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Filosofia Antica: Da Parmenide a Socrate, Appunti di Filosofia

appunti riassuntivi filosofia 3 anno, in particolare Parmenide,i pluralisti,empedocle,anassagora,democrito,melisso,pitagora,i sofisti,protagora,gorgia e socrate

Tipologia: Appunti

2019/2020

Caricato il 05/11/2023

martinacristofaro
martinacristofaro 🇮🇹

6 documenti

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PARMENIDE:*
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Pluralisti:*
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PARMENIDE:

è il fondatore della scuola Eleatica. E2 il 3 ilosofo dell’essere. Scrive un poema 3 iloso 3 ico usando le immagini del pensiero. Dichiara di essere l’erede di antichi poeti, ma in qualità di 3 ilosofo. Ci lascia i19 frammenti sulla PHYSIS (prima l’essere che s’illumina e poi che si trasforma). Per lui l’archè non è pensabile, nega che la physis sia l’archè, per lui non c’è ingiustizia. la physis per lui è l’essere, il senso dell’essere si coglie quando si contrappone al niente. Il niente non è pensabile né dicibile in alcun modo , del niente possiamo capire solo la sua inesistenza. L’essere non è il non essere. L’essere è ed è impossibile che non sia. L’essere non può essere generato perché eterno,c’è sempre. Il divenire è quindi solo un’opinione illustre, che i mortali rendono veritiera e di cui si convincono. Con Parmenide il verbo essere comincia ad essere usato sostantivato, riferendosi alla realtà in generale ,non a singoli enti, e con lui nasce il ramo 3 iloso 3 ico dell’ ontologia ,ovvero “il discorso sull’essere”, ovvero lo studio dell’essere nelle sue caratteristiche universali. L’uomo nella sua vita per Parmenide si può trovare di fronte a due vie ,due sentieri: quello della VERITÁ o quello dell’ OPINIONE. Il sentiero della verità è basato sulla ragione ed è quello che i 3 iloso 3 i dovrebbero prendere e quello che lui segue. Il sentiero dell’opinione è basato sui sensi e ci porta a conoscere l’essere apparente L’idea principale su cui si basa la 3 iloso 3 ia di Parmenide è L’ESSERE È E NON PUÓ NON ESSERE e IL NON ESSERE NON È E NON PUÓ ESSERE. Il nostro pensiero e linguaggio deve essere completamente proiettato sull’essere perché il non essere è impensabile. Quindi secondo questa concezione linguaggio, logica e ontologia sono fortemente connessi. L’ontologia parmenidea studia i vari signi:icati della parola “è” che quando viene pronunciata afferma anche l’esistenza di un contenuto nella mente. Caratteristiche dell’essere per Parmenide:

  • eterno ,perché se non lo fosse implicherebbe un passato in cui non era, è un eterno presente. E qualcosa aldilà del tempo.
  • immobile ed immutabile , poiché se si muovesse comincerebbe a non essere più ,perché affronterebbe stati in cui prima non è stato.
  • unico e omogeneo , perché se fosse diverso ci sarebbero momenti in cui non è
  • :inito , perché secondo Parmenide , l’essere 3 inito e compiuto implica perfezione Quindi l’essere è: ingenerato,imperituro,eterno,immobile,immutabile,unico,omogeneo, 3 inito. Però sorge il problema se dobbiamo inserire questo essere ,di cui abbiamo elencato le caratteristiche ,nel nostro mondo. Il nostro mondo infatti è l’emblema del generato,mutevole e differente. Il nostro mondo dunque implica un NON ESSERE e consequenzialmente non è la verità, e 3 iloso 3 icamente parlando è falsità e pura illusione. Per Parmenide l’origine del mondo è governata da due principi opposti sempre in contrasto tra loro: giorno e notte Pluralisti: I 3 isici pluralisti tornano ad interessarsi al problema della natura contrariamente a quelli della scuola di Elea. Le cosa del mondo per loro sono costituite da molteplici elementi eterni che unendosi fra loro provocano ciò che noi chiamiamo “nascita” e disunendosi provocano ciò che noi chiamiamo “morte”. Formulano il principio secondo cui in natura nulla si crea che nulla si distrugge, semplicemente tutto si trasforma. Chiamano 3 isici pluralisti in quanto come gli ionici e diversamente dai 3 iloso 3 i di Elea tornano a studiare i fenomeni naturali; si de 3 iniscono pluralisti in

quanto prendono le distanze dal monismo degli ionici E degli eleati e dal dualismo di Pitagora e ritengono che i principi della natura siano molteplici. Dopo Parmenide la 3 iloso 3 ia cercherà la conciliazione tra Ragione ed Esperienza; tra il Logos che esige l’immutabilità e la non molteplicità dell’essere e l’Esperienza, intesa come manifestazione del mondo che mostra il divenire e la molteplicità dell’essere. Anche l’apparenza è innegabile, incontrovertibile, non smentibile!!! La tesi operante 3 in dall’inizio della 3 iloso 3 ia, implicitamente nei pensatori che hanno preceduto Parmenide (physis = unità delle cose molteplici, font del loro generarsi e termine del loro corrompersi, arché) ed esplicitamente in Parmenide (physis = essere, assioma della ragione) è la seguente:

  • L’Essere non può originarsi dal non-essere e non può perire e distruggersi diventando completamente niente. Essa viene interpretata in modi differenti:

per Parmenide indica l’assoluta immutabilità dell’essere. per Empedocle signi 3 ica che gli enti che nascono e muoiono provengono dall’unità originaria dell’Essere e ritornano in essa. EMPEDOCLE:

  1. Afferma insieme l’eternità dell’essere (l’essere non può generarsi o distruggersi) e il divenire del mondo (l’essere è costituito da una pluralità di elementi originari che trasformandosi, componendosi e separandosi costituiscono, di volta in volta, gli enti).
  2. Il divenire è reale anche se accidentale ed estrinseco rispetto alle radici immutabili dell’essere che costituiscono l’unità originaria della physis.
  3. Le radici dell’essere, immutabili ed eterne, sono l’acqua, l’aria, il fuoco e la terra. Sono quattro e sono distinte qualitativamente. Ogni radice è divisibile in parti secondo la quantità e ogni parte mantiene la qualità del tutto, della radice.
  4. L’Amicizia è la forza che tiene unite le quattro radici in cui è contenuto tutto l’essere dell’universo diveniente; la Contesa o Discordia è la forza che separa le une dalle altre le radici producendo il divenire cosmico.
  5. La nascita e la morte degli enti è separazione e mescolanza degli eterni elementi dell’essere nella vicenda ciclica del tempo che vede di volta in volta il prevalere dell’Amicizia o della Contesa. Il divenire è determinato dalla dialettica di Amore e Odio, la cui alternanza scandisce un complesso ciclo cosmico (vedi testo).
  6. Il divenire degli enti è determinato da un sistema di forze che produce e distrugge le diverse con 3 igurazioni delle cose.
  7. Riesce Empedocle a conciliare Ragione ed Esperienza? Spiega chiaramente come l’essere immutabile possa essere molteplice? La mescolanza e la separazione delle quattro radici dell’universo dà luogo alla loro continua trasformazione in tutti gli aspetti del molteplice. Le diverse proporzioni delle radici mescolate insieme spiegano la varietà delle cose. Empedocle si espone alla critica di Melisso (vedi sotto).
  8. Gnoseologia: il simile conosce il simile. ANASSAGORA: Filosofo ateniese, nato a Clazomene tra il 500 e il 496 a.c. e morto attorno al 428. Fa un’opera chiamata “sulla natura” , egli ammette il principio di Parmenide del nulla nasce e nulla perisce ed anch’egli come Empedocle interpreta il verbo ‘nascere’ nel senso di ‘riunirsi’ e il perire nel senso di ‘separarsi’. I SEMI:

DEMOCRITO:

V-IV sec ac in tracia (contemporaneo a socrate e platone, periodo classico).

  1. i fenomeni sono criterio, fondamento della nostra conoscenza. I fenomeni sono le cose che si rendono evidenti, è ciò in base a cui cerchiamo di capire ciò che ci appare
  2. tramite i fenomeni prendiamo anche la via per capire anche ciò che ci rimane nascosto , le cose non manifeste
  3. i fenomeni sono innegabili e il molteplice esiste (per poterlo affermare dobbiamo affermare che esiste il non essere, in contrapposizione con Parmenide, ma lo tiene presente in parte). Parmenide ri 3 iuta questa affermazione poiché per lui esiste solo l’essere, Democrito dice che anche il non essere è.
  4. Democrito identi 3 ica l’essere con il pieno (ciò che è solido e riempie l’estensione)e il non essere con il vuoto(pura estensione non riempita). Convivenza tra pieno e vuoto. Il vuoto divide la compattezza del pieno , perché tra le varie parti solide il vuoto le interrompe la compattezza del pieno (esistono le parti e il molteplice a differenza di Paermenide).
  5. Il non essere determina la moltiplicità.
  6. Il vuoto è un’estensione in 3 inita , omogenea (sono qualitativamente uguali questi vuoti), isotropo (in esso tutte le direzioni si equivalgono) ,contiguo
  7. qualità vs quantità i fenomeni sensibili mostrano la differenza tra elementi quantitativi e qualitativi. Ci sono aspetti incerti, cioè che variano da individuo a individuo, da momento a momento, sono opinione illusoria(tipo il profumo di qualcosa, il colore…). Cio che viene prodotto tra atomi (che provengono dalle cose) e i nostri organi di senso è instabile, non è certo ma è illusorio , non possiamo 3 idarci di questi aspetti, tantomeno nella scienza =DETERMINAZIONI QUALITATIVE (o secondarie) Le determinazioni sicure dell’estensione sono le proprietà intrinseche (o primarie) delle cose. non interagiamo con le derivazioni sicure, le osserviamo, non le cambiamo (forma, grandezza, ordine delle parti, posizione). Sono certe , uguali per tutti=DETERMINAZONI QUANTITATIVE
  8. ATOMO, parte non ulteriormente divisibile. Se noi dividiamo l’estensioni giungiamo a parti che hanno estensione, ma non sono ulteriormente divisibili.qualunque fenomeno che ci appare non ha un processo in 3 inito di divisione, ad un certo punto c’è un limite e si ferma all’ATOMO(parte indivisibile dell’estensione) Come hanno caratteristiche quantitativamente differenti tra loro, non sono tutti uguali. Sono uguali dal punto di vista qualitativo. L’atomo è eterno, indivisibile, incorruttibile, Impenetrabile. E2 percepibile dalla ragione ma non dai sensi, lo Si può pensare. Ogni atomo a un volume, una 3 igura, Una posizione speci 3 ica è un rapporto di ordine rispetto agli altri atomi. Il voto garantisce la distinzione degli atomi tra loro quali sono in 3 initi. Gli atomi sono solidi e impenetrabili. 9)egli confuta Zenone, poiché egli ( Zenone ) diceva che il divisore non ha grandezza e che molteplice non esiste
  9. tutti i fenomeni sono aggregati di atomi in in 3 inite combinazioni ,che li rendono vari
  10. è necessario spiegare le qualità secondarie con regole geometrico-meccaniche (la sensazione del dolce è costituita da atomi tondi che non pizzicano, il calore è determinato da un orientamento determinato degli atomi) –rapporto osservatore e oggetto. anche se non sono proprietà intrinseche dell’oggetto ,ma hanno un rapporto con le primarie. L’anima per democrito è formata da atomi sferici e mobilissimi, pervadono il corpo e lo veri 3 icano (pneuma, sof 3 io vitale e lo rende vivo, ma attraverso atomi) 12)anima=contatto con oggetto che sente e oggetto sentito. L’anima riceve sensazioni dal mondo esterno, senza anima il corpo non è senziente. Quando muore il corpo l’anima si dissolve , ma gli atomi rimangono nell’universo 13)atomi e movimento, atomi immutabili ma il moto ne permette la creazione dei fenomeni

14)materilismo e meccanicismo materialismo: non modi 3 icabili , poiché materiali democrito pensa ci sia il principi dell’essere unico della materia che sono gli atomi ciò che riempie l’estensione è la materia ed è l’unico principio per democrito non esiste altro essere da quello da cui lo spazio è riempito, cioè la materia e la causa è il moto degli atomi che si muovono senza direzione privilegiata. Meccanicismo: se ne attribuiamo la proprietà del movimento dei corpi nello spazio, appoggiamo il meccaniciso Opposto del 3 inalismo, si spiegano i fenomeni con cause meccaniche 15)determinismo:ciò che si forma non poteva non nascere. Ad una con 3 igurazione di atomi segue un altro stato a quello precedente legato in maniera causale. C’è una necessità. Dallo stato in cui si è siu puo prevedere quello successivo. L’assenza di 3 inalità non esclude la necesssità. Visione non 3 inalistica non vitalismo, non spiritualismo causalismo 16)il moto(proprietà intrinseca dell’atomo) degli atomi varia , ma tende a conservarsi. Le particelle si urtano,rimpalzano , schizzano via. Se si uniscono fanno un moto vorticono attraendo a se altri atomi, con una forza dirett. Proporzionale alla loro massa 17)moti in 3 initi nello spazio 18)visione del caso :quale è la causa che ha provocato l’evento? p. 19)punto di vista 3 inalistico \teleologico:perché è avvenuto quell’evento? 20)democrito parla della casualità cioè DETERMINSMO CAUSALE. 21)tutto ciò che esiste è frutto del caso e necessità , per lui sono compatibili

  1. molti autori negano la prevedibilità degli eventi, da punto di vita del 3 ine o scopo, visione necessitaristica, si parla di necessità ,volontarietà, spontaneo. Anche eraclito adotta questo punto di vista e democrito è d’accordo. Movimento automatico ,che si muove da se per proprio impulso. Non vuol dire che nulla può essere previsto (determinismo e causalismo, analizzare condizione a cui farà seguito una certa conseguenza). manca il 3 ine ma non preclude una visione razionale 23)parm e gli eleati ri 3 iutavano l’attestazione di quello che l’esperieza afferma(che è eillsione) 24)prospettiva quantitativa ,èropr oggettive, riduzione della natura ad oggetività meccanica, natura vera ovvero quella che possiamo misurare(posiz,forma, gramdezza) 25)democrito pensatore alternativo al di fuori di pensieri che credevano in una forza superiore, in una volontà 26)il pensiero,l’intelletto il NOUS risiede nel cervello e sa tutte le cose , e gli atomi che lo compongono sono impercettibili. L’intelletto parte dalla sensibilità ma poi procede oltre(non si limita a ciò che ci offre la sensibilità , la considera come una base di partenza). 27)Procedere oltre vul dire separare le qualità, isolando quelle più rilevanti, idealizzarle cercando di intuirne la loro purezza… l’intelletto(nous) non prescinde dalla sensibilità, perché cio che è invisibile si manifesta in ciò che è visibile. Solo l’intelletto può conoscere l’essenza e la causa delle cose. 28)la visione si ottiene tramite pelllicole atomiche(o immagini),che riproucono la cosa stessa , procedono dall’occhio (immagine ed ef 3 luvio di atomi) e si distaccano dalla cosa stessa, comprimono l’aria intermedia tra oggetto senziente e l’oggetto che subisce e si incontrano condelle particelle che sono conformate in un certo modo che provengono dall’occhio e che in maniera analoga imprimono la sua forma al mezzo. C’è un mezzo che si interpone tra noi e l’oggetto. Il mezzo viene compresso e modi 3 icato. Dall’incontro tra gli ef 3 luvi di atomi provenienti dall’oggetto e di atomi che a loro volta procedono dall’occhio generano incontrandosi uno stampo, danno luogo a qualcosa di nuovo, che poi entra e si ri 3 lette nell’organo di senso(in qst caso occhio) 29)la sensazione dell’anima non deriva da un contatto diretto con le cose,c’è un intermediario 30)conoscenza oscura è quella che si ha senza contatto diretto e che non puo procede oltre la sensazione
  1. visione del cosmo in cui la terra si muove attorno al fuoco centrale
  2. pitagora siamo nel 6 sec ac. Lui nasce a Samo(rivale di Mileto nel commercio) e termina la sua vita a Metaponto.A Crotone fonda la sua scuola , fonda diverse comunità nel sud. Viaggiò in egitto, ha vissuto molte disavventure ,come la prigionia a babilonia. Dopo aver vissuto parte della sua vita in Egitto si trasferisce a Crotone, che con Sibari erano tra le città greche più importanti. Qui fonda una comunità molto in 3 luente (anche politicamente parlando). Si dice che pitagora accoglieva donne e stranieri nella sua scuola. Non tutti i discepoli potevano seguirlo dal vivio , molti venivano tenuti a distanza, c’era il mistero legato alla 3 igura di pitagora. Bisognava stare zitti quando si ascoltava. Nessuno poi poteva controbattere, venivano trasmesse regole 3 isse senza accurate spiegazioni.
  3. I discepoli ESSOTERICI:i discepoli che potevano ascoltarlo. Da loro si sviluppa assemblea degli acusmatici (seguivano le regole ma non erano edotti sulle questioni più segrete)
  4. I discepoli ESOTERICI:loroall’inizio lo potevano vedere ma non controbattere. da loro si svilupperà la setta dei matematici pitagorici, coloro che potevamo fare domande e avere un dibattito e scoprire.
  5. La com pitagorica era religiosa e politica e chi ne voleva far parte doveva subire riti di puri 3 icazione. C’erano regole per i pitagorici:fedeli agli amici e agli dei , esame di coscienza giornaliero, de 3 inire un programma giornaliero ,non mangiare carne e fave, spezzare il pane, attizzare il fuoco con i metallo, no anelli e panni di lana, non raccogliere ciò che cadeva, celibato e comunione dei bene.
  6. Gli insegnamenti erano orali e su di essi era d’obbligo il segreto , divieto di divulgare. Distizione tra società normale e gli iniziati. Qualcuno che ha trasgredito è stato ucciso
  7. Otos efa-ipse dixit—lo ha detto lui. Pitagora gode di autorevolezza che tutti accoglievamo il suo pensiero senza discuterlo.
  8. Por 3 irio ,diogene Laerzio, Giamblico (hanno scritto biogra 3 ie su pitagora, del quale sappiamo grazie a loro). Concordano sulla teoria sulla trasmigrazione delle anime. Per omero l’anima era il fantasma dell’uomo morto 10)Era in 3 luente anche politicamente. Ha consigliato al poplo di crotone. La sua in 3 leunza 3 inisce perche cilone viene rifutato dalla comuità pitagorica. Alloa cilone li scredita , prima la società sosteneva pitagora, poi sta con Cilone perché non piaceva l’atteggiamento aristocratico dei pitagorici (volontà di non distribuire le terre conquistate al popolo quindi si pensava che anche pitagorici fossero contro) ,anche perché le famiglie venivano lasciate sole perché gli uomini si trasferivano nelle comunità pitagoriche. I pitagorici vengono perseguitati e in molte città non venero accolti. Ha inseganto ad Archita di Taranto perciò arrivano sue info, non ci lascia scritti. 11)Dalla metà del 6 3 ino al 4 sec ac si diffuse il pitagorismo. Mentalità settaria. 12)Aristotele non distingueva tra le dottrine proprie di pitagora e quelle che erano frutto di uno sviluppo successivo. 13)I numeri sono i principi della physis. L’unità per pitagorici crea i primi contrari(pari e dispari) che da loro si generano tutti gli altri numeriche a loro volta creano tutte le cose dell’univeso. I numeri sono concreti, sono cose e grandezze spaziali. L’1 si rappresenta con un punto. Tutte le cose sono un numero. 14)PARI E DISPARI OPPOSIZIONE ORIGINARIA DELL’UNIVERSO. 15)I numeri pari sono divisibili in due pari uguali o entrambe pari o entrambe dispari. 16)I numeri dispari sono divisi in due parti disuguali una pari e l’altra dispari 17)L’1 è parimpari, ha sia in se il pari e il dispari, se sommato ad un numero pari diventa dispari e viceversa 18)Nei numeri pari domina l’illimitato (sono imperfetti), nei dispari domina il limite (perfetti) 19)Il numero è un oggetto reale, collezioni di più unità, non semplici quantità.

20)I numeri dispari sono numeri quadrati poichè si potevano disporre a creare un quadrato quelli pari si posso con 3 igurare come rettagnoli. Si possono generare i numeri dispari usando il metodo della squadra. 23)la decade contiene ogni principio e proporzione e forma del numero. Anche dante reputava il 10 come numero perfetto, le successive decine non sono altro che ripetizioni dlla prima. Relazione tra 10 e la forma del delta. 21)se pensiamo l’opposizione come dualità, l’opposizione tra l’apeiron ed il cosmo puo essere interpretata come un rapporto numerico dove l’Uno(o monade) come principio di tutte le cose è innanzitutto principio del due (o Diade) ossia opposizione tra pari e dispari. La monade contiene la pluralità, la molteplicità che da essa si genera. 22)Tavola dei contrari fondamentale: dalla parte del dispari tutte le determinazioni positive dalla parte dei pari tutte quelle negative. Da queste opposizioni nasce l’armonia universale --- da qui scaturisce la musica. Filolao:“l’armonia è infatti uni 3 icazione di molti termini mescolatie consenso di cose dissenzienti” 23)MUSICA: 24)INCOMMENSURABILE, cio che sfugge alla regola del numero, le grandezze che non hanno misura in comune non potevano avere un rapporto espresso in frazione con numerat e denomin interi… cio scandaloso mistero , e scandalosa eccezione alla teoria 25)L’anima per i pitagorici non è come in omero ovvero un ombra che vaga per l’ade e che si stacca dall’uomo morto. L’anima sta alla base della teoria della metempsicosi. è di origine divina e per potersi liberare dal corpo in cui si trova deve passare attraverso molte vite e molti corpi, l’anima è mobile e stare 3 issa in un corpo non le appartiene e ha vita solo quando trasmigra negli altri corpi. Gli or 3 ici intendevano il coprpo come una prigione da cui l’anima si deve liberare. Dopo la puri 3 icazione 3 inale (catarsi) l’anima puo tornare al mondo a cui appartiene alla sua vera vita (un modo celeste per esempio). Ogni 216 anni (cubo di sei, ricorrente per la sua sfericità) pitagora si reincarnava e le reincarnazioni si concludevano dopo 3000 anni. L’anima è piu facilemte corruttibile del corpo stesso, l’anima umana è l’armonia risultante dalla mescolanza e dalla temperanza degli elmenti che compongono il corpo ,nasce quando questi sono opportunamente mischiati e muore quando si rompe l’equilibrio 3 isiologico del corpo e si infrange l’aronia precedente.

la contraddizione. Per loro ciò che conta è lo scopo perché una verità forte non c’è o non è nella capacità dell’uomo che invece può in 3 luenzare gli altri. “l’uomo è misura di tutte le cose, delle cose che sono in quanto sono, elle cose che non sono in quanto non sono”. (stile 3 iloso 3 ico) Centralità dell’uomo che si rapporta alle cose e che le de 3 inisce, sia le cose che sono che quelle che non sono. L’uomo stabilisce la distinzione tra le cose che son e che non sono. L’uomo è il metro della realtà e irrealtà, del loro modo di essere e del loro signi 3 icato. 1) uomo= individuo singolo, cose= oggetti percepiti attraverso i sensi. Quindi uomo misuratore delle cose che vengono de 3 inite dallo sguardo del singolo, ognuno vede le cose diversamente, le cose sono diverse a seconda di chi le percepisce. Concetto soggettivo e relativo. Dipende dall’osservatore quello che vede. Secondo Protagora è possibile dirigere la scelta secondo n principio di scelta che è debole. Il principio è l’utilità privata e pubblica che vada a vantaggio del singolo e della comunità orientandosi verso ciò che è più vantaggioso per la polis. Ci saranno poi posizioni variegate che sosterranno che in realtà è la legge del più forte la più utile nella società, quella che prevale: la necessaria subordinazione dei più deboli per parte dei più forti. Protagora propone un processo di civiltà: l’uomo di distacca dall’animalità, dalla condizione più primitiva. Precedentemente si parlava di una decadenza, i so 3 isti pensano l’opposto. I so 3 isti sottolineano le tecniche, la capacità dell’uomo di trasformare la natura e quindi la possibilità di cambiarla mediante leggi e tecniche. In un’opera di Platone è presentato il mito di Prometeo. Lui propone un concetto di civiltà , in cui l’uomo emerge dall’animalità. P 129 GORGIA

  1. Per Gorgia ragione ed esperienza sono in contrasto. Dal punto di vista della ragione dovremmo seguire Parmenide che dice che non esiste il molteplice, dal punto di vista dell’esperienza neghiamo l’essere unico e ingenerato. Per trovare un compromesso capiamo che non esiste, smentisce gli atomisti che pensavano al pieno e il vuoto e quindi ad una visione dell’essere e non essere in relazione allo spazio. Per gli atomisti la realtà è contradditoria a non si riesce a risolverla. ESISTENZA
  2. Se qualcosa esistesse, quindi usciamo dal nichilismo assoluto, come la pensiamo, come la conosciamo, c’è qualcosa di univoco? No perché abbiamo strumenti diversi, sperimentiamo una disomogeneità, quindi non possiamo considerare di conoscere. E2 solo frutto di una scelta arbitraria del singolo individuo poiché c’è scarto tra il pensiero e la realtà. CONOSCENZA
  3. Se fosse conoscibile ci dovremmo scontrare con la dif 3 icoltà di comunicare agli altri questa cosa. Come possiamo usare il nostro linguaggio per fare arrivare il messaggio? Esiste e non è superabile uno scarto tra linguaggio e realtà. Le parole o i gesti sono diverse rispetto alle cose. LINGUAGGIO in questo disordine non ci si può orientare se non come dice lui. Con le parole noi comunichiamo, ma non riusciamo ad esprimere quello di cui il linguaggio vorrebbe parlare. Un pensiero non può rimanere identico quando da un individuo è comunicato ad un altro. Noi pensiamo anche cose che non hanno esistenza, quindi se il pensato non esiste l’essere non è pensato. Se il pensato esiste il non esistente non può essere pensato, ma non è vero perché si pensa a cose irreali. Dunque l’essere non è pensato. (pagina 125) L’unica possibilità per Gorgia è quello di abbandonarci al volere della parola che è in grado di suscitare emozioni e rinunciare ad un’idea razionale e arrendersi all’irrazionale. Si può solo in 3 luenzare, convincere, generare emozioni in chi ci ascolta senza avere certezze e garanzie. E2 solo un tentativo di esercitare un potere.

SOCRATE:

i so 3 isti partono dall’idea “so di nn sapere”, socrate vede il bicchiere mezzo pieno, “io so di sapere qualcosa dal fatto che so di non sapere”. Figlio di una allevatrice e di uno scultore. Dal momento che so di non sapere posso pensare di far nascere qualcosa dalla mi anima, quindi lui andava in giro demolendo le certezze che gli altri credevano di avere. Le persone iniziano quindi veramente un percorso autentico, secondo Socrate, che deriva da un’analisi interiore. Un punto importante per Socrate è conoscere te stesso, la verità non può essere trasmessa, ma conoscendo sé stesso ognuno può partire e chiedersi che cos’è, l’essenza della cosa. Socrate non da molte risposte, era sicuro di dover riuscire a fare qualcosa, di dover testimoniare una ricerca che non conduce a particolari risposte, ma pensa che valga la pena ricercando. Socrate nasce da cittadino di Atene e vuole morire da cittadino di Atene. E2 un esempio di forza, umiltà, ri 3 lessione, coerenza. Quando dialoga socrate dialoga girando per la città, affermando di non sapere e critica le leggi , le consuetudini sociali, le credenze religiose, le dottrine 3 iloso 3 iche e nel parlare è spregiudicato. Incalzava con le domande quando parlava con le persone e in 3 ine affermava che quanto affermato era contraddittorio o gratuito.lui ha un criterio sul quale puo giudicare la sua condizione sull’idea di verità, che non è in carne ed ossa, ma è una sua verità , un suo criterio in base al quale puo decidere di vivere secondo la sua propria verità (lui non ha la verità assoluta, ma ne 3 issa una propria). Lui si comporta cosı̀ perché si sente animato da una sua verità (non è una verità trasmissibile ma avere l’idea della verità è disporsi ad una condizione di ricerca), da questo criterio. Totale impegno nel cercarla. Socrate dice di non avere nulla da insegnare, ma aiutare solo a cercare questa verità. Lui assume il ruolo di maieutica , aiutando l’interlocutore a generare qualcosa dentro di se. La verità risiede oltre nella realtà del linguaggio e dell’insegnamento, è l’uomo stesso ad essere luogo di verità, è la coscienza(chiamata da lui demone) il luogo di sensibilità. “conosci te stesso” è il compito da assolvere, li c’è verità non la trovi all’esterno. Ha la necessità di de 3 inizione per l’universale ---> qualcosa di itellegibile e non particolare e sensibile; il pensiero coglie in ogni sensibile un universale, pone l’accento sulla differenza tra cose particolari e il concetto( I so 3 isti per lui hanno smesso di cercare la verità, perché l’aspetto sensibile delle cose è diverso per ogni uomo. Un accordo tra gli uomini della verità è possibile solo nel 3 issare un’essenza, una de 3 inizione di esso (cos’è il brutto, il bello , il buono…) !,a nessuno da risposte uguali, ma eterogenee. Socrate rimane ancorato alla ricerca dell’universale e perciò non accetta il pensiero so 3 istico perche troppo incentrato sul particolare. Trovare l’accordo su aspetti quantitativi è molto più facile. Testimone attivo della 3 iloso 3 ia. Lui diceva di essere sterile ,poiché mai ha partorito nulla, nessuna scoperta frutto della sua anima;ma chi lo frequenta e segue no, perché gli altri conoscendolo tirano fuori da loro qualcosa. I TRE CONCETTI FONDAMENTALI DI SOCRATE

  1. La verità non può essere trasmessa da altri né data dall’esterno, è un percorso personale. Dice che non ha niente da insegnare, ma vuole solo aiutare l’interlocutore a =rare fuori ciò che ha dentro di sé. Socrate lo conduce a rendersi conto che tu@o ciò che pensava di sapere non lo sa. La verità quindi risiede in una realtà differente rispe@o a quello del linguaggio. L’unico luogo della verità è l’uomo in sé stesso, non il corpo ma proprio la coscienza (chiamata da Socrate demone interiore). Oracolo delfico: conosci te stesso. Èil compito da assolvere, il fulcro della sua riflessione è questo perché la verità è lì.

PLATONE V\IV SEC AC

(La posizione di Socrate: com’è possibile conciliare ragione d’esperienza? Lui sostiene che la comprensione della totalità può essere fatta recuperando la de 3 inizione, il concetto di Socrate. Il tutto si manifesta nel concetto per Platone. Non è per forza qualcosa di sensibile, ma qualcosa di pensato, intelleggibile, concepito. Già nella 3 iloso 3 ia presso pratica si cominciò a pensare ad un concetto. Con Socrate la 3 iloso 3 ia non passo avanti rispetto ai preso pratici, diventa esplicita si impara la differenza tra sensazione concetto. L’essere intelligibile, cosı̀ come tutte le cose; il concetto non è ricerca del particolare. Il concetto di conoscere ciò che viene identico nelle cose diverse. Il contenuto concettuale qualcosa di costante, che non varia, rimane stabile; cose particolari si modi 3 icano. Il contenuto del concetto è l’idea(Ciò che viene concepito dal concetto): L’idea è immutabile ed eterna, è l’essere per eccellenza. Il concetto del mondo intelligibile è l’idea! non ha una valenza solo mentale psichica: per lui il contenuto del concetto non esiste solo nella mente, ma esprime proprio essere! l’essere una realtà che va oltre il nostro pensarlo E la nostra testa. L’idea esprime la trasparenza dell’essere al pensiero(Noi pensando cogliamo l’essere). L’idea indica anche la forma che le cose presentano nello sguardo(uno sguardo concettuale). L’aspetto forma sono visti dagli occhi della mente. L’essere appare la dimensione dell’intelligibile. L’idea è l’essere stesso nel suo apparire, ci appare agli occhi della mente. L’essere e l’esistenza stabile di ciò che ci circonda.Aldilà della sfera celeste c’è il vero mondo, il mondo delle idee! iperuranio L’idea ha una consistenza ontologica, Che sussiste di per se, Ma può essere anche pensata, Macchina pensa deve potenziare le sue capacità razionali. L’idea non è un’intenzione come la vediamo oggi. L’idea e la physis stessa, ma l’apparire dell’essere è un concetto non un’apparizione sensibile. Cogliere l’immutabilità dell’essere signi 3 ica essere alla ricerca dell’essere (lo troviamo nelle per uranio). Nel tineo Platone recupera la geometria la matematica dei pitagorici E compara la 3 igura di deniurgo che contempla questi concetti originari ne fa una copia dell’originale (l’idea, La matrice da cui tutto viene formato). P Il mito della caverna parla del luogo in cui ci stanno tutti, In cui vediamo e sentiamo le cose che ci circondano, senza renderci conto di essere imprigionati nella stessa caverna. Ogni signi 3 icato può

diventare idea, l’idea mostra cosa èun certo ente che si manifesta nel pensiero. L’idea è un signi 3 icato. La bellezza per esempio, Che è un signi 3 icato, è un essere stabile. La scrittura sulla carta non necessaria,il vero 3 ilosofo scrive elle anime delle persone:poche parole che non si dimenticano. Platone ha un concetto di idea come qualcosa che si percepisce con l’intelletto. LA REMINISCENZA L’uguaglianza perfetta non esiste(in natura) perciò l’idea di uguaglianza non può essere tratta da due oggetti sensibili uguali. Platone parla con Signa dicendo che nella quotidianità parliamo di cose uguali. Pero paltone si chiede se l’uguaglianza in se è qualcosa. L’uguaglianza va oltre il sensibile, in natura non esiste la perfetta uguaglianza. Noi possiamo partire dagli oggetti sensibili ma non arriveremo mai all’uguaglianza perfetta. Le cose sensibili ci fanno ricordare delle essenze ideali. L’idea è l’uguaglianza in se. La conoscenza particolare che si distingue dall’idea di uguaglianza perfetta ,che non nasce dalle cose !è presente nella nostra mente e anima, è un’idea è l’essere per platone, la molteplicità delle idee è l’essere per platone. Le idee sono nel mondo intellegibile e dentro di noi, non nel mondo sensibile.l’uguaglianza deriva dall’interno, dall’idea. Partecipazione:mimesi metessi parusia IMMUTABILITà DELL’IDEA, la grandezza(idea|!contenuto del concetto| e rimane invariata) per esempio, mettere a confronto con una cosa grande, la città è grande me non lo è stata sempre e in futuro potrebbe tornare ad essere piccola. Lo stesso vale per il contnuto di qualunque altro concetto. L’ente sensibile di fatto muta (città grande). Platone quando parla delle idee , parla innanzitutto del bene (rende la cosa cio che è), l’idea del bene per lui è centrale ed è qualcosa di incontrovertibile ed è un principio non ipotetico (noi non possiamo conoscere nulla se non sappiamo in cosa consiste il suo bene e se non si conosce il bene in se stesso). Il bene viene inteso per platone non solo moralmente ma come aderenza della cosa a se stessa. Ogni cosa possiede cio che viene rihiesto purchè sia. Il bene è la causa per la quale ogni conoscibile esiste edè quello che è. (allegoria caverna il sole è il bene che illumina le cose). Ogni idea è l’unità di un molteplice;l’idea di uomo è cio che c’è di identico nei tanti uomini sensibili. Le idee costituiscono l’iperuranio perche c’è qualcosa che le uni 3 ica ovvero l’idea del BENE, da aderenza che fa si che qualcosa abbia una rispondenza a cio che essa intende essere. La dialettica x platone è una scienza che riesce a scorgere l’ordine secodno il cui il molteplice puo essere uni 3 icato , ma acnhe l’ordine secondo cui l’unità suprema si divide in idee sempre piu distrette 3 ino ad idee indivisibili! es l’idea di animale è partecipata dall’idea uomo,è partecipata dall’idea di cavallo .l’idea di corpo è partecipta da tutti gli animali e tutte le cose che animali non sono. Movimenti della dialettica: Tra le Idee sussistono legami di implicanza ed esclusione. Il 3 ilosofo li percorre tutti attraverso il procedimento sinottico (ascensivo: dai molti all’Uno) e quello diairetico (discensivo: dall’Idea suprema o dalle idee generali giunge alle idee più particolari, meno ampie 3 ino a quelle non ulteriormente riducibili). Comprendere la trama dei rapporti parti-Tutto: capire come «i molti sono l’Uno e l’Uno sono i molti». I DUE PRINCIPI ORIGINARI: UNO (PRINCIPIO DI TUTTE LE COSE OVVERO IL BENE) LA DIADE (Ciò CHE PERMETTE LA DIVISIONE E LA MOLTEPLICITà ED è ANCHE CONSIDERATO PRINCIPIO DEL MALE , perché OGNI VOLTA CHE SI DISCENDE DALL’UNO COGLIAMO LA DEFINIZIONE DI QUELL’IDEA LI, SIA DICENDO CIO CHE ESSO è SIA DIFFERENZIANDOLO DA CIO CHE è ALTRO RISPETTO A QUELLO). Artistotele ci dice che :1)per platone le idee sono numeri 2)Tutte le cose esistono per partcipazione ai numeri(quindi alle idee)

caratteristiche dell’idea. Inoltre il pensiero discorsivo stabilisce assiomi che non possono essere dimostrati, è quindi una conoscenza arbitraria e ipotetica. Il pensiero discorsivo-matematico opera sulle idee con la mediazione di 3 igure sensibili.

  1. Intellezione o conoscenza noetica: principio non ipotetico di ogni cosa. Nel mito della caverna corrisponde al sole che illumina ogni cosa rendendo visibile. La intellezione è il contenuto originario intellettuale, la sua intellegibilità si auto fonda, non ha bisogno della mediazione delle cose sensibili. Non dipende da nulla, ma tutto dipende da esso. Da qui dipende tutta la conoscenza. Il nous è la forma suprema dell’intelligenza umana in cui si manifesta la verità e che come in Anassagora determina l’ordine nell’universo. Per questo la fase dell’intellezione è anche chiamata conoscenza noetica. Riassumendo: Opinione e Scienza. Opinione si divide in immaginazione e credenza. Scienza si divide in pensiero discorsivo e intellezione. La dialettica Tra le Idee sussistono legami di implicanza ed esclusione. Il 3 ilosofo li percorre tutti attraverso il procedimento sinottico (ascensivo: dai molti all’Uno) e quello diaretico (discensivo: dall’Idea suprema o dalle idee generali giunge alle idee più particolari, meno ampie 3 ino a quelle non ulteriormente riducibili). Comprendere la trama dei rapporti parti-Tutto: capire come «i molti sono l’Uno e l’Uno sono i molti». MITO DI ER-repubb Le anime in 3 ila stese su un prato DELLA VERITà, che costituisce l’iperuranio. Stanno per ricevere i propri corpi detti PARADIGMI che sono in numero maggiore rispetto alle anime, le quali sceglieranno in base alla tipologia di corpo. Le prime corpo e vita migliori. PER L’ANIMA è POSSIBILE SCEGLIERE UNA VITA buona nonostante quelle ottime siano gia state scelte. E2 l’amina stessa che sceglie. Dopo la decisione, le anime bevono le acque del 3 iume della dimenticanza (lete) e poi vanno nel corpo scelto. IL MITO DEL CARRO ALATO-fedro L’anima si presenta con l’aspetta della biga alata che viene guidato da un condottiero , che rappre la parte razionale dell’anima davanti alla biga ci sono due cavalli uno bianco e uno nero. Quello nero è agitato e tende a portare la biga fuoristrada con scossoni e rappresenta l’anima concupiscibile(sfera degli istinti) che è porta ad una destabilizzazione. Il cavallo bianco ha una buona tempra, è un cavallo veloce e la ragione(il condottiero) deve frenarlo e dosarlo. Le anime volano insieme agli dei verso la sommità del cielo, ascendono, con l’obiettivo di contemplare l’iperuranio. Non tutte le anime ci arrivano a quel luogo, perché nell’andare verso l’alto si crea una ressa e spesso questi carri si scontrano tra loro e ad alcuni si rompono le ali e cadono :è cosi che cadono verso la terra. Le anime più riescono ad avvicinarsi alle idee ossia alla verità, piu sono perfette. PER LUI LE ANIME COMPIONO DIVERSI CICLI DI REINCARNAZIONE: (3) Dopo 10.000 anni le anime tornano agli dei , è il ciclo cosmico. Dopo ogni vita mortale l’anima rimane più di 1.000 anni (prima di reincarnarsi) a vagare in cui vincerà premi o castighi in vase a come a vissuto la vita terrena Ciclo individuale. Ciclo che riguarda le vite 3 iloso 3 iche :dopo 3 vite 3 iloso 3 iche consecutive(3.000 anni) le anime possono mettere le ali.

L’anima è fatta di razionalità , di irascibilità e passione(volontà e determinazione e tende a fasi dominare dalla ragione), e di facoltà concupiscibile (in contrapposizione con la ragione, la ragione non ci puo fare nulla solo tenerla sotto controllo). RIVOLUZIONE PLATONE è CONVINTO CHE fosse L’UOMO A DECIDERE IL PROPRIO DESTINO E NON GLI DEI COME SI PENSAVA TRA I GRECI E GLI INDIVIDUI PER AVERE UN BENESTARE DOPO LA MORTE DOVEVANO VIVERE SECONDO UNA CONDOTTA MORALE DI TIPO FILOSOFICO LA GIUSTIZIA L’uomo giusto allora è quello in cui la ragione domina istinti e passione e capace di liberarsi dell’opinione e contemplare le idee. Questa condotta garantirà al vero 3 ilosofo la vera scoperta della verità (dopo 3 vite un 3 ilosofo vede la verità). Lo stato per Platone è un’idea , una struttura immodi 3 icabile ed eterna che deriva dalle nostre esperienze ed è indipendente da ciò che noi sperimenteremo. Però è qualcosa a cui la realtà, se è ben ordinata , tende. E2 aspirazione alla perfezione. Pochi uomini che sanno governare ( 3 iloso 3 i-politici possibilmente), alcuni custodi che si occupano ella sicurezza cittadina !parte passionale cavallo bianco, i produttori corrispondono al desiderio !tutto ciò deve essere gestito con misura. Questi 3 settori dello stato rispecchiano diverse classi sociali e anche il mito delle 3 parti dell’anima. in uno stato si deve garantire l’equilibrio tra gli opposti (tipo non ci deve essere estrema povertà senno si creano rivendicazioni e rivolte). I produttori anche loro devono misurare la loro produzione, devono trovare misura in quello che producono per non avere eccessi. Rapporto speculare, le anime incidono sullo stato e le leggi incidono e formano i cittadini. In ogni classe, individuata da Platone, prevale un aspetto dell’anima: quello concupiscibile nei produttori controllato dalla virtù della temperanza; quello irascibile nei custodi, mansueti e 3 ieri, capaci di fortezza o coraggio; quello razionale nei governanti amanti del sapere e della Città, che hanno saputo conoscere e contemplare il Bene. La Giustizia è l’armonia, l’equilibrio, tra queste tre virtù tradotta nella capacità di svolgere al meglio la propria funzione che viene de 3 inita per NATURA e per LEGGE. La totalità dell’essere permette alla conoscenza di affrontare i problemi dell’uomo nel mondo diveniente e anche nello stato. La giustizia è fondamentale per Platone, e non riguarda solo l’individuo ma deve essere integrata nel rapporto degli individui nello stato. La verità ha un carattere pratico, guida la vita dell’uomo e anche perché lo scopo della vita per l’uomo è produrre la contemplazione della verità. Per La ricerca della verità è necessario edi 3 icare una struttura che renda possibile la contemplazione della verità. La 3 iloso 3 ia si proietta nella struttura statale, è una struttura già immodi 3 icabile ed eterna, è l’idea , ed è ciò che permette all’uomo di raggiungere il bene. Per lui gli uomini non inventano lo stato, lui è prima di tutto ed originario. Lo stato non si basa su patti. E2 importante vivere secondo le leggi poiché quel modello rende possibile la verità. Per lui c’è una relazione tra questo mondo e quello originario. Ognuno nasce dominatore o dominato, e non tutti sono adatti a svolgere certe mansioni. Per Platone non è possibile svincolare la politica dalla 3 iloso 3 ia perché prima di tutto lo stato è un’idea. Platone delinea una sorta di utopia, un luogo che non esiste, ma in realtà queste pagine in 3 luenzano notevolmente la cultura occidentale e del modo di fare società. Non basta l’impresa del singolo, ci vuole un’organizzazione sociale: il 3 ilosofo non può essere isolato, è una