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Età Giulio-Claudio
- Augusto
- Tiberio (14-37)
- Caligola (37-41)
- Claudio (41-54)
- Nerone (54-68)
Seneca il Vecchio
Scrive un’antologia delle migliori declamazioni (che farà leggere al figlio). Era un oratore ma l’oratoria nell’ età Giulio Claudia decade, (gli scrittori non sono più sempre disposti ad appoggiare l’ideologia del principato) e nascono le scuole di retorica. Vi partecipavano i più benestanti e si poteva partecipare ai corsi di controversiae o di suasoriae (le recitationes sono letture pubbliche di controversiae e suasoriae). I retori diventano veri e propri politici e si diffondono le declamazioni, discorsi fittizi pronunciati dagli studenti come esercitazioni. Dopo Cicerone il potere diventa assoluto e la retorica perde importanza. Nerone con Seneca = quinquennio felix Nerone post mortem Seneca= dispotismo illuminato Augusto diversamente voleva elevare il mos maiorum e c’era più libertà di espressione, oratore= vir bonus dicendi peritus. Storiografia Sui generis, legata al mito. Tradizionalmente rifletteva l’ideologia dell’aristocrazia senatoria ma ora ci sono dei conflitti. Si divide quindi in lealista (Patercolo, Massimo, Rufo), che esalta eccessivamente chi sta al potere, rinunciando ai propri ideali, e di opposizione, che ha riscontrato censura e repressione (Cremuzio Cordo) ≠ Tito Livio storiografia realista Prosa tecnica e scientifica Columella, “De re rustica” Trattato su coltivazione e allevamento, dice che c’è una decadenza dell’ars agricola, un distacco dal mos maiorum e agricoltori non formati. Sostiene una ripresa dell’agricoltura e denuncia la società.
Seneca
Educato alla filosofia stoica e pitagorica. Quinquennio felix durante il principato di Nerone (monarchia illuminata), costretto poi a suicidarsi perché sospettato di aver preso parte a una congiura. Governo autocratico e dispotico poi di Nerone. Cicerone parlava di temi pratici nei suoi trattati mentre Seneca di temi filosofici. Analizza i sentimenti dell’uomo, l’importanza del saggio (colui che basta a se stesso), della tranquillità e dell’uso del tempo.
Dialoghi
- Il male esiste per mettere alla prova la virtus, è un’occasione per rafforzarsi. Il sapiens deve avere il dominio di sé. αυτάρκεια. Esalta il suicidio come come sottrazione dal male. (De Providentia)
- Il saggio deve essere imperturbabile (αταραξία)
- Riflessioni sulle passioni umane (De Ira) secondo lo stoicismo la passione è una malattia interiore, il saggio deve mantenere il controllo di sé
- Per raggiungere la tranquillità dell’animo bisogna trovare una via di mezzo tra una vita travolta da impegni e una dedita all’ozio (de tranquillitate animi) Consolazioni Idea che la filosofia fornisca al lettore gli strumenti per affrontare la sofferenza (medicina dell’anima) Razionalismo stoico= dolore inevitabile, morte parte della vita (Scrive per sua madre Consolatio ad Helviam Matrem mentre era in esilio in Corsica) De vita beata De otio De brevitate vita (digressione su Augusto: immagine del princeps gravato dal peso del potere promossa dalla propaganda, sacrifica il proprio riposo per la collettività) Epistulae ad Lucilium (Filosofia epistolare) Lucilio aveva un ruolo di prestigio nell’amministrazione imperiale, amico di Seneca. Forse finzione letteraria. Temi trattati: uso del tempo, fragilità umana, necessità di prepararsi alla morte con la filosofia, ritiro dalla vita attiva (studi e letture), liberarsi da condizionamenti esterni, da folla, da passioni. Si propone a lui come maestro. Progressione, indaga sempre più a fondo, toni colloquiali, varietas. Lo esorta a concentrarsi su una sfera limitata di letture = mente ordinata, si sedimentano meglio “Cotidie mori” “dum differtur vita transcurrit” Valore della singola persona di fronte alla collettività della folla, non farsi travolgere Parla degli schiavi, che erano considerati sul piano giuridico come “proprietà”, ed ha la convinzione che prima di essere schiavi siano uomini, tali e quali ai padroni. La loro dignità non può essere scalfita.
La satira
Età arcaica= Lucilio “auctor” del genere Età augustea= Orazio atteggiamento amichevole e ironico, denuncia i difetti etici senza condannarli, consiglio e pacatezza Età imperiale= Persio e Giovenale Atteggiamento di dura condanna, invettiva sferzante (≈ Lucilio) Il pubblico è più ampio ed educato grazie alle scuole di retorica. La satira scuote l’ascoltatore obbligandolo a riflettere sulla degenerazione etica
Differenze con Virgilio:
- Argomento storico e non mitologico
- L’azione degli eroi non è guidata né da dei né dal fato
- Provvidenza crudele: trascina Roma alla catastrofe; visione angosciosa della realtà, espressione di inquietudine collettiva.
- Stile barocco (eccessivo)
- Episodi macabri e patetici
- Prevale un tono tragico anziché epico
- Pessimista
- Virgilio celebrava Augusto e il principato In questo periodo la politica di Nerone è dispotica (post Seneca) infatti Lucano analizza il passato Tre personalità
- Cesare, che dopo essere diventato dictator è un elemento negativo (≈ Nerone)
- Pompeo, legato ai valori familiari ma debole
- Catone, che incarna la figura del socrate romano e del sapiens e sarà infatti ripreso da Dante Il proemio è molto importante, riprende Virgilio (arma virumque cano) “bella plus quam civilia canimus” Accusa la lotta fratricida (romani tra romani) lotta intestina. Elogia Nerone. Catone Vero eroe del poema, incarna l’ideale di libertà repubblicana e virtù stoiche. Simboleggia l’opposizione a politiche autoritarie e liberticide. Dante lo colloca come custode del purgatorio benché pagano e suicida perché interpreta la sua morte come una rinuncia alla politica autoritaria che non lascia alcuna libertà.
- austero
- È in grado di serbare modum finesque
- Segue la natura
- Sacrifica la vita alla patria
- Non si crede nato per sé ma per tutti gli uomini
- Personalità totalmente diversa da Cesare e Nerone Cesare
- Metafora di Nerone
- Tiranno e omicida
- Dante lo mette tra gli accidiosi Pompeo
- Simbolo della tragica impotenza del senato romano, ucciso a seguito di un complotto organizzato dal re d’Egitto Tolomeo
Petronio
Identità misteriosa Tacito negli Annales, nel racconto della congiura dei Pisoni, nomina un certo Petronio sospettato di aver tramato contro Nerone, lo rappresenta come un dandy ante litteram “arbiter elegantiae” Condannato alla pena capitale, gli viene ordinato di suicidarsi dall’imperatore (≈ Socrate e Catone) si fece aprire le vene durante uno sfarzoso banchetto con gli amici Opera principale: Satyricon Lingua informale, colloquiale, ricca di parole oscene, conversazioni quotidiane ecc Il genere non è ben definito: insieme di Satira Mennippea (invettiva e morale), di satira (fa ridere), di favole milesia (argomenti licenziosi ed erotici) o può essere considerato romanzo perché molto esteso Parla di una società degradata in cui i personaggi sono sempre alla ricerca di oggetti del desiderio, cibo e sesso Molti riferimenti “parodizzati” ai modelli epici Encolpio è sia il protagonista che il narratore; è uno scholasticus (frequenta scuole di retorica e vuole imitare i protagonisti dei grandi miti). C’è un mondo dominato dalla fortuna e la realtà è inquieta e materialista. TRAMA Encolpio è innamorato di Gitone che però è corteggiato anche da Ascilto. I tre scholastici vivono insieme in una locanda. Il maestro della scuola di retorica è Agamennone, discutono con lui sulla crisi dell’eloquenza: gli allievi tengono discorsi improbabili e i genitori vorrebbero che i figli ottenessero grandi risultati con pochi sforzi. Ascilto tenta di violentare Gitone. Vanno a cena da un ex schiavo, Trimalchione (ossessionato dalla ricchezza e dall’incombere della morte), sarà una serata all’insegna del lusso e dell’eccesso, tra cibo, musiche, spettacoli e orgie. Trimalchione annuncia che alla sua morte libererà tutti i suoi schiavi, li invita alla cena e vuole che sia messo in scena il suo funerale, recita quindi il suo testamento. Nella confusione i tre vanno via e dopo un’orgia chiedono a Gitone di scegliere chi vuole come amante. Questo sceglie Ascilto provocando la disperazione di Encolpio. Si separano ed Encolpio incontra il poetastro Eumolpo, dopo aver ascoltato un suo rozzo carme sulla presa di Troia, vanno insieme alle terme. Qui incontrano Gitone e i due amanti si riconciliano. Arriva Ascilto alla ricerca di Gitone e fanno una rissa, dopodiché Encolpio, Gitone ed Eumolpo si imbarcano. Eumolpo racconta la novella della matrona di Efeso. Dopodiché una tempesta travolge la nave ma riescono a salvarsi e a raggiungere Crotone. Si fingono qui dei ricchi senza eredi ricevendo così molti inviti a pranzi e cene. Encolpio prova ad accoppiarsi con una dama ma è impotente, dopo dei riti recupera le sue capacità. Eumolpo dice infine ai cittadini che per ottenere la sua eredità dovranno mangiare un pezzo del suo cadavere. Crisi dell’eloquenza
- Discorsi vacui
- I retori l’hanno ridotta a un mero esercizio
- Spicca la figura dell’eroe che per vincere ha bisogno dell’aiuto di una donna Medea
- Madre ingenua e privata della libertà
- Donna tormentata dall’amore
- Uccide i figli e il fratello per inseguire il suo amore
- Per Giasone disconosce la sua famiglia ma alla prima occasione lui la abbandona Euripide non ci chiede di giudicare perché la situazione è complessa Scava nella psiche dei personaggi Dicotomia dell’amore: libertà ma allo stesso tempo costrizione (legame)
Stazio
- Tebaide: poema epico, conflitto fratricida tra i figli di Edipo che vogliono il dominio di Tebe. Influenza virgiliana (12 libri come Eneide) però diversamente da Virgilio ha una visione negativa della realtà). Il suo modello è I sette contro Tebe di Eschilo. Nel descrivere la reciproca uccisione di Eteocle e Polinice rappresenta la pura violenza e la crudeltà. Polinice uccide il fratello ed Eteocle in fin di vita lo uccide a sua volta. Ripete molto la parola fratello, accostata sia alla sfera dell’amore e della famiglia che a quella dell’odio e della morte. Eschilo quando parla dello scontro fratricida non si sofferma sullo spirito di fratellanza. Dante, Purgatorio XXI Nella prima parte di questo canto c’è un terremoto e Stazio gli spiega il perché: passaggio da purgatorio a Paradiso, simbolo di sconvolgimento. Virgilio gli chiede chi è e lui gli dice di essere Stazio e di aver scritto la Tebaide per Domiziano ispirandosi a Virgilio, non sapendo di parlare con lui. Stazio riconosce tutta la sua ars Poetica a Virgilio, farebbe qualsiasi cosa per vederlo: “mamma mi fu l’Eneide”. Essendo nel purgatorio Stazio è destinato al Paradiso ma dice che preferirebbe stare lì più a lungo per passare più tempo con Virgilio, ma lui con lo sguardo gli intima di tacere (imbarazzo). Dante gli dà l’appellativo di “Tolosano” (da Tolosa) ma questa è una contrapposizione Medievale, perché non conoscevano ancora le Silvae, dove dice di essere da Napoli. Giovenale nelle Satire parla di lui definendolo “sensibile e influenzabile dalla fama e dal potere”.
- Silvae, scritto in 5 libri prima di ognuno c’è una lettera introduttiva. Si chiama forse perché tratta argomenti vari; forse perché Quintiliano nell’Instutio Oratoria dice che questo titolo lo si dà quando l’opera non è stata rivista dall’autore e necessità di labor limae.
- Achilleide: poema epico, non ha molto successo.
Silio Italico
Padova, 25/29 D.C Uomo politico di successo Si ritira e si dedica alla poesia Fissato con Virgilio, aveva molti cimeli A 75 anni si scopre malato e si lascia morire di fame a Napoli Il necrologio è scritto da Plinio il Giovane che lo considera dotato di tecnica ma non di talento “scribeba carmina maiore cura quam ingenio” Opera principale: Punica
- Parlano della seconda guerra punica, dall’attacco di Annibale alla città di Sagunto fino alla vittoria di Scipione a Zama
- Fonti storiche: Livio, Ennio e Nevio
- Struttura tipica degli Annales ma pensata come continuazione dell’Eneide
- Opera ricca di excursus mitologici e geografici (≈ Cesare) Punica Pharsalia Visione ottimistica della storia Pessimismo catastrofico
- Stazio, Flacco e Italico scelgono argomenti monografici ma Italico cerca di fare epica attraverso la storia Annibale
- Presentato come un protagonista negativo a cui gira intorno tutta la vicenda
- ≠ Enea usato da Virgilio come esempio positivo
- Bramoso di agire, nemico della lealtà, lontano dalla strada della giustizia
- Sete di sangue
- ≠ Catone descritto da Lucano
Plinio il Vecchio
Prototipo dello scienziato che antepone la ricerca scientifica alla sua stessa vita Opera principale: Naturalis Historia
- Storia concepita come ricerca scientifica
- Enciclopedia che aspira a raccogliere tutto il sapere disponibile sulla natura
- Repertorio scientifico affidabile Naturales Quaestiones (Seneca) Naturalis Historia (Plinio) Vuole indagare i fenomeni celesti Si interessa di tutti i campi della scienza
- Opere preceduta da una lettera a Tito in cui dice di voler mettere a disposizione tutte le sue conoscenze per l’utilità generale (utilitas iuvandi) poiché potevano servire ai tecnici di Roma e delle province
- Età Flavia caratterizzata da un forte pragmatismo, soprattutto con Vespasiano ci furono molte opere pubbliche
- Nelle opere ci sono anche i Mirabilia e i Paradoxa (parti meno tecniche, curiosità e prodigi)
- Informazioni raccolte in 25 anni di studi
- Utilizza criteri intuitivi e non sempre esatti, inoltre consulta opere storiche non sempre esatte
L’oratore ideale
- Deve possedere tutte le virtù dell’animo acquisibili solo con la filosofia
- La vera filosofia è quella pratica, che si attiva nei tribunali e nella politica
- Vis ingenii
- Copia dicendi
- Alumnus, dal verbo “alo” (nutrire)= colui che deve essere nutrito. Riprende il proemio del De Rerum Natura di Lucrezio La scuola
- Preferisce lo stile attico (facilmente comprensibile) all’asianesimo (ricco di subordinate e polisemantico)
- Tutti per natura sono portati ad apprendere
- È importante stimolare la curiositas e formare l’oratore attraverso la scuola pubblica
- È contro la scuola privata riservata agli aristocratici
- Nella scuola c’erano le figure del grammaticus (insegnava a scrivere) e del calculator (insegnava a fare i conti)
- Maestri per lo più uomini perché sapevano scrivere Formazione domestica Formazione collettiva Si può provvedere alla moralità evitando la folla L’eloquenza e la moralità sono caratteristiche inscindibili dell’oratore, non c’è pericolo che sia corrotto dalla folla. Si può aver un praeceptor che si dedica al 100% a uno studente Educare in famiglia non va bene perché un genitore può essere troppo lascivo e viziare il figlio La degradazione morale può insinuarsi anche tra le mura domestiche (per il praeceptor o per gli schiavi) Nella Repubblica Platone afferma che è necessario educare i guardiani dello stato affinché non diventino simili a padroni crudeli. È fondamentale la benevolenza e l’annullamento della proprietà privata. La concordia “Unità di cuori” Un’educazione efficace è fatta dai doveri dell’insegnante e dall’affetto e il rispetto dello studente.
- Gli studenti devono amare i precettori perché padri non del corpo ma della mente
- Insegnante e alunni devono essere un unicum Giudizio su Seneca Quintiliano analizza la personalità di Seneca e condanna il suo modo incoerente e incorretto di esprimere i valori
Ne ammira l’ingegno e la cultura ma ne critica lo stile che sgretola la concinnitas ciceroniana (forma e ordine) a favore di minutissimae sententiae. La sua eloquenza è prettamente filosofica e non può essere considerato uno stile pedagogico: ha abbassato il livello rispetto agli antichi e ha corrotto i giovani
Marziale
40 dc Spagna (Bilbilis molto legato) Studia grammatica e retorica Va a Roma con l’appoggio degli Annei che però sono incastrati con la congiura dei Pisoni; non avendo più appoggi diventò un cliens = mette la sua poesia al servizio dei personaggi facoltosi (difficoltà economiche) Epigramma ellenistico Epigramma latino imperiale Nasce come iscrizione funebre, successivamente si sviluppa come genere letterario. Temi trattati: funerari, erotici, invettive, vita quotidiana. Lo sviluppo del genere letterario è legato a Catullo (poeta novus). Stile: brevitas, distici elegiaci. Temi: quotidiani e personali. Invettiva, talvolta in toni comici. Breve componimento curato e refinito. (Callimaco, Teocrito, Asclepiade ecc) Marziale riprende l’umorismo di Lucilio, integrando quindi il carattere satirico al genere degli epigrammi. Opere (raccolte di epigrammi):
- Liber de spectaculis : parla di giochi sadici, spettacoli nudi e crudi, scritto in occasione dell’inaugurazione dell’anfiteatro Flavio (Colosseo) + elogio dell’imperatore Vespasiano
- Xenia (doni per gli ospiti) componimenti di dedica
- Apophoreta (doni da portar via) componimenti di dedica Prevale la brevitas ma alcuni componimenti sono di una decina di righe L’epigramma è un genere unico perché rispecchia la vita quotidiana (realismo) ≠ tragedia ed epica che rappresentano il regno del fantastico e dell’improbabile “hominem pagina nostra sapit” Numerosi punti di contatto con la satira di Giovenale: caricature di personaggi grotteschi e bizzarri che vivono nel caos della città (età dei Flavi= crescita economica e urbana)
Età degli Antonini
Imperatori per adozione Periodo pacifico ed economicamente prospero Aperti alla collaborazione con il senato Clima più tollerante ≠ Flavi (Domiziano) Evitano atteggiamenti autocratici seguendo i principi della filosofia stoica
- Nerva
- Traiano (massima espansione)
- Adriano (consolidamento)
- Antonino Pio
spirito con lettura e scrittura e si ha la possibilità di riflettere sul proprio essere - OTIUM. Riflessione filosofica dove mostra la sua visione del mondo. T4 Plinio a Traiano sui cristiani Plinio (pretore in Bitinia) chiede a Traiano come comportarsi con i Cristiani, che non rendevano culto all’imperatore. Le persecuzioni dei cristiani iniziano con Nerone nel 64 dopo che furono accusati del grande incendio di Roma. Persecuzione Tolleranza Vespasiano, Tito, Domiziano Nerva e Traiano RAPPORTO INTELLETTUALE-POTERE
- Uomo politico che si confronta con un suo superiore
- Il linguaggio utilizzato dimostra un rapporto di fiducia e confidenza tra Plinio e Traiano ma anche un grande rispetto. Traiano rispettava le leggi locali della Bitinia senza imporre troppo duramente quelle romane (a differenza dei suoi predecessori) T5 Traiano a Plinio Dà queste indicazioni a Plinio durante lo scambio di lettere.
- I cristiani non vengono perseguitati d’ufficio
- Se vengono denunciati e confessano sono puniti
- Vieta le denunce anonime Sotto il suo governo c’è la massima espansione territoriale e demografica dell’impero. Sarà un’epoca ricca paragonabile all’età di Augusto. Definisce la religione cristiana “Superstitio/ religio” = devozione irrazionale e squilibrata
Tacito
OPERE
Trattati: Agricola e Germania (monografie) Dialogus de oratoribus Storiografia: Historiae e Annales VITA Nasce intorno al 55 non si sa dove Apparteneva a una famiglia importante Sposa la figlia di Giulio Agricola Ebbe una formazione retorica a Roma Iniziò la carriera politica sotto Vespasiano Fu questore sotto Tito e tribuno della plebe e pretore sotto Domiziano Negli ultimi anni dell’impero di Domiziano ebbe una vita ritirata ma ritornò alla politica con Nerva Morì nel 117 (alla fine dell’impero di Traiano)
Agricola (97/98) È un encomio funebre del suocero scritto dopo la caduta di Domiziano Viene elogiato per
- Capacità di comando
- Rigorosa moralità
- Moderazione Nella parte iniziale dell’opera è presente una prefazione riguardo la difficoltà degli autori storici in età imperiale (censura ecc) Tratta poi in ordine cronologico gli avvenimenti della vita di Agricola soffermandosi sul suo ruolo di tribuno militare in Britannia fino alla carica di console nel 77 Attraverso un ampio excursus geo-etnografico sulla Britannia attua una denuncia nei confronti dell’imperialismo Romano Alcuni studiosi affermano che l’opera sia volta anche alla polemica, mostrando che anche sotto un regime tirannico si possa scegliere di vivere all’insegna dello stoicismo, talvolta ricorrendo al suicidio Mescolanza di generi
- Storiografia
- Biografia
- Etnografia
- Encomio Importanza delle gesta e della moralità di Agricola (emblema sociale politico ed etico) T2 La fine di un grande Negli ultimi tre capitoli dell’opera racconta la morte dignitosa di Agricola, che non ha avuto una vita lunghissima. Mette tra gli eredi Domiziano per rappresentare con questo gesto la povertà d’animo dell’imperatore, che anche avendo tutte le ricchezze di Agricola non potrà mai eguagliarlo per virtù. È sempre meglio tuttavia morire giovani avendo fatto opere gloriose piuttosto che vivere a lungo macchiando ciò che di buono è stato fatto, il che sarebbe inevitabile dato che l’integrità non è mai totale. Sarà quindi sempre ricordato nel suo periodo di splendore. Non è degno della sua persona piangerne la morte, è meglio invece ammirarlo e lodarlo cercando di assomigliargli. Anche Foscolo nei Sepolcri parla di “corrispondenza d’amorosi sensi”, ossia il concetto della memoria come unico modo per superare la morte (usando la tomba come luogo del ricordo) anche se poi cambierà il suo modo di vedere le cose e dirà che è l’opera d’arte a vincere la morte e il tempo. Qui Tacito fa anche un’auto-celebrazione. Germania Opera monografica e di forte motivazione morale Viene meno l’enfasi oratoria presente nell’Agricola Prevale un tono discorsivo riguardo la vita e l’organizzazione delle popolazioni germaniche (≈Cesare, Sallustio) Ha un approccio scientifico per
- Descrizioni di luoghi
- Religioni
Il progetto era costituito da 30 libri
- Annales dal 14 al 68 dc
- Historiae dal 69 al 96 Scrive prima le Historiae perché vuole staccarsi emotivamente dalle vicende Entrambe le opere sono incomplete Avrebbe dovuto esserci una terza parte sul principato di Nerva e l’impero di Traiano Per noi l’età imperiale inizia con Augusto Per Tacito inizia con la morte di Augusto e la successione di Tiberio METODO STORIOGRAFICO
- Annalistico
- Descrive la psicologia e i comportamenti della plebe esprimendo il suo disprezzo
- La struttura narrativa dipende dall’importanza degli avvenimenti
- La prospettiva non è prettamente romano - centrica
- Ricerca gli inizi e le cause
- Indaga le motivazioni nascoste
- Presenza di discorsi e dibattiti Historiae 69-96 dc Prologo: Analizza la storiografia di età imperiale che così come l’oratoria va incontro a una progressiva decadenza Si propone come narratore imparziale e onesto; è un ammiratore del mos maiorum e delle virtù civili della Roma gloriosa Pone le sue speranze di rinascita in Traiano valutando la possibilità di un patto tra potere imperiale e aristocrazia senatoria T9 Tito a Gerusalemme La Giudea, turbolenta, era insorta contro i romani sotto il principato di Nerone che aveva mandato Vespasiano a sedare i tumulti. Prima di raggiungere Gerusalemme però si ferma perché a Roma erano morti Nerone e Galba. Diventa imperatore e manda il figlio Tito a completare l’opera. Annales 14-68 dc Tacito procede dalla morte di Augusto a quella di Nerone. Si servì di diverse fonti Nel proemio sintetizza l’evoluzione della storia romana dalla monarchia alla repubblica. Anche in quest’opera sostiene la sua imparzialità Consapevolezza pessimistica nell’impossibilità di ripristinare le forme repubblicane Non abbraccia le prospettive economiche e amministrative del tempo, guarda solo alla storia morale delle grandi personalità Ritrae con estrema crudeltà e poca veridicità storica Tiberio in un capolavoro simile all’innominato di Manzoni
Mette in luce tutte le caratteristiche negative dell’età Giulio Claudia e di tutte le conseguenze nella repubblica Descrive con tono solenne anche la morte di alcuni personaggi di spicco soffermandosi su quella di Seneca Gli studiosi hanno messo in discussione la sua attendibilità e hanno specialmente riequilibrato la visione negativa che aveva di Nerone Analizza le fonti storiche= la storia comincia ad essere disciplina scientifica (questo è l’intento ma spesso emerge il filtro della soggettività) T14 Il suicidio di Seneca Tacito preferisce la morte moderata di Agricola ai suicidi esibiti di personaggi come Seneca (di stampo stoico, rifiutato dallo storico in quanto inutile alla res publica). LINGUAGGIO
- Rifiuto della concinnitas Ciceroniana a favore della variatio
- Varia i tempi verbali
Apuleio
Nasce nel 125 in NordAfrica, a Madaura Viaggia: Africa, Cartagine, Atene, Egitto Ad Atene impara il greco Fa parte della seconda sofistica
- Conoscenza filosofica e capacità retorica
- Intellettuali itineranti Per la sua attività di retore va spesso a Roma Relativismo del pensiero
- Platonismo (non lo abbraccia totalmente)
- Influssi pitagorici e stoici Studioso di medicina, fisica, miti misterici, magia: non è solo un romanziere Apologia / De magia (155/156) Durante il soggiorno da un amico finisce per innamorarsi e sposarsi con la di lui madre, di diversi anni più anziana. Viene quindi accusato dai parenti di lei di essere un mago e di averla incantata e sedotta per impadronirsi del patrimonio. Si svolse un processo nel 158 che si concluse con l’assoluzione di Apuleio. È in questa occasione che scrive l’opera, come discorso in difesa di se stesso. Si è pensato però che potesse essere un discorso fittizio in quanto è
- Molto lungo è strutturato
- Pieno di digressioni dove sfoggia le sue ampie conoscenze Altri invece pensano che il discorso sia stato rielaborato in seguito per destinarlo al pubblico Nella prima parte ridicolizza i suoi accusatori: gli interessi che loro, per ignoranza, considerano tipici del mago, sono in realtà propri del filosofo platonico che indaga la natura. Nella seconda parte porta come prova del suo disinteresse per il patrimonio di lei il testamento: l’erede è il figlio e non lui.