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Tipi di Società e loro Caratteristiche: Responsabilità, Formazione, Liquidazione, Appunti di Diritto Commerciale

Una panoramica dettagliata sui sei tipi di società, le loro caratteristiche, la responsabilità dei soci, la formazione e la liquidazione. Il documento copre la società semplice, società in nome collettivo, società operazione, società in nome accomandita semplice, società di responsabilità limitata e società di comanda di operazioni. Vengono inoltre discusse le società di capitali e le loro caratteristiche distinte rispetto alle società di persone.

Tipologia: Appunti

2021/2022

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28 settembre 2021
DIRITTO COMMERCIALE
(leggi d’Italia p.a.)
DIRITTO COMMERCIALE Lex mercatoria si chiama così perché il protagonista dell’epoca
dell’alto medioevo in cui nasce il primo scambio era il MERCANTE/ COMMERCIANTE, soggetto
economico protagonista dell’altro medioevo in cui il diritto commerciale inizia a fiorire.
Lex mercatoria Erano tutte le regole che venivano applicate le regole di scambio di allora.
Sono regole consuetudinarie, create dai mercanti. esse valevano sia tra i mercanti sia tra i
mercanti e i non mercanti. Si chiama così perché ha molto valore le consuetudini.
I mercanti erano una classe egemone che creano gli statuti (la legge scritti), leggi che si
contrappone alle consuetudini.
Inoltre, vi erano i tribunali dei mercanti, c’erano i mercanti giudici.
Egli decide cosa, quando e in che modo si dovesse produrre.
Oggi la lex mercatoria ha una grande importanza nella contrattazione internazionale.
Caratteristiche del diritto commerciali dell’epoca:
a. Universalità del diritto commerciale quando unico era il mercato si applicava lo stesso
diritto (anche oggi è così). Se unico è il mercato unico deve essere il diritto.
Durante l’alto medioevo vi erano tre diritti: il diritto canonico (diritto molto duro), la lex mercatoria
e diritto civile. A causa dei diversi divieti provenienti dal diritto della chiesa, i commercianti
dell’epoca hanno iniziato a studiare delle alternative per superarli. Da ciò sono nati nuovi soggetti
Lo stato inizia ad intervenire nella funzione legislativa.
“Ordenance de Commerce” primo tentativo dello stato riguardo questa materia.
Dopo la Rivoluzione francese prevaleva il principio di uguaglianza la legge uguale per tutti.
Con Napoleone abbiamo per la prima volta il “Code civil” (1804) e il “Code de commerce”, divisi
per la prima volta. Il diritto in questo caso è fatto ovviamente dallo stato.
Nel 1942 si è arrivati all’idea di avere un unico Codice civile. Vi sono delle regole che sono state
tratte dal diritto commerciale.
In seguito, si comincia di discutere (discussione durata 20 anni) se avere un unico codice o
mantenere la divisione. Per ciò, erano state create due commissioni: uno per il Codice civile e uno
commerciale. Alla fine, si decise di unificare i due codici, traendo le leggi principali del Codice
civile. Sembrava, quindi, che il codice di commercio fosse stato abbandonato. In realtà, al
contrario, maggior importanza l’ha preso il codice del commercio.
Il Codice civile è uno ma viene suddiviso in regole diverse: quello privato, commerciale, …
29 settembre 2021
Altra caratteristica:
b. Specialità del diritto commerciale dimensione di massa del diritto commerciale (anche
oggi).
I fenomeni economici sono fenomeni di massa.
Il diritto commerciale oltre a essere un diritto universale, è anche un diritto speciale.
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28 settembre 2021

DIRITTO COMMERCIALE

(leggi d’Italia p.a.) DIRITTO COMMERCIALE Lex mercatoria  si chiama così perché il protagonista dell’epoca dell’alto medioevo in cui nasce il primo scambio era il MERCANTE/ COMMERCIANTE, soggetto economico protagonista dell’altro medioevo in cui il diritto commerciale inizia a fiorire. Lex mercatoria Erano tutte le regole che venivano applicate le regole di scambio di allora. Sono regole consuetudinarie, create dai mercanti. esse valevano sia tra i mercanti sia tra i mercanti e i non mercanti. Si chiama così perché ha molto valore le consuetudini. I mercanti erano una classe egemone che creano gli statuti (la legge scritti), leggi che si contrappone alle consuetudini. Inoltre, vi erano i tribunali dei mercanti, c’erano i mercanti giudici. Egli decide cosa, quando e in che modo si dovesse produrre. Oggi la lex mercatoria ha una grande importanza nella contrattazione internazionale. Caratteristiche del diritto commerciali dell’epoca: a. Universalità del diritto commerciale quando unico era il mercato si applicava lo stesso diritto (anche oggi è così). Se unico è il mercato unico deve essere il diritto. Durante l’alto medioevo vi erano tre diritti: il diritto canonico (diritto molto duro), la lex mercatoria e diritto civile. A causa dei diversi divieti provenienti dal diritto della chiesa, i commercianti dell’epoca hanno iniziato a studiare delle alternative per superarli. Da ciò sono nati nuovi soggetti Lo stato inizia ad intervenire nella funzione legislativa. “Ordenance de Commerce” primo tentativo dello stato riguardo questa materia. Dopo la Rivoluzione francese prevaleva il principio di uguaglianza la legge uguale per tutti. Con Napoleone abbiamo per la prima volta il “Code civil” (1804) e il “Code de commerce”, divisi per la prima volta. Il diritto in questo caso è fatto ovviamente dallo stato. Nel 1942 si è arrivati all’idea di avere un unico Codice civile. Vi sono delle regole che sono state tratte dal diritto commerciale. In seguito, si comincia di discutere (discussione durata 20 anni) se avere un unico codice o mantenere la divisione. Per ciò, erano state create due commissioni: uno per il Codice civile e uno commerciale. Alla fine, si decise di unificare i due codici, traendo le leggi principali del Codice civile. Sembrava, quindi, che il codice di commercio fosse stato abbandonato. In realtà, al contrario, maggior importanza l’ha preso il codice del commercio. Il Codice civile è uno ma viene suddiviso in regole diverse: quello privato, commerciale, … 29 settembre 2021 Altra caratteristica: b. Specialità del diritto commerciale dimensione di massa del diritto commerciale (anche oggi). I fenomeni economici sono fenomeni di massa. Il diritto commerciale oltre a essere un diritto universale, è anche un diritto speciale.

Il diritto commerciale tende a regolare alcune fattispecie in modo speciale/diverso rispetto al diritto civile. Ci sono dei casi in cui però il diritto commerciale, che regola i diritti di massa, si discosta dal diritto civile. Nel diritto commerciale non tutela solo due contraenti ma ci sono molti interessi da tutelare, gli interessi dei terzi dimensione di massa. Vi è un fenomeno di massa che si discosta dalle regole del diritto civile per tutelare gli interessi di massa.

IMPRENDITORE (libro V)

All’imprenditore in generale deve essere applicata una determinata disciplina. Ci sono diversi imprenditori: a. Sotto il profilo della natura della attività abbiamo: imprenditore commerciale e imprenditore agricolo. b. Sotto il profilo di dimensione abbiamo: il piccolo imprenditore, imprenditore sotto soglia. c. Sotto il profilo di oggetti abbiamo: l’imprenditore sociale e collettivo (società). Art 2082 cc.  (norma generale) L’imprenditore è chi esercita professionalmente una attività economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o di servizi. Quando si trattava di scrivere il codice, veniva utilizzato il metodo dell’economia metodo che cercava di fuggire da tutto ciò che era una nozione astratta. È una regola che è stato usato anche nel diritto commerciale. Qui l’imprenditore si interpone tra chi sul mercato, da un lato offre lavoro e capitali e dall’altro si interpone fra chi offre lavoro e capitali e fra chi domandano beni e servizi. Quindi senza l’attività dell’imprenditore sarebbe inerte. Questa norma comprende tutti i tipi di imprenditore! Tutto è incentrato sul concetto di impresa che è collegato al concetto di ATTIVITA! (“L’imprenditore è chi esercita professionalmente una attività…”) Solo esercitando l’attività si diventa imprenditori. ATTIVITÀ  Insieme ordinato di atti, coordinati tra loro dell’imprenditore, che hanno una direzione unitaria, hanno un medesimo fine. L’unico scopo è la produzione e lo scambio di beni o servizi. PRODUTTORE Trasforma la materia prima in prodotto finito crea qualcosa di nuovo produce una nuova ricchezza. SCAMBIO  il commerciante comprerà il bene creato e lo scambierà per qualcosa di nuovo (attività del commercio). Il w della produzione e dello scambio è la creazione di ricchezza mediante una attività svolta sul mercato con terzi. L’attività di produzione deve essere rivolta al mercato, se no parliamo di autoproduzione o autoconsumo (opinione dominante). Quest’attività deve essere ECONOMICA (cuore del concetto di impresa), non c’è impresa se l’attività non è economica. Qui non si parla di scopo di lucro (=profitto, superamento dei ricavi rispetto ai costi). L’imprenditore privato mira ad avere un profitto. L’attività di impresa deve avere carattere economico ovvero mira al pareggio di bilancio (pareggio dei costi e dei ricavi).

 Illeceità più grave spaccio, prostituzione, ... La disciplina ricollegata alla definizione dell’imprenditore è lo statuto generale dell’imprenditore. Tale statuto comprende una serie di norme sparpagliate e che riguardano tutti gli imprenditori. Le norme principale che si applicano alla fattispecie di impresa, cioè che riguarda tutti gli imprenditori:

  • Disciplina in tema di azienda;
  • Disciplina della concorrenza dei segni distintivi;
  • Disciplina antitrust;
  • Disciplina della concorrenza sleale. Nessuno può trarre vantaggio da un illecito. Il concetto di imprenditore è un concetto civilistico. PROFESSIONI INTELLETTUALI Art 2238  I rapporti tra IMPRESA e PROFESSIONI INTELLETTUALI Se l’esercizio della professione costituisce elemento di un’attività organizzata in forma d’impresa, si applicano anche le disposizioni del titolo II. In ogni caso, se l’esercente una professione intellettuale impiega sostituti o ausiliari, si applicano le disposizioni delle sezioni II, III e IV. Le professioni intellettuali sono gli avvocati, i medici, gli ingegneri, ecc.… essi non sono ritenuti imprenditori. Secondo la legge il farmacista è un imprenditore perché si ha un’attività di vendita di medicina. Il medico se apre una casa di cura privata e creare, quindi, una sua impresa. 6 ottobre 2021 Ora inizieremo a concentrarci sulle distinte figure dell’imprenditore sulla SPECIE. Le specie devono avere tutte le caratteristiche del genere e devono avere qualcosa in più. L’art 2082 indica un genere. Il genere indica 2 specie: concetto di imprenditore commerciale ( art 2195 ) e il concetto di imprenditore agricolo ( art.2135 ) All’imprenditore commerciale è soggetto allo statuto dell’imprenditore commerciale. Prima specie Art 2195Imprenditori commerciale La norma in realtà è intitolata: imprenditori soggetti a registrazione, perché nel ‘42 era solo l’imprenditore commerciale non piccolo andava iscritto nel registro delle imprese. Ora, invece, vanno iscritti tutti gli imprenditori ma mutano tutti gli effetti principio della pubblicità. Quindi l’iscrizione riguarda ora TUTTE le imprese. L’articolo deve essere aggiornato. Una delle caratteristiche dell’istituto dell’imprenditore commerciale era l’iscrizione nel registro. Gli imprenditori commerciali sono gli unici soggetti obbligati all’iscrizione nel registro delle imprese, secondo l’articolo. !!!Industriale vuol dire NON AGRICOLO!!! Art 2195

Sono soggetti all'obbligo dell'iscrizione nel registro delle imprese gli imprenditori che esercitano:

1. un'attività industriale diretta alla produzione di beni o di servizi; Il termine di “attività industriale” comprende coloro che esercitano una attività industriale di beni e servizi NON AGRICOLA. 2. un'attività intermediaria nella circolazione dei beni; Il termine di “attività intermediaria” comprende il commerciante che acquista il prodotto finito presso il magazzino dell’industriale, lo distribuisce e lo rivende al consumatore. Svolge quindi una attività intermediaria tra chi offre il prodotto finito e chi lo domanda. Da qui inizia la lunga catena distributiva (contratti di distribuzione). Con questa attività non c’è una creazione nuova/una trasformazione, a differenza del primo punto. 3. un'attività di trasporto per terra, per acqua o per aria (pleonastico) Questa attività può rientrare nel numero 1 perché è una produzione di servizi. 4. un'attività bancaria e assicurativa; (pleonastico) Se non ci fosse stato il numero 4 l’attività bancaria rientrerà nel numero 2 perché è un’attività intermediaria perché raccoglie il risparmio fra il pubblico e poi la banca eroga il credito. Mentre l’attività assicurativa rientrerà nel numero 1 perché produce un servizio (assunzione di un rischio). 5. altre attività ausiliarie delle precedenti. (pleonastico) Le disposizioni della legge che fanno riferimento alle attività e alle imprese commerciali si applicano, se non risulta diversamente, a tutte le attività indicate in questo articolo e alle imprese che le esercitano. Le attività 3, 4 e 5 potrebbero rientrare, se non ci fossero, nel numero 1 o 2. Caratteristiche dello STATUTO DELL’IMPRENDITORE COMMERCIALE : 1. Pubblicità di iscrizione nel registro delle imprese (ora tutti) 2. Tutte le regole in tema di rappresentanza dell’imprenditore commerciale l’istitore, commessi e procuratore. 3. Obbligo della tenuta delle scritture e contabili 4. Il fallimento in caso di insolvenza solo l’imprenditore commerciale non piccolo è soggetto a fallimento Seconda specie Art 2135Imprenditore agricolo L’imprenditore agricolo è colui che svolge le attività di coltivazione del fondo, selvicoltura, allevamento di animali e attività connessa. Tutto ciò che non è produzione agricola rientra nella produzione industriale.

Le attività connesse sono attività intrinsecamente commerciali ma devono essere connesse all’attività essenziale oggettivamente e soggettivamente. Connessione soggettiva questa attività deve essere esercitata dallo stesso soggetto che esercita già una delle attività essenziali elencate prima (es. uvavino, il vinicoltore coltiva l’uva). Connessione oggettiva c’è se queste attività sono svolte in prevalenza con prodotti dell’attività agricola essenziale o con mezzi di attrezzature di risorse impiegate nell’attività (es. agriturismo). Il pescatore è un imprenditore ittico (diverso dell’acquicoltura) gode dello stesso concetto di imprenditore. 12 ottobre 2021 PICCOLA IMPRESA Nel linguaggio corrente la piccola impresa è un’impresa di dimensioni minori. Se noi vediamo la legislazione speciale, non solo quella italiana ma anche quella europea, il criterio per capire se un’impresa è di piccole dimensioni è quantitativo ( Raccomandazione del 2003/361/CE ). Criterio quantitativo La raccomandazione del 2003 fa una distinzione tra le microimprese, le piccole imprese e le medie imprese. Secondo l’Unione Europea: (non c’è sul Campobasso)

  1. Medie imprese si intendono quelle imprese che hanno meno di 250 persone e realizzano un fatturato annuo non superiore a 50 milioni di euro;
  2. Piccola impresa  è un’impresa che occupa meno di 50 persone e realizzano un fatturato annuo non superiore a 10 milioni di euro;
  3. Micro impresa è un’impresa che occupa meno di 10 dipendenti e realizzano un fatturato annuo non superiore a 2 milioni di euro; A livello europeo si parla di un criterio quantitativo (dipendenti 250/50/10 e fatturato annuo 50/10/2 milioni). Il legislatore italiano ha preso spunto dalla raccomandazione europea con la legge 180 del 2011. Al piccolo imprenditore non si applica il fallimento in caso di insolvenza (=impresa agricola). Per fallire bisogna essere solo un imprenditore commerciale supera una certa soglia dimensionale ( Legge fallimentare del 67/42 ). La legge fallimentare detta delle soglie di fallibilità ( criteri quantitativi ). Art 1 : Sono soggetti alle disposizioni sul fallimento gli imprenditori che esercitano una attività commerciale, esclusi gli enti pubblici. (...) L’imprenditore fallisce se supera una certa soglia ma non fallisce se non la supera. La legge dice che non sono soggetti al fallimento coloro che dimostrano il possesso congiunto dei seguenti requisiti:
  4. Aver avuto un attivo patrimoniale di ammontare complessivo annuo non superiore ad euro trecentomila;
  1. Aver realizzato ricavi lordi per un ammontare complessivo annuo non superiore ad euro duecentomila;
  2. Avere un ammontare di debiti anche non scaduti non superiore ad euro cinquecentomila. Art 2083 cc  PICCOLA IMPRESA (concetto civilistico) Sono piccoli imprenditori i coltivatori diretti del fondo, gli artigiani, i piccoli commercianti e coloro che esercitano un'attività professionale organizzata prevalentemente con il lavoro proprio e dei componenti della famiglia. Fino al 2006 era una norma molto importante, col passare del tempo ha perso molto valore e contenuto. Questa norma è stata applicata da molti tribunali per capire se un’impresa fosse fallibile o no, fino a quando non è stata riutilizzata la legge fallimentare del 42. Coltivatori diretti del fondopiccoli imprenditori agricoli Artigianipiccoli produttori di beni e servizi (es. orafo) Piccoli commerciantipiccoli intermediari nella circolazione dei beni Si è piccoli imprenditori se si esercita un’attività professionale organizzata prevalentemente con il lavoro proprio e dei componenti della propria famiglia. La prevalenza va rapportata al capitale investito e al lavoro altrui. Deve prevalere il lavoro del titolare e dei componenti della fami vglia. Tratta del concetto di prevalenza che è un concetto basato sul criterio qualitativo. Qui vi è un criterio qualitativo , non quantitativo. Originariamente il giudice fallimentare doveva valutare il fallimento secondo questa norma. Ora è una norma che non ci serve per capire chi fallisce. Questa definizione non raggiunge neanche il livello della micro impresa a livello europeo. Per questo viene denominata “minima impresa”. L’articolo non ha più la valenza che aveva in passato ma si deve comunque prendere in considerazione. Prima serviva per capire quale piccolo imprenditore fosse esonerato dal fallimento, ora si osserva l’Art.1 della legge del fallimento

Artigiano

La Legge speciale 443/1985 ci detta una serie di regole riguardo l’artigiano. Egli è un imprenditore artigiano colui che esercita personalmente, professionalmente e in qualità di titolare, l’impresa artigiana, assumendone la piena responsabilità con tutti gli oneri e i rischi che si riferiscono alla sua direzione e gestione e svolgendo in misura prevalente il proprio lavoro, anche manuale, nel processo produttivo. L’elemento che caratterizza l’impresa artigiana è proprio l’artigiano, o meglio, l’attività che svolge l’artigiano una persona che “con le sue mani” crea il prodotto, quasi un artista. Vi sono dei limiti dimensionali all’impresa artigiana, ad esempio il massimo di dipendenti è di 22. Egli non esercita professionalmente un'attività economica organizzata (diverso dall’Art. 2082). La legge serve perché chi entra in questo rientra nella qualifica di artigiano. Non serve per capire se fallisce o no. Per capirlo si guarda l’Art 1 della legge fallimentare.

Vengono iscritti con effetto di pubblicità notizia: il piccolo imprenditore (iscritto in una sezione speciale).

  1. PUBBLICITÀ DICHIARATIVA (pubblicità legale) Art 2193 secondo commaeffetti della pubblicità legale dichiarativa L’ignoranza dei fatti dei quali la legge prescrive l’iscrizione non può essere opposta dai terzi dal momento in cui l’iscrizione è avvenuta. Vengono iscritti con effetto di pubblicità dichiarativa: l’imprenditore commerciale (si iscrive alla sezione ordinaria con effetto della pubblicità dichiarativa); dopo il 2001, ci sono anche gli imprenditori agricoli (sono iscritti alla sezione speciale); la società semplice (sono iscritti alla sezione speciale). Dal momento dell’iscrizione, l’atto iscritto è opponibile a tutti i terzi = l’imprenditore è dispensata dal provare la vostra conoscenza effettiva di ciò che si ha iscritto perché una volta fatto, la legge prevede che la presunzione sia assoluta di conoscenza. Dal momento in cui l’ho scritto il terzo non può dire che non lo sapeva, non può opporre la sua ignoranza. Il legislatore vuole aiutare il terzo quindi ha scritto il primo comma : I fatti dei quali la legge prescrive l'iscrizione, se non sono stati iscritti, non possono essere opposti ai terzi da chi è obbligato a richiederne l'iscrizione, a meno che questi provi che i terzi ne abbiano avuto conoscenza. Se non iscrivo nasce una presunzione di non conoscenza relativa, perché può provare che i terzi ne sono venuti a conoscenza. Se l’imprenditore non iscrive deve provare l’effettiva conoscenza del terzo.
  2. PUBBLICITÀ COSTITUTIVA (pubblicità legale) per esempio, la società dei capitali per nascere devono iscrivere l’atto costitutivo nel registro delle imprese. Facendo questo la società acquista la personalità giuridica (es. l’ipoteca). L’atto non acquista giuridica esistenza senza l’atto. Per la società di persone non è necessaria la pubblicità costitutiva. Nascono e vivono a prescindere dall’iscrizione.
  3. PUBBLICITÀ NORMATIVA è una pubblicità che riguarda le società irregolari. Grazie alla pubblicità da irregolare è passato ad essere regolare.
  4. PUBBLICITÀ SANANTE c’è la possibilità di sanare l’atto nullo ( Art 2332 CC ). Una volta iscritta nel registro delle imprese sana i vizi. SEZIONI ORDINARIE
  • imprenditore commerciale non piccolo (pubblicità dichiarativa);
  • tutte le società (tranne quello non semplice perché non esercita attività commerciale);
  • consorzi con attività esterna (organizzazioni tra imprenditori che decidono di regolare insieme una fase delle loro imprese);
  • GEIE (Gruppo europeo di interesse economico).

SEZIONI SPECIALI

  • piccolo imprenditore (pubblicità notizia);
  • società semplice (p. dichiarativa);
  • Imprenditori agricoli individuali (pubblicità dichiarativa);
  • Artigiani;
  • Società tra avvocati;
  • Società appartenenti ad un gruppo;
  • Le startup;
  • Le piccole e medie imprese (PMI). Inizia l’attività d’impresa se inizia qualcosa che vi è effettivamente, di fatto principio di effettività. Ci devono essere fatti inequivoci. Art 2082L’imprenditore è chi esercita professionalmente una attività economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o di servizi. La società di persone può nascere anche di fatto. 19 ottobre 2021 RAPPRESENTANZA COMMERCIALE La rappresentanza commerciale riguarda gli imprenditori commerciali. Sono regole riservate solo all’imprenditore commerciale. Distinzione tra potere di gestione interno e potere di rappresentanza esterna:
  • Potere di gestione interna decidere il compimento di un atto inerente all’attività d’imprenditore
  • Potere di rappresentanza esterna nel diritto civile, si ha quando parliamo di contratto di mandato, in cui si attribuisce un potere di rappresentanza attraverso la procura. In diritto commerciale vi sono regole speci ali rispetto alla rappresentanza civilistica. PROCURA È un negozio giuridico unilaterale mediante il quale viene conferito il potere di rappresentanza ad un soggetto affinché costui realizzi una serie di atti per conto del soggetto rappresentato. L’imprenditore si avvale di soggetti che sono inseriti nell’esercizio d’impresa. Vi sono delle figure di lavoratori subordinati che fanno parte dell’impresa (GERARCHIA):
  1. Institore
  2. Procuratore
  3. Commesso L’imprenditore invece è la figura principale ed è quindi a lui che le figure elencate subordino. Vi sono delle regole speciali diverse dal diritto privato per una serie di motivi, non ultimo il fatto che il legislatore cerca di tutelare il terzo e l’economia (del traffico giuridico)dimensione di massa. Le regole civili si devono piegare difronte al diritto commerciale. ART 2203 ccINSTITORE

La procura con sottoscrizione del preponente autenticata deve essere depositata per l'iscrizione presso il competente ufficio del registro delle imprese. In mancanza dell'iscrizione, la rappresentanza si reputa generale e le limitazioni di essa non sono opponibili ai terzi, se non si prova che questi le conoscevano al momento della conclusione dell'affare. Si parla di una pubblicità legale dichiarativa (Art 2193 cc). Si può decidere di non pubblicare la procura nei registri. Se non si pubblica la procura i terzi presumano che la rappresentanza sia generale. La norma è un esempio pratico della pubblicità legale dichiarativa. ART 2207 ccModificazione e revoca della procura Gli atti con i quali viene successivamente limitata o revocata la procura devono essere depositati, per l'iscrizione nel registro delle imprese, anche se la procura non fu pubblicata. In mancanza dell'iscrizione, le limitazioni o la revoca non sono opponibili ai terzi, se non si prova che questi le conoscevano al momento della conclusione dell'affare. Gli atti che revocano la procura devono essere iscritti nei registri delle imprese, anche se la procura non è stata pubblicata. I poteri dell’institore sono commisurati ai suoi poteri interni che lo legano all’imprenditore. La norma è un esempio pratico di pubblicità legale dichiarativa. Ci allontaniamo dalle regole civilistiche perché è un vero aspetto del diritto commerciale. ART 2208 ccResponsabilità personale dell’institore L'institore è personalmente obbligato se omette di far conoscere al terzo che egli tratta per il preponente; tuttavia il terzo può agire anche contro il preponente per gli atti compiuti dall'institore, che siano pertinenti all'esercizio dell'impresa a cui è preposto. Norma speciale rispetto al diritto privato. Nel diritto civile, il rappresentante deve dichiarare con la “spendita del nome” al terzo che opera per il proponente. Quindi qui ci vuole la spendita del nome per poter stipulare un contratto a nome di un altro. Anche nel diritto commerciale l’institore deve dichiarare che opera a nome di un altro (= al diritto commerciale) MA il terzo può agire anche contro il proponente solo per gli atti compiuti dall’institore, che siano pertinenti all’esercizio dell’impresa (‡ al diritto civile). Il secondo comma ci dice che il legislatore tutela il terzo Il titolare dell’impresa è, per presunzione, responsabile di tutti gli atti compiuti in suo nome nella sede dell’impresa stessa. ART 2209 ccPROCURATORE Può essere il direttore di ogni ufficio in cui è organizzata l’attività d’impresa. Egli ha molti poteri e limitato il quadro in cui può agire. Anche qui si applicano gli articoli 2206 e 2207 che riguardano la procura. Sono anche loro imprenditori subordinati.

Le disposizioni degli articoli 2206 e 2207 si applicano anche ai procuratori, i quali, in base a un rapporto continuativo, abbiano il potere di compiere per l'imprenditore gli atti pertinenti all'esercizio dell'impresa, pur non essendo preposti ad esso. ART 2210COMMESSI Hanno poteri più limitati perché hanno poteri solo esecutivi. Rientrano in questa categoria non solo i commessi dei negozi ma anche i camerieri. Non possono cambiare i prezzi della merce, salvo che siano autorizzati. Per gli affari conclusi sono autorizzati a svolgere le contrattazioni (es. golf bucato e lo cambio). I commessi dell'imprenditore, salve le limitazioni contenute nell'atto di conferimento della rappresentanza, possono compiere gli atti che ordinariamente comporta la specie delle operazioni di cui sono incaricati. Non possono tuttavia esigere il prezzo delle merci delle quali non facciano la consegna, né concedere dilazioni o sconti che non sono d'uso, salvo che siano a ciò espressamente autorizzati. ART 2213 ccPoteri dei commessi predisposti alla vendita I commessi preposti alla vendita nei locali dell'impresa possono esigere il prezzo delle merci da essi vendute, salvo che alla riscossione sia palesemente destinata una cassa speciale. Fuori dei locali dell'impresa non possono esigere il prezzo, se non sono autorizzati o se non consegnano quietanza firmata dall'imprenditore. 20 ottobre 2021 SCRITTURE CONTABILI Le scritture contabili rispondono ad un principio di gestione efficiente. Per avere una gestione efficiente serve una impresa organizzata. Grava sull’ imprenditore commerciale non piccolo. Grava su tutte le imprese tranne quella di piccola dimensione (e quindi tranne quello agricolo). Grava su tutte le società di forma commerciale, tranne la società semplice (prototipo della società di persone che non può esercitare una attività commerciale). ART 2214 ccLibri obbligatori e altre scritture contabili L'imprenditore che esercita un'attività commerciale deve tenere il libro giornale e il libro degli inventari. Deve altresì tenere le altre scritture contabili che siano richieste dalla natura e dalle dimensioni dell'impresa e conservare ordinatamente per ciascun affare gli originali delle lettere, dei telegrammi e delle fatture ricevute, nonché le copie delle lettere, dei telegrammi e delle fatture spedite. Le disposizioni di questo paragrafo non si applicano ai piccoli imprenditori. L’obbligo delle scritture contabili grava solo sull’imprenditore che svolge un’attività commerciale ma non sui piccoli imprenditori ( comma 3 ).

Per lo stesso periodo devono conservarsi le fatture, le lettere e i telegrammi ricevuti e le copie delle fatture, delle lettere e dei telegrammi spediti. Le scritture e i documenti di cui al presente articolo possono essere conservati sotto forma di registrazioni su supporti di immagini, sempre che le registrazioni corrispondano ai documenti e possano in ogni momento essere rese leggibili con mezzi messi a disposizione dal soggetto che utilizza detti supporti. Libro VI della tutela dei diritti: ART 2709 ccEfficacia probatoria contro l’imprenditore I libri e le altre scritture contabili delle imprese soggette a registrazione fanno prova contro l'imprenditore. Tuttavia, chi vuol trarne vantaggio non può scinderne il contenuto. Può usar le scritture contabili contro l’imprenditore qualunque terzo, anche se non sono tenute regolarmente. Tuttavia, chi vuole trarne vantaggio non può scinderne il contenuto, si fa valere tutto non solo quello che lo vantaggia. ART 2710 ccEfficacia probatoria tra imprenditori I libri bollati e vidimati nelle forme di legge, quando sono regolarmente tenuti, possono fare prova tra imprenditori per i rapporti inerenti all'esercizio dell'impresa. Impresa A li fa valere contro l’impresa B, in questo caso i libri devono essere regolarmente tenuti altrimenti non fanno prova. Purché i rapporti siano inerenti nell’esercizio dell’impresa. ART 2711 ccComunicazione ed esibizione Il giudice può chiedere che sia pubblicato l’integrazione totale del libro nei casi di scioglimento della società, di comunicazione dei beni e alla successione mortis causa. Fa questo per conoscere il capitale dell’imprenditore. Negli altri casi può ordinare che si esibiscano singole parti delle scritture contabili, lettere, telegrammi o fatture. 26 ottobre 2021 AZIENDA Nel linguaggio corrente il concetto di azienda e di impresa sono usati come sinonimi, non così dal punto di vista giuridico. La nozione di azienda lo ricaviamo dall’articolo: ART 2555 L’azienda è il complesso dei beni organizzati dall’imprenditore per l’esercizio dell’impresa. I beni sono unificati dall’attività dell’imprenditore al fine di esercitare l’attività di quell’impresa. L’azienda è un’attività organizzata. Tutti i beni che compongono l’azienda che sono unificati per esercitare l’attività dell’impresa non devono essere necessariamente dell’imprenditore. Alcuni beni potrebbero essere usati dall’imprenditore in virtù di determinati contratti (es. contratto di locazione). Non è importante il titolo ma la possibilità che l’imprenditore li fruisca per l’esercizio dell’attività d’impresa.

Possono essere beni mobili e beni immobili. Questi beni possono essere immateriali [es. brevetti, marchio (nome del prodotto)]. L’azienda è un complesso unitario di beni. Il legislatore disciplina il fenomeno della circolazione dell’azienda , perché potrebbe usare l’azienda per percepire un reddito (valore d’uso) o potrebbe cederla ad altri per avere un corrispettivo immediato. L’azienda è un complesso di beni che possono anche non appartenere all’imprenditore, ma deve usarli. Tra questi elementi che compongono l’azienda vi è il cosiddetto: avviamento. L’avviamento è una qualità dell’azienda, è la capacità dell’impresa di produrre reddito. Avviamento in senso oggettivo  fa riferimento al complesso di beni idoneo a produrre il reddito. Avviamento in senso soggettivoè la capacità dell’imprenditore nell’attrare e mantenere la clientela. Quando si cede l’azienda il prezzo è determinato maggiormente dall’avviamento. Un’azienda ben avviata vale di più di una che non lo è. Se è l’avviamento è positivo si dice “good will”. Se è l’avviamento è negativo si dice “bad will”. L’azienda può avere più rami d’azienda e può quindi cederne solo una. Anche al ramo di azienda si applicano le regole che disciplinano il fenomeno della circolazione dell’azienda. Alla circolazione dell’azienda sono dedicate delle norme. Quando si trasferisce l’azienda non è detto che vengano ceduti tutti i beni in mano all’acquirente, posso escludere dalla cessione dei beni. Non posso tenere per me, però, i beni e i contratti essenziali per l’attività dell’azienda. Il legislatore ha voluto evitare che l’imprenditore possa cedere con una mano la propria azienda ben avviata e che poi con l’altra mano si riprenda l’avviamento DIVIETO DI CONCORRENZA. La vendita delle quote o delle azioni è una normale vendita; quindi, chi vende deve garantire ciò che vende. Per analogia si applica questa norma per non svuotare di contenuto la ratio di questa norma. ART 2557 ccdivieto di concorrenza. Chi aliena l’azienda deve astenersi, per il periodo di cinque anni dal trasferimento, dall’iniziare una nuova impresa che per l’OGGETTO, per l’UBICAZIONE o ALTRE CIRCOSTANZE sia idonea a sviare la clientela dall’azienda ceduta. Possono sviare la clientela dell’azienda ceduta:

  1. L’oggetto dell’impresa (è la natura dell’attività)
  2. L’ubicazione
  3. Altre circostanze. Deve astenersi per cinque anni. È una norma posta a tutela del valore dell’avviamento. Il patto di astenersi dalla concorrenza in limiti più ampi di quelli previsti dal comma 1 è valido, purché non impedisca ogni attività professionale dall’alienante. Esso non può eccedere la durata di cinque anni dal trasferimento.

ART 2259 ccCrediti relativa all’azienda ceduta La cessione dei crediti relativi all'azienda ceduta, anche in mancanza di notifica al debitore o di sua accettazione, ha effetto, nei confronti dei terzi, dal momento dell'iscrizione del trasferimento nel registro delle imprese. Tuttavia, il debitore ceduto è liberato se paga in buona fede all'alienante. Le stesse disposizioni si applicano anche nel caso di usufrutto dell'azienda, se esso si estende ai crediti relativi alla medesima. Se io vendo l’azienda ma c’è ancora un credito da riscuotere, il debitore a chi deve dare il credito? Al vecchio imprenditore o al nuovo acquirente? Si deve pagare al nuovo titolare ma c’è un’eccezione. A noi basta che ci sia l’iscrizione del trasferimento nel registro delle imprese, come se fosse una notifica effettiva (Pubblicità legale dichiarativa). Solo in questo caso, il debitore è liberato se paga all’alienante. Supera la pubblicità dichiarativa è un’eccezione. È una norma che riguarda i crediti. Nel diritto civile io posso cedere un credito ma devo notificarlo. Nel diritto commerciale si è previsto l’iscrizione nel registro delle imprese ma si tutela il debitore ceduto che sia in buona fede che paga nelle mani del vecchio titolare. Il debitore ceduto deve pagare il nuovo acquirente ma se è in buona fede può pagare il vecchio. Tra il l’alienante e l’acquirente c’è il contratto che stabilisce cosa devono fare (ci sono pareri contrastanti tra loro, non c’è una regola precisa). Questa norma riguarda solo i rapporti con i terzi. Invece, i rapporti interni tra alienante e acquirente sono regolati dal contratto. Se le parti non scrivono niente, c’è un principio generale?

  • Alcuni sostengono che passano internamenti i crediti, come avviene con i contratti;
  • Altri invece sostengono che i debiti e i crediti si riferiscono alla alternativa gestione. 27 ottobre 2021 L’ azienda è un complesso di beni a cui viene impressa una destinazione da un imprenditore. L’azienda ha un valore d’uso ai fini della produzione del reddito, ma ad un certo punto l’imprenditore può decidere di vendere l’azienda; quindi, egli cede l’azienda valore di scambio che fa sì che l’imprenditore ne possa ricavare un corrispettivo immediato. Alla fattispecie azienda viene applicata una disciplina che punta a mantenere un valore economico-funzionale dell’azienda, e a far si che ci possa essere una continuità (tale disciplina non si applicherebbe se si vendesse un solo bene). Il legislatore ha dettato delle norme che mirano a preservare l’organizzazione e il valore economico. Si devono tenere sempre presenti gli interessi in gioco perché è un fenomeno di massa. ART 2560 ccdebiti relativi all’azienda ceduta La norma regola il versante esterno, verso i terzi. É una norma posta a tutelare il creditore. L'alienante non è liberato dai debiti, inerenti all'esercizio dell'azienda ceduta anteriori al trasferimento, se non risulta che i creditori vi hanno consentito.

Nel trasferimento di un'azienda commerciale risponde dei debiti suddetti anche l'acquirente dell'azienda, se essi risultano dai libri contabili obbligatori. L’alienante non è liberato dai debiti a meno che i creditori (ogni) consentano. Quindi la cessione dell’azienda non libera da chi era il creditore prima della cessione, che quindi a meno che non lo liberi rimane tale problema dell’alienante verso i creditori. Riguardo al trasferimento di un’azienda commerciale non piccola risponde ai debiti anche l’ acquirente dell’azienda , se risultano dai libri contabili obbligatori ( =solo l’imprenditore commerciale non piccolo è obbligato a tenere i libri contabili). Se il creditore è un lavoratore bisogna che questa solidarietà riguardi anche dei debiti di lavoro che non rispondono dai libri contabili obbligatori, norma più specifica posta a tutela dei creditori. Per quanto riguarda il rapporto interno e l’eventuale accollo interno, sono da osservare le clausole contrattuali e ciò che è stato pattuito. Per Campobasso, il debito non ancora pagato che riguarda un debito precedente se l’acquirente paga si può rilevare sull’ex proprietario= ognuno risponde per cosa capita nella propria gestione (problema che esiste ed è un dubbio che riguarda i contratti non chiari). Vi sono inoltre due teorie diverse: la teoria atomistica e la teoria universalistica. ART 2556 ccimprese soggette a registrazione Per le imprese soggette a registrazione i contratti che hanno per oggetto il trasferimento della proprietà o il godimento dell'azienda devono essere provati per iscritto, salva l'osservanza delle forme stabilite dalla legge per il trasferimento dei singoli beni che compongono l'azienda o per la particolare natura del contratto. I contratti di cui al primo comma, in forma pubblica o per scrittura privata autenticata, devono essere depositati per l'iscrizione nel registro delle imprese, nel termine di trenta giorni, a cura del notaio rogante o autenticante. La norma fa riferimento alle imprese soggette a registrazione per il codice del 1942 quindi riguarda l’imprenditore commerciale non piccolo. La forma scritta richiesta per la validità degli atti (ab substantiam) riguarda tutte le imprese. Mentre la forma scritta richiesta per la prova (ad probationem) riguarda i contratti provati per iscritto. Se nel compendio aziendale, c’è un bene di cui è richiesta la forma scritta solenne per la validità dell’atto (art 1350). I sostenitori della teoria atomistica dicono che non c’è un’universitas completa perché devo considerare i singoli beni che compongono l’azienda perché alcuni richiedono una forma specifica. Invece, i sostenitori della teoria universalistica fanno riferimento all’incipit perché fa riferimento all’azienda, non al singolo bene. Richiamo all’ ART 1350  **atti che devono farsi per iscritto Devono farsi per atto pubblico o per scrittura privata, sotto pena di nullità:

  1. i contratti che trasferiscono la proprietà di beni immobili
  2. i contratti che costituiscono, modificano o trasferiscono il diritto di usufrutto su beni immobili, il diritto di superficie, il diritto del concedente e dell'enfiteuta
  3. i contratti che costituiscono la comunione di diritti indicati dai numeri precedenti**