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Una panoramica dettagliata sulle norme, i criteri e le fonti del Diritto Costituzionale Italiano. il criterio gerarchico per la risoluzione delle antinomie, le fonti dell'Ordinamento Costituzionale, la rigidezza costituzionale e le leggi di revisione costituzionale. Viene inoltre discusso il principio di riserva di legge, leggi ordinarie, decreti legislativi e il referendum abrogativo.
Tipologia: Sintesi del corso
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Sono FONTI DEL DIRITTO ➔ tutti gli atti o i fatti dai quali traggono origine le norme giuridiche.
Quando due norme confliggenti sono poste da fonti dello stesso tipo (ed es. due leggi o due regolamenti), il criterio per eliminare le antinomie è quello cronologico, in base al quale si applica la norma successiva. Quella precedente si ritiene abrogata. In base all’art. 15 delle preleggi , che regola l’applicazione del criterio cronologico, l’abrogazione può essere:
Quando le norme confliggenti provengono da fonti diverse (es. Costituzione e Leggi ordinarie), la risoluzione delle antinomie segue il criterio gerarchico. Il giudice deve provvedere alla disapplicazione delle norme in contrasto. Quando la norma di grado superiore interviene dopo quella di grado inferiore, dottrina e giurisprudenza tendono a risolvere il conflitto in termini di abrogazione.
Quando la stessa materia è disciplinata da 2 norme, una generale e una speciale , si segue il criterio della specialità, in base al quale la norma dettata per un caso particolare prevale su quella avente carattere generico. ➔ lex specialis derogat generali.
L’interpretazione delle fonti si intende quell’attività finalizzata ad individuare le norme ricavabili da una dispostone e a determinare il loro significato linguistico. L’interpretazione può essere :
Giudiziale ➔ compiuta dai giudici Autentica ➔ operata dal legislatore , che interviene per fissare il significato delle disposizioni normative contenute in leggi precedenti, vincolando così gli interpreti del diritto a non dare altre interpretazioni. Dottrinale ➔ prodotta dai c.d. esperti che studiano il diritto. Tale interpretazione ,per quanto autorevole, non costituisce la forma risolutiva di una controversia. Burocratica ➔ compiuta ad opera del Ministro , che vincola, in via burocratica, tutti gli uffici del ministero e tutti i soggetti esterni che vengono a contatto con tali uffici. Dei consociati ➔ compiuta dall’individuo al fine di decidere se adeguare o meno la propria condotta a quanto prescritto dalle norme giuridiche. I criteri con cui l’attività di interpretazione è svolta , sono i seguenti:
Caratteristiche della Costituzione :
Ex art. 139 la forma repubblicana non può essere oggetto di revisione costituzionale.
Inoltre, l’art. 139, va letto in stretta connessione con l’art. 1 che definisce democratica la nostra Repubblica. Pertanto , non possono essere cancellati tutti quegli istituti fondamentali di ogni Repubblica democratica e pluralista:
Con l’adesione dell’Italia all’Unione Europea, la categoria delle fonti primarie , include anche gli atti adottati dalle istituzioni di tale organizzazione sopranazionale.
L’art. 288 TFUE (Testo sul funzionamento dell’Unione Europea) recita testualmente :
Ex art. 288 TFUE ➔ la direttiva vincola lo Stato membro al risultato da raggiungere, ma attribuisce la competenza agli organi nazionali in merito alla forma e ai mezzi da utilizzare. La Cassazione con sentenza del 2011, ha stabilito che il cittadino danneggiato dalla mancata attuazione di una direttiva , ha diritto al risarcimento del danno.
(o) Norme consuetudinarie Ivi compresi i principi generali di diritto riconosciuti dalle nazioni civili che costituiscono una particolare categoria e che si indirizzano a tutti i membri della Comunità Internazionale. L’ordinamento nazionale si conforma alle norme , attraverso il rinvio operato dall’art. 10 Cost. (o) Norme convenzionali o norme poste in essere da trattati internazionali. Sono fonti vincolanti, solo per i soggetti che hanno concorso alla loro formazione. Ad esse l’ordinamento italiano, si conforma attraverso un procedimento ordinario o un procedimento speciale. (o) Atti vincolanti delle organizzazioni internazionali. Hanno efficacia solo per gli Stati che hanno aderito all’accordo. I più importanti di tali atti, sono quelli emanati dalle istituzioni dell’UE. Le fonti dell’ordinamento internazionale, vengono introdotte in quello nazionale (c.d. adattamento del diritto interno al diritto internazionale) attraverso le seguenti procedure:
Per leggi ordinarie , si intendono gli atti deliberati dal Parlamento secondo il procedimento disciplinato, nelle sue linee essenziali , dagli artt. 70 e ss., della Costituzione , e più ampiamente, dai regolamenti parlamentari. Leggi in senso formale ➔ si intendono quegli atti deliberati dalle 2 camere secondo il procedimento disciplinato dagli artt. 70 e seguenti della Cost .,
Leggi in senso materiale ➔ tutti gli atti a contenuto normativo , indipendentemente dagli organi che li pongono in essere e quale sia il procedimento della loro formazione. La legge :
Al pari del principio della separazione dei poteri, e della riserva di legge, il principio di legalità, serve a limitare la discrezionalità di chi esercita la sovranità. In base a tale principio, i pubblici poteri sono soggetti alla legge.
La Costituzione e le leggi costituzionali, possono riservare determinate materie alla legge. Per cui il legislatore :
tuttavia ➔ la Corte Costituzionale ha precisato che il governo può emanare più decreti legislativi , purchè emanati entro certi limiti di tempo stabiliti. La delega può introdurre altri limiti :
I decreti legge sono provvedimenti provvisori con forza di legge che possono essere adottati dal governo ex art. 77 Cost., in casi straordinari di necessità e urgenza.
La conversione dei decreti , in legge, deve avvenire entro 60 giorni , ad opera delle Camere, pena la perdita di efficacia ex tunc , cioè come se non fossero mai state adottati. La Corte Costituzionale con sentenza 128/2008 ha chiarito il significato dei presupposti per l’emanazione del decreto legge; in particolare: straordinarietà ➔ è intesa come assoluta imprevedibilità delle circostanze in presenza delle quali si utilizza il decreto legge necessità ➔ intesa come assoluta impossibilità di ricorrere ad uno strumento normativo diverso. urgenza ➔ da intendersi come immediata applicabilità delle norme poste dal decreto.
Il controllo sulla sussistenza dei casi straordinari di necessità e urgenza che giustificano l’uso del decreto legge, può essere svolto da diversi organi :
La legge 400/1988 , individua una serie di limiti alla decretazione d’urgenza. Il decreto legge:
Il decreto legge deve essere convertito in una legge (c.d. legge di conversione ), che ne consolidi gli effetti, proiettandoli anche nel futuro. La Corte Costituzionale con sentenza 22/2012, ha specificato che non è possibile inserire nella legge di conversione di un decreto-legge, emendamenti del tutto estranei all’oggetto e alle finalità del testo originario. Se il decreto non viene convertito , il legislatore può intervenire con legge di sanatoria o di convalida , per disciplinare i rapporti sorti sulla base delle disposizioni del decreto non convertito.
(o) secondo CRISAFULLI L’abrogazione non equivale al NON DISPORRE. Bensì a disporre diversamente. (o) secondo BIN - PITRUZZELLA Il fatto che con il referendum si possono eliminare e non aggiungere disposizioni, non significa che non si possono introdurre norme nuove. Infatti ➔ sottraendo singole parole dal testo normativo, si producono significati diversi da quelli originari.
ex art. 75 Cost., il referendum non può abrogare : a) norme di fonti secondarie b) leggi tributarie , di bilancio , di amnistia , indulto e di autorizzazione a ratificare trattati internazionali c) norme di rango costituzionale.
Ex ART. 75 , il referendum popolare può essere indetto per deliberare l’abrogazione totale o parziale di una legge o di un atto avente forza di legge , quando lo richiedono 500.000 elettori o 5 consigli regionali. L’art. 75, rinvia alla legge ordinaria (l. 352 /1970) per le modalità di attuazione del referendum, e dispone che ad esso hanno diritto di partecipare tutti i cittadini con i requisiti elettorali per la Camera dei Deputati. La legge 352/1970 dispone che il referendum, deve svolgersi attraverso le seguenti fasi :
da 500.000 elettori o 5 consigli regionali. Promotori, almeno 10 devono presentarsi ( muniti di certificato di iscrizione nelle liste elettorali ), nella cancelleria della Corte di Cassazione , indicando la legge o l’articolo di legge, in ordine al quale si intende promuovere la raccolta firme. La cancelleria , preso atto con verbale, provvede a darne notizia nella Gazzetta Ufficiale.
si devono utilizzare dei fogli tipo “carta bollata ”, ( ma non bollati ), preventivamente vidimati dalle segreterie comunali o dalle cancellerie degli uffici giudiziari.
In ogni facciata dei fogli firma, vanno indicati sia il quesito da sottoporre a votazione, sia la legge di cui si propone l’abrogazione. Firme devono essere autenticate da un notaio o da un funzionario pubblico abilitato a conferire pubblica fede ai documenti. La raccolta deve avvenire entro 3 mesi dalla presentazione dell’iniziativa.
Non può essere depositata richiesta di referendum nell’anno anteriore alla scadenza della legislatura o nei 6 mesi successivi alla data di convocazione dei comizi elettorali. La richiesta di referendum corredata dei certificati elettorali dei sottoscrittori, va depositata entro il 30 settembre di ogni anno all’ufficio centrale per il referendum , costituito presso la Corte di Cassazione.
Entro il 31 ottobre , l’ufficio centrale, deve rilevare con ordinanza le eventuali irregolarità delle singole richieste. L’ufficio assegna quindi un termine ai presentatori (entro il 20 novembre), per sanare eventuali regolarità o per presentare memorie per contestarne l’esistenza. Scaduto tale termine (20 novembre) ➔ e non oltre il 15 dicembre, l’ufficio decide con ordinanza.
La Corte deve decidere con sentenza entro il 10 Febbraio, quali delle richieste siano da ammettere e quali da respingere.
Per le richieste ammesse, il Presidente della Repubblica , su deliberazione del consiglio dei Ministri, indice il referendum , fissando la convocazione degli elettori in una delle domeniche comprese tra il 15 aprile e il 15 giugno. Nel caso di scioglimento delle Camere ➔ il referendum già indetto, si intende automaticamente sospeso, e il prosieguo riprenderà dal 365esimo giorno successivo alla data delle elezioni.
stesse modalità delle elezioni politiche Proposta soggetta a referendum è approvata se :
Terminate le operazioni, l’Ufficio Centrale del referendum, procede alla proclamazione dei risultati. Se il risultato è stato contrario all’abrogazione della legge: l’ufficio centrale ne da notizia sulla Gazzetta Ufficiale , e non può proporsi nuovo referendum prima dei 5 anni. Se il risultato è stato favorevole all’abrogazione della legge:
Parte della dottrina però è incerta sulla considerazione di tale regolamento come fonte del diritto, in virtù del suo ambito di applicazione che riguarda solo l’organizzazione interna del consiglio dei ministri.
I regolamenti dell’esecutivo sono atti sostanzialmente legislativi ma formalmente amministrativi (per cui rientrano nella categoria dei regolamenti amministrativi, fonti secondarie). Caratteri dei regolamenti sono:
Hanno il compito di regolamentare certe materie anche in deroga ad una disciplina precedentemente posta dalla legge. Tale processo è garantito da una legge avente contenuto autorizzatorio del Parlamento che permette al governo di disciplinare con regolamento un oggetto già regolato da legge, anche su una materia coperta da riserva di legge (purché non assoluta).
La legge comunitaria annuale , può autorizzare il Governo ad attuare le direttive dell’Unione Europea tramite regolamento.
I regolamenti : ◊ (^) non possono contrastare con la Costituzione ◊ (^) non possono contrastare con le leggi ordinarie , salvo che sia una legge ad attribuire loro il potere di innovare anche nell’ordine legislativo (delegificando la materia) ◊ (^) non possono regolare le materie coperte da riserva di legge assoluta ◊ (^) non possono derogare al principio di irretroattività ◊ (^) non possono contenere sanzioni penali ◊ (^) se i regolamenti sono emanati da autorità inferiori , non possono contrastare con regolamenti emanati da autorità gerarchicamente superiori ◊ (^) non possono disciplinare materie di competenza legislativa delle regioni , stante la previsione ex art. 117 comma 6 Cost.
La Costituzione, attribuisce alle regioni , il potere di darsi una disciplina che regola la propria organizzazione e il proprio funzionamento attraverso: □ l’approvazione dello Statuto ( autonomia statutaria ) □ il potere di emanare le leggi regionali ( autonomia legislativa ) □ il potere di dare esecuzione alle leggi regionali attraverso l’approvazione dei regolamenti regionali ( autonomia amministrativa ) □ Autonomia finanziaria
Statuto ➔ atto con il quale l’ente Regione, disciplina la propria organizzazione ed il proprio funzionamento per tutte le attività non regolate direttamente dalla Costituzione.
Friuli):