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Appunti di diritto privato dell'informatica presi o dal libro o a lezione dalle prime parti fino agli enti. manca solo la parte dell'obbligazioni e del possesso. Materiale d'esame
Tipologia: Appunti
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1. Diritto Diritto --> è innanzitutto una necessità ed un insieme di regole (o norme giuridiche) che mirano ad organizzare varie forme di vita sociale. Rappresenta un principio di coesione, senza il quale la società civile si dissolverebbe nell’anarchia --> antitesi della libertà, la stessa libertà che è condizionata dalla coesistenza di più soggetti che vogliono agire secondo il loro arbitrio. Le regole di diritto, quelle regole di comportamento che abbiamo chiamato norme giuridiche, sono necessariamente generali e astratte --> sono dirette a disciplinare tutti i possibili conflitti di interessi riconducibili ad una determinata regola. Gli interessi sono un concetto fondamentale quando si studia il diritto (e conferma il fatto che esse è molto vicino a noi più di quanto immaginiamo) --> ognuno di noi è mosso da una serie di interessi che spesso sono in conflitto con gli interessi di altre persone. Quando si verifica un conflitto di interessi, spesso il legislatore può seguire la tecnica del contemperamento degli interessi : il giurista chiede un piccolo sacrificio ad uno dei due soggetti e un piccolo sacrificio anche da parte dell’altro soggetto. 2. Sussunzione Fattispecie astratta --> è la situazione tipizzata in una norma giuridica, la quale è presa in considerazione dal legislatore quando comincia a selezionare le possibili situazioni fonti di conflitti di interessi. Esempio : l’art. 1470, che parla della vendita come trasferimento di una proprietà o diritto. Situazione che concretamente si verifica di volta in volta, con sempre diversa modalità. Fattispecie concreta --> individua il singolo fatto che si è concretamente verificato nella realtà Sussunzione --> consiste, per il giurista, nel processo atto ad individuare nella fattispecie concreta elementi costitutivi di una fattispecie astratta e, una volta individuati, nell’applicazione della regola di diritto contenuta nella norma che contempla quella fattispecie astratta (contenuta nel codice civile). 3. Principio di autorità Storicamente si riteneva che nel principio di autorità fosse racchiuso tutto il senso del diritto --> quest’ultimo era visto come quell’insieme di regole che si riusciva a far osservare, sia pure con la forza, al fine di mantenere la pace fra i vari membri di una collettività organizzata. Quando si parla del principio di autorità, si fa riferimento ai regimi dittatoriali --> la regola di diritto è imposta da una minoranza su di una maggioranza. Differenza rispetto ai paesi a regime democratico --> in questi ultimi la regola viene elaborata da una maggioranza dei componenti di un’assemblea liberamente eletti dal popolo a suffragio universale e questo vale come consenso per rispettare le regole imposte. Il consenso sta alla base della regola --> questo non vuol dire che la forza resta estranea al diritto (come afferma Bobbio), ma si manifesterà indirettamente sotto la forma di sanzione (che colpisce chi non osserva una regola).
4. Norma giuridica La norma giuridica è una regola di condotta stabilita convenzionalmente per consuetudine oppure imposta d’autorità. Le norme giuridiche hanno delle caratteristiche peculiari che consentono di distinguerle da altre tipologie di norme: ● Generalità --> la norma non è adatta per singoli individui ma per un numero potenzialmente indeterminato di soggetti ● Astrattezza --> la fattispecie descritta dalla norma è del tutto ipotetica ● Garanzia sociale --> la norma può anche essere osservata spontaneamente e non per timore della sanzione ● Imperatività --> si ha quando gli interessati non possono fare a meno di non applicarla e mira a proteggere interessi non disponibili ● Positività --> la norma è posta o riconosciuta dallo Stato o da altre autorità legittimate ad operare in tal senso ● Coattività --> in caso di inosservanza della norma è prevista una sanzione o comunque la possibilità di attuarla in modo coattivo ● Relatività --> la produzione normativa di uno Stato è relativa, sia nel tempo che nello spazio, in quanto varia nel corso degli anni ma anche da nazione a nazione, influenzata da fattori economici, politici, religiosi e socio - culturali Una norma giuridica, solitamente, consiste in un precetto rivolto alla generalità dei consociati. In realtà, la norma non è sempre un precetto, ma può consistere in una definizione (es. art. 1321 del Codice Civile), in una classificazione (es. art. 812 Codice Civile), in una descrizione (soprattutto le norme costituzionali) o in una asserzione (sempre in Costituzione). Il compito di una norma giuridica è sempre quello di dettare una regola che deve essere osservata nei vari casi. Contenuto della norma giuridica --> ogni norma giuridica consiste in una proposizione precettiva, ossia una regola formulata in termini generali e astratti , che riconosce, facoltizza, impone o proibisce determinati comportamenti. Ciò vale anche per le norme giuridiche descrittive o per quelle che contengono definizioni: si pensi, rispettivamente, all’art. 3 della Costituzione o all’art 1321 del Codice Civile, che definisce il contratto come “l’accordo di due o più parti per costruire, regolare o estinguere tra loro un rapporto giuridico patrimoniale”. 5. Morale sociale e altre definizioni Morale sociale --> è l’insieme di doveri morali recepiti e tipizzati dalla coscienza collettiva, cioè la coscienza della generalità dei consociati, i quali vengono posti alla base dei rapporti di convivenza. Essa si divide in: ● Buon costume --> canoni fondamentali di onestà pubblica e privata ● Correttezza --> insieme di doveri positivi e doveri morali di carattere positivo Ordinamento giuridico --> si tratta dell’insieme delle norme giuridiche, le quali sono connesse una alle altre in un sistema normativo unitario. L’ordinamento giuridico è molto complesso, inoltre non ne esiste solo uno, infatti esiste l’ordinamento internazionale, dei singoli stati, comunitario, della chiesa… in ogni caso esso deve essere unitario ed al suo interno deve dominare la coerenza. Norma vs legge La legge ha portata più ampia ed è intesa come fonte di produzione del diritto, ossia come atto normativo che l’ordinamento qualifica idoneo a produrre norme giuridiche; la norma è il contenuto di quell’atto.
8. Analogia legis Analogia legis --> è il principio di parità di trattamento, prevede che i casi simili possano essere regolati da norme simili. Ci sono 3 presupposti per usarla:
10. Diritto oggettivo Il diritto oggettivo è l’insieme delle norme giuridiche obiettive e uniformi che regolano l’agire umano e la vita collettiva in un ordinamento giuridico. Si divide in: ● Diritto comune --> regola situazioni e rapporti che riguardano genericamente tutti i consociati ● Diritto speciale --> regola particolari rapporti o situazioni che fanno capo a determinati soggetti es: insolvenza dell’imprenditore commerciale è disciplinata dalla legge fallimentare. Diritto penale militare per militari in servizio. ● Diritto eccezionale --> contiene norme che NON SI INQUADRANO con PRINCIPI GENERALI, ma sono in aperto contrasto con essi e si giustificano in base alle peculiarità del singolo caso che vanno a disciplinare. ● Diritto transitorio --> regola situazioni o fatti che si verificano in un periodo limitato, quando cambia un regime giuridico di un certo istituto. Entra in vigore legge nel periodo di transizione vi è il diritto transitorio. Stato di diritto --> è il principio fondamentale in base al quale anche il legislatore è soggetto alla legge e che cioè che tutti i poteri pubblici devono agire entro il perimetro della legge e devono essere soggetti al controllo di organi giurisdizionale imparziali e indipendenti. 11. Gerarchia delle fonti Le fonti sono disposte in modo gerarchico, il che significa che la fonte che sta sotto non può contrastare la fonte che sta sopra. La gerarchia è la seguente: Costituzione e leggi costituzionali --> la Costituzione è la legge fondamentale dello Stato italiano e deve essere fedelmente osservata dalla Repubblica, da tutti i cittadini e dagli organi dello Stato. È composta da 139 norme (alcuni abrogati) a cui si aggiungono 18 disposizioni. Le leggi costituzionali sono quelle leggi che vengono emanate in base all’art. 138 della Costituzione, cioè sono leggi emanate dal Parlamento con procedura legislativa rinforzata. Le consuetudini internazionali --> la loro fonte va ricercata nell’art. 10 della Costituzione, che afferma “l’ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme di diritto internazionale generalmente riconosciute”. Sono norme che si sono formate in seguito alla spontanea osservanza da parte delle nazioni (norme pattizie, cioè che nascono dal consenso degli Stati) e fanno automaticamente parte del nostro ordinamento. La legislazione non può mai andare contro il diritto internazionale pattizio: una legge contraria al diritto internazionale è contraria alla Costituzione. ● Regolamenti --> sono immediatamente applicabili all’interno degli stati membri e prevale sulla legge nazionale nelle materie riservate alla competenza comunitaria; i regolamenti sono indirizzati a tutti i soggetti applicabili, sono obbligatori tutti i loro elementi e sono direttamente applicabili. ● Direttive --> contengono principi più o meno generali che gli stati devono attuare non immediatamente. Efficacia verticale della direttiva --> si intende che se una direttiva auto-esecutiva non viene attuata entro il termine o viene attuata in modo incompleto, essa è direttamente applicabile all’interno dello Stato nei rapporti cittadino- Stato o cittadino-pubblica amministrazione: i singoli possono far valere una norma europea nei confronti dello Stato. Regolamenti --> sono fonti secondarie e sono atti provenienti dal Governo e non possono contenere disposizioni contrastanti con la legge. Esistono due tipi di regolamenti: ● Regolamenti esecutivi di leggi e di decreti legislativi --> contengono norme integrative o di dettaglio che consentono di facilitare e consentire l’applicazione di una legge ● Regolamenti delegati --> vengono emanati dall’autorità su delega del Parlamento L’uso --> l’uso o consuetudine è una regola di condotta osservata costantemente e uniformemente da tutti i membri di una collettività organizzata. Per avere uso normativo devono essere presenti 3 requisiti oggettivi: generalità, costanza e durata; e 1 requisito soggettivo: cioè il convincimento che sia obbligatorio comportarsi secondo la regola dell’uso.
14. Nozione Per indicare la posizione in cui una persona si trova, entro il campo dei rapporti giuridici, nella relazione con altri soggetti, si usa il termine generico di situazione giuridica soggettiva. Ciascuno di noi è titolare contemporaneamente di diverse situazioni giuridiche soggettive. Si possono riassumere in una decina di figure, comprensive di quelle attive (in cui l’interesse del titolare della situazione prevale perché viene tutelato) e di quelle passive in cui l’interesse del titolare soccombe di fronte alla tutela di un interesse altrui). Quali sono? ● Diritto soggettivo ● Onere ● Aspettativa ● Possesso ● Potestà ● Interesse legittimo 15. Diritto soggettivo e interesse legittimo La situazione in cui la tutela dei soggetti è più forte e più diretta prende il nome di diritto soggettivo. Alla base vi sta l’idea che la legge vuole tutelare direttamente un soggetto, attribuendogli degli strumenti giuridici di attuazione e di difesa del suo interesse. Non sempre tuttavia l’interesse è tutelato e talora l’interesse del privato può ricevere soltanto una tutela indiretta perché alla legge sta a cuore innanzitutto la soddisfazione dell’interesse pubblico. Infatti, in caso di lesione, la possibilità di agire in giudizio concessa al cittadino dipende dal fatto che il suo interesse coincide con l’interesse pubblico. Interesse legittimo: Posizione giuridica soggettiva che esprime la pretesa giuridicamente vincolata del privato affinché la pubblica amministrazione eserciti i suoi poteri legittimamente, in modo da poter conseguire o conservare un'utilità. Interesse --> apporto di tensione fra un soggetto ed un bene (necessario a soddisfare un bisogno di quel soggetto) Bene --> in diritto privato, con il concetto di bene si fa riferimento ad una utilità che può identificarsi in una o più cose materiali, in una qualità di una persona, in una cosa immateriale, in un comportamento omissivo / positivo produttivo di una utilità ecc.... Gli interessi per l’ordinamento giuridico possono essere: ● Illeciti --> l’interesse del privato è in conflitto con interessi superiori dell’ordinamento e di conseguenza non può venire protetto, ma verrò represso ● Indifferenti --> l’interesse è lecito ma non meritevole di tutela dal punto di vista giuridico. Non verranno offerti gli strumenti per realizzarlo e tutelarlo da interferenze altrui. ● Meritevoli di tutela --> l’interesse è così apprezzabile che si ritiene opportuno fornire al titolare di quell’interesse gli strumenti giuridici idonei che gli consentono di realizzare tale interesse e proteggerlo nei confronti di terzi che vogliano opporvisi Il soggetto che vanta un interesse meritevole di tutela dal punto di vista dell’ordinamento giuridico si trova in una situazione giuridica soggettiva.
16. Diritto soggettivo assoluto e relativo Gli interessi che vengono tutelati attraverso lo strumento del diritto soggettivo si possono dividere in due categorie. Diritti assoluti. Da un lato vi è una situazione in cui il soggetto per godere di un bene e per trarre da esso tutta l’utilità che gli serve non ha bisogno di collaborazione altrui, al contrario ha interesse che gli altri non interferiscano o violino (es: diritto al nome). Si può trattare di diritti di tipo morale o anche patrimoniale. La legge tutela questo tipo di interessi concedendo al titolare la possibilità di respingere ogni offesa e di ripristinare per quanto possibile la situazione preesistente. Sono fatti valere erga omnes. Consistono in una pluralità di facoltà. Vengono tutelati da una azione reale (nei confronti di un soggetto indeterminato) All’interno dei diritti assoluti troviamo i diritti reali : si tratta di diritti soggettivi tipici che assicurano al titolare un potere immediato e assoluto sulla cosa oggetto degli stessi, infatti le caratteristiche tipiche dei diritti reali sono 4: ● L’ immediatezza --> il diritto reale consente al titolare immediata soddisfazione del suo interesse semplicemente attraverso la relazione con la cosa (non è quindi necessaria collaborazione con terzi) ● L’ assolutezza --> sono fatti valere erga omnes nei confronti di tutti i consociati, sui quali grava un dovere di astensione ● Tipicità --> i privati non hanno la facoltà di creare diritti reali diversi da quelli previsti dalla legge ● Diritto di sequela --> Il diritto è immediatamente collegato al bene e non alla persona che ne è titolare, di conseguenza la titolarità del diritto reale attribuisce al titolare il potere di perseguire la cosa presso chiunque questa si trovi. Il diritto reale limitato è sempre opponibile al nuovo proprietario. I diritti reali sono suddivisibili in diritto di proprietà ( ius in re propria ) e diritti reali su cosa altrui (detti anche diritti reali limitati ), i quali hanno queste caratteristiche: ● Specialità --> il diritto di proprietà rappresenta la regola generale, i diritti reali su cosa altrui l’eccezione ● Limitatezza del contenuto --> consistono in una o più facoltà che il loro titolare può esercitare sulle cose (non hanno mai il contenuto pieno ed esclusivo del diritto di proprietà) ● Possibilità di estinzione per non uso ventennale (prescrizione) ed anche per confusione (la persona titolare del diritto reale limitato viene a coincidere con il titolare del diritto di proprietà) ● l’enfiteusi --> ricorre quando il proprietario che non vuole direttamente occuparsene cede ad altri il godimento di un immobile, con l’obbligo di pagare il canone e migliorare il fondo ● superficie --> il proprietario costituisce il diritto di fare e mantenere al di sopra del suolo una costruzione a favore di altri e ne acquista la proprietà ● servitù --> consiste in un peso, in una limitazione imposta al godimento di un fondo per l’utilità di un altro fondo che appartiene a un diverso proprietario ● usufrutto --> diritto riconosciuto all’usufruttuario di godere e usare della cosa altrui traendo da essa tutte le utilità che può fare (compresi i frutti che essa produce) con l’obbligo di non modificarne la destinazione economica ● diritti di uso e abitazione --> uso: diritto riconosciuto all’usuario di servirsi di una cosa mobile o immobile e di percepirne i frutti nei limiti dei bisogni propri e della propria famiglia, abitazione: diritto che viene riconosciuto ad un soggetto di abitare una casa limitatamente ai bisogni suoi e della sua famiglia I diritti reali limitati si divino ulteriormente in diritti reali di godimento e diritti reali limitati di garanzia. I diritti reali di godimento , che sono solo: I diritti reali di garanzia consistono nel vincolo giuridico cui è assoggettata la cosa, per la garanzia a vantaggio di un creditore, sono: ● pegno (che grava soprattutto su beni mobili), vedi art. 2784 ● ipoteca (che grava sui beni immobili)
19. Status Lo stato di una persona o status è una qualifica del soggetto con particolare rilevanza giuridica nei confronti dell’ordinamento stesso. Esprime la posizione di un soggetto rispetto ad altri soggetti nell’ambito di una collettività organizzata. Dallo status di una persona trae origine tutta una serie di situazioni giuridiche attive e passive. Tali qualifiche sono così importanti che il diritto civile ha previsto la possibilità di accertare o di contestare lo stato della persona attraverso un giudizio autonomo, cioè senza altre finalità che l’accertamento stesso. Esiste inoltre un sistema per far conoscere ai terzi lo styato della persona attraverso pubblici registri (di stato civile) dove si trascrivono per esempio l’atto di nascita, matrimonio ecc.-- Ha 4 caratteristiche fondamentali: E’ autonomamente esercitabile E’ di ordine pubblico (non ammette compromessi o transazioni) E’ inalienabile, imprescrittibile ed irrinunciabile Ha titolo erga omnes 20. Situazioni passive: dovere, obbligo, onere Là dove esiste un diritto assoluto in capo a un soggetto gli altri cittadini devono solo rispettare la situazione di godimento del bene in questione, senza turbare o interrompere questa attività. Si parla allora di un generico dovere di non arrecare danno. Là, dove invece esiste un diritto relativo vi sarà un soggetto che deve tenere un determinato comportamento idoneo a soddisfare la controparte. In tal caso si parlerà di obbligo , se il comportamento dovuto è di carattere personale o morale, o di obbligazione nel caso in cui il comportamento dovuto ha natura patrimoniale. Si parla invece di onere quando il soggetto deve tenere un comportamento nel proprio interesse, per realizzare un requisito previsto dalla legge o da un contratto al fine di raggiungere un effetto vantaggioso.
21. I fatti giuridici I fatti rilevanti per il diritto sono quelli che modificano il mondo giuridico e sono chiamati fatti giuridici in senso ampio. I diritti nascono e si acquistano quando si verifica un fatto giuridico. Secondo una distinzione tradizionale vengono chiamati fatti giuridici in senso stretto quegli eventi che producono modifiche giuridiche senza concorso dell’opera dell’uomo, quindi per cause naturali. Altri invece sono frutto di un soggetto consapevole, in grado di rendersi conto di ciò che fa e del significato sociale del suo comportamento e sono chiamati atti giuridici.
24. Prescrizioni presuntive È importante non confondere le prescrizioni estintive da quelle presuntive (di pagamento). L’idea che sta alla base di questo istituto è la seguente: se c’è un debito e passa un certo tempo senza che il creditore chieda il pagamento, il debito si presume pagato anche se manca la quietanza. La prescrizione presuntiva opera quindi su un piano diverso, quello della prova di pagamento. I termini sono brevi e variano da sei mesi a 3 anni.
25. I mezzi di prova in generale Potere di azione --> potere / pretesa di ottenere dagli ordini giurisdizionali dello stato un provvedimento sul merito della questione attraverso un giudizio regolato dalla legge: ciascun soggetto può esercitarlo nei confronti dello stato, e quindi richiedere l’intervento di quest’ultimo a propria difesa, in seguito alla lesione di una posizione giuridica soggettiva. E’ previsto perché non si può direttamente provvedere alla tutela dei propri diritti --> il soggetto non può direttamente far rispettare il suo diritto che è stato violato. Il potere di azione è un utile equivalente che lo stato dà alla persona nel momento in cui le toglie il potere di farsi giustizia da sé. Colui che esercita il potere di azione si chiama attore , colui contro il quale l’azione è esercitata è il convenuto. Per assumere la veste di attore (proporre una domanda in giudizio) è necessario avere la legittimazione attiva , che prevede due requisiti: ● È necessario avervi interesse ● Occorre una relazione soggettiva tra l’interesse e il diritto (la posizione giuridica soggettiva) che si fa valere in causa Viceversa, affinché una azione possa essere efficacemente esercitata contro il convenuto, in capo a costui deve integrarsi la legittimazione passiva --> necessario quindi un nesso fra interesse dell’attore, la posizione giuridica soggettiva dell’attore (che si vuole far valere) e la rispettiva posizione giuridica nella sfera del convenuto Il convenuto ha quindi degli strumenti di difesa che può contrapporre all’azione (quindi la domanda dell’attore), chiamati eccezioni --> strumenti tecnici volti a: ● contestare il fondamento della domanda dell’attore, attraverso i quali si esplica la difesa del convenuto ● contrapporre alle pretese esercitata dall’attore l’esistenza di un altro diritto, che vale a paralizzare in tutto o in parte le pretese dell’attore Possiamo distinguere una azione da tutte le altre considerando: ● petitum --> l’oggetto della pretesa fatta valere dall’attore (“richiedo il pagamento di un prezzo a Caio”) ● causa petendi --> la giustificazione giuridica della pretesa, l’indicazione del diritto che si assume violato (“ho stipulato un contratto di compravendita con Caio e non ha pagato il prezzo”) Principio dispositivo (o dell’iniziativa di parte) --> il giudice pone a fondamento della sua decisione le prove disposte dalle parti l principio dispositivo lascia al giudice un limitato potere di iniziativa, ma può ordinare alle parti ispezioni indispensabili, potendo anche desumere argomento di prova dal rifiuto della parte (o del terzo) di sottoporre la propria persona o le proprie cose ad ispezioni Corollario: principio della domanda --> in base al principio, il processo può essere avviato dal giudice solo su richiesta di una parte, che nel processo civile prende il nome di attore, la quale esercita in tal modo l'azione nei confronti dell'altra parte, detta nel processo civile convenuto. Nell'ordinamento italiano un'enunciazione del principio della domanda la si può trovare nell'art. 99 del Codice di procedura civile che recita: "Chi vuol far valere un diritto in giudizio deve proporre domanda al giudice competente" Corollario: principio dell’onere della prova --> se l’attore non prova l’esistenza dei fatti oggetto della sua pretesa, occorrerà nel disconoscimento giudiziario (il suo diritto, anche se esistente, se non è provato dal punto di vista processuale è inesistente) Principio inquisitorio --> quando nel processo è coinvolto un interesse pubblico, il giudice ha il potere di iniziativa, cioè di ricercare egli stesso le prove della verità reale (infatti abbiamo il Pubblico Ministero). Nel processo civile questo può accadere in alcuni casi (art. 419 C.C).
● Oppure non è stato firmato (email, messaggio, ecc..) --> valore probatorio liberalmente valutabile dal giudice, come fa? Deve tenere conto delle caratteristiche del documento: o Qualità o Sicurezza o Integrità o Immodificabilità Codice dell’amministrazione digitale --> disciplina il documento informatico, le firme elettroniche e la trasmissione informatica dei documenti
27. La prova per testimoni La testimonianza consiste nell’assumere da persone estranee alla causa dichiarazioni relative a fatti controversi di cui sono a conoscenza. La prova testimoniale è vista con grande sfiducia, sia per l’attendibilità che per la sfiducia verso l’onestà delle persone. Di conseguenza, nel nostro ordinamento la prova testimoniale è soggetta a degli importanti limiti, infatti la prova testimoniale NON È AMMESSA:
Il giuramento è una solenne dichiarazione resa in giudizio con cui si attestano fatti rilevanti per la decisione. E’ la “prova estrema” alla quale si ricorre in mancanza di altra prova. Si divide in due categorie ● Decisorio --> è quello che una parte del giudizio deferisce all’altra parte, e ne fa dipendere la soluzione totale o parziale della controversia. Il giuramento decisorio è: o Deferito --> quando una parte chiede all’altra parte di giurare sopra certi fatti o Riferito --> quando la parte alla quale il giuramento era stato deferito chiede all’altra di giurare sopra gli stessi fatti ● Suppletorio --> deferito dal giudice a una delle parti nelle cosiddette cause dubbie, serve quindi per integrare le prove su fatti che non sono del tutto provati, ma neppure sforniti di prove. Si chiama estimatorio quando non è possibile stabilire altrimenti il valore della cosa domandata. Il giudice deve necessariamente decidere sulla base del giuramento (non è ammessa prova del contrario) --> prova estrema, incontrovertibile ● Deferire il giuramento è molto rischioso per questo motivo, in quanto se una parte giura il falso, l’altra può solo denunciarlo in sede penale: ottenuta la condanna del spergiuro, può solo chiedere il risarcimento del danno ( non la revocazione della sentenza civile). Chi rifiuta il giuramento soccombe ovvero perde la causa. Casi in cui il giuramento non è ammissibile: ● sopra diritti indisponibili ● per dare la prova di un fatto illecito del giurante ● per provare un atto per il quale la legge richiede la forma scritta ai fini della sua validità (forma scritta ad substantiam )
29. La prova per presunzioni Un’altra classificazione tra le prove è la distinzione tra: ● Prove storiche --> consistono nella rappresentazione di un fatto o nell’esposizione di un fatto: l’oggetto della prova è il fatto stesso da giudicare; ● Prove logiche (o critiche) --> il fatto viene desunto mediante un ragionamento logico; un esempio sono le presunzioni. Le presunzioni sono le conseguenze che la legge o il giudice trae da un fatto noto per risalire ad un fatto ignorato. Esse possono trarre origini dal giudice o dalla legge. Possiamo distinguere tra: ● Presunzioni semplici → operate dal giudice nel corso del giudizio ● Presunzioni legali → generali e astratte operate dalla legge, a loro volta possono essere: o Assolute → se non ammettono prova contraria (es. art. 232 C.C) o Relative → se ammettono prova contraria (es. art. 231 C.C)