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Misura: Unità arbitrarie e convenzionali, stime, strumenti di misura, Dispense di Filosofia

didattica della matematica, francesco paoli

Tipologia: Dispense

2019/2020

Caricato il 22/07/2020

valentina-cani
valentina-cani 🇮🇹

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La misura
Unità arbitrarie e
convenzionali,
stime, strumenti di
misura
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Scarica Misura: Unità arbitrarie e convenzionali, stime, strumenti di misura e più Dispense in PDF di Filosofia solo su Docsity!

La misura

Unità arbitrarie e

convenzionali,

stime, strumenti di

misura

Cosa significa misurare un oggetto?

1. Decidere la caratteristica che dev’essere

misurata

2. Selezionare un’unità di misura

appropriata

3. Confrontare l’unità con la caratteristica in

questione

Unità arbitrarie o convenzionali? Vantaggi delle unità arbitrarie:

  1. Facilitano la focalizzazione sulla caratteristica da misurare
  2. Coi bambini più piccoli, permettono di usare solo numeri di grandezza ragionevole
  3. Danno un’ottima giustificazione alle misure convenzionali!
  4. Sono divertenti… Vantaggi delle unità convenzionali:
    1. La conoscenza delle unità convenzionali è un valido obiettivo dei programmi che dev’essere affrontato
    2. Una volta che i concetti della misura sono ben sviluppati, usare unità convenzionali è semplice come usare unità arbitrarie

Approssimazione e stime Sottolineare il carattere approssimato del processo di misura: tutte le misure sono a meno di un errore. Usare unità più piccole, riduce l’errore ma non lo elimina (matematicamente, non esiste l’unità “più piccola di tutte”!) Stimare una misura prima di effettuarla è importante:

  1. Aiuta i bambini a concentrarsi sulla caratteristica da misurare;
  2. Aiuta la motivazione (i bambini, o i gruppi, faranno a gara a chi ci va più vicino!)
  3. Aiuta a familiarizzarsi con le unità convenzionali (se si deve stimare l’altezza di una porta in metri, occorre pensare bene a quanto sia lungo un metro)

Righelli: fate attenzione!  (^) Molti bambini credono che i numeri sui righelli contino le tacche, non gli spazi (unità di misura) tra una tacca e l’altra. Questo porta a errori nel processo di misura.  (^) Per accertarsene, dare ai bambini un righello “muto” e chieder loro di misurare un oggetto. Hanno capito i righelli quei bambini che contano gli spazi tra le tacche.  (^) Per testare la comprensione dei righelli, si può anche dare ai bambini un righello rotto privo delle prime due unità. Alcuni diranno che è impossibile fare misure, perché non c’è punto di inizio. Chi comprende i righelli non avrà difficoltà a eseguire la misura.

Misurare aree

 All’inizio, è difficile distinguere

l’area da altre caratteristiche,

come la lunghezza.

 Secondo Piaget, ancora a 9 anni

la conservazione dell’area può

essere problematica

Errori comuni:

Confondere le formule dell’area e del

perimetro

Sbagliare l’altezza di un triangolo (o

altro poligono) con il lato obliquo

Confronto di rettangoli senza unità Aree e tangram Riempi e confronta Confronto di rettangoli con unità quadrate

Misurare volumi e capacità  (^) Volume e capacità sono sinonimi che indicano la quantità di spazio occupata da un oggetto (o che un contenitore può contenere)  (^) All’inizio, concentrarsi su attività con liquidi usando bicchieri e contenitori di plastica, imballi di polistirolo Classificazione di capacità Seriazione di capacità Confronto di scatole

Misurare il peso  (^) Già alla scuola dell’infanzia il bambino può effettuare confronti di peso tenendo un oggetto in ciascuna mano a braccia estese e valutando la diversa spinta verso il basso esercitata  (^) Successivamente, si può passare a usare bilance a piatti e bilance a molla, anche artigianali  (^) Come unità arbitrarie, si possono usare cubetti di plastica o legno con lo stesso peso

Una domenica d’estate, sulla spiaggia

del Poetto…

 A. (7 anni), G. (7 anni) ed E. (5 anni) stanno

costruendo un castello di sabbia.

 G. improvvisamente esclama:

 “Io e A. siamo nati lo stesso anno e lo stesso mese, ma

io sono nato l’11 e lui il 12, quindi io sono più grande!”

 E. protesta veementemente:

 “Ma che dici? Il 12 è più grande dell’11, quindi il più

grande è lui!”

 G. ribatte:

 “No, è più grande chi è nato prima. L’11 viene prima

del 12 e dunque io sono più grande!”

 A., che sinora se ne è rimasto in silenzio, conclude:

 “Ha ragione G.”