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DIRITTO FALLIMENTARE - 0802206IUS04, Panieri di Diritto fallimentare

corso di DIRITTO FALLIMENTARE - 0802206IUS04 Prof: Giuseppe Antonio Michele Trimarchi Anno 2024/2025. paniere svolto con i test di fine lezione e con le domande inedite dell'esame. votazione 29/30

Tipologia: Panieri

2024/2025

In vendita dal 09/06/2025

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DIRITTO FALLIMENTARE - 0802206IUS04
Prof: Giuseppe Antonio Michele Trimarchi
Anno 2024/2025
- Per Insolvenza si intende: lo stato del debitore che si manifesta con inadempimenti od altri fatti esteriori, i
quali dimostrino che il debitore non è più in grado di soddisfare regolarmente le proprie obbligazioni
- L'azione dei creditori sociali contro gli amministratori della s.r.l. responsabili della cd. Insufficienza del
patrimonio sociale rispetto ai crediti: si prescrive in cinque anni dal manifestarsi dell'insufficienza del
patrimonio
- L'art 379 comma 1 Ccel sancisce che l'obbligo di nomina dell'organo di controllo o del revisore cessa
quando: per tre esercizi consecutivi non è superato nessuno dei limiti indicati dalla medesima disposizione
- In costanza dell'applicazione delle misure cautelari, gli organi (assemblea, organi di amministrazione e
controllo): sono limitati nel loro funzionamento dalla contrazione dei poteri di amministrazione attiva che
verranno sostituiti da quelli giudiziari o posti sotto la tutela autorizzatoria dell'autorità giudiziaria
- Gli accordi di ristrutturazione Sono strumenti negoziali stragiudiziali soggetti a omologazione
- I creditori non aderenti a cui è stata estesa l'efficacia del piano: Possono proporre opposizione ai sensi
dell'articolo 48, c. 4
- Gli accordi di ristrutturazione possono essere stipulati in funzione: della continuità aziendale
- Essi sono conclusi: dall'imprenditore in stato di crisi o di insolvenza
- La composizione del conflitto di interessi tra creditori in concorso e debitore è funzionale: alla
continuazione dell'attività di impresa
- Gli strumenti di regolazione della crisi: è autonoma rispetto alle procedure nell'ambito delle quali può
inserirsi
- La convenzione di moratoria: può avere a oggetto la dilazione dei debiti, accordi sulle loro scadenze,
rinuncia agli atti e alle azioni esecutive
- La maggiore dottrina considerava il concordato preventivo: uno strumento d' aiuto dell’imprenditore
volto ad evitare la dichiarazione di fallimento.
- Ai fini dell'ammissione al concordato preventivo, nella originaria impostazione della L.F si soleva
distinguere tra: condizioni patrimoniali e personali dell'imprenditore
- La proposta concorrente di concordato preventivo ed il relativo piano: può essere presentata da chi
rappresenta almeno il 10 % dei crediti risultanti dalla situazione
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DIRITTO FALLIMENTARE - 0802206IUS

Prof: Giuseppe Antonio Michele Trimarchi Anno 2024/

  • Per Insolvenza si intende: lo stato del debitore che si manifesta con inadempimenti od altri fatti esteriori, i quali dimostrino che il debitore non è più in grado di soddisfare regolarmente le proprie obbligazioni
  • L'azione dei creditori sociali contro gli amministratori della s.r.l. responsabili della cd. Insufficienza del patrimonio sociale rispetto ai crediti: si prescrive in cinque anni dal manifestarsi dell'insufficienza del patrimonio
  • L'art 379 comma 1 Ccel sancisce che l'obbligo di nomina dell'organo di controllo o del revisore cessa quando: per tre esercizi consecutivi non è superato nessuno dei limiti indicati dalla medesima disposizione
  • In costanza dell'applicazione delle misure cautelari, gli organi (assemblea, organi di amministrazione e controllo): sono limitati nel loro funzionamento dalla contrazione dei poteri di amministrazione attiva che verranno sostituiti da quelli giudiziari o posti sotto la tutela autorizzatoria dell'autorità giudiziaria
  • Gli accordi di ristrutturazione Sono strumenti negoziali stragiudiziali soggetti a omologazione
  • I creditori non aderenti a cui è stata estesa l'efficacia del piano: Possono proporre opposizione ai sensi dell'articolo 48, c. 4
  • Gli accordi di ristrutturazione possono essere stipulati in funzione: della continuità aziendale
  • Essi sono conclusi: dall'imprenditore in stato di crisi o di insolvenza
  • La composizione del conflitto di interessi tra creditori in concorso e debitore è funzionale: alla continuazione dell'attività di impresa
  • Gli strumenti di regolazione della crisi: è autonoma rispetto alle procedure nell'ambito delle quali può inserirsi
  • La convenzione di moratoria: può avere a oggetto la dilazione dei debiti, accordi sulle loro scadenze, rinuncia agli atti e alle azioni esecutive
  • La maggiore dottrina considerava il concordato preventivo: uno strumento d' aiuto dell’imprenditore volto ad evitare la dichiarazione di fallimento.
  • Ai fini dell'ammissione al concordato preventivo, nella originaria impostazione della L.F si soleva distinguere tra: condizioni patrimoniali e personali dell'imprenditore
  • La proposta concorrente di concordato preventivo ed il relativo piano: può essere presentata da chi rappresenta almeno il 10 % dei crediti risultanti dalla situazione

patrimoniale depositata dal debitore

  • Può chiedere la risoluzione del concordato: il creditore per inadempimento
  • Il concordato minore è finalizzato a: risolvere lo stato di sovrindebitamento in funzione

della prosecuzione dell'attività imprenditoriale o professionale

  • Le azioni individuali: dal giorno della dichiarazione di apertura della liquidazione giudiziale,

non possono essere iniziate o proseguite sui beni della procedura

  • Il trasferimento del centro degli interessi principali intervenuto nell'anno antecedente il

deposito della domanda per la dichiarazione dello stato di insolvenza: non rileva ai fini della

competenza

  • Gli organi preposti alla procedura, con la chiusura della stessa, decadono: vero
  • La pendenza di giudizi o procedimenti esecutivi nati su iniziativa degli organi della

procedura o promossi nei loro confronti: non impedisce la chiusura della liquidazione

giudiziale per il caso in cui vi sia stata la ripartizione finale dell'attivo

  • La cessione dei beni o cessio bonorum: è una delle modalità di attuazione della proposta di

concordato

  • Il concordato nella liquidazione giudiziale si contrappone funzionalmente a quello

preventivo: vero, infatti il concordato preventivo mira a evitare l' ingresso dell' impresa in

crisi (o insolvente) nella procedura concorsuale, mentre quello nella liquidazione giudiziale

ha lo scopo di farla uscire dal procedimento concorsuale

  • L' organismo di composizione della crisi da sovraindebitamento: è destinatario dell'

incarico per essere assistito nella procedura di ristrutturazione dei debiti da parte del

consumatore

  • Può accedere alla liquidazione coatta del sovraindebitato: il debitore consumatore
  • L'esdebitazione è l' istituto attraverso il quale: il debitore assoggettato a liquidazione

giudiziale o controllata o il sovraindebitato, a certe condizioni, viene liberato dall' obbligo

di adempimento delle prestazioni ancora dovute ai creditori rimasti insoddisfatti dai riparti

concorsuali

  • La procedura di concordato preventivo come disciplinata dalla legge del ' 42 era caratterizzata da una forte presenza dell' autorità giudiziaria. Al giudice delegato, in particolare , venivano affidati: stretti compiti di sorveglianza in materia di amministrazione dei beni nel corso dello svolgimento dell' intera procedura
  • Il concordato preventivo può essere definito: una proposta proveniente dal debitore, e rivolta ai creditori, avente ad oggetto un piano di risanamento dei debiti e quindi di risoluzione della crisi (o dell' insolvenza)
  • Gli effetti che conseguono al deposito della domanda per l' omologazione di accordi di ristrutturazione sulla disciplina del capitale: non si applicano gli artt. 2446 e 2447 per le

s.p.a e 2482-bis e 2482-ter c.c. civile quanto alle s.r.l. e non opera la causa di scioglimento della società per riduzione o perdita

  • Non è detto che: lo strumento di regolazione della crisi abbia un pianovero e proprio quale elemento

formalmente autonomo del programma di soluzione della crisi

  • Dal deposito della domanda di omologazione di accordi di ristrutturazione:

si sospende la sovranità e il controllo diretto dei soci sul procedimento di liquidazione volontaria

  • Affinché si abbia la procedura familiare: il sovrindebitamento deve colpire più membri della famiglia e deve avere origine comune
  • La suddivisione dei creditori in classi: è espressamente prevista
  • il creditore che, prima dell'apertura della liquidazione giudiziale, ha ricevuto da un

coobbligato in solido con il debitore il cui patrimonio è sottoposto alla procedura concorsuale, o da un fideiussore, una parte del proprio credito: ha diritto di concorrere nella liquidazione giudiziale per la parte non riscossa

  • Il potere di amministrare i beni del debitore spossessato, ricade in capo: al curatore
  • La sproporzione tra le prestazioni del sinallagma presa in esame dall'art. 166: è riferita al debitore insolvente
  • I crediti anteriori all' apertura della liquidazione giudiziale sono: chirografari, essendo stabilita la prededucibilità solamente di quelli maturati nel corso della procedura
  • Gli aspetti "essenziali" delle attività propedeutiche alla liquidazione sono: l'apposizione dei

sigilli, la redazione dell'inventario, la consegna dei beni del debitore e la formazione del

fascicolo informatico

  • Una volta che sia stata aperta la procedura di liquidazione ed il curatore abbia accettato, lo

stesso deve procedere: all' immediata ricognizione dei beni del debitore (art. 193 1°

comma CCeI)

  • L' inventario è formato: dal verbale cui il curatore deve allegare la documentazione

fotografica dei beni inventariati

  • Il miglior realizzo è considerato: il maggior valore distribuibile nei tempi più brevi
  • Gli interessati a presentare offerta per acquistare i beni: possono esaminare i beni a cui

sono interessati

  • I creditori: con la chiusura della liquidazione giudiziale, riacquistano il libero esercizio delle

azioni verso il debitore per la parte non soddisfatta dei loro crediti per capitale e interessi

  • La liquidazione del complesso aziendale interrompe: la continuità aziendale
  • Con il concordato nella liquidazione giudiziale si tende a: chiudere definitivamente i

rapporti pregressi attraverso il pagamento parziale dei creditori o attraverso altre forme di

ristrutturazione dei debiti

  • Il provvedimento che ordina la liquidazione: è pubblicato in Gazzetta Ufficiale ed è iscritto

al Registro delle Imprese

  • Prima che si possa procedere all' ultimo dei riparti, il commissario liquidatore deve

sottoporre all' autorità di vigilanza: il bilancio finale della liquidazione, il conto della

gestione, il piano di riparto tra i creditori

  • Una volta che sia intervenuta l'omologazione: il concordato sarà obbligatorio per tutti i

creditori anteriori alla sentenza che dichiara l'apertura della procedura di liquidazione

giudiziale, compresi quelli che non hanno presentato domanda di ammissione al passivo

  • A seguito del pagamento integrale dei debiti in sede di riparti parziali e prima di quello

finale, il curatore: deve convocare l’assemblea ordinaria dei soci per le liberazioni

necessarie ai fini della ripresa dell’attività o della sua cessazione

  • Affinché l’accordo di ristrutturazione possa avere efficacia estesa: tutti i creditori

appartenenti alla medesima categoria devono essere informati dall’avvio

  • Delle trattative immessi in condizioni di parteciparvi consapevolmente
  • Affinché possa darsi l’accordo di ristrutturazione a efficacia estesa : l’accordo deve avere

carattere non liquidato quindi prevedere la continuazione dell’attività di impresa,

direttamente o indirettamente

più creditori: vero la norma fa riferimento a una o più creditori aderenti

  • Gli aspetti essenziali delle attività propedeutiche alla liquidazione sono: l’apposizione dei

sigilli la redazione dell’inventario la consegna dei beni del debitore e la formazione del fascicolo informatico

  • Gli effetti che conseguono al deposito della domanda per l’omologazione di accordi di ristrutturazione sulla disciplina del capitale: non si applicano agli articoli 2446 e 2447 per le

S.p.A. e 2482 bis e 2482 TRCC civile quanto alle RS L e non opera la causa di scioglimento della società per riduzione o perdita

  • Gli effetti della liquidazione giudiziale a carico del debitore sono: di natura patrimoniale e personale
  • Gli effetti della liquidazione giudiziale a carico del debitore: rappresentano una significativa

contrazione della capacità di agire del soggetto che è sottoposto alla procedura e una

rilevante limitazione delle sue libertà

  • Gli elementi economico finanziari del piano: devono essere indicati al fine della sua esecuzione
  • Interessati a presentare offerta per acquistare i beni: possono esaminare i beni a cui sono interessati
  • Gli obblighi di mantenimento e alimentari e i debiti per il risarcimento dei danni da illecito

extracontrattuale, le sanzioni penali amministrative di carattere pecuniario che non siano accessorie a debiti estinti: restano esclusi dall’esdebitazione

  • Gli obblighi in capo al debitore prescritti dall’articolo 39 sono finalizzati a: ad agevolare la

fase istruttoria delle relative procedure e a valutare i comportamenti tenuti

dall’imprenditore e dagli altri obbligati

  • Gli obiettivi che devono considerarsi immanenti nel concordato sono: la salvaguardia dei

valori produttivi dell’azienda e la soddisfazione dei creditori

  • I creditori: con la chiusura della liquidazione giudiziale e acquistano il libero esercizio delle

azioni verso il debitore per la parte non soddisfatta dei loro crediti per capitale e interessi

  • I membri della stessa famiglia possono: presentare un unico progetto di risoluzione della crisi da sovra indebitamento
  • I principi generali del capo II possono così riassumersi
  • Doveri del debitore, doveri dei creditori, doveri delle autorità preposte al governo della crisi d’impresa e principi di carattere processuale
  • Il periodo sospetto decorrere: sia per le azioni di inefficacia che per le azioni revocatoria, il periodo sospetto a decorrenza a ritroso dal deposito della domanda cui sia seguita l’apertura della liquidazione giudiziale
  • Il CCEL nella disciplina degli assetti organizzativi dell’impresa esige un modello di organizzazione complesso ove l’attività d’impresa si esprima a sua volta attraverso modelli gestionali complessi. La complessità consiste: nella predisposizione di un’organizzazione amministrativa e contabile capace di sostenere le diverse articolazioni dell’attività

economica svolta dalla società e deve essere utile a rilevare la crisi o a indicare il rischio di perdita della continuità aziendale, naturalmente secondo gli indicatori e nei modi che sono disciplinati principalmente negli articoli 13:14 del nuovo codice.

  • Il CCel ripristina, per la liquidazione giudiziale il precetto secondo cui: l’apertura della procedura di liquidazione giudiziale della liquidazione controllata sono cause di scioglimento delle società di capitali
  • Il ccel si compone di: 388 articoli e diverse disposizioni di attuazione e transitorie modifiche al codice civile
  • Affinché si abbia la procedura familiare il sovra intenditore deve colpire più membri della

famiglia e deve avere origine comune

  • Al piano attestato di risanamento può fare ricorso l’imprenditore: anche non commerciale

agricoltori artigiani

  • Al verificarsi di una causa di scioglimento della società: gli amministratori conservano il

potere di gestirla ai fini della conservazione dell’integrità e del valore patrimoniale sociale

  • All’erede è preclusa la domanda di apertura della liquidazione giudiziale, quando: si sia già

realizzata con fusione tra il patrimonio dell’imprenditore defunto e dell’erede

  • Alla domanda deve essere allegata: una relazione particolareggiata redatta a cura dell’OCC
  • ANCHE NEL CASO DI PROCEDIMENTO DI GRUPPO LA LEGITTIMAZIONE A PROPORRE LA

DOMANDA DI ACCESSO AL CONCORDATO PREVENTIVO IL RICORSO PER L’OMOLOGAZIONE

DI ACCORDI RISTRUTTURAZIONE DEI DEBITI SPETTA A: Unicamente al debitore

  • Il potere di amministrare i beni beni del debitore spossessato ricade in capo : al curatore
  • Il potere di compiere gli atti e le operazioni riguardanti l’organizzazione e la struttura

finanziaria della società previsti nel programma di liquidazione spetta: al curatore

  • Il procedimento di liquidazione giudiziale: inizia con il decreto di convocazione delle parti e

la presentazione di memorie

  • Il professionista indipendente: ha il compito la responsabilità di attestare la veridicità?

Aziendali e la fattibilità? Economica del piano

insolvenza, l’autorità di vigilanza può: revocare gli amministratori e i sindaci e affidare la

gestione a un commissario autorizzandolo a prendere provvedimenti in ordine alla

composizione della crisi o dell’insolvenza

  • In caso di liquidazione causata da gravi irregolarità, essa è pronunziata da: autorità

amministrativa

  • In caso di morte dell’imprenditore, la liquidazione giudiziale: può essere aperta se

ricorrono le condizioni all’articolo 33 CCel

  • In costanza dell’applicazione delle misure cautelari, gli organi assemblea organi di

amministrazione e controllo: sono limitati nel loro funzionamento della azione dei poteri di

amministrazione attiva che verranno sostituiti da quelli giudiziari opposti sotto la tutela

autorizzatoria dell’auto autorità giudiziaria

  • L’amministrazione del patrimonio del debitore viene affidata a: un soggetto terzo il quale

sotto il controllo dell’autorità giudiziaria provvede ad amministrarlo gestirne i rapporti

pendenti proteggerlo e liquidarlo per ripartirne il ricavato tra i creditori

  • L’azienda dei creditori sociali contro gli amministratori srl responsabili della cosiddetta

insufficienza del patrimonio sociale rispetto ai crediti: si prescrive in cinque anni dal

manifestarsi dell’insufficienza del patrimonio

  • La liquidazione giudiziale è: la procedura concorsuale giudiziale tramite la quale il debitore

in conseguenza dello stato di insolvenza perde l’amministrazione del suo patrimonio

  • La liquidazione giudiziale in caso di gruppo di società: può essere unitaria
  • La liquidazione in estensione riguarda anche: il socio occulto di società palese
  • La maggiore dottrina considerava il concordato preventivo: uno strumento d’aiuto

dell’imprenditore volto ad evitare la dichiarazione di fallimento

  • La modifica del piano successiva alla sua omologazione: trova la sua pubblicità insieme

all’attestazione del professionista indipendente presso il registro delle imprese

  • La necessità di addivenire all’accordo di ristrutturazione: non attenua gli obblighi di

informazioni a favore dei soci soci

  • La nozione di origine comune: va interpretata restrittivamente la procedura potrà essere

familiare quando i debiti dei componenti della stessa famiglia abbiano il medesimo titolo

  • La nozione di origine comune: va interpretata restrittivamente, la procedura potrà essere

familiare quando i debiti dei componenti la stessa famiglia abbiano il medesimo titolo

  • La nuova formulazione dell’articolo 2086 c.c. : sembra imporre una regola organizzativa

consistente innanzitutto nell’obbligo di predisposizione di un assetto, sia sul piano

dell’organizzazione dell’attività d’impresa sia su quello dell’amministrazione e contabile

adeguato alla natura e alla dimensione dell’attività svolte in funzione della tempestiva

rivelazione della crisi

  • La pendenza di giudizio o procedimenti esecutivi nati su iniziativa degli organi della

procedura o promossi nei loro confronti: non impedisce la chiusura della liquidazione

giudiziale per il caso in cui vi sia stata la ripartizione finale dell’attivo

  • La perdita del potere degli amministrare i propri beni deriva da una sentenza che: Inter

partes produce i propri effetti dalla data della pubblicazione.nei riguardi dei terzi, si

produrranno dalla data di iscrizione della sentenza nel registro delle imprese

  • La possibilità che vi siano prestazioni inseguite o non compiutamente eseguite da

entrambe le parti: si verifica esclusivamente nei contratti a prestazione corrispettive

  • La vigente formulazione dell’articolo 2086 c.c. Era storicamente considerata norma volta a

sancire il potere gerarchico dell’imprenditore sui collaboratori

  • La procedura di concordato preventivo come disciplinata dalla legge del 42 era

caratterizzata da una forte presenza dell’autorità giudiziaria. Al giudice delegato in

particolare venivano affidati: stretti compiti di sorveglianza in materia di amministrazione

dei beni nel corso dello svolgimento dell’intera procedura

  • La proposta ai creditori consiste in: una formula del contenuto ampio con il quale il

debitore prevede il soddisfacimento dei creditori attraverso il pagamento anche parziale o

dilazionato dei suoi debiti

  • La proposta concorrente deve avere gli stessi requisiti: del piano di concordato ex articolo

esclude che essa possa essere proseguita da altri legittimati, ovvero riproposta nei

medesimi termini da costoro

  • La ripartizione finale dell’attivo è un’ipotesi di chiusura della liquidazione giudiziale
  • La società agricola: è società semplice che non svolge attività commerciale e dunque non è

assoggettata alla liquidazione giudiziale

  • La sostanza della disciplina giuridica dei vari istituti di composizione negoziata della crisi è

testimonianza dell’ampio ventaglio di opzioni che vengono messe a disposizione di debitori

e creditori per la regolamentazione della crisi

  • La sproporzione tra le prestazioni del sinallagma presa in esame dall’articolo 166: è riferita

al debitore insolvente

  • La suddivisione dei creditori in classi: è espressamente prevista
  • La titolarità dei beni del debitore: rimane in capo a quest’ultimo anche in caso egli ne

subisca lo spossessamento

  • La transazione fiscale è fisiologica alle trattative: di una più ampia ristrutturazione del

debito di cui tende ad essere parte

  • La transazione fiscale conclusa nell’ambito degli accordi di ristrutturazione: è risolta di

diritto se il debitore non esegue integralmente i pagamenti dovuti alle agenzie fiscali e agli

enti di previdenza

  • La transazione fiscale senza accordi di ristrutturazione: non può esservi
  • La transazione fiscale: è autonoma rispetto alle procedure nell’ambito delle quali quali può

inserirsi

  • La trasformazione del patrimonio del debitore in liquidità è finalizzata a: distribuire il

ricavato ai creditori secondo i criteri derivanti dalla formazione e gradazione del cosiddetto

stato passivo

  • La vecchia legge fallimentare consentiva l’ammissione al concordato preventivo: solo

all’imprenditore non fallito che si trova in stato di crisi

  • La vendita dei beni mobili e immobili: effettuata con modalità telematica tramite il portale

delle vendite pubbliche

  • La violazione del divieto di iniziare o proseguire azioni esecutive e cautelari sul patrimonio

del debitore è punita con: la nullità

  • Le azioni individuali dal giorno della dichiarazione di apertura della liquidazione giudiziaria

non possono essere iniziate a proseguite sui beni della procedura

  • Le clausole negoziali che fanno dipendere la risoluzione del contratto dall’apertura della

liquidazione giudiziaria sono inefficaci

  • Le condizioni poste dal legislatore per avvalersi dell’ esdebitazioni sono volte a evidenziare

la meritevolezza del debitore alla luce dei comportamenti che hanno caratterizzato il

dissesto

  • Se il curatore comunica di voler dare esecuzione al contratto avente a oggetto un immobile

da costruire: la fideiussione non può più essere ___________

  • Se il debitore ha la forma di una S.p.A. o Srl la proposta concorrente può: prevedere un

aumento di capitale della società con esclusione o limitazione del diritto d’opzione

  • Se il debitore muore dopo l’apertura della procedura di liquidazione controllato giudiziale

questa prosegue nei confronti degli eredi anche se hanno accettato con beneficio di

inventario

  • Se il debitore o se si tratta di società gli amministratori hanno notizia di altri beni da

comprendere nell’inventario devono darne conto prima della chiusura dell’inventario al

curatore a mezzo di apposita dichiarazione per non incorrere nelle pene ex articolo 325

ccel

  • Se il passivo della liquidazione giudiziale presenta crediti per rendita perpetua questa è

riscattata secondo il procedimento descritto dall’articolo 1866 c.c.

  • Se il trasferimento del Comi all’estero è avvenuto nell’anno antecedente il deposito della

domanda di regolazione della crisi o dell’insolvenza o al dell’apertura della liquidazione

giudiziale: non esclude la sussistenza della giurisdizione italiana

  • Se l’apertura della liquidazione giudiziaria avviene nei confronti del patrimonio del

venditore essa non è causa di scioglimento del contratto si applica la regola generale

358 Ccel

  • Se le offerte concorrenti dovessero essere difformi da quanto stabilito dal decreto

sarebbero inefficaci

  • Se un contratto ancora in eseguito da entrambe le parti al momento dell’apertura della

liquidazione giudiziale: l’esecuzione rimane sospesa fino a quando il curatore dichiara di

subentrare o di sciogliersi dal contratto.

  • Se dopo l’omologazione si rendono necessarie modifiche sostanziali al piano esse sono

apportate dall’imprenditore con contestuale rinnovo dell’attestazione del professionista

indipendente

  • Sebbene non sia espressamente previsto si ritiene che a dispetto della rubrica dell’articolo

20 titolata solo misure protettive non possono esservi dubbi in ordine alla circostanza per

cui l’articolo 54 estenda la facoltà del debitore di proporre istanza anche per misure

atipiche di natura cautelare

  • Secondo quanto disposto dall’articolo 166 l’atto è destinato a rimanere stabile nei suoi

effetti quando il terzo in buona fede al momento del suo compimento

  • Si tratta di una procedura volta a liberare il debitore dall’obbligo di adempiere piuttosto

che estinguere il debito

  • Si nacque quando non vi siano eredi la procedura di liquidazione giudiziale difetta di una

presenza soggettiva che possa rappresentare l’imprenditore defunto

  • Solo attraverso l’attività dell’organismo di conciliazione il debitore può presentare al

tribunale la domanda di ammissione alla procedura

  • Sono cause legittime di prelazione: i privilegi il pegno e le ipoteche
  • Sono cautelari: i provvedimenti cautelari emessi dal giudice competente a tutela del

patrimonio e dell’impresa del debitore

  • Sono familiari le procedure che vengano richieste da membri della stessa famiglia

conviventi con il debitore

  • Sono soggetti alla liquidazione giudiziale le imprese commerciali individuali o societarie che

siano rilevanti dal punto di vista delle dimensioni

  • Sono sottoposte alla votazione dei creditori tutte le proposte presentate dal debitore e dai

creditori

  • Stato enti pubblici grandi imprese soggette ad amministrazione straordinaria e imprese

assoggettate alla liquidazione coatta amministrativa: non possono concludere accordi di

ristrutturazione dei debiti

  • Sul piano della disciplina applicativa vi è un diverso trattamento della notifica del ricorso

:verso il ricorso del debitore si notifica con sistemi ordinari ossia ai sensi del c.p.c. laddove

quello presentato dagli altri soggetti invece segue preferenzialmente la via telematica della

consegna al recapito certificato qualificato o a quello di posta elettronica certificata dal

debitore

  • Tra gli obblighi specifici del curatore vi è quello di: tenere un registro informatico

consultabile telematicamente dal giudice delegato da ciascuno dei componenti del

comitato dei creditori

  • Tra le imprese destinatarie della liquidazione coatta amministrativa vi sono le banche: vero

in considerazione del loro ruolo strategico per l’economia

  • Ulteriore effetto del concordato giudiziale è: la liberazione dai debiti
  • L'art 4 del Ccel: sancisce il dovere del debitore di gestire il patrimonio o l'impresa durante

la procedura di regolazione della crisi o dell'insolvenza nell'interesse prioritario dei

creditori:

  • Per i procedimenti di regolazione della crisi o dell'insolvenza delle imprese che non siano

gruppi di rilevanti dimensioni o le imprese in amministrazione straordinaria, è competente:

il Tribunale nel cui circondario il debitore ha il centro degli interessi principali

  • Se il debitore muore dopo l'apertura della procedura di liquidazione controllata o

giudiziale: questa prosegue nei confronti degli eredi, anche se hanno accettato con

beneficio di inventario

  • La previgente formulazione dell'art 2086 cc: era storicamente considerata norma volta a

sancire il potere gerarchico dell' imprenditore sui collaboratori

mitigare le conseguenze della crisi

  • L' esperimento dell' azione revocatoria fallimentare: presuppone la sussistenza di un danno
  • Le masse attive e passive, nella procedura familiare: rimangono distinte
  • La possibilità che vi siano prestazioni ineseguite o non compiutamente eseguite da

entrambe le parti: si verifica esclusivamente nei contratti a prestazioni corrispettive

  • Una volta che sia stata aperta la procedura di liquidazione ed il curatore abbia accettato, lo

stesso deve procedere: all' immediata ricognizione dei beni del debitore (art. 193 1°

comma CCeI)

  • Se il debitore o, se si tratta di società gli amministratori, hanno notizia di altri beni da

comprendere nell'inventario: devono darne conto, prima della chiusura dell'inventario, al

curatore a mezzo di apposita dichiarazione per non incorrere nelle pene ex art. 327 CCeI

  • Ulteriore effetto del concordato giudiziale è: la liberazione dai debiti
  • Il contratto di mutuo ipotecario: è suscettibile di essere contenuto nella proposta
  • L'esdebitazione della società ha efficacia nei confronti dei soci illimitatamente

responsabili:vero

  • Gli obblighi di mantenimento e alimentari e i debiti per il risarcimento dei danni da illecito

extracontrattuale, le sanzioni penali e amministrative di carattere pecuniario che non siano

accessorie a debiti estinti: restano esclusi dall'esdebitazione

  • Le masse attive e passive di ciascuna società partecipante del gruppo: rimangono

autonome

  • l' apertura della procedura di liquidazione giudiziale nei confronti della società produce:

l' apertura della procedura di liquidazione giudiziale dei soci che abbiano tipologicamente e

fisiologicamente la responsabilità illimitata per le obbligazioni sociali

  • L'attestazione del professionista indipendente relativamente ai crediti tributari e

contributivi ha ad oggetto: anche la convenienza del trattamento proposto rispetto alla

liquidazione giudiziale

La rinunzia alla domanda di applicazione di provvedimenti cautelari e protettivi: non

esclude che essa possa essere proseguita da altri legittimati, ovvero riproposta nei

medesimi termini da costoro