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Sentenza 63/2016: La Libertà Religiosa e l'Edilizia di Culto in Italia - Prof. Ferrari, Appunti di Diritto Ecclesiastico

Questa sentenza esplora la relazione tra la libertà religiosa e l'edilizia di culto in italia, partendo dalla sentenza 63/2016 che ha stabilito che la legge regionale deve essere conforme alla costituzione. Della storia della regolamentazione dei luoghi di culto, dalla legge 1159/1929 alle disposizioni recenti, e delle implicazioni per la libertà religiosa e la sicurezza. Il testo illustra come la materia dell'edilizia di culto è diventata una materia concorrente tra lo stato e le regioni, e come le regioni hanno agito in assenza di norme nazionali per garantire la libertà religiosa.

Tipologia: Appunti

2019/2020

Caricato il 15/06/2020

camilla.premoli
camilla.premoli 🇮🇹

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LEZ 18
EDILIZIA DI CULTO
Sentenza 63/2016
La cc doveva verificare che la legge regionale fosse conforme alla costituzione.
- telecamere vicino ai luoghi di culto: motivi di sicurezza.
Questa sentenza ha un percorso molto lungo. La vicenda dei luoghi di culto ha avuto una lo ha
storia. Dovremmo iniziare da quando ha iniziato a lavorare la cc, negli anni 50.
La legge sui culti ammessi 1159/1929 ha delle parti che sono state dichiarate incostituzionali. Tra
queste norme incostituzionali c'è una norma sui luoghi di culto. I luoghi di culto acattolici per
essere aperti dovevano dare una autorizzazione governativa di stampo politico. Nel 1958 la cc dice
che questa disposizione viola l'art 19 della costituzione: la disponibilità dei luoghi di culto rientra
nella libertà.
L'apertura dei luoghi di culto è una libertà religiosa. Le valutazioni dell'apertura dei luoghi di culto
limita la liberta di culto. Se lo scopo dell’autorizzazione è la mera apertura di un luogo di culto si
viola un diritto fondamentale.
Nel frattempo la materia dell'edilizia viene assegnata alle regioni, ma assegnava allo stato la
possibilita di fissare i principi fondamentali della disciplina. Dal 2001 questa materia diventa una
materia concorrente stato-regione.
Essendo un materia di competenza regionale il rischio è che venga disciplinata in maniera diversa,
per questo ci sono dei principi. Il legislatore nazionale non è mai intervenuto a fissare i limiti della
materia. L'unica cosa che è stata fatta, nel 1967, ha inserito gli edifici di culto tra le opere di
urbanizzazione secondaria (primaria: strade, ponti, fogne…; secondaria: fondamentali per la vita
comune scuole, asili, ospedali).soddisfa un interesse generale. Costruire un edificio di culto
significa applicare il diritto di liberta religiosa.
Anni 60.70. Perché gli edifici di culto avevano un regime diverso ad altri culti che non potevano
avere delle agevolazioni ( economiche ). Ogni regione aveva un tesoretto da indirizzare alla
costruzione di edifici di culto. Le regioni trovavano a dare esecuzione a questo principio di libertà
religiosa.
Le regioni dovevano distribuire danaro e spazi senza alcuna indicazione precisa tra gli anni 80.90.
Ogni regione porta avanti la sua idea di libertà religiosa.
In quegli anni la materia del diritto ecclesiastico: accordi di Villa Madama e le prime intese sono
state stipulate. Con l'intesa lo status di queste religioni è cambiato. Le regioni quindi nel vuoto
normativo si sono aggrappate a questo status: davano i contributi e le aree a confessioni con
intesa Abruzzo e lombardia.
La regione Abruzzo per prima ha avuto la propria legge regionale 1988 dichiarata incostituzionale
dalla sentenza 135/1993, che ha dato applicazione al principio di laicità dello stato, che deve
tendere a un pluralismo. In questa sentenza utilizza l'art 8.1: tutte le confessioni religiose hanno
eguale libertà e che sono portatrici di interessi religiosi dei singoli aderenti, anche quelle non
strutturate. La cc dice che una normativa regionale che discrimina le confessioni religiose
utilizzando il parametro dell'intesa viola art 19 e 8.1. Perché si limita la libertà e si discrimina tra
culto e culto con parametri incostituzionali.
Questa disposizione era inserita anche nella legge della Regione Lombardia. Nel 1993 non
modifica la sua legge. Quindi nel 2002 la cc interviene per incostituzionalità della legge. La
sentenza è una sentenza fotocopia.
La regione Lombardia non ha una legge: nel 2005 si trova a disciplinare ex novo tutto il governo
del territorio 12/2005. Deve disciplinare anche l'edilizia di culto.
Nella formulazione di questi criteri, delle sentenze, la Lombardia deve stare molto attenta.
La legge nella parte dell'edilizia di culto gli articoli sono già stati revisionati 4-5 volte. Tutti gli
interventi sono stati restrittivi. Questa legge stata definita legge anticulto: nel voler restringere ha
intaccato la libertà religiosa di tutti.
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LEZ 18

EDILIZIA DI CULTO

Sentenza 63/ La cc doveva verificare che la legge regionale fosse conforme alla costituzione.

  • telecamere vicino ai luoghi di culto: motivi di sicurezza. Questa sentenza ha un percorso molto lungo. La vicenda dei luoghi di culto ha avuto una lo ha storia. Dovremmo iniziare da quando ha iniziato a lavorare la cc, negli anni 50. La legge sui culti ammessi 1159/1929 ha delle parti che sono state dichiarate incostituzionali. Tra queste norme incostituzionali c'è una norma sui luoghi di culto. I luoghi di culto acattolici per essere aperti dovevano dare una autorizzazione governativa di stampo politico. Nel 1958 la cc dice che questa disposizione viola l'art 19 della costituzione: la disponibilità dei luoghi di culto rientra nella libertà. L'apertura dei luoghi di culto è una libertà religiosa. Le valutazioni dell'apertura dei luoghi di culto limita la liberta di culto. Se lo scopo dell’autorizzazione è la mera apertura di un luogo di culto si viola un diritto fondamentale. Nel frattempo la materia dell'edilizia viene assegnata alle regioni, ma assegnava allo stato la possibilita di fissare i principi fondamentali della disciplina. Dal 2001 questa materia diventa una materia concorrente stato-regione. Essendo un materia di competenza regionale il rischio è che venga disciplinata in maniera diversa, per questo ci sono dei principi. Il legislatore nazionale non è mai intervenuto a fissare i limiti della materia. L'unica cosa che è stata fatta, nel 1967, ha inserito gli edifici di culto tra le opere di urbanizzazione secondaria (primaria: strade, ponti, fogne…; secondaria: fondamentali per la vita comune scuole, asili, ospedali).soddisfa un interesse generale. Costruire un edificio di culto significa applicare il diritto di liberta religiosa. Anni 60.70. Perché gli edifici di culto avevano un regime diverso ad altri culti che non potevano avere delle agevolazioni ( economiche ). Ogni regione aveva un tesoretto da indirizzare alla costruzione di edifici di culto. Le regioni trovavano a dare esecuzione a questo principio di libertà religiosa. Le regioni dovevano distribuire danaro e spazi senza alcuna indicazione precisa tra gli anni 80.90. Ogni regione porta avanti la sua idea di libertà religiosa. In quegli anni la materia del diritto ecclesiastico: accordi di Villa Madama e le prime intese sono state stipulate. Con l'intesa lo status di queste religioni è cambiato. Le regioni quindi nel vuoto normativo si sono aggrappate a questo status: davano i contributi e le aree a confessioni con intesa Abruzzo e lombardia. La regione Abruzzo per prima ha avuto la propria legge regionale 1988 dichiarata incostituzionale dalla sentenza 135/1993, che ha dato applicazione al principio di laicità dello stato, che deve tendere a un pluralismo. In questa sentenza utilizza l'art 8.1: tutte le confessioni religiose hanno eguale libertà e che sono portatrici di interessi religiosi dei singoli aderenti, anche quelle non strutturate. La cc dice che una normativa regionale che discrimina le confessioni religiose utilizzando il parametro dell'intesa viola art 19 e 8.1. Perché si limita la libertà e si discrimina tra culto e culto con parametri incostituzionali. Questa disposizione era inserita anche nella legge della Regione Lombardia. Nel 1993 non modifica la sua legge. Quindi nel 2002 la cc interviene per incostituzionalità della legge. La sentenza è una sentenza fotocopia. La regione Lombardia non ha una legge: nel 2005 si trova a disciplinare ex novo tutto il governo del territorio 12/2005. Deve disciplinare anche l'edilizia di culto. Nella formulazione di questi criteri, delle sentenze, la Lombardia deve stare molto attenta. La legge nella parte dell'edilizia di culto gli articoli sono già stati revisionati 4-5 volte. Tutti gli interventi sono stati restrittivi. Questa legge stata definita legge anticulto: nel voler restringere ha intaccato la libertà religiosa di tutti.

Questa legge:

  • fa una operazione di ampliare a dismisura il concetto di luogo di culto: anche le sedi di associazioni culturali.
  • Ripristina la logica del doppio binari, ma non esclude completamente le confessioni senza intesa. Prevede un viaggio molto facile per le confessioni con intesa e invece una serie di controlli per quelle senza intesa e autorizzazioni. Queste due punti erano gli unici che già erano stati dichiarati incostituzionali. Altre disposizioni sono ad esempio quelle sulle telecamere. Un particolare di questa legge è la prevenzione. Altra vicenda è il permesso di costruire: quando si tratta di luoghi di culto o centri sociali deve essere richiesto obbligatoriamente anche se non c'è la costruzione di nuove opere, anche se l'edificio è già esistente. Il pdc ha inviato la legge alla cc, con sentenza nel 2016: dichiara la parziale incostituzionalità. Quali parametri usa? L'art 177. Non è di competenza della Regione, questa materia esorbita dalle sue competenze, che sono dello strato. Questa sentenza dice che prima della libertà religiosa deve essere presa in considerazione l'ordine pubblico, di sicurezza. Per la prima volta la libertà religiosa viene accostata alla sicurezza. Prassi per la costruzione. È difficile che un edificio di culto viene costruito ex novo. Solitamente si nega l'autorizzazione perché si dice che l'area non consente la costruzione di edifici di culto. In genere il TAR fa ricorso a una giurisprudenza strana e peculiare. Il permesso è richiesto per i luoghi di culto perché questi spostano una gran massa di persone che impattano sul tessuto urbano. Bisogna valutare se questo spostastamento c'è o non c'è. Se il n di persone e determinabile o solo usato saltuariamente a luogo di culto, allora questo non è un luogo di culto, e non è necessario il permesso a costruire. Sarà sufficiente dir che non sono luoghi di culto.