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Dipendenze da Sostanze e Comportamenti: Dipendenza da Gioco d'Azzardo, Schemi e mappe concettuali di Scienze umane e sociali

Le dipendenze patologiche, con particolare riferimento alla dipendenza da gioco d'azzardo. Viene descritta la natura di una dipendenza, i fenomeni di tolleranza e astinenza, il concetto di dipendenza fisica e psicologica, e il disturbo da gioco d'azzardo. Il testo include anche una breve discussione sulla farmacodipendenza e i fattori di vulnerabilità.

Tipologia: Schemi e mappe concettuali

2021/2022

Caricato il 18/10/2022

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Le dipendenze
Alcol ! Farmaci ! Gioco d’azzardo
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Ambulatorio Dipendenze

Le dipendenze

Alcol! Farmaci! Gioco d’azzardo

LE DIPENDENZE

Per DIPENDENZA si intende una alterazione del comportamento che da semplice e comune abitudine diventa una ricerca esagerata del piacere attraverso sostanze o comportamenti che sfociano in una condizione patologica. La persona dipendente perde ogni possibilità di controllo sull'abitudine. Si è in presenza di una dipendenza patologica quando la persona non può fare a meno di una sostanza o di un comportamento malgrado i danni fisici, psicologici, legali, familiari, che l’uso di queste sostanze o la messa in atto di quel determinato comportamento le procura. I quadri di vera e propria dipendenza sono condizionati dalla presenza dei fenomeni di tolleranza , astinenza , comportamento compulsivo di assunzione della sostanza di abuso (craving) e comportamento recidivante (ricaduta nell’uso). Per tolleranza si intende la necessità di aumentare la dose per ottenere lo stesso effetto farmacologico. Gli esatti meccanismi con cui la tolleranza si instaura non sono completamente conosciuti e differiscono da sostanza a sostanza, ma certamente la tolleranza riflette gli adattamenti omeostatici che l’organismo mette in atto per contrastare gli effetti della sostanza. Mentre la tolleranza riflette i meccanismi di compenso dell’organismo nei confronti degli effetti della sostanza, l’astinenza riflette questi stessi processi adattivi nel momento in cui non sono contrastati dalla presenza della sostanza. La definizione di dipendenza include i fenomeni della tolleranza e dell’astinenza, ma contiene un’ulteriore componente comportamentale (craving/desiderio). La dipendenza fisica si riferisce alla tolleranza fisica e ai sintomi astinenziali. Il concetto di dipendenza psicologica si riferisce a quei sintomi “non fisici” che si manifestano alla sospensione dell’uso di sostanze, incluso il craving, l’agitazione, l’ansia e la depressione. L’assunzione della sostanza allevia i sintomi astinenziali, sia fisici che psichici e produce un innalzamento dell’umore, a meno che l’individuo non sia molto tollerante. La DIPENDENZA si può sviluppare verso il cibo (anoressia - bulimia), verso le sostanze stupefacenti (tossicodipendenza), in cui rientrano anche l' alcolismo e il fumo, verso il sesso (dipendenza sessuale, masturbazione compulsiva), verso il partner (dipendenza affettiva), verso il lavoro (work-a-holic), o verso comportamenti come l'azzardo (gioco d'azzardo patologico), Internet (Internet addiction Disorder), i videogame, ecc. L' ABUSO si configura quando la sostanza/comportamento viene utilizzata attraverso una modalità patologica, caratterizzata da segni di intossicazione, dall’incapacità a interromperne l’uso nonostante la presenza di problemi sociali, interpersonali o legali causati dagli effetti della sostanza con conseguente compromissione delle attività sociali e professionali. Il disturbo deve essere presente periodicamente durante un periodo di dodici mesi.

La farmacodipendenza può essere causa dei seguenti fenomeni:

  • dipendenza psichica, che consiste nella tendenza a consumare la sostanza sia perché produce un effetto piacevole sia perché dà sollievo a un disturbo, per esempio all’ansia;
  • dipendenza fisica, che corrisponde a un nuovo equilibrio dell’organismo, il quale esige un apporto regolare della sostanza tossica. In caso di mancanza, lo stato di carenza si manifesta con un malessere, pi˘ o meno pronunciato, associato a sensazioni di dolore o angoscia; questi sintomi costituiscono la sindrome di astinenza;
  • assuefazione o tolleranza, per cui le dosi abituali perdono con il tempo la loro efficacia e quindi il soggetto deve aumentarle per ottenere l'effetto desiderato. IL DISTURBO DA GIOCO D'AZZARDO L'organizzazione mondiale della Sanità (OMS) descrive il concetto di dipendenza patologica o di sindrome della dipendenza come quella condizione psichica e talvolta anche fisica derivante dall'interazione tra un organismo vivente e una sostanza tossica, e caratterizzata da risposte comportamentali e da altre reazioni, che comprendono sempre un bisogno compulsivo di assumere la sostanza in modo continuativo o periodico, allo scopo di provare i suoi effetti psichici e talvolta di evitare il malessere della sua privazione. Negli ultimi anni questa definizione è stata usata anche per indicare quelle forme di comportamento compulsivo che non implicano necessariamente il ricorso ad una sostanza, in quanto gratificante e ricercato è il comportamento stesso. Pertanto nella pratica clinica è diventato sempre più usuale parlare di dipendenze comportamentali, per indicare la significativa sovrapposizione di tale comportamento a quello delle dipendenze da sostanza. Si trattava tuttavia di una definizione impropria, in quanto nel frattempo il DSM IV, pur riconoscendo il Gioco d'Azzardo Patologico (GAP) come una psicopatologia a tutti gli effetti, lo inseriva nella categoria Disturbo del Controllo degli Impulsi non Altrimenti Specificato. Nel 2013 il DSM V sancisce definitivamente l'assimilazione del GAP con le dipendenze patologiche e lo inserisce nella categoria Disturbi da Dipendenza e Correlati all'Uso di Sostanze nella sotto-categoria Disturbi non correlati all'Uso di Sostanze. Tale classificazione secondo gli autori del DSM V è giustificata dall'evidenza che il Disturbo da Gioco d'Azzardo Ë in grado di attivare il reward system al pari di altre droghe, generando sintomi del tutto sovrapponibili a quelli indotti dall'abuso di sostanze. Il Disturbo da Gioco d'Azzardo, al pari di ogni altra dipendenza, sembra essere la risultante di pi˘ fattori che si integrano tra di loro. Oltre alla vulnerabilità genetica e alle alterazioni dei sistemi neurobiologici della gratificazione (cit. Potenza, 2001), si evidenziano come tipiche del giocatore patologico la difficoltà del controllo degli impulsi (cit. Goudriaan 2004), nonché le alterazioni delle funzioni cognitive (credenze e distorsioni cognitive in relazione alle reali probabilità di vincita). Come nelle altre forme di dipendenza, vanno considerate altre variabili: familiarità, ambiente sociale, offerta di occasioni di gioco e accessibilità. Un altro elemento di vulnerabilità Ë costituito probabilmente dal sensation-seeking (cit. Coventry e Brown, 1993) strettamente associato alla tendenza a mettere in pratica comportamenti a rischio.

Il GAP inoltre spesso è conseguente, determinato o associato a patologie psichiatriche e/o all'uso di sostanze: si rilevano alti livelli di comorbilità con i disturbi dell'umore come la depressione maggiore (cit. Becona et al, 1996; Grant e Potenza, 2010), il disturbo bipolare (cit. Grant e Potenza, 2010), disturbo antisociale di personalità (Grant e Potenza. 2010), l'alcolismo (Lesieur et al. 1986), l'uso di altre sostanze (cit. Lesieur, Blume, 1993), in particolare alcol, THC e cocaina. Il gioco d'azzardo patologico (definito anche azzardopatia o genericamente e impropriamente ludopatia) è un disturbo del comportamento rientrante nella categoria diagnostica dei disturbi del controllo degli impulsi. Nell'edizione di maggio 2013 del DSM il gioco d'azzardo è stato inquadrato nella categoria delle cosiddette "dipendenze comportamentali". Ha una forte attinenza con la tossicodipendenza; infatti il giocatore d'azzardo patologico mostra una crescente dipendenza nei confronti del gioco d'azzardo, aumentando la frequenza delle giocate, il tempo passato a giocare, la somma spesa nell'apparente tentativo di recuperare le perdite, investendo pi˘ delle proprie possibilità economiche (facendosi prestare i soldi e coprendosi di debiti) e trascurando gli impegni che la vita gli richiede. Il giocatore Ë diagnosticato affetto dal gioco d'azzardo patologico (DSM-IV, 1994) se presenta almeno cinque dei sintomi che seguono:

  • è assorbito dal gioco, per esempio è continuamente intento a rivivere esperienze trascorse di gioco, a pianificare la prossima impresa di gioco, a escogitare modi per procurarsi denaro per giocare;
  • ha bisogno di giocare somme di denaro sempre maggiori per raggiungere lo stato di eccitazione desiderato;
  • tenta di ridurre, controllare o interrompere il gioco d'azzardo, ma senza successo;
  • è irrequieto e irritabile quando tenta di ridurre o interrompere il gioco d'azzardo;
  • gioca d'azzardo per sfuggire problemi o per alleviare un umore disforico, per esempio, sentimenti di impotenza, colpa, ansia, depressione;
  • dopo aver perso al gioco, spesso torna un altro giorno per giocare ancora, rincorrendo le proprie perdite;
  • mente alla propria famiglia, al terapeuta, o ad altri per occultare l'entità del coinvolgimento nel gioco d'azzardo
  • ha commesso azioni illegali come falsificazione, frode, furto o appropriazione indebita per finanziare il gioco d'azzardo . ha messo a repentaglio o perso una relazione significativa, il lavoro, oppure opportunità scolastiche o di carriera per il gioco d'azzardo;
  • fa affidamento sugli altri per reperire denaro per alleviare la situazione economica difficile causata dal gioco, l’operazione di salvataggio. Un gioco è bello quando dura poco Se il tuo dura ormai da troppo tempo Se hai perso troppo denaro a causa del gioco d’azzardo Se hai già provato a smettere o a ridurre il gioco e non ci sei riuscito Se sei il familiare di un giocatore patologico Noi possiamo aiutarti!