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sintesi prima parte libro per esame di introduzione delle scienze giuridiche unisob scienze dell' educazione
Tipologia: Sintesi del corso
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sociale e ne anlizza i risultati, mentre il diritto indirizza il comportamento del cittadino ,attraverso delle regole, verso una direzione artificiale che non ha alcun legame con la natura poiché i presupposti del diritto si rivolgono sempre verso una libertà e un’attenzione dell’uomo, presupposti che la natura non dispone. Infatti a quest’introduzione è possibile ricordare la citazione del giusrista cecoslovacco del 900 Kelsen “Il diritto ha a che fare con la libertà”. Questa citazione denota la differenza tra un fatto naturale e uno giuridico: il primo avviene per necessità e non per volontà dell’uomo, il secondo assume conseguenze giuridiche che istigano la libertà dell’indivisuo rispetto la forza della natura. Le necessità naturali hanno una diversa connotazione giuridica a seconda di come vengono interpretate e a quale norma giuridica vengono ricondotte le quali dipendono sempre dalle scelte politiche e, quindi giuridiche che vengono prese. Semore Kelsen, diceva che è come se ci fosse un imperativo ipotetico. Per fisiologia del diritto intendiamo che nella nostra vita quotidiana abbiamo delle regole che fanno parte anche in ambito a nostra insaputa. Però la disciplina del contratto, come diceva Kant, è una disciplina rigorosa che riguarda l'esteriorità della nostra quotidianità: se uno dei due soggetti stipula un contratto con l'altro soggetto e all'improvviso ne viene meno cioè non rispetta quanto dichiarato, ci si trova in una situazione patologica poiché si tratta di una non conformità alla regola e quindi patologia del diritto significa proprio violazione di una regola generale o penale. Da questa differenza emerge anche la differenza DIRITTO E MORALE : Diceva Kant il motivo per cui ci si sottrae al contratto e quindi tra alle proprie responsabilità, e un aspetto morale che riguarda se stesso ed è un concetto abbastanza interiore mentre l'aspetto giuridico si pone davanti al fatto compiuto o non compiuto senza doversi interrogare su motivi che hanno condotto a questa condizione e, soprattutto, senza dover intervenire, dal punto di vista dell'interesse rispetto a quel comportamento. Il diritto come espressione della regolamentazione delle nostre vite valuta il fatto che ci sia una conformità alle norme ma non valuta le questioni interiori quali le motivazioni, le infrazioni per cui avvengono alcune azioni. Quindi parlare di diritto morale è inutile perché non esiste. Quando parliamo di diritto parliamo di una STRUTTURA DEONTICA: deontico significa analizzare il concetto di "dovere" quindi la struttura deontica indica il rapporto tra diritto e dovere. Quando si parla di diritto ci dev'essere un obbligo corrispondente perché non possiamo parlare di diritto difronte ad una pretesa o richiesta che non è strutturalmente e giuridicamente definita. Ma di un diritto acquisito cioè di una regolamentazione che prevede una sanzione. Le norme giuridiche sono tali perché prevedono una sanzione esterna ed istitualizzata, è un concetto più ampio di cui fa parte la sanzione giuridica. È quella di cui un soggetto viene fatto carico se fa parte di un gruppo sociale. Fra le sanzioni sociali una interessante è quella del cosiddetto RICICLAGGIO. Sono sanzioni imprevedibili che sono scatenati da meccanismi imponderabili e, soprattutto, che non sono regolamentate. Il concetto di effettività è legato al concetto di sovranità legittima perché è legato al fatto che uno stato esista. La legittimità è il criterio di validità del potere cioè il potere può essere illegittimo quando è basato sulla forza bruta ed è, invece, legittimo quando i soggetti si considerano “obbligati” in quanto si sentono parte di una condizione che si può far risalire al concetto di giusnaturalismo. La condizione d’autorità è un concetto ambiguo ma parlandone come autorità legittima, specifichiamo che si fonda sulla percezione di norme a cui noi ci sottoponiamo. Le legalità, invece, è il modo in cui attualmente parliamo di legittimità. Se un potere legittimo è Genericamente un potere giuridicamente fondato, un potere legale è un potere che viene esercitato secondo le leggi. Si collega l’ideale greco dell’isonomia, ma si manifesta solo con l’affermarsi definitivo dello stato moderno e del processo di
razionalizzazione che vi si accompagna. Si considera lo stato come fondato su delle leggi ma non viene considerato come coincidente con la forza. Dunque “effettività di un ordinamento giuridico” indica la giusta corrispondenza di osservanza tra gli organi istituzionali e il giusto comportamento dei cittadini. la rivoluzione francese, ad esempio, cambia l’effettività di certe norme e ne fa diventare effettive certe altre: lo stato rimane tale perché rimane in piedi la struttura organizzativa nonostante fosse radicalmente cambiata.