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Riassunto fatto da me del libro Digital Literacy e Capitale Sociale per il corso di Digital Education
Tipologia: Dispense
Caricato il 23/01/2020
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Secondo Boterf l’apprendimento è un processo non-lineare, intenzionale, attivo e autoriflessivo dal punto di vista cognitivo e affettivo, ma anche costruttivo , poiché modificabile a partire dagli scambi e dalle interrelazioni con altri individui (amici, famiglia, insegnanti, etc.). La competenza di fonda prevalentemente sull’interpretazione della complessità di una situazione sociale, rispetto alla quale ciascuno può essere chiamato a risolvere problemi, combinando conoscenze e abiltà con una serie di risorse disponibili all’interno di una specifica circostanza. Sviluppare una “competenza situata significa anche analizzare e valutare le condizioni sociali che possono indurre a utilizzare quelle stesse risorse in una specifica situazione. Essa si manifesta di fronte all’imprevedibilità e all’incertezza, rispetto alle quali ognuno deve ingegnarsi per individuare le risorse più idonee, collegarle e farle interagire fra loro. Boterf individua tre dimensioni della competenza:
L'approccio educativo si modifica rispetto all'uso dei mezzi di comunicazione. Le famiglie di status elevato, e con una scolarizzazione elevata, sono più orientate al controllo delle azioni dei propri quando navigano on line, inviano messaggi e utilizzano i social network. Il loro stile di mediazione è restrittivo e regolativo. I genitori parlano spesso con i figli di quello che fanno su internet, ma raramente sono seduti accanto a loro durante la navigazione, anche se non incoraggiano un'esplorazione autonoma del web. Le attività più comuni e condivise sono quelle di base, legate all'accesso tecnologico, quale ad esempio l'uso dei motori di ricerca e dell’e-mail, mentre le attività meno frequenti sono quelle che richiedono più attivismo e partecipazione, come usare blog, oppure esprimere opinioni e partecipare a iniziative politiche e sociali, che comunque richiedono competenze più specialistiche. Non sembrano emergere consumi mediali esclusivi delle categorie più deboli, come gli operai e i lavoratori non specializzati o i disoccupati, i cui principali consumi si orientano intorno all'uso della TV gratuita. Le famiglie intervistate appartenenti a uno status medio alto sono sempre orientate verso l'informazione, ma utilizzano soprattutto i social network quali spazi di condivisione e consultazione, mentre risultano poco partecipative e creative, attive e interattive on line. Le famiglie appartenenti a uno status basso presentano una scarsa vivacità culturale con i media digitali. I social network sono i servizi web più utilizzati a scopo soprattutto ludico e di intrattenimento. Per quanto riguarda i comportamenti culturali outdoor, le famiglie di status elevato svolgono molte attività, come andare al cinema o al teatro, andare in bici e partecipare a conferenze o convegni, ma amano anche stare a casa e fare piccoli lavoretti. Ad un livello socioculturale medio, il teatro, il cinema, la discoteca e la pratica dello sport sono attività condivise dalle famiglie di questa classe. Un’elevata scolarizzazione determina anche la frequentazione di musei e mostre, o conferenze e dibattiti o il volontariato, mentre le famiglie con una bassa scolarizzazione preferiscono stare a casa. Le famiglie di status socioprofessionale basso con una bassa scolarizzazione non presentano alcuna attività outdoor. Il quadro emergente sembra quello di una generazione che gravita intorno alle dimensioni di accesso tecnologico e di analisi critica ma solo rispetto ai media mobili utilizzati di più e per cui sviluppano conoscenze e abilità tacite. La stessa conoscenza è ancora orientata sull’approfondimento delle caratteristiche estetiche ed etiche dei messaggi scambiati e condivisi, mentre sembrano ancora lontane rispetto all'esplorazione del retroscena industriale alla base della produzione dei messaggi digitali. Questa generazione sembra ancora lontana dalla dimensione della produzione creativa con il digitale, dalla maturazione di alcune forme di consapevolezza comportamentale e dallo sviluppo di un comportamento valutativo autonomo rispetto ai contenuti e al sistema produttivo e fruitivo dei media digitali. I figli provenienti dai municipi centrali di Roma, le cui famiglie hanno uno status socioprofessionale medio- alto, hanno competenza digitali elevate rientrano nel cluster dei critici estetici mentre quelli provenienti dai municipi periferici e deboli, le cui famiglie hanno uno status medio basso, presentano competenze digitali basse e appartengono al cluster dei tecnologici taciti.