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appunti che guidano allo studio dl manuale della materia diritto dell'informazione, spiegati in modo chiaro
Tipologia: Dispense
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dirittodellinformazione.it.
Diritto dell'informazione si compone di 4 strumenti:
insieme di leggi. Le leggi da sole non garantiscono la pacifica convivenza con le persone.
Ci sono molti ambiti del diritto dell’informazione in cui le leggi sono arrivate in ritardo, o addirittura mancano (es. sulla tv, nate negli anni 80/90 benché esistesse già). Notizie e temi provengono da canali diversi, non solo in formato cartaceo e sviluppate in luogo fisico, ma anche tramite web o app che consentono di conoscere notizie di tutti i giorni, sono cambiate abitudini mediatiche delle persone ma l’informazione rimane. --> Stanno nascendo leggi su internet= molte leggi riguardano la rete e non solo televisione e giornali.
Internet è un fenomeno deteriorizzato. --> leggi in rete hanno spazzato via il criterio di territorialità del diritto. Se internet venisse regolato solo da leggi nazionali (legge di un singolo stato e non applicate a tutta Europa) non servirebbe a niente, non si può punire persone in base a norme che non vengono applicate a loro. Per questo sono state create leggi sovranazional i, leggi europee che si applicano a cittadini europei ---> legge ha portato a sovra-nazionalizzazione del diritto. Europa ha cercato di creare uno spazio unico digitale.
Regolamenti e direttive sono entrambe leggi europee ma vincolano gli Stati in modo differente
- Regolamenti: leggi europee più vincolanti. Sono scritti dal parlamento europeo. Disciplinano tutti aspetti specifici di una determinata materia. I regolamenti sono spediti ai parlamenti degli Stati europei e vengono applicati allo stesso modo da tutti gli Stati che non possono modificarne i contenuti. Questi regolamenti sono sempre scritti per favorire i grandi stati che hanno più influenza nel Parlamento europeo. L’uniformità di trattamento ha un aspetto positivo: in tutta Europa si applicano gli stessi principi, e negativo: è la scarificazione della sovranità legislativa nazionale di ogni singolo Parlamento. - Direttive: contengono i principi generali, delimitano i confini di azione di ogni Stato. Le direttive non entrano immediatamente in vigore nella loro forma originale, ma necessitano di una legge nazionale di recepimento: ogni parlamento nazionale deve fare una legge di recepimento per farla entrare in vigore nel proprio territorio; ogni stato è libero di scrivere ciò che vuole nel rispetto dei principi generali della direttiva, le modalità di applicazione spettano ad ogni singolo stato. Pro: valorizzazione dei parlamenti nazionali, delle specificità di ogni stato, rispetto della sovranità nazionale di ogni stato. Contro: disomogeneità di trattamento, squilibri tra stati
L’anarchia creata della mancanza di leggi è stata colmata dallo strumento n2:
corte costituzionale, prese dai giudici per applicare le leggi che vengono cristallizzate nel tempo;
oppure, nel caso di mancanza di leggi adatte al caso, le decisioni prese sul principio di equità. Le sentenze si subiscono. 2 tipi:
1.applicative: applicano le leggi. Giudice fa sentenze per applicarle e decide di condannare imputato o assolverlo sulla base di leggi già conosciute in palamento.
2.creative: spesso avvengono situazioni nuove e impreviste che spiazzano il giudice, che emana una sentenza creativa. Giudice alla fine riconosce un diritto che non è previsto in nessuna legge scritta, ma lo riconosce lui per la prima volta. Preparano il terreno a nuove leggi e stimolano il parlamento a colmare un vuoto legislativo, ispirano cambiamenti legislativi, es: con sentenze creative si è iniziato a tutelare lo sfruttamento dei lavoratori sul luogo di lavoro (= legge sul mobbing). Se non si rispettano si viene multati o si finisce in galera. (sanzione più grave è la radiazione)
3.DEONTOLOGIA (cap2): studio/insieme dei doveri che devono rispettare tutti i giornalisti e diffusori di informazione. Ogni professione ha la sua deontologia. Il senso è darsi delle regole specifiche alla propria professione per rendere più credibile e affidabile il ruolo della propria professione verso l’utenza. La deontologia può essere definita come la declinazione del principio etico per applicarlo in forme specifiche.
È autoprodotta: i principi, che spesso non vengono rispettati, li auto scrivono i giornalisti. È una forma di autoregolamentazione che i professionisti in ogni settore si danno per avere fiducia nella gente. È una scelta. Chi viola la deontologia subisce sanzioni disciplinari che comportano effetti immediati sull’esercizio della professione. La deontologia è usata anche dai colossi del web come Facebook, Twitter ecc
4.DOTTRINA : insieme di punti di vista, opinioni e teorie sui fenomeni che riguardano il mondo dell’informazione. Consente di applicare meglio i primi tre strumenti
Serve a ispirare giudici che fanno sentenze creative e sono spesso decisive per cambiare le leggi. Più punti di vista dottrinali si confrontano su dibattito sul diritto dell'informazione---> es: ordine dei giornalisti, che è presente in Italia ma non in altri paesi= la dottrina è divisa (opinioni es: ordine dei giornalisti è una garanzia Vs senza la dottrina non c'è professionalità, es: dibattito sui colossi della rete)
LIBERTA’ DI ESPRESSIONE (cap.1)
N.B: Libertà di espressione è differente da libertà di informazione:
Libertà di espressione= ognuno di noi esprime la propria personalità in modi differenti, libertà di esprimersi si traduce in una varietà di espressioni
Libertà di informazione= libertà dei media di dare le notizie e libertà delle persone di procurarsi le notizie da questi canali
In Europa questo concetto ha radici nella:
Approvata in tutti gli stati europei, nel 1955 in Italia.
La libertà di pensiero è scorporata dalla libertà di espressione e d’informazione e le precede.
—> Occorre preoccuparsi che i veicoli delle informazioni non risultino paralizzati da meccanismi verticistici di etero direzionabilità
—> È necessario assumere come valore di riferimento l’eguaglianza nell’accesso alle informazioni e il diritto dei singoli ad essere compiutamente informati.
Non ci si ferma solo al riconoscimento della libertà del soggetto, ma precisa che anche le aziende editoriali (editori, broadcaster, piattaforme social/web) devono essere pluraliste e devono operare in un regime di libera concorrenza. I cittadini hanno la garanzia che anche nei processi nazionali occorre applicare la Carta di Nizza, che è stata inserita nel Trattato di Lisbona del 2007, e quindi prevale anche sulle leggi nazionali. A livello nazionale questo si traduce nella libertà di editori e soggetti che operano nei media senza interferenze. In Italia, gli ‘editori puri’ non esistono; la grande stampa e televisioni sono nelle mani di soggetti che possiedono attività imprenditoriali in altri settori —> gli interessi si mescolano, e viene meno la libertà di informazione totale da parte degli editori —> il giornale è usato come mezzo di condizionamento dell’opinione pubblica in base ai propri interessi. —> i direttori spesso sono scelti in base alla funzionalità e non alla competenza —> scarsa libertà dei direttori.
Tutti i livelli hanno deficit, catena che inanella mancanze di libertà che si riverbera sul prodotto finito cioè l’informazione: (da ruolo più baso a più alto)
1.livello= giornalisti: produttori di informazione. Se loro sono liberi i cittadini hanno notizie garantite, affidabili e attendibili. Ma i giornalisti sono realmente liberi? No, molti fattori allontanano questa libertà
2.livello= direttori: figure simbolo che hanno contratto da dirigenti, sono facilmente licenziabili, ma strapagati. Se l'azienda ritiene che stia andando male per colpa di questi dirigenti, gli editori non perdono tempo a licenziarli. Ma: nei giornali e televisioni fortunatamente non ci sono casi eclatanti di direttori licenziati perché il proprio giornale/programma tv va male o non vende, no valutazioni meritocratiche. Gente sempre più distaccata da giornale e telegiornale---> calo costante delle vendite, meno ascolti---> i direttori non vengono cacciati.
Criteri di scelta di direttori è di appartenenza, affinità con interessi dell'editore. Editore preferisce avere direttore passivo (che fa quello che dice lui pari passo), al posto di avere un direttore bravissimo e sgamato che farebbe aumentare ascolti e mercato. Spesso si tratta di direttori molto giovani
3.livello= editori : livello critico, non sono liberi perchè i giornali e le televisioni sono in perdita. Situazione economica in crollo, attività editoriale non è redditizia e remunerativa. Non possono limitarsi a fare solo l'editore come lavoro---> editori impuri= hanno tante imprese e attività in altri settori più redditizi (ambito sanitario, energetico, assicurativo), sono funzionali alla difesa degli altri interessi, portano guadagni elevati e compensano.
4.livello= piattaforme come Meta, Apple e Google: grandi colossi nel mercato digitale, che si sono diffusi sempre più a livello globale negli ultimi anni. Sempre meno liberi perchè condizionati da interessi commerciali, geopolitici e nazionali. Sono i veri amplificatori dei media degli ultimi anni perché indicizzano le informazioni tramite pubblicità, post ecc. Quelle che rifiutano le regole di editori non sono libere perché condizionate da interessi. N.B. Le piattaforme rispetto agli editori, direttori e giornalisti non hanno responsabilità giuridica e nessun obbligo per ora in Italia
5.livello= pubblico : informazioni che arrivano a cittadini non sono libere visto il processo che hanno avuto le notizie. La libertà del pubblico è condizionata da due elementi:
vigore l’8 agosto 2025 in Italia.
Scritto perchè ci si è resi conto che la libertà di informazione rimane un contenitore vuoto se non viene garantito il pluralismo dei media, e l’indipendenza editoriale dei media. ---> Se i media ci raccontano solo notizie in linea con i loro interessi e limitano l’agire di giornalisti che vogliono fare inchieste avviene una sconfitta della libertà di informazione di ogni cittadino di ricevere notizie di interesse pubblico---> Gli stati devono aggiornare le leggi perchè quelle presenti tutt’ora in Italia non garantiscono ancora l’indipendenza dei media
Importante per l’EMFA è anche la trasparenza nei confronti della collettività, no conflitti di interesse e condizionamenti, i media dovrebbero raccontare quotidianamente la società senza secondi fini, raccontare la realtà dell’opinione pubblica---> Per arrivare a questo risultato occorrono requisiti quali:
1.proteggere le fonti del giornalista e l’indipendenza editoriale
2.migliorare la trasparenza della proprietà dei media
3.emfa impone il funzionamento indipendente dei media di servizio pubblico = Rai, sempre stata governata da organi istituzionali e politici, dal’ 8 agosto non è più così ---> riforma della Rai perchè non garantisce il regolamento europeo - “La Rai non è di chi governa”. Non rispettarla è una violazione giuridica. O il servizio pubblico Ray diventa indipendente. O non è più legittimo.
scomode ai potenti di turno. I potenti per fermare i giornalisti usano arma legale --->denunciano giornalista per diffamazione, per avere offeso la loro reputazione e aver diffuso notizie false.
Scopo di queste azioni: 1.il giornalista per dimostrare che non sia così è costretto a rivelare le prove e fonti confidenziali, mettendo nei guai i soggetti da cui ha avuto le informazioni. 2.minacce di personaggi con ruoli pubblici, influenti: stimolano paure nel giornalista, denunciando e scoraggiando, in modo che si trovi costretto a ritirare le sue verità. Spesso le slap raggiungo lo scopo di silenziare il giornalista e fermare l'inchiesta
Nel 2022 Italia si è limitata a raccomandazioni verso questo Slap: invita gli stati a proteggere la libertà dei giornalisti facendo leggi per scoraggiare Slap che limitano la circolazione di notizie
Aprile 2024: direttiva Slap--> protegge persone attive alla partecipazione pubblica da denunce ingiuste, accuse infondate e procedimenti giudiziari abusivi fatte da personaggi con ruoli pubblici
All'inizio in Italia Statuto Albertino : costituzione promulgata dal regno sabaudo piemontese nel marzo 1848. Tutela la libertà di stampa e il suo riconoscimento nel art.28. La stampa era libera ma con costituzione flessibile---> in qualunque momento poteva essere modificata con un atto governativo, statuto era precario.
Libertà di stampa limitata da regimi politici che si sono succeduti--> 1860 con leggi di polizia era stata limitata/ subito restrizioni. Per misurare il grado di libertà di stampa dei governi succeduti bisogna vedere che leggi hanno fatto per garantire e potenziare o reprimere questa libertà.---> Censura preventiva sui giornali : se un governo voleva impedire che ci fosse una libera informazione, faceva dei provvedimenti che introducevano la censura preventiva sui giornali, se invece volevano garantire la libertà di stampa la censura non veniva fatta. In base alla censura uno stampato poteva essere chiuso e oscurato, bastava una denuncia per sospetto di scarso rispetto della libertà di stampa per determinarne il sequestro in via preventiva. ---> La politica si serviva della censura per reprimere il dissenso
Libertà di stampa rifiorisce agli inizi del 900 con l'età giolittiana. Valorizzazione:
-1906 legge n.268 che abolì la censura preventiva = soltanto una sentenza del tribunale poteva stabilire se il giornale poteva essere censurato.
-1908 nascita della federazione nazionale della stampa italiana : sindacato unico dei giornalisti, che riuniva le varie associazioni territoriali che erano presenti fin ora, a tutela i loro diritti. Considerati categoria da proteggere. Funzione informativa viene valorizzata.
-dicembre 1911: firma del primo contratto nazionale di lavoro giornalistico. Per riconoscere anche contrattualmente i diritti dei giornalisti. Per la prima volta i giornalisti vengono ammessi ad un tavolo di trattativa per affermare i loro diritti
Scoppia la prima guerra mondiale che produce molti traumi, comporta sospensione di molte libertà tra cui quella di stampa. L'informazione è orientata dal governo, deve veicolare solo informazioni riferenti all'impresa bellica
Nel ottobre del 1922 con marcia su Roma si insedia il regime fascista: progressiva cancellazione di tutte le libertà. Mussolini si rende conto che l'informazione è un grande strumento di potere, manipola l'opinione
pubblica. Serie di provvedimenti---> affidamento ai prefetti di revocare il titolo di direttore alle testate giornalistiche scomode, reintroduzione censura preventiva.
-1925 regime fascista fa legge per istituire l'ordine dei giornalisti: potevano iscriversi all'ordine soltanto dopo aver superato un colloquio in cui giuravano fedeltà al regime ---> Ma questo ordine non nacque mai durante il fascismo perchè Mussolini raggiunse lo stesso obbiettivo con il sindacato unico fascista : selezionava i giornalisti dal punto di vista ideologico e politico. N.B: sbagliato dire che l'ordine dei giornalisti sia un retaggio fascista, perché nato nel 1963 non nel regime fascista.
Codice penale Rocco 1930 (dal nome del ministro della giustizia nel governo Mussolini): penalizzava le libere opinioni, c'erano punizioni e forte compressione della libertà di parola. Fu introdotto art.57 : riguarda la gestione dei giornali e la responsabilità del direttore responsabile del giornale che deve controllare l’articolo prima di pubblicarlo, figura responsabile giuridicamente ---> in caso di diffamazione con articoli contrari al regime, egli veniva giustiziato. Si voleva controllare informazione controllando i direttori. Codice ancora in vigore oggi---> Aspetto positivo: è giusto avere catena di comando dei giornalisti, rileggono per garantire notizie verificate e corrette.
-Nel 1937 l ’istituzione del Ministero della Cultura popolare (Minculpop) , che prese il posto del Ministero della Stampa e della propaganda, diede forma alle ambizioni totalitarie del Fascismo, finirono così sotto la diretta sfera di controllo e di influenza del ministero tutte le manifestazioni culturali, dal cinema alla radio, dal teatro all’editoria. Con Leggi fascistissime ci fu un accentramento progressivo di tutte le informazioni nelle mani del regime. Notizie che uscivano erano solo quelle che approvavano la politica di Mussolini
Il fascismo diede vita all ’Agenzia Stefani, la cui redazione si trovava nel palazzo del governo, dava le informazioni da pubblicare ai giornali, l’unica fonte autorizzata era sotto lo stretto controllo del governo. Esisteva poi il sottosegretariato alla stampa e alla propaganda, un ufficio che selezionava le notizie che dovevano uscire dal palazzo e che dovevano essere dati ai cittadini, la comunicazione istituzionale, affidato a Galeazzo Ciano.
Dopo la caduta del fascismo l'Italia esce da un periodo difficile, deve ricostruire un paese distrutto. I temi della libertà di espressione erano trascurati
-Il 1946 fu un’anno di svolta, il 31 maggio di quell’anno venne emanato regio recreto n.561 che abolì il sequestro preventivo e censura sugli stampati e quindi ripristinò la libera circolazione degli stampati fino a sentenza definitiva di condanna. Il regio decreto riportò le lancette dell’orologio della libertà di stampa al 1906, quando durante l’età giolittiana era stata fatta una legge simile, la n.208 del 1906.
Il 1946 fu importante anche per una seconda ragione, il 2 giugno di quell’anno si vota un referendum, per la scelta tra repubblica e monarchia, e un secondo referendum per eleggere i membri dell’assemblea costituente, che avrebbe dovuto scrivere una costituzione per sostituire lo Statuto Albertino, caratterizzato da forte precarietà, costituzione per dare stabilità alle istituzioni democratiche e per inserire principi che altrimenti sarebbero restati aleatori e precari. Svolta rispetto alla costituzione dello statuto Albertino---> costituzione nuova è molto lunga 139 articoli, elenco dettagliato di diritti e doveri dei cittadini. È una costituzione votata: espressione della volontà popolare. È una costituzione rigida: si può modificare solo seguendo un processo lungo descritto nel art.138 della costituzione: ogni ramo del parlamento deve pensarci bene prima di fare riforme e modifiche costituzionali, importante anche dare
Autorizzazioni= permessi o impedimenti per fare qualcosa, sono vietate alla stampa perché ammetterebbero che esiste un controllo politico sulla stampa (controllo, vigilanza) nessuno può autorizzare la stampa di dare o vietare notizie. Divieto da parte di altri poteri di dare autorizzazioni alla stampa.
Censure= nella vita quotidiana degli stampati non ci possono essere limitazioni della circolazione degli stampati, devono circolare liberamente. Limitano giornali ad uscire
--->difendere e salvaguardare da autorizzazioni e censure. L'informazione deve essere più libera
N.B: Obbligo di registrazione previsto dalla legge sulla stampa del 1948--> legge che sembra contraria al 2 comma del art.21. Ci vuole autorizzazione dal tribunale per iniziare a fare pubblicazioni su una testata, garanzia per tutti i cittadini. Ma la corte dice che non c'è nessun contrasto, sono cose diverse: 2 comma vieta autorizzazioni di fare interventi da altri poteri sul terreno delle informazioni contrarie alla privacy, la registrazione in tribunale invece non è una autorizzazione discrezionale ma un atto dovuto, non vengono chiesti dati personali e sensibili, non ci si può rifiutare.
-3 comma : si ha la conferma che il nostro è uno stato democratico ed è vietato il sequestro preventivo degli stampati, nessun potere politico può usare lo strumento del sequestro come arma di ricatto su uno stampato. "Si può ponderare a sequestro soltanto per atto motivato dell'attività giudiziaria in caso di violazione di legge"--> vengono espresse le 3 garanzie
-4 comma : si prevede un eccezione del principio citato nel 3 comma. Se lo stampato presenta contenuti blasfemi, che possono turbare l'ordine pubblico e la sensibilità collettiva e non c'è tempo di motivare la sentenza del giudice, va ritirato subito, ritenendo la sua diffusione un rischio. --> si fa sequestro provvisorio e entro 24 ore va informata l'attività giudiziaria che ha altre 24 ore di tempo per riconfermare o annullare il sequestro. Il giudice ha l'ultima parola, in modo imparziale decide se lo stampato deve riprendere a circolare o sia giusto che sia stato sequestrato.
-5 comma : affronta tema della trasparenza dei mezzi di finanziamento della stampa periodica. Il diritto dei cittadini di sapere da dove arrivano i soldi per la pubblicazione di un giornale. Molto giornali, soprattutto nel secolo scorso, erano finanziati da enti occulti. "Una legge potrà stabilire che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica". Prevede eventualità e possibilità di obbligare le imprese editoriali a pubblicare i loro bilanci. Comma rimasto inattuato fino agli anni 80, poi dal 1981 è stato introdotto quest’obbligo. Forma di trasparenza e onestà intellettuale nei confronti del pubblico
-6 comma: introduce l'unico limite opponibile alla libertà di stampa : il buon costume. Questo concetto introdotto nel 1947 diceva che la stampa doveva rispettare la morale sessuale (donna veniva giudicata dal modo in cui si vestiva), c'era pudore e cautela---> questo modo di pensare inciderà sul modo di scrivere e pubblicare articoli. Negli anni 60 avviene progressiva laicità che porta un’evoluzione dei costumi nella società, le donne rivendicano una maggiore di libertà di auto-vendicazione. Ai giorni d'oggi si è arrivato ad un comune senso del pudore o pubblica decenza. Quasi tutto consentito purché non sia turbante per la società. Limite del buon costume è ormai scemato, gli articoli giocano anche sul concetto di notizie shock. ---> la stampa sembra non avere più limiti, e condizionamenti neppure sul piano valoriale?. No, esistono altri limiti impliciti alla libertà di stampa che non sono assolutamente un limite che pregiudica l'attività ma sono garanzie provvidenziali che consentono la giusta esercitazione di questa libertà, senza fuoriuscire dalla correttezza.
La libertà di stampa deve bilanciarsi con il rispetto di altri diritti che valgono quanto essa. Bisogna equilibrare e ponderare. Non è una libertà anarchica, ma si deve conciliare con gli altri diritti, introdotti da altri articoli della costituzione e leggi dello stato che hanno introdotto tutele.
Forme di violazione : Es: legge sul segreto di stato, legge sul segreto di ufficio. Le norme sui segreti dovrebbero essere giustamente rispettate e limitare la libertà di stampa per proteggere i diritti di tutela. Anche la privacy è importantissima nelle notizie, non va violata. Diffamazione (cap 4) quando si offende qualcuno, offesa deriva da divulgazione di notizia che non andava divulgata. Copyright. La libertà di stampa non può violare i diritti della persona.
Interpretazioni additive che aggiungono significato ed estensive che allargano la portata applicativa dell'articolo, per fare in modo che l'articolo sia sempre attuale e imputabile a novità sociali e tecnologiche:
-Sentenza n.105 del 1972 : diritto di informarsi e di informare. Il diritto ad informarsi è un diritto giurisprudenziale, che si ricava da sentenze della corte costituzionale che hanno ampliato l’articolo 21 della Costituzione. Questi diritti sono ricavabili implicitamente dalla d’applicazione estensiva dell’art. 21: Chi fa informazione ha dei doveri verso i cittadini, missione dei giornalisti di donare un bene pubblico alla comunità. La sentenza introduce la dimensione attiva, riflessiva e passiva del diritto d’informazione:
-Sentenza n.94 del 1977: diritto di autonomia dell'informazione. La stampa non deve essere limitata da altri poteri. Art.21 implicitamente vuole dire che i giornali devono essere liberi dal condizionamento di altri poteri, e come essi, anche tutto il mondo dell'informazione (radio, tv ecc). Nel 1975 era stata emessa legge sull’indipendenza e autonomia della RAI, che non venne rispettata ---> motivo alla politica affinché rispettasse il diritto all'autonomia.
-Sentenza n.826 del 1988 : nata in un periodo di svolta importante per il sistema radio televisivo. Affronta per la prima volta in modo organico il tema del pluralismo. Il pluralismo dell’informazione non contenuto esplicitamente nell’art. 21 ma il suo valore è implicitamente garantito in esso; dando a tutti la libertà di manifestare il proprio pensiero. Il pluralismo ha due dimensioni essenziali che devono essere compresenti poiché sussista:
amplificare e condizionare la vita sociale e l’opinione pubblica in generale. Il mondo dell’informazione è chiamato a rispettare questi irriti inviolabili molto più di altri.
DOVERI
“La Repubblica richiede l’adempimento dei dovrei inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale”
È giusto difendere e assecondare la spinta alla dilatazione dei diritti, ma la società non starebbe in piedi se non ci fossero dei doveri; se non ci fosse un bilanciamento tra le libertà e responsabilità. Se non ci si preoccupa di rispettare i doveri il lato sociale salta. Una società è più matura se riconosce più diritti e se tiene alta la tensione verso l’osservanza dei doveri.
Solidarietà: sentirsi accomunati nel destino con l’altro, con le categorie sociali più deboli, in difficoltà. Il mondo dell’informazione è poco solidale; essi dovrebbero essere il cemento che tiene la società coesa, mentre viene usato come arma degli uni contro gli altri. Il valore della solidarietà applicato al mondo dei media potrebbe essere lo strumento per ricompattare la società.
Il mondo dell’informazione dovrebbe rispettare il dovere di solidarietà e fungere da collante per la società
-Articolo 3, uguaglianza
La nascita di questo articolo fu dibattuta, perché i costituenti di matrice comunista sovietica spingevano per un’uguaglianza assoluta, dettata dallo Stato, mentre i liberali sostenevano la libertà individuale, a favore del riconoscimento della proprietà privata. Prevalse una visone di compromesso: una visione interclassista, solidale, inclusiva, in cui non si negano le differenze, che arrischino la società, ma ci si impegna a rimuovere le disuguaglianze, che lacerano la società.
1ºcomma: uguaglianza formale. “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”
Uguaglianza formale: uguaglianza di tutte le persone di fronte alla legge. L’applicazione del diritto è imparziale. Questo è un principio generale che conferisce al nostro ordinamento una natura profondamente democratica; cioè la sovranità del popolo che è anche uguaglianza di fronte alla legge.
2ºcomma: uguaglianza sostanziale: È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.
Uguaglianza sostanziale —> lo Stato si impegna a rimuovere gli ostacoli che impediscono di assicurare una vera uguaglianza. Lo Stato si impegna a rimuovere le disuguaglianze, è chiamato a riequilibrare ogni giorno gli squilibri che si creano nella società. Il principale strumento utilizzato dallo Stato è lo strumento legislativo: le leggi consentono allo Stato di riequilibrare costantemente la società, sono la principale espressione del secondo comma dell’art. 3 (es. leggi sulle pari opportunità uomo-donna)
Il mondo dei media si lega con la possibilità di parità nell’accesso ai media, alla parità di spazio nelle trasmissioni
Es. Legge sulla par condicio : del febbraio del 2000, per garantire che tutti i candidati alle elezioni potessero avere lo stesso spazio nelle trasmissioni per esprimere il loro programma e chiedere il voto. Secondo alcuni limitava l’informazione impedendo ai candidati di esprimersi. Legge nº155 del 2002: attuazione del secondo comma dell’articolo tre, un esempio di uguaglianza sostanziale. Questa legge mette tutti in condizione di esprimere il proprio punto di vista. Inoltre impedisce la candidatura a chi possiede televisioni e ai gruppi editoriali dominanti di sostenne dei candidati. Questa legge necessità di essere riformata per far fronte al potere del web e dei social media. Se non c’è uguaglianza di opportunità nel mondo dei media non c’è democrazia, il bene pubblico dell’informazione deve essere uguale per tutti
-Articolo 15, riservatezza, libertà e segretezza della corrispondenza
1ºcomma: inviolabilità libertà e segretezza della corrispondenza e comunicazioni “La libertà e la segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione sono inviolabili”
L’oggetto della tutale è molto ampio, inglobando ogni forma di comunicazione fra una persona e l’altra, o comunque del pensiero indirizzato ad un numero determinato di persone, con esclusione, di regola, di qualunque terzo. Quindi, la riservatezza si applica anche alle comunicazioni elettroniche, alla corrispondenza online, mailing List o videochiamate riservare.
2ºcomma: "La loro limitazione può avvenire soltanto per atto motivato dell'autorità giudiziaria”. La limitazione può avvenire rispettando le tre garanzie. L’autorità giudiziaria deve fare un atto motivato sulla base di una legge in vigore per decidere una limitazione temporanea. La limitazione delle telefonato può avvenire solo in odore di reato per arrivare alla prova finale di colpevolezza dell’indagato. Introduce un sistema di garanzie contro possibili interventi limitativi della libertà e segretezza della corrispondenza e delle comunicazioni da parte di pubblici poteri. Si tratta della riserva di giurisdizione e della riserva di legge.
-Articolo 41, esercizio della libertà di iniziativa economica
L'iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo da recare danno alla salute, all'ambiente, alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana. Questo articolo si ricollega al principio di uguaglianza nell’accesso ai mezzi di informazione
Se le opinioni individuali sono esigue, ciò è dovuto al fatto che le opinioni circolanti sono solo quelle che elite dominanti tollerano e alle quali riconoscono il diritto di circolazione. La manipolazione dei meccanismi di divulgazione delle informazioni da parte del potere politico ed economico, si traduce in una limitazione della libertà di manifestazione del pensiero. Quindi la disciplina economica degli strumenti di trasmissione dei messaggi diventa un elemento improprio di controllo.
Legge n. 241 del 1990 : introduce il principio di trasparenza nell’attività della pubblica amministrazione — > favorisce lo stabilirsi di un’uguaglianza di accesso agli atti degli enti pubblici
Aspetti patrimoniali —> contraffazione
I diritti morali non sono cedibili, mentre i diritto patrimoniali possono essere ceduti
Tutela del copyright. Direttiva del 2019 sul copyright: ha introdotto due principi:
In Italia: Legge del 2021: AGCOM (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni) è un' autorità amministrativa indipendente italiana che regola e vigila sui settori delle telecomunicazioni, audiovisivo, editoria e servizi postali, nata con la legge n. 249 del 1997 ("legge Maccanico"). Ha il compito di assicurare la corretta concorrenza tra operatori , tutelare i diritti e le libertà fondamentali degli utenti (come la segretezza delle comunicazioni e il pluralismo informativo) e garantire l' accesso e la qualità dei servizi digitali e postali.
Regolamento Agicom del giugno del 2022: contiene i criteri per applicare il regolamento alle opere creative, quanto dovrebbero monetizzare le piattaforme per poter indicizzare i contenuti.
Il problema è che le piattaforme non sono obbligate a monetizzare e indicizzare tutti gli articoli degli editori. La negoziazione deve essere equilibrata, in modo che anche i piccoli editori, produttori non siano penalizzati.
Le piattaforme hanno il potere sulla visione dei contenuti sulla rete. I filtri anti-pirateria rischiano di censurare alcune informazioni, prevaricando le finalità per cui sono stati progettati.
Questa direttiva da un lato responsabilizza le piattaforme del web, dall’altro, se non si stabiliscono meccanismi di distribuzione degli utili, il rischio concreto è che ad avvantaggiarsi siano solo i grandi editori e produttori.
DEONTOLOGIA GIORNALISTICA (cap.2)
L’Ordine dei giornalisti fu istituito in linea teorica durante il periodo fascista con nel 1925 con la legge n.
della giustizia, (dipende dalla magistratura) che garantisce una selezione per i giornalisti sulla base di valori professionali. Il 1° luglio 1993 il Consiglio d'Europa con una risoluzione sull'etica del giornalismo, ha dichiarato che “per la vigilanza sul rispetto dei principi deontologici è necessario creare organismi o
meccanismi di autocontrollo che elaborino risoluzioni. Sul rispetto dei precetti deontologici da parte dei giornalisti”. Si può quindi dire che la legge 69/63 ha provveduto con abbondante anticipo a introdurre tali meccanismi. N.B: solo chi è iscritto all'ordine può esercitare la professione giornalistica (anche pubblicisti e praticanti)
La legge professionale del 1965 riprende l’art. 33 della Costituzione —> prescrive un esame di Stato per l’abilitazione all’esercizio professionale.
L’Ordine dei giornalisti appartiene alla pubblica amministrazione in quanto classificato come ente pubblico e non economico. La sua legittimità costituzionale è stata messa in discussione a causa di un contratto tra l’art.45 della legge n. 69/63 e l’art.21 della Costituzione. L’art. 45 stabilisce che “nessuno può assumere il titolo né esercitare la professione di giornalista se non è iscritto all’Albo professionale”. Ma la Corte Costituzionale con la sentenza n. 11/68 ha riconosciuto la legittimità dell’ordine dei giornalisti sulla base della legge professionale che “disciplina l’esercizio professionale e giornalistico, non l’uso del giornale come mezzo della libera manifestazione del pensiero”
- Pubblicisti: professionisti di altri settori che hanno anche collaborazioni giornalistiche regolari, quindi nel tempo diventano pubblicisti (con la crisi editoriale il tirocinio è diventato sempre più difficile)
Come si diventa giornalista pubblicista?
Dopo aver collaborato per almeno 2 anni, aver scritto almeno 50/60 articoli retribuiti, su una testata registrata; è possibile inviare la documentazione necessaria per l’iscrizione all’elenco pubblicità. Dal punto di vista professionale si appartiene all’ordine. Il pubblicista può essere un giornalista a tutti gli effetti che scrive articoli retribuiti regolarmente, ma non hanno le garanzie dei giornalisti professionisti. È necessario che vengano riconosciute delle tutte
- Art 2 diritti e doveri della professione giornalistica al rispetto di principi fondamentali: critica e informazione, “È diritto insopprimibile dei giornalisti la libertà di informazione e di critica” “limitata dall'osservazione delle norme dettate a tutela della personalità altrui”= queste 2 libertà non possono essere soppresse da nessun potere, perché fondamentali per il funzionamento delle democrazie.
Sono 2 diritti distinti: Il diritto di informare è un dovere, mentre la critica può essere eventuale o mancare. I giornalisti devono garantire la libertà di informazione all'opinione pubblica. È un diritto inoltre esprimere un punto di vista, un giudizio proprio= critica che viene esercitata purché in maniera distinta dall'informazione. Non si può sostituire l’informazione con la critica. Inoltre le 2 libertà per quanto insopprimibili non sono libertà anarchiche, il giornalista deve chiedersi se quello che sta per raccontare rispetti le norme a tutela delle persone protagoniste nelle notizie. Il giornalista deve proteggere il problema del bilanciamento, rispettare la privacy, l'onore e la dignità di una persona
Seconda parte articolo= “È dovere inderogabile dei giornalisti riportare la verità sostanziale dei fatti, osservati sempre i doveri di lealtà e di buona fede”. Verità sostanziale dei fatti (cap 2.5 e cap 4) deve essere la bussola orientatrice del lavoro giornalistico, giornalista non si deve fermare all'apparenza dei fatti, ma accertarsi e controllare molteplicità di fonti per scoprire la verità dei fatti. Non è una verità assoluta, i giornalisti possono sbagliare, ma la parola “sostanziale” del art.2 salva la libertà del giornalista di sbagliare. L'importante è che questi errori vengano commessi con lealtà e buona fede. Questo principio salva il giornalista dal rischio di condanna.
obblighi del giornalista che non vuole rischiare condanne per diffamazione. 3 principi:
1.verità sostanziale dei fatti: che deve essere di 2 tipi 1.Verità oggettiva= descritta dal giornalista che segue l'evento in prima persona dei fatti, documenta quello che vede, ogni giornalista descrive in modo personale il proprio punto di vista ma allo stesso modo onesto e leale. 2.Verità putativa: verità che il giornalista ascolta ma che non ha vissuto in prima persona, viene fatta raccontare dai testimoni presenti al momento del fatto, il giornalista la prende per vera aiutandosi con l'aiuto di altre prove.
2.pertinenza o interesse pubblico alla notizia: il giornalista deve inserire solo i particolari pertinenti, che interessano davvero al pubblico
3.continenza della forma espositiva: riguarda lo stile per scrivere la notizia, i fati vanno descritti con linguaggio sobrio, alla portata di tutti i lettori, linguaggio coretto, rispettoso, non offensivo e lesivo della personalità altrui.
-Federazione nazionale della stampa italiana (FNSI): nata nel 1908, è il sindacato unitario dei giornalisti Italiani.
-Istituto nazionale di previdenza dei giornalisti italiani (INPGI): raccoglie contributi dei giornalisti pubblicisti, free lance, esterni che vengono pagati per ogni articolo che scrivono. Assicura ai giornalisti trattamenti di pensione, invalidità, vecchiaia ecc.. è soggetto al controllo della Corte dei Conti.
Ci sono 2 tipi di INPGI:
1. INPGI1: è quello di professionisti stipendiati che hanno il diritto alla pensione. È confluito nell’INPS a causa dello scarso numero di giornalisti 2. INPGI2 : è la cassa di previdenza giornalistica dei collaboratori, giornalisti autonomi che versando una percentuale per ogni articolo, alla fine dell’attività avranno una minima pensione
-Cassa autonoma di assistenza integrativa dei giornalisti italiani (Casagit): associazione privata con il fine di fornire ai giornalisti, e alle loro famiglie, prestazioni integrative di quelle erogate dal Servizio sanitario nazionale. Gli iscritti contribuiscono in misura percentuale alla loro retribuzione. È amministrata da organi eletti dagli iscritti e assicura diverse prestazioni come: ricoveri in istituti di cura, interventi chirurgici, visite specialistiche…)
Codice deontologico
Per declinare i principi fondamentali della professione, l'Ordine dei giornalisti ha esercitato la sua funzione moralizzatrice, emanando una serie di Carte deontologiche che hanno fissato alcuni obblighi inderogabili. Tutte le carte sono state riordinate nel Testo Unico dei doveri del giornalista in vigore dl 3 febbraio 2016. L’1 giugno 2025 è entrato in vigore il Codice Deontologico delle giornaliste e dei giornalisti, composto da 40 articoli, sostituisce il Testo unico dei doveri del giornalista. È suddiviso in:
I. Principi e doveri
II. Doveri nei confronti delle persone
III. Doveri in tema di informazione