Docsity
Docsity

Prepara i tuoi esami
Prepara i tuoi esami

Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity


Ottieni i punti per scaricare
Ottieni i punti per scaricare

Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium


Guide e consigli
Guide e consigli


La Didattica Sensoriale: Una Nuova Approccio alla Comunicazione Educativa, Appunti di Didattica Pedagogica

La didattica sensoriale, un approccio innovativo alla comunicazione educativa che poggia sui fondamenti teorici della comprensione, l'atteggiamento riflessivo e consapevole di insegnanti e bambini, la valorizzazione dei diritti dei bambini, e la necessità di dare una nuova connotazione al tempo scolastico. Anche della sinergia tra educazione e design per sviluppare oggetti didattici che supportano un apprendimento plurale e diversificato.

Tipologia: Appunti

2020/2021

Caricato il 05/01/2024

alessia_zanon
alessia_zanon 🇮🇹

3 documenti

1 / 9

Toggle sidebar

Questa pagina non è visibile nell’anteprima

Non perderti parti importanti!

bg1
DIDATTICA SENSORIALE DI B.WEYLAND
INTRODUZIONE
Attenzione nei confronti di aspetti come la manipolazione, il gioco, la narrazione, l’espressione,
l’esperimento: tutti canali privilegiati per apprendere per via pratica quello che, in fasi di sviluppo
successive, potrà diventare oggetto di più elaborate conoscenze teoriche e sperimentali (lo dicono
anche le Indicazioni Nazionali 2012)
Lo spazio laboratoriale come “lo ‘spazio del fare’, ‘atelier’, dove l’alunno si muove in autonomia
attivando processi di osservazione, esplorazione e produzione di artefatti.
Offrire e promuovere una didattica sensoriale: documentazione, ricerca e sperimentazione didattica
+ collaborazione tra designer, pedagogisti ed educatori: modalità diversificate per apprendere
nell’ottica di un atteggiamento plurale, inclusivo, multidimensionale e plurisensoriale.
Prendersi tempo per esplorare libri
Conoscere, analizzare, valutare e in caso fare proposte di miglioramento rispetto a materiali
didattici e oggetti per l’apprendimento autonomo già realizzati da altri
Elaborare proposte per migliorare, trasformare o sviluppare materiali didattici esistenti, ma
soprattutto quello di creare un nuovo materiale didattico seguendo linee guida e criteri definiti tra
educazione e designlanciare nuovi prodotti per imparare tra ludicità e coerenza didattica,
autocorrezione e autoesplicabilità, estetica e manipolabilità.
L’apprendimento può partire da punti di vista diversi e svilupparsi secondo sensibilità diverse.
La conoscenza è un sapere personale, frutto della ricostruzione delle proprie esperienze.
Il corpo e i cinque sensi sono alla base di ogni esperienza.
La cultura ha una dimensione poliedrica e sfaccettata e dovrebbe essere il fine ultimo verso il quale
tendono tutte le attività didattiche scolastiche.
La valorizzazione dell’oggetto materiale può diventare veicolo di innovazione e cambiamento nella scuola.
I fondamenti teorici sui quali poggia la proposta di una didattica sensoriale: la comprensione,
l’atteggiamento riflessivo e consapevole di insegnanti e bambini in ricerca, la valorizzazione dei diritti dei
bambini, la necessità di dare una nuova connotazione al tempo scolastico, la fondamentale centralità del
gioco e della creatività come motori di conoscenza e di sviluppo culturale.
La proposta è quella di trovare un approccio sinergico tra educazione e design per sviluppare oggetti
didattici che sostengano un apprendimento plurale e diversificato da una parte e che stimolino
l’esplorazione e la creatività dall’altrapotenzialità educativa degli oggetti per dare nuovo nutrimento
culturale alla didattica scolastica. Dialogo aperto tra scienze dell’educazione e scienze della progettazione
1. I FONDAMENTI DI UNA DIDATTICA SENSORIALE
Urgente bisogno di liberarsi di un approccio tecnologico-funzionale che inaridisce i processi di
apprendimento scolastici + necessità di recuperare una dimensione umanistica ad ampio
spettro del fare scuola.
L’universo pedagogico è minacciato di inutilità. Lo scopo dell’educazione in senso ampio è
quello di sostenere lo sviluppo del potenziale umano. Bambini e ragazzi felici, sono coloro che
sentono di potersi manifestare e di “potere”, ovvero di avere la capacità di fare, di
padroneggiare il mondo con destrezza.
Neill e Freire: l’educazione come un processo di liberazione, che va oltre il curricolo e i
programmi
Tre fondamentali direttrici pedagogiche intrecciate tra loro su cui si basa la didattica sensoriale:
la pedagogia filosofico culturale (G. Gentile, A. Agazzi, L. Radice ecc.)
la pedagogia esperienziale attiva delle scuole di metodo (Montessori, Steiner, Freinet, Freire,
Pizzigoni, sorelle Agazzi ecc.)
la pedagogia sensoriale e artistica dei maestri e degli uomini di scuola (M. Lodi, L. Malaguzzi, Don
Milani, Bruno Munari, G. Zavalloni ecc.)
pf3
pf4
pf5
pf8
pf9

Anteprima parziale del testo

Scarica La Didattica Sensoriale: Una Nuova Approccio alla Comunicazione Educativa e più Appunti in PDF di Didattica Pedagogica solo su Docsity!

DIDATTICA SENSORIALE DI B.WEYLAND

INTRODUZIONE

 Attenzione nei confronti di aspetti come la manipolazione, il gioco, la narrazione, l’espressione, l’esperimento: tutti canali privilegiati per apprendere per via pratica quello che, in fasi di sviluppo successive, potrà diventare oggetto di più elaborate conoscenze teoriche e sperimentali (lo dicono anche le Indicazioni Nazionali 2012)  Lo spazio laboratoriale come “lo ‘spazio del fare’, ‘atelier’, dove l’alunno si muove in autonomia attivando processi di osservazione, esplorazione e produzione di artefatti.  Offrire e promuovere una didattica sensoriale: documentazione, ricerca e sperimentazione didattica

  • collaborazione tra designer, pedagogisti ed educatori: modalità diversificate per apprendere nell’ottica di un atteggiamento plurale, inclusivo, multidimensionale e plurisensoriale.  Prendersi tempo per esplorare libri  Conoscere, analizzare, valutare e in caso fare proposte di miglioramento rispetto a materiali didattici e oggetti per l’apprendimento autonomo già realizzati da altri  Elaborare proposte per migliorare, trasformare o sviluppare materiali didattici esistenti, ma soprattutto quello di creare un nuovo materiale didattico seguendo linee guida e criteri definiti tra educazione e designlanciare nuovi prodotti per imparare tra ludicità e coerenza didattica, autocorrezione e autoesplicabilità, estetica e manipolabilità. L’apprendimento può partire da punti di vista diversi e svilupparsi secondo sensibilità diverse. La conoscenza è un sapere personale, frutto della ricostruzione delle proprie esperienze. Il corpo e i cinque sensi sono alla base di ogni esperienza. La cultura ha una dimensione poliedrica e sfaccettata e dovrebbe essere il fine ultimo verso il quale tendono tutte le attività didattiche scolastiche. La valorizzazione dell’oggetto materiale può diventare veicolo di innovazione e cambiamento nella scuola. I fondamenti teorici sui quali poggia la proposta di una didattica sensoriale: la comprensione, l’atteggiamento riflessivo e consapevole di insegnanti e bambini in ricerca, la valorizzazione dei diritti dei bambini, la necessità di dare una nuova connotazione al tempo scolastico, la fondamentale centralità del gioco e della creatività come motori di conoscenza e di sviluppo culturale. La proposta è quella di trovare un approccio sinergico tra educazione e design per sviluppare oggetti didattici che sostengano un apprendimento plurale e diversificato da una parte e che stimolino l’esplorazione e la creatività dall’altrapotenzialità educativa degli oggetti per dare nuovo nutrimento culturale alla didattica scolastica. Dialogo aperto tra scienze dell’educazione e scienze della progettazione

1. I FONDAMENTI DI UNA DIDATTICA SENSORIALE  Urgente bisogno di liberarsi di un approccio tecnologico-funzionale che inaridisce i processi di apprendimento scolastici + necessità di recuperare una dimensione umanistica ad ampio spettro del fare scuola.  L’universo pedagogico è minacciato di inutilità. Lo scopo dell’educazione in senso ampio è quello di sostenere lo sviluppo del potenziale umano. Bambini e ragazzi felici, sono coloro che sentono di potersi manifestare e di “potere”, ovvero di avere la capacità di fare, di padroneggiare il mondo con destrezza.  Neill e Freire: l’educazione come un processo di liberazione, che va oltre il curricolo e i programmi  Tre fondamentali direttrici pedagogiche intrecciate tra loro su cui si basa la didattica sensoriale:  la pedagogia filosofico culturale (G. Gentile, A. Agazzi, L. Radice ecc.)  la pedagogia esperienziale attiva delle scuole di metodo (Montessori, Steiner, Freinet, Freire, Pizzigoni, sorelle Agazzi ecc.)  la pedagogia sensoriale e artistica dei maestri e degli uomini di scuola (M. Lodi, L. Malaguzzi, Don Milani, Bruno Munari, G. Zavalloni ecc.)

 I fondamenti che intendono caratterizzare l’approccio sensoriale al sapere: la comprensione , che matura da un atteggiamento riflessivo e in ricerca, la necessità di rispettare importanti diritti per imparare , l’importanza di una diversa organizzazione del tempo didattico , la qualità del gioco come chiave di volta dell’apprendimento, la centralità del corpo e dei cinque sensi come motori di conoscenza, l’attenzione alla creatività per lo sviluppo del pensiero laterale.  Per creare e utilizzare oggetti e materiali in contesto didattico c’è bisogno, infatti, di avere la capacità di mettersi in discussione , di cercare sempre nuove modalità per organizzare la conoscenza; è necessario divertirsi , ovvero trovare il gusto e il piacere nel dare significato al mondo; si deve prendere tempo : tempo per pensare a quali oggetti e materiali usare/creare, tempo per realizzarli, tempo per ottimizzarli. 1.1 LA DIDATTICA DELLA COMPRENSIONE  Didattica: didattica come una scienza dell’educazione che ha il compito di portare sempre a maggior perfezione la riflessione e l’elaborazione sulla relazione educativa indaga più da vicino il rapporto educativo tra due o più persone e l’azione didattica; quindi, ciò che si fa in esso bidirezionale e di tendere al costante miglioramento cognitivo ed emotivo reciproco  didattica è dappertutto  Apprendere: presuppone l’incamerare una informazione, acquisire nozioni e capacità, ricevere e trattenere nella mente, venire a conoscenza. Learning: vivere una situazione di crescita continua, di espansione, di arricchimento culturale, di comunicazione con la ricerca  Caratteristiche didattica:

  • è intenzionale
  • è asimmetrica , nel senso che ogni volta c’è qualcuno che sa o ha di più da dare/dire
  • è protesa alla consapevolezza (processi metacognitivi di riflessione ed elaborazione)
  • promuove il cambiamento , ovvero il passaggio da uno stato di non conoscenza/competenza/benessere a un altro  Fare didattica= costruire un mondo in comune, che nasce dalla relazione educativa= fare cultura insieme  Didàskein : indicare l’acquisizione della pratica dell’insegnamento e del mostrare bisogna mostrare le cose. Quando spiego devo mostrare, la didattica è sempre un po’ esibizionista: adattarla alle persone che ci troviamo di fronte.  La didattica, dunque è storicamente la prima scienza della comunicazione, una scienza della comunicazione educativa, dove l’oggetto dell’educazione è la comunicazione  Passare dal concetto di “apprendimento” a quello di “comprendimento” (“Bildung”): una crescita culturale che rimane feconda, ricca di sfumature, aperta e continua  Conoscere: passare dalla percezione dell’esistenza di qualcosa, alla cognizione piena del suo essere, dei suoi modi e delle sue qualità il dono della formazione, dell’educazione e della scuola: andare oltre all’apprendimento e alla conoscenza per arrivare alla comprensione H. Gardner “ Sapere per comprendere ”: comprensione profonda dovuta a esperienza e concretezza  Persona come a un sistema unitario, coerentemente organizzato con un ruolo attivo che tende all’autorealizzazione in cui il mondo ha senso. Maslow e i bisognila base di partenza per lo studio dell’individuo è la considerazione della globalità dei bisogni e il saper riconoscerli favorisce un’assistenza centrata sulla persona didattica della comprensione delle persone (e delle cose): fare capire ai bambini che sanno pensare, che il loro pensiero è corretto, bello, giusto (la scuola come luogo sicuro, aperto, dove poter andare in profondità insieme agli altri. 1.2 QUESTIONI DI ATTEGGIAMENTO  Volontà di conquista di un atteggiamento virtuoso, riflessivo e consapevole da parte di entrambi i soggetti della relazione educativa  Atteggiamento virtuoso: comprensione esperienziale basata su valori e virtù, l’osservazione intelligente, riflessione attiva, relazione educativa basata sulla maturazione reciproca, percorso di ricerca mai concluso, finalizzato allo sviluppo umano della persona

L’atteggiamento consapevoleavere conoscenza di séscopo primario della scuoladeve essere padroneggiato dalle insegnanti e potenziato ai bambinitrasformare le conseguenti azioni didattiche in un pensiero pedagogico coerente e giustificato. L’analisi pedagogica può offrire valide chiavi di lettura ai problemi della contemporaneità. Sintetizzando, gli atteggiamenti virtuosi, riflessivi e consapevoli conducono l’insegnante a creare comunità in ricerca piene di vitalità. Per riuscire nell’intento sono diverse le qualità sulle quali porre l’attenzione 1.3 I DIRITTI PER IMPARARE La Convenzione sui Diritti dell’Infanzia del 1989:

  1. il principio della non discriminazione (art. 2);
  2. il principio riferito al diritto del “superiore interesse del bambino” (art. 3);
  3. il principio del diritto alla vita, alla sopravvivenza e allo sviluppo (art. 6);
  4. il diritto ad essere ascoltati e il principio di partecipazione (art. 12)  atteggiamento di ascolto positivo e proattivo del bambino: strategia preventiva illuminata per realizzare un accompagnamento efficace verso la sua piena realizzazione  raggiungere quel benessere necessario per poter diventare un membro attivo della società per tutto il resto della vita  elaborando un nuovo modo di interpretare il curricolo scolastico e le sue scadenze. Loris Malaguzzi: sostenitore del ruolo attivo dei bambini nel processo conoscitivo La scuola è dunque un laboratorio di ricerca permanente.  Il diritto alle condizioni di apprendimento, non all’apprendimento  il diritto alla ricerca del bambino, e non alla materia da insegnare  il diritto alla trasversalità culturale, e non ai saperi parcellizzati  il diritto al progetto, non al programma  il diritto al processo e non al prodotto  il diritto all’estetica del conoscere, non alle funzioni. Gianfranco Zavalloni: necessità di dare tempo all’educazione perdendo tempo e trovando strategie didattiche di rallentamento  Il diritto all’ozio  Il diritto all’uso delle mani  Il diritto agli odori  Il diritto al dialogo  Il diritto a sporcarsi  Il diritto ad un buon inizio

 Il diritto alla strada  Il diritto al selvaggio  Il diritto al silenzio  Il diritto alle sfumature Essi raccontano dei bisogni profondi di ciascuno e descrivono una propensione a compiere azioni virtuose, riflessive e consapevoli. diritti dei giovani d’oggi: legati alla libertà di essere, di scoprire, di cercare e di fare esperienza autonoma, avere un rapporto con la natura e con sé stessi 1.4 LA TRILOGIA DEL TEMPO DIDATTICO Giancarlo Cerini: tempo come variabile pedagogica che necessita di essere analizzato in termini di “orizzonti di significato”, risposta alle domande sociali, di interpretazione delle opportunità offerte dall’Autonomia scolastica. pensare a momenti di full immersion in uno specifico argomento o disciplina, che riportano a tempi distesi e meno frammentati per l’esercizio delle attività. Proposta di Seydel: legare il pensiero pedagogico e didattico al tema dell’architettura scolastica Formula che vuole garantire l’efficacia dell’apprendimento attraverso una scansione temporale ideale suddivisa in un 30% di attività frontale, 30% di attività di gruppo, 30% di attività individuale e 10% di attività plenaria di restituzione delle varie attività individuali e di gruppo.  Concentrare la didattica frontale in grandi nuclei tematici  Attuazione di una personalizzazione di una didattica  Setting didattico diverso  Qualità dell’apprendimento dipende dal coinvolgimento dell’allievo nel processo  C. Freinet  Peter Peterson: il Piano Jena: valorizzazione del ritmo e della ritualità nella formazione e sulla necessità di costituire gruppi di lavoro diversi Gianfranco Zavalloni: apprendimento significativo deve passare attraverso tre esperienze: il gioco (piacere, imparare a rispettare le regole e maturare nelle relazioni sociali), lo studio (impegno), il lavoro manuale (competenze, uso del corpo e dei sensi) Il tempo scolastico secondo questo modello dovrebbe essere suddiviso in tre parti: un terzo da dedicare al gioco, un terzo allo studio e un terzo ai lavori manuali. Si applica meglio ad un approccio olistico, che comprende l’interconnessione continua tra i saperi cognitivi, esperienziali, emotivi, la necessità di sperimentare sul campo, la proficua circolarità tra dire e sentire, fare, pensare. L’ORA DI LETTURA L’ORA DI SPERIMENTAZIONE L’ORA DI CREATIVITÀ  Libro come oggetto didattico  Casati e il suo discorso sull’importanza della lettura per contrastare la tecnologia  Generare spazi dialogici, plurilogici, invece che monologici.  Azione sulla teoria  Passato  Comprendere le qualità del materiale didattico  Comprendere gli elementi che stanno alla base dell’attività autonoma con i materiali didattici  Necessità di mettere mano alle cose per capire (Confucio: insegnare a pescare piuttosto che regalare pesci  Stimolare gli studenti a cercare la propria via personale per realizzare un materiale didattico autocorrettivo.  Azione sulle cose  Possibilità per gli studenti di realizzare fisicamente un oggetto o materiale il più possibile lontano da cose già viste e comunque rispettando categorie ben definite.  “Creatività è unire elementi esistenti con connessioni nuove, che siano utili” (Henri Poincarè)  Novità e usabilità  Azione libera  Futuro

1.6 DARE CORPO ALLA DIDATTICA CON I CINQUE SENSI

Necessità di riprendere in mano da parte della scuola la corporeità e la sensorialità Corpo umano come un vero e proprio dispositivo pedagogico Recuperare la qualità educativa del legame con l’esperienza corporea del mondo che si esprime tramite i cinque sensiimportanza della conversazione felice con sé stessi (Ivano Gamelli, La pedagogia del corpo), disponibilità di diversi linguaggi, 5 sensi come strumenti essenziali all’attività pedagogico-didattica. IL SENSO DEL TATTO  Utilizzo della pelle, zona che separa il dentro e il fuori e il più prezioso organo di comunicazione con il mondo, tale da riflettere e addirittura determinare il nostro stato psicofisico  Fare esperienze cutanee o di grooming  Bruno Munari: con “laboratori tattili” pone il tatto a pieno diritto tra i sensi fondamentali che danno informazioni utili alla conoscenza di tutto ciò che ci circonda. I laboratori tattili erano finalizzati a lasciar toccare, secondo i tempi di ognuno, per poi condividere le sensazioni cercando di formare un pensiero sperimentale approfondito sulle qualità e le differenze dei materiali IL SENSO DELL’UDITO  L’orecchio impone all’ascolto e alla narrazione, a un prima e un dopo.  Schema corporeo di un individuo è in diretta connessione con l’apparato vestibolare, l’organo dell’equilibrio, situato nell’orecchio (Patrick Tomatis)  Prendere coscienza del “rumore delle cose” Maria Montessori poneva grande attenzione al senso dell’udito abbinandolo al movimento e alla grazia  “L’arte dei rumori” di Luigi Russolo: fare comprendere come sia importante dare dignità ai rumori; volere valorizzare la sonorità del mondo; esercitare l’udito per descrivere le qualità delle esperienze aggiunge ancora ricchezza e varietà al vocabolario culturale ed espressivo dell’individuo. LA VISTA  Le sensazioni visive si costruiscono nella relazione tra valori e significati, oltre che attraverso la correlazione con il contatto, il gusto, l’udito e il movimento GUSTO E OLFATTO  Sensi che colorano più di tutti le nostre esperienze conoscitive. Il bambino conosce il mondo prima che con gli occhi con la bocca e con il naso, riconoscendo la familiarità della madre dal suo odore ed esplorando gli oggetti con le labbra e la lingua.

 I ricordi e le emozioni, infatti, sono strettamente collegati con particolari gusti e odori.  Educare al gusto, inteso anche in etica e in estetica per designare la sensibilità del buono e del bello Comfort a scuola le esperienze sensoriali degli spazi dimostrano come la progettazione di un ambiente debba tenere conto anche, o forse soprattutto, di come il corpo reagisce ai differenti materiali (liscio, ruvido, morbido, duro, caldo, freddo, ecc.) e di come risponde a questi esplorandoli e conoscendoli. Differente stimolazione degli elementi fisici presenti nello spazio educativo possa favorire o ostacolare l’apprendimento rispetto alle esperienze tattili, sonore, olfattive, visive e gustativeesplorazione pedagogica Daniel Pennac, Storia di un corpo: possibilità di leggere l’esperienza di vita attraverso le sensazioni corporee. “Imparare vuol dire prima di tutto imparare a essere padroni del proprio corpo” ma scoprire di avere un corpo non è scontato, non sempre corpo e mente crescono insieme. Padroneggiare il mondo significa acquisire identità. Nel campo pedagogico questo processo di identificazione è fondamentale per dare spessore alle azioni didattiche e alle scelte educative Corpo, mente, spazio e cultura sono in continua relazione, e la possibilità di sentire e capire un polo (il corpo) ci permette di capire tutti gli altri. Corpo mente e spazio sono sempre connessi, si potrebbe addirittura dire “coreograficamente uniti” Bisogno di processo di educazione somaticaprocesso di umanizzazione culturale che avvenga attraverso la comprensione di come funziona il nostro corpo e di conseguenza la nostra psiche. Ciò di cui abbiamo fondamentalmente bisogno è di recuperare la capacità di “percepire” il nostro corpo Importanza di tenere in considerazione quanto l’apprendimento possa essere incentivato se si legge in chiave corporea, ricordando come molte delle nostre azioni vengano compiute in base al principio del piacere Fondare l’azione educativa sull’autoascolto e sull’autopercezione del proprio corpo; la vera conoscenza avviene quando l’informazione che arriva da fuori si armonizza con la reazione che si ha dentro, e che il pensiero creativo è semplicemente la sintesi tra queste due cose. 1.7 CREATIVITÀ PER TUTTI Questa parola oggi è abusatissima in tutti campi dell’applicazione umana ma fondamentalmente vuotaè il prodotto della unica unicità di ciascuno di noiognuno di noi risponde ai fatti del mondo in rapporto alla sua incredibile, unica unicità e la creatività nasce se abbiamo rispetto di questa particolaritàCreatività e fare, o farsi, sono intimamente connessi Apprendimento creativo = Capacità di individuare i problemi adeguati e di risolverli in maniera personale. Questo assunto valorizza i diversi modi di incontrare il mondo, con i suoi problemi e le sue particolarità e sostiene il pensiero divergente, diversificato, multi-prospettico, proteso verso la validazione delle qualità di ciascuno come differente dagli altri, secondo il principio inclusivo, certamente anche gardneriano (2002) del tutti uguali e tutti diversi. può essere incentivata e necessita di serietà per maturare nell’individuo, riconducibile alla libertà De Bono: sviluppo del “pensiero laterale”, che mira specificamente a modificare i concetti e le percezioni. Potente stimolo per la motivazione Necessità di un processo intenzionale e guidatosfida creativa: capacità di fare esperienza connessa alla capacità di farsi domande e stare con esse Bruno Munari, libro “ Fantasia ”:

  • Fantasia: tutto ciò che prima non c’era, anche se irrealizzabile.
  • Invenzione: tutto ciò che prima non c’era ma esclusivamente pratico e senza problemi estetici.
  • Creatività: tutto ciò che prima non c’era ma realizzabile in modo essenziale e globale.
  • Immaginazione: il mezzo per vedere ciò che fantasia, invenzione e creatività pensano.