Docsity
Docsity

Prepara i tuoi esami
Prepara i tuoi esami

Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity


Ottieni i punti per scaricare
Ottieni i punti per scaricare

Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium


Guide e consigli
Guide e consigli


Competenze Digitali dei Giovani: Analisi del Capitale Sociale Familiare - Prof. Cortoni, Dispense di Controllo digitale

Riassunto fatto da me del libro Digital Literacy e Capitale Sociale per il corso di Digital Education

Tipologia: Dispense

2019/2020

Caricato il 23/01/2020

Utente sconosciuto
Utente sconosciuto 🇮🇹

1 / 11

Toggle sidebar

Questa pagina non è visibile nell’anteprima

Non perderti parti importanti!

bg1
DIGITAL LITERACY E CAPITALE SOCIALE RIASSUNTO
1 CAPITOLO: COMPETENZE DIGITALI E CAPITALE SOCIALE FAMILIARE: LA RICOSTRUZIONE DI UN
FRAMEWORK
1. Digital literacy vs Digital education: il dibattito scientifico internazionale degli ultimi anni
La Media Education è il processo di insegnamento e apprendimento attraverso i media con cui sviluppare la
comprensione critica e l’attiva partecipazione.
La Media Literacy è l’esito, ovvero le conoscenze e le abilità acquisite dagli studenti.
Lo sviluppo dei linguaggi multimediali e la continua innovazione tecnologica, nel periodo medio, hanno
indotto ricercatori e studiosi a rinnovare i concetti precedenti.
Il presupposto alla base di questo rinnovamento riguarda la moltiplicazione degli ambienti tecnologici per la
comunicazione e la conseguente proliferazione dei codici e degli ambienti virtuali, entro cui costruire
dinamiche di socializzazione e sviluppare competenze di integrazione educativa, lavorativa e socioculturale.
Perciò emergono nuove espressioni: new literacies, multiliteracies e multimodality, che pone l’accento
sulle diverse opportunità fruitive offerte dai media all’utente nella prospettiva della crossmedialità.
Tali espressioni sono inquadrabili all’interno di una prospettiva macro, connessa all’accettazione e
legittimazione concettuale e scientifica di nuove espressioni linguistiche, legate alle trasformazioni sociali e
culturali determinate dal digitale.
Contemporaneamente emergono altri filoni di studi e ricerche che focalizzano l’attenzione su specifiche
tecnologie e sullo sviluppo di competenze secondo un approccio strumentale:
alcuni esempi come la Computer Literacy, l’ICT literacy, Technology literacy e Functional Internet literacy.
Quest’ultimo filone di studi sembra concentrare l’attenzione soprattutto sull’aspetto tecnologico e sulla
dimensione di accesso agli ambienti digitali.
Il rischio di questa connessione sembra quello di ridurre il significato di competenza digitale a una pratica
strumentale, basata su procedure tecniche, applicabile ai contesti sociali e lavorativi.
Alcuni esempi sulla competenza digitale: e-competence e e-skills.
Emergono altri studi che spostano il focus sulla dimensione critica e riflessiva della competenza, chiamando
in causa caratteristiche personali (cognitive ed emotive). A questo proposito, nascono
espressioni come Information Literacy, Information and Media Literacy e Transliteracy.
Quest’ultima è definita come l’abilità di leggere, scrivere e codificare nell’interazione fra strumenti e
piattaforme digitali.
Digital Literacy: si fa riferimento alla consapevolezza, l’attitudine e l’abilità degli individui di utilizzare in
modo appropriato strumenti e servizi digitali per identificare, accedere, gestire, integrare, valutare,
analizzare e sintetizzare risorse digitali, costruire nuove conoscenze, creare espressioni mediali e
comunicare con altri.
Digital Media Literacies: conoscenze e attitudini da sviluppare per fronteggiare la complessità del sistema
mediale.
Due principali dimensioni alla base della natura della competenza digitale:
1. Legata al significato tradizionale di literacy, intesa come acquisizione di nozioni di natura tecnica e
comunicativa, funzionali per lo sviluppo di una conoscenza del sistema comunicativo
2. Capace di attivare e stimolare processi metacognitivi nel soggetto, attraverso la sua
interconnessione con le caratteristiche soggettive/personali e con quelle contestuali, ai fini di
risoluzione dei problemi.
Digital Competence: espressione condivisa e adottata dall’UE per definire un insieme di conoscenze, abilità,
attitudini; comunicare, gestire l’informazione, collaborare, creare e condividere contenuti e costruire
conoscenza in modo efficiente.
2. Competenze digitale: un quadro teorico concettuale
pf3
pf4
pf5
pf8
pf9
pfa

Anteprima parziale del testo

Scarica Competenze Digitali dei Giovani: Analisi del Capitale Sociale Familiare - Prof. Cortoni e più Dispense in PDF di Controllo digitale solo su Docsity!

DIGITAL LITERACY E CAPITALE SOCIALE RIASSUNTO

1 CAPITOLO: COMPETENZE DIGITALI E CAPITALE SOCIALE FAMILIARE: LA RICOSTRUZIONE DI UN

FRAMEWORK

  1. Digital literacy vs Digital education: il dibattito scientifico internazionale degli ultimi anni La Media Education è il processo di insegnamento e apprendimento attraverso i media con cui sviluppare la comprensione critica e l’attiva partecipazione. La Media Literacy è l’ esito , ovvero le conoscenze e le abilità acquisite dagli studenti. Lo sviluppo dei linguaggi multimediali e la continua innovazione tecnologica, nel periodo medio, hanno indotto ricercatori e studiosi a rinnovare i concetti precedenti. Il presupposto alla base di questo rinnovamento riguarda la moltiplicazione degli ambienti tecnologici per la comunicazione e la conseguente proliferazione dei codici e degli ambienti virtuali, entro cui costruire dinamiche di socializzazione e sviluppare competenze di integrazione educativa, lavorativa e socioculturale. Perciò emergono nuove espressioni: new literacies, multiliteracies e multimodality , che pone l’accento sulle diverse opportunità fruitive offerte dai media all’utente nella prospettiva della crossmedialità. Tali espressioni sono inquadrabili all’interno di una prospettiva macro, connessa all’accettazione e legittimazione concettuale e scientifica di nuove espressioni linguistiche, legate alle trasformazioni sociali e culturali determinate dal digitale. Contemporaneamente emergono altri filoni di studi e ricerche che focalizzano l’attenzione su specifiche tecnologie e sullo sviluppo di competenze secondo un approccio strumentale: alcuni esempi come la Computer Literacy, l’ICT literacy, Technology literacy e Functional Internet literacy. Quest’ultimo filone di studi sembra concentrare l’attenzione soprattutto sull’aspetto tecnologico e sulla dimensione di accesso agli ambienti digitali. Il rischio di questa connessione sembra quello di ridurre il significato di competenza digitale a una pratica strumentale, basata su procedure tecniche, applicabile ai contesti sociali e lavorativi. Alcuni esempi sulla competenza digitale : e-competence e e-skills. Emergono altri studi che spostano il focus sulla dimensione critica e riflessiva della competenza, chiamando in causa caratteristiche personali (cognitive ed emotive). A questo proposito, nascono espressioni come Information Literacy, Information and Media Literacy e Transliteracy. Quest’ultima è definita come l’abilità di leggere, scrivere e codificare nell’interazione fra strumenti e piattaforme digitali. Digital Literacy : si fa riferimento alla consapevolezza, l’attitudine e l’abilità degli individui di utilizzare in modo appropriato strumenti e servizi digitali per identificare, accedere, gestire, integrare, valutare, analizzare e sintetizzare risorse digitali, costruire nuove conoscenze, creare espressioni mediali e comunicare con altri. Digital Media Literacies : conoscenze e attitudini da sviluppare per fronteggiare la complessità del sistema mediale. Due principali dimensioni alla base della natura della competenza digitale:
  2. Legata al significato tradizionale di literacy, intesa come acquisizione di nozioni di natura tecnica e comunicativa, funzionali per lo sviluppo di una conoscenza del sistema comunicativo
  3. Capace di attivare e stimolare processi metacognitivi nel soggetto, attraverso la sua interconnessione con le caratteristiche soggettive/personali e con quelle contestuali, ai fini di risoluzione dei problemi. Digital Competence : espressione condivisa e adottata dall’UE per definire un insieme di conoscenze, abilità, attitudini; comunicare, gestire l’informazione, collaborare, creare e condividere contenuti e costruire conoscenza in modo efficiente.
  4. Competenze digitale: un quadro teorico concettuale

Secondo Boterf l’apprendimento è un processo non-lineare, intenzionale, attivo e autoriflessivo dal punto di vista cognitivo e affettivo, ma anche costruttivo , poiché modificabile a partire dagli scambi e dalle interrelazioni con altri individui (amici, famiglia, insegnanti, etc.). La competenza di fonda prevalentemente sull’interpretazione della complessità di una situazione sociale, rispetto alla quale ciascuno può essere chiamato a risolvere problemi, combinando conoscenze e abiltà con una serie di risorse disponibili all’interno di una specifica circostanza. Sviluppare una “competenza situata significa anche analizzare e valutare le condizioni sociali che possono indurre a utilizzare quelle stesse risorse in una specifica situazione. Essa si manifesta di fronte all’imprevedibilità e all’incertezza, rispetto alle quali ognuno deve ingegnarsi per individuare le risorse più idonee, collegarle e farle interagire fra loro. Boterf individua tre dimensioni della competenza:

  1. Attività : legata all’azione contestualizzata
  2. Risorse disponibili : relativa alle conoscenze, abilità e conoscenze personali a cui può rivolgersi il soggetto per fronteggiare una specifica situazione
  3. _Riflessività_* : chiama in causa l’attivazione di un processo metacognitivo nell’individuo e fa riferimento alla capacità di ciascuno di distanziarsi dall’esperienza vissuta. Trinchero rielabora il concetto di competenza attraverso quattro dimensioni:
  4. Disponibilità delle risorse , fa riferimento a una dimensione di base della competenza, con operazioni cognitive, quali l’esecuzione, la ripetizione, l’individuazione di situazioni univoche e lineare. Le risorse potrebbero essere paragonate a capabilities di base che rappresentano l’attrezzatura conoscitiva preliminare e necessaria per lo sviluppo di capacità più avanzate.
  5. Strutture interpretative , relative al processo mentale di modellizzazione e concettualizzazione, attivate dal soggetto per attribuire significati all’esperienza vissuta e fondamentali per orientare i successivi comportamenti. Chiamano in causa le abilità, facoltà, stati fisici e mentali, tratti dall’intelletto, del carattere e del corpo, alla base delle cosiddette capabilites interne , ovvero le potenzialità cognitive ed emotive, da cui attivare processi interpretativi della realtà e che, per passare dalla potenza all’atto, necessitano di sollecitazione socioculturali esterne da cercare nel capitale sociale familiare e scolastico.
  6. Strutture di azione , focalizzate sull’azione contestualizzata per risolvere un problema.
  7. Strutture di autoregolazione, che corrispondono alla dimensione riflessiva* di Le Boterf e fanno riferimento alla capacità di ogni individuo di ripercorrere mentalmente il ragionamento e il percorso di azione intrapreso. A questo stadio, l’individuo è in grado di distaccarsi dall’esperienza concreta, esprimendo anche un’opinione personale. Potrebbero far riferimento alle capabilities combinate (base+interne) per attivare le strutture d’azione, cioè performance all’interno di specifiche circostanze socio- relazionali. Quest’ultimo aspetto della competenza è importante per il processo di meta cognizione, e si avvale di quattro momenti alla base del ciclo dell’apprendimento: 1. esperienza vissuta
  8. esplicitazione (o prima riflessività ): ricostruzione mentale di quanto accaduto
  9. concettualizzazione e modellizzazione che prevede l’elaborazione di schemi cognitivi per estrarre i principi alla base dell’accaduto
  10. transfer o della trasposizione di quanto metabolizzato su situazioni nuove Per valutare quale e quanta competenza possiede il soggetto è opportuno ragionare su un continuum che parte da una condizione di base della competenza, caratterizzata dalla semplice applicazione di regole per arrivare una condizione di massima competenza, identificabile nella riflessività e nell’autoregolazione.
  11. Capitale sociale come fattore chiave per lo sviluppo delle competenze digitali Il capitale sociale della famiglia nel contesto socioculturale italiano costituisce un fattore multidimensionale rilevante; potrebbero incidere sulla possibilità dei bambini di diventare persone, cioè poter sviluppare le capabilities interne, intese come competenze chiave per avere la capacità di fruire dei propri diritti, di
  1. Uno schema per l’analisi empirica della competenza digitale La tassonomia di Anderson e Krathwohl rappresenta un modello operativo fondamentale per individuare standard, cioè soglie minime rispetto a cui valutare le performances di competenza, anche digitale. La struttura presenta una natura cumulativa gerarchica che parte da categorie semplici e concreti per arrivare a quelle più complesse e astratte. Prevede l’intreccio di due dimensioni: quella della conoscenza , il prerequisito per lo sviluppo del processo cognitivo, e il tipo di cognizione messo in atto. Nel primo caso si distinguono diversi tipi di conoscenza, in modo gerarchico, da quella più concreta alla più astratta:
  • Conoscenza fattuale ( o atomica), orientata sulla conoscenza di semplici elementi costitutivi di un linguaggio
  • Conoscenza concettuale che si focalizza sulla relazione e le strutture narrative che legano i singoli elementi.
  • Conoscenza procedurale che fa riferimento alle regole, alle tecniche e ai metodi di utilizzo delle abilità e delle conoscenze
  • Conoscenza metacognitiva relativa al processo di cognizione e alla consapevolezza del proprio agire e del proprio sapere. Ai fini della competenza digitale, è stata fatta una comparazione fra la struttura di Anderson e Kratwohl e il modello comunicativo di Lasswell:
  • Conoscenze dei codici e dei canali = Conoscenza fattuale. Attraverso la conoscenza dei codici relativo a quest’ultimo modello è possibile accedere ai contenuti di un messaggio comunicativo. Questo tipo di conoscenza è complesso, in quanto rispetto a un contenuto comunicativo si possono sviluppare diversi tipi di conoscenze.
  • Conoscenza del significato del messaggio = conoscenza concettuale.
  • Conoscenza della struttura del messaggio o della sintassi = conoscenza procedurale. Il messaggio comunicativo non si compone solo del significato ma anche del significante, ovvero la struttura sintattica che contribuisce a rendere più comprensibile il contenuto veicolato.
  • Conoscenza degli emittenti, dei destinatari, degli effetti, feedback = conoscenza metacognitiva. Comparazione tra categorie del processo cognitivo e dimensioni della competenza digitale: La prima categoria dei Anderson e Krathwohl è ricordare , strettamente connessa all’area dell’accesso, identificata con la conoscenza digitale e fa riferimento con la capacità di memorizzare le nozioni e saperle riconoscere. La seconda categoria, comprendere , fa riferimento a una competenza trasversale avanzata perché presuppone un’autonomia interpretativa da parte del soggetto. Potrebbe essere associata all’area della consapevolezza della competenza digitale, che presuppone un alto livello di maturità da parte del soggetto nel comprendere i meccanismi, i processi alla base di un sistema comunicativo. La terza categoria, applicare , fa riferimento all’area di produzione creativa della competenza digitale. Può essere associata a una produzione di base, caratterizzata dall’applicazione concreta delle nozioni teoriche. La quarta categoria, analizzare , si riferisce all’area dell’analisi critica. La quinta categoria, valutare , è associabile alla più alta espressione della competenza digitale, la cittadinanza, in quanto presuppone un elevato livello di metacognizione. La sesta categoria , creare , come per la terza categoria, si riferisce all’area di produzione creativa della competenza digitale. Presuppone il coinvolgimento delle capabilities interne. Dovendo stabilire una graduatoria di queste operazioni cognitive connesse alle competenze digitali, è possibile osservare la seguente struttura piramidale:
  1. Accesso
  2. Analisi critica
  3. Produzione creativa
  4. Consapevolezza
  1. Cittadinanza
    1. Il processo di operativizzazione della competenza digitale: dalle dimensioni ai criteri, agli indicatori. E’ possibile distinguere sette tipi di indicatori relativi a diversi livelli di analisi critica che attivano processi interpretativi a seconda del tipo di conoscenza.
  2. Espressiva , che presuppone una conoscenza atomica e prevede l’individuazione e il riconoscimento di tutti i codici multimediali presenti in un testo
  3. Tematico-figurativa , che si avvale di una conoscenza procedurale, caratterizzata dall’applicazione delle regole sintattiche alla base di un genere
  4. Discorsiva , che si avvale sempre di una conoscenza procedurale, ma orientata più sull’individuazione dei criteri di applicazione delle procedure, e presuppone la capacità dell’utente di individuare all’interno di una stessa struttura narrativa uno specifico stile narrativo
  5. Semiotico-narrativa , che si focalizza sulla conoscenza concettuale e si concentra sulle diverse dimensioni di significato del testo
  6. Contesto culturale , basato su una conoscenza contestuale, con particolare attenzione alle caratteristiche fruitive del destinatario, facendo riferimento alla capacità di interpretare la cornice storia, sociale e culturale della rappresentazione
  7. Ideologica , basato su una conoscenza contestuale, ma focalizzata sulle caratteristiche dell’emittente da cui si attivano strategie personalizzate di rappresentazione.
  8. Contesto comunicativo , che presuppone una conoscenza contestuale probabilistica, con particolare riferimento alla conoscenza dei potenziali effetti comunicativi legati alla rappresentazione testuale all’interno di una specifica cornice comunicativa. Diversi tipi di produzione creativa: 1. Quella tecnica esperienziale di base o amatoriale , relativa all’applicazione procedurale di algoritmi, ovvero operazioni di base linguistiche o tecnologiche. 2. Quella tecnica per genere che prevede l’applicazione di tecniche e metodi, relativi a un genere mediale. 3. Quella autoriale che presuppone l’implementazione personale della narrazione e l’uso di criteri per applicare le stesse procedure in modo innovativo. 4. Quella semantica , legata alla scrittura ex novo di una narrazione, alla generazione di una storia. 5. Progettazione contestualizzata che si avvale di una conoscenza di natura contestuale; il processo creativo alla base di una elaborazione semantica deve tener conto degli obiettivi comunicativi che vuole trasmettere a un ipotetico destinatario. 6. Programmazione digitale che rappresenta la più qualificata forma di produzione digitale, e si caratterizza per la progettazione e sviluppo di un sistema software o hardware ex novo. Indicatori di riferimento di tutela :
  9. Tutela dei dispositivi digitali
  10. Tutela della struttura narrativa
  11. Tutela del contenuto autoriale (o copyright)
  12. Tutela dei propri dati personali e della privacy
  13. Tutela del benessere psicofisico dell’utente, potenziale fruitore
  14. Consapevolezza dei sistemi proprietari alla base dei servizi digitali e degli effetti annessi Indicatori di riferimento del problem solving :
  15. Risoluzione di problemi tecnici legati al DIGICOMP
  16. Identificazione di bisogni degli utenti e l’ipotesi di risposte tecnologiche adeguate
  17. Utilizzo creativo di tecnologie digitali (decision marketing)
  18. Individuazione di carenze nelle competenze digitali
  • Dal punto di visto MESO sociale, è possibile affermare che ogni competenza, socializzata in uno specifico contesto familiare, riflette i flussi e i condizionamenti socioculturali della realtà geografica, storica e socioculturale di appartenenza (del quartiere, della città, della regione, della nazione, della comunità culturale e religiosa)
  • Dal punto vista MACRO sociale, le variabili strutturali, culturali, economiche e politiche, che caratterizzano un’area geografica, come ad esempio il Comune di Roma, condizionano il tipo ed il livello di performance medio sociale alla base dello sviluppo della competenza.
    1. Una metodologia specifica per la Valutazione delle competenze digitali: il metodo delle rubriche valutative Davidson elabora il metodo delle rubriche valutative partendo dalla riflessione di Scriven sui limiti delle tradizionali metodologie di ricerca sociale usate per la valutazione della performance e della qualità e applicate alla valutazione delle competenze. Le rubriche costituiscono uno strumento adatto perché in grado di fornire una descrizione valutativa di come appare una performance o una qualità a ognuno di due o più livelli per ciascuna dimensione. Le rubriche ci dicono quanto è buono ciò che è buono e rappresentano uno strumento per convertire un mix di dati quantitativi e qualitativi in un giudizio. In questo senso, le rubriche sembrano un’alternativa valida a rispondere all’esigenza di costruire una metodologia specifica per valutare una competenza complessa e articolata in più e differenti dimensioni come quella digitale. Nella ricerca si è optato per la costruzione di rubriche come strumenti per la definizione operativa di ciascuna dimensione della competenza digitale rispetto all’obiettivo di valutare le competenze. Le rubriche stanno alla valutazione come gli indicatori alla misurazione. Le rubriche rappresentano uno strumento utile ai fini della valutazione delle competenze digitali perché consentono di determinare la qualità o il valore in sé, assoluto, dell’evaluando ( grading ) oppure il valore relativo rispetto ad altri evaluandi ( ranking ). Si prestano bene a determinare il valore assoluto su una scala tipo e sono generalmente costruite su due colonne: quella del voto e quella della descrizione degli elementi di come deve apparire la situazione per poter attribuire quel voto. Il gruppo di lavoro ha proceduto alla progettazione della prima rubrica per la definizione operativa della dimensione dell’accesso cognitivo e tecnologico, utilizzando come esempio applicativo il social media attualmente più diffuso tra i giovani, ovvero Facebook. Il primo step del gruppo di ricerca è stato quello di definire che cosa significa “saper accedere” su Facebook e di individuare 5 livelli di conoscenza (o literacy) che vanno da un minimo di 1, conoscenza del linguaggio di base (o alfabeto) di facebook a un massimo di 5, conoscenza contestuale più complessa alla conoscenza degli effetti di utilizzo di Facebook. Il secondo step è stata l’impostazione di una rubric analitica che ha consentito di suddividere la dimensione dell’accesso in sottoinsiemi di criteri ben distiniti, collocabili su una scala che va da un minimo di 1 a un massimo di 5:
  1. Conoscenza dell’alfabeto
  2. Conoscenza della sintassi
  3. Conoscenza del contenuto
  4. Conoscenza dell’emittente/destinatario
  5. Conoscenza degli effetti di base La rubrica progettata è funzionale, ad un primo step, alla definizione operativa dell’accesso attraverso l’individuazione di criteri, indicatori e variabili per la misurazione della competenza e, ad un secondo step, alla costruzione di strumenti valutativi delle performance di accesso cognitivo e tecnologico. Dalla rubric analitica è possibile passare a rubriche descrittive delle performance su ciascun livello dell’accesso ai media che consentono di rendere chiari:
  6. I criteri rispetto a cui si farà la valutazione
  7. I livelli di qualità della prestazione da valutare
  1. I criteri di attribuzione dei punteggi alla performance dell’evaluando per ciascun livello dell’accesso. CAPITOLO 4 I RISULTATI DI RICERCA: PROFILI DI COMPETENZE DIGITIALI TRA I PRE TEENS ROMANI
  2. Giovani studenti romani: tra accesso cognitivo e analisi critica dei media digitali Identikit dei giovani studenti in conformità con il framework adottato e tenendo in considerazione i livelli di competenza: accesso, analisi critica, produzione creativa, consapevolezza fruitiva e cittadinanza. La maggior parte dei giovani intervistati mostra conoscenze e capacità di utilizzo dei media digitali che possono essere ricondotte principalmente al livello dell’accesso tecnologico e cognitivo. Una parte rilevante di questi giovani sembra più apprezzata anche sul piano dell’analisi critica e mostra competenze di interpretazione critica dei contesti e dei contenuti dei vari media digitali; la competenza di questi ragazzi si limita all’analisi critica e prescinde dalla consapevolezza degli usi del digitale e delle sue potenzialità a fini formativi e di apprendimento, relegando le attività sui media digitali al tempo libero nel quotidiano. I dati ottenuti hanno offerto suggestioni importanti rispetto alla valutazione del grado di competenza digitale rispetto ad accesso e analisi critica. La ricerca è stata l’occasione per iniziare a testare una metodologia specifica per la valutazione delle competenze, necessaria a perfezionare strumenti in grado di misurare e attribuire un valore alle competenze digitali.
  3. Dal questionario alla costruzione dei profili di competenze digitali dei pre teens romani Il questionario semi-strutturato utilizzato per l’indagine pilota sulla valutazione delle competenze digitali ha interessato due scuole secondarie di I grado per ciascun Municipio del Comune di Roma ed è stato somministrato dal team di ricerca in 20 scuole secondarie, in tre classi per scuola, compresi fra gli 11 e i 15 anni, provenienti da diversi municipi del Comune di Roma. Le domande spaziano dal tipo di attività ai tempi di consumo dei media digitali, all’accesso tecnologico e cognitivo, all’analisi critica, alla produzione creativa, alla consapevolezza fruitiva, fino al livello più complesso della cittadinanza. Occorre specificare che, nella fase del pretesting del questionario, lo strumento prevedeva un numero più elevato di domande per ciascun livello di competenza in modo da coprire con più indicatori i 5 livelli e rafforzare la validità dei dati raccolti. Tuttavia, l’analisi dei dati ottenuti dal pretest ha evidenziato le difficoltà dei ragazzi nel comprendere bene il significato di alcuni termini tecnici relativi ai media digitali che hanno spinto ad una revisione di alcuni items del questionario sia in termini di quantità che di significato. Le prime analisi effettuate sulle risposte agli items del questionario offrono il seguente quadro generale: il 70% circa dei giovani del campione utilizza le tecnologie digitali quotidianamente senza un’alfabetizzazione formale, e acquisiscono conoscenze e abilità di natura digitale in modo tacito suggerendo l’ipotesi di una limitata mediazione da parte delle agenzie di socializzazione. I due clusters emersi dall’analisi dei dati dividono il campione di giovani intervistati in due profili che distinguono tra i giovani con una competenza digitale bassa e una elevata e risultano principalmente dalla combinazione tra i primi due livelli della competenza digitale e le altre variabili considerate nell’analisi. TECNOLOGICI TACITI ➡️ questo profilo rappresenta circa il 35% dei giovani intervistati e si caratterizza per questo profilo rappresenta circa il 35% dei giovani intervistati e si caratterizza per un uso esperienziale e spesso inconsapevole delle tecnologie digitali. Per questo gruppo di giovani la competenza digitale coincide con l’accesso tecnologico ai media, risultando del tutto assenti conoscenze e capacità sul piano della consapevolezza fruitiva e della produzione creativa ed essendo molto lontano dallo sviluppo della citinzenship. È composto da femmine della classe di età più bassa (11-12 anni) e si caratterizza per una conoscenza e un utilizzo dei media digitali legato esclusivamente alle esperienze di vita quotidiana; sono giovani preadolescenti che navigano su internet utilizzando in più momenti della giornata il proprio smartphone, passando il tempo sui social media, in particolare su Facebook, luogo privilegiato di incontri e amicizie. Le attività svolte da queste ragazze nel tempo libere e di vita quotidiana sono: navigare in internet, giocare con lo smartphone, utilizzare il tablet e PC a fini ricreativi. Pertanto, la loro competenza

L'approccio educativo si modifica rispetto all'uso dei mezzi di comunicazione. Le famiglie di status elevato, e con una scolarizzazione elevata, sono più orientate al controllo delle azioni dei propri quando navigano on line, inviano messaggi e utilizzano i social network. Il loro stile di mediazione è restrittivo e regolativo. I genitori parlano spesso con i figli di quello che fanno su internet, ma raramente sono seduti accanto a loro durante la navigazione, anche se non incoraggiano un'esplorazione autonoma del web. Le attività più comuni e condivise sono quelle di base, legate all'accesso tecnologico, quale ad esempio l'uso dei motori di ricerca e dell’e-mail, mentre le attività meno frequenti sono quelle che richiedono più attivismo e partecipazione, come usare blog, oppure esprimere opinioni e partecipare a iniziative politiche e sociali, che comunque richiedono competenze più specialistiche. Non sembrano emergere consumi mediali esclusivi delle categorie più deboli, come gli operai e i lavoratori non specializzati o i disoccupati, i cui principali consumi si orientano intorno all'uso della TV gratuita. Le famiglie intervistate appartenenti a uno status medio alto sono sempre orientate verso l'informazione, ma utilizzano soprattutto i social network quali spazi di condivisione e consultazione, mentre risultano poco partecipative e creative, attive e interattive on line. Le famiglie appartenenti a uno status basso presentano una scarsa vivacità culturale con i media digitali. I social network sono i servizi web più utilizzati a scopo soprattutto ludico e di intrattenimento. Per quanto riguarda i comportamenti culturali outdoor, le famiglie di status elevato svolgono molte attività, come andare al cinema o al teatro, andare in bici e partecipare a conferenze o convegni, ma amano anche stare a casa e fare piccoli lavoretti. Ad un livello socioculturale medio, il teatro, il cinema, la discoteca e la pratica dello sport sono attività condivise dalle famiglie di questa classe. Un’elevata scolarizzazione determina anche la frequentazione di musei e mostre, o conferenze e dibattiti o il volontariato, mentre le famiglie con una bassa scolarizzazione preferiscono stare a casa. Le famiglie di status socioprofessionale basso con una bassa scolarizzazione non presentano alcuna attività outdoor. Il quadro emergente sembra quello di una generazione che gravita intorno alle dimensioni di accesso tecnologico e di analisi critica ma solo rispetto ai media mobili utilizzati di più e per cui sviluppano conoscenze e abilità tacite. La stessa conoscenza è ancora orientata sull’approfondimento delle caratteristiche estetiche ed etiche dei messaggi scambiati e condivisi, mentre sembrano ancora lontane rispetto all'esplorazione del retroscena industriale alla base della produzione dei messaggi digitali. Questa generazione sembra ancora lontana dalla dimensione della produzione creativa con il digitale, dalla maturazione di alcune forme di consapevolezza comportamentale e dallo sviluppo di un comportamento valutativo autonomo rispetto ai contenuti e al sistema produttivo e fruitivo dei media digitali. I figli provenienti dai municipi centrali di Roma, le cui famiglie hanno uno status socioprofessionale medio- alto, hanno competenza digitali elevate rientrano nel cluster dei critici estetici mentre quelli provenienti dai municipi periferici e deboli, le cui famiglie hanno uno status medio basso, presentano competenze digitali basse e appartengono al cluster dei tecnologici taciti.

3. Tipi di famiglie e capitale sociale

Sono stati costruiti 4 tipi di famiglie con specifici profili di capitale sociale:

- Le famiglie forti multimediali e orientate all'informazione, ma con un stile educativo

mediale regolativo-restrittivo

Famiglie del centro urbano di Roma, con uno status socioprofessionale elevato assoluto, costituito

prevalentemente da dirigenti/funzionari e intellettuali con un’elevata scolarizzazione. Dal punto di

vista meso-sociale, presentano un clima familiare poco collaborativo e democratico, ne consegue

che sostengono poco le relazioni intra familiari. Nella prospettiva micro, tali famiglie sono

orientate ai valori sociali, in quanto considerano importante avere relazioni sentimentali e di

amicizia, essere tolleranti, rispettare gli altri e impegnarsi socialmente. Dal punto di vista

educativo, questo tipo di famiglie predilige un orientamento competitivo premiale, regolativo-

restrittivo e poco permissivo rispetto all’uso dei mezzi di comunicazione dei loro figli, pur

seguendo una dieta multimediale, a scopo informativo, e una vivacità forte culturale outdoor.

- Le famiglie forti multimediali orientate all'intrattenimento social, con uno stile educativo

mediale protezionistico

Si tratta di famiglie sempre al centro urbano con uno status socioprofessionale elevato, costituito

da dirigenti/funzionari e intellettuali con una bassa scolarizzazione. Nella prospettiva meso –

sociale, tali famiglie presentano un clima familiare collaborativo e democratico intra ed extra

familiare, non a caso enfatizzano valori di natura sociale. Dal punto di vista educativo (prospettiva

micro) l’atteggiamento è prevalentemente protezionistico, nonostante l'apertura sociale, anche

rispetto all'uso dei media digitali dei propri figli, enfatizzando un basso grado di permissività

critica. Il consumo culturale è vivace dal punto di vista outdoor, lo scopo non è informativo ma

legato all’intrattenimento e alla dimensione ludica.

- Le famiglie orientate all'informazione social e con uno stile educativo relazionale

individualista ma non con i media

Famiglie di status socioprofessionale medio, costituito da impiegati o tecnici. Tali famiglie, dal

punto di vista meso, si dividono in nuclei con un'alta scolarizzazione che presentano uno scarso

clima collaborativo democratico interno ed enfatizzano valori di natura individualista, ovvero

orientato al miglioramento del sé e delle proprie capabilities, e nuclei con una bassa

scolarizzazione, orientati sempre verso valori individualisti ma contando su un clima collaborativo

e democratica intrafamiliare. Dal punto di vista micro-sociale, è possibile notare comportamenti

educativi contraddittori quando si utilizzano i mezzi di comunicazione. Lo stile educativo di queste

famiglie è relazionale accondiscendente, ovvero orientato a intraprendere tutte quelle relazioni

che consentono il soddisfacimento dei desideri e delle esigenze dei propri figli; tuttavia quando si

usano i media, il grado di permissività è nullo. Queste famiglie sembrano utilizzare i social media

soprattutto per scopi informativi, amano praticare sport, andare al cinema e a teatro, ma non

disdegnano stare a casa.

- Le famiglie deboli orientate all'intrattenimento social e con uno stile educativo regolativo

relazionale ma permissivo con i media

Famiglie di periferia con uno status socioprofessionale basso, costituito da operai, tecnici non

specializzati e disoccupati. Anche tale profilo di famiglie è strutturale in due nuclei: quello relativo

a famiglie con un’alta scolarizzazione che enfatizzano, dal punto di vista meso, un clima interno

poco collaborativo e quelli con una bassa scolarizzazione che protendono per una forte

collaborazione interna. In entrambi i casi si enfatizza un sistema di valori individualista, orientato

al miglioramento dell'io attraverso attività educative protese alla relazione. Tale sistema di regole

sembra venir meno con l'utilizzo dei mezzi di comunicazione, in cui il livello di permissività

genitoriale nella fruizione è molto elevato sebbene la disponibilità mediale sia ridotta.

Per quanto riguarda la fruizione mediale, i social media sono al centro della dieta comunicativa di

tali famiglie, mentre la vivacità culturale outdoor è certamente limitata.