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der Ackermann aus Böhmen, Appunti di Letteratura Inglese

appunti presi durante la lezione della professoressa di letteratura tedesca

Tipologia: Appunti

2023/2024

Caricato il 23/04/2025

anna-cristina-gussago
anna-cristina-gussago 🇮🇹

4 documenti

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der Ackermann aus Böhmen
- Ci sono due figure: un contadino e l’altro è uno scheletro (rappresenta la morte)
-Quest’opera è un dialogo che si svolge tra un Ackermann (contadino di Boemia, villano di
Boemia) e la morte.
- Pare dai documenti che si tratta forse di un’opera autobiografica che nasce da
un'esperienza, perché il dialogo presenta il contadino che è rimasto vedovo e la morte. Il
contadino accusa la morte di essere causa della distruzione della bellezza della vita e la
morte risponde sarcasticamente mostrando la vanità e il dolore della vita umana.
- Quest’opera la possiamo definire come estremamente drammatica che allo stesso tempo
segna il passaggio delle epoche, perché si cambia visione sulla morte: nel Medioevo si
pensa alla morte come memento mori (ricordati uomo che devi morire, epoca “oscura”
perchè poi si può finire nell’inferno, quindi morte accettata come volontà divina) mentre in
quest’epoca si ha un’ottica diversa
Estratto dell’opera
- Qui la morte viene qui quasi “minacciata”, inizio molto provocatorio
-L’uomo verso la morte non è spaventato, bensì è arrabbiato, coraggioso (perché vuole
maledire la morte), sfrontato, senza filtri, senza paura, rabbia, accusatore e provocazione
potentissima
-Chi scrive, sa che si ha un atteggiamento nuovo rispetto al solito, infatti si rivolge alla morte
in un modo nuovo rispetto alla tradizione medievale.
-La morte sa di aver provocato dolore immenso, ma sa che nessuno avrebbe assunto tale
atteggiamento nei suoi confronti.
- La morte gli chiede di presentarsi, lui risponde che è un contadino ma usa la penna, quindi
è un intellettuale e colto che sa scrivere→ ciò simboleggia l’istruzione rende coraggiosi e
liberi nella manifestazione di un pensiero, non una sottomissione a un potere che ti tiene
nella paura e nel terrore, l’istruzione rende liberi, è in grado di avere un pensiero proprio.
-In questa figura si incarna il primo titano dell’epoca, ovvero un individuo che prende una
posizione coraggiosa in nome della libertà di pensiero e di una consapevolezza di sé.
-Una vita che ha valore in e che va vissuta pienamente, morte vista come qualcosa che
non è giusto
-L’umanesimo mette l’uomo in centro→ grandezza dell’uomo.
-Il contadino simboleggia la grandezza dell’uomo e durante tutto il dialogo mantiene la sua
fermezza.
- Il villano ad un certo punto chiede a Dio chi ha ragione, perché non riesce ad accettare
questa cosa→ il giudizio di Dio, che conclude il dialogo, dice che l’uomo incarna il valore di
onore, ma la morte continuerà a fare il suo lavoro→ però alla morte Dio ricorda che lei non
ha un potere assoluto, ma è Dio che glielo ha dato
-Quindi l’uomo deve essere cosciente del fatto di essere mortale, mentre la morte quello di
essere uno strumento
Soglia tra spirito medievale e spirito umanistico (coraggio e consapevolezza dell'uomo che si
rende indipendente dalla religione e ha il coraggio di dire la sua)

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der Ackermann aus Böhmen

  • Ci sono due figure: un contadino e l’altro è uno scheletro (rappresenta la morte) -Quest’opera è un dialogo che si svolge tra un Ackermann (contadino di Boemia, villano di Boemia) e la morte.
  • Pare dai documenti che si tratta forse di un’opera autobiografica che nasce da un'esperienza, perché il dialogo presenta il contadino che è rimasto vedovo e la morte. Il contadino accusa la morte di essere causa della distruzione della bellezza della vita e la morte risponde sarcasticamente mostrando la vanità e il dolore della vita umana.
  • Quest’opera la possiamo definire come estremamente drammatica che allo stesso tempo segna il passaggio delle epoche, perché si cambia visione sulla morte: nel Medioevo si pensa alla morte come memento mori (ricordati uomo che devi morire, epoca “oscura” → perchè poi si può finire nell’inferno, quindi morte accettata come volontà divina) mentre in quest’epoca si ha un’ottica diversa Estratto dell’opera
  • Qui la morte viene qui quasi “minacciata”, inizio molto provocatorio -L’uomo verso la morte non è spaventato, bensì è arrabbiato, coraggioso (perché vuole maledire la morte), sfrontato, senza filtri, senza paura, rabbia, accusatore e provocazione potentissima -Chi scrive, sa che si ha un atteggiamento nuovo rispetto al solito, infatti si rivolge alla morte in un modo nuovo rispetto alla tradizione medievale. -La morte sa di aver provocato dolore immenso, ma sa che nessuno avrebbe assunto tale atteggiamento nei suoi confronti.
  • La morte gli chiede di presentarsi, lui risponde che è un contadino ma usa la penna, quindi è un intellettuale e colto che sa scrivere→ ciò simboleggia l’istruzione rende coraggiosi e liberi nella manifestazione di un pensiero, non una sottomissione a un potere che ti tiene nella paura e nel terrore, l’istruzione rende liberi, è in grado di avere un pensiero proprio. -In questa figura si incarna il primo titano dell’epoca, ovvero un individuo che prende una posizione coraggiosa in nome della libertà di pensiero e di una consapevolezza di sé. -Una vita che ha valore in sé e che va vissuta pienamente, morte vista come qualcosa che non è giusto -L’umanesimo mette l’uomo in centro→ grandezza dell’uomo. -Il contadino simboleggia la grandezza dell’uomo e durante tutto il dialogo mantiene la sua fermezza.
  • Il villano ad un certo punto chiede a Dio chi ha ragione, perché non riesce ad accettare questa cosa→ il giudizio di Dio, che conclude il dialogo, dice che l’uomo incarna il valore di onore, ma la morte continuerà a fare il suo lavoro→ però alla morte Dio ricorda che lei non ha un potere assoluto, ma è Dio che glielo ha dato -Quindi l’uomo deve essere cosciente del fatto di essere mortale, mentre la morte quello di essere uno strumento Soglia tra spirito medievale e spirito umanistico (coraggio e consapevolezza dell'uomo che si rende indipendente dalla religione e ha il coraggio di dire la sua)