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Appunti di storia dell'arte su Diego Velazquez e las Meninas.
Tipologia: Appunti
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È uno dei rappresentanti più importanti del barocco spagnolo. Nacque a Siviglia , in Andalusia , nel 1599 da una famiglia aristocratica che gli permise di intraprendere una carriera artistica senza problemi economici, e morì a Madrid nel 1660.
Si ispira molto ad alcuni esponenti del 600 spagnolo dei quali sarà discepolo, come Francisco Herrera Il Vecchio , di cui sposerà la figlia. Egli creò un rapporto molto importante con il Re di Spagna, ovvero Filippo IV Asburgo. Gli Asburgo posizionavano gli esponenti della loro famiglia nei territori più importanti per mantenere la sovranità. Lo studio nel quale lavora Velázquez è proprio un’ala del castello degli Asburgo di Madrid, chiamata Alcazar.
Velazquez, per il realismo ottico , per i giochi di luce, e le pennellate leggere, è stato visto come precursore dell’impressionismo ottocentesco ed ha fortemente influenzato artisti come Manet.
L’opera inizialmente sembra rimandare alla scuola dei Carracci , ma lo studio della luce e la natura morta riporta a Caravaggio. I suoi viaggi in Italia vennero finanziati da Filippo IV, ma non ebbe comunque mai modo di incontrare Caravaggio, nonostante si occupò dello studio dei classici del Rinascimento.
🦷 Velázquez è l’artista ufficiale di Filippo IV, con il quale nacque un rapporto di grandissima amicizia e mai quello tipico di un sottoposto: venne ritrovata una lettera dove Filippo IV si lamentava, poiché Velázquez era solito imporre lunghissime sedute di posa durante la realizzazione dei suoi ritratti.
Velázquez era un grande realista , solito non edulcorare la realtà. Filippo IV si portava dietro una serie di caratteristiche tipiche degli Asburgo, tra cui il cosiddetto ‘ mento asburgico ’, che comportava una mascella prominente e sproporzionata rispetto al resto del volto: l’arte di Velázquez diede inizio ad un sentimento di disagio per Filippo IV, il quale cominciò a disprezzare la propria immagine, proprio a causa dell’estremo realismo.
Era detto il “ Re pianeta ” in quanto sovrano dei Paesi Bassi spagnoli nonché Re del Portogallo e dell’Algarve.
Baltasar fu il primo figlio del primo dei due matrimoni di Filippo IV, con Elisabetta di Francia. I coniugi richiesero svariate opere con Baltasar bambino, bello e in salute, il quale però purtroppo a sedici anni morì non lasciando altri eredi , poiché Maria Teresa , l’altra figlia, era già morta. Elisabetta di Francia morì a sua volta e Filippo IV riprese moglie sposando sua nipote, figlia di sua sorella ⇒ matrimonio endogamico , dalla quale ebbe una serie di figli (o nipoti).
Rappresenta la nuova figlia del secondo matrimonio di Filippo IV, ovvero Teresa Margherita. La bambina è il fulcro della composizione e ‘ las meninas ’ sono le cosiddette dame di compagnia , entrambe ragazze dell’ aristocrazia spagnola , una delle quali sta portando una boccetta d’acqua alla bambina, mentre l’altra esamina l’aspetto della principessa.
Accanto a Las Meninas abbiamo la ‘ nana di corte ’, chiamata Maria Bárbola. Alcuni critici credono che l’altro bambino sia un altro nano di corte, Nicola Pertusato , intento a spingere giocosamente la schiena del cane dall’aria mansueta con il proprio piede ⇒ ci ricolleghiamo alla tradizione di Sofonisba Anguissola e di Caravaggio. Si racconta che il cane sia stato regalato a Filippo IV dal Re inglese, Giacomo II.
Il piccolo Carlo II viene rappresentato con una serie di simboli apotropaici , come il corno e il corallo, che avrebbero dovuto portargli fortuna e aiutarlo a sopravvivere.
Il piccolo è ritratto in abiti femminili in quanto era un usanza comune fare indossare vestiti femminili ai bambini maschi.
Notiamo che in ogni ritratto è sempre appoggiato a qualche cosa, proprio perché non fu mai in grado di deambulare in totale autonomia.
Si sposò con Maria Luisa Borbone-Orleans , e il loro matrimonio straordinariamente funzionò. Sia Maria che Carlo II morirono tuttavia molto giovani, ponendo fine al ramo Asburgico in Spagna.
Velazquez si rifà alla tradizione della ritrattistica papale, rifacendosi al ritratto di Giulio II di Raffaello.
La composizione dell’opera è molto semplice e prevale la solitudine del Papa. Al contrario del ritratto di Giulio II, che mostrava uno sguardo perso, qua abbiamo uno sguardo presente che fissa lo spettatore e buca la tela, ancorando e creando una forte comunicazione. Quando il Papa lo vide rimase sconvolto perché si sentì denudato rispetto alla propria psiche. La pennellata è veloce , fugace, traballante e imperfetta, ma è ugualmente visibile la plissettatura dell’abito.
🦷 Francis Bacon, ritratto di Innocenzo X; 1956 Su questo quadro ha riflettuto e proposto diverse versioni Francis Bacon , che conosce bene la psicoanalisi e l’angoscia esistenziale, riproponendo l’opera di Velázquez, incastrando in stanze mentali il pensiero umano. Unì la figura di Innocenzo X al mondo contemporaneo facendogli spalancare la bocca e facendolo urlare. Le linee e i colori amplificano la forza dell’urlo liberatorio. Il creatore della copertina del film dei Pink Floyd si ispirò probabilmente a Francis Bacon e a Edvard Munch.