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diritto canonico bicocca, Appunti di Diritto Canonico

riassunto delle lezioni di diritto canonico , Università bicocca aa 2020-21

Tipologia: Appunti

2021/2022

Caricato il 17/03/2026

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Diritto canonico e diritto ecclesiastico:
Diritto canonico: diritto proprio della chiesa cattolica.
Diritto ecclesiastico: diritto dello Stato italiano.
Il diritto canonico come diritto SOVRANNAZIONALE
Quando parliamo di ordinamento della chiesa cattolica ci riferiamo a quello
proprio dello Stato del Vaticano, ma questo non riesce ad ospitare tutti coloro
che sono tenuti a seguire le regole dell’ordinamento canonico. Quindi, questo
diritto non ha un territorio ben definito e si può definire SOVRANNAZIONALE =
va oltre i diritti delle nazioni.
Quale diritto vigente sovrannazionale conosciamo? Il Diritto internazionale = non
appartiene a nessuna specifica nazione ma si pone al di sopra del diritto.
Anche il diritto canonico è sovrannazionale.
L’estensione del diritto canonico
Si entra nell’ordinamento canonico grazie al sacramento di iniziazione ovvero il
battesimo.
C’è diritto canonico ovunque ci sia un battezzato. Ognuno di noi è stato
battezzato quando eravamo piccoli poi ognuno ha deciso di credere o non
credere e di seguire le regole della religione cattolica.
Solo un battezzato è tenuto al rispetto delle regole della religione cattolica.
Sono però figli di Dio anche le persone non battezzate.
Storia e fonti del diritto canonico
Il diritto canonico è un diritto che esiste da moltissimo tempo: ha più di duemila
anni o ancor di più se consideriamo l’antico testamento. Le fonti di diritto
canonico nascono con la rivelazione: con l’insegnamento di Cristo e quindi dei
4 vangeli ritenuti ufficiali dalla chiesa cattolica. in effetti, esistono anche i
vangeli apocrifi che raccontano il diritto canonico ma non sono ufficiali per la
chiesa.
Possiamo a questo proposito dividere il diritto canonico in varie epoche:
IUS ANTICO che va dalla morte di Cristo (33 d.c.) fino all’anno 1040/50.
importante in tal senso il decreto del diritto del maestro Graziano
IUS NUOVO: dal decreto di graziano fino al concilio di Trento.
IUS NOVISSIMUM: dal concilio di Trento fino alla prima codificazione del
diritto canonico (1917).
oI codici del diritto canonico
Dispesa di diritto canonico - Andrea Goisa
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Diritto canonico e diritto ecclesiastico:  Diritto canonico: diritto proprio della chiesa cattolica.  Diritto ecclesiastico: diritto dello Stato italiano. Il diritto canonico come diritto SOVRANNAZIONALE Quando parliamo di ordinamento della chiesa cattolica ci riferiamo a quello proprio dello Stato del Vaticano, ma questo non riesce ad ospitare tutti coloro che sono tenuti a seguire le regole dell’ordinamento canonico. Quindi, questo diritto non ha un territorio ben definito e si può definire SOVRANNAZIONALE = va oltre i diritti delle nazioni. Quale diritto vigente sovrannazionale conosciamo? Il Diritto internazionale = non appartiene a nessuna specifica nazione ma si pone al di sopra del diritto. Anche il diritto canonico è sovrannazionale. L’estensione del diritto canonico Si entra nell’ordinamento canonico grazie al sacramento di iniziazione ovvero il battesimo. C’è diritto canonico ovunque ci sia un battezzato. Ognuno di noi è stato battezzato quando eravamo piccoli poi ognuno ha deciso di credere o non credere e di seguire le regole della religione cattolica. Solo un battezzato è tenuto al rispetto delle regole della religione cattolica. Sono però figli di Dio anche le persone non battezzate. Storia e fonti del diritto canonico Il diritto canonico è un diritto che esiste da moltissimo tempo: ha più di duemila anni o ancor di più se consideriamo l’antico testamento. Le fonti di diritto canonico nascono con la rivelazione: con l’insegnamento di Cristo e quindi dei 4 vangeli ritenuti ufficiali dalla chiesa cattolica. in effetti, esistono anche i vangeli apocrifi che raccontano il diritto canonico ma non sono ufficiali per la chiesa. Possiamo a questo proposito dividere il diritto canonico in varie epoche:  IUS ANTICO che va dalla morte di Cristo (33 d.c.) fino all’anno 1040/50. importante in tal senso il decreto del diritto del maestro Graziano  IUS NUOVO: dal decreto di graziano fino al concilio di Trento.  IUS NOVISSIMUM: dal concilio di Trento fino alla prima codificazione del diritto canonico (1917). o I codici del diritto canonico

 Nel 1917 l’ordinamento canonico decide di darsi un codice.  Nel 1983 abbiamo il secondo codice di diritto canonico e attuale codice. La lingua ufficiale è il latino.  nel 1990, emanato da Giovanni Paolo II, abbiamo il codice delle chiese orientali. Chi sono le chiese orientali? Si tratta di chiese in comunione con la chiesa cattolica, ovvero che riconoscono la suprema autorità del pontefice. Hanno avuto però una storia diversa (per lo scisma = cade l’Impero Romano d’occidente e rimane in piedi l’impero d’oriente  La chiesa cattolica ha avuto una storia e le chiese orientali hanno avuto una storia diversa) Il codice rispetta le tradizioni diverse delle chiese orientali ma condivide i principi fondamentali della chiesa cattolica con le chiese orientali. Da cosa è costituito il Diritto Canonico? Ha una base di diritto divino e dal diritto umano.  Base di diritto divino  Regole che derivano direttamente dalla parola di Dio nell’antico testamento e nel nuovo testamento (Gesù, figlio di Dio). Il diritto divino è RIVELATO direttamente da dio, per esempio tramite le tavole dei comandamenti.  Le norme di diritto umano si accostano al diritto divino = norme che sono state fatte dalla chiesa ma non si basano sulle sacre scritture. Ne sono un esempio i cosidetti impedimenti. Gli impedimenti per sono situazioni di fatto che impediscono, ad esempio, la valida celebrazione del matrimonio. Alcuni impedimenti sono di diritto divino e alcuni di diritto umano. Per es. l’impedimento dell’età prevede nel diritto canonico che ci si può sposare quando si raggiunge la maturità psicofisica. Secondo il diritto canonico le donne raggiungono la maturità prima degli uomini: le donne a 14 anni mentre gli uomini a 16. Questo impedimento può venire derogato ad un’età precedente se si dimostra che la ragazza o il ragazzo raggiunge la maturità psicofisica necessaria e questo avviene attraverso il provvedimento del vescovo.  questo è un impedimento di diritto umano perché si ottiene la dispensa

(deroga). Nel diritto canonico non si può ottenere la dispensa. Perché

non si può derogare la parola di Dio.

ATTENZIONE però: il diritto umano è un diritto che proviene dagli organi

legislativi della chiesa ed è un diritto che deve sempre e comunque

Graziano era un insegnante di diritto canonico all’università di Bologna, e “la concordanza dei canoni discordanti era costituita da 5 libri”. Graziano prendeva un canone e metteva a confronto le varie interpretazioni di quel canone e le avvalorava attraverso il pensiero di autorevoli giuristi e autori. Questo confronto, integrato dal pensiero di giuristi ed autori, forniva più chiare indicazioni sull’interpretazione più “giusta”.  L’opera era suddivisa dapprima in 5 libri, poi Gregorio IX promulga il VI libro che viene chiamato il liber extra. Gregorio IX conferisce all’opera di graziano un’importanza particolare ne riconosce l’esculsività: essa non si chiama più della concordanza dei canoni discordanti ma appunto “decretum magistris Graziano”: ciò stante a significare che i tribunali di diritto canonico dovevano attenersi al decretum, nonché al liber extra e non potevano ricorrere a fonti differenti rispetto a queste. L’ordinamento canonico quindi acquista una compattezza ed una armonia importante che gli permette di sopravvivere nel corso dei secoli: il tribunale ecclesiastico di Lisbona per es. utilizzava lo stesso diritto del tribunale ecclesiastico di Milano.  Bonifacio VII emana il liber sextus : in tal modo le fonti ora sono:

decretum magistris graziano - liber extra e liber sextus.

Le clementine sono state emanate da Clemente V e va a completare in quel momento le fonti del diritto canonico.  Alla fine si arriva che il concilio di Trento che immette nuove regole nell’ordinamento e si arriva al “Corpus Iuris Canonici” che raccoglierà tutta questa legislazione antichissima (che parte dal decreto di Graziano fino al corpus iuris canonici”  il corpus era di difficilissima consultazione e si inizia a pensare alla codificazione che verrà alla luce solo nel 1917. Dallo Stato Pontificio alle “guarentigie” La chiesa dapprima aveva un potere temporale (aveva un territorio e lo Stato pontificio che si estendeva dal Lazio fino alle Marche. Questo Stato è stato debellato dalla coalizione dei Savoia piemontesi e il resto del popolo italiano che si era aggiunto ai piemontesi nella famosa unità di Italia). Il pontefice si ritira a Roma fino alla Breccia di Porta Pia, in quelli che erano i palazzi di sua proprietà, di fatto il territorio che oggi si chiama “Stato del Vaticano”. La prima capitale del regno d’Italia fu Torino, Firenze e poi Roma. Il pontefice rimane in uno stato particolare e diventa praticamente un suddito del Re d’italia poiché era sul territorio Italiano e lo Stato cerca di rimediare

attraverso il provvedimento delle “ leggi delle guarentigie”, che danno al

pontefice delle garanzie e onori che si riconoscono a qualsiasi capo di Stato. Tuttavia il pontefice non se ne accontenta, in quanto al di sopra di esso c’è solo Dio. Non c’è in terra, secondo il diritto canonico alcuna autorità superiore al pontefice, lo stesso risponde solo all’ordinamento divino e quindi alla sovranità del signore. Nell’anno 476 cade l’Impero Romano di occidente Segue un tentativo di ricostruire l’impero con Carlo Magno, il quale viene proclamato imperatore dal pontefice La norma giuridica nel diritto canonico La norma giuridica nel diritto canonico viene espressa in canoni, che dal latino

significa retta da seguire.

Nel codice invece si parla di LEGGI ECCLESIASTICHE: emesse dal legislatore canonico, si chiamano così perché sono leggi di diritto umano emanate dagli organi competenti all’emanazione di leggi della chiesa. Libro I Titolo Ileggi ecclesiastiche (Nel primo libro del codice si parla di leggi ecclesiastiche) Nell’attuale diritto canonico non esiste una definizione di legge ma nel Codice si affrontano questioni pratiche come la produzione della legge, l’efficacia della legge, l’interpretazione della legge etc. Il codice non specifica cosa sia “una legge”. Ci vengono però in aiuto le definizioni storiche: o secondo Tomaso d’Aquino :  “La legge è una disposizione della ragione diretta al bene comune e promulgata da chi ha la responsabilità della comunità”  La “ ragionevolezza ” è il rispetto dei valori espressi dalla legge divina naturale e rivelata, è rapportare la legge al diritto divino nel senso che la legge di diritto umano deve avere come requisito essenziale la coerenza con i valori fondamentali dell’ordinamento canonico.  “Diretta al bene comune” significa diretta alla salvezza delle anime e l’unità della chiesa.  “Chiesa” può essere definita come il popolo di Dio: tutti i battezzati che credono in Dio

Tommaso sottolinea la conformità, Suarez invece sottolinea dei concetti moderni ossia che la legge deve essere generale e perpetua, queste due caratteristiche sono richiamate nei canoni 20 e 21 dell’attuale codice. Le definizioni di S. Tommaso e Suarez sono utili per analizzare la disciplina delle questioni pratiche che riguardano la legge:

  • Produzione
  • Efficacia
  • Interpretazione Uno sguardo ai canoni che riguardano le leggi ecclesiastiche La legge ecclesiastica è regolata nel Libro I, Titolo I dell’attuale Codice di diritto canonico, dai canoni 7 al 22 LA PROMULGAZIONE DELLE LEGGI e IL POTERE LEGISLATIVO

 Canone 20: La legge posteriore abroga la precedente o deroga alla

medesima, se lo indica espressamente, o è direttamente contraria a

quella, oppure riordina integralmente tutta quanta la materia della legge

precedente; la legge universale però non deroga affatto al diritto

particolare o speciale, a meno che non sia disposto espressamente altro

dal diritto.

 Canone 21: Nel dubbio la revoca della legge preesistente non si

presume, ma le leggi posteriori devono essere ricondotte alle precedenti

e con queste conciliate, per quanto è possibile.

 Il canone 20 precisa un concetto importante: la distinzione tra legge universale e legge particolare.  Legge universale  tutto il popolo di dio deve rispettarla (Esempio: diritto divino)  Legge particolare  riguarda solo una porzione del popolo di Dio. (Esempio: in Italia ci si sposa a 16 se emancipato (14- per la chiesa), ma si raccomanda che si celebrino i matrimoni a persone 18enni o emancipate (regola non abroga il codice  matrimonio sarebbe valido, ma si scontra con una previsione del diritto particolare))  Le leggi ecclesiastiche regolamentano il diritto particolare nel rispetto dei principi universali.

 canone 7: la legge è istituita quando è promulgata - cioè quando è fatta

conoscere alla comunità, le leggi di diritto universale devono essere pubblicate in una Gazzetta ufficiale chiamata atti della sede apostolica (acta apostolicae sedis)  Si parla di leggi di diritto ecclesiastico, diritto canonico umano universale che devono essere inserite negli acta apostolicae sedis, entrano in vigore generalmente 3 mesi dopo la loro pubblicazione, tuttavia la stessa legge può disporre che entri in vigore in un tempo minore rispetto ai 3 mesi. Il tempo che intercorre tra la pubblicazione e il momento in cui la legge ha efficacia si chiama “vacatio legis”.  Invece le leggi particolari, le leggi emanate dai singoli vescovi o dalle conferenze episcopali nazionali entrano in vigore 1 mese dopo la loro pubblicazione generalmente, salvo non sia disposto diversamente. Il potere legislativo nell’ordinamento canonico: chi promulga le leggi? L’ordinamento canonico trova le basi nel diritto divino ecco perché la divisione dei poteri non opera in questo ordinamento.  Il potere legislativo risulta in capo al Pontefice e al concilio ecumenico e al vescovo. Pontefice e vescovo hanno anche il potere giurisdizionale e esecutivo, questi poteri sono racchiusi in doveri. Gli atti del potere legislativo Si sente spesso parlare di vari tipi di documenti che provengono, ad esempio, dal Pontefice come:

1) La bolla,

2) l’encicliche,

3) chirografa,

4) brevia,

5) lettere apostoliche etc,

Le leggi ecclesiastiche pontefice possono essere emanate con vari nomi, ma ciò non importa una minore o maggiore efficacia, il fatto che il pontefice introduca una disposizione con una lettera apostolica non vuol dire che quella disposizione ha un’efficacia maggiore di un'altra. Tutti i documenti che derivano dal Pontefice o dal Concilio Ecumenico hanno la stessa forza. Se si fa un paragone col diritto civile si può paragonare il diritto della nostra Costituzione con il diritto divino e il rispetto che la legge ordinaria deve avere nei suoi confronti come la legge ecclesiastica ne deve avere nei confronti del diritto divino.

 le leggi irritanti e inabilitanti non possono essere interpretate estensivamente perché limitano un atto o la capacità di porlo in essere L’INTERPRETAZIONE DELLE LEGGI ECCLESIASTICHECanone 17: come deve essere interpreta la legge (leggi ecclesiastiche

ossia leggi di diritto umano) : “Le leggi ecclesiastiche sono da intendersi

secondo il significato proprio delle parole considerato nel testo e nel

contesto; che se rimanessero dubbie e oscure, si deve ricorrere ai luoghi

paralleli, se ce ne sono, al fine e alle circostanze della legge e

all'intendimento del legislatore.”

Il canone 17 offre dei criteri diversi criteri interpretativi:  criterio letterale  significato letterale delle parole, esse hanno un significato diverso a seconda del testo o del contesto  luoghi paralleli/analogia  ad essi si ricorre qualora le parole siano ancora oscure e poco chiare, per luoghi paralleli o analogia si intendono frasi simili. Il criterio analogico non può essere applicato alle leggi irritante e inabilitante  intendimento del legislatore  si interpreta la norma basandosi sulla sua “ratio”, ovvero sulle ragioni per cui è stata emanata. Ad esso si fa riferimento qualora fallisca il criterio analogico o letterale.

 Canone 18: “ Le leggi che stabiliscono una pena, o che restringono il

libero esercizio dei diritti, o che contengono un'eccezione alla legge, sono

sottoposte a interpretazione stretta.”

 Queste leggi non possono essere interpretate secondo i criteri dell’analogia o delle circostanze di emanazione della legge, ma solo ricorrendo al significato letterale delle parole.  le leggi che contengono una eccezione alle leggi generali non possono essere interpretate estensivamente come le leggi irritanti e inabilitanti IL DIRITTO SUPPLETORIO

 Canone 19: “ Se su una determinata materia manca una espressa

disposizione di legge sia universale sia particolare o una consuetudine, la

causa, se non è penale, è da dirimersi tenute presenti le leggi date per

casi simili, i principi generali del diritto applicati con equità canonica, la

giurisprudenza e la prassi della Curia Romana, il modo di sentire comune

e costante dei giuristi.”

 Questo canone offre gli strumenti per colmare le lacune di diritto, quindi prevede cosa si debba fare quando una legge non è regolamentata dalla legge (universale o particolare) o dalla consuetudine: la materia è da disciplinare tenendo presente le leggi date per i casi simili (per Analogia). Tale metodo, però, non si può applicare qualora la fattispecie sia penale.  Ma quali sono precisamente i criteri da applicare in caso di lacune di diritto:  Analogia Non può essere utilizzata per norme penali/irritanti/inabilitanti/revocano diritti acquisiti  Principi generali del diritto applicati con equità canonica - Si fa riferimento ai principi generali di qualsiasi ordinamento purché si applichino con equità canonica; perciò, si possono applicare i principi anche internazionali.

Esempio: norma ordinamento comunista, questa sarebbe

incompatibile, ma il principio può essere applicato perché

l’equità canonica in tal caso è conciliabile con i principi

dell’ordinamento canonico di misericordia, carità cristiana e

umanità.

Giurisprudenza e prassi della curia romana - Per giurisprudenza si intende l’insieme delle sentenze dei giudici, per prassi si intende costante ripetizione di un comportamento.

La curia romana è l’organismo suddiviso in dicasteri che aiuta

il pontefice nella gestione della chiesa universale. Esempio: la segreteria di stato.  Opinione dei dottori - La comune opinione dei dottori = prevalente dottrina in un argomento. LE CONSUETUDINI (Canoni 23-28) Sono composte da:  Elemento materiale  comportamento ripetuto nel tempo

 vescovi (episcopato)  coloro che hanno fatto un voto di vita consacrata - sono persone che ispirandosi alla figura del fondatore di un ordine cercano di vivere la loro esperienza terrena in modo simile alla vita di Gesù. Troviamo i:  benedettini  canossiane  catecumeni i primi due provengono dalle sacre scritture, mentre il terzo proviene dal diritto umano. LE CARATTERISTICHE DEL DIRITTO DIVINO Il Diritto divino è rilevato mediante le sacre scritture, contiene principi naturali che appartengono all’ordine naturale dell’universo. Il diritto divino è fisso, immutabile ed eterno.  Fisso  è stato fissato in un determinato modo  Immutabile  non cambia  Eterno  dura per sempre L’uomo non ha le capacità per comprendere il diritto divino, ecco perché queste caratteristiche sono state individuate dopo, mediante la “ traditio”. La” traditio” è il costante tentativo dell’uomo e della chiesa di far emergere il diritto divino mediante le sacre scritture, è un processo che va avanti da anni e da sempre si cerca di interpretare meglio i principi di diritto divino. Il popolo di dio è costituito da 3 categorie: laici, ordinati e coloro che hanno fatto un voto di vita consacrata, nell’ultimo gruppo sono presenti i catecumeni (canone 206) = persone che non sono state battezzate, ma che voglio intraprendere un cammino di fede. La chiesa li considera già battezzati anche se stanno intraprendendo un percorso; infatti, si riconoscono a loro le prerogative che sono proprie dei cristiani, per esempio il rito delle esequie. Per gli ordinati si devono distinguere tre gradi dell’ordine sacro, sebbene il sacramento dell’ordinazione (ORDINE SACRO) sia uno solo, esso è modulato in gradi diversi.  Episcopato – vescovi Ordine sacro dei vescovi - questo ordine deriva dalle sacre scritture perché Cristo scelse i suoi apostoli, questi ultimi diffondevano la sua parola. La stessa cosa che fanno i vescovi: essi sono istituiti dal pontefice o da una scelta di una commissione di vescovi che deve essere approvata dal pontefice.

La loro potestà è legislativa (si dice “munus regendi” – la possibilità di

esercitare il potere esecutivo, legislativo e giurisdizionale), di

insegnamento (“ munus docendi”) e di santificazione (“ munus

santificandi”).

Questi 3 oneri In particolare:  Munus docendi  diffondere, insegnare la parola di Dio spiegando le sacre scritture, indirizzare gli stessi parroci  Munus santificandi  dovere di amministrare i sacramenti, tutti tranne il matrimonio possono essere esercitati dal vescovo, in particolare i vescovi amministrano quello della confermazione, ma possono delegarlo anche al sacerdote. Nel dettaglio amministrano:  Battesimo  Comunione  Cresima (confermazione)  Matrimonio  Sacri ordini  Unzione dei malati  Munus regendi  esercizio del potere esecutivo, legislativo e giurisdizionale. Quest’ultimo è consolidato: benchè siano stati istituiti dei tribunali ecclesiastici che hanno competenza territoriale, la loro istituzione non fa venire meno il potere giurisdizionale dei vescovi, questi lo detengono ma lo possono delegare ai suddetti tribunali. Ma cosa si intende con potere legislativo dei vescovi? Potere legislativo  è il potere di legiferare, governare, unito alla potestà giurisdizionale, limitato alla propria competenza territoriale, ossia alla sua diocesi (che hanno “ordinamenti” diversi [vedi rito ambrosiano]). Si tratta di diritto particolare umano che riguarda la singola diocesi, esso deve però essere rispettoso dei principi divini e dal diritto nazionale emanato dalle conferenze episcopali nazionali. Cosa si intende con questi termini?  Conferenze episcopali  conferenze dei vescovi di una nazione.

IL PONTEFICE

È un VESCOVO.

Nelle sacre scritture, specialmente nel vangelo, si narra di come Cristo scelse gli

apostoli, attraverso i quali predicò la parola di Dio. In seguito, istituì la sua

CHIESA, quale unione di fedeli. Tra gli apostoli ne scelse 1: Pietro Simone. Lasciò

che gli altri apostoli (collegio degli apostoli) andassero in giro per ii mondo a

diffondere il verbo

Bisogna trasporre il diritto divino alla realtà del diritto canonico umano, rispettando la sacra scrittura C’è un’autorità UNIPERSONALE SUPREMA, accompagnata da un’AUTORITA’ COLLEGIALE (collegio dei vescovi come collegio degli apostoli). Gli apostoli sono quindi i predecessori dei VESCOVI. Anche il pontefice quindi è un VESCOVO. L’assemblea dei cardinali, all’interno del conclave, sceglie il PONTEFICE, guidati dalla volontà dello spirito santo (tenendo presente che la realtà può CORROMPERE le persone – la chiesa vive “nel secolo”) La costituzione gerarchica della chiesa nel codice

Nel libro 2. intitolato “ de populo dei” del codice è disciplinata la divisione

gerarchica del popolo di Dio (laici) La parte 2 del libro 2 è dedicata alla costituzione gerarchica della Chiesa (coloro che hanno preso i voti)  La prima sezione è intitolata “La suprema autorità della chiesa” (330-367)  IL ROMANO PONTEFICE E IL COLLEGIO DEI VESCOVI

 CANONE 330: Come, per volontà del Signore, san Pietro e gli

altri Apostoli costituiscono un unico Collegio, per analoga

ragione il Romano Pontefice, successore di Pietro, ed i Vescovi,

successori degli Apostoli, sono tra di loro congiunti.

 CANONE 331 : Il Vescovo della Chiesa di Roma , in cui

permane l'ufficio concesso dal Signore singolarmente a

Pietro , primo degli Apostoli, e che deve essere trasmesso ai

suoi successori, è capo del Collegio dei Vescovi , Vicario di

Cristo e Pastore qui in terra della Chiesa universale; egli,

perciò, in forza del suo ufficio, ha potestà ordinaria suprema,

piena, immediata e universale sulla Chiesa, potestà che può

sempre esercitare liberamente.

 Successione personale da Pietro ai singoli pontefici si

distingue dalla successione collegiale dal collegio dagli apostoli a quello dei vescovi

 Viene eletto da Cristo a capo della Chiesa, quindi fra i

vescovi il Pontefice assume una posizione di primato in quanto eletto personalmente come successore di Pietro, in quanto il grande elettore del Pontefice non sono i singoli cardinali, ma i singoli cardinali guidati dallo Spirito Santo

 Il Pontefice ha potestà:

 ORDINARIA- non è delegata da nessuna potestà

umana, deriva direttamente dalla scelta dello S.S

 SUPERMA – non c’è nessuna potestà umana al di

sopra del Pontefice. Egli deve sottostare solo alle norme di diritto divino, può modificare in accordo con esse quelle di diritto umano

 PIENA – riguarda tutti i campi, non solo quello

prettamente religioso: costumi, morale, tutto ciò che può interessare la vita di un fedele. Es: la chiesa è intervenuta in modo fermo contro la teoria del gender.

 IMMEDIATA – non ha bisogno di intermediari

 UNIVERSALE sulla chiesa, può essere esercitata

LIBERAMENTE – può intervenire anche sul diritto particolare (che compone il diritto universale). Può essere sempre esercitata liberamente COME VIENE ELETTO IL PONTEFICE Successore di Pietro, viene eletto nel conclave dai cardinali , la cui scelta è guidata dall’opera dello Spirito Santo, essendo stato Pietro scelto da Cristo, è chiaro che la scelta del suo successore deve avvenire mediante lo Spirito Santo (visto che in Cristo è parte della trinità).

successore di Pietro, ed i Vescovi, successori degli Apostoli, sono tra di loro

congiunti.

 La potestà viene esercitata dal pontefice (successore personale di Pietro) e dal collegio episcopale (successore personale degli apostoli), questo perché corrisponde alle sacre scritture in quanto Cristo avvalendosi degli apostoli scelse Pietro su cui fondare la propria chiesa. Le due figure sono congiunte, sono imprescindibili, deve essere esattamente così perché si devono rispettare le sacre scritture.

 Canone 333 §2. Il Romano Pontefice, nell'adempimento dell'ufficio di

supremo Pastore della Chiesa, è sempre congiunto nella comunione con gli

altri Vescovi e anzi con tutta la Chiesa; tuttavia egli ha il diritto di

determinare, secondo le necessità della Chiesa, il modo, sia personale sia

collegiale, di esercitare tale ufficio.

 Al secondo paragrafo ricorda che il pontefice esercita la sua potestà con il collegio episcopale, ma ha il diritto di determinare, secondo le necessità della chiesa il modo di esercitare il loro ufficio: questo significa che il Pontefice ha un ruolo superiore rispetto ai componenti del collegio.

 Canone 333: Il Romano Pontefice, in forza del suo ufficio, ha potestà non

solo sulla Chiesa universale, ma ottiene anche il primato della potestà

ordinaria su tutte le Chiese particolari e i loro raggruppamenti; con tale

primato viene contemporaneamente rafforzata e garantita la potestà

propria, ordinaria e immediata che i Vescovi hanno sulle Chiese particolari

affidate alla loro cura.

 Il canone ribadisce che il pontefice ha una potestà immediata non solo sulle chiese universali, ma anche quelle particolari, ossia raggruppamenti di fedeli che provengono da un determinato territorio che costituisce una chiesa particolare. È importante perché loro hanno un diritto particolare che esiste nell’ordinamento canonico solo se non deroga i principi del diritto canonico. La suddivisione tra chiesa universale e particolare va di pari passo con la distinzione di diritto universale e particolare, quest’ultimo è importante in quanto rispetta le esigenze culturali di quella comunità alla quale appartiene, possiamo considerare la chiesa universale come insieme di chiese particolari.  Non si da appello né ricorso sulle decisioni del pontefice RINUNCIA ALL’INCARICO

Nel codice non è prevista una rinuncia per motivi di salute come nel caso di Papa Giovanni II, che a fine mandato aveva gravi problemi di comunicazione per via della malattia. Generalmente un sacerdote, o un ordinato può rinunciare ai voti? In teoria si, previa autorizzazione della Santa Sede, ossia di colui che sta sopra il presbitero quindi il vescovo della Diocesi. Per la rinuncia di papa, Papa Benedetto XVI è avvenuta per sua volontà, volontà che era libera e che era frutto della ragione. IL pontefice, quindi, può in qualunque momento scegliere di rinunciare, e la sua decisione non deve essere autorizzata da qualcuno perché la sua potestà è assoluta. CON CHI COLLABORA IL PONTEFICE

 Canone 334: Nell'esercizio del suo ufficio il Romano Pontefice è assistito

dai Vescovi, che possono cooperare con lui in diversi modi, uno dei quali è

il sinodo dei Vescovi. Inoltre, gli sono di aiuto i Padri Cardinali e altre

persone, come pure diverse istituzioni, secondo le necessità dei tempi;

tutte queste persone e istituzioni adempiono in suo nome e per sua

autorità l'incarico loro affidato per il bene di tutte le Chiese, secondo le

norme determinate dal diritto.

 Il pontefice può essere aiutato nel governo della chiesa dai vescovi e dai cardinali. In particolare, il canone dispone che possono cooperare i vescovi mediante il sinodo dei vescovi - È un'assemblea dei rappresentanti dell'episcopato cattolico che ha il compito di aiutare con i suoi consigli il Papa nel governo della Chiesa universale.  Un paio di anni fa il sinodo dei vescovi si è occupato delle problematiche legate alle famiglie, come le varie forme di famiglia, in particolare i divorziati, questi non possono accedere all’eucarestia, che assieme a tutti i sacramenti serve per salvare l’anima, tra di essi vi è pure il matrimonio che è un patto formale, consensuale e sacramentale, chi osa sciogliere questo vincolo incorre in sanzioni (scomunica). Se invece il Matrimonio è solo civile e poi si divorzia per la chiesa si è “normali” non si viene considerati divorziati, mentre se si effettua un matrimonio concordatario (matrimonio canonico che poi è stato trasposto negli uffici) e poi si divorzia per la chiesa si è scomunicati IL COLLEGIO DEI VESCOVI

 CANONE 336: Il Collegio dei Vescovi, il cui capo è il Sommo Pontefice e i cui

membri sono i Vescovi in forza della consacrazione sacramentale e della