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Analisi della fiaba "Il biondo Eckbert" di Ludwig Tieck: Temi, Simboli e Interpretazioni, Guide, Progetti e Ricerche di Letteratura Tedesca

La fiaba "il biondo eckbert" di ludwig tieck, esplorando i temi chiave, i simboli e le interpretazioni. Si esamina la struttura narrativa, il ruolo degli animali simbolici, la contrapposizione tra realtà e sogno, e l'evoluzione psicologica dei personaggi. Una lettura approfondita della fiaba, evidenziando la complessità del racconto e la maestria di tieck nel creare un'atmosfera di mistero e suspense.

Tipologia: Guide, Progetti e Ricerche

2023/2024

Caricato il 06/02/2025

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Der blonde Eckbert
Giuntini, Capetta, Valente, Paonessa
Il Romanticismo
I fervori romantici prendono le loro mosse da un evento storico chiave che, a suo
modo, segna la rottura con ogni precedente culturale: la Rivoluzione francese del
1789, che aveva introdotto concretamente nel panorama europeo l’atto della
ribellione. Gli ideali di libertà, eguaglianza e fratellanza avevano animato tutti i
popoli, ivi compreso quello intellettuale tedesco, che, come conseguenza,
necessitava di una nuova forma espressiva. La ribellione da un lato confermava le
tendenze illuministe, in quanto presupponeva un’autonomia di pensiero, dall’altro
però metteva in campo altri tipi di spinte, quelle emotive e passionali.
Prima di trattare il romanticismo nei suoi caratteri specifici è necessario partire dal
termine in sè e considerarne l’evoluzione.
In origine il termine francese romanz designava qualsiasi tipo di espressione, scritta
o parlata, in lingua romanza e solo successivamente ne fu creata la variante roman,
con la possibile aggiunta della t finale,che però indicava il genere narrativo del
romanzo. Solo con Thomas Bailey l’aggettivo romantick acquisisce il significato di
romanzesco, inventato ma anche avventuroso e fantasioso, però con accezione
negativa. Col passare del tempo il termine passa dal connotare le sole storie
cavalleresche al connotare anche romanzi d’amore e successivamente di orrore,
mentre dal XVII secolo, poi, si intende l’aggettivo romatisch come sinonimo di
pittoresco, che quindi si connette con l’interiorità perchè descrive l’effetto che l’opera
ha sullo spettatore. Nel secolo successivo vengono raggruppati tutti questi diversi
significati e il termine è usato per descrivere il genere letterario del romanzo con
rimandi al fiabesco, al cavalleresco, al popolare, all’infantile ma anche sempre al
notturno e allo spettrale, a ciò che è insolito e lontano.
Romantisch si riferisce dunque al livello contenutistico e dell’atmosfera dell’opera,
sia essa scritta o di altro genere, e non a una caratteristica formale o a dei canoni
precisi.
E’ per questi motivi che risulta difficile la classificazione del romanticismo come
movimento. Già chiamarlo movimento è in sè una forzatura in quanto non ci sarà
mai una vera scuola, non esistono dettami e regole precise, non ci sono canoni
stilistici e formali, al massimo contenutistici e in ogni caso all’autore viene lasciata la
piena libertà di sperimentare.
In aggiunta il Romanticismo non si sviluppa in modo parallelo in europa e ciò ha reso
arbitraria la classificazione degli autori. Un esempio è dato dalla classificazione di
Schiller e Goethe che per i tedeschi è Klassik per il primo e Sturm und Drang e
Klassik per il secondo. Per altri paesi invece questi autori sono considerati romantici.
Abbiamo dunque individuato l’inizio del Romanticismo nel 1790 ma più difficile è
stabilirne la fine poichè va lentamente a sfumare. Per semplificare si prende in
considerazione la produzione letteraria di Tieck che nell’ultimo decennio del 1700 ha
scritto opere tra le più significative e che nel 1841 pubblica “Waldeinsamkeit
considerata il punto di chiusura.
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Scarica Analisi della fiaba "Il biondo Eckbert" di Ludwig Tieck: Temi, Simboli e Interpretazioni e più Guide, Progetti e Ricerche in PDF di Letteratura Tedesca solo su Docsity!

Der blonde Eckbert

Giuntini, Capetta, Valente, Paonessa

Il Romanticismo

I fervori romantici prendono le loro mosse da un evento storico chiave che, a suo modo, segna la rottura con ogni precedente culturale: la Rivoluzione francese del 1789, che aveva introdotto concretamente nel panorama europeo l’atto della ribellione. Gli ideali di libertà, eguaglianza e fratellanza avevano animato tutti i popoli, ivi compreso quello intellettuale tedesco, che, come conseguenza, necessitava di una nuova forma espressiva. La ribellione da un lato confermava le tendenze illuministe, in quanto presupponeva un’autonomia di pensiero, dall’altro però metteva in campo altri tipi di spinte, quelle emotive e passionali. Prima di trattare il romanticismo nei suoi caratteri specifici è necessario partire dal termine in sè e considerarne l’evoluzione. In origine il termine francese romanz designava qualsiasi tipo di espressione, scritta o parlata, in lingua romanza e solo successivamente ne fu creata la variante roman, con la possibile aggiunta della t finale,che però indicava il genere narrativo del romanzo. Solo con Thomas Bailey l’aggettivo romantick acquisisce il significato di romanzesco, inventato ma anche avventuroso e fantasioso, però con accezione negativa. Col passare del tempo il termine passa dal connotare le sole storie cavalleresche al connotare anche romanzi d’amore e successivamente di orrore, mentre dal XVII secolo, poi, si intende l’aggettivo romatisch come sinonimo di pittoresco, che quindi si connette con l’interiorità perchè descrive l’effetto che l’opera ha sullo spettatore. Nel secolo successivo vengono raggruppati tutti questi diversi significati e il termine è usato per descrivere il genere letterario del romanzo con rimandi al fiabesco, al cavalleresco, al popolare, all’infantile ma anche sempre al notturno e allo spettrale, a ciò che è insolito e lontano. Romantisch si riferisce dunque al livello contenutistico e dell’atmosfera dell’opera, sia essa scritta o di altro genere, e non a una caratteristica formale o a dei canoni precisi. E’ per questi motivi che risulta difficile la classificazione del romanticismo come movimento. Già chiamarlo movimento è in sè una forzatura in quanto non ci sarà mai una vera scuola, non esistono dettami e regole precise, non ci sono canoni stilistici e formali, al massimo contenutistici e in ogni caso all’autore viene lasciata la piena libertà di sperimentare. In aggiunta il Romanticismo non si sviluppa in modo parallelo in europa e ciò ha reso arbitraria la classificazione degli autori. Un esempio è dato dalla classificazione di Schiller e Goethe che per i tedeschi è Klassik per il primo e Sturm und Drang e Klassik per il secondo. Per altri paesi invece questi autori sono considerati romantici. Abbiamo dunque individuato l’inizio del Romanticismo nel 1790 ma più difficile è stabilirne la fine poichè va lentamente a sfumare. Per semplificare si prende in considerazione la produzione letteraria di Tieck che nell’ultimo decennio del 1700 ha scritto opere tra le più significative e che nel 1841 pubblica “Waldeinsamkeit considerata il punto di chiusura.

Successivamente è necessario chiarire che il Romanticismo non nasce come rottura o contrapposizione all’Illuminismo, bensì ne è una continuazione. Se l’Illuminismo si limitava alla descrizione e alla constatazione scientifica della realtà, il Romanticismo fa emergere ciò che è nascosto dietro la realtà sensibile. L’esperienza scientifica illuminista non è negata dai romantici, ma è ampliata. Il nascente movimento critica il precedente solo quando questo degenera in un mero culto della ragione che escluda ogni altra interpretazione.

Analizzando invece il quadro filosofico che influenza profondamente il Romanticismo, soprattutto nella sua fase iniziale, individuiamo tre precursori principali. Il primo è Rousseau, che in quegli anni muove una aspra critica verso il meccanicismo illuminista e vi contrappose un linguaggio fatto di emozioni e natura. Egli contrappone alla figura del poeta doctus quella di un individuo in grado di creare per mezzo del cuore. Il secondo precursore è Fichte, idealista tedesco che pone come cardine del mondo un Io Assoluto che corrispone al Non-Io, che altro non è che il mondo stesso. Dunque l’oggetto dell’esperienza corrisponde al soggetto che lo esperisce ed è proprio questa relazione che sarà ispirazione per i romantici. L’ultimo è Schelling, altro idealista, che conia il termine Weltseele (anima del mondo) che rappresenta un principio totalizzante che unisce corpo e anima attraverso l’arte e la natura, che sono in questo senso equivalenti. L’artista che produce è colto dalla werktaetige Wissenschaft (scienza operativa), che è una forza creativa in grado di trasferire l’infinito nella singola opera. L’artista è solo il mezzo, il tramite. Altri precursori possono essere individuati nell’Illuminismo, come abbiamo già visto, ma anche nel movimento protestante del Pietismo e nell’opera letteraria “Fragments of ancien poetry” di James McPherson. Il primo apre la strada ad una sensibilità, in questo caso religiosa, molto più intima e privata. Questo desiderio di introspezione si esprime nella letteratura attraverso forme come il diario, le lettere, le confessioni e le autobiografie. Il secondo è una raccolta di frammenti che l’autore effettivo, James McPherson, finge di aver recuperato dall’antica mitologia. Egli infatti finge che lo scrittore e il protagonista dei componimenti sia Ossian, un eroe. I caratteri comuni al Romanticismo sono le atmosfere cupe e misteriose, che inducono alla riflessione.

Un altro aspetto del romanticismo che merita di essere trattato è il ruolo del’artista. Sullo sfondo della prima fase del movimento si nota la progressiva ascesa della Borghesia che sarà vitale per la vita culturale dell’epoca grazie a teatri, musei, opere, concerti e circoli privati. In questo periodo l’arte serve da specchio per le riflessioni borghesi sull’identità sociale. Come testimoniamo le molte opere che hanno come soggetto un borghese che vive una crisi identitaria, l’immagine che nasce è quella di un’individuo destabilizzato, che cerca disperatamente di orientarsi nella società. Questa ricerca nasce anche dal fatto che il XVIII secolo è portatore di tendenze che smentiscono, o che provano a smentire, ciò che prima era considerato certo. Vi rientravano anche la fiducia nella possibilità di conoscersi e di

vedremo, sia ripresa dell’antico che creazione moderna. Altro tema caro ai primi romantici è la Wanderung che indica l’azione del girovagare senza meta e che rappresenta la tendenza alla fuga spirituale verso spazi e tempi lontani, verso l’esotico ma soprattutto verso la dimensione onirica. Il sogno infatti, già in questi anni, si intuisce che possa rappresentare la liberazione di una dimensione nascosta dell’Io e che quindi rappresenti la verità oltre la realtà. Legata al sogno è anche la notte che per eccellenza rappresenta il momento in cui l’inconscio si manifesta nella sua totalità. Essa è elogiata dagli autori romantici, in particolare da Novalis, i cui celeberrimi Hymnen an die Nacht, individuano come consolatoria. In più la notte ha la capacità di unire in un’unica dimensione reale e surreale, fantasia e concretezza e dunque il poeta è finalmente in grado di riconnettersi con i cari defunti, in particolare con l’amata prematuramnete deceduta. La Mittlereromantik si estende dal 1804 al 1814 circa e vede i suoi centri culturali a Heidelberg e Berlino. Qui si riuniscono Brentano, Arnim, Goerres, Eichendorff e successivamente Hoffmann. Il loro interesse è quello di riscoprire la Naturpoesie, ossia una poesia originaria, che è la più compiuta in quanto riesce a mettere in relazione l’uomo col divino. Sempre a Berlino si sviluppa una sottotendenza che prende il nome di Schwaebische Romantik che recupera il patrimonio fiabesco popolare della regione sveva. Se Frueh - e Mittlereromantik hanno caratteristiche simili e possono dunque essere considerati come una sola fase, diverso è il caso lo Spaetromantik (1814-1840). La situazione storica profondamente mutata fa si che questo periodo sia caratterizzato da disillusione e delusione ma anche da un forte senso patriottico. I temi del patriottismo e del nazionalismo, che si contrappongono al cosmopolitismo delle prime fasi, nascono in seguito alla necessità del popolo tedesco di vedersi riunito sotto un’unica entità statale. Il congresso di Vienna, in cui avevamo prevalso tendenze aristocratiche conservatrici, e la conseguente Restaurazione fanno sì che venga potenziata la tensione dei romantici verso la libertà. Gli autori di questo periodo sentono tradito il loro entusiasmo per gli ideali rivoluzionari e si affaccia quindi, nel panorama letterario e filosofico, il concetto di Weltschmerz, ovvero di un dolore del mondo, un senso di rassegnata malinconia. Questa fase è caratterizzata dalla frammentazione dei centri in quanto se ne rilevano tre, Monaco di Baviera, Berlino e Vienna, ma in nessuno sorgono gruppi compatti. Gli scrittori più significativi di questo periodo sono Hoffmann, che sperimenta con stili e strutture narrative e che include nelle sue opere il reale e il surreale come facce della stessa medaglia, e Eichendorff, che orienta la scrittura alla sua giovinezza idealizzandola e escludendo il futuro dalla lista dei suoi interessi. Un altro scrittore che continua a pubblicare le sue opere in questo periodo è proprio Ludwig Tieck che però vira verso tematiche di stampo storico e realistico.

Biografia

Il biondo Eckbert è una fiaba scritta da Ludwig Tieck , colui che è considerato come il “ re del romanticismo”. Tieck nasce il 31 maggio 1773 in una Berlino culturalmente dominata dall’ Illuminismo ma nella quale iniziano a farsi sentire le inquietudini dello Sturm und Drang. Nel 1792 Tieck iniziò gli studi di teologia ad Halle , ma li abbandonò due anni dopo. Tornò a Berlino dove inizia a lavorare come scrittore. Ha scritto numerosi racconti e fiabe. Nel 1797 egli incontra Friedrich Schlegel. Gli anni di scuola del giovane Tieck sono caratterizzati da un’ ardente passione per la letteratura che lo porta ad apprezzare il genio di Shakespeare e Cervantes. Nel 1792 , quando lascia il liceo , ha già scritto circa venticinque opere. Le opere di questi anni sono più che altro drammi , testimonianza di un interesse per il teatro destinato a durare per tutta la vita che sarà fonte di soddisfazioni solo in tarda età. Dopo i primi scritti, nei quali emerge con evidenza il conflitto esistenziale che lo accompagna , Tieck stringe amicizia con Wilhelm Heinrich Wachenroder. Questa amicizia apre in lui una nuova dimensione spirituale che egli abbraccia seduta stante perché in essa ritrova piena sintonia con i suoi intimi patimenti: il movimento romantico, che esalta le emozioni opponendole alla razionalità. Con Wackenroder scrive "Frantasie sull'arte" ed inizia a scrivere il romanzo "Vagabondaggi di Franz Sternbalds", che concluderà da solo a causa della morte dell'amico. Nel febbraio dello stesso anno si trasferisce a Jena (che all' epoca era al centro del primo Romanticismo) dove entra a far parte dello storico gruppo dei fratelli August Wilhelm e Friedrich von Schlegel (conosciuto, quest'ultimo, nel salotto letterario di Dorotea Veit) , insieme a Fichte, Schelling, Novalis e molti altri. In particolare diviene amico di Novalis la cui influenza gli ispira la novella "Il fido Eckart" e "Tannenhauser", che pubblica nel 1799 quasi contestualmente al dramma "Vita e morte di Santa Genoveffa"; nel 1804 esce l'altro dramma, "L'imperatore Ottaviano". Qui conobbe Goethe , Schiller, Novalis e altri importanti poeti e pensatori , che ebbero una grande influenza sulle sue opere. Ma il grande genio letterario di Tieck si rivela nelle novelle, pubblicate negli stessi anni, come "Il biondo Eckbert", del 1796, "Il fedele Eckart", del 1799, e soprattutto nelle fiabe a sfondo drammatico, come "Il gatto con gli stivali", tratto dalla fiaba di Perrault, del 1797, "Il mondo alla rovescia", del 1798 o "Il principe Zerbino" del 1799. Prende a girovagare per la Germania, poi all'estero compresa l'Italia (1805-106) dove trova spunti per i "Poemi di viaggio", infatti durante questo viaggio scrisse molte poesie sui luoghi italiani. A Londra, nel 1817,approfondisce la conoscenza di Shakespeare e due anni dopo, a Dresda, collabora con Wilhelm August von Schlegel. Nella maturità Tieck va allontanandosi dal romanticismo per sfociare nel più sobrio realismo del movimento Biedermeier che, fra il 1815 ed il 1848, seduce la borghesia

Maturazione compositiva

Nel 1798 inizia per lui un periodo di peregrinazioni, che lo condurranno prima a Jena e poi a Weimar dove avrà modo di conoscere Goethe e Schiller, risale a questo periodo un’altra frequentazione con l’autore Novalis e di quello che viene definito il “circolo di Jena” centro fondamentale di elaborazione e diffusione della cultura romantica tedesca. Alla fine del 1800 egli torna a Berlino e qui dovette affrontare problemi di carattere economico dovuti ad attacchi e satire da parte del partito antiromantico, tanto che un anno dopo decide di lasciare la capitale e di stabilirsi a Dresda. Il 1806 è un periodo in cui la sua poetica ristagna ed egli pone la sua attenzione negli studi sulla poesia medievale. In questi anni (che coincidono con il periodo presso Ziebingen) l’incontro con il filosofo Karl Wihelm Ferdinand Solger avvicinano l’autore alle idee mistico-estetiche sull’arte come rivelazione e annullamento dell’idea nel fenomeno ed è grazie a questo incontro che egli riprende i rapporti con il suo passato romantico, in cui drammi e racconti vengono rivisitati per la prima volta: queste opere vengono poste nello stile narrativo del Decamerone (oppure per un esempio più contemporaneo nello stile delle “ Conversazioni di profughi tedeschi” ). Successivamente ad un periodo più o meno stabile a Ziebingen, nel 1818 Tieck si trasferisce a Dresda e qui frequenta ambienti di aristocrazia ed alta borghesia, nei quali egli gode di grande ammirazione. In questo contesto tra il 1828 e il 1854 egli cura un’edizione dei propri scritti che esce in 28 volumi: la nuova produzione è costituita principalmente da novelle, le “novelle di Dresda” all’interno delle quali Tieck sancisce il passaggio da un romanticismo con connatazione mistica ed angosciante (ereditato dal circolo di Jena) alla plasmazione di un mondo fantastico e della quotidianità. L’aspetto dominante di queste novelle è il concetto di pacificazione degli opposti che viene attuato grazie ad un’essenza di superiore umanità, raggiunta nel corso della comunicazione tra i personaggi durante la narrazione della vicenda: tale maturazione all’interno della sua poetica apre le porte al genere della Gesprachnovelle, ossia la novella di conversazione.

Poetica tarda

Il ruolo delle novelle è decisivo nell’ultima fase creativa di Tieck, tanto che l’autore viene utilizzato dai critici contemporanei alla sua epoca come mezzo per identificare il valore del suo percorso (da Romanticismo a quello che si definisce oggi “Biedermeier” ) all’interno della storiografia letteraria. Alcuni critici vi videro un processo graduale e quasi fisiologico di maturazione, altri lo definirono un rinnegamento, altri ancora arrivarono a definirlo come una strategia al fine di adattare le proprie opere al contesto storico-sociale del tempo, facendo delle sue opere un mezzo per avvicinarsi al gusto del popolo. Dopo la sua morte (1853) la figura di Tieck rimane una delle più significative tra gli scrittori dell’epoca dopo quella di Goethe, tanto da essere considerato punto di riferimento per quanto riguarda interpretazioni e polemiche sui filoni principali che dominavano l’epoca letteraria. Inoltre la caratteristica centrale della nuova produzione tieckiana sulla riflessione riguardo la storia ed il tempo, costituisce il punto centrale per avviare un processo di chiarificazione e revisione rispetto la

propria immagine e i propri compiti, processo che Tieck stesso aveva avviato tra il 1802 e il 1819 e che costituisce una funzione significativa per inquadrare la prospettiva ideologica delle novelle di Dresda. L’autore nella sua nuova fase creativa matura un’idea di un tempo come divenire decrescente e deformante, tale idea lo condurrà alla scelta della novella come unico mezzo di espressione letteraria. Nelle sue novelle le figure (che vengono definite “ Epikuraer” “Prosaist” “Realist” “Philister” ) svolgono inizialmente il ruolo di osservatori e successivamente il ruolo di veri e propri narratori di vicende, riflettono la posizione di distacco ma allo stesso tempo di tolleranza assunta dall’autore nei confronti della realtà contemporanea. Le figure che vengono presentate fanno parte di quello processo di trasformazione, in cui il tempo sottopone l’individuo e le figure diventano spettatori consapevoli di questo processo. Essi sono custodi del patrimonio poetico del passato, proprio perché sono consapevoli della distanza cronologica ed ideale che li allontana da esso. Poco prima della sua morte Tieck dichiara che il termine “romantico” non può solamente definire una scuola o un determinato periodo della storia, poiché tutte le grandi opere possono definirsi romantiche nel momento in cui riescono nell’intento di trasfigurazione della realtà (facendo riferimento implicitamente alle sue opere giovanili). Di fatto le novelle sono definite come un processo di poetizzazione, in cui le vicende rimangono volutamente incompiute, poiché non vogliono e non possono rappresentare la realtà nella sua integrità.

Riassunto

Il cavaliere Eckbert e sua moglie Bertha vivono da soli in un piccolo castello nello Harz e di rado si fanno vedere fuori dalla mura di casa ma la loro vita è felice. Non hanno figli e l’unica amicizia dei due è Philipp Walther che va spesso a trovarli. Il cavaliere sente il peso di un segreto e sente di doverlo rivelare al suo amico. Decide quindi di far raccontare alla moglie la storia della sua infanzia. La sera a cena Bertha narra la sua avventura giovanile che vede la protagonista scappare di casa molto giovane, rifugiarsi da una vecchia che ha un cane e un uccello in grado di deporre uova contenenti gemme preziose e di cantare e infine scappare anche da li con il volatile, in modo da sostentarsi. Bertha non ha mai più rivisto la vecchia e non si è mai ricordata il nome del cane, ma sia lei che il marito continuano a temere che l’anziana possa vendicarsi. Quando Bertha ha terminato il racconto, Walther si congeda pronunciando il nome del cane. Bertha da quella notte è ossessionata da questa rivelazione e finisce per ammalarsi e morire. Eckbert è distrutto e decide di vendicarsi uccidendo Walther. Adesso si trova nella più profonda solitudine e si reca spesso nella città più vicina. Un giorno incontra Hugo, un cavaliere con cui Eckbert fa amicizia, non senza sensi di colpa. Eckbert vuole rivelare a Hugo l’atrocità dei suoi atti in modo che l’amico possa rendersi conto di chi veramente ha davanti e lo farà durante una passeggiata. Da quel momento Hugo tratterà l’amico come un rivale e improvvisamente Eckbert vedrà nel suo volto quello di Walther. Inizia così a vagare e rivede il volto di Walther su quello di ogni persona che incontra. Trovandosi poi su una collina sente un cane

Le due presenze che hanno accompagnato l’ infanzia di Bertha e che , nella seconda parte del racconto, escono dai loro confini, sono animali, rispettivamente un cagnolino fedele, allegro e giocherellone e un uccello parlante e fatato. Ma non solo: il canto dell’ uccello che viene riproposto tre volte con lievi ma significative variazioni , costituisce il vero e proprio elemento strutturante della narrazione.

La struttura del biondo Eckbert comunque ricorda quella di altri racconti di Tieck. Il testo presenta una particolarità: si possono individuare due modi differenti con cui poter ripartire il testo in tre sezioni. Si possono infatti prendere come riferimento le tre fughe nel corso della novella: la fuga di Bertha dal villaggio natale, la fuga da casa della vecchia e la fuga di eckbert da Hugo. Considerando invece le dimensioni trattate il testo risulterà diviso sempre in tre zezioni: la prima in cui il narratore racconta la solitaria e monotona vita di Bertha ed Eckbert, la seconda in cui Bertha narra la sua storia all’amico del marito Walther, e la terza parte che inizia con l’inizio del nuovo giorno dopo che Bertha ha raccontato la sua storia. La prima parte rappresenta la dimensione reale, la seconda quella fantastica e la terza è la definitiva commistion tra le due. L’atto di Bertha di raccontare la sua storia ad una persona che non è il marito rompe il fragile equilibrio tra realtà e finzione definendo il momento in cui queste due dimensioni si fondono e non è più possibile distinguerle.

Inoltre la fiaba di Tieck è chiaramente delimitata in quanto possiede un principio e una fine. I suoi elementi costitutivi sono stati invece disposti tenendo conto delle regole dell’ intreccio letterario.

A prova di ciò è proprio la struttura stessa del testo. Il racconto fiabesco dell’infanzia di Bertha è sapientemente separato dalla narrazione della piatta e solitaria, ma comunque felice, vita di coppia che i due sposi vivono. Solo successivamente, con la rivelazione del nome del cagnolino, il racconto di Bertha e il quotidiano si iniziano a fondere e da quel momento non è più possibile stabilire il confine tra realtà e sogno. Le due dimensioni diventano dipendenti l’una dall’altra in quanto se Walther non avesse rivelato il nome del cagnolino della vecchia Bertha non sarebbe mai morta e il marito non avrebbe perso il senno.

Stile Alcuni autori dell’800 si concentrarono in particolare modo sul genere della fiaba. Questo perché pensavano che il fantastico ed il meraviglioso fossero un metodo per poter potenziare la realtà. Possiamo distinguere due tipi di fiaba, in tedesco Märchen: Volksmärchen, che è la fiaba popolare, tramandata oralmente e raggruppata in raccolte, e il Kunstmärchen, ovvero la fiaba d’autore, dove è possibile riconoscere elementi formali e contenutistici ripresi dai testi popolari. Oggi però ci concentreremo sul Kunstmärchen, che è il tipo di fiaba in cui viene inserita la novella “Der Blonde Eckbert”. In questo genere di fiaba, come nel Volksmärchen, ritroviamo un’alternanza costante tra realtà e irrealtà, che si intersecano anche nella rappresentazione della quotidianità, in cui vengono inseriti

episodi sovrannaturali e fantastici. La grande differenza tra i due tipi di fiaba è che, mentre nel Volksmärchen abbiamo una raccolta dei racconti popolari, nel Kunstmärchen c’è una riscrittura della fiaba, che viene modificata o talvolta completamente inventata. Viene presentato un paesaggio indefinito, così come il tempo storico. Il testo però ha sempre uno scopo, che è quello di ristabilire un ordine perduto oppure propone una morale. Abbiamo tuttavia nel Kunstmärchen la presenza di elementi che differiscono in base al periodo storico: Nel primo-romanticismo abbiamo una prevalenza dell’elemento meraviglioso Al contrario, nel tardo-romanticismo vengono introdotte le componenti del perturbante e del grottesco Nella fiaba di Tieck ritroviamo elementi appartenenti al tardo-romanticismo. Di fatti rispetto ad altri suoi coetanei, come l’autore Novalis che si concentra sulla sintesi positiva delle sue poesie, nei racconti di Tieck viene presentato il fallimento della ricerca dell’armonia, in quanto a prevalere è il lato ambivalente e crudele della realtà. Dobbiamo precisare inoltre che l’opera “Der Blonde Eckbert” può essere definita come una Märchennovelle, ovvero una novella fiabesca, piuttosto che un racconto fiabesco.

temi → Per contrapposizione: sogno-realtà amicizia- tradimento (inganno) coraggio-senso di colpa paranoia (+ follia) solitudine (serenità)- squilibrio Walther (caos)

All’interno della fiaba predominano principalmente la dimensione reale ed il sogno, questi non sono contrastanti l’un l’altro, ma coesistono creando un lieve confine tra i due mondi. Nel corso della narrativa viene presentata la sfera dell’amicizia, presente nel rapporto tra Eckbert e il fidato amico Walther ed anche nel rapporto tra Bertha, che una volta abbandonata la sua famiglia d’origine viene accolta da un’anziana signora che se ne prende cura e la ama come se fosse una figlia. Si crea in questo modo un senso profondo di fiducia tra i personaggi, ma gradualmente tale fiducia verrà tradita: in primo luogo quando Bertha decide di abbandonare la donna che si è presa cura di lei per affacciarsi alla vita e scoprire il mondo; anche il personaggio dell’anziana, che incarna una vera e propria dicotomia nel passaggio da donna goffa ma nobile nelle sue intenzioni ad anima fredda che cerca vendetta ed è desiderosa di impartire una lezione, rappresenta un tradimento nel momento in cui si finge un fidato amico con cui il giovane Eckbert e Bertha si confideranno rivelando i dettagli più inquietanti del loro passato, ma la verità è che la “maschera” dell’amico è solamente un mezzo per avvicinarsi ai due e vendicarsi di loro. Nel corso della narrativa una serie di occasioni per cambiare le sorti del proprio destino si presentano davanti ai personaggi conducendoli verso la strada sbagliata, si trattano di scelte fortemente legate ad un profondo senso di compassione riguardo la propria

ritrovato lo stesso modo di pensare. L’unico personaggio che l’autore ha deciso maggiormente di caratterizzare è la vecchia signora. Vestita quasi interamente di nero, con una cuffia nera in capo ed un bastone a gruccia, è forse il personaggio più ambiguo della vicenda. Come preannunciato, ogni personaggio incarna uno o più temi su cui si basa la fiaba, essi mutano durante il suo corso, assieme alla storia che diventa man mano sempre più inquietante ed angosciante. Eckbert, che si presenta inizialmente come un personaggio calmo, silenzioso e composto, incarnerà poi il tema dell’ossessione e della follia , uscendo dalla sua bolla di solitudine, esasperato dall’odio e dalla paura nei confronti dell’amico Walther. Fa quasi sua la storia della moglie, sentendo il peso del tradimento nei confronti della vecchia come se avesse tradito lui stesso. Come lui, anche Bertha, spinta dal senso di rimorso verso la vecchia signora e scioccata dalla rivelazione dell’amico di famiglia, cade vittima di una spirale di follia che la porterà alla morte. Abbiamo infatti questo senso di lotta interna perenne , che fa oscillare le emozioni di Bertha tra il senso di colpa e la voglia di scoprire il mondo che l’ha spinta ad abbandonare una figura quasi materna, ovvero la vecchia signora, di cui teme la vendetta. Abbiamo in Bertha quindi questo dualismo tra coraggio e senso di colpa. E’ inoltre l’unico personaggio di cui conosciamo la storia : tormentata da un’infanzia infelice in povertà, disprezzata dai genitori ed incapace di curarsi di se stessa, decide di fuggire alla ricerca di un’esistenza migliore. Inizialmente trova la sua serenità nella dimora della signora, che condivide col fidato cane ed il prezioso pappagallo canterino, personaggi altrettanto ambigui ed inquietanti, per poi sentire il bisogno di fuggire, desiderosa di una vita nuova, quella che leggeva nei suoi libri (ritorna il motivo della letteratura come evasione dalla dimensione reale- lo dico io nella mia parte). Walther, la causa della rottura della serenità apparente e portatore quindi dello squilibrio nella vita della coppia, rappresenta l’inganno e il tradimento. Si finge amico di Eckbert per potersi inserire nella vita dei due coniugi, attende nell’ombra il momento per poter rivelare la propria identità e stravolgere l’esistenza dei due protagonisti. E difatti, Walther altro non era se non la vecchia signora, che non ha mai realmente abbandonato Bertha. Questa rappresenta la contrapposizione tra realtà e sogno, muta la sua forma facendo apparire l’amicizia con Walther come reale e sincera, si insinua indisturbata nella vita dei coniugi tramando vendetta per il torto subito. E’ il vero elemento di squilibrio, che sotto forma di Walther riesce a portare alla pazzia i due protagonisti, conducendoli verso la morte o, nel caso di Eckbert, facendogli commettere un omicidio verso colui che un tempo riteneva il più caro, l’unico dei suoi amici. Da donna premurosa, che ha accolto e trattato Bertha come se fosse sua figlia, la becchi a signora si tramuta nell’incubo di quest’ultima. E anche dopo la morte di Bertha non si da pace, riserbando il suo rancore per il marito Eckbert, a cui farà la sua ultima, sconcertante rivelazione , che getterà Eckbert in un baratro di pura follia, da cui pare non poterne uscire.