gruppi muscolari in ogni esercizio produce un certo ritmo di movimento, che l'allievo finisce con il percepire e con il sentire dopo averlo ripetutamente eseguito. Può essere innata all'interno del corpo, come la respirazione e i battiti cardiaci. Quando si opera per incrementare le capacità coordinative si finisce per influire sulle capacità condizionali; una capacità coordinativa acquisita rimane permanente nel bagaglio delle possibilità motorie dell'individuo, mentre un livello acquisito relativo ad una capacità condizionale tenderà a diminuire se non si manterrà "allenata" la capacità stessa.
MODELLO DELLE FASI SENSIBILI DELLE CAPACITA' COORDINATIVE ( Martin, 1982 ) Le capacità coordinative non hanno subito cambiamenti significativi negli anni. "Il corpo è una storia, un deposito di esperienze, una memoria affettiva inconscia" - A. Canevaro Bisogna considerare il corpo non solo per svolgere le nostre funzioni vitali ma è importante capire che il corpo serve per tanti altri saperi e apprendimenti. Il corpo e il movimento ci possono aiutare fortemente in molti altri apprendimenti per età evolutiva.
LE CARATTERISTICHE DELL'APPRENDIMENTO MOTORIO NELL'ETA' EVOLUTIVA (cap II) "Voglio insegnargli a vivere" -Rousseau E' un obiettivo da porre nelle lezioni sia in infanzia che primaria, al di là dell'aspetto contenutistico. LO SVILUPPO PSICOSOCIALE Una corretta educazione motoria realizza ampie possibilità educative. Il movimento suscita interesse e, soprattutto se svolto collettivamente, da fiducia in se stessi, crea il senso di responsabilità nella consapevolezza che lo sforzo di ciascuno si riflette sul risultato di tutti.
educare per assicurare lo sviluppo ottimale del soggetto e l'inserimento sociale: è necessario dare un occhio alle relazioni che vengono all'interno della classe, lo scambio tra il compagno e l'altro per osservare se dovessero crearsi dei problemi; l'insegnate deve favorire che tutti i rapporti tra i bambini siano ben amalgamati; garantire al bambino una pluralità di esperienze e relazioni sociali: attraverso il gioco libero (in cui si da la possibilità ai bambini di optare per una soluzione ludica rispetto ad altre; il gioco libero non è più facile da condurre da parte dell'insegnante), strutturato (l'insegnate, a seconda dell'obiettivo inserisce tutte quelle attività al raggiungimento di quello stesso obiettivo; più facile da condurre perchè l'insegnate conosce bene il gioco proposto), l'attività ludica, avviene una pluralità di esperienze. E' importante fargli lavorare in spazi diversi, non solo in palestra. Relazioni sociali: favorire giochi che permetta agli allievi di confrontarsi ma anche scontrarsi a livello relazionale e sociale con altre personalità, stimolando le relazioni facendoli giocare individualmente ma anche a coppie, a piccoli gruppi, tutto ciò a piccoli step; carattere ludico e socializzante delle attività proposte: sempre, dalla prima sezione della scuola dell'infanzia alla quinta classe della scuola primaria; funzione educativa del gioco: importante per quanto riguarda il rispetto delle regole, degli altri e dell'ambiente; giochi individuali, a coppie, di piccolo gruppo e di gruppo: importante la gradualità; gli allievi non devono mai essere esclusi dal gioco (evitare le eliminazioni introducendo penalità): eliminazione è una parola che va di pari passo ad una proposta di un gioco, da un punto di vista sociale non è corretta poichè significa escludere e allontanare, non fare vivere quel'esperienza motoria ad un certo bambino o bambina; da un punto di vista pedagogico usare questo verbo stona dato che è l'esatto contrario di inclusione e integrazione; nell'ambito relazionale significa sedersi da una parte e non relazionare più con gli altri; da un punto di vista motorio significa eliminare un bambino che non ha fatto bene un gioco, ma non avrebbe avuto senso proporlo poichè in quel poco tempo, il bambino eliminato, non avrà imparato nulla. A livello educativo e didattico non è da prendere in considerazione, a livello motorio l'insegnante verrebbe a meno della funzione da docente dato che il primo eliminato sarebbe sicuramente un bambino bisognoso di fare esperienze. E' possibile utilizzare il termine eliminazione accogliendo della strategie; il bambino non è un adulto in miniatura e non possono essergli applicate le regole del movimento praticato dagli adulti: ad un bambino dobbiamo presentare una metodologia ludica adeguata a lui; l'attività deve essere polivalente e non specialistica: il nostro obiettivo non è specializzazione precoce ma motricità generale, dobbiamo educare futuri uomini e
cittadini che sappiano gestire il loro corpo contro l'obesità e con una postura corretta l'allievo non si concentra a lungo e vanno proposte attività variate e ludiche: importante variare il più possibile, presentando più attrezzi e materiali; la struttura ossea del bambino non sopporta carichi statici elevati e le attività fisiche tropo intense possono determinare deformazioni scheletriche: carichi eccessivi bloccano la crescita; con l'allenamento non intensivo le ossa si rafforzano: con una costante attività motoria favorisce una crescita delle ossa; è opportuna un'azione globale. Le attività da privilegiare in base alle caratteristiche psicofisiche e fisiologiche degli allievi dai 5 a 10 anni sono: camminare correre saltare rotolare controllo della respirazione : capacità di ritmizzazione che è un'innata capacità coordinativa speciale attività a coppie : più sono piccoli più bisogna insistere su quello, non iniziando dal grande gruppo; Un notevole influsso sullo sviluppo delle capacità coordinative si basa sull’esercizio di attività motorie globali, ludiche, ricche di stimolanti situazioni per favorire la ricezione delle informazioni attraverso tutti i canali propriocettivi. La capacità di apprendere, controllare, trasformare il movimento dipende sia dalla corretta e rapida ricezione delle informazioni e degli stimoli... Più proponiamo situazioni varie, materiali diversi, siamo una grossa possibilità di sperimentarle tutte e quindi al bambino di impossessarsi di un bagaglio motorio ricco ed ampio.
RUOLO DELL’ATTIVITÀ MOTORIA NEL PROCESSO DI CRESCITA DELLA PERSONA L’età e caratteristiche motorie: 8-11 anni circa “età d’oro della motricità” e della rappresentazione mentale: lo sviluppo delle attività motorie sono al massimo; 5-9 anni circa l’alunno consegue gli schemi motori di base: necessario per fare esperienze al bambino come camminare, correre ecc; 5-9 anni circa aumenta la precisione dei movimenti; 7-10 anni circa l’alunno realizza una maggiore rapidità dei movimenti: compie gesti e diventa più abile nei movimenti; 7-10 anni circa l’alunno migliora la sensibilità muscolare; 6-7 anni circa migliora l’equilibrio, verso i 6-8 anni acquisisce stabilità del movimento, a 11- 12 raggiunge il livello più alto e dopo 12 anni progredisce in modo limitato: importante stimolare l’equilibrio nelle sue varie forme;
non basta volere, bisogna anche fare."
- W. Gothe
La teoria è importantissima, la prassi è importantissima ma se non si sposassero mancherebbe qualcosa; la teoria senza la pratica non ha motivo di esistere. L'espressione corporea intesa come la spontanea manifestazione non verbale di ogni nostro atto, può essere considerata come l'insieme di attività corporee che nella ricerca continua delle possibilità espressive del corpo, precede ed accompagna le tecniche comunicative ed artistiche. All'interno dei saperi disciplinari ci sono delle discipline che appartengono al linguaggio non verbale: arte ed immagine e musica , mentre le discipline che appartengono al linguaggio verbale sono tutte le altre. Il corpo è il primo mezzo con cui l'individuo sperimenta l'ambiente, è il primo canale di comunicazione fra lui e gli altri ed è l'intermediario privilegiato nella relazione con gli altri tra il mondo interno e quello esterno a sè. Secondo Piaget, le prime costruzioni logiche dipendono dalla motricità e dalle sue forme senso motorie, percettive e schemi d'azione. I primi processi mentali del bambino si costruiscono sulle azioni che egli compre nei confronti dell'ambiente e degli oggetti che lo circondano. Il movimento è la fonte dei processi cognitivi e la conoscenza attraverso i sensi è la prima forma di conoscenza (è la base sulla quale si costruisce il mondo percettivo e concettuale del bambino).
All'educazione è strettamente connessa la nozione di Persona. Il "ruolo" in relazione alla personalità secondo G. W. Allport. Personalità: aspettative del ruolo, concezione del ruolo, accettazione o rifiuto del ruolo, adempimento del ruolo. Aspettative del ruolo : nostre e degli allievi, nessuno deve deludere quell'aspettativa ma va rinforzata ulteriormente, soprattutto per quanto riguarda l'aspettativa che gli alunni hanno degli insegnanti poichè saranno influenzate dalle informazioni date dai genitori, possono arrivare già con preconcetti su ogni insegnante ma la vera aspettativa che non bisogna deludere è quella che gli alunni si sono fatti nel tempo; concezione del ruolo: gli alunni si fanno delle idee con le idee date da altri, in primis dei genitori, poi l'importanza del ruolo deve dargliela l'insegnante durante l'anno scolastico;
accettazione o rifiuto del ruolo: rapporto docente alunni potrebbe essere un rapporto di scambio quindi positivo oppure ci potrebbero essere scontri, quindi è importante che il docente lavori sul proprio stile di personalità oltre al proprio stile di insegnamento; a dempimento del ruolo: noi dobbiamo riuscire deontologicamente a raggiungere l'obiettivo che rientra nella nostra professionalità, farlo nel modo più corretto e professionale possibile Dobbiamo lavorare sui nostri allievi per quanto riguarda le aspettative del ruolo, è importane condurlo verso quella aspettativa; far accettare e rimuovere i rifiuti che ci possono essere nel bambino e anche tra di loro per arrivare a capire quando ha raggiunto l'adempimento del ruolo. Personalità: tutto deve partire da qua, dobbiamo cercare di aiutarla a formare negli alunni. Nella personalità dobbiamo sicuramente parlare di: capacità: potrebbero essere capacità legate all'ambito motorio, ma potrebbe anche essere capacità a livello cognitivo ecc, in questo contesto il termine capacità va a ricondursi alla capacità totale dell'individuo, in tutte le sue componenti; temperamento e atteggiamenti : sono due caratteristiche soggettive che dipendono dallo stile di personalità, è importante cercare di canalizzare dove atteggiamento e temperamento sono negativi. Il rispetto delle regole aiuta a stemperare quegli atteggiamenti aggressivi che sempre di più i bambini nelle classi hanno; disposizioni: da come dà esito l'osservazione-ascolto ci dobbiamo attivare per predisporre tutte quelle metodologie e strategie di intervento per fare in modo che si possa risolvere quella problematica; bisogni emotivi: accoglienza (prendersi cura di), bisogno, cuore, parole che non devono mai mancare nell'insegnante, deve avere necessariamente tre caratteristiche. L'accoglienza potrebbe essere necessaria per il bambino ad ogni secondo, essa deve essere costantemente attiva nel nostro modus operandi, deve essere un prerequisito; i bisogni del bambino non sono solo quelli fisiologici, ma soprattutto sono quelli che il bambino non chiederà mai, sono più nascosti e complessi da vedere, per questo l'osservazione è una metodologia importantissima; stile conoscitivo, valori ecc: non dare mai per scontati i valori, l'età evolutiva ha la caratteristica di essere un'età in cui nel sistema nervoso centrale c'è elasticità quindi è molto agevolato l'apprendimento. Movimento vuol dire educazione psicomotoria, motoria, fisica e sportiva, è una componente dinamica della personalità, che può contribuire e valorizzare non solo l'area motoria della personalità ma anche tutte le altre. Il corpo è un elemento di costruzione della vita mentale e il suo linguaggio ha la funzione di mediatore tra l'io e il mondo. I principi generali dell'educazione motoria dicono che in ciascuno stadio di sviluppo occorre che l'educatore realizzi la più larga base motoria possibile, proponendo e