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Questo testo tratta del commercio internazionale nella sua evoluzione storica, dalla riduzione dei dazi doganali agli accordi commerciali tra Stati, passando per l'epoca contemporanea caratterizzata dalla crescita del commercio globale. Vengono descritte le politiche commerciali degli Stati, l'attività di organizzazioni internazionali e le imprese multinazionali. Il testo mette in evidenza la necessità di regole giuridiche comuni per i rapporti commerciali tra operatori di nazionalità diverse.
Tipologia: Appunti
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Il processo evolutivo di integrazione dei diversi contesti economici e sociali viene definito globalizzazione, rappresenta la tendenza dell'economia ad assumere una dimensione sovranazionale. Lo sviluppo dell'integrazione economica a livello internazionale dalla seconda metà dell'Ottocento a oggi può essere articolato in fasi successive, orientativamente riconducibili a tre periodi: prima fase dal 1870 al 1914 : La prima fase dell'integrazione economica internazionale prende avvio nella seconda metà dell'Ottocento; durante questo periodo si assiste a una forte crescita del flusso migratorio verso gli Stati Uniti, all'aumento delle esportazioni e in particolare un aumento degli investimenti di capitale all'estero. In questa fase si riducono fortemente i dazi doganali e si sviluppano forme di accordi commerciali tra Stati, con un forte recupero e rilancio della lex mercatoria come principale riferimento per la stipulazione dei contratti internazionali. Tra la prima e la seconda fase Tra la prima e la seconda fase di sviluppo della globalizzazione economica si assiste a un periodo di forte inversione di tendenza. Dopo il 1914, a causa dei conflitti mondiali e della grave crisi tra le due guerre, gli scambi commerciali subiscono un forte rallentamento, causato anche dalla fiera protezionista politica in atto dai diversi stati: viene incentivata la produzione interna e ogni Stato cerca di far fronte a tutte le esigenze dei suoi abitanti mediante le risorse interne, con un atteggiamento AUTARCHICO; le importazioni sono scoraggiate dall'imposizione di DAZI che aumentano il prezzo dei beni rendendoli troppo costosi. Nel giro di pochi anni queste scelte portano alla drastica riduzione del commercio internazionale, contribuendo alla grande depressione economica. dalla seconda fase dalla fine della seconda guerra mondiale al 1980 : Dopo la forte inversione di tendenza del processo di globalizzazione causata dalle due guerre, nel 1944 a Bretton Woods vengono definite norme e procedure sovranazionali per favorire la ripresa economica attraverso la liberalizzazione degli scambi internazionali. Nasce così una prima forma di "globalizzazione giuridica" attraverso la definizione della cosiddetta GLOBAL GOVERNANCE. Dagli accordi di Bretton Woods negli anni successivi prendono vita altri organismi destinati a favorire la crescita economica internazionale, come il Fondo monetario internazionale, la Banca internazionale per la ricostruzione e lo sviluppo (conosciuta come Banca mondiale), il GATT (General Agreement on Tariffs and Trade, Accordo generale sulle tariffe doganali e il commercio internazionale), successivamente evolutosi nell'Organizzazione per il commercio internazionale (WTO, World Trade Organization). Si diffonde nuovamente l'uso della lex mercatoria e si discute della sua validità come fonte del diritto commerciale internazionale. L'esigenza di adottare regole commerciali internazionali slegate rispetto agli individualismi dei singoli Stati è più che mai attuale perché le transazioni internazionali sono sempre più numerose: usi e consuetudini vengono ripresi da organizzazioni internazionali destati dell'economia che ne predispongono modelli e raccolte destinati agli operatori economici. terza fase dal 1980 ai primi anni del ventunesimo secolo. Dalla fine del secolo scorso gli scambi internazionali crescono ulteriormente, raggiungendo valori senza precedenti e la crescita degli investimenti diretti all'estero includono, anche i Paesi meno sviluppati. L'epoca contemporanea è caratterizzata da una crescita del commercio internazionale, Le imprese che operano in un'economia "globale", nella quale il mercato non è più limitato a un ambito locale o nazionale ma è costituito da unico mercato mondiale, si trovano sempre più
spesso ad agire al di fuori dei confini dei singoli Stati nazionali. Lo sviluppo delle attività economiche su scala internazionale pone una serie di problemi dal punto di vista giuridico, in quanto gli ordinamenti dei singoli Stati si basano spesso su norme, princìpi e istituti differenti: è sempre più necessario un’armonizzazione delle norme giuridiche, realizzare individuare le regole comuni da applicare ai rapporti commerciali tra operatori di nazionalità diversa o, comunque, che presentano collegamenti con ordinamenti nazionali diversi.
Il diritto commerciale internazionale regola i rapporti commerciali tra più Stati, fra persone di diversi Stati o fra Stati e soggetti stranieri, riguarda: -soggetti che intervengono nelle relazioni economiche internazionali -le fonti dalle quali derivano le norme giuridiche -i contratti con i quali vengono regolati i rapporti -le modalità di risoluzione delle controversie I soggetti o attori del commercio internazionale sono:
I soggetti sono in primo luogo gli Stati nazionali, e hanno politiche commerciali diverse La politica commerciale di uno stato può essere:
L'Organizzazione mondiale del commercio (OMC), formata da 159 membri, ha lo scopo di favorire il commercio internazionale e attuare strumenti di risoluzione delle controversie fra gli Stati aderenti, ha assorbito il GATT che si occupava di cooperazione in materia di commercio internazionale. PRINCIPI Adotta misure per favorire la crescita e i commerci dei Paesi in via di sviluppo, secondo il principio della nazione più favorita e ogni Stato deve garantire ai prodotti provenienti da altri Stati membri un trattamento uguale ai propri prodotti nazionali secondo il principio della non discriminazione. Non ha potere di imporre decisioni ma può autorizzare lo Stato che ha vinto la controversia ad applicare delle misure di ritorsione nei confronti dell’altro Stato. Esempio fragolino : è un novello, che ha quel sapore per la lavorazione,lo champagne è quello che arriva dal territorio dello champagne, mentre quelli che arrivano da altre parti no.
Nato a seguito degli accordi di Bretton Woods, è un'istituzione specializzata delle Nazioni Unite, ha sede negli Stati Uniti e è composto da 188 Stati e il denaro di cui dispone per svolgere la sua attività arriva direttamente dai Paesi membri, ognuno dei quali possiede una quota di partecipazione al capitale di diverso ammontare. CRITICHE -Presta il denaro ad un prezzo di mercato ed è molto alto quando è alto il rischio, la Grecia nin ha fatto un affare, lagard (presidente BCE) ha detto che i tassi andavano più bassi -FMI ha prestato soldi anche a chi non rispetta i diritti umani, come Pinochet Cile SPORCACCIONERIE Falsificazione bilancio (Grecia) svalutazione della moneta per esportare di più( l’ha fatto anche l’italia) OBIETTIVI
Gli stati che hanno ricevuto un aiuto devono presentare un piano di risanamento, Se non si riesce a restituirli e le sanzioni hanno carattere progressivo, dalla decadenza del beneficio di chiedere ulteriori aiuti si passa dalla sospensione del diritto di voto e infine all'invito a ritirarsi dal FMI. Il FMI da un lato produce una limitazione della sovranità degli Stati membri, perché impone loro l'adozione di politiche economiche finanziarie molto rigorose a danno delle fasce socialmente più deboli, il FMI può concedere prestiti anche a stati non democratici che violano i diritti fondamentali dell'uomo ( ha finanziato regimi militari e dittatoriali)
Al 2007 risale l'istituzione del gruppo della Banca mondiale, specializzata dell'ONU, formato da:
-Banca internazionale per la ricostruzione e lo sviluppo (BIRS), che finanzia infrastrutture e progetti a sostegno di salute e istruzione e contro la povertà, e diminuzione del debito estero.
La banca internazionale per la ricostruzione e lo sviluppo BIRS, doveva aiutare l'Europa il Giappone nella fase di ricostruzione economica, ma nel corso del tempo ha ampliato in misura notevole la sua attività, divenendo la più importante organizzazione intergovernativa per il sostegno allo sviluppo economico e sociale. MISSION :
delibera a maggioranza qualificata a parte per gli accordi di maggiore importanza in cui è richiesto all'unanimità. La politica commerciale comune dell'Unione Europea richiede che tutti i partner commerciali con i quali operano gli stati membri rispettino le regole della libera concorrenza, per proteggere il mercato l'Unione Europea si è dotata di una serie di strumenti di difesa che comprendono:
Istituito con lo scopo di gestire gli aiuti per la ricostruzione post bellica degli stati europei contenuti nel piano Marshall, attualmente aderiscono i paesi più industrializzati basati su un sistema di governo democratico e sull'economia di mercato(caratterizzata dalla libertà di iniziativa ed al riconoscimento della proprietà privata),insieme lo presentano i due terzi del PIL mondiale.
Le società internazionali sono società nazionali, cioè costituite all’interno di uno Stato nel quale hanno sede legale o amministrativa, che esportano i propri prodotti anche all'estero o concludono accordi di collaborazione con imprese straniere o collaborazione inter-aziendale. Le società multinazionali o transnazionali sono società nazionali che svolgono la loro attività in diversi paesi effettuando investimenti diretti all’estero e stabilendo filiali o società controllate in altri Stati. Se parliamo di acquisire un’impresa bisogna acquisire almeno il 10% in azioni ordinarie. La maggior parte delle multinazionali sono costituite e hanno la propria sede nei Paesi sviluppati e sono spesso costituite da gruppi di imprese (negli ultimi decenni alcune multinazionali sono state create anche nei Paesi emergenti). Criterio di individuazione delle multinazionali Per individuare una multinazionale vengono utilizzati i dati relativi ai flussi di investimenti diretti esteri (IDE) e sono rilevabili sulla bilancia dei pagamenti. Vengono considerate multinazionali le imprese che possiedono investimenti in società estere almeno per il 10% delle azioni ordinarie delle imprese stesse. IMPRESE STRANIERE e NAZIONALI In relazione alla loro nazionalità, possono essere imprese italiane o estere. Sono considerate imprese italiane le imprese che sono state costituite nel territorio dello Stato italiano. Sono considerate imprese estere, rispetto al nostro ordinamento giuridico, le imprese che sono state costituite al di fuori del territorio dello Stato italiano. Legge applicabile alle società estere In linea di principio, in seguito alla riforma del sistema italiano di diritto internazionale privato, una società estera che opera in Italia è disciplinata dalla propria legge nazionale, se ha stabilito la sede amministrativa o l'oggetto principale della sua attività nel territorio dello Stato italiano, tuttavia, una società estera è soggetta alla legge italiana. Se invece ha stabilito in Italia una o più sedi secondarie con una rappresentanza stabile, un società estera è sottoposta anche alla legge italiana,( per esempio diritto del lavoro, diritto ambientale) ma soltanto per quanto riguarda la pubblicità legale di alcuni atti indicati espressamente dalla legge (l'atto costitutivo e il bilancio) e le condizioni richieste per l'esercizio dell'impresa. Esempio: Ryanair, i lavoratori italiani dovevano essere sottoposti al diritto italiano e non quello irlandese invece l’impresa ha cercato di sottoporli al diritto irlandese, cercando di fargli aprire una società in Irlanda Inoltre tutte le società estere operanti in Italia e costituite secondo un tipo diverso da quelli previsti dalla legge italiana sono soggette in ogni caso alle disposizioni, delle s.p.a., relative alla pubblicità legale e alla responsabilità degli amministratori. In seguito alla riforma del diritto societario del 2003 è stato stabilito che l’ interpretazione e l'applicazione delle disposizioni relative alle società costituite all'estero devono essere compiute «in base ai principi dell'ordinamento delle Comunità europee». Società comunitarie e extracomunitarie Le imprese comunitarie, cioè le imprese costituite in uno degli Stati membri dell'Unione europea, sono equiparate a tutti gli effetti alle persone fisiche aventi la cittadinanza di uno Stato membro. Il TFUE (art 49) adotta il principio della libertà di stabilimento, in base al quale le imprese dei Paesi dell'UE possono
stabilire la loro sede principale o secondaria in uno qualsiasi dei Paesi aderenti senza restrizioni. Le imprese comunitarie si considerano persone fisiche. Le società comunitarie sono comparabili ad una persona fisica al fine di renderle imputabili dal punto di vista penale. In italia non ragioniamo cosi ma sta entrando questo concetto. In europa vogliono questo perche dal punto di vista economico è utile, quindi le sanzioni pecuniarie sono più alte. Strage di Livorno è stato condannato l’amministrazione e condannato per sette anni,gare di appalto pubblico. Sanzione pecuniaria che viene data alle società è la ammenda, per l’illecito amministrativo, data dal giudice penale ( significa che stiamo andando verso quella direzione. L’importante è che la società paghi e quindi rieducarla Le società extracomunitarie o costituite in uno Stato non appartenente all'Unione europea sono soggette alla condizione di reciprocità, nel senso che hanno gli stessi diritti che sono riconosciuti alle società italiane che operano nel loro Stato. Per quanto riguarda la concorrenza, l’Italia e l’unione europea, stabiliscono norme e attuano politiche di difesa dei prodotti nazionali o comunitari (esempio: norme sull’etichettatura di provenienza dei prodotti, iniziative di promozione dei prodotti locali…) I GRUPPI DI IMPRESE Spesso le imprese multinazionali assumono la struttura di un gruppo di imprese, caratterizzate da una società capogruppo o holding che controlla ( attraverso la partecipazione nel loro capitale) più società affiliate presenti in vari Paesi. Gruppi orizzontali, verticali e diversificati In base al tipo di integrazione tra le imprese facenti parte del gruppo, possiamo distinguere i gruppi di imprese in: