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L'Impresa: Definizione, Caratteristiche e Regole di Comportamento, Appunti di Diritto Commerciale

Una panoramica completa dell'impresa, definendola come un'attività produttiva svolta in modo professionale, organizzato ed economico. Esplora i requisiti fondamentali per qualificare un'attività come impresa, analizzando in dettaglio i concetti di professionalità, organizzazione ed economicità. Inoltre, il documento approfondisce le regole di comportamento che le imprese devono seguire, suddividendole in cinque categorie: presentazione al mercato, corretta gestione, organizzazione, tutela della concorrenza e regole specifiche per le imprese agricole e le piccole imprese.

Tipologia: Appunti

2022/2023

Caricato il 02/12/2024

onfoinqw
onfoinqw 🇮🇹

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Diritto Commerciale
Un’attività è un insieme di atti, questi atti vanno visti nell’insieme e non nel singolo. Nel singolo è analizzato
nel diritto privato, per esempio i contratti. Gli atti perdono l’individualità nel diritto commerciale.
Gli atti costituiscono attività se atti sono orientati, rivolti, al raggiungimento di un fine, di uno scopo
programmato e produttivo.
Produzione: rispetto ad un bene non mi limito a sfruttare le utilità d’uso o di scambio che caratterizzano il
bene, ma si fa qualcosa volta a produrre ricchezza. Si creano nuove utilità rispetto quelle già dette.
Per esempio, Tizio ha un’auto molto grande che utilizza, oltre che per i bisogni personali e della sua
famiglia, per trasportare persone e cose in varie destinazioni. In questo caso Tizio effettua una produzione
Non tutte le attività sono coinvolte nel diritto commerciale. Non guardiamo le attività che vengono fatte per
il godimento di alcuni diritti. Questa è una disciplina che viene analizzata nel diritto privato, del cosiddetto
diritto soggettivo.
Quindi importante distinzione tra godimento e produzione di qualcosa. Difficile definire, però, quando
attività è qualificabile come l’una o l’altra.
Sfruttamento di beni può in sé creare produzione. Per esempio, Tizio ha appezzamento di terreno, e lo usa
per coltivarlo. In questo caso fa godimento o produzione?
Situazione che di per sé è sia produttivo che di godimento.
A noi non interessano tutte le attività produttive: guardiamo un tipo di attività produttiva, l’impresa.
Quindi solo quando la produzione si qualifica come impresa, come facciamo a distinguere l’impresa?
La distinzione la devo ottenere grazie alle norme. Quindi quando il diritto impone che le attività produttive
sono d’impresa. L’impresa è soggettata a regole di comportamento sulle attività produttive che
analizzeremo.
Il diritto commerciale che studiamo si trova in una legge, il Codice civile. L’impresa la si trova all’articolo
2082 del c.c. Questa norma definisce l’imprenditore.
Le attività produttive sono intese come imprese quando sono soddisfatte 3 caratteristiche:
- Le attività produttive devono essere svolte in modo professionale
- Le attività produttiva devono essere organizzate
- Le attività produttive devono essere economiche
Un’attività produttiva non è un’impresa quando non c’è almeno uno dei tre requisiti. Quindi devono essere
soddisfatte tutte e tre insieme.
Spiegazione dei 3 requisiti:
1) Professionale: attività che si svolge in maniera continuativa, per professione. Non è sporadica, ma
avviene con sistematicità. Non significa che chi fa quell’attività si deve limitare a fare solo quella. In
maniera continuativa non significa che non ci possano essere delle interruzioni, la sospensione deve
essere legata al ciclo produttivo che svolgo. Quindi, quando la sospensione è indotta dal tipo di ciclo
produttivo che devo svolgere.
2) Organizzazione: attività è organizzata quando utilizza fattori produttivi, tra cui i principali sono:
capitale e lavoro. Lavoro autonomo, quali per esempio elettricisti, non è organizzato perché si
compone solo delle conoscenze autonome del singolo.
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Diritto Commerciale

Un’ attività è un insieme di atti, questi atti vanno visti nell’insieme e non nel singolo. Nel singolo è analizzato nel diritto privato, per esempio i contratti. Gli atti perdono l’individualità nel diritto commerciale. Gli atti costituiscono attività se atti sono orientati, rivolti, al raggiungimento di un fine, di uno scopo programmato e produttivo. Produzione : rispetto ad un bene non mi limito a sfruttare le utilità d’uso o di scambio che caratterizzano il bene, ma si fa qualcosa volta a produrre ricchezza. Si creano nuove utilità rispetto quelle già dette. Per esempio, Tizio ha un’auto molto grande che utilizza, oltre che per i bisogni personali e della sua famiglia, per trasportare persone e cose in varie destinazioni. In questo caso Tizio effettua una produzione Non tutte le attività sono coinvolte nel diritto commerciale. Non guardiamo le attività che vengono fatte per il godimento di alcuni diritti. Questa è una disciplina che viene analizzata nel diritto privato, del cosiddetto diritto soggettivo. Quindi importante distinzione tra godimento e produzione di qualcosa. Difficile definire, però, quando attività è qualificabile come l’una o l’altra. Sfruttamento di beni può in sé creare produzione. Per esempio, Tizio ha appezzamento di terreno, e lo usa per coltivarlo. In questo caso fa godimento o produzione? Situazione che di per sé è sia produttivo che di godimento. A noi non interessano tutte le attività produttive: guardiamo un tipo di attività produttiva, l’ impresa. Quindi solo quando la produzione si qualifica come impresa, come facciamo a distinguere l’impresa? La distinzione la devo ottenere grazie alle norme. Quindi quando il diritto impone che le attività produttive sono d’impresa. L’impresa è soggettata a regole di comportamento sulle attività produttive che analizzeremo. Il diritto commerciale che studiamo si trova in una legge, il Codice civile. L’impresa la si trova all’articolo 2082 del c.c. Questa norma definisce l’imprenditore. Le attività produttive sono intese come imprese quando sono soddisfatte 3 caratteristiche:

  • Le attività produttive devono essere svolte in modo professionale
  • Le attività produttiva devono essere organizzate
  • Le attività produttive devono essere economiche Un’attività produttiva non è un’impresa quando non c’è almeno uno dei tre requisiti. Quindi devono essere soddisfatte tutte e tre insieme. Spiegazione dei 3 requisiti:
  1. Professionale: attività che si svolge in maniera continuativa, per professione. Non è sporadica, ma avviene con sistematicità. Non significa che chi fa quell’attività si deve limitare a fare solo quella. In maniera continuativa non significa che non ci possano essere delle interruzioni, la sospensione deve essere legata al ciclo produttivo che svolgo. Quindi, quando la sospensione è indotta dal tipo di ciclo produttivo che devo svolgere.
  2. Organizzazione: attività è organizzata quando utilizza fattori produttivi, tra cui i principali sono: capitale e lavoro. Lavoro autonomo, quali per esempio elettricisti, non è organizzato perché si compone solo delle conoscenze autonome del singolo.
  • Capitale = può essere rappresentato da macchinari, scorte ma anche da denaro. Il capitale non presuppone sempre un’entità materiale, ma può anche essere immateriale. Pensiamo ai brevetti e ai marchi o anche alle piattaforme informatiche. Non è che deve per forza esserci la proprietà ma deve avere la disponibilità del capitale, per esempio il leasing.
  • Lavoro = non è solo il lavoro dipendente, è anche il lavoro occasionale o volontario. È, quindi, qualunque forma di lavoro che presuppone la disponibilità delle capacità lavorative di un certo soggetto. L’ imprenditore è un ruolo di carattere organizzativo. Organizza i fattori produttivi. Ruolo caratterizzante che organizza i fattori. Organizza rispetto al fine che si vuole perseguire. Quindi predisporre il capitale rispetto al tipo di attività che si vuole raggiungere e stabilisce che cosa i singoli lavoratori devono decidere e come le decisioni devono essere eseguite. Di modo che poi l’organizzazione è capace da sola a svolgere il ciclo produttivo.
  1. Economicità: deve essere svolto in modo economico, la disponibilità di fattori produttivi è dovuto a investimento. Per poter investire ho bisogno di finanziamento, quindi il denaro da investire. In che modo sono acquisite fonti di finanziamento, in due modi principali: sotto forma di capitale di prestito e una parte di sotto forma di capitale proprio. Come si distinguono? Il capitale di prestito è assoggettato a interessi di terzi, questo andrà restituito. Capitale proprio non deve essere restituito. Inoltre, non ha obblighi remunerativi come per il capitale di terzi. Un esempio di quest’ultimo è un prestito dalla banca. Presupposto della restituzione del capitale dei terzi è che devi avere soldi per farlo, quindi attraverso l’attività produttiva e quindi attraverso le vendite. Quest’ultima viene garantita dal mercato. Quindi questo capitale, ma anche il capitale proprio, è assoggettato al rischio d’impresa. Capitale più esposto al rischio d’impresa è chi ha apportato capitale proprio. Per cui legge fatte apposta per ridurre questo rischio che corrono i terzi. L’impresa deve quindi svolgersi con un metodo con il quale devo acquisire, o per lo meno provarci, dal mercato le risorse che servono per mandare avanti l’attività e quindi la sua autonomia. Quando uso un metodo che è economico? Quando si ha un utile, e quindi quando i prezzi di vendita sono più alti ai costi di produzione. Non significa per forza che si conseguono perdite allora non si sta applicando un metodo economico. Io ho soddisfatto il metodo economico quando fisso il prezzo ricavo in maniera tale da coprire costi di produzione. Differenza tra attività erogativa e attività economica? Differenza è che scopo attività economica è sopravvivere e andare avanti in maniera autonoma. Mentre un’attività erogativa è un’attività a termine, prima o poi finisce e continua solo se qualcuno ci mette dell’altro denaro, per esempio nel volontariato. Quindi chiuderà in perdita il conto economico. Questo non può avvenire nel caso dell’impresa.

Statuto dell’impresa :

Regole si giustificano in relazione al fatto che azione dell’impresa impatta sul mercato. Si tratta di regole di comportamento che devono essere osservate nello svolgimento dell’impresa che si giustificano, soprattutto, in relazione alla circostanza che l’attività si svolge sul MERCATO.

Perché tenute fuori da applicazione totale dello statuto? Perché quando questa norma è stata scritta chi faceva attività agricola era anche proprietario del fondo. Proprietario non ha di per sé bisogno di indebitarsi con terzi per fare attività perché basta fondo. Manca l’esigenza di proteggere il credito di terzi. Infatti, fondo è un capitale proprio. Articolo 2135 è stato modificato, è stata aggiunta seconda e terza parte. Seconda: definisce attività agricole essenziali, e quindi le tre attività già espresse nell’articolo, ovvero che utilizzano o possono utilizzare il fondo. Fondo non costituisce fattore produttivo sempre presente, anche attività che si fanno al di fuori del fondo, per esempio di laboratorio, in particolare se curano il ciclo biologico. Attività essenziali sono quelle che garantiscono vita ciclica biologica, di carattere vegetale o animale. Con l’introduzione di questa parte della norma il numero di ipotesi di imprese agricolo è aumentato. Proprio perché comprendono attività che si fanno fuori dal fondo. Terza: dice cosa sono le attività connesse. Attività che usano prodotti delle attività essenziali che vengono trasformati e messi sul mercato. Si intendono comunque connesse (grazie a questa norma) le attività esercitate dal medesimo imprenditore agricolo dirette alla manipolazione, conservazione, trasformazione, commercializzazione, che abbiano oggetto beni ottenuti dalla coltivazione del fondo e da allevamento animali. Per esempio, con i succhi di frutta. È necessario che la materia prima usata sia prevalente dalla coltivazione del fondo. Teoria dell’impresa fiancheggiatrice: presuppone che il comportamento non ci sia contratto formale Come si dimostra che è stato fatto contratto fra le parti? Va dimostrato il rapporto contrattuale di fatto, è una prova indiziaria (si usano quindi indizi concordanti col fatto da provare). Quali sono questi indizi?

  • Fatto che si dimostri che tizio ha impartito istruzioni diretto e coordinato. Questo perché avrà avuto un interesse economico
  • Presenza di finanziamenti che possono essere da un lato i finanziamenti per cassa (somme da investire) oppure finanziamenti per firma (operazione di prestito con cui la banca si impegna ad assumere o a garantire l'obbligazione di un terzo soggetto). Servono almeno due indizi Art. 1719: Il mandante (Caio) deve mettere a disposizione del mandatario i mezzi necessari per eseguire il mandato. Se non dati ex-ante allora mandatario può fare azione per avere questi mezzi del mandante. Questi soldi normalmente coincidono con l’ammontare dei debiti che sono rimasti inadempiuti del mandatario. Come si ricostruisce patrimonio di Caio (mandante)? Con azione revocatoria, che nella pratica è difficilmente esercitabile per effetto delle prove che devono essere date da chi esercita azione, le quali sono difficilmente dimostrabili. Teoria dell’impresa fiancheggiatrice mira proprio a questo fine. Se guardata in concreto l’azione di Caio può essere intesa come impresa fiancheggiatrice (impresa ausiliaria, che fiancheggia l’attività principale di Tizio). Problema è che anche qui l’impresa fiancheggiatrice chi lo dice che il suo comportamento sia imprenditoriale, e anche questo va provata. Giudice del tribunale dice se è effettivamente imprenditore. Imprenditore occulto: l’attività nel suo insieme possa essere imputata al soggetto che persegue un suo interesse di natura economica. Questa norma la troviamo nella legge “crisi d’impresa” che definisce l’imprenditore occulto

Art. 256: riguarda assoggettamento a procedura concorsuale (procedura che ha l’obiettivo di liquidare società in crisi e pagare con i soldi di liquidazione i creditori dell’imprenditore). Secondo articolo ipotesi assoggettato sia una società e non persona fisica; se società non può pagare creditori allora deve fare procedura liquidazione. Articolo 256 si riferisce a caso frequente che società abbia soci che per legge sono soci personalmente responsabili per i debiti della società. In particolare, per società di persone. L'azione di regresso: consiste nella situazione in cui ci sono più debitori, e uno di questi decide di adempiere l'intera prestazione. L'azione di regressione consiste proprio nel pagamento di ciascun condebitore al debitore che ha adempiuto l'intera prestazione. Art 256: la liquidazione giudiziale inizialmente si apre nei confronti della società e contemporaneamente si apre anche nei confronti dei soci. Se c’è socio occulto (che viene sgamato dai finanziamenti che il socio ha fatto, che vanno dimostrati) che ha partecipato alla società, legge stabilisce che liquidazione si apre anche nei suoi confronti. Allo stesso modo si procede quando dopo l’apertura della liquidazione risulta che l’impresa è riferibile ad una società di cui l’imprenditore individuale è socio illimitatamente responsabile. Allo stesso modo si procede quando, dopo l'apertura della procedura di liquidazione giudiziale nei confronti di un imprenditore individuale o di una società, risulta che l'impresa è riferibile ad una società di cui l'imprenditore o la società è socio illimitatamente responsabile. Registro delle imprese è collocato affidandolo a delle istituzioni pubbliche, Camera di Commercio. Registro è come una banca dati ed è divisa in due parti. La prima è, mentre la seconda è una sezione ordinaria, nella quale deve realizzarsi l’adempimento nell’obbligo di iscrizione per chi esercita un’impresa commerciale non piccola. C’è una grande eccezione che riguarda le società. Le società si dividono in società non commerciali e commerciali. Le non commerciali sono del tipo società semplice. Le commerciali sono molte di più. Tutte le società commerciali per il solo fatto di essere commerciali (società che hanno presupposto di avere forma di impresa commerciale) potrebbero anche fare attività diversa dalle commerciali. Società commerciale può essere usata per attività diverse da quelle commerciali. Per esempio, le imprese vinicole (impresa agricola) utilizzano come forma giuridica la società commerciale deve iscriversi nel registro delle imprese. Cosa bisogna iscrivere nella sezione ordinaria del registro delle imprese? Le informazioni sono esclusivamente quelle previste dalla legge: la norma principale che dice quali sono le info è l’articolo 2196 del C.C. secondo cui bisogna dire le generalità dell’imprenditore, la ditta (il nome commerciale dell’imprenditore, il nome con cui è conosciuto sul mercato), l’oggetto dell’impresa (di che tipo di impresa si tratta), la sede dell’impresa e infine gli eventuali collaboratori dell’impresa che sono i cosiddetti institori e il procuratore. Nell’articolo 2197 si tratta il caso in cui l’impresa sia divisa, ovvero ci siano più sedi. Se ci sono sedi secondarie allora vanno iscritte nel registro dell’impresa, sia come collegate della principale sia individualmente. Articolo 2198: riguarda fenomeno dell’impresa dell’incapace per poter continuare (quindi che continui l’impresa dell’incapace) serve l’autorizzazione del tribunale. E successivamente va riscritto nel registro delle imprese. Dovesse essere revocata l’autorizzazione questa va revocata dal registro delle imprese. Un’altra info che va scritta è il metodo e il modo con cui viene iniziata la procedura concorsuale. Se l’impresa si riferisce ad una società allora andrà iscritto il contratto con cui nasce la società. Gli elementi minimi contenuti nel contratto, coincide con quanto stabilito dall’articolo 2196, quindi nome ditta sede natura e persone attraverso le quali la società si muove (organo amministrativo). Quando va fatta l’iscrizione al registro delle imprese? Va fatto subito, contestualmente all’avvio dell’impresa. La richiesta d’iscrizione che ogni impresa fa viene assecondata/eseguita è fatta dopo un controllo. Chi fa controllo?