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Il concetto di parametro di costituzionalità, una norma di valutazione utilizzata per misurare la costituzionalità di altre disposizioni. Il ruolo delle disposizioni costituzionali, le questioni relative alle costituzioni brevi e il controllo costituzionale in francia e italia. Vengono anche analizzati i problemi che si presentano quando non c'è un catalogo chiaro dei diritti fondamentali o una chiara gerarchia tra essi.
Tipologia: Appunti
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Il parametro di costituzionalità è un criterio di giudizio, una norma di valutazione. Quindi le norme parametro sono tutte quelle disposizioni in base alle quali si misura la costituzionalità di altre norme che rappresentano l’oggetto del giudizio. La disposizione è l’enunciato linguistico, per es. la disposizione costituzionale, la libertà personale è inviolabile. La norma è il risultato dell’interpretazione della disposizione. Nel parametro di costituzionalità rientrano le disposizioni testuali della costituzione. Ma per le costituzioni brevi, quelle che hanno un catalogo ristretto dei diritti fondamentali o non c’è l’hanno come si fa se il parametro costituzionale viene considerato come disposizione della costituzione? Nel testo della costituzione francese del 1958, molto interessante, manca il catalogo dei diritti fondamentali, quindi non ha un parametro di costituzionalità. Questo problema è stato risolto attraverso una attività di interpretazione che ha condotto la Corte Costituzionale francese a valorizzare il preambolo della costituzione. Però i preamboli stanno fuori dal testo costituzionali, sono enunciazioni di carattere simbolico e storico dove si evocano i principi di un ordinamento e sono delle proclamazioni solenni. La Corte Costituzionale ha affermato che, il fatto che non ci sia un catalogo di diritti non significa che la Francia non abbia un catalogo di diritti, essa rinvia alla Carta dei diritti dell’uomo dell’1789, integrata nel testo costituzionale francese. Inoltre, la costituzione francese prevede un rinvio al preambolo della costituzione del 1946. Questa è la costituzione della IV Repubblica. E’ una costituzione che ha disegnato il modello parlamentare e ha recepito una serie di diritti. Il richiamo a tale costituzione amplia il catalogo di diritti. La Corte Costituzionale, quindi, ha previsto, tramite la costruzione di un puzzle, di considerare la dichiarazione dei diritti dell’uomo del 1789 e a questa aggiungere tutti i diritti del preambolo della costituzione del 1946 e aggiungere anche i principi fondamentali riconosciuti dalle leggi della Repubblica. Quindi, in assenza di un catalogo di diritti la Corte ha fatto un’attività di ricostruzione dei diritti. Le leggi che il parlamento francese adotta diventano esse stesse parametro e oggetto di controllo, perché il parametro diventa il principio, ma la legge deve essere sottoposta a controllo. In alcuni ordinamenti esiste come fonte la legge organica che regola i diritti fondamentali e organi di rilevanza costituzionale. In Spagna la legge che regola tutto il tribunale costituzionale è una legge organica, in Francia le leggi più importanti sui diritti fondamentali sono leggi organiche. Dunque, il parametro di costituzionalità pone alcuni problemi quando non c’è un catalogo chiaro dei diritti fondamentali e quando non c’è una chiara gerarchia tra i diritti fondamentali.
In Francia il controllo costituzionale si è inserito in forma preventiva cioè nella fase di formazione della legge, prima che la legge entrasse in vigore. Esso si esercita in Francia sia sulle leggi organiche sia sulle leggi ordinarie. Gli organi politici con il Presidente della Repubblica possono bloccare l’entrata in vigore di una legge. Se il vizio di costituzionalità si rivelasse dopo l’entrata in vigore della legge si deve attivare la funzione politica di abrogazione della legge. Nel parametro di costituzionalità rientra la costituzione e le leggi di natura costituzionale. In Italia il controllo di costituzionalità è sulle leggi, le fonti di rango primario e sugli atti con forza di legge, decreti legge e decreti legislativi, sono esclusi dal controllo le fonti secondarie e i regolamenti. In Italia c’è una particolare categoria di leggi che si collegano ai decreti legislativi e sono le cosiddette leggi delega. I decreti legislativi sono atti normativi del governo che adotta sulla base di una legge delega del parlamento. La legge delega diventa parametro di costituzionalità per il decreto delegato e essa stessa è oggetto di controllo perché è la legge. La Corte ha definito la legge delega come una norma interposta, cioè è una norma che si interpone tra la costituzione e il decreto delegato, questo perché il decreto opera sulla base della legge delega. Anche la CEDU è una norma interposta tra le costituzione e le leggi ed è quindi parametro di costituzionalità. Tra le norme interposte vi sono anche i regolamenti parlamentari che sono una particolare categoria di fonte che regola l’organizzazione delle due Camere. Essi non sono mai sottoponibili a controllo di costituzionalità, perché sono una fonte riservata del parlamento, previsti dall’art. 64 della costituzione. La Corte ha detto che i regolamenti parlamentari possono servire come norma interposta, cioè giudica la costituzionalità delle leggi utilizzando i regolamenti parlamentari come norma interposta, come per esempio sulla procedura dell’attuazione di una legge, si vede se la legge è stata rispettata con una procedura formale. Nel parametro di costituzionalità rientrano le fonti non scritte, le consuetudini costituzionali che sono fonte del diritto che assume natura costituzionale e quindi integra il testo costituzionale, ma sono non scritte, per esempio in Italia vi è il Presidente della Repubblica che promuove le consultazioni, il potere di esternazione del Presidente della Repubblica. La Corte costituzionale decide se siamo in presenza di una consuetudine costituzionale e quando la Corte ritiene questo quella consuetudine è fonte del diritto a tutti gli effetti, come se la costituzione fosse stata integrata. Le consuetudini che la Corte ha ritenuto esistenti sono il fatto che il bilancio della Camera e del Senato non è sottoposto al controllo della Corte dei Conti, il fatto che si possa sfiduciare un solo ministro è anche una consuetudine costituzionale. Essa può essere parametro di costituzionalità perché integra il parametro della costituzione stessa.
un altro esempio. Poi vi è l’art. 91 della cost. Polacca. Questi sono esempi in cui le fonti internazionali prevalgono sul diritto interno. Poi c’è l’art. 7 della cost. slovacca, art. 20 della cost. della Romania.