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Una panoramica dettagliata sui sei tipi di società, le loro caratteristiche, la responsabilità dei soci, la formazione e la liquidazione. Il documento copre la società semplice, società in nome collettivo, società operazione, società in nome accomandita semplice, società di responsabilità limitata e società di comanda di operazioni. Vengono inoltre discusse le società di capitali e le loro caratteristiche distinte rispetto alle società di persone.
Tipologia: Appunti
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28 settembre 2021
(leggi d’Italia p.a.) DIRITTO COMMERCIALE Lex mercatoria si chiama così perché il protagonista dell’epoca dell’alto medioevo in cui nasce il primo scambio era il MERCANTE/ COMMERCIANTE, soggetto economico protagonista dell’altro medioevo in cui il diritto commerciale inizia a fiorire. Lex mercatoria Erano tutte le regole che venivano applicate le regole di scambio di allora. Sono regole consuetudinarie, create dai mercanti. esse valevano sia tra i mercanti sia tra i mercanti e i non mercanti. Si chiama così perché ha molto valore le consuetudini. I mercanti erano una classe egemone che creano gli statuti (la legge scritti), leggi che si contrappone alle consuetudini. Inoltre, vi erano i tribunali dei mercanti, c’erano i mercanti giudici. Egli decide cosa, quando e in che modo si dovesse produrre. Oggi la lex mercatoria ha una grande importanza nella contrattazione internazionale. Caratteristiche del diritto commerciali dell’epoca: a. Universalità del diritto commerciale quando unico era il mercato si applicava lo stesso diritto (anche oggi è così). Se unico è il mercato unico deve essere il diritto. Durante l’alto medioevo vi erano tre diritti: il diritto canonico (diritto molto duro), la lex mercatoria e diritto civile. A causa dei diversi divieti provenienti dal diritto della chiesa, i commercianti dell’epoca hanno iniziato a studiare delle alternative per superarli. Da ciò sono nati nuovi soggetti Lo stato inizia ad intervenire nella funzione legislativa. “Ordenance de Commerce” primo tentativo dello stato riguardo questa materia. Dopo la Rivoluzione francese prevaleva il principio di uguaglianza la legge uguale per tutti. Con Napoleone abbiamo per la prima volta il “Code civil” (1804) e il “Code de commerce”, divisi per la prima volta. Il diritto in questo caso è fatto ovviamente dallo stato. Nel 1942 si è arrivati all’idea di avere un unico Codice civile. Vi sono delle regole che sono state tratte dal diritto commerciale. In seguito, si comincia di discutere (discussione durata 20 anni) se avere un unico codice o mantenere la divisione. Per ciò, erano state create due commissioni: uno per il Codice civile e uno commerciale. Alla fine, si decise di unificare i due codici, traendo le leggi principali del Codice civile. Sembrava, quindi, che il codice di commercio fosse stato abbandonato. In realtà, al contrario, maggior importanza l’ha preso il codice del commercio. Il Codice civile è uno ma viene suddiviso in regole diverse: quello privato, commerciale, … 29 settembre 2021 Altra caratteristica: b. Specialità del diritto commerciale dimensione di massa del diritto commerciale (anche oggi). I fenomeni economici sono fenomeni di massa. Il diritto commerciale oltre a essere un diritto universale, è anche un diritto speciale.
Il diritto commerciale tende a regolare alcune fattispecie in modo speciale/diverso rispetto al diritto civile. Ci sono dei casi in cui però il diritto commerciale, che regola i diritti di massa, si discosta dal diritto civile. Nel diritto commerciale non tutela solo due contraenti ma ci sono molti interessi da tutelare, gli interessi dei terzi dimensione di massa. Vi è un fenomeno di massa che si discosta dalle regole del diritto civile per tutelare gli interessi di massa.
All’imprenditore in generale deve essere applicata una determinata disciplina. Ci sono diversi imprenditori: a. Sotto il profilo della natura della attività abbiamo: imprenditore commerciale e imprenditore agricolo. b. Sotto il profilo di dimensione abbiamo: il piccolo imprenditore, imprenditore sotto soglia. c. Sotto il profilo di oggetti abbiamo: l’imprenditore sociale e collettivo (società). Art 2082 cc. (norma generale) L’imprenditore è chi esercita professionalmente una attività economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o di servizi. Quando si trattava di scrivere il codice, veniva utilizzato il metodo dell’economia metodo che cercava di fuggire da tutto ciò che era una nozione astratta. È una regola che è stato usato anche nel diritto commerciale. Qui l’imprenditore si interpone tra chi sul mercato, da un lato offre lavoro e capitali e dall’altro si interpone fra chi offre lavoro e capitali e fra chi domandano beni e servizi. Quindi senza l’attività dell’imprenditore sarebbe inerte. Questa norma comprende tutti i tipi di imprenditore! Tutto è incentrato sul concetto di impresa che è collegato al concetto di ATTIVITA! (“L’imprenditore è chi esercita professionalmente una attività…”) Solo esercitando l’attività si diventa imprenditori. ATTIVITÀ Insieme ordinato di atti, coordinati tra loro dell’imprenditore, che hanno una direzione unitaria, hanno un medesimo fine. L’unico scopo è la produzione e lo scambio di beni o servizi. PRODUTTORE Trasforma la materia prima in prodotto finito crea qualcosa di nuovo produce una nuova ricchezza. SCAMBIO il commerciante comprerà il bene creato e lo scambierà per qualcosa di nuovo (attività del commercio). Il w della produzione e dello scambio è la creazione di ricchezza mediante una attività svolta sul mercato con terzi. L’attività di produzione deve essere rivolta al mercato, se no parliamo di autoproduzione o autoconsumo (opinione dominante). Quest’attività deve essere ECONOMICA (cuore del concetto di impresa), non c’è impresa se l’attività non è economica. Qui non si parla di scopo di lucro (=profitto, superamento dei ricavi rispetto ai costi). L’imprenditore privato mira ad avere un profitto. L’attività di impresa deve avere carattere economico ovvero mira al pareggio di bilancio (pareggio dei costi e dei ricavi).
Illeceità più grave spaccio, prostituzione, ... La disciplina ricollegata alla definizione dell’imprenditore è lo statuto generale dell’imprenditore. Tale statuto comprende una serie di norme sparpagliate e che riguardano tutti gli imprenditori. Le norme principale che si applicano alla fattispecie di impresa, cioè che riguarda tutti gli imprenditori:
Sono soggetti all'obbligo dell'iscrizione nel registro delle imprese gli imprenditori che esercitano:
1. un'attività industriale diretta alla produzione di beni o di servizi; Il termine di “attività industriale” comprende coloro che esercitano una attività industriale di beni e servizi NON AGRICOLA. 2. un'attività intermediaria nella circolazione dei beni; Il termine di “attività intermediaria” comprende il commerciante che acquista il prodotto finito presso il magazzino dell’industriale, lo distribuisce e lo rivende al consumatore. Svolge quindi una attività intermediaria tra chi offre il prodotto finito e chi lo domanda. Da qui inizia la lunga catena distributiva (contratti di distribuzione). Con questa attività non c’è una creazione nuova/una trasformazione, a differenza del primo punto. 3. un'attività di trasporto per terra, per acqua o per aria (pleonastico) Questa attività può rientrare nel numero 1 perché è una produzione di servizi. 4. un'attività bancaria e assicurativa; (pleonastico) Se non ci fosse stato il numero 4 l’attività bancaria rientrerà nel numero 2 perché è un’attività intermediaria perché raccoglie il risparmio fra il pubblico e poi la banca eroga il credito. Mentre l’attività assicurativa rientrerà nel numero 1 perché produce un servizio (assunzione di un rischio). 5. altre attività ausiliarie delle precedenti. (pleonastico) Le disposizioni della legge che fanno riferimento alle attività e alle imprese commerciali si applicano, se non risulta diversamente, a tutte le attività indicate in questo articolo e alle imprese che le esercitano. Le attività 3, 4 e 5 potrebbero rientrare, se non ci fossero, nel numero 1 o 2. Caratteristiche dello STATUTO DELL’IMPRENDITORE COMMERCIALE : 1. Pubblicità di iscrizione nel registro delle imprese (ora tutti) 2. Tutte le regole in tema di rappresentanza dell’imprenditore commerciale l’istitore, commessi e procuratore. 3. Obbligo della tenuta delle scritture e contabili 4. Il fallimento in caso di insolvenza solo l’imprenditore commerciale non piccolo è soggetto a fallimento Seconda specie Art 2135 Imprenditore agricolo L’imprenditore agricolo è colui che svolge le attività di coltivazione del fondo, selvicoltura, allevamento di animali e attività connessa. Tutto ciò che non è produzione agricola rientra nella produzione industriale.
Le attività connesse sono attività intrinsecamente commerciali ma devono essere connesse all’attività essenziale oggettivamente e soggettivamente. Connessione soggettiva questa attività deve essere esercitata dallo stesso soggetto che esercita già una delle attività essenziali elencate prima (es. uvavino, il vinicoltore coltiva l’uva). Connessione oggettiva c’è se queste attività sono svolte in prevalenza con prodotti dell’attività agricola essenziale o con mezzi di attrezzature di risorse impiegate nell’attività (es. agriturismo). Il pescatore è un imprenditore ittico (diverso dell’acquicoltura) gode dello stesso concetto di imprenditore. 12 ottobre 2021 PICCOLA IMPRESA Nel linguaggio corrente la piccola impresa è un’impresa di dimensioni minori. Se noi vediamo la legislazione speciale, non solo quella italiana ma anche quella europea, il criterio per capire se un’impresa è di piccole dimensioni è quantitativo ( Raccomandazione del 2003/361/CE ). Criterio quantitativo La raccomandazione del 2003 fa una distinzione tra le microimprese, le piccole imprese e le medie imprese. Secondo l’Unione Europea: (non c’è sul Campobasso)
La Legge speciale 443/1985 ci detta una serie di regole riguardo l’artigiano. Egli è un imprenditore artigiano colui che esercita personalmente, professionalmente e in qualità di titolare, l’impresa artigiana, assumendone la piena responsabilità con tutti gli oneri e i rischi che si riferiscono alla sua direzione e gestione e svolgendo in misura prevalente il proprio lavoro, anche manuale, nel processo produttivo. L’elemento che caratterizza l’impresa artigiana è proprio l’artigiano, o meglio, l’attività che svolge l’artigiano una persona che “con le sue mani” crea il prodotto, quasi un artista. Vi sono dei limiti dimensionali all’impresa artigiana, ad esempio il massimo di dipendenti è di 22. Egli non esercita professionalmente un'attività economica organizzata (diverso dall’Art. 2082). La legge serve perché chi entra in questo rientra nella qualifica di artigiano. Non serve per capire se fallisce o no. Per capirlo si guarda l’Art 1 della legge fallimentare.
Vengono iscritti con effetto di pubblicità notizia: il piccolo imprenditore (iscritto in una sezione speciale).
La procura con sottoscrizione del preponente autenticata deve essere depositata per l'iscrizione presso il competente ufficio del registro delle imprese. In mancanza dell'iscrizione, la rappresentanza si reputa generale e le limitazioni di essa non sono opponibili ai terzi, se non si prova che questi le conoscevano al momento della conclusione dell'affare. Si parla di una pubblicità legale dichiarativa (Art 2193 cc). Si può decidere di non pubblicare la procura nei registri. Se non si pubblica la procura i terzi presumano che la rappresentanza sia generale. La norma è un esempio pratico della pubblicità legale dichiarativa. ART 2207 cc Modificazione e revoca della procura Gli atti con i quali viene successivamente limitata o revocata la procura devono essere depositati, per l'iscrizione nel registro delle imprese, anche se la procura non fu pubblicata. In mancanza dell'iscrizione, le limitazioni o la revoca non sono opponibili ai terzi, se non si prova che questi le conoscevano al momento della conclusione dell'affare. Gli atti che revocano la procura devono essere iscritti nei registri delle imprese, anche se la procura non è stata pubblicata. I poteri dell’institore sono commisurati ai suoi poteri interni che lo legano all’imprenditore. La norma è un esempio pratico di pubblicità legale dichiarativa. Ci allontaniamo dalle regole civilistiche perché è un vero aspetto del diritto commerciale. ART 2208 cc Responsabilità personale dell’institore L'institore è personalmente obbligato se omette di far conoscere al terzo che egli tratta per il preponente; tuttavia il terzo può agire anche contro il preponente per gli atti compiuti dall'institore, che siano pertinenti all'esercizio dell'impresa a cui è preposto. Norma speciale rispetto al diritto privato. Nel diritto civile, il rappresentante deve dichiarare con la “spendita del nome” al terzo che opera per il proponente. Quindi qui ci vuole la spendita del nome per poter stipulare un contratto a nome di un altro. Anche nel diritto commerciale l’institore deve dichiarare che opera a nome di un altro (= al diritto commerciale) MA il terzo può agire anche contro il proponente solo per gli atti compiuti dall’institore, che siano pertinenti all’esercizio dell’impresa (‡ al diritto civile). Il secondo comma ci dice che il legislatore tutela il terzo Il titolare dell’impresa è, per presunzione, responsabile di tutti gli atti compiuti in suo nome nella sede dell’impresa stessa. ART 2209 cc PROCURATORE Può essere il direttore di ogni ufficio in cui è organizzata l’attività d’impresa. Egli ha molti poteri e limitato il quadro in cui può agire. Anche qui si applicano gli articoli 2206 e 2207 che riguardano la procura. Sono anche loro imprenditori subordinati.
Le disposizioni degli articoli 2206 e 2207 si applicano anche ai procuratori, i quali, in base a un rapporto continuativo, abbiano il potere di compiere per l'imprenditore gli atti pertinenti all'esercizio dell'impresa, pur non essendo preposti ad esso. ART 2210 COMMESSI Hanno poteri più limitati perché hanno poteri solo esecutivi. Rientrano in questa categoria non solo i commessi dei negozi ma anche i camerieri. Non possono cambiare i prezzi della merce, salvo che siano autorizzati. Per gli affari conclusi sono autorizzati a svolgere le contrattazioni (es. golf bucato e lo cambio). I commessi dell'imprenditore, salve le limitazioni contenute nell'atto di conferimento della rappresentanza, possono compiere gli atti che ordinariamente comporta la specie delle operazioni di cui sono incaricati. Non possono tuttavia esigere il prezzo delle merci delle quali non facciano la consegna, né concedere dilazioni o sconti che non sono d'uso, salvo che siano a ciò espressamente autorizzati. ART 2213 cc Poteri dei commessi predisposti alla vendita I commessi preposti alla vendita nei locali dell'impresa possono esigere il prezzo delle merci da essi vendute, salvo che alla riscossione sia palesemente destinata una cassa speciale. Fuori dei locali dell'impresa non possono esigere il prezzo, se non sono autorizzati o se non consegnano quietanza firmata dall'imprenditore. 20 ottobre 2021 SCRITTURE CONTABILI Le scritture contabili rispondono ad un principio di gestione efficiente. Per avere una gestione efficiente serve una impresa organizzata. Grava sull’ imprenditore commerciale non piccolo. Grava su tutte le imprese tranne quella di piccola dimensione (e quindi tranne quello agricolo). Grava su tutte le società di forma commerciale, tranne la società semplice (prototipo della società di persone che non può esercitare una attività commerciale). ART 2214 cc Libri obbligatori e altre scritture contabili L'imprenditore che esercita un'attività commerciale deve tenere il libro giornale e il libro degli inventari. Deve altresì tenere le altre scritture contabili che siano richieste dalla natura e dalle dimensioni dell'impresa e conservare ordinatamente per ciascun affare gli originali delle lettere, dei telegrammi e delle fatture ricevute, nonché le copie delle lettere, dei telegrammi e delle fatture spedite. Le disposizioni di questo paragrafo non si applicano ai piccoli imprenditori. L’obbligo delle scritture contabili grava solo sull’imprenditore che svolge un’attività commerciale ma non sui piccoli imprenditori ( comma 3 ).
Per lo stesso periodo devono conservarsi le fatture, le lettere e i telegrammi ricevuti e le copie delle fatture, delle lettere e dei telegrammi spediti. Le scritture e i documenti di cui al presente articolo possono essere conservati sotto forma di registrazioni su supporti di immagini, sempre che le registrazioni corrispondano ai documenti e possano in ogni momento essere rese leggibili con mezzi messi a disposizione dal soggetto che utilizza detti supporti. Libro VI della tutela dei diritti: ART 2709 cc Efficacia probatoria contro l’imprenditore I libri e le altre scritture contabili delle imprese soggette a registrazione fanno prova contro l'imprenditore. Tuttavia, chi vuol trarne vantaggio non può scinderne il contenuto. Può usar le scritture contabili contro l’imprenditore qualunque terzo, anche se non sono tenute regolarmente. Tuttavia, chi vuole trarne vantaggio non può scinderne il contenuto, si fa valere tutto non solo quello che lo vantaggia. ART 2710 cc Efficacia probatoria tra imprenditori I libri bollati e vidimati nelle forme di legge, quando sono regolarmente tenuti, possono fare prova tra imprenditori per i rapporti inerenti all'esercizio dell'impresa. Impresa A li fa valere contro l’impresa B, in questo caso i libri devono essere regolarmente tenuti altrimenti non fanno prova. Purché i rapporti siano inerenti nell’esercizio dell’impresa. ART 2711 cc Comunicazione ed esibizione Il giudice può chiedere che sia pubblicato l’integrazione totale del libro nei casi di scioglimento della società, di comunicazione dei beni e alla successione mortis causa. Fa questo per conoscere il capitale dell’imprenditore. Negli altri casi può ordinare che si esibiscano singole parti delle scritture contabili, lettere, telegrammi o fatture. 26 ottobre 2021 AZIENDA Nel linguaggio corrente il concetto di azienda e di impresa sono usati come sinonimi, non così dal punto di vista giuridico. La nozione di azienda lo ricaviamo dall’articolo: ART 2555 L’azienda è il complesso dei beni organizzati dall’imprenditore per l’esercizio dell’impresa. I beni sono unificati dall’attività dell’imprenditore al fine di esercitare l’attività di quell’impresa. L’azienda è un’attività organizzata. Tutti i beni che compongono l’azienda che sono unificati per esercitare l’attività dell’impresa non devono essere necessariamente dell’imprenditore. Alcuni beni potrebbero essere usati dall’imprenditore in virtù di determinati contratti (es. contratto di locazione). Non è importante il titolo ma la possibilità che l’imprenditore li fruisca per l’esercizio dell’attività d’impresa.
Possono essere beni mobili e beni immobili. Questi beni possono essere immateriali [es. brevetti, marchio (nome del prodotto)]. L’azienda è un complesso unitario di beni. Il legislatore disciplina il fenomeno della circolazione dell’azienda , perché potrebbe usare l’azienda per percepire un reddito (valore d’uso) o potrebbe cederla ad altri per avere un corrispettivo immediato. L’azienda è un complesso di beni che possono anche non appartenere all’imprenditore, ma deve usarli. Tra questi elementi che compongono l’azienda vi è il cosiddetto: avviamento. L’avviamento è una qualità dell’azienda, è la capacità dell’impresa di produrre reddito. Avviamento in senso oggettivo fa riferimento al complesso di beni idoneo a produrre il reddito. Avviamento in senso soggettivoè la capacità dell’imprenditore nell’attrare e mantenere la clientela. Quando si cede l’azienda il prezzo è determinato maggiormente dall’avviamento. Un’azienda ben avviata vale di più di una che non lo è. Se è l’avviamento è positivo si dice “good will”. Se è l’avviamento è negativo si dice “bad will”. L’azienda può avere più rami d’azienda e può quindi cederne solo una. Anche al ramo di azienda si applicano le regole che disciplinano il fenomeno della circolazione dell’azienda. Alla circolazione dell’azienda sono dedicate delle norme. Quando si trasferisce l’azienda non è detto che vengano ceduti tutti i beni in mano all’acquirente, posso escludere dalla cessione dei beni. Non posso tenere per me, però, i beni e i contratti essenziali per l’attività dell’azienda. Il legislatore ha voluto evitare che l’imprenditore possa cedere con una mano la propria azienda ben avviata e che poi con l’altra mano si riprenda l’avviamento DIVIETO DI CONCORRENZA. La vendita delle quote o delle azioni è una normale vendita; quindi, chi vende deve garantire ciò che vende. Per analogia si applica questa norma per non svuotare di contenuto la ratio di questa norma. ART 2557 cc divieto di concorrenza. Chi aliena l’azienda deve astenersi, per il periodo di cinque anni dal trasferimento, dall’iniziare una nuova impresa che per l’OGGETTO, per l’UBICAZIONE o ALTRE CIRCOSTANZE sia idonea a sviare la clientela dall’azienda ceduta. Possono sviare la clientela dell’azienda ceduta:
ART 2259 cc Crediti relativa all’azienda ceduta La cessione dei crediti relativi all'azienda ceduta, anche in mancanza di notifica al debitore o di sua accettazione, ha effetto, nei confronti dei terzi, dal momento dell'iscrizione del trasferimento nel registro delle imprese. Tuttavia, il debitore ceduto è liberato se paga in buona fede all'alienante. Le stesse disposizioni si applicano anche nel caso di usufrutto dell'azienda, se esso si estende ai crediti relativi alla medesima. Se io vendo l’azienda ma c’è ancora un credito da riscuotere, il debitore a chi deve dare il credito? Al vecchio imprenditore o al nuovo acquirente? Si deve pagare al nuovo titolare ma c’è un’eccezione. A noi basta che ci sia l’iscrizione del trasferimento nel registro delle imprese, come se fosse una notifica effettiva (Pubblicità legale dichiarativa). Solo in questo caso, il debitore è liberato se paga all’alienante. Supera la pubblicità dichiarativa è un’eccezione. È una norma che riguarda i crediti. Nel diritto civile io posso cedere un credito ma devo notificarlo. Nel diritto commerciale si è previsto l’iscrizione nel registro delle imprese ma si tutela il debitore ceduto che sia in buona fede che paga nelle mani del vecchio titolare. Il debitore ceduto deve pagare il nuovo acquirente ma se è in buona fede può pagare il vecchio. Tra il l’alienante e l’acquirente c’è il contratto che stabilisce cosa devono fare (ci sono pareri contrastanti tra loro, non c’è una regola precisa). Questa norma riguarda solo i rapporti con i terzi. Invece, i rapporti interni tra alienante e acquirente sono regolati dal contratto. Se le parti non scrivono niente, c’è un principio generale?
Nel trasferimento di un'azienda commerciale risponde dei debiti suddetti anche l'acquirente dell'azienda, se essi risultano dai libri contabili obbligatori. L’alienante non è liberato dai debiti a meno che i creditori (ogni) consentano. Quindi la cessione dell’azienda non libera da chi era il creditore prima della cessione, che quindi a meno che non lo liberi rimane tale problema dell’alienante verso i creditori. Riguardo al trasferimento di un’azienda commerciale non piccola risponde ai debiti anche l’ acquirente dell’azienda , se risultano dai libri contabili obbligatori ( =solo l’imprenditore commerciale non piccolo è obbligato a tenere i libri contabili). Se il creditore è un lavoratore bisogna che questa solidarietà riguardi anche dei debiti di lavoro che non rispondono dai libri contabili obbligatori, norma più specifica posta a tutela dei creditori. Per quanto riguarda il rapporto interno e l’eventuale accollo interno, sono da osservare le clausole contrattuali e ciò che è stato pattuito. Per Campobasso, il debito non ancora pagato che riguarda un debito precedente se l’acquirente paga si può rilevare sull’ex proprietario= ognuno risponde per cosa capita nella propria gestione (problema che esiste ed è un dubbio che riguarda i contratti non chiari). Vi sono inoltre due teorie diverse: la teoria atomistica e la teoria universalistica. ART 2556 cc imprese soggette a registrazione Per le imprese soggette a registrazione i contratti che hanno per oggetto il trasferimento della proprietà o il godimento dell'azienda devono essere provati per iscritto, salva l'osservanza delle forme stabilite dalla legge per il trasferimento dei singoli beni che compongono l'azienda o per la particolare natura del contratto. I contratti di cui al primo comma, in forma pubblica o per scrittura privata autenticata, devono essere depositati per l'iscrizione nel registro delle imprese, nel termine di trenta giorni, a cura del notaio rogante o autenticante. La norma fa riferimento alle imprese soggette a registrazione per il codice del 1942 quindi riguarda l’imprenditore commerciale non piccolo. La forma scritta richiesta per la validità degli atti (ab substantiam) riguarda tutte le imprese. Mentre la forma scritta richiesta per la prova (ad probationem) riguarda i contratti provati per iscritto. Se nel compendio aziendale, c’è un bene di cui è richiesta la forma scritta solenne per la validità dell’atto (art 1350). I sostenitori della teoria atomistica dicono che non c’è un’universitas completa perché devo considerare i singoli beni che compongono l’azienda perché alcuni richiedono una forma specifica. Invece, i sostenitori della teoria universalistica fanno riferimento all’incipit perché fa riferimento all’azienda, non al singolo bene. Richiamo all’ ART 1350 **atti che devono farsi per iscritto Devono farsi per atto pubblico o per scrittura privata, sotto pena di nullità: