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DIRITTO COMPARATO EUROPEO, Appunti di Diritto

ARGOMENTO: divisione territoriale del potere, il federalismo

Tipologia: Appunti

2019/2020

Caricato il 11/03/2020

veronica-gaiga
veronica-gaiga 🇮🇹

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29 NOVEMBRE 2019, LEZIONE 23
Divisione territoriale del potere = come il potere è ripartito tra livelli di governo diversi
Pluralismo di tipo territoriale che segue la stessa tendenza del costituzionalismo, come il potere è ripartito
tra livelli di governo. Diversi ordinamenti dividono il potere tra più livelli di governo: il pluralismo in questo
caso è di tipo verticale. Un assaggio di tutto questo l’abbiamo avuto con l’UE che è una sorta di embrione di
questo tipo di divisione. Diverse ragioni per le quali si sceglie questo tipo di organizzazione e ci sono diversi
modelli.
Che cosa è il federalismo? È difficile dare una definizione unica di federalismo perché ogni stato ha la sua
storia e i suoi obiettivi. L’unica specie di definizione normalmente accettata è generica: è una combinazione
tra autonomia e condivisione (self rule + share rule). Fatto sta che nell’ultimo secolo c’è stata una
esplosione di queste forme: all’inizio del XX secolo, fino alla prima guerra mondiale, gli stati che si
definivano federali erano 9; oggi ce ne sono 25 che si auto definiscono federali più tantissimi altri che non si
autodefiniscono federali ma hanno un sistema che funziona come federale (tipo l’Italia, non si autodefinisce
uno stato federale però il sistema funziona come quello di un sistema federale).
Terminologia: federalismo (ideologia, forma di Stato) vs Stato federale (organizzazione, forma di governo)
Stato federale = organizzazione di tipo federale del potere; oggi la metà della popolazione mondiale vive in
un contesto di questo genere. Quando si parla di assetti plurali dal punto di visto territoriale, si intende un
decentramento amministrativo ma anche politico: i comuni sono enti amministrativi e non fanno le leggi e
hanno un loro indirizzo politico; decentramento amministrativo significa organi che hanno un loro indirizzo
politico e fanno le leggi.
Ci sono 2 grandi modalità con cui si formano questo tipo di Stati:
1. Aggregativo (o “coming together”): quando degli enti già sovrani si uniscono per fare qualcosa
insieme; questa via è storicamente precedente, più o meno fino alla IGM
2. Devolutivo o disgregativo(o “holding together”): esiste già uno stato unitario che si devolve per
mantenere insieme una unità che altrimenti rischia di perdersi. dopo la IGM
Perché si è creata questa tecnologia?
È un modo per organizzare il potere su almeno due piani, orizzontale e verticale serve a separare i
poteri e ad aumentare il controllo del potere („doppia garanzia di libertà“, Madison) ; e funziona
solo se il potere è realmente diviso
Gestione di problemi specifici, storicamente per mettere insieme economia e difesa, soprattutto
nelle forme aggregative: territori piccoli che si mettono insieme per reggere la competizione,
altrimenti sarebbero troppo piccoli militarmente ed economicamente
Compromesso: il gruppo minoritario si può autogovernare ma con dei limiti imposti dal
maggioritario; tutela di minoranze quindi
Per gestire territori molto vasti o remoti (tipo la Sardegna è diventata regione autonoma perché era
un territorio troppo difficile ancora da raggiungere in aereo)
Funziona? Dipende dai diversi contesti: normalmente se è fatto per tenere insieme delle parti che tendono
a separarsi, spesso tende ad agevolare a lunga distanza la prospettiva di separazione, quindi non funziona;
se invece nasce come federalismo di tipo aggregativo, tendenzialmente c’è una dinamica centripeta, quindi
il paradosso è che gli stati federali classici (sorti per aggregazione), sono molto più federali di stati creati per
venire incontro a compromessi.
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29 NOVEMBRE 2019, LEZIONE 23

Divisione territoriale del potere = come il potere è ripartito tra livelli di governo diversi Pluralismo di tipo territoriale che segue la stessa tendenza del costituzionalismo, come il potere è ripartito tra livelli di governo. Diversi ordinamenti dividono il potere tra più livelli di governo: il pluralismo in questo caso è di tipo verticale. Un assaggio di tutto questo l’abbiamo avuto con l’UE che è una sorta di embrione di questo tipo di divisione. Diverse ragioni per le quali si sceglie questo tipo di organizzazione e ci sono diversi modelli. Che cosa è il federalismo? È difficile dare una definizione unica di federalismo perché ogni stato ha la sua storia e i suoi obiettivi. L’unica specie di definizione normalmente accettata è generica: è una combinazione tra autonomia e condivisione (self rule + share rule). Fatto sta che nell’ultimo secolo c’è stata una esplosione di queste forme: all’inizio del XX secolo, fino alla prima guerra mondiale, gli stati che si definivano federali erano 9; oggi ce ne sono 25 che si auto definiscono federali più tantissimi altri che non si autodefiniscono federali ma hanno un sistema che funziona come federale (tipo l’Italia, non si autodefinisce uno stato federale però il sistema funziona come quello di un sistema federale). Terminologia: federalismo (ideologia, forma di Stato) vs Stato federale (organizzazione, forma di governo) Stato federale = organizzazione di tipo federale del potere; oggi la metà della popolazione mondiale vive in un contesto di questo genere. Quando si parla di assetti plurali dal punto di visto territoriale, si intende un decentramento amministrativo ma anche politico: i comuni sono enti amministrativi e non fanno le leggi e hanno un loro indirizzo politico; decentramento amministrativo significa organi che hanno un loro indirizzo politico e fanno le leggi. Ci sono 2 grandi modalità con cui si formano questo tipo di Stati:

  1. Aggregativo (o “coming together”): quando degli enti già sovrani si uniscono per fare qualcosa insieme; questa via è storicamente precedente, più o meno fino alla IGM
  2. Devolutivo o disgregativo(o “holding together”): esiste già uno stato unitario che si devolve per mantenere insieme una unità che altrimenti rischia di perdersi. dopo la IGM Perché si è creata questa tecnologia?  È un modo per organizzare il potere su almeno due piani, orizzontale e verticale  serve a separare i poteri e ad aumentare il controllo del potere („doppia garanzia di libertà“, Madison) ; e funziona solo se il potere è realmente diviso  Gestione di problemi specifici, storicamente per mettere insieme economia e difesa, soprattutto nelle forme aggregative: territori piccoli che si mettono insieme per reggere la competizione, altrimenti sarebbero troppo piccoli militarmente ed economicamente  Compromesso: il gruppo minoritario si può autogovernare ma con dei limiti imposti dal maggioritario; tutela di minoranze quindi  Per gestire territori molto vasti o remoti (tipo la Sardegna è diventata regione autonoma perché era un territorio troppo difficile ancora da raggiungere in aereo) Funziona? Dipende dai diversi contesti: normalmente se è fatto per tenere insieme delle parti che tendono a separarsi, spesso tende ad agevolare a lunga distanza la prospettiva di separazione, quindi non funziona; se invece nasce come federalismo di tipo aggregativo, tendenzialmente c’è una dinamica centripeta, quindi il paradosso è che gli stati federali classici (sorti per aggregazione), sono molto più federali di stati creati per venire incontro a compromessi.

Vediamo le tipologie di questa divisione del potere sul piano territoriale

1. Confederazione la “bisnonna” del federalismo si chiama CONFEDERAZIONE. Quando le entità erano molto piccole, c’era la necessità di mettersi insieme per diventare più potenti.

  • La lega Achea è un classico esempio di confederazione di tipo militare: il Peloponneso, accentrato da Macedonia e Sparta, si sentiva schiacciato, quindi, è stata creata questa alleanza per sentirsi più forte.
  • Nella Svizzera del 1291 i tre cantoni originari svizzeri nella parte orientale della Svizzera si mettono insieme per difendersi dagli Asburgo; all’inizio del 300 la dominazione proto-austriaca è stata cacciata da rivolte popolari svizzere e da 3 cantoni originari si è passati nel 1291 al “patto confederale eterno (“eterno” perché dà sicurezza, dà l’idea di qualcosa che non finisce)” tra più cantoni; la Svizzera tende a funzionare come sistema che difende le minoranze, lo stesso fa il Québec. Quindi, prevalentemente le confederazioni sono nate per motivi militari ed economici. Crollo per: Invasione napoleonica, poi Guerra civile nel 1848 e successiva Modernizzazione
  • Diversamente le province unite dei Paesi Bassi hanno una confederazione nata per motivi economici
  • La Lega anseatica invece, per motivi commerciali: i Paesi si sono messi insieme per aiutarsi dal punto di vista commerciale, non farsi concorrenza e dividersi i poteri.
  • Ma il vero esempio di confederazione moderna , non contemporanea, è la confederazione statunitense. Dopo il 1776 quando le 13 colonie vincono la guerra contro la Gran Bretagna e dichiarano la loro indipendenza inizia un periodo complicato, senza contare le spese di guerra; per trovare un compromesso tra tutti si decide di mettersi insieme: si inventa una sorta di costituzione chiamata “articoli di confederazione”. La dinamica è quella già descritta, ma si fa qualcosa d più rispetto a quelle antiche, cioè non soltanto difesa come nelle leghe antiche, ma si unifica la moneta, si crea un sistema che risolve i conflitti tra gli stati e si crea la libertà di circolazione (=ogni cittadino degli Usa gode degli stessi diritti in tutto il territorio degli Usa). Si crea un unico organo di governo chiamato “il congresso degli Stati Uniti ” = organismo sovra nazionale che non veniva eletto rappresentava i singoli stati e ogni stato disponeva di un voto; il sistema di decisione era l’ unanimità (primo elemento): basta che uno stato non sia d’accordo, e il congresso non si fa. Il principio dell’unanimità all’interno delle confederazioni è importante, perché nessuno esercita la propria sovranità, ma se qualcuno è contrario, niente viene fatto contro la sua decisone. Questo tipo di costituzioni è diretto dal diritto internazionale (secondo elemento) (=diritto TRA gli stati, diverso dal diritto costituzionale, che è diritto DEGLI stati). Terzo elemento: i soldi ; le confederazioni dipendono dagli stati membri e non viceversa; gli stati membri conferiscono i soldi necessari per il funzionamento della confederazione. Una confederazione, è confederazione se funziona con questi tre criteri. Caratterizzato da lentezza e veti a causa del fatto che devono accordare interessi diversi
  • Non conta la denominazione nelle confederazioni Sono sempre transitorie le confederazioni? Se guardiamo la storia, tutte finiscono in una federazione o in una dissoluzione; però non si può dire che la loro fine sia insita, perché di per sé nascono come patti di eternità. Generalmente, però non durano molto. Ce ne sono di tipo aggregativo, ma anche di tipo disgregativo, tipo il Commonwealth: da questa disgregazione dell’impero è rimasta questa cosa molto vaga, che però esiste ancora e ha un suo tipo di governo.

 Gli Stati federali, nati prima della IGM, nascono da precedenti esperienze confederali (stessa cosa dei contro limiti in UE). Nel momento in cui la confederazione passa alla federazione avviene il big bang federale: i sovrani che prima c’erano, rimangono sovrani ma vengono messi da parte (“big bang”). Le costituzioni federali nate per aggregazioni scrivono che il diritto federale prevale sul diritto degli stati e che gli stati devono omogeneizzarsi rispetto ai dettami della costituzione federale.  vedi clausola di supremazia art.31 della Germania: “ il diritto federale prevale sul diritto dei lander” ed è la stessa cosa che si è verificata in maniera più complicata in Unione europea (il diritto dell’UE prevale sul diritto degli Stati). Nelle costituzioni federali ci sono le clausole di omogeneità.  L’altro aspetto è che le decisioni federali che prevalgono sempre e comunque su quelle dei livelli inferiori sono adottate a maggioranza. Questi elementi sono molto presenti nei sistemi federali nati per aggregazione.  Competenza sulla competenza. Chi determina come si distribuisce il potere? Il potere centrale, la costituzione centrale; chi ha il potere di distribuire il potere, è il sovrano e l’organo che decide sul rispetto delle competenze è di nuovo un organo centrale, attenuata da partecipazione enti substatali  La terminologia dipende dalla storia: tutti gli organi si chiamano in un certo modo per un motivo. per esempio nella terminologia statunitense, “congresso” perché deriva dal congresso degli articoli di confederazione. federale negli stati federalisti nati per aggregazione significa potere del centro; i federalisti nel caso Marbury, erano i centralisti, cioè volevano realizzare un forte potere centrale. Se uno in Italia invece, dice di essere federalista significa che vuole più potere per le regioni; negli Stati Uniti è l’esatto opposto. Questo per dire che la terminologia indica la storia ma spesso non corrisponde alla realtà.