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deterritorializzazione, Appunti di Elementi di Informatica

sintesi deterritorializzazione

Tipologia: Appunti

2018/2019

Caricato il 01/07/2019

stefano260
stefano260 🇮🇹

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Deterritorializzazione
La formazione degli Stati ha comportato l'affermazione graduale del principio della statualità del diritto, che è
rimasta una costante nel tempo. Tuttavia, le trasformazioni osservate sembrano non attagliarsi a tale principio.
Si è fatto più volte riferimento al carattere aterritoriale di internet: la rete è disancorata a uno spazio fisico ben
definito. Il cyberspazio rende allora indeterminata la relazione tra le attività giuridicamente rilevanti sulla rete e la
localizzazione fisica, minando il potere statale.
Un esempio di questo fenomeno riguarda le controversie sui nomi di dominio. Ogni computer interconnesso a
internet ha un unico indirizzo, detto indirizzo IP. Si tratta di un numero a 32 bit, comunemente rappresentato da
quattro numeri uniti da un punto. Chiaramente, gli esseri umani faticano a gestire tale numero e si è così pensato di
istituire un sistema che agevoli la localizzazione del computer, il sistema a dominio (es: www.google.it).
Il dominio di livello principale è di tipo generico e indica l'organizzazione a cui appartiene l'host
(.com, .gov, .net, .org) o il paese (.it). Indirizzo IP e dominio sono intercambiabili: il DNS (domain name system) è un
database che stabilisce i collegamenti tra le due dimensioni.
La registrazione è il procedimento che assegna un nome unico a livello mondiale e l'assegnazione è fatta da apposite
autorità. Il compito di sovrintendere queste operazioni è di ICANN e di organismi affiliati.
Il meccanismo dei domini fu concepito come comoda alternativa ai numeri, ma col tempo ha fatto emergere la
necessità di apprestare un regime giuridico sui nomi di dominio, che sono una risorsa scarsa.
A riprova di questo fatto, le numerose liti giudiziarie in diversi paesi che hanno avuto ad oggetto l'attribuzione dei
nomi di dominio, che possono essere assegnati una sola volta. Questi conflitti sono ancora più complicati se
riguardano soggetti appartenenti a Stati diversi. Con il termine cybersquatting, si indica l'attività di registrazione di
domini corrispondenti a marchi famosi al fine di negoziare con questi la rinuncia al dominio stesso (speculazione).
Con il termine typosquatting, si intende invece la registrazione di domini simili a nomi di marchi famosi che fanno
affidamento su errori umani di digitazione delle lettere; in queste pagine ci sono annunci pubblicitari oppure, nei casi
più pericolosi, siti clonati per ottenere numeri di carte di credito.
Il codice della proprietà industriale regola questo fenomeno, vietando l'adozione di un nome di dominio che sia uguale
o simile a quello di un marchio altrui. In questo caso, il marchio ha diritto a chiedere la revoca o il trasferimento del
nome di dominio aziendale.
Anche altri contesti dimostrano i limiti delle regole pensate per ambiti territorialmente definiti.
In generale, si assiste a un processo di decentramento della produzione giuridica in vari settori della società civile
mondiale, fenomeni di globalizzazione del diritto. La nascita di questi ordinamenti indipendenti da quelli statali ha
dato vita a un vero e proprio fenomeno di pluralismo legale. La rivoluzione digitale è al contempo fattore e prodotto
della globalizzazione.
A causa della deterritorializzazione, si assiste ad alcuni effetti importanti:
• la crisi della nozione di sovranità, cioè di un insieme di regole ancorato ad un ambito territoriale definito
• l'idea di un diritto basato sulla qualità dei soggetti, sul loro status (es: appartenenza a una comunità virtuale) e non
sul luogo fisico
• nasce un ampio dibattito sull'approccio più idoneo a governare la rete
Destatualizzazione
L'era digitale ridimensiona il modello che vede nello Stato il principale soggetto abilitato a porre le regole: ancora una
volta, viene meno il principio della statualità del diritto. Alcuni giuristi sostengono che, poiché le attività della
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Deterritorializzazione

La formazione degli Stati ha comportato l'affermazione graduale del principio della statualità del diritto, che è rimasta una costante nel tempo. Tuttavia, le trasformazioni osservate sembrano non attagliarsi a tale principio. Si è fatto più volte riferimento al carattere aterritoriale di internet: la rete è disancorata a uno spazio fisico ben definito. Il cyberspazio rende allora indeterminata la relazione tra le attività giuridicamente rilevanti sulla rete e la localizzazione fisica, minando il potere statale. Un esempio di questo fenomeno riguarda le controversie sui nomi di dominio. Ogni computer interconnesso a internet ha un unico indirizzo, detto indirizzo IP. Si tratta di un numero a 32 bit, comunemente rappresentato da quattro numeri uniti da un punto. Chiaramente, gli esseri umani faticano a gestire tale numero e si è così pensato di istituire un sistema che agevoli la localizzazione del computer, il sistema a dominio (es: www.google.it). Il dominio di livello principale è di tipo generico e indica l'organizzazione a cui appartiene l'host (.com, .gov, .net, .org) o il paese (.it). Indirizzo IP e dominio sono intercambiabili: il DNS (domain name system) è un database che stabilisce i collegamenti tra le due dimensioni. La registrazione è il procedimento che assegna un nome unico a livello mondiale e l'assegnazione è fatta da apposite autorità. Il compito di sovrintendere queste operazioni è di ICANN e di organismi affiliati. Il meccanismo dei domini fu concepito come comoda alternativa ai numeri, ma col tempo ha fatto emergere la necessità di apprestare un regime giuridico sui nomi di dominio, che sono una risorsa scarsa. A riprova di questo fatto, le numerose liti giudiziarie in diversi paesi che hanno avuto ad oggetto l'attribuzione dei nomi di dominio, che possono essere assegnati una sola volta. Questi conflitti sono ancora più complicati se riguardano soggetti appartenenti a Stati diversi. Con il termine cybersquatting, si indica l'attività di registrazione di domini corrispondenti a marchi famosi al fine di negoziare con questi la rinuncia al dominio stesso (speculazione). Con il termine typosquatting, si intende invece la registrazione di domini simili a nomi di marchi famosi che fanno affidamento su errori umani di digitazione delle lettere; in queste pagine ci sono annunci pubblicitari oppure, nei casi più pericolosi, siti clonati per ottenere numeri di carte di credito. Il codice della proprietà industriale regola questo fenomeno, vietando l'adozione di un nome di dominio che sia uguale o simile a quello di un marchio altrui. In questo caso, il marchio ha diritto a chiedere la revoca o il trasferimento del nome di dominio aziendale. Anche altri contesti dimostrano i limiti delle regole pensate per ambiti territorialmente definiti. In generale, si assiste a un processo di decentramento della produzione giuridica in vari settori della società civile mondiale, fenomeni di globalizzazione del diritto. La nascita di questi ordinamenti indipendenti da quelli statali ha dato vita a un vero e proprio fenomeno di pluralismo legale. La rivoluzione digitale è al contempo fattore e prodotto della globalizzazione. A causa della deterritorializzazione, si assiste ad alcuni effetti importanti:

  • la crisi della nozione di sovranità, cioè di un insieme di regole ancorato ad un ambito territoriale definito
  • l'idea di un diritto basato sulla qualità dei soggetti, sul loro status (es: appartenenza a una comunità virtuale) e non sul luogo fisico
  • nasce un ampio dibattito sull'approccio più idoneo a governare la rete

Destatualizzazione

L'era digitale ridimensiona il modello che vede nello Stato il principale soggetto abilitato a porre le regole: ancora una volta, viene meno il principio della statualità del diritto. Alcuni giuristi sostengono che, poiché le attività della

rete travalicano il confine dei singoli Stati, occorre guardare agli strumenti del diritto internazionale. Un esempio di questo approccio è la Convenzione sul cybercrime del 2001, promossa dal Consiglio d'Europa, con l'obiettivo di perseguire una politica comune sui crimini informatici. Un'altra tendenza è quella che fa assegnamento sui codici di autoregolamentazione, incoraggiati, in certi casi, anche dalle istituzioni. Esempi sono il codice di deontologia nei servizi di comunicazione e il codice di condotta degli psicologi del Lazio sull'uso delle tecnologie per la comunicazione. La governance di internet è al centro del dibattito internazionale. Per esempio, l'ONU ha organizzato due summit nel 2003 e nel 2005. Per governance di internet si intende lo sviluppo e l'applicazione da parte dei governi di principi, norme e regole che determinano l'evoluzione e l'uso di internet. Anche la Commissione Europea ha espresso la necessità di garantire la sicurezza e la stabilità in internet. Essa sostiene che la struttura aperta e interoperabile di internet deve essere mantenuta, così come la leadership del settore privato; al contempo, tuttavia, devono rispondere delle proprie azioni alla comunità internazionale ed è necessario che i Governi interagiscano in questi processi per effettuare politiche di interesse generale. Anche in riferimento alla questione di “internet degli oggetti”, la Commissione ha individuato alcune linee di azione per promuovere discussioni e decisioni relativamente alla governance in materia, tutelando la vita privata e i dati personali.

Dematerializzazione

Una caratteristica importante dell'era digitale è la dematerializzazione, che investe diversi ambiti: il documento, la sottoscrizione, gli strumenti finanziari, la moneta, i registri immobiliari, le opere dell'ingegno. Dalla materialità, si passa ad un flusso di informazione immateriale (bit) (firma) Questo fenomeno impone di rimeditare il regime dei beni, che di definizione sono “cose” possedute da un proprietario. Nell'era digitale, si passa dalla tutela della proprietà alla tutela ad accedere. L'accesso è temporaneo ed è negoziato tra client e server, è una disponibilità temporanea. Il fattore determinante per regolare tutto ciò è il contratto. Il problema nodale che si pone è quello dell'accesso all'istruzione, alla conoscenza e alla tecnologia, che potrebbe minare lo sviluppo e la coesione sociale: la tecnologia potrebbe moltiplicare l'accesso, ma potrebbe anche restringerlo.

Contratto e tecnica

Associato ai processi di deterritorializzazione e di destatualizzazione del diritto, si accompagna un potenziamento della funzione del contratto cui si affida, in molti casi, il compito di determinare le regole. La disciplina viene dunque fissata sulla base di una negoziazione tra i portatori di determinati interessi e i soggetti con cui entrano in relazione, a prescindere da una legge. Allo stesso tempo, aumenta il ruolo della tecnologia nel diritto. Specifiche tecniche definiscono formati e meccanismi standard per software e protocolli, incorporando la regola imposta dal legislatore (si “incorpora” la legge nei protocolli). In questo modo, le leggi sono sempre più stabilite dai tecnici, che sono gli unici in grado di definire gli standard necessari. Infine, alcuni meccanismi tecnologici possono garantire la tutela di determinati interessi più di quanto possa fare una norma astratta.

La sicurezza

Più volte si è fatto riferimento al concetto di sicurezza nell'era digitale. La navigazione in rete, i meccanismi di firma, le transazioni sulla rete, il trasporto delle informazioni: tutto ciò deve essere sicuro. La sicurezza è la capacità di una rete o di un sistema di informazione di resistere ad eventi imprevisti o atti illeciti che compromettano la disponibilità, l'integrità e la riservatezza dei dati o dei servizi trasmessi o forniti dal sistema. A livello europeo, è stata istituita l'Agenzia europea per la sicurezza delle reti e dell'informazione, che ha il compito di assicurare un elevato livello di sicurezza delle reti nella Comunità. Al contempo, la sicurezza deve essere assicurata anche dalle stesse società di gestione. Si è rilevato come, in certi casi, la sicurezza possa collidere con interessi di altra natura, come la sicurezza dello Stato. È dunque necessario risolvere tali ambiguità.