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appunti riassuntivi filosofia 3 anno, in particolare Parmenide,i pluralisti,empedocle,anassagora,democrito,melisso,pitagora,i sofisti,protagora,gorgia e socrate
Tipologia: Appunti
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è il fondatore della scuola Eleatica. E2 il 3 ilosofo dell’essere. Scrive un poema 3 iloso 3 ico usando le immagini del pensiero. Dichiara di essere l’erede di antichi poeti, ma in qualità di 3 ilosofo. Ci lascia i19 frammenti sulla PHYSIS (prima l’essere che s’illumina e poi che si trasforma). Per lui l’archè non è pensabile, nega che la physis sia l’archè, per lui non c’è ingiustizia. la physis per lui è l’essere, il senso dell’essere si coglie quando si contrappone al niente. Il niente non è pensabile né dicibile in alcun modo , del niente possiamo capire solo la sua inesistenza. L’essere non è il non essere. L’essere è ed è impossibile che non sia. L’essere non può essere generato perché eterno,c’è sempre. Il divenire è quindi solo un’opinione illustre, che i mortali rendono veritiera e di cui si convincono. Con Parmenide il verbo essere comincia ad essere usato sostantivato, riferendosi alla realtà in generale ,non a singoli enti, e con lui nasce il ramo 3 iloso 3 ico dell’ ontologia ,ovvero “il discorso sull’essere”, ovvero lo studio dell’essere nelle sue caratteristiche universali. L’uomo nella sua vita per Parmenide si può trovare di fronte a due vie ,due sentieri: quello della VERITÁ o quello dell’ OPINIONE. Il sentiero della verità è basato sulla ragione ed è quello che i 3 iloso 3 i dovrebbero prendere e quello che lui segue. Il sentiero dell’opinione è basato sui sensi e ci porta a conoscere l’essere apparente L’idea principale su cui si basa la 3 iloso 3 ia di Parmenide è L’ESSERE È E NON PUÓ NON ESSERE e IL NON ESSERE NON È E NON PUÓ ESSERE. Il nostro pensiero e linguaggio deve essere completamente proiettato sull’essere perché il non essere è impensabile. Quindi secondo questa concezione linguaggio, logica e ontologia sono fortemente connessi. L’ontologia parmenidea studia i vari signi:icati della parola “è” che quando viene pronunciata afferma anche l’esistenza di un contenuto nella mente. Caratteristiche dell’essere per Parmenide:
quanto prendono le distanze dal monismo degli ionici E degli eleati e dal dualismo di Pitagora e ritengono che i principi della natura siano molteplici. Dopo Parmenide la 3 iloso 3 ia cercherà la conciliazione tra Ragione ed Esperienza; tra il Logos che esige l’immutabilità e la non molteplicità dell’essere e l’Esperienza, intesa come manifestazione del mondo che mostra il divenire e la molteplicità dell’essere. Anche l’apparenza è innegabile, incontrovertibile, non smentibile!!! La tesi operante 3 in dall’inizio della 3 iloso 3 ia, implicitamente nei pensatori che hanno preceduto Parmenide (physis = unità delle cose molteplici, font del loro generarsi e termine del loro corrompersi, arché) ed esplicitamente in Parmenide (physis = essere, assioma della ragione) è la seguente:
per Parmenide indica l’assoluta immutabilità dell’essere. per Empedocle signi 3 ica che gli enti che nascono e muoiono provengono dall’unità originaria dell’Essere e ritornano in essa. EMPEDOCLE:
V-IV sec ac in tracia (contemporaneo a socrate e platone, periodo classico).
14)materilismo e meccanicismo materialismo: non modi 3 icabili , poiché materiali democrito pensa ci sia il principi dell’essere unico della materia che sono gli atomi ciò che riempie l’estensione è la materia ed è l’unico principio per democrito non esiste altro essere da quello da cui lo spazio è riempito, cioè la materia e la causa è il moto degli atomi che si muovono senza direzione privilegiata. Meccanicismo: se ne attribuiamo la proprietà del movimento dei corpi nello spazio, appoggiamo il meccaniciso Opposto del 3 inalismo, si spiegano i fenomeni con cause meccaniche 15)determinismo:ciò che si forma non poteva non nascere. Ad una con 3 igurazione di atomi segue un altro stato a quello precedente legato in maniera causale. C’è una necessità. Dallo stato in cui si è siu puo prevedere quello successivo. L’assenza di 3 inalità non esclude la necesssità. Visione non 3 inalistica non vitalismo, non spiritualismo causalismo 16)il moto(proprietà intrinseca dell’atomo) degli atomi varia , ma tende a conservarsi. Le particelle si urtano,rimpalzano , schizzano via. Se si uniscono fanno un moto vorticono attraendo a se altri atomi, con una forza dirett. Proporzionale alla loro massa 17)moti in 3 initi nello spazio 18)visione del caso :quale è la causa che ha provocato l’evento? p. 19)punto di vista 3 inalistico \teleologico:perché è avvenuto quell’evento? 20)democrito parla della casualità cioè DETERMINSMO CAUSALE. 21)tutto ciò che esiste è frutto del caso e necessità , per lui sono compatibili
20)I numeri dispari sono numeri quadrati poichè si potevano disporre a creare un quadrato quelli pari si posso con 3 igurare come rettagnoli. Si possono generare i numeri dispari usando il metodo della squadra. 23)la decade contiene ogni principio e proporzione e forma del numero. Anche dante reputava il 10 come numero perfetto, le successive decine non sono altro che ripetizioni dlla prima. Relazione tra 10 e la forma del delta. 21)se pensiamo l’opposizione come dualità, l’opposizione tra l’apeiron ed il cosmo puo essere interpretata come un rapporto numerico dove l’Uno(o monade) come principio di tutte le cose è innanzitutto principio del due (o Diade) ossia opposizione tra pari e dispari. La monade contiene la pluralità, la molteplicità che da essa si genera. 22)Tavola dei contrari fondamentale: dalla parte del dispari tutte le determinazioni positive dalla parte dei pari tutte quelle negative. Da queste opposizioni nasce l’armonia universale --- da qui scaturisce la musica. Filolao:“l’armonia è infatti uni 3 icazione di molti termini mescolatie consenso di cose dissenzienti” 23)MUSICA: 24)INCOMMENSURABILE, cio che sfugge alla regola del numero, le grandezze che non hanno misura in comune non potevano avere un rapporto espresso in frazione con numerat e denomin interi… cio scandaloso mistero , e scandalosa eccezione alla teoria 25)L’anima per i pitagorici non è come in omero ovvero un ombra che vaga per l’ade e che si stacca dall’uomo morto. L’anima sta alla base della teoria della metempsicosi. è di origine divina e per potersi liberare dal corpo in cui si trova deve passare attraverso molte vite e molti corpi, l’anima è mobile e stare 3 issa in un corpo non le appartiene e ha vita solo quando trasmigra negli altri corpi. Gli or 3 ici intendevano il coprpo come una prigione da cui l’anima si deve liberare. Dopo la puri 3 icazione 3 inale (catarsi) l’anima puo tornare al mondo a cui appartiene alla sua vera vita (un modo celeste per esempio). Ogni 216 anni (cubo di sei, ricorrente per la sua sfericità) pitagora si reincarnava e le reincarnazioni si concludevano dopo 3000 anni. L’anima è piu facilemte corruttibile del corpo stesso, l’anima umana è l’armonia risultante dalla mescolanza e dalla temperanza degli elmenti che compongono il corpo ,nasce quando questi sono opportunamente mischiati e muore quando si rompe l’equilibrio 3 isiologico del corpo e si infrange l’aronia precedente.
la contraddizione. Per loro ciò che conta è lo scopo perché una verità forte non c’è o non è nella capacità dell’uomo che invece può in 3 luenzare gli altri. “l’uomo è misura di tutte le cose, delle cose che sono in quanto sono, elle cose che non sono in quanto non sono”. (stile 3 iloso 3 ico) Centralità dell’uomo che si rapporta alle cose e che le de 3 inisce, sia le cose che sono che quelle che non sono. L’uomo stabilisce la distinzione tra le cose che son e che non sono. L’uomo è il metro della realtà e irrealtà, del loro modo di essere e del loro signi 3 icato. 1) uomo= individuo singolo, cose= oggetti percepiti attraverso i sensi. Quindi uomo misuratore delle cose che vengono de 3 inite dallo sguardo del singolo, ognuno vede le cose diversamente, le cose sono diverse a seconda di chi le percepisce. Concetto soggettivo e relativo. Dipende dall’osservatore quello che vede. Secondo Protagora è possibile dirigere la scelta secondo n principio di scelta che è debole. Il principio è l’utilità privata e pubblica che vada a vantaggio del singolo e della comunità orientandosi verso ciò che è più vantaggioso per la polis. Ci saranno poi posizioni variegate che sosterranno che in realtà è la legge del più forte la più utile nella società, quella che prevale: la necessaria subordinazione dei più deboli per parte dei più forti. Protagora propone un processo di civiltà: l’uomo di distacca dall’animalità, dalla condizione più primitiva. Precedentemente si parlava di una decadenza, i so 3 isti pensano l’opposto. I so 3 isti sottolineano le tecniche, la capacità dell’uomo di trasformare la natura e quindi la possibilità di cambiarla mediante leggi e tecniche. In un’opera di Platone è presentato il mito di Prometeo. Lui propone un concetto di civiltà , in cui l’uomo emerge dall’animalità. P 129 GORGIA
i so 3 isti partono dall’idea “so di nn sapere”, socrate vede il bicchiere mezzo pieno, “io so di sapere qualcosa dal fatto che so di non sapere”. Figlio di una allevatrice e di uno scultore. Dal momento che so di non sapere posso pensare di far nascere qualcosa dalla mi anima, quindi lui andava in giro demolendo le certezze che gli altri credevano di avere. Le persone iniziano quindi veramente un percorso autentico, secondo Socrate, che deriva da un’analisi interiore. Un punto importante per Socrate è conoscere te stesso, la verità non può essere trasmessa, ma conoscendo sé stesso ognuno può partire e chiedersi che cos’è, l’essenza della cosa. Socrate non da molte risposte, era sicuro di dover riuscire a fare qualcosa, di dover testimoniare una ricerca che non conduce a particolari risposte, ma pensa che valga la pena ricercando. Socrate nasce da cittadino di Atene e vuole morire da cittadino di Atene. E2 un esempio di forza, umiltà, ri 3 lessione, coerenza. Quando dialoga socrate dialoga girando per la città, affermando di non sapere e critica le leggi , le consuetudini sociali, le credenze religiose, le dottrine 3 iloso 3 iche e nel parlare è spregiudicato. Incalzava con le domande quando parlava con le persone e in 3 ine affermava che quanto affermato era contraddittorio o gratuito.lui ha un criterio sul quale puo giudicare la sua condizione sull’idea di verità, che non è in carne ed ossa, ma è una sua verità , un suo criterio in base al quale puo decidere di vivere secondo la sua propria verità (lui non ha la verità assoluta, ma ne 3 issa una propria). Lui si comporta cosı̀ perché si sente animato da una sua verità (non è una verità trasmissibile ma avere l’idea della verità è disporsi ad una condizione di ricerca), da questo criterio. Totale impegno nel cercarla. Socrate dice di non avere nulla da insegnare, ma aiutare solo a cercare questa verità. Lui assume il ruolo di maieutica , aiutando l’interlocutore a generare qualcosa dentro di se. La verità risiede oltre nella realtà del linguaggio e dell’insegnamento, è l’uomo stesso ad essere luogo di verità, è la coscienza(chiamata da lui demone) il luogo di sensibilità. “conosci te stesso” è il compito da assolvere, li c’è verità non la trovi all’esterno. Ha la necessità di de 3 inizione per l’universale ---> qualcosa di itellegibile e non particolare e sensibile; il pensiero coglie in ogni sensibile un universale, pone l’accento sulla differenza tra cose particolari e il concetto( I so 3 isti per lui hanno smesso di cercare la verità, perché l’aspetto sensibile delle cose è diverso per ogni uomo. Un accordo tra gli uomini della verità è possibile solo nel 3 issare un’essenza, una de 3 inizione di esso (cos’è il brutto, il bello , il buono…) !,a nessuno da risposte uguali, ma eterogenee. Socrate rimane ancorato alla ricerca dell’universale e perciò non accetta il pensiero so 3 istico perche troppo incentrato sul particolare. Trovare l’accordo su aspetti quantitativi è molto più facile. Testimone attivo della 3 iloso 3 ia. Lui diceva di essere sterile ,poiché mai ha partorito nulla, nessuna scoperta frutto della sua anima;ma chi lo frequenta e segue no, perché gli altri conoscendolo tirano fuori da loro qualcosa. I TRE CONCETTI FONDAMENTALI DI SOCRATE
(La posizione di Socrate: com’è possibile conciliare ragione d’esperienza? Lui sostiene che la comprensione della totalità può essere fatta recuperando la de 3 inizione, il concetto di Socrate. Il tutto si manifesta nel concetto per Platone. Non è per forza qualcosa di sensibile, ma qualcosa di pensato, intelleggibile, concepito. Già nella 3 iloso 3 ia presso pratica si cominciò a pensare ad un concetto. Con Socrate la 3 iloso 3 ia non passo avanti rispetto ai preso pratici, diventa esplicita si impara la differenza tra sensazione concetto. L’essere intelligibile, cosı̀ come tutte le cose; il concetto non è ricerca del particolare. Il concetto di conoscere ciò che viene identico nelle cose diverse. Il contenuto concettuale qualcosa di costante, che non varia, rimane stabile; cose particolari si modi 3 icano. Il contenuto del concetto è l’idea(Ciò che viene concepito dal concetto): L’idea è immutabile ed eterna, è l’essere per eccellenza. Il concetto del mondo intelligibile è l’idea! non ha una valenza solo mentale psichica: per lui il contenuto del concetto non esiste solo nella mente, ma esprime proprio essere! l’essere una realtà che va oltre il nostro pensarlo E la nostra testa. L’idea esprime la trasparenza dell’essere al pensiero(Noi pensando cogliamo l’essere). L’idea indica anche la forma che le cose presentano nello sguardo(uno sguardo concettuale). L’aspetto forma sono visti dagli occhi della mente. L’essere appare la dimensione dell’intelligibile. L’idea è l’essere stesso nel suo apparire, ci appare agli occhi della mente. L’essere e l’esistenza stabile di ciò che ci circonda.Aldilà della sfera celeste c’è il vero mondo, il mondo delle idee! iperuranio L’idea ha una consistenza ontologica, Che sussiste di per se, Ma può essere anche pensata, Macchina pensa deve potenziare le sue capacità razionali. L’idea non è un’intenzione come la vediamo oggi. L’idea e la physis stessa, ma l’apparire dell’essere è un concetto non un’apparizione sensibile. Cogliere l’immutabilità dell’essere signi 3 ica essere alla ricerca dell’essere (lo troviamo nelle per uranio). Nel tineo Platone recupera la geometria la matematica dei pitagorici E compara la 3 igura di deniurgo che contempla questi concetti originari ne fa una copia dell’originale (l’idea, La matrice da cui tutto viene formato). P Il mito della caverna parla del luogo in cui ci stanno tutti, In cui vediamo e sentiamo le cose che ci circondano, senza renderci conto di essere imprigionati nella stessa caverna. Ogni signi 3 icato può
diventare idea, l’idea mostra cosa èun certo ente che si manifesta nel pensiero. L’idea è un signi 3 icato. La bellezza per esempio, Che è un signi 3 icato, è un essere stabile. La scrittura sulla carta non necessaria,il vero 3 ilosofo scrive elle anime delle persone:poche parole che non si dimenticano. Platone ha un concetto di idea come qualcosa che si percepisce con l’intelletto. LA REMINISCENZA L’uguaglianza perfetta non esiste(in natura) perciò l’idea di uguaglianza non può essere tratta da due oggetti sensibili uguali. Platone parla con Signa dicendo che nella quotidianità parliamo di cose uguali. Pero paltone si chiede se l’uguaglianza in se è qualcosa. L’uguaglianza va oltre il sensibile, in natura non esiste la perfetta uguaglianza. Noi possiamo partire dagli oggetti sensibili ma non arriveremo mai all’uguaglianza perfetta. Le cose sensibili ci fanno ricordare delle essenze ideali. L’idea è l’uguaglianza in se. La conoscenza particolare che si distingue dall’idea di uguaglianza perfetta ,che non nasce dalle cose !è presente nella nostra mente e anima, è un’idea è l’essere per platone, la molteplicità delle idee è l’essere per platone. Le idee sono nel mondo intellegibile e dentro di noi, non nel mondo sensibile.l’uguaglianza deriva dall’interno, dall’idea. Partecipazione:mimesi metessi parusia IMMUTABILITà DELL’IDEA, la grandezza(idea|!contenuto del concetto| e rimane invariata) per esempio, mettere a confronto con una cosa grande, la città è grande me non lo è stata sempre e in futuro potrebbe tornare ad essere piccola. Lo stesso vale per il contnuto di qualunque altro concetto. L’ente sensibile di fatto muta (città grande). Platone quando parla delle idee , parla innanzitutto del bene (rende la cosa cio che è), l’idea del bene per lui è centrale ed è qualcosa di incontrovertibile ed è un principio non ipotetico (noi non possiamo conoscere nulla se non sappiamo in cosa consiste il suo bene e se non si conosce il bene in se stesso). Il bene viene inteso per platone non solo moralmente ma come aderenza della cosa a se stessa. Ogni cosa possiede cio che viene rihiesto purchè sia. Il bene è la causa per la quale ogni conoscibile esiste edè quello che è. (allegoria caverna il sole è il bene che illumina le cose). Ogni idea è l’unità di un molteplice;l’idea di uomo è cio che c’è di identico nei tanti uomini sensibili. Le idee costituiscono l’iperuranio perche c’è qualcosa che le uni 3 ica ovvero l’idea del BENE, da aderenza che fa si che qualcosa abbia una rispondenza a cio che essa intende essere. La dialettica x platone è una scienza che riesce a scorgere l’ordine secodno il cui il molteplice puo essere uni 3 icato , ma acnhe l’ordine secondo cui l’unità suprema si divide in idee sempre piu distrette 3 ino ad idee indivisibili! es l’idea di animale è partecipata dall’idea uomo,è partecipata dall’idea di cavallo .l’idea di corpo è partecipta da tutti gli animali e tutte le cose che animali non sono. Movimenti della dialettica: Tra le Idee sussistono legami di implicanza ed esclusione. Il 3 ilosofo li percorre tutti attraverso il procedimento sinottico (ascensivo: dai molti all’Uno) e quello diairetico (discensivo: dall’Idea suprema o dalle idee generali giunge alle idee più particolari, meno ampie 3 ino a quelle non ulteriormente riducibili). Comprendere la trama dei rapporti parti-Tutto: capire come «i molti sono l’Uno e l’Uno sono i molti». I DUE PRINCIPI ORIGINARI: UNO (PRINCIPIO DI TUTTE LE COSE OVVERO IL BENE) LA DIADE (Ciò CHE PERMETTE LA DIVISIONE E LA MOLTEPLICITà ED è ANCHE CONSIDERATO PRINCIPIO DEL MALE , perché OGNI VOLTA CHE SI DISCENDE DALL’UNO COGLIAMO LA DEFINIZIONE DI QUELL’IDEA LI, SIA DICENDO CIO CHE ESSO è SIA DIFFERENZIANDOLO DA CIO CHE è ALTRO RISPETTO A QUELLO). Artistotele ci dice che :1)per platone le idee sono numeri 2)Tutte le cose esistono per partcipazione ai numeri(quindi alle idee)
caratteristiche dell’idea. Inoltre il pensiero discorsivo stabilisce assiomi che non possono essere dimostrati, è quindi una conoscenza arbitraria e ipotetica. Il pensiero discorsivo-matematico opera sulle idee con la mediazione di 3 igure sensibili.
L’anima è fatta di razionalità , di irascibilità e passione(volontà e determinazione e tende a fasi dominare dalla ragione), e di facoltà concupiscibile (in contrapposizione con la ragione, la ragione non ci puo fare nulla solo tenerla sotto controllo). RIVOLUZIONE PLATONE è CONVINTO CHE fosse L’UOMO A DECIDERE IL PROPRIO DESTINO E NON GLI DEI COME SI PENSAVA TRA I GRECI E GLI INDIVIDUI PER AVERE UN BENESTARE DOPO LA MORTE DOVEVANO VIVERE SECONDO UNA CONDOTTA MORALE DI TIPO FILOSOFICO LA GIUSTIZIA L’uomo giusto allora è quello in cui la ragione domina istinti e passione e capace di liberarsi dell’opinione e contemplare le idee. Questa condotta garantirà al vero 3 ilosofo la vera scoperta della verità (dopo 3 vite un 3 ilosofo vede la verità). Lo stato per Platone è un’idea , una struttura immodi 3 icabile ed eterna che deriva dalle nostre esperienze ed è indipendente da ciò che noi sperimenteremo. Però è qualcosa a cui la realtà, se è ben ordinata , tende. E2 aspirazione alla perfezione. Pochi uomini che sanno governare ( 3 iloso 3 i-politici possibilmente), alcuni custodi che si occupano ella sicurezza cittadina !parte passionale cavallo bianco, i produttori corrispondono al desiderio !tutto ciò deve essere gestito con misura. Questi 3 settori dello stato rispecchiano diverse classi sociali e anche il mito delle 3 parti dell’anima. in uno stato si deve garantire l’equilibrio tra gli opposti (tipo non ci deve essere estrema povertà senno si creano rivendicazioni e rivolte). I produttori anche loro devono misurare la loro produzione, devono trovare misura in quello che producono per non avere eccessi. Rapporto speculare, le anime incidono sullo stato e le leggi incidono e formano i cittadini. In ogni classe, individuata da Platone, prevale un aspetto dell’anima: quello concupiscibile nei produttori controllato dalla virtù della temperanza; quello irascibile nei custodi, mansueti e 3 ieri, capaci di fortezza o coraggio; quello razionale nei governanti amanti del sapere e della Città, che hanno saputo conoscere e contemplare il Bene. La Giustizia è l’armonia, l’equilibrio, tra queste tre virtù tradotta nella capacità di svolgere al meglio la propria funzione che viene de 3 inita per NATURA e per LEGGE. La totalità dell’essere permette alla conoscenza di affrontare i problemi dell’uomo nel mondo diveniente e anche nello stato. La giustizia è fondamentale per Platone, e non riguarda solo l’individuo ma deve essere integrata nel rapporto degli individui nello stato. La verità ha un carattere pratico, guida la vita dell’uomo e anche perché lo scopo della vita per l’uomo è produrre la contemplazione della verità. Per La ricerca della verità è necessario edi 3 icare una struttura che renda possibile la contemplazione della verità. La 3 iloso 3 ia si proietta nella struttura statale, è una struttura già immodi 3 icabile ed eterna, è l’idea , ed è ciò che permette all’uomo di raggiungere il bene. Per lui gli uomini non inventano lo stato, lui è prima di tutto ed originario. Lo stato non si basa su patti. E2 importante vivere secondo le leggi poiché quel modello rende possibile la verità. Per lui c’è una relazione tra questo mondo e quello originario. Ognuno nasce dominatore o dominato, e non tutti sono adatti a svolgere certe mansioni. Per Platone non è possibile svincolare la politica dalla 3 iloso 3 ia perché prima di tutto lo stato è un’idea. Platone delinea una sorta di utopia, un luogo che non esiste, ma in realtà queste pagine in 3 luenzano notevolmente la cultura occidentale e del modo di fare società. Non basta l’impresa del singolo, ci vuole un’organizzazione sociale: il 3 ilosofo non può essere isolato, è una