


Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
Prepara i tuoi esami
Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Prepara i tuoi esami con i documenti condivisi da studenti come te su Docsity
Trova i documenti specifici per gli esami della tua università
Preparati con lezioni e prove svolte basate sui programmi universitari!
Rispondi a reali domande d’esame e scopri la tua preparazione
Riassumi i tuoi documenti, fagli domande, convertili in quiz e mappe concettuali
Studia con prove svolte, tesine e consigli utili
Togliti ogni dubbio leggendo le risposte alle domande fatte da altri studenti come te
Esplora i documenti più scaricati per gli argomenti di studio più popolari
Ottieni i punti per scaricare
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
La legge contro il velo in italia e francia, analizzando i principi fondamentali dietro a queste leggi e le controversie legate a loro. Del riconoscimento delle persone, la libertà religiosa e il bilanciamento tra i diritti costituzionali. Vengono presentati casi specifici come quello del consiglio di stato italiano e la legge francese del 2004.
Tipologia: Appunti
1 / 4
Questa pagina non è visibile nell’anteprima
Non perderti parti importanti!



un pluralismo. Il sistema delle fonti non è più che ciascuna fonte stia al suo posto e rispetti le sue competenze le esondazioni sono frequenti (es. comune di Azzano) Nel 2008 il consiglio di stato non ha risolto il problema, non viene placata l’opinione pubblica. In certi casi si può avere ragione a circolare con volto coperto, in altre no. In risposta al consiglio di stato come proteste giungono le proposte legislative analizzate. Proposta Sbai: si parla di indumenti femminili, per le donne di religione islamica denominati burqa e niqab 3 discriminazioni. Proposta Cota: mancanza del giustificato motivo. Questi limiti sono ricorrenti in varie proposte. Vi è poi un’altra proposta: PROPOSTA VASSALLO. Questa proposta è basata sul concetto di identificazione, non si può imporre un generico riconoscimento. Questa proposta non vieta più il burqa in maniera generica, diventa un problema quando si oppone ad un’identificazione. È l’identificazione che giustifica un limite ad un’eventuale libertà religiosa. Quando si parla di limite alla libertà costituzionale, capire cosa vuol dire limitarlo preventivamente. Da noi il velo non ha prodotto un intervento legislativo per 3 motivi:
La legge nel 2004 in Francia ha avuto un effetto valanga (slippery slow): da un limite collegato semplicemente ad un ambiente specifico, il divieto del velo si è esteso in altri ambiti della società. Mentre nel 2004 il divieto riguardava la scuola pubblica, questo divieto riguardava lo spazio pubblico specifico. Il divieto del velo ha toccato anche a livello europeo effetti anche nel settore privato. Sentenza davanti all’ECJ (potere interpretativo) Questa signora che era stata assunta da una ditta si converte ad un islam e sente di volerlo manifestare in modo maggiormente evidente: si presenta con il velo. L’azienda per sbarazzarsi di questa persona, essendo che non è possibile come in Italia il licenziamento per motivi religiosi, fa un regolamento in cui in via generale viene affermato che non si vuole in maniera assoluta la manifestazione di tipo politico o religioso, in quanto si tratta di spazio privato. Se un episodio di questo tipo fosse accaduto negli anni 70, non sarebbe stato possibile limitazione molto forte delle libertà costituzionali. L’azienda privata ha adottato una limitazione generale di idee politiche e religiose. Ci sono delle questioni molto forti: l’azienda non ha vietato il velo, ma ha creato un’interdizione in modo così pieno. La corte di giustizia per la prima volta antepone la libertà economica alla libertà della manifestazione del pensiero. Libertà economica può giustificare una compressione delle libertà individuali. La corte di giustizia afferma che il divieto è legittimo. Consiglio di stato 2008 L’altro aspetto dell’effetto slippery slow si ha avuto nell’ambito della cittadinanza. Quando il velo viene vietato nella scuola, tutti gli indumenti religiosi sono visti come pericolosi per lo stato. Studiare il fenomeno correlato con la cittadinanza. La questione riguarda le donne che scelgono il velo, indipendentemente dalla giustificazione che la donna può dare, lo stato è abilitato a proteggere la donna da sé stessa (si è comportata così, poiché si trova in una società maschilista). In questo caso l’individuo è inserito nella società, ma l’uso di questi simboli è ritenuto incompatibile con la dimensione della cittadinanza. Legge 11 ottobre 2010 Nessuno nello spazio pubblico può indossare un abito destinato a nascondere il suo volto. Riguarda uno spazio pubblico generale, è stata molto criticato dal consiglio di stato. Sentenza sas Per la prima volta la corte di Strasburgo dice alla Francia di non invocare i motivi idi parità di genere, poiché la corte ascolta ciò che la donna dice. Fa fede l’interpretazione individuale. l’importanza per cui la corte non censura la legge antiburqa è il margine di apprezzamento. Emerge un cambio di rotta, si presta attenzione all’individuo. Non ci sono motivi per vietare ad una persona di entrare in tribunale, anche se con velo in Italia. Si può anche deporre come test anche con il burqa, perché con il burqa non si vieta l’identificazione (il CSM è intervenuto con una circolare).