Docsity
Docsity

Prepara i tuoi esami
Prepara i tuoi esami

Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity


Ottieni i punti per scaricare
Ottieni i punti per scaricare

Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium


Guide e consigli
Guide e consigli


difficoltà donne anni 90, Appunti di Sociologia

difficoltà delle donne negli anni 90

Tipologia: Appunti

2019/2020

Caricato il 15/06/2020

bicefey
bicefey 🇮🇹

4

(1)

2 documenti

1 / 2

Toggle sidebar

Questa pagina non è visibile nell’anteprima

Non perderti parti importanti!

bg1
La seconda metà del secolo scorso è stata importante per eliminare le più evidenti penalizzazioni che riguardavano le
donne. Le leggi e iniziative intraprese sono state tante e qui ne riporto alcune di quelle più significative: la legge sul
congedo di maternità del 1950, l’abolizione del divieto di licenziamento per matrimonio del 1962, la parità di trattamento
sul lavoro del 1977 o la possibilità di accesso alla carriera di magistrato, che era rimasta vietata alle donne fino al 1963,
ben quindici anni dopo l’entrata in vigore della Costituzione, che sanciva nell’art. 51 leguale accesso ai pubblici uffici
per uomini e donne.
La parità tra uomini e donne nel mercato del lavoro è lontana.
Oltre a lavorare di meno c’è anche il problema che le donne sono pagate meno degli uomini.
In Italia le donne hanno un salario medio inferiore agli uomini di circa il 5 per cento ed è questo uno dei pochi casi in cui
l’Italia non è la maglia nera d’Europa.
Nel nostro paese è anche un fatto abbastanza «normale» che, dopo aver avuto un figlio, una donna lasci il lavoro.
Abbandono che aumenta dopo il secondo e il terzo figlio. Questo non avviene per i padri .
In Italia ben il 35,7 per cento delle mamme che lavora sceglie di lasciare il
bambino alle cure della nonna. Soprattutto al Sud l’affidamento dei piccoli
a nonni, parenti e conoscenti continua a essere la prassi
Poter infatti contare su una nonna disponibile e solidale è per la mamma
un sostegno enorme anche dal punto di vista psicologico.
C’è poi la sensazione diffusa nei genitori che il bambino sia troppo piccolo
per essere affidato a una struttura come il nido e alcuni ritengono che
mandare il bimbo al nido non sia un bene per la sua crescita e il suo
sviluppo. Inoltre, mamme e papà non vogliono delegare la propria
funzione educativa a estranei.
Dopo i tre anni di vita del bambino, il quadro cambia totalmente e quasi il
90 per cento dei piccoli frequenta la scuola per l’infanzia.
Poi vi è il fenomeno delle dimissioni in bianco che è in aumento e sta
raggiungendo dimensioni preoccupanti.. È una piaga che riguarda
essenzialmente le donne del Sud, un’ulteriore penalizzazione per una
categoria già svantaggiata.
pf2

Anteprima parziale del testo

Scarica difficoltà donne anni 90 e più Appunti in PDF di Sociologia solo su Docsity!

La seconda metà del secolo scorso è stata importante per eliminare le più evidenti pen donne. Le leggi e iniziative intraprese sono state tante e qui ne riporto alcune di quell congedo di maternità del 1950, l’abolizione del divieto di licenziamento per matrimo sul lavoro del 1977 o la possibilità di accesso alla carriera di magistrato, che era rima ben quindici anni dopo l’entrata in vigore della Costituzione, che sanciva nell’art. 51 per uomini e donne. La parità tra uomini e donne nel mercato del lavoro è lontana. Oltre a lavorare di meno c’è anche il problema che le donne sono pagate meno degli u In Italia le donne hanno un salario medio inferiore agli uomini di circa il 5 per cento e l’Italia non è la maglia nera d’Europa. Nel nostro paese è anche un fatto abbastanza «normale» che, dopo aver avuto un figli Abbandono che aumenta dopo il secondo e il terzo figlio. Questo non avviene per i pa In Italia ben il 35,7 per cento delle mamme che lavora sceglie di lasciare il bambino alle cure della nonna. Soprattutto al Sud l’affidamento dei piccoli a nonni, parenti e conoscenti continua a essere la prassi Poter infatti contare su una nonna disponibile e solidale è per la mamma un sostegno enorme anche dal punto di vista psicologico. C’è poi la sensazione diffusa nei genitori che il bambino sia troppo piccolo per essere affidato a una struttura come il nido e alcuni ritengono che mandare il bimbo al nido non sia un bene per la sua crescita e il suo sviluppo. Inoltre, mamme e papà non vogliono delegare la propria funzione educativa a estranei. Dopo i tre anni di vita del bambino, il quadro cambia totalmente e quasi il 90 per cento dei piccoli frequenta la scuola per l’infanzia. Poi vi è il fenomeno delle dimissioni in bianco che è in aumento e sta raggiungendo dimensioni preoccupanti.. È una piaga che riguarda essenzialmente le donne del Sud, un’ulteriore penalizzazione per una categoria già svantaggiata.

Le lettere di dimissioni in bianco sono quindi quella pratica con cui si chiede alla lavoratrice, nel momento dell’assunzione, la sottoscrizione di una lettera non datata di licenziamento volontario che il datore di lavoro può utilizzare a sua discrezione. E se le donne hanno difficoltà ad accedere al mercato del lavoro, hanno altrettante difficoltà a progredire nella carriera una volta iniziata. Il processo di parità non si esaurisce con il semplice raggiungimento della presenza femminile nelle stanze del potere, ma si completa con la possibilità e la capacità di produrre cambiamenti a favore delle donne. In questo senso i numeri non decidono, ma certo contano. Le discriminazioni dirette, cioè quelle esplicitamente discriminatorie verso un sesso, sono rare e sanzionate per legge, mentre moltissime sono le ingiustizie e le discriminazioni indirette spesso accettate dalle stesse donne, ad esempio per poter lavorare. Per combatterle è necessario individuarle ed è più facile se si tratta di una grande azienda, la quale riceverebbe un danno di immagine dal permanere di norme e procedure discriminatorie verso le donne, rispetto al caso di piccole imprese in cui la donna è sola a gestire il suo rapporto con il datore di lavoro.