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Sulla relazione tra la parte generale e la parte speciale del diritto penale, con particolare riferimento alla parte speciale come base del sistema penale. Le affermazioni di pisapia sulla separazione netta tra le due parti, l'importanza della parte speciale nella definizione di elementi normativi e la sua relazione con la parte generale. Vengono anche discusse le disposizioni senza funzione incriminatrice e il ruolo della pubblica amministrazione nella applicazione del diritto penale.
Tipologia: Appunti
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28/2/2017 Lezione 1 Libri di testo:
Per individuare ipotesi di reato, il codice si avvale della classificazione che si fonda sul bene giuridico tutelato. I criteri per poter classificare sono molteplici, altri codici utilizzano criteri tipo modalità della condotta (commessi con violenza, minaccia, frode...), altri guardano al movente ad agire. Il ns codice guarda il bene giuridico tutelato. Per entrare nel dettaglio del criterio dell'oggettività giuridica (tutto cio' che attiene all'oggetto giuridico protetto dalla fattispecie). Si parte dal titolo che identifica l'interesse protetto nella sua massima genericità ("delitti contro la PERSONA"), poi il capo che specifica l'oggettività della categoria ("da persona a libertà individuale"), infine la sezione ("da libertà individuale passa a morale"). Il singolo articolo che identifica quella singola fattispecie di parte speciale viene definito l'unità elementare dove si individua interesse esclusivo di quel singolo reato. La peculiarità del ns codice (1930 non modificato per intero). Il rapporto che c'è fra l'indicazione del codice e la costituzione-> i principi costituzionali in materia penale sono principi essenziali per quanto attiene alla formulazione della fattispecie 39. Significa che il legislatore deve individuare i contorni ("tipicità") della fattispecie con precisione. E' anche vero che la costituzione puo' essere un riferimento sono in ambito di limiti e non obblighi di penalizzazione. Abbiamo detto che la parte speciale è il contenuto e la parte generale sono le regole. E' una affermazione corrente quella secondo cui la p. generale sarebbe composta a norme ACCESSORIE ma COMPLETE -> accessorie perché non hanno significato se non si corredano a quelle di parte speciale. Sono complete perché le norme di p. generale pur essendo accessorie sono in se considerate complete, al contrario di quelle di p. speciale, che sono incomplete per quanto possano vivere da sole, perché fanno costante riferimento a norme di p. generale. E' questa la ragione per cui si ha resistenza a definire la parte generale come sistema, in quanto ha norme che possono vivere da sole ma sono incomplete in quanto necessitano di un riferimento alla parte generale. Le fattispecie incriminatrici sono proposizioni grammaticali che sono apparentemente descrittive ma che in realtà sottengono un giudizio ipotetico (=implicito nella fattispecie speciale-> se tu compi quell'azione sarai punito con questa sanzione). Chi è il destinatario di tali norme? Si rivolgono a noi imponendo divieti, prescrizioni negative, doveri di non agire, oppure comandi, prescrizoni positive, obblighi di azioni e al giudice che deve applicarle e fare un giudizio di sussunzione-> il giudice si chiede: è tipico quel fatto? L'epicentro è la condotta individuata dal legislatore. Si tende a distinguere le fattispecie tenendo conto del tipo di condotta tra quelle che hanno una relazione personale tra quelle che hanno relazione con un oggetto.
Volontà di legge 90 è ridefinire le qualità degli incaricati di pubbl. ufficio e pubbl. servizio per delimitare queste figure all'interno e distinguerle fra loro e dall'esterno, distinguere cioò i soggetti qualificati dai privati.
colui che la esercita è pubblico ufficiale. La seconda parte del secondo comma ci dice, invece, in cosa consista la pubblica funzione e la seconda parte del secondo comma guarda non tanto alla delimitazione esterna (privato o pubblica?) ma interna (chi è pubblico ufficiale rispetto a quello di pubbl. servizio). Chi è il pubblico ufficiale secondo tale definizione? E' colui che ha tre poteri:
E' appropriazione indebita del pubblico ufficiale o incaricato pubblico servizio. Norma che si combina con appropriazione indebita (delitti contro patrimonio). Il soggetto attivo è un sogg. qualificato, non è un chiunque ma un soggetto che ha qualifica. Art 314 pone dei problemi di coordinamento con 346. Nel 1990 il peculato ha subito modifiche di grande rilievo, le più importanti sono tre:
più difficile capire perché viene espunto dal 314. Cosa vuol dire, innanzitutto, distrazione? Deviare dallo scopo pubblico per cui quella risorsa finanziaria viene attribuita. Questa nozione così genericamente individuata poteva tradursi in tre fattispecie concrete, cioè=
utenze cellulari per fare chiamate private. Le sezioni concludono ritenendo che l'utilizzo per fini privati dovrebbe integrare delitto di peculato d'uso. Si sostiene che gli impulsi elettronici di trasmissione vocale di cui si sarebbe fatto uso indebito, non potrebbero essere appropriate tramite impulso che apparecchio produce perché è l'apparecchio che genera questi impulsi che non preesistono rispetto all'apparecchio. Non si potrebbe ritenere che ci si trovi dinnanzi a un problema di beni consumabili indipendentemente dall'apparecchio che sarebbe ben individuata. Nella sentenza si dice che l'uso di una cosa che sia strutturalmente e programmaticamente momentaneo non puo' essere una condotta appropriativa perché è una condotta DISTRATTIVA , manca il momento appropriativo. Ho destinazione distorta temporaneamente che fa sì che si realizzi la distrazione ma non ho quel momento impropriativo che fa sì che si realizzi l'appropriazione. Quindi viene collocata, secondo la cassazione, se abbiamo poi la caratteristica dell'immediata restituzione nel 314 sec. comma, e volendo nell'abuso di ufficio ma esiste tale comma. Se questo è vero, se uso momentaneo è distrazione e se noi riteniamo che distrazione è altro rispetto alla appropriazione, il sec. comma 314 è fattispecie autonoma perché per essere una circostanza dovrebbe essere un rapporto di specilità. Esiste anche, però, una interpretazione minoritaria secondo la quale l'uso sarebbe appropriazione. Questo lo si dice in ragione di due argomenti-> secondo alcuni della dottrina l'appropriazione indebita d'uso esisterebbe e sarebbe riconducibile al 646, quindi uso non sarebbe condotta diversa da quella appropriativa, ma c'è chi replica che non deve esserci per forza congruità tra le due ipotesi. In realtà qui si parla di uso momentaneo, quindi piu' semplice. Nel 646, infatti, si parla di un uso prolungato logorante per la res. L'uso che consuma la res e la deprezza, puo' essere piu' simile a una forma di appropriazione. Prof. Guidi dice per altra interpretazione che il fatto che vi sia nella condptta di peculato d'uso l'intezione di restituire, non sarebbe incompatibile con la condotta appropriativa non sarebbe necessario comportamento del soggetto come da proprietario, ma basta che la tenga come se fosse propria, interpretazione estensiva dell'intervetio possesionis intesa tradizionalmente. Interpetazione prevalente, però, è che l'uso momentaneo è incompatibile con la condotta appropriativa. Uso momentaneo = inteso come uso protratto per un tempo limitato che è commisurato alla natura del bene che si va ad utilizzare (non va inteso, quindi, come istantaneo, in senso generale). La restituzione della cosa deve essere immediata-> non si puo' fare un uso momentaneo della res, conforme alla natura e poi tenerselo per un po' se non se ne fa uso, ma una volta usato va restituito, quindi non puo' essere differita nel tempo rispetto all'uso e la rest. immediata non rileva se l'uso è prolungato (è comunque peculato e non prevale l'uso). Se faccio uso momentaneo ma non posso restituire immediatamente per causa fortuita/forza maggiore quindi non imputabili a me? E' peculato o peculato d'uso? Peculato d'uso. Uso prolungato = condotta che rientra nell'abuso d'ufficio, per quelli che lo ritengono logorante diventra appropriazione (peculato nel ns caso), certamente uso momentaneo è peculato d'uso perché distrazione. Norma 316: scarsa applicazione-> peculato mediante profitto di cosa altrui, particolare forma perché differisce per due ragioni= _* sogg. autore del reato non ha possesso della res per ragioni d'ufficio.
(sottende la ricezione ma implica che manca la restituzione, trattengo e non restituisco) INDEBITA denaro o altra utilità. Cosa fondamentale è che il legislatore aggiunge a queste due parole indebitamente -> significa che se il pubbl. uff. riceve o trattiene qualcosa dovuto alla pubblica amministrazione per suo tramite e in questo senso il pubbl. uff. se ne appropria realizza il peculato. Si vuole distinguere il 316 dal peculato 1.09. Si tratta di condotta che deriva dall'errore spontaneo (nasce dal sogg. che lo compie) e causale rispetto al profitto che ne puo' trarre il pubblico ufficiale che altri compiono, approfittamento dell'errore altrui non prodotto dal pubbl. uff.. Es.: cancelliere di un tribunale che riceve denaro versato per errore dal condannato per pena pecuniaria e titolo di giustizia anziché all'ufficio dei registri-> errore da parte del terzo non indotto dal cancelliere che va a versare il denaro a un sogg. diverso rispetto a quello a cui doveva essere dato il denaro. Il cancelliere non appartiene all'ufficio dei registri. L'errore altrui fa sì che il cancelliere riceva tale denaro senza sollecitazioni e mancata restituzione da luogo al 316 perché ne trae profitto. Anche qui è un reato a dolo generico. 8 Marzo 2017 Lezione 4 Malversazione ai danni dello stato art 416 bis= introdotta con riforma del 1990 ed è norma che persegue la finalità di unire l'ordinamento con strumenti di controllo penale piu' incisivi rispetto a quelli esitenti dal 1930 in poi per far fronte a un fenomeno delle frodi nei finanziamenti pubblici. Si pone in rapporti di collegamento con la truffa. La norma è costruita in maniera discutibile sotto il profilo della determinatezza e pone delle perplessità sotto il profilo dell'ogg. giuridico perché si tende a dire che l'ogg. giuridico di categoria sia di buon andamento e parzialità della pubbl. amm. e qui bisogna allargare nozione di buon andamento perché questa norma tutela la corretta gestione delle risorse pubbliche destinate allo sviluppo dell'economia orientata a fini pubblicistici. Il finanziamento viene ricevuto da un privato quindi buon andamento va inteso non nella tradizione quanto come necessità di una leale partecipazione collaborativa da parte dei privati all'azione amministrativa. Il reato puo' essere commesso da chiunque estraneo alla pubblica amministrazione. Quale reato potrebbe commettere pubbl uff se agisse su fondi in suo possesso destinandoli a finalità diverse x per le quali ne ha la disponibilità? Peculato o abuso ufficio. E' reato comune o reato proprio? 8.14. Tutti lo considerano proprio perché presuppone che il soggetto sia in possesso del finanziamento - reati propri a soggettività ristretta perché la qualifica soffettiva in questo caso è naturalistica giuridica perché il possessore del finanziamento puo' alterarne la destinazione. La collocazione sistematica di questa norma è discutibile perché sostanzialmente qual è la ragione per cui legislatore l'ha collocata qui? Perché si potrebbe sostenere che nonostante autore reato sia privato estraneo a pubbl. amm. la ricezione di fondi pubblici destinati a una opera di pubbl. int. darebbe coloritura pubblicistica al fatto per cui l'elemento di pubbl amm. deriverebbe dalla natura pubblica del finanziamento e non dalla qualifica del sogg. attivo e noi sappiamo che questo è una stortura che deriva dalla natura della nozione di pubbl uff e serv. perché qui è pubbl uff solo colui che esercita funzioni pubbl e non che ha coloritura pubblicistica dal finanziamento che viene attribuito al privato. Oggetto materiale reato indicato dal legislatore con tre sostantivi che sono contributi, sovvenzioni o finanziamenti che devono essere pubblici e a cui si aggiunge il riferimento anche la comunità europea. Essi devono essere già stati ottenuto dal reatore del reato e già erogati quindi. La maggior parte della dottrina ha ritenuto che questi sostantivi potessero essere rappresentati in ogni forma di ausilio economico a fondo perduto o che comporti obbligo di restituzione ma che si
qualificato che esercita coercizione psicologica nei confronti del privato per conseguire vantaggi illeciti. Il pool di Mani Pulite avevano proposto di abolirla perché si diceva che il privato che va a promettere o a fare al pubbl. uff. viene considerato come vittima, il che è fondamentale capire che non è un reato plurisoggettivo ma monosoggettivo. Secondo questa interpretazione si poteva assicurare al privato una via di fuga troppo semplice nel dire "io sono strato costretto e quindi non posso essere punito". A questa considerazione va aggiunto come era strutturata la fattispecie prima della riforma Severino, perché prima non si limitava a descrivere la condotta come attualmente con l'uso del verbo costringere, ma la condotta poteva aversi con una semplice induzione , dove vi era una forma di pressione più blanda rispetto alla costrizione, perché ancor più acuiva le perplessita' di una possibile via di fuga inicua del privato dietro condotta induttiva dell'altro sogg. E in questo contesto normativo culturale nasce e si afferma la modifica del 2012 190, la quale ha operato lo "spacchettamento" della concussione che oggi trova come condotta la sola costrizione perché l'induzione da' vita a una nuova fattispecie prima inesistente e che oggi è rubricata all'art. 119 quater e si chiama "induzione indebita a dare o promettere utilità". Effetto pratico di questa distinzione è significativo-> concussione nell'ambito dei delitti dei pubbl. uff è quello piu' punito, invece nell'art 119 quater abbiamo pena oggi che va dai 6 anni a 10 e sei mesi. Nel 2015 questa pena innalzata in maniera esorbitante. Effetto pratico di tale art è che sì è un reato plurisoggettivo necessario perché privato viene punito con pena che è quella della reclusione fino a 3 anni. Egli rimane vittima della concussione ma è concorrente necessario, non piu' vittima. Un'altra considerazione: il 317 nelle intenzione del legislatore del 2012 fino al 2015, la concussione nuova versione 317 era appannaggio del solo pubblico ufficiale, tornando all'interpretazione primogenia del 30. Si riteneva che soltanto chi avesse poteri come del pubb. uff. potesse esercitare costrizione del pubbl. uff. e non anche dell'incaricato di pubbl. serv. Si recupera fattispecie comune complementare alla concussione inserit nei delitti contro il patrimonio. L'estorsione, delitto comune, qualora venga commessa dall'incaricato di pubbl. servizio aggravata dal 61 n 9 e succedeva che veniva punita piu' severamente della concussione. Problema di quando si ha costrizione o induzione? 55. Tutto cio' che non era minaccia e portava a sollecitazione verso dell'altro sogg. doveva ritenersi induzione... Seconda variante rispetto a questo orientaento che si basa sull'intensità della pressione, si deve a due sentenze Apriel 2013 nelle quali si valorizza il risultato psichico della condotta invece de mezzo, nel senso che si diceva che è costrizione tutto cio' che condizona gravemente la libertà di autodeterminazione del soggetto passivo mentre è induzione ogni forma di suggestione persuasione che non condiziona gravimente libertà di autodeterminazione lasciando altro sogg. libero di non accedere alle pretese del pubblico agente. Possibilità o meno dell'interlocutore di tenere comportamrnto diverso da quello che viene indicato dal sogg pubbl. e quindi costirzione sarebbe "molto vicina a una fazione assoluta" mentre induzione lascerebbe libertà di scelta. Qui la critica è che si soggettivizzava troppo il criterio per cui bisognava vedere cm aveva recepito la condotta il sogg passivo perché tutto si fonderebbe sul risultato psiche. Sentenza Roscia Genn 2013 dove si prendono distanze dal precedente orientamento e si individua la distinzione tra costrizione non più nel mezzo utilizzato ma nella natura giuridca del danno prospettato dal pubblico ufficiale. Si avrebbe costrizione quando il pubbl uff o serv prospettino al privato un male contra ius, mentre nell'induzione le male prospettato dal pubbl. uff sarebbe male secondo legge, cioè derivante dalla sua applicazione. Cio' trova una esemplificazione pratica in molteplici ipotesi: finanzia che fa accertamento ma non trovi alcunché di irregolare ma si presenta dicento
ma se tu non mi dai io faro' emergere qualcosa che non esiste artificiamente. Si comincia con la sentenza Roscia ad avvicinarsi alla soluzione perché in tale sentenza nel valorizzare il male prospettato nella costruzione sia ingiusto, vi sia un recupero del mezzo utilizzato. Il terzo orientamento propone modello intermedio: si puo' individuare confine tra costriz. e induzione guardando sia alla più forte carica intimidatoria della costrizione e che incide sulla psiche del sogg. ma introduce nuovo elemento perché per capire se effettivamente vi è maggiore minore intensità sulla psiche del sogg. bisognerebbe guardare al tipo di vantaggio che quel sogg. (privato) persegue. 1. La soluzione delle sezioni unite? " Si ha abuso costrittivo di cui all'art 317 quando esso viene attuato mediante violenza (raramente) o più di frequente mediante minaccia esplicita o implicita da cui deriva una grave limitazione senza tuttavia annullarla del tutto della libertà di autodeterminazione del destinatario che senza alcun vantaggio indebito per se è posto innanzi all'alternativa secca tra subire il male prospettato ed evitarlo con la dazione o la promessa dell'indebito " 1. Si ha abuso induttivo quando pubbl uff o serv. tengano condotta di persuasione di suggestione di pressione morale che abbia un piu' tenue valore condizionante la libertà di autodeterminazione del destinatario il quale disponendo di piu' ampi margini decisionali finisca col prestare accrescenza alla richiesta del pubbl uff. perché motivato dalla prospettiva di conseguire un indebito tornaconto personale il che lo pone in una posizione di complicità con il pubblico agente e lo rende meritevole di sanzioni. MANCA ULTIMA ORA DOPO PAUSA 14 Marzo 2017 Lezione 5 Tema della corruzione: dopo riforma del 90 i delitti di corruzione sono disciplinati in ben 10 dispisizoni da art 318 a 322 quater, quindi formano una sorta di microsistema unitario che presenta una connotazione internazionale, essendo la corruzione una pratica occulta endemica in molti paesi, anche più civilizzati, e che pertanto esige strumenti di repressione piu' possibile omogenei e comuni. Particolarita' della corruzione è che oltre a pregiudicare i beni del buon andamento e imparzialita' della pubbl. amm., essa comporta una distorsione della sana parità concorrenziale, ed è per questo che è da tutti considerato un fenomeno criminologico che desta allarme sociale perché ostacola gravemente le condizioni di sviluppo delle moderne democrazie. Prima della riforma del 90, si riteneva che vi fossero 4 forme di corruzione commesse dal pubb. uff. che venivano qualificate come "corruzione passiva", 3 forme di corruzione commesse dal privato, "corruzione attiva", e due ipotesi di istigazione alla corruzione a cui poi vanno ad aggiungersi quelle commesse dagli incaricati di pubb. serv.-> ipotesi corruzione ante riforma 90. Riforma 90, 2000, 2015-> influenzano le nuove ipotesi. Il primo problema riguarda la struttura dei delitti di corruzione, problema di grande interesse dogmatico piu che pratico perché abbiamo ancora due orientamenti con prevalenza in giurisprudenza di uno:
di corruzione). Se abbiamo un tentativo di corruzione soltanto di ipotesi di corruzione bilaterali, cioè quando si ha esecuzione parziale di un reato a concorso necessario (trattativa), dobbiamo necessariamente che istigazione a corruzione sia una ipotesi di tentata corruzione, ma sia una ipotesi di tentativo unilaterale, cioè distante dalla struttura dei reati a concorso necessario perché vi è solo condotta di uno dei sogg e l'altro rimane impunito. 27. = argomenti a favore e contro i due orientamenti: nella condotta del terzo si capisce ke per primo orientamrnto non sono reati autonomi, perché è condotta eterogenea rispetto ai primi due che hanno rapporto di specialità. Si tratta di condotte identiche, infatti. La condotta del terzo ci fa capire che sono reati unitari con il problema del tentativo, quindi si applica 56 solo se vi è contributo di entrambi i soggetti e che porta all'esecuzione parziale (trattativa). Diversamente il 322, che si allontana dallo schema del reato plurisoggettivo, è ipotesi di tentativo unilaterale che colpisce condotta solo di uno dei due, l'altro compartecipa passivamente e questo fa capire che essendosi allontanati alla struttura del concorso necessario, si è visto necessita di una fattispece apposta per punire questo caso, che colpisce condotta di uno soltanto. Quali sono tipologie di corruzione che legislatore OGGI disciplina: qui dobbiamo recuperare qualche distinzione che andava presente fino alla legge Severino che ha creato una frattura rispetto al passato. Fino alla legge del 2012, quindi, si distingueva due grandi tipi di corruzione, IMPROPRIA (quell'accordo aveva un atto conforme ai doveri d'ufficio, atto che avrebbe dovuto essere compiuto ma in questo caso non perde connotazione di legittimità ma da' luogo a ipotesi di corruzione perché pubbl. uff. accetta denaro. ART 318 vecchia versione distingueva tra due ipotesi: IMPROPRIA ANTECEDENTE - ipotesi più frequente nella pratica giudiziaria e sta a significare che prima ci si trova d'accordo e poi si pone in essere l'atto - e SUSSEGUENTE - presuppone ci sia retribuzione e poi compimento dell'atto -. Il legislatore fino al 2012 distingueva due commi, e prevedeva che la corruzione antecedente fosse punita con un pena da 3mesi a 6anni e riguardava entrambi i soggetti, privato e pubb. uff., diversamente per la susseguente prevedeva punibilità di uno soltanto dei due perché colpiva la venalità del pubb. uff. e non il buon andamento e imparzialità della pubbl. amm. e veniva punito con pena attenuata, quindi il legislatore sanzionava piu' severamente l'accordo.) e PROPRIA (319 non distingueva nei due commi ma si esprima a tutt'oggi con la forma "per omettere o ritardare o per compiere o per aver compiuto"-> prima c'è accordo e poi c'è l'atto/prima c'è atto e poi retribuzione. La corruzione propria veniva punita indifferentemente e non c'era distinzione tra commi ma uno soltanto. Essendo atto contrario a doveri di ufficio, la punibilita' era di entrambi i sogg. a prescindere dalla circostanza che fosse susseguente o antecendente, prima della novella del 2012). Nel 2012 le cose cambiano sensibililmente-> il 318 viene totalmente riformulato nel senso che noi vediamo già dalla rubrica: non si chiama piu corruzione impropria ma PER ESERCIZIO DELLA CORRUZIONE. La prima grande modifica che il legislatore del 2012 introduce è che in questa norma non si fa piu riferimento all'atto. Non si parla piu di un atto conforme o meno ma si fa riferimento alla FUNZIONE. Significa che si è deciso di normativizzare della corruzione "sistemica": pubbl. uff. era iscritto al libro paga del privato, quindi non si traduceva nella compravendita di un atto, ma della funzione. Egli, quindi, si asserviva genericamente agli interessi del privato. MANCA ULTIMA ORA E MEZZA DALLE SEI. Mercoledì 15 Marzo Lezione 6
Produzione propria-> fattispecie rimasta immutata. il 319 si incentra sul compimento di un atto contrario a quello di ufficio o sulla sua omissione o ritardo di un atto di ufficio. Questa espressione (che si concentra sul compimento di un altro) viene utilizzata per far capire fulcro della fattispecie ma è imprecisa perché la corruzione propria è un reato che si polarizza intorno ad un accordo, pactum celerisi, quindi è essenziale il compimento dell'atto ed è soltanto oggetto del dolo specifico. quindi per realizzare delitto di corr. propria è sufficiente che pubbl. uff. si accordi al fine di compiere l'atto. La condotta tipica è qll del pubbl. uff. di accettare denare o promessa per il privato che effettua dazione o promette. Ci sono pochi problemi sul bene tutelato 04. Oggetto materiale del reato è denaro o altra utilità se per denaro si intende qualsiasi moneta cartacea o metallica con corso legale nello stato, si discute se l'utilita' sia equivalente a vantaggio di tipo patrimoniale o anche non patrimoniale. Il ns libro di testo fiandaca musco rileva come non sia decisiva la valenza patrimoniale del vantaggio ma come questa corresponzione sia una forma di retribuzione. 07. Essendo atto oggetto del dolo specifico, corruzione propria antecentede -> è un atto a dolo generico. Il 319 prevede un'aggravante speciale ad effetto comune espressamente disciplinata dal 319 bis dove la pena aumentata, se la corruzione propria ha ad oggetto pubblici impieghi o stipendi o stipulazione di contratti nei quali sia interessata l'amministrazione cui appartiene il pubblico ufficiale. 09. E' circostanza aggravante che pone il problema con riferimento all'incaricato di pubblico servizio, se tale aggravante del 319bis possa applicarsi quando autore della fattispecie base sia incaricato di pubblico servizio. Perché questa domanda? Perché se noi si legge il 320, esso fa espresso rinvio alle disposizioni del 318 e 319, ma non al 319 bis. 14. Ci si chiede quale sia la differenza tra istigazione alla corruzione posta in essere dal pubblico ufficiale che il legislatore identifica con il termine "sollecitare" da parte del pubbl. uff. che istiga sollecitando con quella che è l'induzione al 319 quater. 25. Induzione indebita è un reato che muove da un abuso di potere o qualita', mentre nell'istigazione alla corruzione tale abuso di qualita' o poteri non esiste. 28. Si fa l'esempio di una promessa o sollecitazione di denaro per lettera che viene intercettata prima che arrivi a destinazione-> sufficiente per integrare... La corruzione si fonda su un accordo, per cui dovrebbe essere fissato il momento consumativo al momento cui si ha l'accordo. In realta' da circa più di vent'anni, la cassazione si è attestata su un indirizzo interpretativo in forza del quale il dilitto di corruzione (qualunque esso sia) deve essere considerato un reato a DUPLICE SCHEMA, il che fa capire che il reato ha un momento consumativo che non è unitario perché varia a seconda che ci si trovi davanti a schema principale o ordinario , oppure a schema sussidiario o contratto. Cosa vuol dire? Lo schema principale si connota con una combinazione tra la promessa e la dazione, cioè, prima le due parti stipulano un accordo in cui il privato promette al pubblico ufficiale denaro o altre utilità, e alla promessa segue la dazione. Secondo questo orientamento, il reato di corruzione si consumerebbe al momento della dazione del denaro. 39. Reato progressivo: si passa da un minus, promessa, ad un maius, dazione, la quale assorbirebbe la promessa perché soltanto con la dazione si avrebbe quell'approfondimento dell'offesa tipica che porterebbe alla consumazione del reato con la dazione, il che significa che se il versamento di denaro avviene in piu' rate, si dovrebbe collocare all'ultima data perché ogni data attualizzerebbe l'offesa. Lo schema sussidiario o contratto, invece, vi è soltato la promessa accettata a cui non segue la dazione e soltanto in queste ipotesi il moemnto consumativo deve coincidere con l'accordo. 42. Se invece si realizza il mdello principale il momento consumativo andrebbe fissato con la dazione del denaro e quindi anche con le modalità della dazione (ultima data versata e lo si considera quindi una forma di reato