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Il Secolo Oscuro della Chiesa: Decadenza e Rinnovamento, Schemi e mappe concettuali di Storia

Nel primo millennio, dopo la dissoluzione dell'impero carolingio, la chiesa affronta un periodo di anarchia e decadenza morale. San Tommaso d'Aquino e Dante Alighieri denunciano queste pratiche. Si sviluppano movimenti religiosi e politici come i cluniacensi e i cistercensi per ripristinare lo spirito cristiano. Nel 1045, Papa Benedetto IX abdica per sposarsi e viene sostituito da Gregorio VI, eletto in cambio di denaro. Nel 1059, Papa Niccolò II convoca il concilio lateranense, che riforma l'elezione del papa. Nel 1075, Gregorio VII emana il dictatus papae, affermando il potere specifico del papa romano.

Tipologia: Schemi e mappe concettuali

2021/2022

Caricato il 23/10/2022

classicista689
classicista689 🇮🇹

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Il secolo oscuro della Chiesa
All’inizio dell’anno Mille, dopo la dissoluzione dell’impero
carolingio, ci troviamo a far fronte ad uno stato di disordine e
anarchia, ad un grande decadimento del costume del clero ed un
periodo di ridefinizione del ruolo papale durante la politica
ecclesiastica di Ottone I, ma anche ad un rinnovamento del
sistema. In quegli anni, i vescovi diventarono sempre più corrotti
e desiderosi di potere (infatti poi assumeranno il nome di vescovi-
conti), i monasteri si appropriano di importanti proprietà terriere,
la Chiesa si era arricchita tramite il cosiddetto “Patrimonio di San
Pietro” (Patrimonium Sancti Petri). In primis, il caso più
importante che designò questa buia parentesi è la compravendita
delle cariche ecclesiastiche, ovvero il fenomeno conosciuto come
simonia. Contemporaneamente, si parla anche di nicolaismo,
quindi il rifiuto da parte del clero del voto di castità, quindi
all’allontanamento dal corpo di Cristo per un corpo umano,
quindi un corpo peccaminoso. Per fare accenno alla letteratura,
San Tommaso D’Aquino dedica alla questione della simonia
un’itera sezione di una sua famosissima opera, La Summa
Theologica, spiegando che i simoniaci non sono solo coloro che
comprano indulgenze ma anche coloro che vendono le cose
spirituali. E lo stesso Dante Alighieri colloca i simoniaci nell’ottavo
girone dell’Inferno, nei dannati della terza bolgia ed essi sono
costretti a rimanere capovolti con la testa su fori di roccia mentre
c’è una fiamma che brucia sotto i loro piedi. La morale di Dante è
che coloro che calpestano lo Spirito Santo, ora arde sotto i loro
piedi. In questo caso, ci furono coloro che tentarono che
organizzarono movimenti religiosi e politici contro gli abusi del
clero. I primi movimenti che vollero riportare in alto il vero spirito
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Il secolo oscuro della Chiesa All’inizio dell’anno Mille, dopo la dissoluzione dell’impero carolingio, ci troviamo a far fronte ad uno stato di disordine e anarchia, ad un grande decadimento del costume del clero ed un periodo di ridefinizione del ruolo papale durante la politica ecclesiastica di Ottone I, ma anche ad un rinnovamento del sistema. In quegli anni, i vescovi diventarono sempre più corrotti e desiderosi di potere (infatti poi assumeranno il nome di vescovi- conti), i monasteri si appropriano di importanti proprietà terriere, la Chiesa si era arricchita tramite il cosiddetto “Patrimonio di San Pietro” (Patrimonium Sancti Petri). In primis, il caso più importante che designò questa buia parentesi è la compravendita delle cariche ecclesiastiche, ovvero il fenomeno conosciuto come simonia. Contemporaneamente, si parla anche di nicolaismo, quindi il rifiuto da parte del clero del voto di castità, quindi all’allontanamento dal corpo di Cristo per un corpo umano, quindi un corpo peccaminoso. Per fare accenno alla letteratura, San Tommaso D’Aquino dedica alla questione della simonia un’itera sezione di una sua famosissima opera, La Summa Theologica, spiegando che i simoniaci non sono solo coloro che comprano indulgenze ma anche coloro che vendono le cose spirituali. E lo stesso Dante Alighieri colloca i simoniaci nell’ottavo girone dell’Inferno, nei dannati della terza bolgia ed essi sono costretti a rimanere capovolti con la testa su fori di roccia mentre c’è una fiamma che brucia sotto i loro piedi. La morale di Dante è che coloro che calpestano lo Spirito Santo, ora arde sotto i loro piedi. In questo caso, ci furono coloro che tentarono che organizzarono movimenti religiosi e politici contro gli abusi del clero. I primi movimenti che vollero riportare in alto il vero spirito

della cristianità, in risposta al degrado morale della Chiesa furono i movimenti cluniacensi e cistercensi. Il movimento cluniacense nacque in Borgogna in Francia e un altro suo fondamentale scopo era di stampo socio-economico poiché oltre ad essere un’organizzazione religiosa e politica era anche di tipo territoriale, per le sue donazioni di terre e produzioni agricole. In più, l’abate-capo veniva eletto democraticamente. Per cui non assistiamo solo al primo movimento riformatore ma cnhe ad un nuovo modo di organizzazione del sistema della chiesa. Mentre il movimento dei cistercensi si differenzia in parte dal precedente; ad esempio perché quest’ultimi scelgono di intraprendere un regime di assoluta povertà, portando avanti il senso etico-morale della cristianità poiché per la loro concezione l’essere ricchi e la cristianità non potevano andare di pari passo e quindi ciò diventa atto politico. Un altro movimento fu quello della pataria. Questo fu un movimento sostenuto all’inizio addirittura dal basso clero e da ecclesiastici riformatori ma la contestazione fu contrastata dal clero cittadino nel 1080, con lo sviluppo di altri movimenti riformatori, condannati poi come eretici. Nel 1045 il Papa allora in carica Benedetto IX abdicò, si dice per il desiderio di sposarsi, ma oltre alla motivazione per così dire romantica, non dimentichiamo che il principale motivo si dice sia stato dettato da un vantaggio economico, vendendo la carica a quello che poi fu incoronato come papa Gregorio VI. Nel 1046 sale al trono il successore Enrico III di Franconia detto che sostituì Gregorio IV con Clemente II e il suo principale obiettivo era quello di combattere la corruzione del tempo. Il suo successore Leone IX continuò il progetto. Nel 1059 Papa Niccolò II convoca il Concilio Lateranense. Si tenne dunque al Laterano di Roma che riformò l’elezione del Papa che venne affidata al collegio cardinalizio