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DAVID E ANTONIO CANOVA, Appunti di Elementi di storia dell'arte ed espressioni grafiche

David: "Belisario chiede l'elemosina"; "Il giuramento degli Orazi"; "Bonaparte valica il San Bernardo"; "La morte di Marat"; "Ritratto di Madame Recamiere"; "Incoronazione di Napoleone" Canova: le versioni di Amore e Psiche; Teseo sul Minotauro, Paolina Borghese Bonaparte, Monumento funebre a Maria Cristina d'Austria

Tipologia: Appunti

2019/2020

In vendita dal 14/10/2020

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elisa_battuello 🇮🇹

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JACQUES LOUIS-DAVID
Per David, l’antico era sia modello di bellezza assoluta che esempio di morale e virtù civica. Per questo, egli
riprende il passato, per sollecitare il presente a ideali patriottici e morali.
Belisario chiede l’elemosina
La scena è collocata in uno spazio prospettico scorciato, questo aspetto è evidenziato dalla
pavimentazione. Belisario, generale bizantino al servizio di Giustiniano ormai caduto in disgrazia, è
raffigurato mentre chiede l’elemosina a una donna. Il generale abbraccia un fanciullo, che allunga l’elmo di
Belisario per ricevere monete. L’uomo, ormai cieco viene riconosciuto da un soldato, che alza le braccia in
segno di stupore. Sullo sfondo si apre uno scorcio di paesaggio con rovine antiche. La grande abilità di David
consiste nel rappresentare le espressioni: Belisario è afflitto, tralasciato, invecchiato ed è ben evidenziato il
fatto che ormai fosse cieco; il soldato è stupito, esterrefatto.
Chiave di lettura: bisogna sapersi sollevare, poiché la gloria non è costante
Giuramento degli Orazi (Louvre)
Il soggetto rappresentato è quello della battaglia tra Orazi e Curazi, preso dalle Historiae di Tito Livio, in
particolare in questa scena viene raffigurato il momento in cui i giovani orazi, di fronte al padre,
proclamano di essere disposti a sacrificare la loro vita per la patria. Il loro motto era infatti: “ O Roma, o la
morte”. E’ significativo come della battaglia l’autore metta in scena la determinazione dei protagonisti e il
loro sentimento patriottico. La rappresentazione ha luogo in una scatola spaziale: un portico suddiviso in 3
arcate e al di sotto di ognuna è raffigurato un gruppo di personaggi: i fratelli, il padre, le donne. Il fulcro
della composizione coincide con la mano del padre, che impugna le spade da consegnare ai tre fratelli.
Questi si trovano sotto l’arcata a sinistra, rappresentati nel momento del loro giuramento, con il braccio
teso in avanti e le gambe divaricate. I tre fratelli sono rappresentati allineati in diagonale e i loro volti sono
in penombra, in quanto potrebbero essere paragonati a degli automi, che devono raggiungere l’obiettivo
indicato dal padre. Sotto l’arcata centrale si trova il padre, il cui sguardo è rivolto verso le spade che
impugna (fuoco composizione). Sotto l’arcata di destra sono raffigurate tre donne della famiglia Orazi: la
madre, con una veste blu, che abbraccia i suoi nipoti; Sabina, moglie di uno dei tre fratelli e Camilla, sorella
degli Orazi, che verrà uccisa dall’unico fratello superstite poiché colpevole di aver compianto la morte di un
Curiazio con cui era fidanzata. Il gruppo femminile è raffigurato mentre piange, in quanto consapevole della
sorte che spetta agli Orazi. I due gruppi contrastano anche per il modo in cui sono rispettivamente
raffigurati: il gruppo dei fratelli è delineato attraverso una linea tesa, spezzata; mentre quello femminile con
una linea più sinuosa. Anche i colori dei due gruppi sono contrastanti: il rosso e il grigio del gruppo
maschile, mentre le vesti femminili sono di colori più spenti. Inoltre il drappo rosso del padre, divide in due
la scena. SI può pensare idealmente di poter collocare sia il gruppo degli uomini che quello delle donne
all’interno di un triangolo. Il gruppo delle donne inoltre potrebbe essere idealmente inscritto in una
semicirconferenza. L’architettura sullo sfondo, di ispirazione classica, è essenziale e spoglia: in questo modo
l’attenzione dello spettatore si concentra sulla scena rappresentata.
Chiave di lettura: dualismo tra senso del dovere ( Orazi) e sentimento (donne che piangono)
Morte di Marat
Marat era il leader del partito politico dei giacobini durante la rivoluzione francese. David, che simpatizzava
per i giacobini, decise di rappresentare la sua morte e di immortalare la sua figura, poiché morì per i suoì
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JACQUES LOUIS-DAVID

Per David, l’antico era sia modello di bellezza assoluta che esempio di morale e virtù civica. Per questo, egli riprende il passato, per sollecitare il presente a ideali patriottici e morali. Belisario chiede l’elemosina La scena è collocata in uno spazio prospettico scorciato, questo aspetto è evidenziato dalla pavimentazione. Belisario, generale bizantino al servizio di Giustiniano ormai caduto in disgrazia, è raffigurato mentre chiede l’elemosina a una donna. Il generale abbraccia un fanciullo, che allunga l’elmo di Belisario per ricevere monete. L’uomo, ormai cieco viene riconosciuto da un soldato, che alza le braccia in segno di stupore. Sullo sfondo si apre uno scorcio di paesaggio con rovine antiche. La grande abilità di David consiste nel rappresentare le espressioni: Belisario è afflitto, tralasciato, invecchiato ed è ben evidenziato il fatto che ormai fosse cieco; il soldato è stupito, esterrefatto. Chiave di lettura: bisogna sapersi sollevare, poiché la gloria non è costante Giuramento degli Orazi (Louvre) Il soggetto rappresentato è quello della battaglia tra Orazi e Curazi, preso dalle Historiae di Tito Livio, in particolare in questa scena viene raffigurato il momento in cui i giovani orazi, di fronte al padre, proclamano di essere disposti a sacrificare la loro vita per la patria. Il loro motto era infatti: “ O Roma, o la morte”. E’ significativo come della battaglia l’autore metta in scena la determinazione dei protagonisti e il loro sentimento patriottico. La rappresentazione ha luogo in una scatola spaziale: un portico suddiviso in 3 arcate e al di sotto di ognuna è raffigurato un gruppo di personaggi: i fratelli, il padre, le donne. Il fulcro della composizione coincide con la mano del padre, che impugna le spade da consegnare ai tre fratelli. Questi si trovano sotto l’arcata a sinistra, rappresentati nel momento del loro giuramento, con il braccio teso in avanti e le gambe divaricate. I tre fratelli sono rappresentati allineati in diagonale e i loro volti sono in penombra, in quanto potrebbero essere paragonati a degli automi, che devono raggiungere l’obiettivo indicato dal padre. Sotto l’arcata centrale si trova il padre, il cui sguardo è rivolto verso le spade che impugna (fuoco composizione). Sotto l’arcata di destra sono raffigurate tre donne della famiglia Orazi: la madre, con una veste blu, che abbraccia i suoi nipoti; Sabina, moglie di uno dei tre fratelli e Camilla, sorella degli Orazi, che verrà uccisa dall’unico fratello superstite poiché colpevole di aver compianto la morte di un Curiazio con cui era fidanzata. Il gruppo femminile è raffigurato mentre piange, in quanto consapevole della sorte che spetta agli Orazi. I due gruppi contrastano anche per il modo in cui sono rispettivamente raffigurati: il gruppo dei fratelli è delineato attraverso una linea tesa, spezzata; mentre quello femminile con una linea più sinuosa. Anche i colori dei due gruppi sono contrastanti: il rosso e il grigio del gruppo maschile, mentre le vesti femminili sono di colori più spenti. Inoltre il drappo rosso del padre, divide in due la scena. SI può pensare idealmente di poter collocare sia il gruppo degli uomini che quello delle donne all’interno di un triangolo. Il gruppo delle donne inoltre potrebbe essere idealmente inscritto in una semicirconferenza. L’architettura sullo sfondo, di ispirazione classica, è essenziale e spoglia: in questo modo l’attenzione dello spettatore si concentra sulla scena rappresentata. Chiave di lettura: dualismo tra senso del dovere ( Orazi) e sentimento (donne che piangono) Morte di Marat Marat era il leader del partito politico dei giacobini durante la rivoluzione francese. David, che simpatizzava per i giacobini, decise di rappresentare la sua morte e di immortalare la sua figura, poiché morì per i suoì

ideali. Venne assassinato da Charlotte Cordet, che apparteneva alla fazione politica dei girondini. La donna si era introdotta nel suo appartamento con la scusa di voler arrivare a un accordo. L’incontro non poteva avvenire diversamente, in quanto Marat era affetto da una malattia della pelle e per questo motivo doveva stare sempre a bagno con dei Sali. Charlotte lo colpì al petto con un pugnale, che è rappresentato in basso a sinistra, ancora insanguinato. Marat viene raffigurato nella sua vasca da bagno, avvolto da un lenzuolo bianco, con in mano la lettera con cui Charlotte Cordet si era presentata. La testa di Marat è riversa e il sangue che fuoriesce dalla ferita sul petto ha macchiato il lenzuolo nel quale egli è avvolto. La posa in cui Marat è rappresentata ricorda quella della Deposizione della Croce di Caravaggio. Anche lo sfondo scuro e la luce che colpisce il corpo del morto sono frutto di influenze caravaggesche. L’ambientazione della scena è molto semplice, poiché Marat era un uomo povero, ma ricco di ideali. Il comodino in legno, sul quale sono appoggiati dei fogli e il calamaio, è una sorta di lapide sepolcrale, che recita “ A Marat. David”. Chiave di lettura: Marat si sacrificò per i suoi ideali, come Cristo fu “martire”. Bonaparte valica il San Bernardo Si tratta di un ritratto idealizzato di Napoleone, mentre conduce le sue truppe sulle alpi. L’intento del dipinto era sicuramente celebrativo, in quanto David era diventato pittore di corte di Napoleone. La grande mole del cavallo occupa gran parte del dipinto; questo è imbizzarrito e solleva le zampe anteriori. L’atteggiamento del cavallo, assieme al cielo tempestoso, contrasta fortemente con il volto sereno dell’imperatore, che anzi con il braccio levato indica la direzione da seguire alle truppe, che si intravedono sullo sfondo roccioso. Napoleone qui è rappresentato come un Dio. Nella roccia, in basso a sinistra, sono scolpiti tre nomi: Bonaparte, Annibale, Carlo Magno”. Questo rimanda alle grandi imprese del passato, e ad esse paragona quelle di Napoleone. I colori sono molto brillanti. In particolare il rosso del mantello di Napoleone contrasta con il nero del cappello e della sua giacca. Le linee di forza del dipinto sono delineate dalla posa del cavallo e dal braccio di Napoleone e tendono verso l’alto. Ritratto di Madame Recamier (Louvre) Juliette Recamier era una donna borghese molto nota nella Francia del 700. Si tratta di una rappresentazione molto elegante della donna, che viene ritratta come se fosse una venere, ma vestita. La posa è ricercata: è sdraiata su un divano, che ricorda i triclini su cui venivano raffigurate le divinità durante i banchetti, con lo sguardo rivolto verso lo spettatore. I lineamenti del viso sono perfetti, sinuosi. Si vede che la donna è nobile da alcuni elementi come il drappo elegante soffice e il tripode in bronzo. Quest’opera influenzerà Canova nella realizzazione della scultura di Paolina Borghese. Incoronazione di Napoleone ( Louvre) Si tratta di un quadro di dimensioni monumentali ( circa 6 m X 10m) all’interno di cui sono rappresentati più di 100 personaggi. La scena è ambientata a Parigi, nella Cattedrale di Notre Dame. Possiamo individuare i personaggi principali secondo uno schema piramidale:

  • Napoleone, che solleva la corona ( lato destro del triangolo)
  • Giuseppina, la moglie, che è in ginocchio ( lato sinistro del triangolo)
  • Papa che sorregge la croce ( vertice del triangolo) In quest’opera possiamo osservare l’autoritratto dello stesso David, nel secondo palchetto che assiste alla scena.

Dio, in un verso, e dalla sua ala destra e dal corpo della fanciulla nell’altro. Il punto di congiunzione delle due croci coincide con lo spazio tra i due volti, che a sua volta rappresenta il centro del cerchio creato dalle braccia della donna. Canova riuscì a conferire al marmo una tonalità rosata, simile all’incarnato, che contrasta fortemente con il basamento grezzo: dopo aver levigato il marmo, stendeva uno strato di cera d’api, che conferiva al marmo un colore simile all’incarnato. Questa opera si contraddistingue per la molteplicità dei punti di vista e l’alternanza tra pieni e vuoti, la quale conferisce leggerezza. A conferire leggerezza è inoltre anche la posa del Dio, che sembra instabile. Seconda Versione: Amore e Psiche stanti Canova era talmente soddisfatto di questa sua opera che decise di non consegnarla al committente, ma di tenerla per sé. Realizzò per Kambell un’altra versione: Amore e Psiche stanti. La composizione dell’opera in questa versione è più tradizionale, in quanto Canova si rifà ai modelli del passato e li raffigura in piedi, con il capo chino, mentre osservano una farfalla. ( è il simbolo dell’anima) Terza Versione: Amore e Psiche giacenti (2^) Questa versione venne realizzata per il principe russo. Vi sono alcune differenze rispetto alla prima, in particolare in questa vi è un drappo che copre le gambe di Psiche e inoltre l’acconciatura della donna differisce nelle due versioni. In uno dei bozzetti preparatori, Canova aveva raffigurato Psiche con le ali di farfalla, ma questo non rispettava il mito di Apuleio: in questo modo Psiche avrebbe simboleggiato la natura divina, mentre invece deve simboleggiare l’imperfezione dell’anima umana. Teseo sul Minotauro Questa scultura rappresenta la vittoria di Teseo, che simboleggia la ragione, sul Minotauro, che rappresenta l’istinto. Teseo è rappresentato in una posa classica, con l’utilizzo della tecnica dei contrapposti: le gambe sono rivolte in una direzione e il torace in un’altra; mentre la testa è rivolta nella stessa direzione delle gambe. L’espressività di Teseo è molto sottolineata, in quanto egli, pur avendo vinto, ha quasi un atteggiamento di pietà nei confronti del Minotauro. Paolina Borghese Bonaparte Era la sorella minore di Napoleone. L’opera venne commissionata dal marito, Camillo Borghese. Viene idealizzata e la sua posa ricorda il “ Sarcofago degli Sposi” (arte etrusca). E’ rappresentata come una Venere vincitrice, distesa su un agrippino, coperta solo da un drappo. Ha in mano il pomo di Paride, che simboleggia la Dea della Bellezza. All’interno del basamento su cui poggia la statua, in legno ma di pinto in modo da farlo sembrare marmo, vi è un meccanismo che permette di far ruotare la statua a scatti, al fine di poter godere di essa a 360 gradi. Napoleone Bonaparte: viene idealizzato e rappresentato come se fosse il Dio Marte. Monumento funebre a Maria Cristina d’ Austria ( Vienna) Era la moglie del principe Alberto di Sassonia. Nella realizzazione di questo monumento, Canova si stacca da quello che era il monumento funebre barocco e riprende le prime tombe, ossia le piramidi. Per Canova, così per Foscolo, la tomba è importante in quanto ha una funzione eternatrice; attraverso di essa ci si mette in correlazione con il defunto e vi è quindi una “corrispondenza di amorosi sensi”. Si tratta di una piramide semplice, in marmo bianco, alla quale sono state aggiunte delle raffigurazioni, che simboleggiano le virtù della defunta. Lei stessa è rappresentata in alto in un tondo, che ascende verso il cielo. La cornice del tondo

è un serpente, che rappresenta l’immortalità. Ai lati del tondo vi sono una figura femminile che lo sorregge, che simboleggia la felicità e un putto con il ramo di alloro, che rappresenta la gloria. Vi è poi un drappo appoggiato ai gradini, sul quale si trovano varie figure: ( da sx) un cieco accompagnato da una figura femminile, che rappresenta la carità; segue una figura femminile con un vaso , che allude alle ceneri di Maria Cristina, affiancata da altre due figure femminili di minori dimensioni che potrebbero rappresentare delle sacerdotesse. A destra troviamo un leone accasciato sopra cui si poggia un genio funebre, che potrebbe rappresentare il dolore provato dal marito. La porta buia che segna l’accesso alla piramide simboleggia il passaggio dalla vita terrena a quella ultraterrena.