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Sicurezza antincendio e gestione emergenze: manuale prevenzione e protezione, Appunti di Sicurezza Dei Sistemi Informativi

Riassunto elementi corso sicurezza MODULO 1-2 APPUNTI OBBLIGATORI UNIVERSITà DI BOLOGNA

Tipologia: Appunti

2021/2022
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Caricato il 04/05/2022

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greta-spreafico-1 🇮🇹

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UNITA 3
incendio
La combustione è una reazione chimica sufficientemente rapida di una
sostanza combustibile ed una comburente che da luogo allo sviluppo di
calore, fiamma, gas, fumo e luce. La reazione si innesca in determinate
condizioni (temperatura, pressione) che dipendono dalle sostanze
coinvolte.
Combustibile: è qualsiasi materiale atto a bruciare
Comburente: l’ossigeno
L’aria che noi respiriamo è composta da 78% di azoto, 21% di ossigeno
e l’1% di altri gas.
Innesco: sorgente di energia sufficiente ad iniziare la reazione
Combustibile, Comburente e Innesco, ovvero i tre elementi
necessari alla combustione, possono essere rappresentati con un
triangolo: il triangolo del fuoco.
Per impedire la combustione o arrestarla si agirà cercando
di sottrarre uno dei tre lati al triangolo del fuoco o di impedire
l’innesco.
Il calore rappresenta l’energia liberata dall’incendio e costituisce
la causa principale della sua propagazione.
Il calore sviluppato provoca l’innalzamento della temperatura fino a
valori che possono essere letali per l’uomo. Una temperatura di
circa 50°C può essere sopportata dall’organismo umano per non più
di 1-2 ore con aria sufficientemente secca; temperature > 100°C,
invece, hanno effetti mortali in pochi minuti.
Il calore può provocare ustioni, disidratazione dei tessuti, blocco
della respirazione.
Il fumo è la causa principale di decesso in caso di incendio.
Esso è costituito da particelle solide incombuste, presenti soprattutto
quando la combustione avviene in difetto di ossigeno (fumo nero), e
da aerosol che si forma per condensazione del vapor acqueo (fumo
bianco).
Il fumo provoca soffocamento, ostacola gli interventi dei soccorritori
e rallenta la fuga degli occupanti.
I fumi, se sufficientemente caldi, contribuiscono alla propagazione
dell’incendio.
I gas di combustione sono tutti quei prodotti generati dalla
combustione che si mantengono allo stato gassoso anche in
condizioni di pressione atmosferica e temperatura di riferimento
ambientale (15°C).
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UNITA’ 3

incendio La combustione è una reazione chimica sufficientemente rapida di una sostanza combustibile ed una comburente che da luogo allo sviluppo di calore, fiamma, gas, fumo e luce. La reazione si innesca in determinate condizioni (temperatura, pressione) che dipendono dalle sostanze coinvolte. Combustibile : è qualsiasi materiale atto a bruciare Comburente: l’ossigeno L’aria che noi respiriamo è composta da 78% di azoto, 21% di ossigeno e l’1% di altri gas. Innesco : sorgente di energia sufficiente ad iniziare la reazione Combustibile, Comburente e Innesco , ovvero i tre elementi necessari alla combustione, possono essere rappresentati con un triangolo: il triangolo del fuoco. Per impedire la combustione o arrestarla si agirà cercando di sottrarre uno dei tre lati al triangolo del fuoco o di impedire l’innesco. Il calore rappresenta l’energia liberata dall’incendio e costituisce la causa principale della sua propagazione. Il calore sviluppato provoca l’innalzamento della temperatura fino a valori che possono essere letali per l’uomo. Una temperatura di circa 50°C può essere sopportata dall’organismo umano per non più di 1-2 ore con aria sufficientemente secca; temperature > 100°C , invece, hanno effetti mortali in pochi minuti. Il calore può provocare ustioni, disidratazione dei tessuti, blocco della respirazione. Il fumo è la causa principale di decesso in caso di incendio. Esso è costituito da particelle solide incombuste, presenti soprattutto quando la combustione avviene in difetto di ossigeno ( fumo nero ), e da aerosol che si forma per condensazione del vapor acqueo ( fumo bianco ). Il fumo provoca soffocamento, ostacola gli interventi dei soccorritori e rallenta la fuga degli occupanti. I fumi, se sufficientemente caldi, contribuiscono alla propagazione dell’incendio. I gas di combustione sono tutti quei prodotti generati dalla combustione che si mantengono allo stato gassoso anche in condizioni di pressione atmosferica e temperatura di riferimento ambientale (15°C).

Questi gas sono per la maggior parte tossici per l’uomo , anche in piccole percentuali. L’incendio dipende da un gran numero di fattori:

  • Tipo di materiali coinvolti , la loro forma e dimensione, loro distribuzione nello spazio o ambiente;
  • Condizioni dell’ambiente in cui si verifica: spazio aperto o chiuso;
  • Aperture presenti nell’ambiente, loro caratteristiche e distribuzione;
  • Presenza di impianti che possono aggravare la propagazione dell’incendio od ostacolarla;
  • Misure di prevenzione incendi e impianti di protezione.
  • Gli incendi vengono distinti in quattro classi , secondo lo stato fisico dei materiali combustibili, con un’ulteriore categoria che tiene conto delle particolari caratteristiche degli incendi di natura elettrica.
  • A – incendi di materie solide, generalmente di natura organica, la cui combustione normalmente avviene con produzione di braci (carta, legname, tessuti, gomma, materiali organici, ecc.)
  • B – incendi di liquidi infiammabili (benzina, gasolio)
  • C – incendi di gas infiammabili (gpl, metano, acetilene, idrogeno, ecc.)
  • D – incendi di metalli combustibili (sodio, magnesio)
  • E – incendi di natura elettrica (impianti ed attrezzature sotto tensione) Le sostanze estinguenti agiscono o per sottrazione del combustibile, o per soffocamento o per raffreddamento in modo da rimuovere uno dei tre lati del triangolo del fuoco. GESTIONE EMERGENZE L'emergenza è una situazione anomala che può costituire fonte di rischio per la sicurezza delle persone e di danno per le cose. Si possono individuare 3 livelli di emergenza:
  • Emergenza contenuta: può essere affrontata e controllata dal personale coinvolto, senza l’ausilio del personale addetto.
  • Emergenza interna: può essere affrontata e controllata dal personale addetto alla gestione dell’emergenza, senza l’ausilio di soccorsi esterni.
  • Se le vie di fuga sono ostruite rientrare nel locale , segnalare la presenza dalla finestra, chiudere la porta con stracci bagnati.
  • Se l'incendio ha coinvolto una persona è opportuno impedire che questa possa correre; sia pur con la forza bisogna obbligarla a distendersi e poi soffocare le fiamme con indumenti, coperte od altro.
  • Se sei da solo e i vestiti che indossi prendono fuoco , proteggi il viso con le mani, e rotolati per terra fino che le fiamme si sono spente. L'acqua può essere utilizzata come sostanza estinguente per incendi di classe A (materie solide, generalmente di natura organica, la cui combustione normalmente avviene con produzione di braci come carta, legname, tessuti, gomma, materiali organici) perché provoca:
  • Abbassamento della temperatura del combustibile per assorbimento del calore
  • Azione di soffocamento per sostituzione dell’ossigeno con il vapore acqueo
  • Diluizione di sostanze infiammabili solubili in acqua
  • Imbevimento dei combustibili solidi La schiuma può essere utilizzata come sostanza estinguente per incendi di classe A (materie solide, generalmente di natura organica, la cui combustione normalmente avviene con produzione di braci come carta, legname, tessuti, gomma, materiali organici) e B (liquidi infiammabili come benzina, gasolio), perché provoca:
  • Raffreddamento
  • Separazione del combustibile dal comburente Le polveri si utilizzano per estinguere incendi di classe A (materie solide, generalmente di natura organica, la cui combustione normalmente avviene con produzione di braci come carta, legname, tessuti, gomma, materiali organici), B (liquidi infiammabili come benzina, gasolio), C (gas infiammabili come gpl, metano, acetilene, idrogeno) ed E (natura elettrica, impianti ed attrezzature sotto tensione). La loro azione provoca:
  • Raffreddamento
  • Separazione del combustibile dal comburente
  • Inibizione del processo della combustione I gas inerti possono essere utilizzati per estinguere incendi di classe B (liquidi infiammabili come benzinae gasolio), C (gas infiammabili come gpl, metano, acetilene, idrogeno, ecc.) ed E (natura elettrica, come impianti ed attrezzature sotto tensione). La loro azione elimina il comburente. Ogni estintore riporta sull' etichetta una serie di informazioni, tra cui la o le classi di incendio per le quali è utilizzabile e l'eventuale non utilizzabilità su apparecchi in tensione elettrica. Sigla del tipo: 89 BC Estintore a CO 2 La valutazione di un ambiente nei confronti del rischio incendio è eseguita tramite le grandezze :
  • Carico di incendio
  • Classe di reazione al fuoco (per gli arredi)
  • Classe di resistenza al fuoco (per strutture portanti e strutture separanti) La valutazione deve poi tenere conto di:
  • Affollamenti
  • Percorsi e vie di esodo
  • R = P x D
  • La formula esprime il Rischio dato dal prodotto tra P (Probabilità che si verifichi l'evento dannoso) e D (Danno che l'evento potebbe causare).
  • Nel caso del rischio incendio, la Prevenzione agisce diminuendo la probabilità di insorgenza di un incendio.
  • La protezione limita invece i danni dell’incendio. Le principali misure di prevenzione:
  • Evitare l’accumulo di materiali infiammabili o combustibili
  • Mantenere sempre in ordine le zone di lavoro
  • Rispettare il divieto di fumare
  • Rispettare il divieto di usare fiamme libere
  • Controllare le superfici calde
  • Verificare la conformità dell’impianto elettrico
  • Evitare di sovraccaricare l’impianto elettrico
  • Effettuare le manutenzioni programmate
  • Adeguata formazione

Alcuni accorgimenti poco costosi e semplici possono rendere più sicuri i nostri ambienti di vita. Ad esempio:

  • fissare alle pareti scaffali, librerie e altri mobili ingombranti;
  • evitare di tenere oggetti pesanti su mensole e scaffali particolarmente alti;
  • mettere gli oggetti pesanti sui ripiani bassi delle scaffalature e fissare gli oggetti sui ripiani alti con del nastro biadesivo; utilizzare fermi per evitare l’apertura di sportelli di mobili dove sono contenuti oggetti fragili, in modo che non si aprano durante Cosa fare durante un terremoto:
  • in caso di evento, mantenere la calma e non farsi prendere dal panico.
  • cercare inoltre di tranquillizzare le altre persone presenti.
  • la scossa; In auto, durante un terremoto:
  • rallentare e fermarsi a bordo strada, mai però nei sottopassaggi;
  • restare lontani da ponti, cavalcavia, terreni franosi e linee elettriche;
  • attendere in auto che la scossa abbia termine. All’aperto, durante un terremoto:
  • dirigersi verso spazi aperti e ampi;
  • allontanarsi da edifici, terrapieni, linee elettriche, muri di recinzione, cantieri;
  • se ci si trova su un marciapiedi fare attenzione a cornicioni, insegne, balconi, eventualmente cercare riparo sotto un portone. Cosa fare dopo il terremoto:
  • abbandonare i locali seguendo le vie di esodo;
  • tutto il personale docente e tecnico presente nelle aule, nelle biblioteche e sale di lettura, nei laboratori didattici e di ricerca,

prima di uscire si accerteràche tutti gli studenti abbiano abbandonato i locali.

  • se è possibile, prima di abbandonare i locali cercare di mettere in sicurezza impianti, attrezzature, reazioni chimiche o altri esperimenti in corso;
  • raggiungere uno spazio aperto , lontano da edifici e da strutture pericolanti;
  • non usare il telefono se non per reali esigenze di soccorso;
  • non usare autoveicoli per lasciare le strade libere per i soccorsi;
  • attendere nel luogo sicuro individuato. Al termine della scossa gli addetti della squadra di emergenza dovranno:
  • coordinare e facilitare l’esodo dall’edificio;
  • verificare lo stato di salute delle persone presenti;
  • verificare che il punto di raccolta sia sufficientemente sicuro, in caso contrario invitare le persone a spostarsi verso un luogo più sicuro;
  • verificare con il coordinatore l’opportunità di staccare le utenze e gli impianti, e se del caso, procedere in tal senso. Il coordinatore della squadra di emergenza , ad evacuazione terminata, con il supporto della squadra di emergenza, dovrà:
  • verificare se sussiste la necessità di allertare i soccorsi esterni;
  • verificare eventuali danni presenti, sempre che ciò possa essere fatto in sicurezza. Il Dirigente della Struttura congiuntamente con il Coordinatore dell’Emergenza , qualora non vi siano danni evidenti e la situazione generale lo consenta, potrà richiedere di riprendere le attività.

Primo soccorso

Mantenere la calma; Allertare gli addetti al primo soccorso; Telefonare al 118 riportando:

  • Luogo;

FATTORI ORGANIZZATIVI

  • Carenze strutturali
  • Carenze tecniche e gestionali
  • Carenze formative
    • Malattia professionale (o tecnopatia)

  • Patologia che si sviluppa a causa della presenza di stimoli nocivi nell'ambiente di lavoro (fattori interni, azione lenta e virulenta).
    • Infortunio

  • È definito come un evento verificatosi per causa violenta ed esterna (fattori esterni, azione intensa e rapida).

Durante il terremoto gli addetti della squadra di emergenza :

  • inviteranno tutti i presenti alla calma e a seguire le istruzioni descritte in precedenza;
  • indosseranno la casacca ad alta visibilità.

Unita’ 4

Le segnalazioni di avvertimento e di sicurezza non sono e non devono essere ritenute il fulcro delle misure di prevenzione: hanno la specifica funzione di completare le misure di prevenzione e protezione già in atto, richiamando in loco la formazione e le conoscenze che devono essere fornite in precedenza agli addetti interessati. Scopo della segnaletica è:

  • Vietare comportamenti pericolosi
  • Avvertire di rischi o pericoli
  • Fornire indicazioni per la sicurezza o il soccorso
  • Prescrivere comportamenti sicuri
  • Indicare ulteriori elementi di prevenzione