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Deontologia Professionale: Legge 56/1989 e Codice Deontologico, Appunti di Deontologia

concetti di deontologia professionale

Tipologia: Appunti

2021/2022

Caricato il 21/03/2024

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LABORATORIO DI DEONTOLOGIA PROFESSIONALE
L’esame sarà orale, il testo consigliato è quello di Calvi anche se non ha il
codice aggiornato ma lo vedremo insieme. All’appello di maggio lei non ci sarà
perché dovrebbe partorire. Esami in gruppi di 4-5 studenti per favorire la
discussione su un caso.
Uscire con delle competenze più critiche, oltre a sapere gli articoli che ci
chiede. Quello che apprezza di più è quando c’è un pensiero alle spalle. Non si
può essere un bravo professionista se non ci si rifà a principi etici e
deontologici.
NASCITA DELL’ORDINE DEGLI PSICOLOGI
Legge 56 dell’1989 sostenuta dallo psichiatra Adriano Ossicini sancisce la
nascita dell’ordine degli psicologi e i confini della nostra professione.
- Articolo 1: definizione della professione di psicologi
- Articolo 2: requisiti per gli esercizi della professione
- Articolo 3: esercizio dell’attività psicoterapeutica
- Articolo 4: istituzione dell’albo
- Articolo 5: istituzione dell’ordine degli psicologi
- Articolo 12: consiglio regionale
- Articolo 26:
- Articolo 28
- Articolo 31
La storia della psicologia è molto recente, il percorso è stato denso di ostacoli;
quindi, è una professione giovanissima e questo sicuramente ha portato a un
esito. Spesso ci sentiamo meno dei medici, degli avvocati, ma in realtà è stata
fatta tantissima strada negli ultimi anni. Questi sono alcuni degli articoli che
proveremo ad approfondire oggi.
Le leggi istitutive delle professioni hanno più anni di noi: medici 150 anni di vita
(1874), avvocati 114 anni di vita (1910), psicologi 34 anni di vita (1989).
Il riconoscimento della figura degli psicologi sta diventando sempre più forte,
soprattutto post covid.
Questa legge è il pilastro su cui si poggia la nostra identità, è quello che ci
distingue dalle altre professioni, ha delle implicazioni forti a livello di
riconoscimento e tutela della nostra categoria; pertanto, è fondamentale
conoscerne i principali contenuti:
ARTICOLO 1
Definisce gli atti tipici, dice quello che noi possiamo fare. Racchiude la
consulenza psicologica. Comprende attività di sperimentazione, ricerca e
didattica in tale ambito.
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LABORATORIO DI DEONTOLOGIA PROFESSIONALE

L’esame sarà orale, il testo consigliato è quello di Calvi anche se non ha il codice aggiornato ma lo vedremo insieme. All’appello di maggio lei non ci sarà perché dovrebbe partorire. Esami in gruppi di 4-5 studenti per favorire la discussione su un caso. Uscire con delle competenze più critiche, oltre a sapere gli articoli che ci chiede. Quello che apprezza di più è quando c’è un pensiero alle spalle. Non si può essere un bravo professionista se non ci si rifà a principi etici e deontologici. NASCITA DELL’ORDINE DEGLI PSICOLOGI Legge 56 dell’1989 sostenuta dallo psichiatra Adriano Ossicini sancisce la nascita dell’ordine degli psicologi e i confini della nostra professione.

  • Articolo 1: definizione della professione di psicologi
  • Articolo 2: requisiti per gli esercizi della professione
  • Articolo 3: esercizio dell’attività psicoterapeutica
  • Articolo 4: istituzione dell’albo
  • Articolo 5: istituzione dell’ordine degli psicologi
  • Articolo 12: consiglio regionale
  • Articolo 26:
  • Articolo 28
  • Articolo 31 La storia della psicologia è molto recente, il percorso è stato denso di ostacoli; quindi, è una professione giovanissima e questo sicuramente ha portato a un esito. Spesso ci sentiamo meno dei medici, degli avvocati, ma in realtà è stata fatta tantissima strada negli ultimi anni. Questi sono alcuni degli articoli che proveremo ad approfondire oggi. Le leggi istitutive delle professioni hanno più anni di noi: medici 150 anni di vita (1874), avvocati 114 anni di vita (1910), psicologi 34 anni di vita (1989). Il riconoscimento della figura degli psicologi sta diventando sempre più forte, soprattutto post covid. Questa legge è il pilastro su cui si poggia la nostra identità, è quello che ci distingue dalle altre professioni, ha delle implicazioni forti a livello di riconoscimento e tutela della nostra categoria; pertanto, è fondamentale conoscerne i principali contenuti: ARTICOLO 1 Definisce gli atti tipici, dice quello che noi possiamo fare. Racchiude la consulenza psicologica. Comprende attività di sperimentazione, ricerca e didattica in tale ambito.

ARTICOLO 2

Quali sono i requisiti: ci si laurea, esame di stato, ci si iscrive all’ordine. Ora c’è la laurea professionalizzante, c’’è un iter preciso che lo stato ha ben deciso. Senza tutti questi step non siamo psicologi. Spesso ci sono persone laureate che provano a fare consulenze e colloqui senza essere iscritti all’albo. ARTICOLO 3 Regola l’attività psicoterapeutica. Possono specializzarsi anche i medici, noi non possiamo prescrivere farmaci. Siamo 10 mila iscritti all’albo. L’annotazione all’elenco psicoterapeuti non è un obbligo. Qualora un pz ci stia cercando, questo è l’unico modo per sapere se siamo psicoterapeuti. Troverà la nostra matricola e vedrà se siamo annotati. Ciò che rende più facile e pubblica un confronto con la cittadinanza è l’annotazione all’elenco degli psicoterapeuti. Le principali ricadute positive della nostra legge sono che:

  • Lo psicologo entra a far parte delle professioni intellettuali
  • Anche lo psicologo ricade sotto la tutela relativo all’esercizio abusivo della professione (art 348 c.p.). Dal 2018 siamo professione sanitaria. Il codice Deontologico degli Italiani (CDPI)
  • Scaturisce da questo processo di professionalizzazione
  • La prima bozza risale al 1994, solo 4 anni dopo viene approvato dalla comunità con un referendum e che è entrato in vigore nel 1998
  • È prodotto e produttore. Attraverso il codice ci definiamo come professionisti, è il nostro specchio di valori che la nostra comunità ha. Descrive quello che è corretto fare. Guidare le scelte dello psicologo, tutelare il cliente alla società, tutelare il professionista. Tutela il professionista nell’interazione con altre professioni. Quotidianamente lavoriamo con altre figure professionali e ci aiuta a dialogare ocn le altre professioni. È una modalità per dialogare con altre professioni sanitarie e quindi anche il codice deontologico rientra tra queste. La nostra è un etica deontologica: noi non giudichiamo il comportamento scorretto in base alla conseguenza che ha, ma lo è a prescindere. Passiamo differenziare etica consequenzialista (ho fatto qualcosa che non andava fatto e vengo giudicata perché il mio comportamento ha avuto una conseguenza sull’altro), deontologica (a prescindere dall’esito del nostro comportamento). La modalità è attraverso un referendum. È triste che chi ha deciso è un numero esiguo di persone iscritte. Il consiglio nazionale dell’ordine predispone il referendum, lo sottopone all’approvazione, gli iscritti votano e si aggiorna il codice deontologico. Questo aspetto è importante in quanto essendo il codice etico lo specchio dei nostri valori, le prescrizioni in esso

Ogni presidente dell’ordine regionale forma il consiglio nazionale dell’ordine degli psicologi. Questo è importante come informazione perché fa parte della nostra vita. L’ordine ha dei compiti specifici (vanno fatte richieste pertinenti). Noi rispondiamo a tutti i pareri. ARTICOLO 31 Istituzione dell’albo e costituzione dei consigli regionali e provinciali dell’ordine. IL PROCEDIMENTO DISCIPLINARE La deontologia è il principale mandato degli ordini. Un aspetto prioritario è quello proprio di gestire gli aspetti disciplinari. L’ordine è tenuto a tenere in considerazione. Quando arriva una segnalazione alla commissione deontologica, si può anche aprire un fascicolo per conoscenza diretta e lo si studia. Diamo la possibilità di capire e di dire quello che è accaduto. Ci sono quindi memorie difensive, al fine di questa audizione in cui si fa un’idea di quello che è accaduto, concludiamo questa fase istruttoria con una delle memorie in cui mette nero su bianco quelle che sono le sue difese. Al consiglio dell’ordine l’esito di un’istruttoria è sempre il consiglio dell’ordine. La commissione manda i risultati al consiglio e dice guarda per me c’è questa situazione che è accaduta. Valuta appunto se formulare un parere di archiviazione e valuta se c’è propensione su quello che viene definito l’apertura del procedimento disciplinare. Portiamo il nostro parere e il consiglio decide se archiviare. Normalmente le persone scelgono di essere ascoltate perché credono che sia più opportuno e quindi dopo l’adunanza di fronte al consiglio dell’ordine si chiude il dibattimento e poi c’è uno spazio in cui il segnalato portano uno spazio dedicato al loro in cui riferiscono la vicenda come è andata. Le sanzioni disciplinari sono previste dall’articolo 26 e sono di due tipi:

  1. Formali: sono sanzioni che non hanno implicazioni dirette sulla professione come
  • Avvertimento (non continuare questa condotta)
  • Censura (dichiarazione di formale biasimo per la scorrettezza compiuta) Hanno valore educativo e di avvertimento perché non vengono rese pubbliche
  1. Sostanziali: sono sanzioni che hanno un effetto diretto sulla professione
  • Sospensione (da 1 giorno a 1 anno in conseguenza di un mancato pagamento della quota di iscrizione per due anni)
  • Radiazione (utilizzata in casi molto rari non si può più fare nulla) chi è stato radiato può comunque dopo un tot di tempo ottenere una riabilitazione. L’articolo 21 e il 28 parlano di condotta. La deontologia deve essere parte integrante del sapere e del saper fare professionale e non deve assumere solo un valore di obbligatorietà esterna, ma

anche di obbligatorietà interna, cioè deve essere parte del DNA di ogni professionista. Le regole etiche racchiuse nel Codice Deontologico non sono un mero elenco di prescrizioni.