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Diritto Internazionale: Domande e Risposte, Panieri di Diritto Internazionale

domande complete per sostenere l esame di diritto internazionale universita' pegaso. risultato garantito

Tipologia: Panieri

2021/2022

In vendita dal 08/04/2022

luigic98
luigic98 🇮🇹

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Diritto internazionale
Il Diritto internazionale può essere definito come:Le norme che regolano il funzionamento della
comunita' internazionale
La funzione normativa nell'ordinamento internazionale porta alla produzione di:
Sia norme generali che particolari
Le norme generali dell'ordinamento internazionale sono:
Le consuetudini
Le norme generali:Vincolano tutti gli Stati della comunità internazionale
Le norme particolari dell'ordinamento internazionale:Sono gli accordi e le fonti previste da accordi
Fonte di secondo grado del Diritto internazionale sono:
I trattati
I trattati vincolano:Solo gli stati contraenti
Le fonti previste da accordi sono:Le decisioni delle O.O.I.I.
La funzione di accertamento del diritto nell’ordinamento internazionale è prevalentemente di
tipo:Arbitrale
La funzione di attuazione coattiva delle norme nell’ordinamento internazionale
poggia:Sull’autotutela
Soggetto di Diritto internazionale è:
Lo Stato-organizzazione
Lo Stato-comunita' e':La comunità umana stanziata su un determinato territorio
Lo Stato-organizzazione va inteso come:
L’insieme degli organi che esercitano un potere di imperio
Requisiti della personalità internazionale dello Stato sono:
Effettivita' e indipendenza
Il requisito dell'effettivita' consiste:Nell’esercizio del potere di imperio dello Stato su di un territorio
Le dimensioni del territorio:Non sono un requisito della personalità internazionale
Sono soggetti di D.I.:I mini-Stati
Sono soggetti di D.I.:Gli Stati membri di Confederazioni
Il rispetto dello Stato di diritto e dei diritti umani:Non è un requisito necessario della soggettività
internazionale
Il requisito dell'indipendenza significa che:L’ordinamento interno di uno Stato trae la sua forza
giuridica dalla propria costituzione
Gli insorti:Divengono soggetti di diritto internazionale quando riescono a costituire un'organizzazione
di governo che controlla effettivamente una parte del territorio
Gli individui:Hanno una seppur limitata personalità internazionale
Le minoranze etniche e le popolazioni indigene:Non sono soggetti di D.I.
Il principio di autodeterminazione esterna non trova applicazione nell’ipotesi di popoli
sottoposti a:Regime dittatoriale
Il principio di autodeterminazione esterna:È soggetto al principio dell’integrità territoriale
I movimenti di liberazione nazionale:Acquisiscono personalità internazionale se riescono a costituire
un’organizzazione di governo che controlla effettivamente una parte del territorio
Il principio di autodeterminazione non riconosce al popolo il diritto di:
Essere governato da rappresentanti democraticamente eletti
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Diritto internazionale

Il Diritto internazionale può essere definito come: Le norme che regolano il funzionamento della comunita' internazionale La funzione normativa nell'ordinamento internazionale porta alla produzione di: Sia norme generali che particolari Le norme generali dell'ordinamento internazionale sono: Le consuetudini Le norme generali: Vincolano tutti gli Stati della comunità internazionale Le norme particolari dell'ordinamento internazionale: Sono gli accordi e le fonti previste da accordi Fonte di secondo grado del Diritto internazionale sono: I trattati I trattati vincolano: Solo gli stati contraenti Le fonti previste da accordi sono: Le decisioni delle O.O.I.I. La funzione di accertamento del diritto nell’ordinamento internazionale è prevalentemente di tipo: Arbitrale La funzione di attuazione coattiva delle norme nell’ordinamento internazionale poggia: Sull’autotutela Soggetto di Diritto internazionale è: Lo Stato-organizzazione Lo Stato-comunita' e': La comunità umana stanziata su un determinato territorio Lo Stato-organizzazione va inteso come: L’insieme degli organi che esercitano un potere di imperio Requisiti della personalità internazionale dello Stato sono: Effettivita' e indipendenza Il requisito dell'effettivita' consiste: Nell’esercizio del potere di imperio dello Stato su di un territorio Le dimensioni del territorio: Non sono un requisito della personalità internazionale Sono soggetti di D.I.: I mini-Stati Sono soggetti di D.I.: Gli Stati membri di Confederazioni Il rispetto dello Stato di diritto e dei diritti umani: Non è un requisito necessario della soggettività internazionale Il requisito dell'indipendenza significa che: L’ordinamento interno di uno Stato trae la sua forza giuridica dalla propria costituzione Gli insorti: Divengono soggetti di diritto internazionale quando riescono a costituire un'organizzazione di governo che controlla effettivamente una parte del territorio Gli individui: Hanno una seppur limitata personalità internazionale Le minoranze etniche e le popolazioni indigene: Non sono soggetti di D.I. Il principio di autodeterminazione esterna non trova applicazione nell’ipotesi di popoli sottoposti a: Regime dittatoriale Il principio di autodeterminazione esterna: È soggetto al principio dell’integrità territoriale I movimenti di liberazione nazionale: Acquisiscono personalità internazionale se riescono a costituire un’organizzazione di governo che controlla effettivamente una parte del territorio Il principio di autodeterminazione non riconosce al popolo il diritto di: Essere governato da rappresentanti democraticamente eletti

I movimenti di liberazione nazionale non possono essere sostenuti: Con l’invio di truppe Le organizzazioni internazionali: Sono soggetti di DI DIRITTO.INTERNAZIONALE Non è soggetto di D.I.: L’ordine di Malta Le Organizzazioni internazionali: Sono soggetti di Diritto internazionale Le Organizzazioni internazionali sono istituite: Dagli Stati mediante un accordo Un’Organizzazione internazionale aperta: Ammette l’adesione di Stati diversi da quelli fondatori Nel Parere sulla Interpretazione dell’accordo del 1951 tra l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) e l’Egitto (1980), la CIG: Ha riconosciuto la soggettività internazionale delle O.O.I.I. Le organizzazioni non governative (ONG): Non sono soggetti di Diritto internazionale Secondo la dottrina prevalente, gli individui: Hanno una limitata personalità internazionale Gli individui possono ricorrere agli organi internazionali di controllo: Solo se previsto da specifici accordi internazionali Chi contesta la soggettività degli individui afferma che: Gli individui possono essere soltanto beneficiari di norme internazionali Esempi di norme internazionali che riguardano direttamente gli individui sono: Quelle sui diritti umani e sui crimini internazionali Nei casi LaGrand (2001) e Avena (2004) la CIG: Ha affermato la soggettività internazionale dell’individuo Gli elementi della consuetudine sono: La diuturnitas e l’opinio juris sive necessitatis Concorrono alla formazione della consuetudine: Tutti gli atti precedenti La norma consuetudinaria costantemente contestata: Non e' valida se la contestazione proviene da un nutrito gruppo di Stati Il persistent objector e': Un singolo Stato la cui ripetuta contestazione puo' essere ignorata Perché la consuetudine si formi: È necessario un certo periodo di tempo Le consuetudini particolari sono dette così perche': Vincolano una ristretta cerchia di Stati Il soft-law: Ricomprende atti non vincolanti adottati dalle O.O.I.I. I principi generali di diritto riconosciuti dalle Nazioni civili: Sono fonte di diritto internazionale generale Quali delle seguenti affermazioni concernenti i principi generali di diritto riconosciuti dalle Nazioni civili non è corretta: Per produrre effetti giuridici è necessario che siano inseriti in accordi I Principi: Come l’equità, non sono fonte di diritto internazionale generale Gli accordi di codificazione: Vanno considerati normali accordi internazionali e vincolano solo gli stati contraenti La norma che, pur essendo contenuta in un accordo di codificazione ancora in vigore, non corrisponde più al diritto internazionale generale: Non potrà essere più applicata agli stati non contraenti Le Dichiarazioni di principi dell’Assemblea generale delle NU: Vanno considerate come accordi in forma semplificata quando, oltre ad enunciare un principio, espressamente ne equiparano l’inosservanza alla violazione della Carta dell’Onu o del diritto internazionale generale Le Dichiarazioni di principi dell’Assemblea generale delle NU: Non hanno valore giuridicamente vincolante ma partecipano allo sviluppo del D.I Nell’ordinamento internazionale: Non sono presenti norme generali scritte In base all’art. 13 della Carta ONU, l’Assemblea generale può: Incoraggiare lo sviluppo progressivo del diritto internazionale e la sua codificazione La Commissione del diritto internazionale delle Nazioni Unite: Propone all’Assemblea generale progetti di accordi di codificazione Quale tra questi non è un obiettivo della Commissione del diritto internazionale: Rinnovare periodicamente i trattati

La riserva: Può essere formulata all’atto della ratifica purché compatibile con l’oggetto e con lo scopo del trattato L’interpretazione dei trattati: Avviene attraverso il metodo obbiettivistico Non è causa di invalidità dei trattati: La denuncia Non è causa di estinzione dei trattati: La corruzione La violenza sullo Stato: È causa di invalidità del trattato Quale delle seguenti affermazioni sulla Convenzione di Vienna del 1978 e' corretta: Rappresenta lo strumento normativo di riferimento in materia di successione dei trattati Sono localizzabili i trattati che riguardano: L'uso di determinate parti del territorio La successione nei trattati localizzabili incontra un limite qualora: Tali trattati abbiano una prevalente caratterizzazione politica La regola generale in caso di accordi non localizzabili: È quella della tabula rasa La regola della mobilità delle frontiere prevede: L'estensione automatica al territorio distaccatosi degli accordi vigenti nello Stato che acquista il territorio In caso di secessione: Si applica la regola della notificazione di successione per i trattati multilaterali aperti In caso di smembramento: Si applica la regola della notificazione di successione per i trattati multilaterali aperti Si ha l’incorporazione quando: Uno Stato estinguendosi, passa a far parte di un altro Stato Alle ipotesi di incorporazione e fusione si applica: La regole della tabula rasa e quella della mobilità delle frontiere dei trattati In caso di mutamento radicale del governo si applica: La continuità dei trattati salvo che per quelli incompatibili con il nuovo regime Attraverso l’istituto della riserva lo Stato esprime la volontà di: Non accettare alcune clausole del trattato o di accettarle con modifiche La riserva è: Una dichiarazione unilaterale Una dichiarazione interpretativa (incondizionata): Può essere valutata come un mezzo ausiliario di interpretazione Secondo il principio dell’integrità dei trattati: La possibilità di apporre riserve doveva essere espressamente prevista nel testo del trattato Quando un trattato non preveda espressamente la possibilità di apporre riserve: Possono essere apposte, ma devono essere compatibili con l’oggetto e lo scopo del trattato L’accettazione della riserva: È necessaria quando il trattato non preveda espressamente la possibilità di apporre riserve Secondo la Convenzione di Vienna, l’obiezione ad una riserva: Impedisce l’entrata in vigore del trattato tra lo Stato riservante e lo Stato obiettante se così si esprime quest’ultimo La valutazione della compatibilità di una riserva all’oggetto e allo scopo di un trattato può essere compiuta: Da un giudice interno con effetti limitati al caso di specie

Secondo il principio utile per inutile non vitiatur applicato alle riserve alle convenzioni sui diritti umani: Una riserva incompatibile si considera come non apposta e lo Stato riservante resta vincolato al trattato Se il Governo non tiene conto di una riserva formulata dal Parlamento nella legge di autorizzazione alla ratifica: Il trattato, limitatamente alla riserva, può essere considerato invalido per violazione delle norme interne di importanza fondamentale sulla competenza a stipulare Sono fonti di terzo grado dell’ordinamento internazionale: Le decisioni delle O.O.I.I. Secondo la Convenzione di Vienna, lobiezione ad una riserva: Impedisce lentrata in vigore del trattato tra lo Stato riservante e lo Stato obiettante se così si esprime questultimo Quali tra questi non è un atto tipico delle O.O.I.I.: Norme consuetudinarie La pratica del consensus consiste: Nell'approvare una risoluzione senza una votazione formale I progetti di convenzioni: Entrano in vigore solo se ratificati dagli Stati dopo l'adozione da parte dell’organo della O.O.I.I Tra le organizzazioni internazionali dotate del potere di adottare decisioni ci sono: Le ONU Tra gli atti dell’Unione europea non sono dotate di portata giuridicamente vincolante: Le comunicazioni Al primo posto della gerarchia delle fonti del diritto internazionale si collocano: Le consuetudini La gerarchia delle fonti del diritto internazionale: E' flessibile Il trattato: Puo' derogare alle consuetudini ma non alle norme cogenti Sono fonti di terzo grado dell’ordinamento internazionale: Le decisioni delle O.O.I.I. Non è un atto tipico delle O.O.I.I.: Norme consuetudinarie La pratica del consensus consiste: Nell’approvare una risoluzione senza una votazione formale I progetti di convenzioni: Entrano in vigore solo se ratificati dagli Stati dopo l’adozione da parte dell’organo della O.O.I.I. Tra le organizzazioni internazionali dotate del potere di adottare decisioni c’è: L’ONU L’Assemblea generale delle Nazioni Unite: Ripartisce le spese tra i membri con effetti vincolanti Il Consiglio di sicurezza dell’ONU può adottare decisioni vincolanti in materia di: Mantenimento della pace e della sicurezza internazionale Gli Istituti specializzati delle NU: Sono organizzazioni autonome ma collegate alle NU Tra gli atti dell’Unione europea non sono dotate di portata giuridicamente vincolante: Le comunicazioni Le direttive dell’UE: Lasciano libertà agli Stati circa le modalità attraverso le quali raggiungere gli scopi in esse prefissati Per contenuto del diritto internazionale attuale si intendono: le regole materiali dalle quali derivano direttamente concreti diritti ed obblighi degli Stati Per forza internazionale si intende: la violenza di tipo bellico o qualsiasi atto il quale implichi operazioni militari La liberta' dello Stato di esercitare il proprio potere: incontra una serie di limiti posti dal diritto internazionale L'acquisto della sovranita' internazionale si fonda: sul criterio dell’effettivita'

La liberta' di sfruttamento delle risorse del territorio: Non incontra limiti consuetudinari ad eccezione del caso dell'utilizzo delle acque comuni In base al principio 'chi inquina paga': Lo Stato di appartenenza dell'agente che inquina è tenuto ad apprestare gli strumenti affinché la responsabilità dell'inquinatore possa esser fatta valere al suo interno Il principio 'chi inquina paga': Non è una norma consuetudinaria Le convenzioni sull'inquinamento: Prevedono di rado divieti specifici Le diversità biologiche: Sono oggetto di tutela in specifiche convenzioni Le fonti del diritto internazionale dell'ambiente: Sono costituite da dichiarazioni di principi e da trattati miranti alla prevenzione, riduzione o riparazione di danni ambientali causati da uno Stato al territorio di altri Stati o a spazi e risorse di rilevanza internazionale In materia di responsabilità degli Stati in relazione ad attività inquinanti alla frontiera, le Convenzioni di Stoccolma e Rio prevedono che: Gli Stati hanno il diritto sovrano di sfruttare le loro risorse naturali e hanno l’obbligo di assicurarsi che le attività esercitate entro i limiti della loro sovranità o sotto il loro controllo non causino danni all’ambiente in altri Stati Secondo il principio di precauzione: In caso di rischio di danno grave o irreversibile, l’assenza di una piena certezza scientifica non deve costituire un motivo per differire l’adozione di misure adeguate ed effettive, anche in rapporto ai costi, dirette a prevenire il degrado ambientale Può dirsi che il diritto internazionale consuteudinario: Preveda obblighi di cooperazione tra i quali l’obbligo dello Stato, sul cui territorio si verificano gravi fenomeni di inquinamento, di informare gli altri Stati dell’imminente pericolo di incidenti (o degli incidenti in atto) Secondo la Corte Internazionale di Giustizia: L’obbligo di non inquinare discenderebbe da un corpo di regole del diritto internazionale dell’ambiente Secondo la Convenzione ONU sui corsi d’acqua internazionali: Uno Stato rivierasco deve prendere misure necessarie per evitare di causare ‘danni significativi’ agli altri Stati rivieraschi Il principio “Chi inquina paga”:

Non è una norma consuetudinaria

In base al principio “chi inquina paga”: Lo Stato di appartenenza dell’agente che inquina è tenuto ad apprestare gli strumenti affinché la responsabilità dell’inquinatore possa esser fatta valere al suo interno Le convenzioni sull’inquinamento: Prevedono di rado divieti specifici Le diversità biologiche: Sono oggetto di tutela in specifiche convenzioni

Nell’ordinamento internazionale: Si sono affermate poche norme consuetudinarie sul trattamento dello straniero Non è una norma consuetudinaria sul trattamento dello straniero: Il diritto di accesso al mercato del lavoro a parità di condizioni con i cittadini Le misure di prevenzione delle violazioni nei confronti dello straniero: Devono essere commisurate alle circostanze del caso concreto Il diniego di giustizia si ha: Quando lo Stato territoriale non dispone di un apparato giurisdizionale funzionante dinanzi al quale lo straniero possa far valere le proprie ragioni avverso il torto subito Quale delle seguenti non è una norma che si applica allo straniero: Divieto di espulsione nei confronti dello straniero che svolga attività economica nel territorio statale La protezione diplomatica: Consiste nell’obbligo dello Stato di cittadinanza dello straniero di fare giustizia per i torti subiti dal proprio cittadino Quali delle seguenti affermazioni non è corretta: Lo Stato di cittadinanza dello straniero che ha subito un torto compie un illecito internazionale se non attua la protezione diplomatica Lo Stato territoriale: Ha piena libertà di espropriare e nazionalizzare i beni dello straniero L’indennizzo: Può subire dei temperamenti in caso di nazionalizzazione ma deve essere equo in caso di espropriazione Le immunità diplomatiche sono: Prerogative che accompagnano l’agente durante la permanenza in uno Stato, nell’esercizio delle sue funzioni “Ne impediatur legatio” Tra le immunità diplomatiche: Rientrano l’inviolabilità personale e quella domiciliare Al diplomatico: Non è possibile applicare misure di polizia Lo Stato che riceve l’agente: Non può esercitare atti di coercizione sulla sede diplomatica senza il consenso dell’agente Una volta cessate le funzioni, l’immunità funzionale: Permane Le immunità diplomatiche spettano: Agli agenti diplomatici, al personale diplomatico e ai membri delle loro famiglie La funzione di accertamento del diritto nellordinamento internazionale è prevalentemente di tipo Arbitrale La regola dell’immunità ristretta: Ha sostituito la regola dell’immunità assoluta Nella Convenzione delle Nazioni Unite sull’immunità giurisdizionale degli Stati e dei loro beni del 2004: La regola è l’immunità, e l’esercizio della giurisdizione l’eccezione In caso di violazioni gravi di diritti umani, le prassi interne: Non sono univoche: alcune ritengono che l’immunità venga meno altre il contrario L’immunità dei funzionari delle OI è disciplinata: Da accordi La Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare (UNCLOS): E' stata adottata a Montego Bay il 10 dicembre 1982 Il mare territoriale: E' una zona di mare adiacente alle coste dello Stato sulla quale quest’ultimo esercita la propria sovranità L'estensione massima del mare territoriale è: Di 12 miglia marine

Diritti sovrani sia ai fini dell’esplorazione, dello sfruttamento, della conservazione e della gestione delle risorse che si trovano nelle acque soprastanti il fondo del mare, sul fondo del mare e nel relativo sottosuolo La delimitazione della ZEE tra Stati frontisti o contigui: Deve essere stabilita mediante accordo tra gli stessi L’UNCLOS dispone che una parte di quanto lo Stato costiero ricava dallo sfruttamento delle zone situate tra le 200 miglia e il margine continentale deve essere versato: All’Autorità internazionale dei fondi marini Il mare internazionale: Non è soggetto al controllo esclusivo di alcuno Stato La piattaforma continentale: Comprende il fondo e il sottosuolo delle aree sottomarine che si estendono al di là del mare territoriale fino all’orlo esterno del margine continentale, o fino a una distanza di 200 miglia marine dalle linee di base Lo Stato costiero esercita sulla piattaforma continentale: La sovranità esclusiva con riguardo all’esplorazione e allo sfruttamento delle risorse naturali Gli Stati terzi: Non sono liberi di navigare nelle acque sovrastanti la piattaforma continentale La delimitazione della piattaforma continentale tra Stati frontisti o contigui: Deve essere stabilita mediante accordo tra gli stessi La zona economica esclusiva: Si estende per un massimo di 200 miglia marine dalla linea di base del mare territoriale Nella zona economica esclusiva lo Stato costiero gode di: Diritti sovrani sia ai fini dell’esplorazione, dello sfruttamento, della conservazione e della gestione delle risorse che si trovano nelle acque soprastanti il fondo del mare, sul fondo del mare e nel relativo sottosuolo La delimitazione della ZEE tra Stati frontisti o contigui: Deve essere stabilita mediante accordo tra gli stessi L’UNCLOS dispone che una parte di quanto lo Stato costiero ricava dallo sfruttamento delle zone situate tra le 200 miglia e il margine continentale deve essere versato: All’Autorità internazionale dei fondi marini Il mare internazionale: Non è soggetto al controllo esclusivo di alcuno Stato La sovranità sulla nave è esercitata: Dallo Stato di cui la nave ha la nazionalità Lo Stato di bandiera esercita il potere di governo sulla comunità navale: Attraverso il capitano e le navi da guerra Il comandante della nave: È sempre organo di Stato anche quando si tratti di nave privata Il principio della sottoposizione della nave al potere esclusivo dello Stato della bandiera: Subisce delle eccezioni a seconda dello spazio in cui la nave si trova La nave pirata: È la nave che commette atti di violenza contro altre navi a fini di preda La nave pirata: Può essere sottoposta a misure repressive da parte di qualunque Stato Il diritto di visita può essere esercitato: Solo dalle navi da guerra Il diritto di visita ai sensi dell’art. 110 UNCLOS non può essere esercitato nei confronti:: Della nave impegnata nel trasporto di stupefacenti Nell'ordinamento internazionale: Non è prevista una norma consuetudinaria che imponga il divieto di inquinare l'ambiente marino Lo Stato: Può esercitare alcune forme di controllo sugli aerei stranieri che attraversano lo spazio atmosferico sovrastante il territorio e il mare territoriale, come ad es. stabilire le rotte

Con riguardo alle zone di identificazione aerea lo Stato: Può imporre agli aerei stranieri che entrano in dette zone e che sono diretti verso le coste l’obbligo di sottoporsi all’identificazione Le risorse cosmiche: Possono essere utilizzate da tutti gli Stati Le regioni polari: Non sono soggette alla sovranità di alcuno Stato L’internazionalizzazione significa: Che non possono svolte attività di carattere militare, solo ricerca scientifica L'internazionalizzazione dell’Antartide: È prevista da un trattato Gli Stati che non hanno ratificato il trattato del 1976 sull’internazionalizzazione dell’Antartide: Sono liberi di condurre qualsiasi tipo di attività L'adattamento è un procedimento attraverso il quale le norme internazionali: vengono immesse nell'ordinamento interno e coordinate con quelle interne I procedimenti di adattamento possono essere: ordinari e speciali Nel procedimento speciale: la norma internazionale non viene riformulata all’interno dello Stato Una norma non self-executing è: una norma che non può ricevere diretta esecuzione all’interno dello Stato La 'clausola di esecuzione' consiste nella previsione che: gli Stati contraenti adotteranno tutte le misure di ordine legislativo o altro per dare effetto alle sue disposizioni Le norme internazionali sono applicabili all'interno dello Stato: entro i limiti in cui si verifica in concreto la fattispecie astratta da esse prevista Quando un accordo internazionale contiene disposizioni vantaggiose per uno Stato estraneo all'accordo: Tali disposizioni possono essere invocate da tale Stato e dai suoi cittadini nonostante l'impegno sia stato assunto nei confronti di altri Stati Il rango delle norme internazionali : Corrisponde alla forza che nella gerarchia delle fonti ha il procedimento di adattamento L'adattamento è eseguito: dal Costituente o dal legislatore ordinario Nel caso in cui l'adattamento sia eseguito dal Costituente le norme internazionali avranno: rango costituzionale L’adattamento al diritto internazionale generale avviene in Italia: A livello costituzionale Il procedimento di adattamento al diritto consuetudinario è: Un procedimento speciale Rispetto alle leggi ordinarie il rango delle norme consuetudinarie introdotte con il procedimento di adattamento previsto dalla Costituzione è: Superiore Rispetto al diritto costituzionale, il diritto consuetudinario: Prevale nei limiti della salvaguardia dei valori fondamentali che ispirano la Costituzione L’ordine di esecuzione è l’atto: Che da avvio all’adattamento alle norme pattizie Rispetto ad una legge ordinaria, gli obblighi derivanti da un trattato: Prevalgono fino a quando non è dimostrata la volontà del legislatore di venir meno agli impegni presi sul piano internazionale Rispetto alla Costituzione le leggi di esecuzione dei trattati: Possono essere annullate se violano la Costituzione

Nelle materie di competenza regionale ed in presenza di norme internazionali e comunitarie da rispettare, il potere sostitutivo: Potrà essere attribuito agli organi centrali solo in caso di inerzia o inadempienza da parte delle Regioni La responsabilità internazionale: Non è oggetto di una convenzione di codificazione Il Progetto di articoli sulla responsabilità internazionale del 2001: Si occupa sia degli elementi dell’illecito che delle sue conseguenze Il fatto illecito internazionale consiste in un comportamento: Di tutti gli organi statali Quando l’organo statale agisce nell’esercizio delle sue funzioni ma al di fuori dei limiti della sua competenza: Si viene a configurare la responsabilità statale perché si presuppone che lo Stato non abbia preso le misure atte a prevenire l’illecito Lo Stato: È responsabile internazionalmente degli atti illeciti di privati solo quando non abbia adottato le misure atte a prevenire l’azione o a punire l’autore L’elemento oggettivo dell’illecito è dato: Dalla violazione di una qualsiasi norma internazionale, consuetudinaria o pattizia Secondo le regole del Progetto di articoli l’illecito può dirsi definitivamente consumato: Solo se la norma violata esisteva nell’ordinamento internazionale al momento in cui è stato tenuto il comportamento Il regime residuale di colpa è dato dalla: Responsabilità oggettiva relativa La responsabilità oggettiva assoluta trova applicazione in caso di: Danni causati dal lancio di oggetti spaziali Il danno: E' costituito dalla lesione di un interesse diretto e concreto dello Stato colpito Non è una causa escludente l'illiceità: Lo stato di necessità al di fuori del distress Il consenso dello Stato leso: Esclude l'illiceità solo se validamente dato Il rispetto dei principi costituzionali dello Stato: Non esclude l'illiceità del comportamento se la norma violata è cogente La responsabilità internazionale si viene a configurare quando: Lo Stato viola una qualsiasi norma di diritto internazionale La principale conseguenza dell’illecito è: L'autotutela Il divieto dell’uso della forza: Incontra un limite nella legittima difesa

Ad essere vietato dal diritto internazionale: È il ricorso alla forza internazionale Nella nozione di 'aggressione armata' rientra: L'attacco attraverso le forze regolari dello Stato o attraverso mercenari da questo assoldati Lo jus in bello non è un insieme di norme: Sulla liceità della minaccia e dell'uso della forza L'uso della forza internazionale non è ammesso dal diritto internazionale: In via preventiva La contromisura: Consiste in un comportamento dello Stato leso che in sé sarebbe illecito, ma che diviene lecito in quanto costituisce reazione ad un illecito altrui Quale delle seguenti affermazioni non è corretta: Le contromisure non incontrano alcun limite L’uso della forza internazionale è ammessa: Solo come legittima difesa per rispondere ad un’aggressione armata Le contromisure: Come contromisura violenta è ammessa esclusivamente la legittima difesa La ritorsione: Consiste in un comportamento inamichevole dello Stato nei confronti di quello che ha commesso l’illecito Tra le misure di autotutela collettiva ammesse dall’ordinamento internazionale non vi è: L’uso della forza anche senza il consenso dello Stato leso Indicare quale affermazione non è corretta. Ad avviso della CIG le misure che lo Stato non leso può adottare: Possono porsi in contrasto con norme cogenti Tra le conseguenze dell’illecito internazionale non si colloca: I mezzi diplomatici di soluzione delle controversie La soddisfazione: È una forma di riparazione dei danni morali Il risarcimento del danno: È dovuto solo nel caso di danni ai beni, mezzi, organi dello Stato terzo Tra le funzioni del Consiglio di sicurezza: Rientra l’accertamento dell’esistenza di una minaccia alla pace, di una violazione della pace o di un atto di aggressione Nell’accertare se sussista una minaccia o una violazione della pace o un atto di aggressione, il Consiglio di Sicurezza: Gode di potere discrezionale Le misure provvisorie sono: Raccomandazioni Le misure implicanti l’uso della forza vengono decise con: Una risoluzione operativa In base alla definizione fornita dalla Corte Permanente di Giustizia Internazionale la controversia è: Un disaccordo su un punto di diritti o di fatto, un contrasto, un’opposizione di tesi giuridiche o di interessi tra due soggetti Il Consiglio è intervenuto in crisi internazionali ed interne con misure di carattere militare: Sia attraverso la creazione dei caschi blu che autorizzando l’uso della forza da parte degli SM

Tra i vizi che, se riconosciuti dalla Corte, comportano l’annullamento degli atti: Rientra l’incompetenza dell’organo Lo scopo della competenza della Corte dell’UE in tema di questioni pregiudiziali: E' quello di assicurare l’interpretazione uniforme del diritto dell’UE negli SM Le sentenze del Tribunale di primo grado dell’UE: Sono impugnabili davanti alla Corte per motivi di diritto La Corte europea dei diritti dell’uomo è l’organo che: Controlla il rispetto della Convenzione europea sulla salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali e dei suoi Protocolli, da parte degli Stati contraenti Il ricorso alla Corte può essere proposto: Da un altro Stato contraente e da qualsiasi persona fisica o giuridica o organizzazione o gruppo di individui I mezzi diplomatici di soluzioni delle controversie internazionali: Non hanno natura vincolante Il Consiglio di Sicurezza dispone di una potere di inchiesta che: Può esercitare sia direttamente che tramite una Commissione di inchiesta Nell’ambito della sua funzione conciliativa, l’Assemblea Generale: E' tenuta ad astenersi dall’intervenire su questioni di cui si stia occupando il Consiglio di Sicurezza Il diritto internazionale umanitario, prevede norme che proteggono : Coloro che non partecipano ai combattimenti (la popolazione civile e il personale sanitario e religioso) e che hanno cessato di combattere (i feriti, i naufraghi e i militari ammalati, e i prigionieri di guerra), regolamentando il settore dei mezzi e metodi di guerra Sono vietati tutti i mezzi e metodi di guerra che: Non consentono di distinguere tra i combattenti e i non combattenti; procurano danni superflui o sofferenze inutili;procurano danni gravi e permanenti all'ambiente. Come statuito nella IV Convenzione dell'Aja del 1907 tale corpus normativo nasce dall'esigenza di impedire che, in assenza di norme scritte, l'uso della violenza bellica sia lasciato all'arbitrio dei comandanti militari.: Introduzi Dall'esigenza di impedire che, in assenza di norme scritte, l'uso della violenza bellica sia lasciato all'arbitrio dei comandanti militari Le persone protette dalle norme internazionali : Godono in linea di principio di una tutela riflessa, in quanto e' sempre necessaria l'intermediazione dello Stato di cui l'individuo e' cittadino o all'interno della cui giurisdizione si trova. Le Convenzioni di Ginevra sono: Il frutto di uno sviluppo dei principi umanitari gia' contenuti nelle diverse dichiarazioni che hanno preceduto la codificazione dell'Aja, e hanno trasformato il diritto dei conflitti armati in diritto internazionale umanitario Fondamentale sara' l'opera di Hugo Grotius, De iure belli ac pacis (1625) che analizza lo stato delle leggi di guerra dell'epoca, ponendo una base per lo sviluppo di leggi umanitarie, sostenendo che : Il diritto di combattere guerre giuste non esime dal dovere di rispettare determinate regole di c Nel codice Lieber del 1863:

Viene considerato legittimo cio' che si ritiene necessario per la sconfitta del nemico e posto invece fuori legge cio' che e' percepito come crudelta' inutile. In riferimento ai territori occupati: Sono ammessi specifici provvedimenti per ragioni militari, quali l'imposizione di tasse, mentre vengono proibite tutte le forme di violenza contro i civili, la distruzione di beni non specificatamente ordinata dai competenti ufficiali, le rapine, il saccheggio, il rapimento, la mutilazione o l'uccisione degli abitanti Per quanto concerne, invece, l’origine storica del dritto internazionale umanitario, avrebbe profonde radici risalenti nel tempo alla battaglia di Solferino e San Martino del giugno 1859 al termine della quale Henry Dunant – filantropo svizzero, suggerì la necessità che fosse intrapresa un’azione su due livelli d’intervento: Creare un'organizzazione con lo scopo di soccorrere i militari feriti (nasce la Croce Rossa la cui prima istituzione fu il Comitato internazionale della Croce-Rossa (CICR), fondato a Ginevra nel 1863); 2. concludere un trattato internazionale allo scopo di garantire la protezione dei feriti sul campo di battaglia (firma della prima Convenzione di Ginevra) Il sistema di regolamentazione dell'uso della forza nelle relazioni inter-statali e' attualmente basato sull'art. 2, comma 4, della Carta delle Nazioni Unite, che pone: Un divieto agli Stati di ricorrere alla forza armata nelle lor reciproche relazioni e conferisce al Consiglio di Sicurezza la competenza esclusiva ad occuparsi degli atti di aggressione e delle altre minacce alla pace e alla sicurezza internazionale Per la codificazione possiamo indicare tre periodi: Dal 1945 ai primi anni sessanta; dagli anni sessanta agli anni ottanta; dal 1989. L'intendimento è stato quello : Di imporre il rispetto della dignità propria di ogni persona, qualunque sia la sua condizione. In base alla clausola Martens: Nei casi previsti, le popolazioni civili ed i belligeranti restavano sotto la salvaguardia dei diritti pubblici e delle leggi riguardanti i diritti dell’uomo Le norme relative alla condotta delle operazioni militari : Rivelarono grosse lacune e debolezze nel corso del primo conflitto mondiale e le modifiche approvate non si dimostrarono efficaci. È possibile intendere una norma consuetudinaria come un : “Comportamento costante ed uniforme tenuto dagli Stati, il ripetersi cioè di un dato comportamento, accompagnato dalla convinzione dell'obbligatorietà del comportamento stesso” Stabilire se una norma è parte o meno del diritto consuetudinario oltre che pattizio ha anche conseguenze pratiche di notevole rilevanza. Basti pensare che: In diversi Stati il diritto consuetudinario viene automaticamente inserito nell'ordinamento legislativo nazionale Per valutare la natura consuetudinaria dei trattati di diritto umanitario, bisogna considerare : Quanto certi atti siano offensivi della dignità umana; in secondo luogo la opinio juris è stata ricercata anche nelle dichiarazioni verbali dei rappresentanti governativi presso le organizzazioni internazionali Nel rilevare se gli Stati considerino o meno vincolante una norma di diritto internazionale, è importante verificare Anche la partecipazione ai trattati che tali norme codificano mentre non rileverebbe il fattore temporale

Rende applicabile alle prime le norme delle Convenzioni di Ginevra del 1949 ed il diritto umanitario Relativamente ai mezzi e metodi di guerra, l'art.35 pone le regole fondamentali: E' vietato l'impiego di armi, proiettili e sostanze nonché metodi di guerra capaci di causare mali superflui o sofferenze inutili Innovazione introdotta dal I Protocollo fu...: .l'attenuazione delle condizioni da rispettare affinché venga riconosciuto lo status di combattente legittimo e di prigioniero di guerra L'art.44 dispone che un combattente armato conserva il suo status a condizione che porti le armi apertamente: Durante ogni fatto d'armi La competenza della Commissione Internazionale di accertamento dei fatti era…: …Subordinata al consenso degli Stati che deve essere espresso in un atto distinto dalla ratifica del Protocollo Il II Protocollo (art.4) codifica…: Tutte le garanzie fondamentali che vanno rispettate nei confronti delle persone che non partecipano alle ostilità, espressione dei diritti umani già riconosciuti come consuetudinari La clausola si omnes prescrive che: Le disposizioni dell'annesso Regolamento sulla guerra terrestre fossero applicabili solo fra le Potenze contraenti, e soltanto se i belligeranti fossero tutti parte della Convenzione Gli obblighi derivanti dalle norme di diritto umanitario sono: Obblighi erga omnes, e non semplici obblighi che ciascuno Stato ha nei confronti della controparte In territorio occupato, la vigenza delle disposizioni della IV Convenzione di Ginevra: Cessa trascorso un anno dalla chiusura generale delle operazioni militari Un conflitto armato è: Una situazione caratterizzata dal ricorso alla forza militare protratto nel tempo La definizione di un conflitto armato internazionale è contenuta: Nell'art.2 comune alle quattro Convenzioni di Ginevra del 1949 I conflitti armati internazionali sono da considerarsi tali se: Uno o più Stati ricorrono alla forza armata contro un altro Stato, senza prendere in considerazione le ragioni che hanno portato allo scoppio delle ostilità o senza riguardo all'intensità dello scontro L'applicabilità del diritto internazionale umanitario è: Automatica nel momento in cui si da avvio alle ostilità in termini anche unicamente operativi La disposizione prevista dal par.2 dell'art.2 comune estende l'applicazione del diritto internazionale umanitario ai casi di:

Parziale o totale occupazione militare del territorio di una delle Parti contraenti, anche in assenza di resistenza d

popolazione soggetta ad occupazione

Per applicare le Convenzioni, ai sensi dell'art.2 par.3, è richiesta: L'accettazione espressa da parte dello Stato non contraente e l'applicazione de facto delle Convenzioni L'occupazione si estende: Solo al territorio sul quale tale autorità si è stabilita e viene effettivamente esercitata Le disposizioni che disciplinano i conflitti non aventi natura internazionale sono: L'art. 3 comune alle quattro Convenzioni di Ginevra del 1949 ed il II Protocollo Addizionale del 1977 Come evidenziato nel par. 1 dell'art.3 comune: L'applicazione delle disposizioni vale solo nel caso in cui sussista un “conflitto armato non avente carattere internazionale” Il par. 1 dell'art. 3 comune stabilisce quando viene applicato, ovvero: In presenza di un conflitto armato privo di carattere internazionale scoppia sul territorio di una delle Alte Parti contraenti Il Comitato Internazionale della Croce Rossa, alla Conferenza diplomatica del 1949, identificò una lista di criteri utilizzabili per il riconoscimento delle situazioni di conflitto: La Parte in rivolta contro il governo legittimo deve possedere una forza militare organizzata, un autorità responsabile, che agisce in un determinato territorio e ha i mezzi per garantire il rispetto delle Convenzioni L'applicazione dell'art 3: Non comporta alcun effetto sullo status delle parti in conflitto Il par.2 dell'art.1, II Protocollo Addizionale alle Convenzioni di Ginevra, esclude dalla definizione di conflitto armato non internazionale: Le forme ridotte di violenza quali disordini interni, tensioni,

rivolte o atti di brigantaggio alle quali però vanno comunque applicate le disposizioni previste dall'art. 3 comune Leggendo la definizione di conflitto armato non internazionale data dall'art.1 del II Protocollo Addizionale, si può rilevare (tra l'altro) che: Introduzione del requisito del controllo territoriale, tale da permettere ai gruppi armati non governativi di dimostrare di “condurre operazioni militari prolungate e concertate e di applicare il presente Protocollo” Nel caso Abella la Corte Inter-americana per i diritti umani definì: Non internazionale il confronto armato avvenuto, nella base militare di Tablada nel 1989 e durato solo 30 ore, tra un gruppo dissidente e le forze armate argentine I due Tribunali speciali presentano: Una diversa formulazione dello stesso crimine e parametri diversi per l'identificazione di un conflitto armato pur appartenendo ad uno stesso sistema che è quello delle Nazione Unite Lo Statuto di Roma della Corte Penale Internazionale agirebbe, quindi, come: Lex posterior in relazione alla definizione contemplata dal II Protocoll Si può intendere “armato internazionalizzato” un conflitto interno: Che presenta elementi caratteristici di un conflitto internazionale, stante il coinvolgimento di uno Stato terzo Un conflitto armato può essere qualificato come internazionale per effetto della partecipazione a tale conflitto di gruppi armati che Pur non essendo formalmente inquadrati all'interno delle forze armate regolari di uno Stato, sono ad esso legati da un rapporto di fatto Nel caso Military and Paramilitary Activities in and against Nicaragua, la Corte internazionale di giustizia doveva stabilire: Se gli atti commessi dai contras fossero attribuibili agli Stati Uniti in ragione del sostegno che questi avevano dato loro, in lotta con il governo nicaraguense Per qualificare il conflitto in Bosnia l'ITCY utilizzò il requisito del: “belonging to a Party” come elemento identificativo per classificare un conflitto come internazionale Secondo l'ICTY, un gruppo armato era da considerarsi appartenente ad uno Stato quando quest'ultimo: Assume la responsabilità delle azioni del gruppo. Il grado di controllo richiesto fu definito overall control Riferendosi al criterio d'intensità, l'ITCY nel caso Tadi: La consistenza numerica delle truppe dello Stato intervenente non costituiva conditio sine qua non per trasformare un conflitto armato interno in conflitto armato internazionale L'ICTY nel caso Prosecutor v. Rajic ha sostenuto che: Un pre-esistente conflitto interno può essere reso internazionale solo nel caso in cui l'intervento militare terzo è “significant and continuous” Parte della dottrina ritiene che interventi militari diretti da parte di uno Stato allo scopo di sostenere la lotta del gruppo di ribelli sono: Sufficienti per qualificare come internazionale un certo conflitto, senza considerare l'aspetto quantitativo dell'intervento dello Stato terzo Se lo Stato terzo aiuta involontariamente gli insorti: Tali azioni non rientreranno in quelle di un conflitto internazionale, senza che gli insorti possano essere considerati appartenenti allo Stato in questione I conflitti internazionalizzati: Raramente hanno fine attraverso atti formali quali l'armistizio o l'ufficiale ritiro delle truppe. È quindi necessaria la cessazione delle azioni militari in campo Le operazioni istituite dagli organi delle Nazioni Unite rappresentano: Il principale strumento con il quale vengono affrontate, concretamente, le situazioni di crisi in grado di minacciare la pace e la sicurezza internazionale Il principale interrogativo riguarda come qualificare i combattenti, ovvero: