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DIRITTO PRIVATO
PANIERE RISPOSTE APERTE
CDL: Servizi Giuridici per l’Impresa
Prof. TODINI Paola
e-Campus
- DESCRIVERE LA GERARCHIA DELLE FONTI:
In ogni ordinamento giuridico progredito è stabilita una gerarchia delle fonti, la quale, nel contrasto tra più fonti, serve a determinare la prevalenza di una sulle altre, assicurando così la certezza del diritto. Nel nostro ordinamento la gerarchia delle fonti del diritto è la seguente: Al vertice di questa scala gerarchica stanno la costituzione e le leggi costituzionali; seguono le leggi ordinarie formali e le disposizioni aventi la medesima efficacia della legge ordinaria formale; successivamente vi stanno i regolamenti e infine all’ultimo posto vi sta la consuetudine.
- LA LEX MERCATORIA: Lex mercatoria definisce un sistema di norme e regole nate spontaneamente per regolare, in alcuni settori commerciali (ad es. credito, trasporti, assicurazioni), i rapporti che contengono alcuni elementi di internazionalità. Ciò che caratterizza tale sistema normativo, è l’origine non statale: si tratta di norme derivanti o dalla volontaria e ripetuta osservanza di determinate regole da parte della generalità degli operatori economici del settore (Llex mercatoria consuetudinaria). Un esempio, sono gi Incoterms (International commercial terms) un insieme di pratiche standard dei contratti di vendita, e le raccolte di regole ed usi uniformi effettuate. Tra le clausole di lex mercatoria più diffuse si possono ricordare quelle, relative al trasporto delle merci, FOB, sul rischio del perimento durante il trasporto, e CIF, sull’assicurazione del trasporto a carico del venditore. La lex mercatoria nasce perché una legge di politica nazionale può non raggiungere il proprio obiettivo a causa dell’andamento del mercato e il potere dell’economia di mercato può indurre a concepire la legalità nella funzione di mercato e, dunque, un diritto non fondato sulla legge, ma su contratti e sentenze. Una lex mercatoria che non tenga conto dello stato sociale di diritto genera un ordinamento nel quale l’interesse di singoli gruppi prevale su quello della collettività ponendosi in contrasto con la legittimità. In tal senso il mercato da criterio regolatore di scambi diviene misura dell’uomo dove l’economia sovrasta la politica. Tale modello, contrastando con i principi costituzionali, risulta incompatibile con il mondo del diritto nel quale la realtà economica deve scontrarsi con elementi estranei al profitto
- SITUAZIONI GIURIDICHE SOGGETTIVE: Le situazioni giuridiche soggettive costituiscono la posizione assunta da un soggetto nell’ambito di un rapporto giuridico. Il soggetto, però, non costituisce l’elemento essenziale per l’esistenza della situazione giuridica soggettiva calcolando che possono esservi interessi, ancora privi di un titolare, tutelati dall’ordinamento. Il rapporto tra il soggetto e la situazione giuridica soggettiva è definito titolarità. Le situazioni giuridiche soggettive sono sempre comprese entro un rapporto giuridico. Esiste un diritto perché esiste un correlato dovere. La situazione giuridica soggettiva esiste solo se vi è protezione di un interesse, il tipo d’interesse e l’intensità della protezione fornita a questo interesse determinano e consentono di individuare le diverse situazioni giuridiche soggettive. Possiamo distinguere situazioni giuridiche attive e passive. Le prime sono posizioni di preminenza del soggetto, favorito rispetto ad altri (diritti soggettivi, le aspettative, l’interesse legittimo, il diritto potestativo), mentre le seconde sono situazioni di subordinazione del soggetto (dovere, obbligo, soggezione). Non vi sono situazioni giuridiche esclusivamente attive o passive, poiché non vi è mai la presenza di potere in assenza di alcun dovere. Con l’individuazione dell’interesse sotteso alla situazione si concretizzano, infatti, affianco del dovere o potere una serie di qualificazioni accessorie inverse: al potere del titolare “corrisponde il dovere di non ledere altre situazioni nella titolarità del soggetto passivo”
rapporti patrimoniali tra i coniugi, le cause sono lo scioglimento per morte o divorzio, l’annullamento o la dichiarazione di nullità del matrimonio. La dichiarazione di assenza, la separazione personale, il fallimento, la volontà dei coniugi. Con lo scioglimento della comunione legale spetta a ciascuno dei coniugi una quota che comprende metà della proprietà e degli altri diritti già acquisiti alla comunione con effetto immediato, e metà dei proventi che l’altro coniuge ha realizzato con la propria attività separata e non ha consumato
- IL RICONOSCIMENTO DEL FIGLIO NATURALE: Il riconoscimento è l’atto formale con il quale il dichiarante assume di essere genitore del proprio figlio nato al fuori del matrimonio. Il riconoscimento può essere effettuato dal genitore che abbia compiuto 16 anni di età, il riconoscimento deve essere autorizzato dal giudice. Il figlio può essere riconosciuto ancora prima della nascita fin dal momento del suo concepimento. Se il figlio ha compiuto i 14 anni di età il riconoscimento non ha effetto senza il suo assenso. Il riconoscimento può essere effettuato congiuntamente da entrambi i genitori o separatamente e anche se già uniti in matrimonio con altra persona. Il riconoscimento è un atto formale in quanto la dichiarazione deve essere resa a pena di nullità in una delle forme previste dalla legge. Una prima forma può essere quella con l’atto di nascita con la quale il genitore denunzia il nato come figlio proprio. Un’altra forma può essere quella mediante apposita dichiarazione resa all’ufficiale dello stato civile o ad un pubblico ufficiale (notaio, console). La dichiarazione può anche essere contenuta in un testamento. Il riconoscimento è suscettibile d’impugnazione per difetto di veridicità, per incapacità di agire del genitore e per violenza. Per difetto di veridicità riguarda il fatto oggettivo della mancata corrispondenza alla realtà della filiazione. L’incapacità invece può essere data dalla mancanza dell’età minima richiesta dalla legge oppure può derivare dal suo stato di interdizione giudiziale. Per violenza quando la dichiarazione sia stata estorta con la violenza.
- DESCRIVERE IL PRINCIPIO DI CONTINUITA’ NELLE TRASCRIZIONI IMMOBILIARI La trascrizione è lo strumento di pubblicità predisposto dall'ordinamento per rendere certi i fatti che riguadagno i beni immobili e i beni mobili registrati. Secondo il principio di continuità, nei casi in cui un atto di acquisto è soggetto a trascrizione, le successive trascrizioni o iscrizioni a carico dell'acquirente non producono effetto, se non è stato trascritto l'atto anteriore di acquisto. Quando l'atto anteriore di acquisto è stato trascritto, le successive trascrizioni o iscrizioni producono effetto secondo il loro ordine rispettivo. Una deroga al principio della continuità delle trascrizioni è data dalla ipoteca legale a favore dell'alienante e quella a favore del condividente che se iscritte contemporaneamente alla trascrizione del titolo di acquisto o della divisione, prevalgono sulle trascrizioni e iscrizioni eseguite anteriormente contro l'acquirente o il condividente tenuto al conguaglio
- ACCENNI SULLA DEONTOLOGIA MINORILE: FUNZIONI E PRINCIPI Il notaio è quella figura professionistica a cui è attribuita la funzione di garantire la validità dei contratti e dei negozi giuridici attribuendo pubblica fede ad atti e sottoscrizioni eseguite in sua presenza. È quindi garante di legittimità.
-DESCRIVERE IL RAPPORTO INTERCORRENTE TRA REGOLA E PRINCIPIO
La regola è una norma che richiede un insieme sufficientemente specifico di comportamenti per la sua soddisfazione. Non è detto che sia rispettata. Il principio è una norma che impone la massima realizzazione di un valore. Le regole e i principi sono tra loro coesistenti e correlati. Insieme se gerarchicamente ordinati formano l’ordinamento giuridico. Esiste una regola perché esiste un principio ad essa legata.
- L’AUTORITA’ GARANTE INFANZIA E ADOLESCENZA L’autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza (Agia) è un organo monocratico Italiano istituito nel 2011 con lo scopo di tutelare l’infanzia e l’adolescenza. Il titolare dell’autorità è nominato d’intesa tra i presidenti di camera e senato e rimane in carica 4 anni. Ha il compito di segnalare situazioni di disagio, abbandono e violazione dei diritti dei minori. Esprime pareri in merito alla materia di cui è competente per provvedimenti e progetti di legge del governo.
- CHE COSA È LO STATO SOCIALE DI DIRITTO Lo Stato sociale è una forma di Stato nella quale quest'ultimo interviene economicamente a favore delle categorie meno abbienti. Esso è detto anche Stato del benessere o Stato assistenziale. L'obiettivo principale dello Stato sociale è quello di impedire che vi siano forme di discriminazione tra le varie classi sociali.
- CHE COS’E’ IL BENEFICIUM EXCUSSIONIS? Il beneficium excussionis è un istituto del diritto romano che indica il "beneficio di escussione. Di regola il fideiussore è obbligato in solido con il debitore. Si può, tuttavia, avere sussidiarietà se è pattuito il beneficium excussionis: in tal caso il fideiussore, convenuto a pagare, può opporre il beneficio al creditore, invitandolo prima a citare il debitore principale (deve però indicare i beni del debitore principale da sottoporre ad esecuzione).
- DEFINIRE IL GARANTIEVERTRAG (CONTRATTO AUTONOMO DI GARANZIA) E INDICARNE LE DIFFERENZE RISPETTO ALLA FIDEIUSSIONE Il Contratto autonomo di garanzia è quel contratto attraverso il quale un soggetto (abitualmente una banca o una compagnia assicurativa), garante, si obbliga direttamente nei confronti di un soggetto beneficiario, al pagamento di una somma predeterminata nel caso in cui si verifichi un determinato evento, cioè il mancato o inesatto adempimento dell’obbligazione del debitore principale. Ciò che contraddistingue il contratto autonomo di garanzia rispetto alla fideiussione è l’assoluta mancanza, nel contratto autonomo di garanzia, dell’elemento dell’accessorietà rispetto al rapporto principale; questo a differenza della fideiussione, che è invece sempre rapporto accessorio rispetto all’obbligazione principale, ed allo stesso indivisibilmente legato. Pertanto, mentre il fideiussore è debitore allo stesso modo e ampiezza del debitore principale e si obbliga direttamente ad adempiere, il garante a prima richiesta si obbliga a tenere indenne il creditore dalla mancata prestazione del garantito, per qualsiasi ragione ciò avvenga.
- INDICARE LE DIFFERENZE TRA ACCOLLO E FIDEIUSSIONE Nell’accollo l’accordo intercorre tra debitore e terzo che si accolla il debito, mentre nella fideiussione si ha un accordo tra terzo che intende garantire il credito e creditore. Tale accordo inoltre nella fideiussione è di regola costituito contemporaneamente al debito mentre nell’accollo di solito si costituisce dopo la nascita dell’obbligazione.
- DESCRIVERE IL NESSO DI CAUSALITA’ GIURIDICA NELLA RESPONSABILITA’ EXTRACONTRATTUALE
Ulteriore elemento della responsabilità aquiliana di cui L'art 2043 c.c. è la sussistenza di un nesso di causalità tra la condotta antigiuridica e il danno ingiusto. L'art. 1223 c.c., in tema di nesso di causalità, prevede che siano risarcibili i danni che siano conseguenze immediate e dirette della condotta antigiuridica. Si intendono danni immediati e diretti ex art. 1223 c.c., che integrano il nesso di causalità di cui all'art. 2043 c.c., quei danni che non si sarebbero verificati senza il comportamento antigiuridico (principio della condicio sine qua non) e, sempre che gli stessi non siano riconducibili a fattori eccezionali di per sé idonei a determinare l'evento dannoso (principio della causalità adeguata). La giurisprudenza, tuttavia, in tema di nesso di causalità, ha notevolmente ampliato l'ambito dei danni risarcibili, estendo la risarcibilità ai danni mediati ed indiretti, soprattutto laddove la condotta causativa del danno sia imputabile a titolo di dolo. L'estensione dell'ambito dei danni risarcibili ha, in particolare, riguardato tutta la sfera del risarcimento dovuto agli eredi con riferimento ai danni alla persona (ad esempio il biologico ed il morale) subiti dal de cuius in conseguenza di una condotta antigiuridica del terzo, anche nel caso in cui il successivo evento morte non sia legato da un nesso di causalità con tale condotta. In questo senso è stata anche dichiarata la sussistenza di un nesso di causalità tra il danno biologico ed alla vita di relazione subito dal coniuge nell'ipotesi di menomazione subita come conseguenza di un incidente dall'altro coniuge. In tema di nesso di causalità deve, poi, esaminarsi il disposto di cui all'art. 1227 c.c. a mente del quale la condotta colposa del danneggiato può determinare una riduzione del risarcimento dovuto o, addirittura, una interruzione del nesso di causalità stesso con il conseguente mancato riconoscimento del diritto al risarcimento del danno. La giurisprudenza ha, innanzitutto, precisato che il concorso colposo deve concretarsi in una cooperazione attiva nel fatto colposo del danneggiante. Inoltre, con riferimento alla condotta colposa del danneggiato, è stato precisato che il concorso di cui all'art. 1227 c.c. è ravvisabile solo qualora la norma di condotta violata sia specificatamente intesa ad evitare o, quanto meno, ridurre i rischi di subire il danno poi effettivamente occorso al danneggiato. Elemento idoneo a interrompere il nesso di causalità è il caso fortuito, ovvero, la componente causale di un evento che, per imprevedibilità e autonomia causale, esclude la responsabilità dell'autore del comportamento antigiuridico.
- Descrivere i caratteri della responsabilitá extracontrattuale Dal dettato letterale della norma ,all’art. 2043 del nostro codice civile, infatti, emergono gli elementi fondamentali per far sorgere la responsabilità extracontrattuale, ossia: il fatto illecito, il danno ingiusto, il nesso di causalità (giuridica e materiale) tra il fatto e il danno, la colpevolezza dell'agente e l'imputabilità del fatto lesivo. Al ricorrere di ogni requisito legale, spetterà sempre al giudice quantificare l'ammontare dovuto, considerato che l'art. 2059 c.c. legittima il danneggiato a pretendere il risarcimento delle conseguenze negative, anche di tipo non patrimoniale.
- La responsabilità per danni cagionati da cose in custodia: L’art. 2051 c.c. stabilisce in maniera chiara che “ciascuno è responsabile del danno cagionato dalle cose che ha in custodia, salvo che provi il caso fortuito”, pone quindi un presupposto e cioè che il danno sia prodotto dalle cose. Ne deriva che per applicare la norma al caso concreto e quindi applicare la presunzione di responsabilità che la norma comporta per il custode è richiesto che il danno sia prodotto dalla cosa stessa o perché la cosa la medesima sia suscettibile, per la sua natura intrinseca, di produrlo o perché in essa siano insorti agenti dannosi anche se provocati da elementi provenienti dall’estero
- Per quale motivo il fatto illecito deve riguardare condotte esclusivamente commissive e non omissive: Perché la condotta omissiva violerebbe una regola (es. norma o contratto); la quale di per sé configurerebbe una situazione di responsabilità contrattuale e non extracontrattuale.