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Appunti di laboratorio di informatica, della professoressa Poggioni, classe L-13, nell'anno 2025/26, scritti da Chiara Perni.
Tipologia: Appunti
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La CPU è considerata il cuore e il cervello del computer, poiché si occupa di eseguire tutte le istruzioni dei programmi. È il componente che interpreta i comandi, effettua i calcoli e coordina il funzionamento dell’intero sistema. Lavora in stretto collegamento con la RAM, dalla quale preleva rapidamente dati e istruzioni necessari per l’elaborazione.
La CPU è composta da tre sezioni principali:
● A.L.U. (Arithmetic Logic Unit) È l’unità che esegue tutte le operazioni aritmetiche (somma, sottrazione, ecc.) e logiche (confronti, operazioni booleane). Rappresenta la parte “operativa” del processore.
● Unità di Controllo (Control Unit) Coordina tutte le attività della CPU. Preleva le istruzioni dalla memoria, le decodifica e attiva i circuiti necessari per eseguirle. Gestisce anche il ciclo di funzionamento chiamato fetch–decode–execute.
● Unità di Memoria (Registri interni) Comprende piccoli spazi di memoria velocissimi chiamati registri, utilizzati per conservare temporaneamente dati, indirizzi e risultati intermedi. Tra i registri più importanti troviamo il Program Counter (PC) e il Registro Istruzioni (IR).
● Multithreading
Un processore multithreading è in grado di gestire più thread simultaneamente. Un thread è una piccola sequenza di istruzioni appartenente a un programma. Con il multithreading, un singolo core può “alternare” molto velocemente l’esecuzione di thread diversi, dando l’impressione di eseguirli in parallelo. I thread condividono molte risorse interne del processore, tra cui la cache, cioè una memoria velocissima usata per ridurre i tempi di accesso ai dati.
● Multicore
Un processore multicore contiene più core fisici all’interno dello stesso chip. Ogni core si comporta come una CPU indipendente, con la capacità di eseguire istruzioni e processi in parallelo. Questo permette di aumentare le prestazioni complessive e di gestire più programmi contemporaneamente senza rallentamenti.
Ogni core dispone solitamente della propria cache, mentre una parte della cache può essere condivisa tra tutti i core (dipende dall’architettura.
● Multiprocessore
In un sistema multiprocessore ci sono più processori fisici installati sulla stessa scheda madre o collegate tra loro. Ogni processore può essere a sua volta multicore e supportare il multithreading, creando sistemi estremamente potenti, utilizzati spesso in server, supercomputer o workstation avanzate. La presenza di più processori permette una vera esecuzione parallela su larga scala, con distribuzione del carico di lavoro tra i vari chip.
● La velocità di un processore viene misurata tramite la sua frequenza di clock, cioè il numero di operazioni elementari che la CPU è in grado di eseguire in un solo secondo. Ogni operazione corrisponde a un "tic" del clock interno, che scandisce il ritmo di lavoro del processore.
● L’unità di misura di questa frequenza è il MegaHertz (MHz), che indica milioni di cicli al secondo. Nei primi computer e nei processori più datati, le frequenze erano tipicamente nell’ordine dei pochi MHz o centinaia di MHz.
● Nei processori moderni la frequenza si misura di solito in GigaHertz (GHz), cioè miliardi di cicli al secondo. Ad esempio, un processore a 3 GHz può compiere fino a 3 miliardi di operazioni elementari ogni secondo.
● Va ricordato che la frequenza da sola non determina le prestazioni, perché entrano in gioco anche altri fattori come:
Tipi di memoria
● Memoria Non Scrivibile ROM (Read Only Memory): contiene il firmware ed è usata per l’avvio del computer. La ROM è una memoria non volatile, cioè conserva i dati anche quando il computer è spento, ed è programmata dal produttore con istruzioni permanenti, come il BIOS o firmware essenziale per l’inizializzazione del sistema. Non può essere modificata dall’utente durante il normale funzionamento.wikipedia+
● Memoria Centrale o RAM (Random Access Memory): usata dal processore per salvare dati parziali e far girare i programmi in esecuzione. La RAM è una memoria volatile, che
La memoria virtuale:
La memoria virtuale è un meccanismo del sistema operativo che estende virtualmente la memoria RAM utilizzando una parte del disco rigido o SSD come memoria aggiuntiva. Questo permette di eseguire programmi più grandi della capacità fisica della RAM disponibile. Tuttavia, l’accesso alla memoria virtuale è più lento rispetto alla RAM, quindi l’uso intensivo di questa può rallentare l’esecuzione dei programmi. Nonostante ciò, la memoria virtuale è essenziale per gestire carichi di lavoro elevati e garantire il corretto funzionamento del sistema quando la RAM è insufficiente.
Flusso dei dati:
La foto mostra il percorso che i dati seguono all’interno del computer, in particolare quando la memoria RAM non è più sufficiente e si deve ricorrere alla memoria virtuale. Ecco cosa rappresentano i vari passaggi:
La CPU è il punto di partenza del flusso. Il processore richiede continuamente dati e istruzioni per eseguire i programmi. Poiché ha bisogno di accedere velocemente alle informazioni, utilizza memorie sempre più rapide man mano che ci si avvicina al suo nucleo.
Dopo la CPU, i dati passano nella cache. La cache è una memoria molto veloce, presente direttamente nel processore o nelle sue immediate vicinanze. Serve a memorizzare le informazioni più utilizzate, così la CPU può recuperarle senza dover accedere alla RAM, che è più lenta. È il primo livello dove il processore cerca i dati.
Se i dati non sono presenti nella cache, la CPU li cerca nella RAM. La RAM è la memoria principale del computer, più grande ma meno veloce della cache. Contiene i programmi in esecuzione e tutti i dati temporanei che servono per il funzionamento del sistema.
Quando la RAM si riempie del tutto, il sistema operativo utilizza una parte del disco fisso (HD) o dell’unità SSD come memoria aggiuntiva. Questa porzione prende il nome di memoria virtuale. Il disco è molto più lento della RAM, quindi quando si inizia a usare questa memoria supplementare il computer può rallentare notevolmente.
Rappresentata nel diagramma come una zona evidenziata sull'HD, indica lo spazio su disco utilizzato per conservare temporaneamente i dati che non possono più stare nella RAM. Il sistema sposta continuamente informazioni tra RAM e memoria virtuale per poter continuare ad eseguire i programmi.
Il file system è la parte del sistema operativo che si occupa di organizzare, gestire e controllare tutti i dati memorizzati nelle memorie secondarie, cioè nei dispositivi di archiviazione permanenti come hard disk, SSD, chiavette USB o schede di memoria. È un componente fondamentale, perché permette all’utente e ai programmi di accedere ai dati in modo semplice e ordinato.
Il file system gestisce la corrispondenza tra l’organizzazione logica e l’organizzazione fisica dei dati. Dal punto di vista dell’utente i dati sono divisi in volumi, cartelle e file, cioè un insieme ordinato e leggibile. Dal punto di vista fisico, invece, i dati sono distribuiti sul disco in
● Smagnetizzazione (degaussing) : processo che altera il campo magnetico del disco rigido rendendo impossibile la lettura dei dati.
● Utilizzo di software specifici : programmi che sovrascrivono più volte le aree di memoria con dati casuali o schemi predefiniti, rendendo irrecuperabili le informazioni originali.
Questi metodi garantiscono che i dati vengano effettivamente eliminati e non possano essere recuperati, neppure con strumenti avanzati.
Le periferiche di Input/Output (I/O) sono componenti fondamentali di un sistema di calcolo, poiché permettono al computer di comunicare con l’esterno. Senza di esse, il sistema sarebbe isolato e incapace sia di ricevere informazioni sia di restituire risultati.
Le periferiche di input servono a fornire al computer i dati e i comandi necessari per l’elaborazione. Attraverso questi dispositivi, l’utente o altre sorgenti esterne inviano informazioni che il sistema utilizza per svolgere le proprie operazioni. Esempi comuni sono tastiera, mouse, scanner, microfono o sensori.
Le periferiche di output , invece, permettono di ottenere dal sistema i risultati delle elaborazioni effettuate. Questi dispositivi rendono i dati comprensibili o fruibili dall’utente o da altri sistemi. Rientrano in questa categoria monitor, stampanti, altoparlanti e proiettori.
Esistono anche periferiche miste , o di input/output , in grado di svolgere entrambe le funzioni, come le memorie esterne (ad esempio pendrive o hard disk esterni), le schede di rete e alcuni schermi touch.
Il corretto funzionamento delle periferiche di I/O è essenziale per garantire l’interazione continua tra utente e sistema di calcolo, consentendo di inserire dati, avviare operazioni, visualizzare risultati e utilizzare il computer in maniera efficace.
● Per connettere una periferica al computer è necessario che sia presente una porta adatta (o la periferica sia wireless). ● Alla scheda in figura non potrei connettere un mouse PS/2 di vecchia generazione.
Il Sistema Operativo (S.O.) ha il compito fondamentale di gestire il trasferimento dei dati tra la memoria centrale del computer e i vari dispositivi di Input/Output (periferiche). Ogni periferica — che si tratti di una stampante, una scheda video, una tastiera o una webcam — comunica con il computer in modo diverso, utilizzando protocolli, segnali e modalità operative proprie.
Per questo motivo il sistema operativo, da solo, non può conoscere in anticipo tutti i dettagli del funzionamento di ogni dispositivo hardware esistente o che verrà prodotto in futuro. Sarebbe impossibile aggiornare continuamente il S.O. per supportare tutte le periferiche disponibili sul mercato.
Per risolvere questo problema si utilizzano dei software specifici chiamati driver. Un driver è un programma che fa da intermediario tra il sistema operativo e la periferica, traducendo le richieste del S.O. in comandi comprensibili dal dispositivo e viceversa. In pratica, il driver permette un "colloquio" corretto ed efficiente tra hardware e software.
Affinché una periferica possa funzionare correttamente, è quindi necessario che il driver appropriato sia installato nel computer. Senza il driver, il sistema non sarebbe in grado di utilizzare la periferica o la riconoscerebbe in modo incompleto.
I driver aggiornati rivestono un ruolo molto importante:
● possono migliorare le prestazioni della periferica;
● risolvono bug o problemi di compatibilità;
● introducono nuove funzioni o miglioramenti dell’interfaccia;
● rendono più stabile e sicuro il sistema.
Molti sistemi operativi moderni, come Windows, macOS e diverse distribuzioni Linux, includono meccanismi di aggiornamento automatico dei driver. Questo consente al computer di mantenersi aggiornato senza intervento manuale, riconoscere rapidamente nuove periferiche collegate e ridurre problemi di compatibilità.
In sintesi, i driver rappresentano un elemento essenziale nella gestione dell’hardware: senza di essi, il sistema operativo e le periferiche non potrebbero comunicare, rendendo impossibile il funzionamento corretto del computer.