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Una dettagliata descrizione della depressione psichiatrica, inclusi i suoi tipi, cause e farmaci utilizzati per il trattamento. Vengono trattate le differenze tra depressione reattiva, depressione maggiore e depressione affettiva bipolare, oltre alla teoria dopaminergica e la mancanza di noradrenalina e serotonina. Anche la plasticità neuronale e il ruolo dei farmaci antidepressivi nel promuoverla. Vengono trattati i primi farmaci antidepressivi, come gli inibitori delle mao e i triciclici, e i loro effetti collaterali. Il documento conclude con una breve descrizione di farmaci atipici come la venlafaxina e il bupropione.
Tipologia: Dispense
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La depressione è una patologia psichiatrica che può interessare bambini, adulti ed anziani, ed è una condizione non sempre correlata ad una patologia ma spesso sono le avversità della vita che fanno entrare in uno stato depressivo. Essa è caratterizzata da disturbi del sonno, consumo irregolare di cibo, disforia, anedonia, affaticamento, agitazione o rallentamento psicomotorio, ridotta capacità di concentrazione, ridotta autostima e fantasie di suicidio (nel 10-15% dei casi). Possiamo suddividere la depressione in tre tipo quali: DEPRESSIONE REATTIVA (più diffusa e facile da trattare che presenta cause identificabili), DEPRESSIONE MAGGIORE (la più grave e con componente genetica) e la DEPRESSIONE AFFETTIVA BIPOLARE (meno diffusa e nella quale si alternano fasi depressive a fasi maniacali). Fisiologicamente la depressione è caratterizzata dalla mancata plasticità neuronale, e lo scopo dei farmaci antidepressivi è quello di aumentare il BDNF (neurotrofina prodotta dal SNC) che serve a promuovere il processo di plasticità neuronale. Per quanto riguarda le basi biologiche della depressione abbiamo la teoria dopaminergica consta della carenza di noradrenalina e serotonina; con i farmaci di prima generazione che sono triciclici, si va ad aumentare la concentrazione a livello sinaptico la concentrazione di questi neurotrasmettitori. Ciò che caratterizza gli antidepressivi è il fenomeno della latenza, ovvero che dopo la somministrazione del farmaco gli effetti compaiono dopo 3-4 settimane a volte anche di più. Questo evento di latenza viene spiegato dalla down regolation dei recettori pre-sinaptici e dei recettori post-sinaptici ( i recettori post sinaptici permettono di trasferire l impulso elettrico alla cellula post sinaptica dopo che il neurotrasfettitore si lega al recettore). Nella depressione vediamo una down regolation dei recettori alfa 2 adrenergici, questi sono recettori metabotropici accoppiati a proteina g inibitoria. L’attivazione di questi recettori comporta una diminuzione dell’adenilato ciclasi, diminuzione della concentrazione di AMP ciclico quindi si ha uno spegnimento della trasmissione noradrenergica. Il recettore alfa 2 si trova a livello presinaptico e modula negativamente la trasmissione noradrenergica, e riduce la liberazione del neurotrasmettitore, sia della noradrenalina ma anche serotonina. Un altro recettore che subisce down regolation è il recettore serotoninergico, è il recettore 5 HT1A che è presente a livello non sinaptico ma a livello soma-dendritico, questo recettore riduce la sintesi degli enzimi necessari per la sintesi del neurotrasmettitore e questo neurotrasmettitore viene trasportato lungo l’assone. I primi farmaci antidepressivi sono gli INIBITORI DELLE MAO (monoammino ossidasi A e B), ossia gli IMAO che inibiscono gli enzimi che degradano le monommine come adrenalina, noradrenalina, serotonina, dopamina aumentandone il livello in circolo. Il primo ad essere scoperto è stato l'IPRONIAZIDE, derivante dall'ISONIAZIDE (antitubercolare) che inibiva irreversibilmente le MAO e per questo motivo, oltre al fatto che non fossero specifici per MAO-A e B, davano tossicià. Abbiamo come effetto tossico anche il CHEESE REACTIONS, difatti chi assume imao non può mangiare fromaggio francese poiché rischia di morire per crisi ipertensiva acuta dovuta ad un aumento di TIRAMINA nel corpo che non può essere più inibita da questi enzimi. Un inibitore selettivo, delle MAO-B, è la SELEGILINA, utile anche nella cura del Parkinson in cui si registra un calo dei livelli di dopamina. Un altro farmaco, inibitore REVERSIBILE delle, è il MOCLOBEMIDE. Un'altra
classe è costituita dagli INIBITORI DEL TRASPORTO DELLE MONOAMMINE i quali inibiscono il re-uptake di NA e 5HT, soprattutto per quanto riguarda i tricicli (TCA) come ammine terziarie; nel giro di poche ore permettono l'aumento della concentrazione di questi neurotrasmettitori (noradrenalina e serotonina) a livello delle sinapsi soprattutto nell'area dell'ippocampo ma l'effetto antidepressivo si realizza dopo alcune settimane dall'inizio della terapia ossia il tutto si traduce in un aumento del BDNF nominato antecedentemente. Sono farmaci non specifici poiché sono antagonisti anche di recettori come M1 (secchezza delle fauci, stipsi, tachicardia e visione offuscata), ALFA1 (sonnolenza ed ipotensione) ed H1 (sonnolenza e sedazione) ed oltre a ciò sono anche inibitori del farmaco metabolismo a livello del CYP450. I TCA danno diversi effetti collaterali e tossicità ad alti dosacci e quindi vengono utilizzati soltanto nel caso in cui i SSRI non possano venir utilizzati, questi ultimi sono i SELECTIVE SEROTONIN REUPTAKE INHIBITORS il cui capostipite è la FLUOEXETINA (principio attivo del PROZAC e sempre forte inibitore metabolico); poi vi è la VENLAFAXINA (di nuova generazione) che talvolta viene considerata tra gli SSRI talvolta tra gli antidepressivi atipici. Gli ANTIDEPRESSIVI ATIPICI vengono chiamati così poiché costituiscono una classe eterogea di farmaci con diverso meccanismo d'azione. Tra questi ritroviamo la VENLAFAXINA non appena nominata, non tanto selettiva poiché inibisce la ricaptazione sia di serotonina che si noradrenalina, poi la MIRTAZAPINA che è un antagonista soprattutto dell'ALFA2 noradrenergico pre-sinaptico, il NEFAZODONE che da un lato si comporta come gli SSRI e dall'altro è antagonista di alcuni recettori serotoninergici. Abbiamo anche il BRUPROPIONE che in realtà è stato sintetizzato per la disassuefazione (antagonista dei recettori nicotinici) ma blocca anche il re- uptake di noradrenalina e dopamina e perciò abbiamo effetti di piacere. Tra gli antidepressivi ci sono anche gli ESTRATTI DI IPERICO un tempo venduti in erboristeria ma poi si è scoperto che interferiscono con il metabolismo di moltissimi xenobiotici, tra cui la ciclosporina A usata in terapie immuno soppressive dopo trapianti. Un altro farmaco, che è un antagonista dell'NMDA, è la KETAMINA ossia un derivato della Phencyclidine ed è un anestetico dissociativo poroprio perché dissocia dalla realtà, viene usato in veterinaria e qualche volta nei bambini ed inoltre non da reazioni di idiosincrasia rispetto ad altre molecole. Abbiamo detto che la fase depressiva può essere alternata anche a fasi maniacali ma abbiamo anche terapie per il trattamento della fase maniacale in pazienti affetti da disturbi bipolari. La molecola più utilizzata è in assoluto il LITIO (sali di Litio) ma anche qualche farmaco anti- epilettico come la CARBAMAZEPINA e l'ACIDO VALPROICO. Il LITIO mima il sodio ed entra al suo posto nella cellula ma quando quest'ultimo esce ad opera della pompa Na/K ATP-asi, il Litio rimane dentro ed il sodio non trova spazio per entrare di nuovo, perciò avremo una condizione in cui la cellula è meno responsiva agli stimoli e questo fenomeno prende il nome di EFFETTO DI STABILIZZAZIONE. Un altro effetto è l'inibizione dell'INOSITOLO MONOFOSFATASI impedendo così la riformazione dell'inositolo e non permettendo al segnale di ripartire. C'è un grande problema con i DIURETICI poiché se diminuisco il sodio extracellulare con questi farmaci si avrà ancora di più l'aumento di Litio intracellulare e ciò può provocare effetti tossici. Il Litio si somministra per via orale come CARBONATO DI LITIO, il