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La scoperta della natura dei raggi catodici e dell'elettrone, Appunti di Chimica

Come il chimico dalton dimostrò che la materia è formata da atomi e come, nel corso del xix secolo, si scoprì l'esistenza di ioni e di raggi catodici. Thomson e il suo gruppo al laboratorio cavendish a cambridge rivelarono la natura di questi raggi e dell'elettrone, scoprendo che quest'ultimo è una particella carica negativamente. Come thomson dimostrò che i raggi subiscono una deviazione in presenza di campi elettrici e magnetici, confermando così la natura di queste particelle.

Tipologia: Appunti

2020/2021

Caricato il 13/01/2021

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manuel-gby 🇮🇹

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Nel 1808 il chimico Dalton dimostrò che la materia è formata da atomi. Secondo lui
l’atomo era una particella piena, omogenea e indivisibile. Nei primi decenni dell’800 gli
esperimenti
dello scienziato Faraday sulla conduzione elettrica delle soluzioni, portarono ad ammettere
l’esistenza di particelle dotate di carica positiva e negativa, gli ioni.
Durante l’800 furono messi a punto alcuni tubi di vetro che contenevano gas molto
rarefatti (i tubi di crookes). Utilizzando una corrente elettrica questi tubi emettevano luce. Al
fenomeno fu dato il nome di raggi catodici, ma non era ancora chiara la loro natura. La
ricerca era piena di tante ipotesi e risultati
diversi. Nel 1895 il fisico Roentgen scoprì i raggi x, la risposta definitiva
sui raggi catodici arrivò dal laboratorio Cavendish di Cambridge in Inghilterra.
Qui Thomson e il suo
gruppo svelarono la natura dei raggi catodici e di tutta la materia. L’apparato è formato da
un tubo di vetro riempito con un gas e
collegato con una pompa a vuoto. Facendo applicare la pompa viene estratto il gas, che
rimane in
piccola quantità. La creazione del vuoto è fondamentale per l’esito dell’esperimento, e fu
anche grazie alla capacità di creare un vuoto spinto che Thomson riuscì dove altri ricercatori
avevano fallito. All’estremità del tubo si trovavano delle piastre metalliche collegate ad un
generatore elettrico e chiamate perciò elettrodi. In particolare la placca negativa è il catodo,
quella
positiva, è l’anodo.
All’estremità opposta il vetro è ricoperto da un materiale che emette fluorescenza
quando è colpito dai raggi. Collegando il catodo e l’anodo al generatore di corrente, tra loro
si forma un fascio di raggi non visibili. I raggi fuoriuscenti dal catodo (negativo), sono diretti
all’anodo (positivo), e attraversano le due piastre in corrispondenza delle
fenditure. Se
all’interno del tubo si aggiungono due piastre metalliche parallele (l’anodo in basso e il
catodo in
alto) e si collegano ad un altro generatore, il punto fluorescente sullo schermo si sposta in
basso.
Grazie ad una scala graduata è possibile misurare lo spostamento. Invertendo la polarità di
queste
piastre la fluorescenza si sposta in alto. Cosa si può concludere da queste osservazioni? I
raggi subiscono una deviazione, cioè vengono deflessi dall'applicazione di un campo
elettrico.
Questi sono attratti dalla piastra positiva qualunque sia la sua posizione. In questo modo si
dimostra
che i raggi sono carichi negativamente. Lo stesso effetto si ottiene utilizzando un campo
magnetico. I raggi catodici vengono deviati verso il basso o verso l’alto a seconda
dell’orientamento del campo magnetico. Thomson infine dimostrò che i raggi sono formati da
particelle cariche perché rispondono al campo magnetico, come farebbe
una qualunque particella carica e che la natura di queste cariche è negativa. Thomson
calcolò anche il rapporto tra carica e massa di queste
particelle, che furono chiamate elettroni.
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Scarica La scoperta della natura dei raggi catodici e dell'elettrone e più Appunti in PDF di Chimica solo su Docsity!

Nel 1808 il chimico Dalton dimostrò che la materia è formata da atomi. Secondo lui l’atomo era una particella piena, omogenea e indivisibile. Nei primi decenni dell’800 gli esperimenti dello scienziato Faraday sulla conduzione elettrica delle soluzioni, portarono ad ammettere l’esistenza di particelle dotate di carica positiva e negativa, gli ioni.

Durante l’800 furono messi a punto alcuni tubi di vetro che contenevano gas molto rarefatti (i tubi di crookes). Utilizzando una corrente elettrica questi tubi emettevano luce. Al fenomeno fu dato il nome di raggi catodici, ma non era ancora chiara la loro natura. La ricerca era piena di tante ipotesi e risultati diversi. Nel 1895 il fisico Roentgen scoprì i raggi x, la risposta definitiva sui raggi catodici arrivò dal laboratorio Cavendish di Cambridge in Inghilterra. Qui Thomson e il suo gruppo svelarono la natura dei raggi catodici e di tutta la materia. L’apparato è formato da un tubo di vetro riempito con un gas e collegato con una pompa a vuoto. Facendo applicare la pompa viene estratto il gas, che rimane in piccola quantità. La creazione del vuoto è fondamentale per l’esito dell’esperimento, e fu anche grazie alla capacità di creare un vuoto spinto che Thomson riuscì dove altri ricercatori avevano fallito. All’estremità del tubo si trovavano delle piastre metalliche collegate ad un generatore elettrico e chiamate perciò elettrodi. In particolare la placca negativa è il catodo, quella positiva, è l’anodo.

All’estremità opposta il vetro è ricoperto da un materiale che emette fluorescenza quando è colpito dai raggi. Collegando il catodo e l’anodo al generatore di corrente, tra loro si forma un fascio di raggi non visibili. I raggi fuoriuscenti dal catodo (negativo), sono diretti all’anodo (positivo), e attraversano le due piastre in corrispondenza delle fenditure. Se all’interno del tubo si aggiungono due piastre metalliche parallele (l’anodo in basso e il catodo in alto) e si collegano ad un altro generatore, il punto fluorescente sullo schermo si sposta in basso. Grazie ad una scala graduata è possibile misurare lo spostamento. Invertendo la polarità di queste piastre la fluorescenza si sposta in alto. Cosa si può concludere da queste osservazioni? I

raggi subiscono una deviazione, cioè vengono deflessi dall'applicazione di un campo elettrico. Questi sono attratti dalla piastra positiva qualunque sia la sua posizione. In questo modo si dimostra che i raggi sono carichi negativamente. Lo stesso effetto si ottiene utilizzando un campo magnetico. I raggi catodici vengono deviati verso il basso o verso l’alto a seconda dell’orientamento del campo magnetico. Thomson infine dimostrò che i raggi sono formati da particelle cariche perché rispondono al campo magnetico, come farebbe

una qualunque particella carica e che la natura di queste cariche è negativa. Thomson calcolò anche il rapporto tra carica e massa di queste particelle, che furono chiamate elettroni.

Infine queste furono le conclusioni di Thomson:

  1. Gli atomi non sono indivisibili ma esiste una particella subatomica (elettrone).
  2. L’elettrone ha le stesse caratteristiche in tutti gli atomi.
  3. Poiché gli atomi sono elettricamente neutri sono portatori di carica positiva.
  4. La carica positiva è distribuita nell’atomo nel modo più probabile dal punto di vista matematico, cioè in modo uniforme.

La carica dell’elettrone fu determinata nel 1909 dal fisico Millikan.