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Esposizione dettagliata della filosofia di Cusano con una particolare attenzione volta a "La dotta ignoranza"
Tipologia: Appunti
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C’è la possibilità di esonero scritto che si può discutere all’orale.
La prova scritta è caldeggiata, agevola i frequentanti, è su cosa spiega.
Ci sn 6 ore associate (di seminario)
Giovedì 16 novembre c’è la prova. Durata neppure 2 ore.
Chi nn vuole scritto pox fare orale (conviene lo scritto)
Importante comprendere la terminologia di cusano, differente dalla scolastica, già in questo innovatore.
Scrive quasi tt in latino
Opera Cusanos.de portale
Testo di accompagnamento: può aiutare moltissimo Nicolo Cusano.
Ultimato nel 1440. Titolo de docta ignorantia. Era cardinale.
Nodo centrale nella riflessione umanistica, in cui importante è la relazione con filo platonica e neoplatonica.
Imp tradiz neoplatonica da Proclo.
Dall’altra pseudo-dionigi l’areopagita, accolto e rielaborato da cusano.
Nn mira solo a risistemare e reinterpretate tradiz prec, ma si muove in ambito di sci empirica, astronomica.
Giunge a conclusioni imp su posizioni della terra/stella, che nn occupa + il centro del cosmo. X lui terra nn immobile ed è paragonabile con infinite stelle presenti nell’universo.
Imp x giordano bruno.
Ha cercato di cogliere la ricchezza dell’universo.
Nel mondo esiste un n indefinito nn numerabile di pianeti ecc. Lo spazio nn è numerabile.
Esonero
Lg innovativo
Testo di accompagnamento
Platonismo cristiano
Proclo
Pseudo-dionigi
astronomia
indefinito
Imp la riflessione sul ruolo del sapere empirico in una forma nuova. Egli crede che exp sia forma di sapere imp e che l’artigiano sia una figura imp per il filosofo.
I personaggi delle sue opere dialogiche sono xlo+ artigiani.
((Cusano dice che l’universo nn è finito=> difficile riscontrare un centro e una circonferenza. Se c’è un centro è un centro assoluto=Dio, ma nn si tratta di una grandezza…))
Possono anche essere artisti, il sapere pittorico diventa sapere filosofico= novità. Anche i saperi empirici hanno carattere filo e pox essere al centro di riflessione.
Era corrispondente di Leon Battista Alberti (Lectur e De statua), lui si interessa dei saperi applicati, perché in essi si può ritrovare un sapere razionale e quantitativo che per lui si trova al centro della scienza che misura la realtà.
Problema rapporto fenomeni qualitativi e quantitativi.
Sono presenti anche tratti di mistica del periodo, un sapere che trascende da ambito della ragione e dei sensi e si rifà all’intuizione.
Egli rende la mistica filosofica, in modo dal rapportarla col sapere sia razionale sia empirico.
L’autore mistico più presente è un autore scomodo sia per la filo sia per il cristianesimo
Masterechart, il cui pensiero era stato condannato nel 1329.
Cusano riprende il suo pensiero, nn spaventandosi della censura posta sulla sua opera. (alcune opere di Heckart solo presenti in biblio di cusano ex commenti al vangelo di giovani), cusano tenta di far comprendere come il lg di heckart nn potesse essere accolto da pensatori scolastici e comuni, in quanto aveva una mistica too forte. Il lg di heckart deve essere inteso come altamente simbolico. Cusano entra in contrasto con alcuni interpreti di Heckart che lo accusano.
Problema vd 42
In heckart c’è scintilla in noi in cui possiamo trovare dio uno con noi=> concetto tot con la verità, al di là di ogni immagine e preghiera, in cui u si unifica tot con l’Assoluto.
Anima che scopre in se il punto eterno in cui si rispecchia in dio.
Agostino è un altro pt di riferimento, anke x la docta ignoranza. Altri x questo concetto di ignoranza sn Socrate. De sui ipsius et cultorum ignoratia, un’opera in prosa di Petrarca con cui si confronta.
Altra exp rely imp per Cusano è il fatto che da giovane fosse stato educato in comunità spirituale monastica in olanda “Comunità dei fratelli della vita comune”, fondata da Groote all’insegna di condivisione nn gerarchica della vita sacramentale, tra cui adepti un sec dopo Groote c’è tommaso da campis: De imitatione Cristi.
Cusano fu educato a queste new forme di spiritualità, dove al di là della ritualità
sapere empirico
artigiano
Centro
Sapere artistico
Sapere quantitativo
Mistica-intuizione
Masterechkart
Lg nn compreso
Anima unifica a assoluto in sè
quelli dello pseudo dionigi.
Importante perché dice che in questo viaggio ha avuto visione del concetto della dotta ignoranza, che pensa sia stato un dono offertogli per costruire questo testo su cui tornerà costantemente. Concetto molto scientifico.
Diventa vescovo di Bressanone nel 1450, da qui comincia l’attività di riforma rely, facendo riferimento a exp comunità giovanile. Gli portò problemi con i signori locali.
Poi diventa cardinale presso san Pietro in Vincoli.
Cusano pensa che l’unità massima, pur essendo tot trascendente è il principio da cui deriva tt la realtà, egli tenta di giustificare tale affermazione contraddittoria: un Uno ingiudicabile, irraggiungibile, nn legato al finito e, dunque, al carattere comparativo. Del mondo abbiamo solo conoscenza relativa, ma nn pox per una verità massima 1,20.
Come conciliare la moltitudine del mondo, di grandezze comparabili in cui le cose si distinguono per rapporto e tt derivate da un principio uno e trascendente.
Se capiamo l’unità massima troviamo anche il mondo e perché in esso nn troviamo la realtà mondale. Tt in dio è la vita semplicissima di dio, in dio uguale a sé stesso, una vita che è la stessa immortalità di dio.
In Lui tt le cose si identificano.
Idea neop, da un lato il mondo manifesta entità molteplici spesso tra loro contraddittorie, xò Cusano a differenza di neop nn dice che è un male/povertà del creato.
La ricchezza della molteplicità del cosmo testimonia 1,26 “l’inesauribilità” del principio, importante il concetto di armonia=organizzazione della differenza sul piano della condivisione del diverso 1,27.
Importante che nella differenza si diano principi di organizzazione immanenti che fanno riferimento “all uno 1,28”.
Nel de concordantia cattolica è presente tt questo, vale lo stesso principio su piano ontologico e politico, la diversità viene valorizzata nella sua armonia. Anche da pt di vista filo e sci si deve accordare le parti spezzate dell’universo. Egli usa metafore artistiche come il canto di voci diverse che costituiscono un’armonia, pt di vista del colore cita van der veyen, conosceva jan van eyck dove sacro e profano si abbracciano e compaiono attraverso segni. Le madonne appaiono nell’interiorità della vita borghese.
Come l’armonia, i colori in una tavola attraverso le velature e le sfumature,
Simil-umanesimo
Concilio di Basilea
conciliarismo
Consenso e senso paritetico
Costantinopoli
Visione Dotta ignoranza
Cardinale
Neop-Uno
stesso per le voci.
Unità è il principio di indifferenza di ogni contraddizione che le contiene in sé. Contiene in sé la contraddizione e la neutralizza riassorbendola nella propria infinità. Dio=luogo assoluto dove tt i conflitti tendono unità e pacificazione. Egli fa riferimento a Proclo da cui attinge molti concetti.
Occorre ke in ogni opposizione Uno sia esaltato oltre l’opposizione e l’Uno nn si identifichi con nessuno di loro e sia chiamato con uno: nome assolutamente migliore di tt gli opposti=> attributo della verità sarà buono, ma insufficiente, perke ogni attributo ratio è finito e prevede il suo opposto.
Dunque ci vuole un termine che nn lo faccia entrare in relazione con un opposto=> sarà il suo tentativo, poi vano, di individuare un nome, tt via dar nomi simbolici.
Un testo sui nomi divini che fa riferimento alle attribuzioni che l’uomo può dare all’assoluto per una descrizione veritiera.
3,
Altra opera “la gerarchia celeste” det da ordine di vicinanza a dio, poi c’è la “gerarchia ecclesiastica” dove si discute sull’organizzazione di chiesa.
4 trattati=sintesi di temi neopl trasformati in contesto cristiano. Cercando di trovare una sintesi di elementi di trascendenza neoplatonica con l’armamentario concettuale teologico cristiano e con il tema della trinità.
Da un lato la semplicità assoluta del principio, e dall’altro come pensare questo principio nel contesto della trinità.
Dio assimila Proclo con il pensiero cristiano. Il pensiero che ne scaturisce è mistico neoplatonico che permette il suo inserimento o nel pensiero cristiano.
La visita di Paolo dice veggo in voi dei religiosi, perché avete fatto l’altare al dio ignoto.
Cerca di adattare il messaggio di cristo al pubblico di filosofi che va in contro a scacco decisivo, dove paolo parla agli ateniesi di resurrezione.
Alcuni lo derisero, altri si unirono e gli credettero ex dionigi l’areopagita.
X tradizione egli, dotato di pensiero platonico, tenta di conciliarla con pensiero cri. Ttvia egli nn parla di resurrezione.
Centrale x cusano è
1 l’assoluta trascendenza di dio
2 pochezza dei poteri della nostra mente nella conoscenza dell’assoluto
3 ke nelle lettere di dionigi ke nn si sapeva fossero vere, dove parla della caligine dell’ignoranza
Siamo ottenebrati dall’ignoranza e in uno stato di confusione perenne.
Nn comparazione
Conciliazione Uno- moltitudine
Tt si identifica in dio
Molteplice nn-male
armonia
organizzazione immanente
Metafore artistiche di bello
Riassorbire le contraddizioni
Proclo
la conosciamo nel modo di nn conoscere=dota ignoranza.
Una scienza della nn conoscenza.
Cusano a questa affermazione tenta di dare un connotato epistemologico=> nn si ferma al valore mistico.
Vuole chiarire il rapporto tra sci e verità assoluta.
(dio lascia tracce di sé in tt creature=> analogia e somiglianza)
Nulla ci autorizza a scambiare la verità particolare con quella assoluta.
Vd riti=v particolari: un lupo vedrebbe il suo dio come lupo perfetto.
Quando attribuiamo determinazioni a verità assoluta, questa nn è la verità assoluta, ma come la conosciamo noi.
Quando ci avviciniamo a assoluto, bisogna prestare attenzione a contingenze in cui è adombrata.
Verità inconoscibile, ma colta solo asintoticamente sul piano mondano.
Solo il sapere filosofico, che ha di mira concetto di verità ultima, che deve portare ad una possibile unificazione con la verità stessa=> ad una rigenerazione delle facoltà umana.
Questo xò nn significa panteismo.
Si tratta di giungere ad un rispecchiamento dell’uomo nel figlio di dio=verbo.
Raggiungere verità=nn astratta, al di là negazione-affermazione, passare attraverso la dotta ignoranza=nn conoscenza, infine giungere a filiatio dei per adozione=accolti “in” dio come riflessione.
Al suo tempo, lo specchio dava un riflesso molto distorto (era metallico, e convesso)
Le metafore stanno nel rappresentare il problema di uno specchio perfetto (nn cerano specchi simili ai nostri terso ecc)
Tentativo di raggiungere un dio ignoto attraverso il figlio=riflesso perfetto di dio=percorso di purificazione in uno specchio simil il nostro
Verbo è lo specchio di dio, ha a che vedere con la generazione di un’unità da un’unità, anch’essa perfetta.
Conoscenza, dove la mente=specchio a cui perfezionarsi (riflettere=ritornare costantemente sull’immagine).
La mente dell’uomo si purifica continuamente attraverso l’immagine pura che vede rispecchiarsi nello specchio del Verbo. La mente si avvicina a dio
impeto
Divina tenebra
Pt di partenza
Da conoscenza
->ignoranza
Più rely di un unico dio
tenebre
teo circolare
oltre la nn- contraddizione
dionigi
(immagina di specchiarti tra 2 specchi, infinita progressione nel tentativo di giungere a eguagliare la superfice perfetta di dio con lo specchio che possiamo perfezionare che è la mente)
La superficie mentale si può purificare fino a rispecchiamento totale che però nn pox in vita dell’uomo.
((avere sete nn significa avere sete di cocacola))
Consapevoli dei limiti della conoscenza.
Per alcuni ci sn presupposti del concetto ermeneutico della verità.
Prospettivismo=corollario del pensiero di cusano dati i presupposti 1-2=verità infinità è inconoscibile come tale, mai adeguamento tot in specchio mentale e divino, sf asintotico, x cusano l’uomo ha desiderio innato di voler conoscere la verità=desiderio dell’infinito/verità. Questo è un presupposto: altrimenti nn si capirebbe l’umanità. Scopo dell’uomo=scoprire i principi di armonizzazione che traducano in atto questi ultimo.
Uno dei primi che tiene assieme pensiero storico e metafisico-teologico.
Un elemento di opacità nell’uomo è cmq persistente, elemento di finitezza e alterazione in specchio u.=> opacità dato ontologico-antropologico.
La visione della verità è sempre una visione prospettica; importante per il valore pittorico che la pittura ha nella filo di cusano: la prospettiva=legata a costituzione psicofisica dell’uomo singolo=il modo di comprendere di una mente particolare.
Gli artisti lo sapevano=> cercavano di eliminare gli elementi di accidentalità prospettica, astraendo x dare un valore universale.
Cmq è cosciente che si può ridurre al minimo lo scarto tra verità in sé e il modo in cui il soggetto lo può vedere.
Importante lo scarto tra prospettiva e verità, ke xò è insuperabile.
U deve armonizzare le prospettive x avvicinarsi a verità, tentando di superare la contingenza.
C’è una zona d’ombra che ci induce a prospettive che potrebbero integrare la nostra visione della verità=questione dialogica=integrazione prospettica.
Pox anke apertura ad altri ricercatori della verità e anke ad altre forme di sapere.
Tema della filiazione di dio=acquisizione della verità DE DIVISIONE DI DIO=
conoscere in ignoranza
scienza di nn conoscenza
oltre la mistica
finito-infinito
verità conosciuta da noi
Verità salvifica- rigenerativa
Sapere filo
rigenerazione
Riflessione.
adozione
Specchio-verbo di dio
Fine cap 1
La filiazione è rivolta a tt gli u.
Se tt raggiungono lo stato di perfezione, saranno tt identici a cristo?
No
Perché la filiazione di tt gli uomini è adottiva, mentre quella di cristo è assoluta.
Rapporto filiazione dio è verbo si esaurisce in relazione intra-trinitaria:il figlio è un modo dell’uno.
Rapporto tra uomo e dio implica l’esplicazione.
((Complicatio e esplicatio recuperati da scuola di chartre usato per spiegare rapporto tra dio e mondo creato.
Tt la realtà compossibile è presente in dio= unità; e il mondo è concretizzazione/ espressione di alcune possibilità possibili perciò è contratto, così si ottiene scarto tra filiazione cristo e dio.))
La filiazione del verbo è un presupposto della filiazione di tt gli uomini.
La filiazione ha presupposta la bilateralità: dio ke liberamente si rivela all’uomo attraverso al figlio.
Parallelamente l’uomo libero decide se accogliere o rifiutare il dono di dio. Quando questo è accolto, si può rettificare il proprio specchio che lo porterà a filiazione=visione intuitiva.
Lo scarto rimane, perché l’individualità dell’uomo nn viene mai meno.
Con filiazione nn muta stato ontologico, cambia il modo=con cui partecipo di dio
Inizio cap
Termini chiave nel lessico cusaniano.
Euducam=conduca=elemento fondamentale presente in quasi tt gli scritti di cusano. La mano duxio=prendere per mano. (ti aiuterò a comprendere, anke con esempi)
Congettura=asserzione positiva, vero, in quanto partecipe della verità, ma nn la verità, perché essa nn cogliibile in questo mondo.
Ineffabile=che è dio, che è oltre, nn è basta neppure la teologia negativa. Nex una teologia circolare=oltre affermazione e negazione.
Umilitas=elemento che cusano mutua da Heckart.
armonizzazione
dialogo
De filiazione dei
scrittura
interlocutori
opuscola
parti
Vangelo giovanni
Cap 3=rettificazione anima
Cusano dice che la verità nn è dio, la verità è un modo di, è il modo in cui dio si comunica/rivela all’uomo, e la verità è il verbo=la Parola.
Rapimento estatico persiste l’elemento intuitivo.
Cristo=specchio perfetto
U=specchi storti
Per filiazione dobbiamo rettificarci, per cogliere meglio le immagini=> perfettività=pox costantemente migliorarci.
Possibile solo rivolgendosi al logos=modello di riferimento di cui siamo immagine=Logos/verbo/cristo.
Cristo attorno a lui con tt specchi, riflette l’immagine di tt specchi, ma io nn colgo la perfezione e la verità perché ho un deficit.
Divisa 3 parti
1 prefazione e capitoli 1-2.3 (introduzione e premesse)
2 centrale 4 a 16 su visione di dio e ermeneutica
3 teologica (trinità e cristologia)
1453 dopo il de pace fidei (dialogo interreligioso post caduta Costantinopoli)
Destinato a comunità di monaci.
Trattato di mistica
Vs trattato che criticava la mistica che si fondava solo sull’affectus=> nn chiara.
X cusano mistica=dialettica affectus-intelletto.
Svelato= a pochi e divulgato a tanti.
Proporzione=ll sapere x cusano conta in proporzione tra gnoto e ignoto e tra u. e dio c’è nulla proportio
Cerca di essere pratico=experimentum:
Visione intuitiva
intelletto
trascendere
alterità
Identici a cristo?
Adottiva vs assoluta
Complicatio
-esplicatio
espressione
contrazione
Dio->figlio->uomo
bilateralità
Immagine divina che è in noi, specchio restituisce i tratti dell’uomo dio.
Il concetto di prospettiva di cusano deriva dall’arte ed è poi restituito all’arte a Durer e Da vinci che lo conoscevano.
1488 c’era già opera omnia di cusano, post morte autore.
Poi altre edizioni con anche scritti matematici, pubblicati presso Ludovico sforza, dove Leo vinci era stato assunto.
Filiazione mira ad un modello di verità=figlio di dio, mai raggiunto=> si dà il tentativo di imitare il modello di cristo.
Uomo dio è purificato, il più bell’uomo.
La vita è imperfezione che implica perfezionamento continuo, imm x essere perfetta nn deve essere statica, ma in grado di perfezionarsi. Immagine viva si perfeziona con il movimento alludendo a immagine perfetta irraggiungibile.
Termine congettura: esprime bene la natura di questa imm=aspirazione della verità da parte di un sapere umano che pecca sempre di imprecisione, è il tentativo di vedere l’assoluto in una prospettiva limitata, tentativo di coglierla da un’angolatura dello sguardo da cui ci sfugge sempre qualcosa.
L’uomo vede sempre attraverso un angolo di determinata grandezza.
Lettera dedicatoria (a giuliano cesarini)
A Cardinale con cui ha ottimo rapporto, si rivolge chiamandolo maestro=l’unico che può comprenderlo.
Dotta ignoranza=concetto ortodosso che la cri stabilisce vero e fa una storia un po’ inventata della dotta ignoranza, senza citare fonti umanistiche conosciute da Cusano come Petrarca, poi nn cita Agostino e Maisterhekkart e nn cita dionigi
Nn apologia sim difende da accuse sostenendo sua corretta interpretazione hekkart.
1 Qui si parla di audacia del pensiero, concetto di cui nn si parla.
2 Barbarie, del lessico di cusano come nn raffinato latinista, pox essere grezzo comunicando un concetto elevatissimo
3 dialoga con un pari e dice che qua comunica un metodo di far teologia a cui tengo e cmq nn è detto che io abbia detto tutto ciò che voglio su questo.
Momenti di perfezione trattano la stabilità dell’essenza.
3 parti
Dialettica affectus- intelletto
proporzione
experimentum
quadretto
occhi ti seguono
molteplicità pt di vista
genitivo
parziale
dialogo
Ogni cosa ha propensione a raggiungere il meglio che gli è proprio.
Uomo ente + imp ha obiettivo in cui c’è elemento + profondo: spirito e conoscenza che fungono da guida=> c’è istinto a conoscenza=> nex ci sia anke verità, ci sarebbe una contraddizione se la realtà nn ci fosse. Difatti nn si darebbe un ordinamento coerente.
Nex ci sia una verità e che tt u. pox riconoscere che essa è la stessa per tt gli uomini, che riguarda varie prospettive su essa.
Il problema è ke la verità è irraggiungibile x u.
Nn dice che verità nn presente, altrimenti ordine nn coerente, ma dice che essa è inconoscibile in sé.
Noi possiamo solo raggiungere lv di conoscenza che possiedono una certa attendibilità di verità, nn abbiamo mai conoscenza assoluta.
Noi conosciamo attraverso facoltà comparativa=comparando ciò che nn conosciamo della verità con ciò che già conosciamo.
Ignoto ke sussiste, ma è incomprensibile nella sua precisione massima=> conoscenza della verità sempre imprecisa. La verità assoluta=verità stessa/quella che potrebbe avere essa di sé. Può avvicinarsi con determinazioni quantitative della verità, attraverso angoli, si coglie solo una det grandezza della verità, propria del pensiero comparativo.
Proporzione comparante=facile quado facile rapporto conoscenza, difficile lot passaggi.
Infinito=sottrae ad ogni proporzione, xkè no parti è semplice, unità massima, assolutamente semplice al di là ogni contraddizione=> solo conoscibile in porzioni.
Pensiero proposizionale attraverso numeri=estrinsecazioni della ragione da pensiero quando opera nell’ambito del finito.
Il numero rinchiude in sé tt ciò può essere proporzionato.
In realtà finita, tt ciò che finito è comparato attraverso il più e il meno, le cose sn una o + o – bella, buona, eccetera=> pox stabilire ordini di grandezza. Nn misurabile è la verità assoluta.
Con socrate compare x la prima volta nel testo il concetto di ignoranza.
Dobbiamo dichiarare ignoranza verso verità assoluta, poiché nn cogliibile attraverso il pensiero calcolante.
Ttvia pox una sci, in quanto se c’è istinto a verità, allora una sci è raggiungibile.
Ossia è possibile, a partire dall’ignoranza, giungere ad un utilizzo metodico della stessa.
Tentativo=dati questi tre presupposti, fare in modo che l’ignoranza diventi chiave di volta di un sistema sci, facendola diventare un elemento scientifico attraverso l’accostamento ossimorico di dotta e ignoranza. Nuovo centro su cui si forma un
pluralità
3 presse
Teo circolare
durer
autoritratto-cristo
1500(post morte cusano)
Metamorfosi conoscenza-verbo
Uomo-dio
Imm divina in noi
Arte->prospettiva
->arte
Leonardo
u-dio da imitare
cercare di trasformare conoscenze certe su piano del finito, in un analogia possibile con un concetto di verità superiore.
Metafora rapporto asintotico di conoscenze geom attraverso cui costruire analogie con verità.
Tentare di dare figure geometriche in qualche modo infinito.
Ex trasferire trinità divina su figura approssimativa del triangolo
Ratio tenta di tradurre in simboli la verità.
Ignoranza si fa dotta quando diventa invito a facoltà di dare un’immagine dell’incommensurabile. Tentativo di ritradurre la propria concettualità in simbologia che può anticipare qualcosa dell’inconoscibile oggettivamente.
Enigmi sensibili e geom=simboli che nella consapevolezza critica che ogni maschera è inadeguata=> mai scambiare metodo e verità.
La filo deve sempre far riferimento ai propri limiti. Dotta ignoranza=concetto metascientifico=riflessione critica che accompagna ogni conoscenza determinata: sensi, ratio e intelletto=> ciò conosco nn verità->mi spingo al top di capacità per provare a conoscere il + possibile.
A ogni lv di conoscenza cusano piazza il lv di dotta ignoranza.
Sia sensi, sia ratio, sia nella traiettoria della via mistica, sempre attenzione a nn dare un volto troppo simile al nostro dell””’ignoranza”” (ritratto di durer, nn troppo vicino a durer??)
Attenzione a lasciare troppo spazio a ignoranza per nn cadere in mano a persuasori occulti. Il superamento della confusione, nn abbandono ad essa, ma potenziamento nostre capacità. X nn diventare strumento di un potere estraneo, passa sempre attraverso la tua criticità e dalla dotta ignoranza.
Ogni acquisizione di verità=traguardo parziale, che apre una via verso la stessa in cui ci si inserisce con la propria criticità)
Durer, Melancolia, figure geometriche e emblema del sapere matematico, lui era figlio orafo, poi incisore.
Lv 1 della conoscenza filo, nn zero perchhè,0, anche se un po’ di più fantasia/ immaginazione.
I sensi ci danno presupposti che desumiamo dal mondo, anche l’arte, in particolare la pittura, poiché è sintesi di strati della realtà, e tt si dispiega in un istante, meglio della poesia.
Nell’opera vi sn strumenti della mate, della misurazione ex bilancia e figure geometriche. Cmq c’è una precisione/bellezza smisurata che sfugge alla mate.
Probabilmente bellezza assoluta nn ha forma umana, potrebbe nn aver canone.
istinto conoscenza
verità x tt
prob irraggiungibilità
comparazione con ignoto
imprecisione
certa grandezza
porzioni-infinito
numero
Ordini di grandezza
socrate
metodo ignoranza
Differenza tra cusano e durer, distanza 50 anni, x durer il pittore si trova nelle condizioni della dama=> nn di entusiasmo. Qui è sperimentazione/ammissione di impossibilità di giungere ad essenza della bellezza e anche del sapere matematico. La verità pox intravederla, rifletterla attraverso l’armonia.
Da forma alla ule-foresta-legno. Cusano dice come la ratio deve arrendersi alla verità irraggiungibile, questo senso di impotenza nn è sconfitta, x cusano, ma acquisizione di pensiero critico.
Xò, x cusano la ragione si blocca di fronte alla verità nei primi 2 libri, nel terzo xò si ha una teologia che è compimento e riflette l’armonia delle cose.
La ratio deve rendersi conto di altro, oltre alla presenza di un principio organizzativo.
La ratio è discretiva=ogni azione che fa, si basa su distinzione che fa sugli elementi.
Sensi-passivi->immaginazione organizza immagini, con un certo lv di astrazione-
poi c’è un principio della ragione senza cui ragione nn sarebbe nulla. Ragione ha un principio regolatore: quello di nn contraddizione: ossequio verso Ari (nn num, idee innate…) La ratio nn è contenitore che troviamo nella mente .X cusano c’è una mens che procede attraverso funzioni, attraverso cui la mens conosce in determinati modi, che dipendono dall’ambito in cui operiamo.
Ogni facoltà ha principi propri, se ratio perde principio di nn contraddizione nn si è più su quel piano.
Ratio rapporta attraverso rapporti di analogia formale ciò che ha distinto.
Se nn guardasse su base di quel principio, guarderebbe a realtà con altro sguardo=> nn + ratio. Tt distinti attraverso + e-, ma organizzati in visione matematizzante della realtà, che è il pt forte della ratio.
Ogni facoltà ha dominio di applicazione oltre il quale si sbaglia.
Dominio deve mantenere tt distinto, trasforma qualità in quantità ecc, se nn si dà mai ragione si cade nella melancolia.
Nel momento in cui il pittore nn coglie il canone di lettura della realtà si perde. melancolia=fallimento della ragione che tenta di guardare oltre di sé è nn ce la fa.
Lo scacco della ragione cusano la chiama solo l’ignoranza della ragione.
La dotta ignoranza=> è lo scoprire che principio di nn contradizione nn ha un valore assoluto, lo ha solo nel campo della ragione. Alcune cose del mondo sfuggono al campo della ratio.
Quando si cambia campo di applicazione è nex cambio di attitudine conoscitiva,
Intelletto può essere visto come un’intuizione semplice della realtà, vede con un solo sguardo=sintetizzando, con una visione sinottica che collega elementi tra loro.
valore relativo e assoluto conoscenza
unità-molteplice verità
comparazione
Precisione possibile
Desiderio sapere-nn sapere
Smisurato sullo sfondo
Potenziare capacità
Traccia di infinito
Spiriti sottili
immaginazione
cuore
rapp
numeri che trasmutano=metamorfosi che rende improprie le conoscenze geom. Le figure sn modi di intendere la verità.
Il principio di intelletto=coincidenza dei contraddittori. Per parlarne sa maniera narrativa, atti simbolici sn tt infinitizzati. Immagini sensibili da cogliere sub specie veritate (((Infinitate))).Ciò si traduce in armonizzazione delle prospettive.
Prospettiva sinottica conciliarista, che nn spegne le prospettive, ma enfatizza differenze in pox coerenza armoniosa.
(((dogmatismo di ferrei nel principio di nn contraddizione e esteso in tt campi, con nn contraddizione nn si può cogliere il pensiero mistico e analizzare il discorso metaforico)))
Cap IV
Parla di una verità, al di là della ratio. Parla di una conoscenza che conosce in maniera incomprensibile, nel modo del nn conoscere, siamo ai limiti della ratio.
Il massimo: nn comparabile, nn + e -, nn proporzionabile con finito
Realtà è max e min in senso assoluto, nn in senso comparativo.
Anke l’intelletto nn fa coincidere il poligono con l’intelletto.
La mente nn coinciderà mai con verità.
Equalitas infinita e precisa=verbo di dio che riflette perfettamente il verbo del padre in un ambito dove la distinzione nn vale per dio=verbo=specchio di dio padre dove dio si riflette. Tra specchio del verbo e nostro specchio c’è incommensurabilità=> è metro della nostra impotenza.
Padre rispecchia nel figlio, nn creazione, ma generazione intratrinitaria:il, quando si crea il mondo dio si relaziona con il molteplici..
L’unità massima è attuazione perfetta di tt ciò che troviamo di +- perf nel mondo ((lg ai limiti del panteismo)).
Ciò ke pienamente è in atto, nn ha elementi di contraddizione e distinzione, è il compendio di tt in sua realtà perfetta, ttvia quella realtà è indistinguibile in dio, tt è in dio in forma assoluta=sciolta da ogni legame da: finito, distinzione, legame e sciolta da ogni limite=> pensata come illimitata=> indistinta=> coincide con dio dove tt realtà è unificata nella forma massima. Nn ci sn cose sing in dio, ma cose che coincideranno con ogni altra, c’è solo pot massima che solo da pt di vista del creato si tratta di individualità. La presenza di realtà in dio è definita come complicatio absoluta=la parte è compattata a tal pt dove nulla è distinguibile (rarefazione).
Cusano pensa a un momento pre-temporale in cui c’era realtà compatta, priva di distinzione, solo con l’esplicatio=essere che esce da se è pone il molteplice attraverso di riduzione di pot dell’assoluto su prospettiva di molteplicità di essenze. Se nn si parlasse di vol di dio si sarebbe a Anassimandro.
((nn ci sn possibilità pre-dio))
Melancolia
Stasi
Mate primo lv
misura
melancolia-dama- pittore
sconforto vs pensiero critico
da filo->teo
discretiva=
distinzione
principio di nn contraddizione
funzioni-ambito
Per cusano dobbiamo capire cosa è il mondo, c’è un mondo che è pensabile solo a principio assolutamente in atto e che è l’elemento di potenziale verità che hanno le cose, orienta il comportamento della realtà.
“Liberta assoluta coincide con la nex”
Coincidenza max e min. Dio sarà certo massimo assoluto e addirittura il minimo assoluto, xkè impox parlare di dio attraverso contraddizione=> nn si deve pensare max vs min.
Come max dio è ciò che contiene tt, come minimo è presente in ogni cosa.
(vd rapp max min in Anassimandro) Il massimo rimane come attributo sia del min, sia del massimo=>è assoluto, min assolutamente piccolo a lv quantitativo, togli notio big e small e vd che essi coincidono, sn superlativi
Cap IV NUMERO
Nomi e numeri che per cusano sn creazione della mente, che hanno un carattere aleatorio.
I nomi e numeri sn attribuiti alle cose x moto discorsivo della ratio.
Nel movimento ratio, essa produce nomi.
Essa è utile per conoscenza, ma nn riflette quest’ultima per come è.
Il numero ha carattere conoscitivo: tt le cose nella loro pluralità nn esisterebbero senza il numero.
Sembra un’affermazione ontologica. La pluralità sembra garantita dal numero
Sembra che la realtà, agli occhi di un essere ratio, si strutturi secondo struttura numerica, ma solo la ratio capisce ciò: molteplicità trova consistenza armoniosa in proporzioni numeriche.
Il numero esiste xchè c’è ratio che numera. U in grado di esplicare con moto della ratio che incide su struttura conoscitiva del mondo determinando un certo ordine.
La dimensione numerica si esprime attraverso quantità relative di grandezza=> nn pox un numero assoluto=coincidenza max-min: impox in ambito ratio dove esistono only grandezze relative passibili da + o -. Pox sempre immg retta di num finiti e grandezza scomponibile e divisibile a infinito.
Il moto della ratio che attribuisce num a realtà, pox superato da moto + preciso=> si muove su una retta i cui estremi tendono all’infinito. La mente procede in infiniti num pox che hanno il carattere della possibilità=> ambito della ratio è
Dominio di facoltà
Sconforto della ragione nello scacco
da ignoranza
->dotta…
nn-contradizione-no valore
intelletto-sintetico
ratio-analitica
anche se intuisco, altro nn invalidato
circolo...
percorso incompiuto