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All'interno di questo file definitivo e completo, troverete tutte le risposte dei test di autovalutazione di DIRITTO INTERNAZIONALE UMANITARIO.
Tipologia: Panieri
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Per quanto concerne, invece, l’origine storica del dritto internazionale umanitario, avrebbe profonde radici risalenti nel tempo alla battaglia di Solferino e San Martino del giugno 1859 al termine della quale Henry Dunant – filantropo svizzero, suggerì la necessità che fosse intrapresa un’azione su due livelli d’intervento: 1 creare un’organizzazione con lo scopo di soccorrere i militari feriti (nasce la Croce Rossa la cui prima istituzione fu il Comitato internazionale della Croce-Rossa (CICR), fondato a Ginevra nel 1863); 2. concludere un trattato internazionale allo scopo di garantire la protezione dei feriti sul campo di battaglia (firma della prima Convenzione di Ginevra) Il processo di elaborazione dei Protocolli aggiuntivi alle Convenzioni di Ginevra del 1949: è stato lento, lungo e laborioso perché si è sviluppato in un trentennio ricco di avvenimenti che hanno profondamente modificato la natura della comunità internazionale. II Protocollo (art.4) codifica... : tutte le garanzie fondamentali che vanno rispettate nei confronti delle persone che non partecipano alle ostilità, espressione dei diritti umani già riconosciuti come consuetudinari. Coloro che in modo clandestino e senza uniforme attraversano le linee nemiche: se catturati non hanno diritto ad essere trattati da prigionieri di guerra La Dichiarazione sulla protezione delle donne e dei bambini nelle emergenze e nei conflitti armati : è stata proclamata dall'Assemblea Generale con risoluzione 3318 del 14 dicembre 1974 I minori tra i 15 e i 18 anni che partecipino direttamente alle ostilità : possono avvalersi dello statuto di combattente, esercitare il diritto di utilizzare la forza e anche di uccidere; possono diventare obiettivi militari ed essere oggetto di attacchi diretti. Nel Protocollo Opzionale alla Convenzione sui diritti dell'infanzia sul coinvolgimento dei minori nei conflitti armati (2000) si stabilisce : che il reclutamento obbligatorio deve avvenire a 18 anni mentre per quello volontario sono sufficienti 15 anni Fra il 1989 ed il 1992 la CEDAW adottò due General Recommendations in materia di violenza contro le donne (la n.12 e la n.19): La seconda riafferma l' importanza del diritto internazionale umanitario nel tutelare in egual modo le donne, sia nei conflitti internazionali sia che in quelli interni, esprimendo la necessità di provvedere ad un incremento normativo del diritto internazionale umanitario, con un approccio più attento alle differenze di genere. Le azioni di soccorso devono caratterizzarsi dall'emergenza. Diversamente: Si sconfina nell'ambito dell'assistenza. Per ridurre le conseguenze negative dei disastri e predisporre i mezzi finanziari occorrenti è stato proposto: di creare una Cassa di soccorso internazionale ed un Fondo internazionale di soccorso
Se l'aiuto viene accettato: è richiesto un accordo, sia pure tacito o implicito, tra le parti interessate circa le modalità di esecuzione come la composizione, lo scopo e la durata presunta della missione. Il personale della missione: dovrà attenersi alle regole di condotta derivanti dai principi fondamentali della Croce Rossa applicabili a tutte le azioni internazionali di soccorso In presenza di autorizzazione rilasciata ad un'azione a fini umanitari, rimane da rinvenire il consenso di tutti gli Stati coinvolti nella situazione di emergenza. Se il consenso manca: il CdS può decidere di autorizzare gli Stati o le organizzazioni regionali competenti ad assumere misure implicanti o meno l'uso della forza L'art.5 della Convenzione dell'Unesco del maggio 1954: obbliga l'occupante ad adottare misure idonee a tutelare l'integrità dei beni culturali danneggiati nel caso di conflitto, in collaborazione con le autorità locali La necessità che la facoltà di confisca non comporti un impoverimento eccessivo del territorio occupato a vantaggio dell'occupante: esclude la liceità delle confische non necessarie a soddisfare le immediate esigenze belliche delle truppe dell'occupante od a far fronte alle spese da questi sostenute per assolvere agli obblighi che il diritto internazionale gli impone a tutela della popolazione locale Non costituisce contrabbando: la merce proveniente dal territorio nemico ed inviata ad un terzo Stato Se il conflitto marittimo si svolge in alto mare: bisogna distinguere tra navi militari che possono essere attaccate senza preavviso o distrutte e navi mercantili nemiche che non possono essere attaccate o distrutte ma ispezionate e catturate. Il neutrale che dia asilo alle truppe belligeranti sconfinate nel suo territorio: non commette illecito internazionale, ma deve internarle ed in luogo lontano dagli scontri. Un fatto internazionalmente illecito è definibile: come un comportamento, attivo o omissivo, attribuibile ad un soggetto di diritto internazionale che costituisce una violazione di un obbligo internazionale gravante sul soggetto in questione Circa l'imputazione, sono attribuibili ad un soggetto internazionale: i fatti commessi da persone che ricoprono uno status di organo de jure o de facto del suddetto soggetto e agiscono in tale qualità Un articolo della prima parte del Progetto di articoli sulla responsabilità internazionale degli Stati: considera l'ipotesi dell'attribuzione ad uno Stato del comportamento di organi posti a sua disposizione da un altro Stato o da una organizzazione internazionale
L' interesse di tutta la comunità internazionale al rispetto delle Convenzioni è dovuto al fondamentale obiettivo che viene posto: la protezione della persona umana anche in quelle situazioni estreme che, per loro stessa natura, ne mettono a repentaglio la vita e la sicurezza. Ai sensi dell'art.53 della Convenzione di Vienna del 1969, una norma cogente di diritto internazionale generale è: una norma riconosciuta e accetta dalla comunità internazionale degli Stati nel suo insieme come norma alla quale non è permesso derogare e che può essere modificata solo da una successiva norma di diritto internazionale generale che abbia le stesse caratteristiche. L' art.44 dispone che un combattente armato conserva il suo status a condizione che porti le armi apertamente: durante ogni fatto d' armi La definizione di un conflitto armato internazionale è contenuta: nell’art.2 comune alle quattro Convenzioni di Ginevra del 1949 Come evidenziato nel par. 1 dell’art.3 comune: l’applicazione delle disposizioni vale solo nel caso in cui sussista un “conflitto armato non avente carattere internazionale” I civili che partecipano alle ostilità: sono considerati criminali punibili secondo le norme di diritto interno o di diritto internazionale I nuovi conflitti armati vedono il coinvolgimento diretto delle popolazioni civili: ed anche di bambini ed adolescenti Le Convenzioni di Ginevra ed i Protocolli Aggiuntivi del 1977: per la prima volta affrontano il problema dei bambini soldato Dai rapporti della Commissione780 emerse l’esistenza: di gravi e massicce violazioni dei diritti umani commesse nei territori della ex Yugoslavia e conseguentemente ne è derivata l' esigenza di assicurare una repressione efficace di tali crimini tramite l'istituzione di un tribunale penale internazionale. La Conferenza diplomatica per la riaffermazione e lo sviluppo del diritto internazionale umanitario applicabile ai conflitti armati: richiese tre sessioni terminando i suoi lavori il 10 giugno 1977 a causa dei contrasti manifestatisi tra gli Stati occidentali e quelli afro-asiatici Varie possono essere le cause della fine della missione umanitaria. Tra queste: il compimento della missione di soccorso Una lista dei bisogni da considerarsi essenziali: non può mai considerarsi esaustiva visto che non è semplice prevedere quali beni e servizi debbano rientrare
L'art 23 della prima Convenzione, relativa al miglioramento delle condizioni dei feriti e dei malati delle forze armate prevede: la possibilità di istituire, anche nei territorio occupati, zone e località sanitarie al fine di proteggere i militari feriti e malati Le norme contenute nel Regolamento annesso alla II Convenzione del 1899: tutelano la posizione dello Stato occupato, riservandone l'ordinamento giuridico e riconoscendo allo Stato occupante l'usufrutto dei beni immobili pubblici In virtù dell’art.42 del Regolamento de l’Aja del 1907 un territorio è considerato occupato se: è sotto l'autorità dell'esercito nemico oppure si verifica una situazione di fatto a seguito di un'invasione militare che consente ad un esercito straniero di imporre la propria superiorità ed acquisire il controllo effettivo di un'aria variamente vasta del territorio di un altro Stato Le norme dell'occupante che disciplinano la potestà normativa nel territorio occupato: non sono mere leggi emanate da un'autorità straniera, visto che la loro rilevanza immediata è sancita immediatamente dal diritto internazionale Gli strumenti della comunità internazionale che realmente sono suscettibili di fornire una protezione dall'uso delle mine, sono da individuare: nella Convenzione sul divieto di modificare l'ambiente naturale e nella Convenzione sulla prevenzione a repressione del crimine di genocidio Il neutrale: ha il diritto di respingere gli attacchi provenienti dai belligeranti e l'art. della V Convenzione de l'Aja stabilisce che non può essere considerato atto ostile "il fatto che una potenza neutrale respinga, anche con la forza, gli attentati alla propria neutralità". Secondo la regola delle 24 ore: le navi dei belligeranti possono soggiornare in acque territoriali per 24 ore ma il neutrale può vietare, abbreviare o prolungare il soggiorno, potendo consentire che il soggiorno sia prolungato, a causa di avaria o per lo stato del mare. Secondo l'art.III : ogni Stato parte è tenuto a dichiarare gli impianti industriali relativi ai prodotti chimici sottoposti ai vincoli della Convenzione L'impegno di non effettuare gli esperimenti atomici, per gli Stati nucleari: vale solo per la zona denuclearizzata Hans Kelsen: critica la concezione dell'obbligo di riparazione quale forma secondaria della norma giuridica In merito all'estinzione dello Stato responsabile, la dottrina maggioritaria riconducibile alla Stern, sostiene che: ad eccezione dell'ipotesi nella quale lo Stato predecessore abbia già riconosciuto la propria responsabilità e liquidato il danno (in questo caso l'onere del debito finaccordi di pacificazioneanziario si trasmette allo Stato successore), non si può imporre allo Stato successore l'obbligo personale dello Stato predecessore.
La ris.3103 del dicembre 1973 dell'Assemblea Generale dichiarò: che i conflitti per l'autodeterminazione sono da considerarsi internazionali ai fini dell'applicazione delle norme di ius in bello In virtù dell'art. 43 del Regolamento de l'Aja del 1907: l'autorità occupante deve ristabilire e garantire l'ordine e la vita pubblica nel territorio invaso, anche per colmare il vuoto di potere creatosi dall'assenza del legittimo governo. Per soddisfare i bisogni della popolazione locale: l'occupante potrà utilizzare i proventi delle imposte prelevate per conto dello Stato occupato ed imporre nuove contribuzioni. Il diritto internazionale consuetudinario in materia di diritto bellico riconosce quattro principi fondamentali per quanto riguarda l'uso delle mine terrestri, tra cui: il principio della distinzione che prevede che venga operata una distinzione fra i combattenti ed i civili in quanto solo i primi possono essere oggetto di attacchi mentre i secondi godono di immunità L'uso intenzionale delle mine, ed in particolare quelle antiuomo: costituisce una violazione del principio che impone ai belligeranti di distinguere fra combattenti e civili Per meccanismo di autodisattivazione si intende: la messa in stato di inoperatività automatica dell'ordigno a mezzo dell'esaurimento di un componente che sia essenziale per il funzionamento dell'ordigno stesso Gli attacchi mossi da aerei contro le navi: vanno compresi nella disciplina della guerra marittima Se la nave mercantile ha un comportamento ostile ma a bordo ha un armamento difensivo: non è attaccabile se l'armamento difensivo è leggero I belligeranti possono ispezionare le navi in alto mare: a meno che viaggino scortate da un convoglio neutrale. Due sono gli aspetti principali regolati dai SOFA: il primo concerne lo status delle operazioni in quanto tali, il secondo riguarda da vicino i membri che partecipano alla missione: Dal primo punto di vista, tali accordi evidenziano l' impegno delle Nazioni Unite a non intraprendere attività incompatibili con la natura imparziale e internazionale dell' operazione. Il mandato: conferisce all'operazione e, di fatto, al Segretario Generale che, come noto, è posto a capo della catena di comando della missione, tutti i poteri necessari per il raggiungimento degli obiettivi formulati nelle risoluzioni istitutive Una delle garanzie negative prestate dalle nazioni dotate di ordigni atomici (le NWS) : è l'impegno a non usare ordigni nucleari ed offrire assistenza in caso di attacco da parte di altre Nazioni con armi nucleari
Nel rapporto della Commissione sul disarmo inviato all'Assemblea Generale nel 1999: si evidenziava la piena compatibilità degli accordi di denuclearizzazione con la Carta ONU ed in particolare con gli artt.1 e 52 I reattori convenzionali e sperimentali: non sono considerabili armi perché la reazione che produce energia è sotto controllo ed ha come scopo quello di produrre energia tramite il calore liberato dalla fissione di uranio L'esplosioni nucleari, indipendentemente dal fine per cui sono compiute sono vietate dai Trattati di Rarotonga, Bangkok e Pelindaba mentre l'art.18 del Trattato di Tlatelolco autorizza gli Stati membri ad effettuarne per scopi pacifici, anche se questo comporta l'impiego di congegni del tutto simili ad armi nucleari La restituzione: ha per oggetto il bene sottratto al nemico e non si può rimediare per equivalente, ad eccezione dell'impossibilità assoluta Gli obblighi che il terzo contrae: lo vincolano nei confronti delle parti Il testimone, inoltre: convalida la correttezza della procedura di formazione dell'accordo e l'impegno assunto dalle parti in merito all'esecuzione in buona fede degli accordi sottoscritti Nel rilevare se gli Stati considerino o meno vincolante una norma di diritto internazionale, è importante verificare: anche la partecipazione ai trattati che tali norme codificano mentre non rileverebbe il fattore temporale. Gli obblighi derivanti dalle norme di diritto umanitario sono : obblighi erga omnes, e non semplici obblighi che ciascuno Stato ha nei confronti della controparte. Il par. 1 dell' art. 3 comune stabilisce quando viene applicato, ovvero : in presenza di un conflitto armato privo di carattere internazionale scoppia sul territorio di una delle Alte Parti contraenti. Un conflitto armato può essere qualificato come internazionale per effetto della partecipazione a tale conflitto di gruppi armati che: pur non essendo formalmente inquadrati all' interno delle forze armate regolari di uno Stato, sono ad esso legati da un rapporto di fatto. I conflitti internazionalizzati: raramente hanno fine attraverso atti formali quali l' armistizio o l' ufficiale ritiro delle truppe. È quindi necessaria la cessazione delle azioni militari in campo. Gli irregolari sono combattenti legittimi: solo se esiste una relazione di dipendenza e lealtà verso una parte in conflitto L'art.44 del I Protocollo ha trasformato: i guerriglieri attivi contro l'occupante straniero in combattenti legittimi
L'art. 6 della Convenzione del 1980 prevede che: le parti contraenti debbano provvedere, sia in tempo di pace che in tempo di guerra, a diffondere la Convenzione ed i Protocolli cui aderiscono nel modo più esteso possibile ed inserirne lo studio nei programmi di formazione dei propri militari. Le garanzie di sicurezza possono essere distinte in: positive (concesse dagli Stati nucleari subito dopo la conclusione del TNP e riguardano l'impegno di aiutare gli Stati non nucleari se oggetto di un'aggressione o di una minaccia di aggressione con le armi nucleari) e negative (impegno a non usare l'arma nucleare o non minacciarne l'uso contro gli Stati non nucleari). L'art.22 della Carta ONU conferisce: all'Assemblea Generale la facoltà di creare organi ad hoc per svolgere le proprie funzioni Le azioni dei caschi blu che rappresentano contemporaneamente atti delle Nazioni Unite e dello Stato d'invio: possono essere considerati imputabili alla responsabilità internazionale dei due soggetti di diritto internazionale se le azioni in questione contravvengono agli obblighi internazionali gravanti sull'organizzazione come sullo Stato nazionale. Il primo accordo internazionale inteso a limitare l'uso delle armi chimiche: risale al 1675 quando, a Strasburgo, la Francia e la Germania, siglarono un patto per l'interdizione dell'uso di pallottole avvelenate. In virtù del Trattato di Tlatelolco del 1967: ogni Stato parte poteva rinunciare totalmente o parzialmente alle condizioni previste dal trattato mediante una riserva e quindi permettere l'entrata in vigore del trattato sul proprio territorio previo deposito della dichiarazione di rinuncia o realizzazione delle condizioni alle quali non si era rinunciato. I Trattati di Rarotonga, Pelindaba e Bangkok: bandiscono i congegni esplosivi nucleari a prescindere dal fine per cui possono essere impiegati ed anche le testate nucleari a scopi difensivi sono vietate al pari di ordigni utilizzati nel campo minerario e dell'ingegneria civile. L'impegno di non effettuare gli esperimenti atomici, per gli Stati denuclearizzati: vale ovunque, compresi il territorio di altri Stati od in spazi oltre le giurisdizioni nazionali. Nel caso di ipotesi della cessione di una parte del territorio dello Stato vinto al vincitore o della spartizione dello Stato vinto fra i vincitori: Lo Stato che annette, subentra nel debito dello Stato annesso con due eccezioni: i danni di guerra che lo Stato aggressore è tenuto a riparare anche se causati nel territorio ceduto ed il debito di guerra contratto dallo Stato sconfitto può essere ripudiato dallo Stato annettente in quanto con quel debito lo Stato vinto mosse guerra. Gli atti vietati durante l'accordo sono (tra gli altri): attività di approvvigionamento di nuovi armamenti e di spostamento dei combattenti.
In base alla clausola Martens: nei casi previsti, le popolazioni civili ed i belligeranti restavano sotto la salvaguardia dei diritti pubblici e delle leggi riguardanti i diritti dell' uomo. Innovazione introdotta dal I Protocollo fu ... ...l'attenuazione delle condizioni da rispettare affinché venga riconosciuto lo status di combattente legittimo e di prigioniero di guerra. La Convenzione del 1951 sullo status dei rifugiati prevede, tra l'altro: che al minore rifugiato spetta il diritto di proseguire gli studi con il trattamento più favorevole possibile Gli Stati debbono prevenire e perseguire il furto, il saccheggio e qualsiasi atto di vandalismo diretto a questi beni: e non possono sequestrare i beni mobili situati nel territorio di un altro Stato parte. Per ridurre le conseguenze negative dei disastri e predisporre i mezzi finanziari occorrenti è stato proposto: di creare una Cassa di soccorso internazionale ed un Fondo internazionale di soccorso. Le azioni volte ad espellere alcune popolazioni da un territorio costringendole ad emigrare, sono molto gravi: anche se non dirette ad attuare una vera e propria pulizia etnica. In virtù dell'art.36 dei Regolamenti de l'Aja, l'armistizio: ha l'effetto di sospendere le ostilità, non ponendo fine allo stato di guerra che dura fino alla stipulazione di un trattato di pace. La dottrina in base alla quale lo Stato occupato vedrebbe garantita la sua sovranità ma l'esercizio sarebbe rimesso allo Stato occupante: sarebbe riconducibile a Kluber. In base all'art.54 della IV Convenzione di Ginevra: è illegittima la sanzione adottata dall'autorità occupante contro il funzionario che si astiene dal compiere le proprie funzioni, adempiendo così al suo dovere di fedeltà nei confronti dello Stato occupato. Alcune disposizioni dei Regolamenti de l'Aja del 1907: disciplinano la facoltà di sequestrare beni utili per la condotta delle ostilità, di requisire beni necessari a soddisfare i bisogni delle truppe di occupazione e di distruggere mobili o immobili privati se le operazioni militari lo richiedessero. Il campo di applicazione del Protocollo II del 1980 è presente nell'art.1, ovvero esso si riferisce: all'impiego terrestre di mine, booby-traps e altri congegni, comprese le mine collocate per l'interdizione di spiagge, attraversamenti di corsi d'acqua o guadi di fiumi.
In territorio occupato, la vigenza delle disposizioni della IV Convenzione di Ginevra: cessa trascorso un anno dalla chiusura generale delle operazioni militari. Le disposizioni che disciplinano i conflitti non aventi natura internazionale sono: l’art. 3 comune alle quattro Convenzioni di Ginevra del 1949 ed il II Protocollo Addizionale del 1977. Il principio di proporzionalità proibisce: gli attacchi indiscriminati, ossia in violazione del principio di distinzione, e che causano perdite di vite civili e danni a obiettivi civili eccessivi in relazione al vantaggio militare. Uno stato od un gruppo ribelle decide di arruolare un determinato numero di bambini ed adolescenti nelle proprie truppe: per la peculiarità della loro giovane età. L'art.64.1 della IV Convenzione di Ginevra: autorizza l'autorità dello Stato invasore a derogare o sospendere la legislazione del territorio occupato sia per garantire la sicurezza delle proprie truppe che quando la legislazione sia d'impedimento all'applicazione della Convenzione. In alcuni casi, le norme di diritto bellico permettono all'occupante di: soddisfare proprie esigenze militari interferendo con il godimento da parte degli abitanti del territorio occupato dei beni a loro appartenenti. La popolazione evacuata: dovrà essere condotta alle proprie abitazioni non appena le ostilità saranno cessate nel settore interessato. Le mine terrestri sono classificabili come: armi convenzionali secondo la terminologia adottata in ambienti internazionali, mentre la nozione di arma convenzionale si ricava per esclusione appartenendo a tale categoria le armi non ascrivibili alle categorie di armi chimiche, biologiche o nucleari. Il 25 dicembre 1977 l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite adottò una risoluzione che convocava una Conferenza nel 1979 al fine di: raggiungere degli accordi sulla proibizione o limitazione nell'uso di armi convenzionali specifiche, comprese quelle ritenute eccessivamente invalidanti o causa di effetti indiscriminati. Nella Convenzione del 1980 non fu raggiunto alcun accorso sull'uso: delle armi incendiare contro i combattenti e degli esplosivi aria-carburante ed a frammentazione. Il comando della missione è de facto: dipendente dal Segretario Generale dell'ONU che a sua volta nomina un comando sul territorio. Il primo tentativo di realizzare una zona denuclearizzata: è datato 2 ottobre 1957 e reca la firma del ministro degli esteri polacco Rapacki. Il divieto di non effettuare esperimenti nucleari: è assoluto e non ha limitazioni geografiche come anche il divieto di assistenza.
Il risarcimento monetario ricorre: se la restituzione in forma specifica non sia possibile. Lo Stato responsabile dell'aggressione risarcisce: solo i danni legittimamente causati in virtù delle norme dello ius in bello e lo Stato aggredito non può riversare sull'aggressore anche le conseguenze accessorie delle violazioni o dei danni subiti. L'accordo di pace necessita di una fase redazionale: facilmente influenzabile dalle reali difficoltà di incontro e dialogo tra le parti interessate. Successivamente alla pubblicazione del rapporto della commissione: gli imputati hanno diritto di replica. Il sistema di regolamentazione dell’uso della forza nelle relazioni inter-statali è attualmente basato sull’art. 2, comma 4, della Carta delle Nazioni Unite, che pone: un divieto agli Stati di ricorrere alla forza armata nelle lor reciproche relazioni e conferisce al Consiglio di Sicurezza la competenza esclusiva ad occuparsi degli atti di aggressione e delle altre minacce alla pace e alla sicurezza internazionale. Le norme relative alla condotta delle operazioni militari: rivelarono grosse lacune e debolezze nel corso del primo conflitto mondiale e le modifiche approvate non si dimostrarono efficaci. Alla Conferenza di Ginevra del febb-mar.1974 prevalse la scelta di adottare la maggior parte degli articoli: per consensus piuttosto che tramite una votazione dall' esito incerto. L' applicabilità del diritto internazionale umanitario è: automatica nel momento in cui si da avvio alle ostilità in termini anche unicamente operativi. In quali condizioni sono protetti i civili ed i combattenti: I civili sempre, i combattenti soprattutto se sono hors de combat. Secondo la Convenzioni ONU sui Diritti dell'infanzia, è considerato bambino: ogni essere umano avente un'età inferiore a diciotto anni, salvo se abbia raggiunto prima la maturità in virtù della legislazione applicabile. Le norme convenzionali sulle azioni di soccorso in tempo di conflitto armato: sono contenute nella IV Convenzione di Ginevra del 12 agosto 1949 e nei Protocolli addizionali del 10 giugno 1988. Il diritto alla sopravvivenza è: considerabile un corollario del diritto alla vita e come tale protetto dall'art.6 del Patto sui diritti civili e politici del 1977. Il regime di applicazione: non è applicabile nelle fasi iniziali dell'invasione.
Il diritto internazionale umanitario, prevede norme che proteggono: coloro che non partecipano ai combattimenti (la popolazione civile e il personale sanitario e religioso) e che hanno cessato di combattere (i feriti, i naufraghi e i militari ammalati, e i prigionieri di guerra), regolamentando il settore dei mezzi e metodi di guerra. Per applicare le Convenzioni, ai sensi dell’art.2 par.3, è richiesta : l' accettazione espressa da parte dello Stato non contraente e l' applicazione de facto delle Convenzioni. Il Comitato Internazionale della Croce Rossa, alla Conferenza diplomatica del 1949, identificò una lista di criteri utilizzabili per il riconoscimento delle situazioni di conflitto: La Parte in rivolta contro il governo legittimo deve possedere una forza militare organizzata, un autorità responsabile, che agisce in un determinato territorio e ha i mezzi per garantire il rispetto delle Convenzioni. Il principio di distinzione vieta: di sferrare attacchi contro la popolazione civile o obiettivi civili, imponendo di dirigere la violenza solo contro coloro che partecipano alle ostilità e contro gli obiettivi militari. Secondo il principio di precauzione i belligeranti devono adottare le misure praticabili per evitare i danni collaterali: sia in fase concettuale che condotta sia da chi pianifica un attacco che da chi lo conduce materialmente. La Dichiarazione sulla protezione delle donne e dei bambini nelle emergenze e nei conflitti armati (1974): sebbene non vincolante come un trattato internazionale, riconosce la labilità della linea di demarcazione tra combattenti e civili. Ai sensi dell'art.8, c.2, let.b, n.XXVI dello Statuto della Corte Penale Internazionale: reclutare o arruolare fanciulli di età inferiore ai 15 anni nelle forze armate nazionali o farli partecipare attivamente alle ostilità è un crimine di guerra. Il Consiglio di Sicurezza con Res. 764 del 13 luglio 1992 ha condannato: le violazioni alle Convenzioni di Ginevra del 1949 ribadendo l'esistenza di responsabilità individuali perseguibili sul piano internazionale. Rispetto alle Convenzioni di Ginevra del 1949: si sono registrati miglioramenti per quanto riguarda la protezione dei trasporti sanitari per via aerea e soprattutto a proposito delle azioni di soccorso in territori diversi da quelli occupati. L'adozione di uno statuto internazionale riguardante le missioni umanitarie di soccorso in caso di conflitti armati: fu auspicata in una risoluzione approvata dall'International Law Association nel corso della sua 54a Conferenza svoltasi all'Aja nel
L'organo: potrà emanare regole da seguire e farle osservare in modo coercitivo. Una risoluzione dell'Assemblea della Società delle Nazioni del 1938: fissa una serie di regole per il bombardamento aereo.
In caso di violazione del blocco navale: la nave ed il carico vengono confiscati dallo Stato bloccante e la condanna viene inflitta dopo regolare giudizio sulle prede. La Sezione 8 del Bollettino del 1999: si occupa del trattamento umano e del rispetto della dignità dei membri della forza armata delle Nazioni Unite e delle altre persone che non prendono più parte alle operazioni militari per ragioni detentive. Tra le attività che contraddistinguono le Nazioni Unite, un ruolo rilevante hanno assunto le peacekeeping operations, ovvero: le operazioni per il mantenimento della pace effettuate in stati che per la gravità della situazione interna possono minacciare la pace e la sicurezza internazionale. Il Trattato di Tlateloco del 1967: interdice le armi atomiche nella regione dell'America Meridionale. L'impegno di non effettuare gli esperimenti atomici, per gli Stati nucleari: vale solo per la zona denuclearizzata. La soddisfazione: ripara il pregiudizio morale conseguente al fatto illecito ovvero la lesione all'onore, la dignità ed il prestigio di uno Stato. Gli accordi concernenti il cessate il fuoco e la cessazione delle ostilità: possono costituire la condizione essenziale per giungere ad una soluzione politica Una delle cause di estinzione di un accordo di pace è: il mutamento delle circostanze. In riferimento ai territori occupati: sono ammessi specifici provvedimenti per ragioni militari, quali l' imposizione di tasse, mentre vengono proibite tutte le forme di violenza contro i civili, la distruzione di beni non specificatamente ordinata dai competenti ufficiali, le rapine, il saccheggio, il rapimento, la mutilazione o l' uccisione degli abitanti. L' intendimento è stato quello: di imporre il rispetto della dignità propria di ogni persona, qualunque sia la sua condizione. Bisognava riesaminare: metodi e mezzi di combattimento; statuto di combattente; comportamento fra combattenti; rappresaglie. Nel caso Abella la Corte Inter-americana per i diritti umani definì: non internazionale il confronto armato avvenuto, nella base militare di Tablada nel 1989 e durato solo 30 ore, tra un gruppo dissidente e le forze armate argentine. Un combattente è hors de combat quando: è reso incapace di combattere, per ferite, malattie o per misure di coercizione.
La conferenza di Ginevra del 1949 fu promossa e voluta: & dal Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR). L' applicazione dell' art 3: non comporta alcun effetto sullo status delle parti in conflitto. L' ICTY nel caso Prosecutor v. Rajic ha sostenuto che: un pre-esistente conflitto interno può essere reso internazionale solo nel caso in cui l' intervento militare terzo è "significant and continuous". I combattenti esercitano legittimamente la violenza bellica e non sono punibili: purché agiscano secondo le norme imposte dal diritto dei conflitti armati. Ai sensi della Conv.dell'Aja del 1907, sono combattenti imembri dell'esercito ed i membri delle milizie e dei corpi di volontari non facenti parte dell'esercito sempre se: portino un segno distintivo fisso e riconoscibile a distanza; portino apertamente le armi; si conformino nella condotta delle operazioni militari alle leggi ed agli usi della guerra. La Dichiarazione sulla protezione dei fanciulli nei conflitti armati del 1993: non fissano l'età minima per l'arruolamento o la partecipazione alle ostilità. Le norme: stabilivano l' obbligo di individuare i beni culturali, gli edifici, i monumenti storici con un segno distintivo che avrebbe dovuto consentirne l' identificazione da parte del belligerante avversario. Le convenzioni inoltre contenevano la clausola "si omnes" ovvero: l' applicazione delle convenzioni era condizionata al fatto che tutti gli Stati belligeranti ne fossero parte. Nel Preambolo viene chiarito che: " i gravi danni arrecati ai beni culturali, a qualsiasi popolo essi appartengano, sono un danno al patrimonio culturale dell' umanità intera, essendo un dato di fatto che ogni popolo apporta il suo contributo alla cultura mondiale". Le azioni di soccorso in tempo di guerra sono di competenza: del Comitato Internazionale della Croce Rossa. Un dovere di collaborazione internazionale: è sancito dagli artt.1.3, 55 e 56 della Carta Onu e poi fatto proprio dalla ris.n.2625 (XXV) del 24 ottobre 1970 dell'AG. Le zone sanitarie devono essere immuni da: qualsiasi attacco. Visto che l'occupazione non determina l'automatico acquisto della sovranità dell'occupante: bisogna stabilire a quale titolo ed in che modo l'occupante possa agire sul territorio altrui.
Ai sensi dell'art.42 del I Protocollo addizionale del 1977, le persone che si lanciano da un aereo in pericolo: non possono essere attaccate durante la discesa in paracadute e quando atterrano in territorio nemico non possono essere attaccate ma deve essere loro concessa la possibilità di arrendersi sempre che non dimostrino di voler compiere un atto ostile. Se non è possibile far atterrare l'aereo neutrale in un aereoporto belligerante: lo si destina ad altro aeroporto. Sono persone protette, nella guerra marittima: i naufraghi, i feriti ed i malati in mare appartenenti alle categorie di persone che godono della qualifica di legittimo combattente a cui vanno aggiunti gli equipaggi della marina mercantile o dell'aviazione civile. Le operazioni di peacekeeeping tradizionali: sono caratterizzate da alcuni elementi, rimasti sostanzialmente invariati nel tempo, quali l' istituzione da parte del Consiglio di Sicurezza, il ruolo del Segretario Generale nel reperimento delle forze da impiegare e nel coordinamento, il fine pacifico dell' operazione e il consenso dello stato nel cui territorio devono operare le forze delle Nazioni Unite. In presenza di più Stati aggressori: in virtù del principio della responsabilità solidale nel caso di correità, l'estinzione di uno degli Stati responsabili può avere come conseguenza l'aggravio dell'obbligo di riparazione in capo all'altro Stato. Gli accordi di pace conclusi al termine di un conflitto armato inter-statale: presentano elementi tipici. Oltre alle convenzioni del 1899 e del 1907, il più importante strumento internazionale per la protezione dei beni culturali in tempo di guerra è: la Convenzione per la protezione dei beni culturali in caso di conflitto armato, adottata all’Aja il 14 maggio 1954. Ai fini dell'applicazione delle norme sull'occupazione codificate nel Regolamento de l'Aja del 1907: non è richiesto che l'amministrazione del territorio occupato venga rimessa in modo esclusivo all'occupante ed è compatibile con l'esercizio di alcune funzioni di governo svolte dalle autorità locali che agiscano in modo autonomo. Il Balladore Pallieri riteneva ammissibile: che uno Stato esercitasse in nome e per conto alcuni diritti di sovranità sul territorio di un altro Stato. E' lecita l'adozione, da parte dello Stato occupante, di norme a tutela della sicurezza delle proprie truppe, norme che possono comprimere i diritti della popolazione locale solo nella misura consentita dalle clausole di salvaguardia: vero. L'utilizzo dei campi minati a scopo difensivo per ostacolare i movimenti del nemico: non è proibito