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difficoltà delle donne negli anni 90
Tipologia: Appunti
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La seconda metà del secolo scorso è stata importante per eliminare le più evidenti pen donne. Le leggi e iniziative intraprese sono state tante e qui ne riporto alcune di quell congedo di maternità del 1950, l’abolizione del divieto di licenziamento per matrimo sul lavoro del 1977 o la possibilità di accesso alla carriera di magistrato, che era rima ben quindici anni dopo l’entrata in vigore della Costituzione, che sanciva nell’art. 51 per uomini e donne. La parità tra uomini e donne nel mercato del lavoro è lontana. Oltre a lavorare di meno c’è anche il problema che le donne sono pagate meno degli u In Italia le donne hanno un salario medio inferiore agli uomini di circa il 5 per cento e l’Italia non è la maglia nera d’Europa. Nel nostro paese è anche un fatto abbastanza «normale» che, dopo aver avuto un figli Abbandono che aumenta dopo il secondo e il terzo figlio. Questo non avviene per i pa In Italia ben il 35,7 per cento delle mamme che lavora sceglie di lasciare il bambino alle cure della nonna. Soprattutto al Sud l’affidamento dei piccoli a nonni, parenti e conoscenti continua a essere la prassi Poter infatti contare su una nonna disponibile e solidale è per la mamma un sostegno enorme anche dal punto di vista psicologico. C’è poi la sensazione diffusa nei genitori che il bambino sia troppo piccolo per essere affidato a una struttura come il nido e alcuni ritengono che mandare il bimbo al nido non sia un bene per la sua crescita e il suo sviluppo. Inoltre, mamme e papà non vogliono delegare la propria funzione educativa a estranei. Dopo i tre anni di vita del bambino, il quadro cambia totalmente e quasi il 90 per cento dei piccoli frequenta la scuola per l’infanzia. Poi vi è il fenomeno delle dimissioni in bianco che è in aumento e sta raggiungendo dimensioni preoccupanti.. È una piaga che riguarda essenzialmente le donne del Sud, un’ulteriore penalizzazione per una categoria già svantaggiata.
Le lettere di dimissioni in bianco sono quindi quella pratica con cui si chiede alla lavoratrice, nel momento dell’assunzione, la sottoscrizione di una lettera non datata di licenziamento volontario che il datore di lavoro può utilizzare a sua discrezione. E se le donne hanno difficoltà ad accedere al mercato del lavoro, hanno altrettante difficoltà a progredire nella carriera una volta iniziata. Il processo di parità non si esaurisce con il semplice raggiungimento della presenza femminile nelle stanze del potere, ma si completa con la possibilità e la capacità di produrre cambiamenti a favore delle donne. In questo senso i numeri non decidono, ma certo contano. Le discriminazioni dirette, cioè quelle esplicitamente discriminatorie verso un sesso, sono rare e sanzionate per legge, mentre moltissime sono le ingiustizie e le discriminazioni indirette spesso accettate dalle stesse donne, ad esempio per poter lavorare. Per combatterle è necessario individuarle ed è più facile se si tratta di una grande azienda, la quale riceverebbe un danno di immagine dal permanere di norme e procedure discriminatorie verso le donne, rispetto al caso di piccole imprese in cui la donna è sola a gestire il suo rapporto con il datore di lavoro.