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Devianza e Criminalità - Williams III e McShane, Dispense di Sociologia della Devianza e della Criminalità

Riassunto del testo "Devianza e Criminalità - Williams III e McShane, Il Mulino", per l'esame di: - Sociologia giudica e della devianza (prof Scalia, Università di Firenze) - Sociologia della devianza (prof.ssa Dino, Università di Palermo)

Tipologia: Dispense

2021/2022

In vendita dal 02/04/2023

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ester-tinaglia 🇮🇹

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Frank P. Williams III e Marilyn D. McShane
Devianza e criminalità
Riassunti di Ester Tinaglia
1
DEVIANZA E CRIMINALITÀ
INTRODUZIONE
Molti ritengono che la teoria sia qualcosa di astratto, in realtà è parte della vita quotidiana e possono essere:
Þ
semplici o complesse (in base al numero e ai tipi di relazione che esprimono)
Þ
concrete o astratte (in base all’oggetto preso in considerazione. Una teoria concreta è ad esempio
quelle relative alla pioggia, mentre la Teoria della relatività di Einstein è astratta)
Le teorie sono fondamentali per vivere poiché spiegano le modalità che mettono in relazione più eventi e
in quali condizioni un determinato fenomeno si manifesta. Le teorie rappresentano una generalizzazione
che noi esprimiamo tramite la conoscenza empirica (esperienza), l’intuizione, la conoscenza scientifica o la
tradizione.
Le teorie dei nostri giorni hanno un limite però: sono spesso illogiche o prodotte da osservazioni selettive, che
ci fanno perdere di vista il fatto che il comportamento umano sia complesso e debba dunque essere studiato su
più fronti, poiché uno studio semplicistico non è sufficiente.
Nel caso delle teorie riguardanti la criminalità, queste sono molto complesse sia perché lo stesso termine
“crimine” è già di per sé complesso, in quanto viene associato ad un’ampia gamma di comportamenti illegali
(es. omicidio e furto hanno in comune il fatto di essere proibiti dalla legge, ma sono del tutto diversi), sia
perché il comportamento criminale potrebbe essere uno di una gamma di comportamenti simili (es. compiere
un crimine solo per ricercare il brivido, secondo la sua teoria dovrebbe includere anche il comportamento
legale, come il lancio dal paracadute).
Le teorie criminologiche devono perciò comprendere un’ampia gamma di attività umane, motivo per cui alcuni
criminologi ritengono di dover limitare le teorie ad atti criminali o a comportamenti specifici. Come possono
essere utilizzate queste teorie? Esse sono parte della vita quotidiana, vengono utilizzate da tutti (polizia, giudici,
avvocati autorità carcerarie, media) seppur inconsapevolmente.
1. IN COSA CONSISTE UNA BUONA TEORIA?
Comunemente, possiamo parlare di “buona teoria” se:
1. è possibile sottoporla a verifica
2. risulta congrua con i risultati della ricerca empirica
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Devianza e criminalità

Riassunti di Ester Tinaglia

DEVIANZA E CRIMINALITÀ

INTRODUZIONE

Molti ritengono che la teoria sia qualcosa di astratto, in realtà è parte della vita quotidiana e possono essere:

Þ semplici o complesse (in base al numero e ai tipi di relazione che esprimono)

Þ concrete o astratte (in base all’oggetto preso in considerazione. Una teoria concreta è ad esempio

quelle relative alla pioggia, mentre la Teoria della relatività di Einstein è astratta)

Le teorie sono fondamentali per vivere poiché spiegano le modalità che mettono in relazione più eventi e

in quali condizioni un determinato fenomeno si manifesta. Le teorie rappresentano una generalizzazione

che noi esprimiamo tramite la conoscenza empirica (esperienza), l’intuizione, la conoscenza scientifica o la

tradizione.

Le teorie dei nostri giorni hanno un limite però: sono spesso illogiche o prodotte da osservazioni selettive, che

ci fanno perdere di vista il fatto che il comportamento umano sia complesso e debba dunque essere studiato su

più fronti, poiché uno studio semplicistico non è sufficiente.

Nel caso delle teorie riguardanti la criminalità, queste sono molto complesse sia perché lo stesso termine

“crimine” è già di per sé complesso, in quanto viene associato ad un’ampia gamma di comportamenti illegali

(es. omicidio e furto hanno in comune il fatto di essere proibiti dalla legge, ma sono del tutto diversi), sia

perché il comportamento criminale potrebbe essere uno di una gamma di comportamenti simili (es. compiere

un crimine solo per ricercare il brivido, secondo la sua teoria dovrebbe includere anche il comportamento

legale, come il lancio dal paracadute).

Le teorie criminologiche devono perciò comprendere un’ampia gamma di attività umane, motivo per cui alcuni

criminologi ritengono di dover limitare le teorie ad atti criminali o a comportamenti specifici. Come possono

essere utilizzate queste teorie? Esse sono parte della vita quotidiana, vengono utilizzate da tutti (polizia, giudici,

avvocati autorità carcerarie, media) seppur inconsapevolmente.

  1. IN COSA CONSISTE UNA BUONA TEORIA?

Comunemente, possiamo parlare di “ buona teoria ” se:

**1. è possibile sottoporla a verifica

  1. risulta congrua con i risultati della ricerca empirica**

Devianza e criminalità

Riassunti di Ester Tinaglia

Tuttavia le nostre capacità e le nostre tecniche di misurazione cambiano, potremmo aver bisogno di

rivedere una teoria più volte, prima di confermarla. Inoltre, l’uso costante di uno stesso approccio di

misura o valutazione può essere illusorio, motivo per cui le tecniche e le misurazioni multiple sono

sempre sistemi di verifica più efficaci, rispetto ad un approccio singolo.

Bisogna però distinguere:

Þ validazione quantitativa à si basa su verifiche e misurazioni

Þ validità qualitativa à verte sull’impianto sostanziale della teoria

  1. TIPI DI TEORIE:

Generalmente, troviamo due tipi di teorie:

Þ metateorie à “teorie delle teorie”, discutono dell’approccio generale e del modo in cui, le

teorie specifiche dovrebbero essere costruite

Þ teorie specifiche à mettono in risalto un problema particolare e formulano enunciazioni

riscontrabili empiricamente (ci occuperemo principalmente di queste)

Classificare le teorie è abbastanza complesso, può essere fatto in vari modi, motivo per cui risulta più

semplice categorizzarle, per poter così stabilire similitudini e differenze. Ecco tre diverse tipologie:

I criteri qualitativi permettono di colmare le mancanze delle verifiche empiriche e si basano:

  • Coerenza logica ☞ la teoria non deve proporre relazioni illogiche. Uno dei problemi logici

più diffusi è quello dell’ordine temporale, per cui si assume che un veneto verificatosi dopo un

altro ne sia stato la causa (es. irrazionalità e criminalità).

  • Capacità di conciliare fatti divergenti ☞quando i risultati empirici indicano che ci sono due

o più fatti opposti, conviene avere una teoria in grado di conciliarli (es. teoria

dell’etichettamento)

  • Capacità di sensibilizzazione ☞capacità di stimolare nuovi ambiti di ricerca o nuove

interpretazioni

  • Notorietà ☞ se una teoria diventa famosa, di conseguenza viene considerata “buona”, ma

bisogna evitare di considerala tale, solo perché sembra buona

Devianza e criminalità

Riassunti di Ester Tinaglia

  • Teorie del conflitto à la società non è conforme, gli individui portano avanti valori

conflittuali (molte di questa tipologia, spiegano la criminalità con le differenze di classe). à

teorico del conflitto: Marx.

  1. CONTESTO SOCIALE E TEORIA:

È importante tener conto della storia sociale di una teoria, che deve essere contestualizzata ,

distinguendo contesto sociale e aspetto intellettuale (ossia influenza di terzi sullo studioso), ma

soprattutto assumendo delle premesse di valore rispetto alla natura del mondo, dell’uomo e al valore

di certi specifici concetti.

CAPITOLO 2: LA SCUOLA CLASSICA

INTRODUZIONE:

Nel XVII secolo, emergono delle definizioni di criminalità e giustizia che confluiscono nella scuola

classica. Due sono gli esponenti di questa corrente:

Cesare Beccaria (1738-1794) matematico.

Jeremy Bentham (1748-1832) filosofo.

Bentham Sperimenta quello che viene chiamato “il calcolo felicifico” proprio perché l’uomo è

razionale si può prevederne il comportamento e orientarlo. La costruzione del modello deterrente

viene costruito su questi due criteri. Lui dice «ci sono dei piaceri che sono collettivi, quando un

piacere è collettivo, da più soddisfazioni di un picare individuale».

Jeremy fa una classifica da un punto di vista razionale per strutturare un modello di comportamento.

Un altro parametro è che la pena deve essere giusta nei confronti dell’individuo, bisogna farlo soffrire

il minimo indispensabile provocandogli una minima percentuale in più rispetto al piacere che avrebbe

provato deviando. Per questi criteri, la pena di morte viene completamente ritenuta ingiusta perché

nega il diritto alla vita e lo stato non proteggerebbe uno dei diritti fondamentali dell’uomo. Il senso

della pena è sempre basato sul primo posto dell’individuo.

All’individuo va punito l’aver recato il contratto sociale che funziona solo se tutti rispettano le regole.

L’offesa vera non è tanto il grande danno, ma faccio danno quando gli altri vedono che io sto tradendo

il contratto e iniziano a fare come me. La pena serve a preservare, non tanto a punire. La pena ha una

funzione di deterrenza, una funzione sociale e deve essere esemplare ma deve essere anche equa a

quello che ho fatto.

Devianza e criminalità

Riassunti di Ester Tinaglia

Lui sarà il primo a sperimentare il “ panopticon ” che è una struttura a raggi delle carceri nella quale

al centro c’è una torre che sorveglia sui padiglioni per cui i detenuti sanno di essere controllati ma

non sanno in che momento! Il concetto dell’essere osservato fa da deterrente!

Entrambi si oppongono all’arbitrarietà del sistema giudiziario del loro tempo e propongono di

basare sia le leggi che l’amministrazione giudiziaria su due criteri:

☞RAZIONALITÀ

☞DIRITTI UMANI

Le idee che la scuola classica porta avanti riguardano:

Essere umano come essere razionale, che può fare una libera scelta

  • Utilitarismo (maggior quantità di beni per maggior numero di persone)
  • Diritti civili
  • Due process of law à l’azione giudiziaria e penale deve essere sottoposta alla legge. Le leggi

devono essere scritte.

  • Regolamentazione della prova e della testimonianza
  1. IL CONTESTO DELLA SCUOLA:

Il problema della devianza viene ad essere analizzato all’interno di un interrogativo di fondo perché

si diventa devianti? Quali sono i fattori che spingono un soggetto a deviare? Che cosa è possibile

fare per prevenire o evitare tali comportamenti devianti?

La scuola classica è la prima che affronta il problema della devianza facendone un oggetto di studio

particolare. È importante e utile inquadrare quale è il periodo storico e il contesto teorico dentro cui

si inserisce la riflessione. Siamo in pieno illuminismo, nell’epoca della ragione e nell’epoca il cui

viene studiata la natura dell’uomo con le caratteristiche che rendono simili gli uomini. Siamo in un

clima di rivoluzioni francese e americana nei quali vengono rivendicati i diritti della persona “libertà-

fraternità-legalità”.

Gli elementi caratterizzanti sono: che tipo di uomo sta dietro l’idea della scuola classica? Chi è

l’uomo che diventa deviate? L’uomo che diventa deviante è razionale e libero di scegliere, questo

uomo non è malato. Per la scuola classica, deviare è normale perché l’uomo è fatto in un determinato

modo.

Devianza e criminalità

Riassunti di Ester Tinaglia

Il XVI secolo è ricco di grandi cambiamenti soprattutto:

1. Sul piano intellettuale

  • Riflessioni teoriche
  • Espressioni artistiche
  • Idee riformatrici
  • Naturalismo à esperienza e osservazione favoriscono la comprensione del mondo
  • Edonismo à spiegazione del comportamento umano à gli individui agiscono per aumentare

il piacere e diminuire il dolore (Bentham: piaceri e dolori si misurano in base a intensità,

durata, certezza)

Principi filosofici riguardo diritti naturali à lo stato esiste in base ad un contratto sociale tra

esso e gli individui, che deriva dagli interessi della borghesia

  • Maggiore enfasi sul concetto di DIGNITA’ UMANA à vengono favorite le condizioni per

un miglioramento sociale e la nascita di scienze sociali grazie anche ad alcuni

  • pensatori come Beccaria ( Dei delitti e delle pene ), Montesquieu, Voltaire, Rousseau e

Diderot.

2. Sul piano sociale

Ascesa della borghesia

  • Urbanizzazione
  • Pressione sociale su poveri
  • Enfatizzazione dei diritti universali à minimizzazione delle differenze nazionali
  • Nuove aspettative à lavoro duro = successo immediato
  • Nuovi sistemi politici
  1. LA PROSPETTIVA TEORICA DELLA SCUOLA:

La scuola classica ha contribuito ad una concezione umanistica del sistema legale e della giustizia

penale , seppur non dando alcun contributo alle teorie sul comportamento criminale ed elabora invece

una concezione edonistica del comportamento umano. Secondo loro, l’edonismo è parte della

razionalità, che deve sovraintendere la struttura legale. La legge deve proteggere società ed individuo

e funge da deterrenza del comportamento di quest’ultimo. In questo, modo prima di agire, il cittadino

compara il piacere tratto dal compimento di un reato e il dolore scaturito dalla pena che ne consegue.

Devianza e criminalità

Riassunti di Ester Tinaglia

Nel pensiero di Bentham, la punizione costituisce un male in sé, che mira ad evitarne uno maggiore,

motivo per cui la deterrenza rappresenta la giustificazione della punizione.

Devianza e criminalità

Riassunti di Ester Tinaglia

  1. CLASSIFICAZIONE DELLA TEORIA:

L’obiettivo della scuola classica è quello di riformare concretamente la società , motivo per cui la

teoria che elabora è di tipo

Þ Strutturale

Þ Conflittuale à bisogna controllare e limitare la natura umana à l’essere umano è

generalmente orientato a seguire i propri interessi, senza dei limiti si cadrebbe in una lotta gli

uni contro gli altri.

Questa visione della natura umana implica la negazione dell’esistenza di uno stato di

consenso o un accordo reciproco tra gli uomini, ma questa nuova “ filosofia dei diritti

umani ” è fortemente in contrasto col sistema economico, con quello religioso e soprattutto

con le vecchie strutture statali. La scuola classica è prevalentemente strutturale in quanto mette

in risalto l’effetto delle istituzioni totali sulle persone, poiché si interessa della legislazione e

della giustizia penale, più che del comportamento criminale. L’intera struttura legale, secondo

i classici, si basa sul concetto di persona razionale , responsabile delle proprie azioni.

  1. SVILUPPI ATTUALI E IMPLICAZIONI POLTICHE:

Le idee della scuola classica hanno trovato fortuna nel sistema giudiziario penale dei giorni nostri,

molti paesi condividono alcuni dei principi classici tra cui:

Due process of law-> le leggi devono essere scritte

Razionalità à il “ crimine razionale ” è quel concetto che esprime la piena consapevolezza del

criminale nel compimento del reato: è una scelta individuale, che rende dunque il soggetto

moralmente responsabile. Attribuire al colpevole la responsabilità della scelta svincola il carcere

dai compiti di rieducazione e riabilitazione del detenuto, procurando un risparmio. Dal concetto

di crimine razionale sono state elaborate:

Teorie sulla scelta razionale à sostengono la relazione tra opportunità di compimento

di un reato, contesto sociale, prontezza del reo a commettere un crimine, e che quindi,

date le circostanze il reo scelga consapevolmente di infrangere la legge.

Teorie punitive à just desert à il colpevole merita la punizione perché ha scelto di

violare la legge.

Deterrenza à concetto sostenuto dall’opinione pubblica, comporta condanne più dure per un

fine preventivo. La deterrenza viene applicata principalmente per quanto riguarda la guida in stato

Devianza e criminalità

Riassunti di Ester Tinaglia

di ebrezza e lo spaccio di stupefacenti. Inoltre, spesso la deterrenza viene combinata con le teorie

del controllo sociale.

CAPITOLO 3: LA SCUOLA POSITIVA:

INTRODUZIONE:

I positivisti mirano a spiegare e ordinare scientificamente il mondo, obiettivo che seguono anche

riguardo lo studio della criminalità: sono stati loro i primi a condurre un reale studio del

comportamento criminale. Le teorie positiviste, infatti, non sono soltanto biologiche, ma anche

sociologiche e psicologiche, in quanto ha dato un grande contributo sulla maniera per impostare una

teoria e condurre una ricerca.

Le domande principali sono perché un individuo devia?

Nella scuola positiva siamo a fine ‘800, un periodo storico dove all’illuminismo è succeduto il

romanticismo, in un periodo in cui viene messa a punto la teoria di Darwin e con la volontà di

applicare allo studio del comportamento umano le stesse caratteristiche di precisione applicate allo

studio dei fenomeni naturali, la scienza può capire prevedere il comportamento umano. Le scienze

sociali sono capaci tanto quando le scienze naturali di studiare i fenomeni. Occorre applicare alle

scienze sociali lo stesso metodo empirico-scientifico delle scienze naturali. Mentre la scuola classica

è fondata sull’uguaglianza, il fulcro e l’oggetto di osservazione della scuola positiva è il soggetto che

viene visto come £diverso da qualsiasi altro”. Concetto di individualità e consensualità

Caratteristiche principali di questa scuola sono:

  • Visione deterministica del comportamento umano à il comportamento umano come

determinato da tratti biologici, psicologici e sociali.

  • Interesse per il comportamento criminale in sé (non per aspetti legali, prevenzione o

riabilitazione)

  • Ricerca scientifica à alla base del comportamento criminale viene posta la teoria

dell’evoluzione

Gli esseri umani vivono in un mondo caratterizzato da rapporti di causa-effetto

  • Positivismo à scienza fondata su un metodo empirico e razionale. Si parla di positivismo

nell’ambito fisico-scientifico (osservazione sistematica).

Se la natura umana è consensuale, perché esiste la devianza? Gli studiosi per spiegarsi questa presenza

dicono che essa nasce essenzialmente dall’anormalità di un individuo malato. Le caratteristiche

Devianza e criminalità

Riassunti di Ester Tinaglia

2. Positivismo logico à legato strettamente al ragionamento logico- matematico, in

criminologia viene indicato per un approccio che studia principalmente il comportamento

umano con un metodo scientifico che prevede un’osservazione sistematica ,

l’accumulazione di prove e di fatti obiettivi , inseriti in una cornice deduttiva (dal generale

al particolare).

  1. 1 COMTE E LA METODOLOGIA DEL POSITIVISMO:

Auguste Comte, padre della sociologia, si approccia allo studio dei fenomeni sociali con ipotesi

verificabili, metodi comparativi, classificazione della società, studio dell’anormalità per comprendere

la normalità.

  1. 2 OPERE DI IMPRONTA POSITIVISTA ALL’INIZIO DEL XIX SECOLO:

Il primo studio di criminologia ad impronta positivista è scritto da due statistici, Guerry e Quetelet,

che esaminano le statistiche sociali, come se fossero dati provenienti da scienze naturali. Quetelet in

particolare, elabora da questi dati il concetto di persona media , che estende poi allo studio dei tassi

di criminalità e scoprì variazioni nei tassi di criminalità in base a clima, regioni, sesso ed età. Altri

contributi vennero dati da biologi e anatomisti che ricercarono nello studio del corpo umano,

collegamenti con il comportamento. All’inizio del XIX secolo i frenologi esaminano forme e misure

del cranio per trovare una relazione con il comportamento.

  1. 3 I POSITIVISTI ITALIANI:

Tre sono i positivisti che iniziano a parlare di criminologia in Italia:

3. Cesare Lombroso à (chirurgo e antropologo fisico) è considerato il padre della

criminologia moderna , ritiene che la causa della criminalità sia di natura biologica e porta

avanti questa sua idea conducendo osservazioni sistematiche su soldati, criminali, malati

mentali e popolazione restante.

Come medico legale ha la possibilità di guardare i cadaveri di una serie di soggetti che hanno

compiuto atti criminali più o meno gravi e si accorse che questi soggetti avevano dei caratteri comuni

e a questo punto, in maniera aleatoria e proditoria, fa un percorso inverso mettendole a paragone ed

arrivando alla conclusione che probabilmente le caratteristiche fisiche portano gli individui ad essere

devianti. Per i positivisti, si nasce devianti per ‘’ atavismo ’’ che è un livello di sviluppo superiore a

quello della società. la scienza è talmente in grado di capire che può addirittura prevedere il

comportamento deviante. Da questa considerazione è nata la scienza fisiognomica che mette in risalto

Devianza e criminalità

Riassunti di Ester Tinaglia

tutte le caratteristiche fisiche dell’individuo. Dai dati raccolti afferma che i criminali sono affetti da

anormalità fisiche multiple di natura:

Þ Atavica (subumana o primitiva): significa “che riguarda un sacco di tempo fa” cioè che sono

sottosviluppato. La devianza è connessa ad un livello di sviluppo inferiore, non sono

abbastanza evoluto. La devianza finirà quando gli individui si saranno evoluti.

Þ Degenerativa: la malattia degenera senza fine.

Sono inferiorità fisiche che delineano la figura del delinquente nato , il quale è caratterizzato anche

per:

  • mancanza di moralità
  • assenza di rimorso
  • uso di espressioni gergali e rimorso.

Lombroso distingue altre figure di criminale:

  • il malato mentale
  • l’epilettico
  • il delinquente occasionale (condotto alla delinquenza dal contesto).

Questa classificazione viene poi ripresa dal suo allievo Ferri. Vengono mosse alcune critiche nei

confronti delle teorie di Lombroso, che lo portano a rivederne alcune e ad affermare che anche fattori

economici e sociali sono causa di criminalità (anche se secondari rispetto ai fattori biologici).

Enrico Ferri à alla teoria del maestro aggiunge come fattori causali

a. fattori di tipo fisico (razza, geografia, temperatura, clima)

b. aspetti antropologici (età, sesso, psiche e organismo)

c. fattori sociali (costumi, religione, economia…).

Riprende inoltre la figura del delinquente nato del maestro e ne elabora altre due

  1. delinquente passionale
  2. delinquente abituale.

Raffaele Garofalo à è più scettico nel considerare biologiche le cause della criminalità, ritiene

che solo le popolazioni civilizzate avessero una moralità che le distingue dalle altre “di razza

inferiore”, che dunque per cause ambientale, contingenti e naturali, abbiano una “ anomalia fisica o

Devianza e criminalità

Riassunti di Ester Tinaglia

  • Wilson ed Herrnstein nella spiegazione della criminalità considerano anche la deterrenza

(combinano caratteristiche genetiche + predisposizioni psicologiche + droghe + fattori di

socializzazione): secondo loro, infatti, i criminali nascono con una predisposizione per il

crimine, che si accresce continuamente, tuttavia è il singolo che sceglie di compire il

reato.

Studi riguardo il rapporto intelligenza-crimine à molti criminologi ritengono l’intelligenza un

fattore che predispone alla scelta di un atto criminale. L’intelligenza è geneticamente determinata, ma

le differenze del quoziente intellettivo (QI) spiegano la propensione alla criminalità nelle varie razze.

In PSICOLOGIA viene riconosciuta a possibile esistenza di diversi schemi mentali che determinano

una personalità criminale. Yochelson e Samenow, partendo da questa ipotesi, dedussero che i

criminali nascano con schemi mentali anormali, che influenzano la capacità decisionale (studio poco

attendibile poiché svolto solo su soggetti criminali insani).

Viene dato un grande input alla

teoria cognitiva à Walters e White pongono l’attenzione il processo cognitivo: sostengono

che il comportamento criminale è il risultato di un pensiero irrazionale e negano un

coinvolgimento dei fattori ambientali.

  • dimensione della personalità à Eysenck presenta tre tipologie di personalità, che insieme il

più delle volte delineano il carattere del criminale

  • psicotico
  • estroverso
  • nevrotico

Eysanck parla anche di un coinvolgimento dell’ambiente esterno all’individuo, soggetto a stimoli.

  • teoria dell’apprendimento à noi impariamo osservando gli altri ricevere ricompense o

punizioni in seguito alle loro azioni; quindi, tendiamo ad imitare e ad assumere come modelli

quei comportamenti che vengono ricompensati.

IMPLICAZIONI POLITICHE

Le teorie positiviste riguardo la criminalità sono un riferimento per le riforme sociali, ed in particolare

le teorie sociologiche positiviste hanno influenzato parecchio le politiche criminali americane. Tra le

teorie elaborate quelle biologiche hanno avuto meno fortuna di quelle psicologiche, osservate meglio

dai policymakers , i quali vedono nella pena un modo per dare ai “cattivi” l’idea che il loro modo di

pensare deve essere corretto.

Devianza e criminalità

Riassunti di Ester Tinaglia

CONFRONTO TRA SCUOLA CLASSICA E SCUOLA POSITIVA

La concezione della natura umana la scuola classica dice che l’uomo è razionale, che c’è il libero

arbitrio e che la legge è uguale per tutti. La scuola positiva vede la natura umana come “malleabile”

perché cambia da persona a persona, in base al contesto sociale e dice che la natura è dettata dai

caratteri fisici che predispongono il comportamento deviante, è orientata al consenso degli uomini.

La concezione del sistema della scuola classica affonda le radici nel contratto sociale che non serve

a punire gli individui ma serve a proteggere lo stato e a proteggere i diritti del soggetto. Per la scuola

positiva il deviante non va punito ma va aiutato a guarire, va curato.

La forma della legge per la scuola classica deve essere “enunciatoria” cioè deve specificare gli atti in

maniera precisa e deve specificare in maniera precisa le sanzioni applicate. Nella scuola positiva la

legge non viene vista come uguale per tutti, viene vista in base alle “patologie”. In questo periodo si

introducono in ambito legale le professioni dei tecnici esperti che hanno il compito di stabilire i perché

di un comportamento.

Lo scopo della condanna per la scuola classica si assume la punizione come forma di deterrenza.

Nella scuola positiva si concepisce il “trattamento”.

Gli esperti criminologi per la scuola classica sono filosofi riformatori con un bagaglio culturale più

ampio e più sensibile ad altre problematiche. Per la scuola positiva sono uomini di scienza.

CAPITOLO 4: LA SCUOLA DI CHICAGO

INTRODUZIONE

Nel 1892 l’università di Chicago istituisce il primo dipartimento di sociologia, che negli anni si

afferma come uno dei più prestigiosi. Gli studiosi di sociologia e criminologia, i membri della “scuola

di Chicago, ritengono l’individuo una creatura complessa e sostengono che lo sviluppo del

comportamento umano è influenzato dal contesto ; infatti, pongono fortemente l’attenzione sulla

Þ Comunità : principale elemento di influenza sui singoli

Þ Città : ambiente umano naturale «un microcosmo dell’universo umano»

Si chiama così per la città nella quale e nata e dove è stato istituito il primo dipartimento di sociologia

e dove la stessa viene vista come “laboratorio decontestualizzato”. Questa scuola incentra la sua

attenzione alla correlazione tra la devianza e le dimensioni culturali, ambientali e comunicative. Sono

i contesti nei quali interagiscono i micro-gruppi ad interessare gli studiosi. In particolare, la scuola

Devianza e criminalità

Riassunti di Ester Tinaglia

confronti degli immigrati europei, i quali erano accusati di essere i responsabili dei mali che

affliggevano gli Stati Uniti, tra cui l’elevata criminalità nei ghetti dove vivevano proprio gli

immigrati.

🙅 Proibizionismo che riguarda la proibizione della vendita di alcolici nel territorio americano. La

criminalità organizzata si inserisce n questo periodo per soddisfare la richiesta di alcool che in quel

periodo era molto alta. Di conseguenza, il proibire l’alcool che voleva ‘’migliorare’’ la vita delle

persone, in realtà ha solo favorito la criminalità del mercato nero.

Prima Guerra Mondiale

📉 Grande depressione che colpisce l’economia americana favorisce l’aumento del fenomeno

deviante e criminale.

  1. PROSPETTIVA TEORICA DELLA SCUOLA

La scuola di Chicago apre l’idea alla sociologia qualitativa e alle ricerche empiriche sul territorio. La

cosa più importante è la ricerca qualitativa come scienza. Si vengono a mescolare dati quantitativi

con dati qualitativi.

Caratteristiche di questa scuola sono:

  • Lo sviluppo del cambiamento del comportamento umano è indotto dall’ ambiente fisico e

morale

  • L’individuo è una creatura complessa in grado di adattarsi a stili di vita diversi
  • La comunità è il luogo dell’interazione sociale à con la scuola di Chicago nasce

l’interazionismo simbolico in quanto per capire il comportamento umano (e deviante) bisogna

tener conto tanto dell’influenza del contesto e della comunità in cui l’individuo si trova, delle

sue relazioni.

  • La città rappresenta l’unità di analisi, in particolare la città di Chicago diventa soggetto di un

laboratorio. Viene scelta la città perché per capire l’origine della devianza bisogna partire dal

suo microcosmo; infatti, in questi anni comincia a nascere la sociologia quantitativa, basata

sull’osservazione partecipante.

  • Studio della persona nella sua singolarità, nella vita aggregata , ossia nella comunità

Storia di vita , una nuova metodologia che gli scienziati di Chicago introducono con lo studio

ecologico. interpretare la vita di una persona in base al luogo nel quale vive ma SENZA

GIUDICARE.

Devianza e criminalità

Riassunti di Ester Tinaglia

TEORIA ECOLOGICA E DELLA DISGREGAZIONE SOCIALE:

L’approccio organico alla vita della comunità, intrapreso da Robert Park , è uno degli aspetti più

importanti della scuola di Chicago. Park ha esaminato le componenti della metropoli e ha sviluppato

una concezione della città come un insieme di cerchi concentrici distinti , che si irradiano dal

quartiere centrale degli affari e più ci si allontana minori sono i problemi sociali riscontrati. Secondo

l’idea che siano i luoghi a determinare il fenomeno deviante trovano spazio altre idee come quella

della ‘’mappatura’’ per uno studio più approfondito che non tiene conto dell’interazione tra gli

individui ma l’evoluzione del fenomeno in quella specifica zona. Si determina anche la ‘’ profezia che

si autodetermina’’ cioè se pongo sotto osservazione un gruppo di giovani, sono sicuro che in questa

situazione trovi dei fenomeni evinti ma nello stesso tempo creo in loro la strada per diventare devianti.

Park divide la città in 3 zone:

1. Quartiere centrale degli affari à pochi residenti, numerose fabbriche e uffici, più frequenti

i problemi sociali, che poi si riducono progressivamente.

2. Zona di transizione à adiacente alla prima, il suo degrado la rende la più economica, motivo

per cui è la destinazione degli immigrati

3. Zona dei lavoratori à qui si trasferiscono gli immigrati appena possibile, poiché le aree

cittadine che si irradiano in questa zona sono le più costose, dal punto di vista abitativo.

Park e Burgess si pongono spesso il quesito sul perché il fenomeno deviante si sviluppi maggiormente

nei quartieri molto degradati poco sviluppati come conseguenza di “adattamento al contesto” ma

paradossalmente si arriva alla conclusione che il fenomeno deviante sia causato dal luogo nel quale

vivo e non dai rapporti di interazione.

DISGREGAZIONE SOCIALE:

La scuola di Chicago interpreta l’indebolimento delle relazioni sociali primarie come un processo di

principale spiegazione dell’origine della criminalità. Devianti sono i gruppi di soggetti, non la cultura.

Devianti sono i luoghi in cui vivo.

Se i rapporti, all’interno di famiglia e gruppi amicali sono

buoni, allora l’organizzazione sociale è solida. Al contrario,

una comunità o un quartiere sono socialmente disgregati ed

il controllo sociale normale, che previene la delinquenza e

la criminalità, non può raggiungere il suo scopo.