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La Riserva di Legge in Diritto Amministrativo Italiano: Tipi, Limiti, Procedura, Appunti di Diritto Pubblico

Una dettagliata analisi della riserva di legge in diritto amministrativo italiano. Esplora i tre tipi di riserva (assoluta, relativa, rinforzata), i limiti alla legge e i procedimenti legislativi. Inoltre, illustra le leggi rinforzate, leggi atipiche e atti aventi forza di legge come decreto-legge, referendum abrogativo e regolamenti.

Tipologia: Appunti

2019/2020

Caricato il 26/10/2021

andrea-sportelli
andrea-sportelli 🇮🇹

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Cosa accade quando una regola posta non sia conforme ad altra regola che poneva le condizioni per porre
quell’altra regola?
Regole per fare altre regole (Costituzione stabilisce come fare una legge)
Siamo di fronte ad una norma invalida perché va contro un’altra regola.
Invalidità è diverso che inefficace: Una norma può essere valida ma inefficace o viceversa
Es. Legge che stabilisce che dal 01/01/2089 gli esami universitari saranno valutati in centesimi piuttosto che
trentesimi Valida ma ancora inefficace.
Es. Norma che discrimina Efficace ma non valida (Norma anticostituzionale)
Il diritto oggettivo (Obiettivo primo dell’ordinamento) è dettato di norme comportamentali. È lecito, non è
lecito, possibile non è possibile ecc.
Queste regole devono essere comunicate e divulgate. Il loro messaggio è espresso tramite il linguaggio.
Il linguaggio nel diritto varia tra varia tra linguaggio “comune” e linguaggio “tecnico” e può cambiare in base
ai contesti. Nel diritto sono espresse tramite disposizioni (Testo scritto) che attraverso un’interpretazione
ne assegniamo un senso.
La NORMA GIURIDICA e il significato che ricaviamo dal testo scritto.
Il diritto ci dà delle tecniche per interpretare una disposizione giuridica e si chiamano
Tecniche ermeneutiche:
1) Interpretazione letterale: È palese il senso del significato dalle parole. Prendo atto di quanto
scritto mettendo insieme le parole
2) Interpretazione secondo l’intenzione del legislatore: Cosa voleva il legislatore nel momento in
cui ha disposto la disposizione
3) Interpretazione correttiva: (+frequente) Adottano il testo scritto della disposizione
ricavandone una norma che si adatta al caso concreto
Qualunque testo normativo ambisce a perdurare nel tempo. Moltissime leggi generate molti anni fa
sarebbero inefficienti se non considerassimo l’ultima tecnica ermeneutica e soffermandosi esclusivamente
alle prime 2 tecniche, ecco perché analizziamo più a fondo la 3 tecnica di interpretazione.
3 Tipi di interpretazione correttiva:
a) SISTEMATICA: (una disposizione alla luce del contesto normativo in cui è inserita,
abbinandola ad un'altra norma) Leggo la disposizione alla luce del contesto in cui quella
disposizione è inserita. La stessa disposizione posso leggerla oggi in un modo diverso
rispetto al momento in cui è stata generata
b) EVOLUTIVA: Mutamenti sociali, tecnologici, ecc. mi portano a mutare la disposizione in
modo da tutelare la condotta che avevano in mente i costituenti della disposizione
stessa, ma anche quella dei legislatori in corso
c) ADEGUATRICE: Quando interpreto una disposizione devo ricavarmi una disposizione
che sia conforme alla norma di grado superiore (Costituzione Legge Regolamento
Governativo Così Via) (Es. La Gelmini aveva fatto una legge che prevedeva che il
corso universitario fosse svolto in lingua straniera. La Corte costituzionale non ha
dichiarato tale norma anticostituzionale, anche se ne aveva tutte le possibilità, ma la
adeguata con quella attuale, dichiarando che gli atenei possono effettuare corsi in
lingua straniera in aggiunta e parallelamente al corso in italiano)
Adesso ci occuperemo di un altro modo per qualificare l’interpretazione.
Adesso la qualifichiamo in base al soggetto che interpreta la disposizione:
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Cosa accade quando una regola posta non sia conforme ad altra regola che poneva le condizioni per porre quell’altra regola? Regole per fare altre regole (Costituzione stabilisce come fare una legge) Siamo di fronte ad una norma invalida perché va contro un’altra regola. Invalidità è diverso che inefficace: Una norma può essere valida ma inefficace o viceversa Es. Legge che stabilisce che dal 01/01/2089 gli esami universitari saranno valutati in centesimi piuttosto che trentesimi  Valida ma ancora inefficace. Es. Norma che discrimina  Efficace ma non valida (Norma anticostituzionale) Il diritto oggettivo (Obiettivo primo dell’ordinamento) è dettato di norme comportamentali. È lecito, non è lecito, possibile non è possibile ecc. Queste regole devono essere comunicate e divulgate. Il loro messaggio è espresso tramite il linguaggio. Il linguaggio nel diritto varia tra varia tra linguaggio “comune” e linguaggio “tecnico” e può cambiare in base ai contesti. Nel diritto sono espresse tramite disposizioni (Testo scritto) che attraverso un’interpretazione ne assegniamo un senso. La NORMA GIURIDICA e il significato che ricaviamo dal testo scritto. Il diritto ci dà delle tecniche per interpretare una disposizione giuridica e si chiamano Tecniche ermeneutiche:

  1. Interpretazione letterale: È palese il senso del significato dalle parole. Prendo atto di quanto scritto mettendo insieme le parole
  2. Interpretazione secondo l’intenzione del legislatore: Cosa voleva il legislatore nel momento in cui ha disposto la disposizione
  3. Interpretazione correttiva: (+frequente) Adottano il testo scritto della disposizione ricavandone una norma che si adatta al caso concreto Qualunque testo normativo ambisce a perdurare nel tempo. Moltissime leggi generate molti anni fa sarebbero inefficienti se non considerassimo l’ultima tecnica ermeneutica e soffermandosi esclusivamente alle prime 2 tecniche, ecco perché analizziamo più a fondo la 3 tecnica di interpretazione. 3 Tipi di interpretazione correttiva: a) SISTEMATICA : (una disposizione alla luce del contesto normativo in cui è inserita, abbinandola ad un'altra norma) Leggo la disposizione alla luce del contesto in cui quella disposizione è inserita. La stessa disposizione posso leggerla oggi in un modo diverso rispetto al momento in cui è stata generata b) EVOLUTIVA : Mutamenti sociali, tecnologici, ecc. mi portano a mutare la disposizione in modo da tutelare la condotta che avevano in mente i costituenti della disposizione stessa, ma anche quella dei legislatori in corso c) ADEGUATRICE : Quando interpreto una disposizione devo ricavarmi una disposizione che sia conforme alla norma di grado superiore (Costituzione  Legge  Regolamento Governativo  Così Via) (Es. La Gelmini aveva fatto una legge che prevedeva che il corso universitario fosse svolto in lingua straniera. La Corte costituzionale non ha dichiarato tale norma anticostituzionale, anche se ne aveva tutte le possibilità, ma la adeguata con quella attuale, dichiarando che gli atenei possono effettuare corsi in lingua straniera in aggiunta e parallelamente al corso in italiano) Adesso ci occuperemo di un altro modo per qualificare l’interpretazione. Adesso la qualifichiamo in base al soggetto che interpreta la disposizione:
  1. INTERPRETAZIONE PRIVATA: Chiunque di noi ha a che fare con una disposizione deve interpretarla. Solitamente è una proposta d’interpretazione. L’interpretazione privata si divide in: a) Interpretazione della dottrina: I giuristi (Operatori/Saggi del diritto) propongono un’interpretazione della disposizione attraverso libri, saggi, enunciati ecc. b) Interpretazione dell’avvocato: Quando l’avvocato difende un suo assistito interpretando una legge
  2. INTERPRTAZIONE UFFICIALE: Quella resa dai pubblici poteri e si divide in a) Interpretazione Pubblica amministrazione: Attraverso FAQ e DPCM b) Interpretazione Giudiziaria: Quella che pone fina ad una diatriba c) Interpretazione Autentica: Il legislatore che ha posto la norma adotta una nuova norma intento a interpretare la norma indetta che probabilmente non era “chiara” Ordinamento  Norme giuridiche  Regolano condotte  Disposizione  Norme giuridiche che regolano condotte. Non tutte le regole giuridiche previste da un determinato ordinamento sono nome giuridiche: NORME è diverso da REGOLE. Quali sono le regole giuridiche non normative? Una sentenza per esempio. Un Giudice che condanna a dieci anni un soggetto, è una regola che pone un comportamento, ma non è regola normativa. Le Norme Giuridiche sono quelle i cui significati ricaviamo dalle disposizioni. Ma quando una regola è norma giuridica? Per far sì che una regola sia anche una norma deve avere delle condizioni:
  3. Generalità della norma giuridica : la condotta che quella norma esprime deve essere rivolta a più destinatari, oppure c’è impossibilità di individuare a priori una persona fisica
  4. Astrattezza : Siamo di fronte ad una norma giuridica se la regola è strutturata come un ipotesti (Es. Se qualcuno uccide un uomo deve pagare 20 anni di carcere)
  5. Ripetibilità : Comando che può essere ripetuto infinite volte N.B.: Nell’esperienza concreta ormai gli ordinamenti sono volti a considerare norme non necessariamente quei comandi che hanno quelle caratteristiche sopra elencate. Ma che sono prive anche di una di esse, purché sia una decisione dell’ordinamento. Quando succede? Quando quella norma la ricaviamo da un atto o un fatto che l’ordinamento giuridico reputa capace di produrre norme giuridiche. Quindi è norma giuridica, tutto ciò che proviene da una fonte del diritto (Es. Legge) (Es. Indulto: Tizio, Caio e Sempronio non devono pagare tre anni ecc.  Norma giuridica senza rispettare la prima caratteristica) 17/03/ Oggi vedremo qual è il criterio che ordina questo sistema delle fonti. Quando abbiamo parlato della coerenza dell’ordinamento abbiamo utilizzato dei criteri per risolvere i contrasti che esistono tra le norme. Questi Criteri li utilizziamo perché c’è un ordine tra le fonti del diritto che pongono le norme giuridiche.

Se per la legge 508 io ho il Codice penale del 42’ che la regolamenta e una legge dello stato oggi che vuole modificare quella legge, in questo caso applico il livello gerarchico, ma sono due fonti dello stesso livello, quale prevale? In base alla forza attiva e passiva della legge vince la più recente. Se io invece ho Codice penale del 42’ e una legge regionale che intende modificare quella legge, se la legge regionale non ha la competenza di intervenire in quell’ambito non può modificarla. La competenza deve essere stabilita da una fonte superiore. È la costituzione che regolamenta le varie competenze. Non è un criterio logico. Dobbiamo parlare di due Istituti che hanno un forte impatto sull’organizzazione del sistema delle fonti e tra i suoi rapporti: Riserva di Legge – Principio di Legalità (Possono essere tenuti separati da un punto di vista teorico, ma realisticamente posso avere un margine di sovrapposizione) RISERVA DI LEGGE : Parliamo di un istituto secondo il quale la costituzione attribuisce alla legge il compito di disciplinare una determinata materia. Da questo punto di vista la riserva di legge è un particolare tipo di riserva di competenza. Quando la costituzione attribuisce alla legge una determinata competenza siamo quindi di fronte alla RISERVA DI LEGGE. Istituto tipico della costituzione rigida. In costituzione flessibile non funziona perché una legge successive potrebbe sostituire la competenza. Distinguiamo 3 tipi di riserva di legge: Riserva di legge assoluta/relativa/rinforzata. A) Riserva di legge assoluta : Quando la costituzione vuole che un’intera disciplina di una determinata materia sia rimessa alla legge. Ed esclude da quell’ambito fonti di livello secondario. Salvo quelli che chiamiamo i Regolamenti di stretta esecuzione. B) Riserva di legge relativa: Quando la costituzione vuole che un’intera disciplina di una determinata materia sia rimessa alla legge ma non esclude fonti secondaria. P.S. Spetta all’interprete distinguere assoluta e relativa. E osserviamo due criteri per distinguerle:

  1. MATERIA: Possiamo guardare l’ambito di disciplina riservato dalla legge. Riserva assoluta su diritti sulla libertà. Possibilità di riserva relativa su diritti diversi dai diritti sulla libertà.
  2. LINGUAGGIO: Espresso esplicitamente. Si può affiancare a questi due criteri (Solo per individuare riserva legale assoluta):
  3. RISERVA DI GIURISDIZIONE: Quando la costituzione stabilisce che la competenza da adottare ad alcuni provvedimenti è a capo dell’attività giudiziaria (Ulteriore conferma che siamo di fronte ad una riserva di legge assoluta. A) Riserva di legge rinforzata: La riserva di legge rinforzata può essere sia assoluta che relativa. Quando la costituzione non solo stabilisce che deve intervenire il legislatore ma stabilisce anche quali sono i fini della disciplina legislativa e i modi d’intervento. Qual è la ragione dell’esistenza delle riserve di legge? La ragione sta nella natura del parlamento, la riserva di legge, fa sì che i limiti che vengono posti in quell’ambito materiale siano voluti in qualche modo dal popolo attraverso appunto il parlamento. La tutela dei diritti delle minoranze. La legge è adottata dal parlamento dove ci sono le minoranze e secondo un processo pubblico. C’è una responsabilità pubblica dei soggetti che propongono una norma. I regolamenti non c’è un processo pubblico, noi lo scopriamo solo alla fine e quindi è meno garantistico rispetto al volere popolare.

Negli ambiti coperti dalla riserva di legge appunto dovrebbe intervenire esclusivamente il parlamento. Il governo però può adottare atti aventi forza di legge. DECRETI LEGGE E DECRETI LEGISLATIVI. Questi atti possono intervenire in ambiti coperti da riserva di legge? Si, possono intervenire perché comunque c’è un controllo parlamentare. Cosa diversa ancora è quando la costituzione pone espressamente una Riserva di legge formale. Art.81 Cost. è espressamente stabilito che le camere approvano ogni anno il bilancio dello stato con legge. Questo è tipico esempio di Riserva di legge formale. Il bilancio è presentato dal governo ed è impensabile che il governo, senza l’aiuto di un parlamento, possa confermare di aver svolto il proprio lavoro in maniera corretta. Riserva di legge formale : Quando dalla costituzione si deduce la necessita che ci sia un’alterità tra il soggetto controllante e soggetto controllato. Quindi se c’è riserva di legge formale deve sempre e comunque intervenire la legge. La RISERVA DI LEGGE è espressamente prevista nella costituzione Principio di legalità: Il principio di legalità e tipico dello stato di diritto e implica la volontà di porre dei limiti al potere esecutivo. Il governo non può adottare un potere concreto se prima non gli è stato conferito, attraverso una norma giuridica, che attribuisce appunto quel potere. La concessione tradizionale del principio della legalità vuole che la norma giuridica che attribuisce un potere sia una norma di legge. Questo sempre per distinguere PARLAMENTO – GOVERNO. In realtà stiamo di fronte al rispetto del principio di legalità anche quanto l’attribuzione del potere provenga anche da una norma espressa a livello secondario. Torniamo alla concessione tradizionale; a seconda di come è il contenuto della norma di legge possiamo splittare:

  • Principio di legalità formale : Quando è sufficiente che la norma di legge preveda il potere
  • Principio di legalità sostanziale : Quando la norma di legge non solo deve attribuire il potere ma deve anche descrivere criteri e modalità per l’esercizio di quel potere. Nel nostro ordinamento non esiste alcuna norma costituzionale che espressamente affermi il principio di legalità e, ciò nonostante, è un principio che vale nel nostro ordinamento perché tipico stato di diritto. Il potere è regolato da norma giuridica. Che rapporto c’è con la riserva di legge? La regola è che prevale la riserva di legge. Se in un determinato non c’è riserva di legge in quell’ambito vale il principiò di legalità formale in posizione residuale. Il principio di legalità sostanziale invece lo possiamo richiedere soltanto se ciò e deducibile dalla costituzione. Lezione 26/03/ Abbiamo parlato delle fonti del diritto che il sistema delle fonti normative si organizza in livelli e abbiamo anche già accennato al fatto di come in realtà dell’avvento della costituzione rigida e gli ambiti di competenza abbia disarticolato il sistema delle fonti che ora si avvale anche del livello di competenza. Oggi parleremo del primo livello delle fonti normative. Livello costituzionale. La costituzione è un atto politico, atto di volontà del popolo che intende, attraverso la costituzione, costituire un nuovo ordinamento.

Seconda caratteristica essenziale : Partecipazione del popolo al governo dello stato (Stretto collegamento Art.1) L’unico limite è quello presentato ma, la giurisprudenza della Corte costituzionale però ha stabilito che esistono ulteriori principi supremi che non sono modificabili nel loro contenuto essenziale. Possiamo fare qualche esempio di principio supremo, inteso dalla corte come principio supremo:

  • Il diritto alla vita
  • Il diritto di difesa
  • La laicità dello Stato Ecco questi sono valori che non potrebbero essere modificati neppure con il procedimento di modifica. Attenzione: quello che non è modificabile è il nucleo essenziale/fondamentale. L’art. 138 regola il procedimento di revisione costituzionale. Stabilisce che le leggi di revisione e le altre leggi costituzionale sono approvate con una doppia deliberazione da parte di ciascuna camera con una distanza non inferiore a tre mesi. Doppia deliberazione : Ciascuna camera deve approvare due volte.
  • Primo problema: Non si capisce se la doppia deliberazione se deve essere consecutiva o alternativa. (Camera-Camera-Senato-Senato o Camera-Senato-Camera-Senato)

Art 138: Prima deliberazione: maggioranza semplice (Non specificato nell’articolo). In seconda deliberazione maggioranza qualificata o almeno maggioranza assoluta per ciascuna camera. (Specificato) Piccola Parentesi :

  • Maggioranza semplice: Cioè con la metà più uno dei deputati presenti in aula
  • Maggioranza assoluta: Metà più uno dei componenti (non dei presenti) della camera in questione.
  • Maggioranza qualificata: 2/3 dei componenti In seconda deliberazione tre ipotesi: In caso di maggioranza qualificata: Entra in vigore In caso di maggioranza assoluta: In questo caso si procede alla pubblicazione anomala in gazzetta ufficiale. Perché anomala? Perché con questa pubblicazione non si determina l’entrata in vigore della legge ma semplicemente la decorrenza di tre mesi di tempo perché o 1/5 di compenti di ciascuna camera o 5 consigli regionali o 500 mila elettori possano fare richiesta di Referendum costituzionale. Se non viene richiesto il referendum, la legge è approvata. La caratteristica del referendum costituzionale è che esiste un solo QUORUM. (es. se andiamo a votare in 10 sarebbe comunque valido vincendo con 6 persone) Il referendum costituzionale è una maniera oppositiva per fermare una legge che modifica la costituzione. In caso di maggioranza semplice: Non è approvata Questo procedimento vale anche per le altre leggi costituzionali. Come distinguo queste leggi di revisione o altre leggi? Per alcuni orientamenti è la stessa cosa, secondo un altro orientamento in realtà siamo di fronte a due tipi di leggi diversi per il contenuto. Quelle di Revisione: vogliono modificare il testo della costituzione Le altre leggi: integrano un testo o un articolo. All’interno della stessa costituzione possiamo trovare appunto una disarticolazione per livelli: 1 Livello : Esistono dei principi supremi che sono appunto superiori alle altre norme costituzionali. Perché anche una legge di revisione come abbiamo visto non riesce a modificare queste leggi. 2 Livello: Il testo della costituzione che non esprime principi fondamentali. 3 Livello: Le altre leggi costituzionali (Quelli che integrano o derogano il testo della costituzione) 4 Livello : Testi che hanno una competenza limitata

5 Livello : Si è verificato nella prassi, leggi provvedimento di natura costituzionale. Una tantum. 31/03/

Livello primario delle fonti normative

1- La legge parlamentare:

Breve intro: La nostra costituzione ha introdotto una pluralità delle fonti. Nel fare questo ha affiancato alle leggi del parlamento una serie di atti che possiamo ricondurre a livello primario. Decreto-legge, Decreto legislativo, Regolamenti Parlamentari/Regionali/Corte costituzionale. Primario affiancati alla legge significa che sono subordinati soltanto alla costituzione. C’è il fenomeno della pluralizza zione delle fonti normative primarie perché la costituzione prevede alcune leggi ordinarie formali rinforzate e atipiche. Cioè leggi che sono approvate secondo un procedimento che presenta degli aspetti pecuniali alla legge (Rinforzate) Oppure leggi approvate dal parlamento che sono delimitiate dalla costituzione (atipiche) Procedimento legislativo: Procedimento costituzione di una legge. Si struttura in tre Fasi diverse:

  1. Iniziativa
  2. Istruttoria e deliberativa
  3. Integrativa dell’efficacia Iniziativa : Regolata dall’art.71 Cost. Un disegno di legge può essere presentato dal Governo, Popolo (50 Mila elettori), Consigli Reginali, Ciascun parlamentare, CNEL, Tutti gli altri organi o enti che leggi costituzionale attribuiscono. Ovviamente è più probabile che un disegno di legge presentato da un governo sia approvato, vista la maggioranza in parlamento, rispetto a un disegno di legge presentato dal singolo parlamentare. Parità formale: L’iniziativa è comunque allo stello livello tra i vari soggetti addetti all’iniziativa legislativa. Sostanziale: L’iniziativa proposta dalla maggioranza del parlamento (Governo) è più probabile che sia approvata. Come viene presentato un disegno di legge? Testo scritto redatto in articoli + relazione illustrativa del disegno di legge. Istruttoria e deliberativa: Una volta presentato il disegno di legge verrà assegnato, dal presidente della camera e del senato, alla commissione competente per materia. Tale commissione è composta dai parlamentari e corrisponde in maniera proporzionale alle % di composizione per fazione del parlamento. (Es Parlamento=60% M5S 30%PD 10%FI  Commissione=60%M5S 30%PD 10%FI) Ogni disegno di legge se non viene approvato durante la legislatura, decade. A questa regola però c’è un’eccezione: (cioè non decadono, ma continuano con l’iter)
  • Disegni di legge popolari.
  • Disegni di legge rinviati dal presidente della Repubblica
  • Le leggi di conversione dei decreti-legge Dopo l’assegnazione della presidenza parlamentare all’eventuale commissione la legge può seguire tre strade:
  1. Ordinaria: In commissione si esamina il disegno di legge, si fanno proposta di modifica, si discute viene votata, viene approvata, quindi si modifica questo disegno di legge ad un testo. La commissione ha finito, comunica al presidente dell’assembla che poi porterà all’esame in aula, che a sua volta verrà riesaminata e ogni parlamentare potrà proporre qualche modifica, attraverso emendamenti (proposte di modifica disegni di legge). A questo punto deciso tutto si mette ai voti il testo definitivo. Se esso è approvato a maggioranza semplice, abbiamo la prima approvazione da parte della Camera dei deputati. Spesso accada che su una materia esistono diversi disegni di legge, che sono presentati alla commissione che scegli il testo basso nel quale confluiranno i vari disegni di legge. Procedimenti speciali (sede Deliberante – sede Redigente)
  2. In sede Deliberante : Fa tutto la commissione. Esamina, modifica e approva il disegno di legge, come se fosse la camera. A questo punto verrà trasmessa all’altra camera che non dovrà per forza questa procedura, ma potrà scegliere quella ordinaria o l’altra Speciale
  3. In sede Redigente : Prevede che la commissione approvi ed esamini/modifica il testo degli articoli, all’aula è rimessa soltanto la votazione finale (Quini non può modificare il disegno di legge)

1- Il decreto-legge e decreto legislativo. Atti governativi aventi forza di legge (paragonati alla legge)

emanati (non promulgati) dal presidente della Repubblica. Altri atti avente forza di legge sono: Referendum abrogativo, regolamenti parlamentari e regolamenti presidenza della Repubblica e i regolamenti della Corte costituzionale.

2- Il decreto Legislativo: Il governo non può senza autorizzazione del Parlamento emanare decreti forza di

legge se non previa delegazione dalle camere. Il governo può adottare un decreto legislativo soltanto se prima è stata approvata dalle camere una legge delega che autorizzi con un determinato contenuto che vedremo tra poco. Cosa deve contenere? Il contenuto minimo essenziale della legge di delega: a) L’oggetto definito: L’ambito su cui il governo dovrà adottare un decreto legislativo b) Il tempo limitato: Il tempo entro il quale il governo può adottare quel decreto c) I principi e criteri direttivi: ovvero come regolamentare quella delega. Dei criteri di regolamentazione Perché si fa il decreto legislativo? Perché il governo si rende conto che si deve disciplinare o modificare una determinata materia, ma essendo tecnicamente complessa, ritiene che sarebbe difficile giungere ad una conclusione seguendo il procedimento legislativo ordinario. La legge di delega deve essere necessariamente approvata con procedimento regolare. Attenzione: Con la legge delega si trasferisce al Governo l’esercizio della funzione legislativa, non la funzione legislativa. E tale delega può essere rimossa in qualsiasi momento dal Parlamento *. Il Parlamento rimane titolare della funzione legislativa. Il parlamento può revocare tale funzione al governo con: a) *Revoca esplicita della delega. b) Revoca implicita: nel caso in cui il Parlamento si decide a promulgare leggi relative alle materie per cui era stato delegato il governo. Quindi il governo è sollevato dall’incarico indirettamente Che rapporto c’è tra la legge delega e il decreto legislativo? Gli atti aventi forza di legge, come il decreto-legge, hanno la stessa forza della legge, quindi, potrebbe abrogare una legge delega in quanto successiva? In realtà ovviamente non è così. Non è così perché il DL assume il valore di legge grazie all’ART.76 COST. che stabilisce che il Parlamento può trasferire con legge delega la funzione legislativa al governo. Questo significa che il DL deve rispettare il contenuto minimo essenziale della legge delega. Quindi se un DL viola la legge delega o un contenuto minimo essenziale (come il tempo) è come se violasse la costituzione. La legge di delega è una norma interposta tra costituzione e DL. La legge di delega, in quanto legge approvata dal parlamento, potrebbe avere un contenuto extra oltre ai contenuti minimi essenziali. Questo contenuto ulteriore lo possiamo distinguere secondo due contenuti:

  1. Disposizione che disciplinano direttamente la materia che è stata assegnata al governo. Questo tipo di disposizione non condiziona il DL, perché è una regola direttamente efficacie sulla materia.
  2. Il parlamento potrebbe invece nel caso in 2, applicare norme, che tendono a vincolare l’esercizio della funzione legislativa al Governo. (Per esempio, il Parlamento può chiedere al governo di presentare lo schema del DL, che presenterà alla commissiona adatta per quella materia, che il suo parere sarà vincolante per il Governo e condizionano la validità del DL) 2 Ulteriori aspetti relativi al Dl:
  3. È possibile il così detto esercizio frazionato della delega. Il governo può adottare 1 o più Decreti Legislativi con una sola delega. Se il contesto su cui lavorare è ampio, materia complessa. La ragione politica sta nel fatto che procedo per blocchi per far sì che li dove ci sono contestazione politiche ci lavoriamo più a fondo.
  4. Decreti legislativi integrativi e correttivi : Accade spesso che il parlamento dice al governo adotta un Dl su una determinata materia entro il 30/06/2022 Dopodiché il parlamento stabilisce che il governo entro il 30/06/2023 può adottare ulteriori DL integrativi e correttivi. DECRETO LEGGE: Art.77 della nostra costituzione stabilisce che il governo può in casi straordinari in casi di necessita o urgenza può applicare provvedimenti provvisori con forza di legge, A differenza del D. Legislativo, con cui il governo ha bisogno di una delega per esercitare il potere legislativo, implica un’auto assunzione di adottare un decreto-legge. L’Art.77 prevede comunque che il decreto-legge deve essere presentato alle camere che si riuniscono entro 5 gg, per essere convertito in legge entro 60 giorni, pena la perdita dell’efficacia del decreto-legge sin dall’inizio.

Anche qui abbiamo una coppia di atti collegati, ma nel Decreto legislativo c’è prima il parlamento con una legge delega e poi l’intervento del governo, nel decreto-legge invece c’è prima il governo e successivamente le camere. Le camere possono comunque non convertire il decreto-legge, però possono contestualmente stabilire una legge che regoli l’urgenza o lo stato di necessità analizzato dal decreto-legge, approvando solo alcune regole del decreto-legge. Esempio: Se c’è un decreto-legge per uno stato di necessità, dove non puoi uscire di casa pena una multa, nel caso in cui esci e prendi la multa se il decreto-legge non viene convertito in legge decade il decreto insieme alla multa. In questo caso è possibile che si trasformi in legge solo una parte del decreto-legge. Se il decreto-legge non viene convertito viene meno l’atto formativo. Le caratteristiche del decreto-legge:

  1. Provvisorietà e precarietà : il decreto -legge è un atto destinato a durare 60 giorni, è provvisorio. Ed è anche precario, perché se entro quei 60 giorni non diventa legge, perde la sua efficacia anche in quei 60 giorni. Ù
  2. Il decreto-legge non ha forza di abrogazione , ma solo sospensiva di una determinata regola legislativa. È la legge convertita dal decreto-legge, che semmai ha la forza di abrogazione. Problema Decreto-legge: “Casi di necessità e urgenza” questa clausola può essere interpretata in due modi. a) Soggettivamente tale: Ciò che il governo ritiene tale b) Oggettivamente tale: aldilà dell’opinione è evidente che si tratta di un caso straordinario. (Preferita) In base alla costituzione, dunque il ricorso ai decreti-legge dovrebbe essere occasionale e sporadico, per mantenersi nei limiti della eccezionalità-straordinarietà. (Evitare decreti come quelli nel periodo fascista.) La reiterazione del decreto-legge: Attenzione se il decreto-legge è caduto, il governo non lo può ripresentare Attenzione la pronuncia che colpisce la reiterazione del decreto-legge, non impedisce al governo di produrre decreti- legge nuovi. La corte può allo stesso tempo indicare le condizioni perché la reiterazione possa considerarsi legittima: a) Diversità sostanziale dei contenuti normativi b) Presupposti giustificativi nuovi e sopravvenuti di natura straordinaria. Nonostante questo, per la Corte resta un fardello dichiarare se “il caso di necessità e urgenza” è considerata soggettivamente o oggettivamente tale. Se il governo adotta un decreto-legge che viene convertito dal parlamento, ma è evidente che non c’erano i presupposti per adottare il decreto-legge, io posso dichiarare la legge di conversione (Legge che converte il decreto- legge in legge) anticostituzionale. 16/04/ La volta scorsa eravamo rimasti con il problema dei problemi dei decreti-legge. L’esistenza o meno dei presupposti di necessita e urgenza. Problema quasi irrisolvibile perché l’interpretazione finisce per essere quasi sempre soggettivo. La corte solo in caso in cui il caso è evidente, che dichiara l’anticostituzionalità. Fare questo è comunque difficilissimo. La corte l’ha fatto soltanto in due occasioni ed è riuscita ad arrivare questo facendo leva sulla disomogeneità del decreto-legge Cosa accade nella prassi? Con un unico decreto-legge si adottano varie misure. Decreti-legge omnibus (contenuto disparato). La Corte costituzionale, quindi, è arrivata a dichiarare l’anticostituzionalità proprio facendo leva su questa disparita di argomentazione trattate. (Una volta il governo doveva occuparsi del Bilancio dei comuni in crisi, nel decreto-legge trattò un punto che diceva che un sindaco poteva essere nominato tale anche se era stato condannato per peculato, la Corte costituzionale dichiarò l’anticostituzionalità: il tema relativo al sindaco non era urgente e non c’entrava nulla con l’obiettivo primario) ( Disomogeneità del decreto ) Abusi in sede di Legge di conversione : il decreto-legge deve essere convertito entro 60 giorni. Questo strumento, nelle mani del governo, è diventato uno strumento per fare politica. Il governo sa che si deve convertire necessariamente entro 60 giorni, quindi il governo ha abusato di quest’opzione, a differenza dell’iter legislativo ordinario che, per una proposta di legge si sa quando inizia ma non si sa quando finisce e quindi quando effettivamente diventerà legge.

ABROGARE non è ANNULLARE. L’abrogazione determina la delimitazione dell’efficacia dell’atto. Quindi l’atto è grado di giudicare e analizzare un fatto accaduto prima dell’abrogazione. Abrogare vuol dire anche disporre diversamente. Attenzione abrogare una legge significa che ne sto creando un’altra. Che significa? Che se dico che in un ristorante non si può fumare, abrogando stiamo dicendo che nel ristorante si può fumare. Se io elimino quel divieto, sto disponendo diversamente in relazione di una condotta. (Piccola parentesi: Forza di legge: capacità di prendere il posto della legge. Valore di legge: capacità di essere sottoposta allo stesso regime giuridico della legge (Controllo da parte della Corte)) Capire la differenza tra abrogare e annullare ci fa capire l’eccezionalità che vuole dare la costituzione al Referendum abrogativo. Invece c’è stato, anche qui, un abuso nella nostra storia, riguardo al Referendum:

  • Quantitativo: un numero elevato di Referendum. Da un certo punto in poi sistematicamente non si raggiungeva il Quorum partecipativo. Pian piano, visto il gran numero di seggi, gli elettori perdevano fiducia nel diritto al voto.
  • Modo in cui viene formulato il quesito referendario ( La tecnica del ritaglio ): Si puntava ad abrogare le parole (ritaglio) del quesito di legge. Es. è vietato fumare sigarette ma è concesso fumare la pipa. Se lascio in piedi “Vietato fumare la pipa” ho cambiato sostanzialmente il senso della frase. La corte ha abrogato questa tecnica, l’ha lasciata soltanto nel caso in cui nel ritaglio si lascia una norma che esprime il concetto della norma espressa in fase di iniziativa del legislatore. (Es. “è vietato fumare nei luoghi pubblici, ma non ne l’aperto” se ritaglio “ma non ne l’aperto” non sto propendo una modifica, ma un’estensione di una regola compressa. In questo caso è concesso)
  • Un’altra regola che ha indetto la corte per limitare l’abuso del referendum è l’omogeneità del quesito referendario. La corte ha detto che il quesito deve avere un solo quesito. L’elettore deve rispondere con un sì o un no ad un quesito singolo (Es. Non è consentito “Vuoi abolire la legge 109 e la legge 112?” non è consentito. Potrei essere d’accordo su una e non sull’altra) Una volta che un referendum ha abrogato una legge, il parlamento potrebbe reintrodurla? La corte ha detto che ripristinare la stessa legge sarebbe incostituzionale. Le cose si complicano se passa molto tempo. Se passa molto tempo o un mutamento politico o contesto sociale potrebbe non essere anticostituzionale riproporre la stessa legge. Il corpo elettorale potrebbe cambiare ecc. La legge del 70’ prevede che può stabilire che l’effetto abrogativo di un referendum sia posticipato di un massimo di 60 giorni. La logica: evitare il vuoto normativo e permettere al legislatore di trattare le contro misure in virtù della volontà popolare. Regolamenti Organi Costituzionali: Sono organi Costituzionali, parlamento, presidente e Corte, ai quale la costituzione garantisce dipendenza reciproca e autonomia. I regolamenti di tali organi, quindi, possono essere considerati degli atti normativi che sono volti a garantire autonomia e indipendenza di questi organi dagli altri organi costituzionali. Il primo caso di atto normativo che ha questa caratteristica è:

1- Regolamenti parlamentari , o meglio ancora regolamenti di ciascuna camera: Ciascuna camera

approva un regolamento a maggioranza assoluta. Quindi sono atti che vengono prodotti dallo stesso organo che fa le leggi. Ma qual è a differenza? Prima differenza: Un regolamento può essere approvato, a differenza della legge da una sola camera.

Seconda differenza: Devono essere approvati a maggioranza assoluta. (per legge basta la maggioranza semplice. Cosa prevede la Costituzione sui regolamenti parlamentari? Hanno il compito di regolare il funzionamento di ciascuna camera e dettare le regole del procedimento legislativo. Cosa significa? Che in quell’ambito materiale il regolamento prende il posto della legge, perché è la costituzione che gli attribuisce quel potere e contenuto. Esclude quindi l’intervento in quegli ambiti di altri atti, anche della legge. I regolamenti sono sottoposti solo alla costituzione. Da questo punto di vista ha la forza di legge, perché in quell’ambito detta norme come se fosse legge, nel rispetto della costituzione. Ovviamente questa forza ce l’ha solo in quell’ambito. Con la legge del 1985: La corte ha escluso dal regolamento parlamentare che essa sia sindacabile di fronte alla Corte costituzionale per garantire l’autonomia delle camere stesse. (Molto contestato dalla dottrina ma i regolamenti parlamentari sono espressione dell’autonomia delle camere.)

2- Regolamenti della Corte costituzionale : Affini ai regolamenti parlamentari troviamo i

regolamenti della Corte costituzionale. Espressione dell’autonomia normativa di un organo supremo. A differenza con i Regolamenti Parlamentari risiede nel fatto che il fondamento esplicito dei regolamenti della corte si Rinviene in una legge ordinaria (Legge 87 del 1953). In dottrina si discute molto relativamente al fondamento costituzionale. Tre ipotesi: a. Nella prima ipotesi: La posizione della Corte come organo Costituzionale o supremo dotato per ciò di autonomia costituzionale. b. Nella seconda ipotesi: La combinata posizione della Corte affiancata alla legge 87 del 53’ eleva l’atto normativo in atto normativo primario, non abrogabile, o modificabile neppure da legge ordinaria. c. Nella terza ipotesi: Appare riferibile solo alla disciplina delle “funzioni” della corte. Solo in questo ambito l’eventuale legislazione ordinaria assume valore dispositivo o, se si vuole, suppletivo rispetto alla potestà normativa primaria della Corte. Mente nella parte in cui i regolamenti non riguardano “funzioni”, ma costituzione, struttura e organizzazione sono dotate di “valore” semplicemente normativo, ma non primario o “para-legislativo”

3- Regolamenti del Presidente della Repubblica: Problema più difficile perché sono previsti in

una legge ordinaria. Non c’è quindi appiglio espresso in fonti costituzionali. Quindi l’unico modo di considerare regolamenti aventi atti forza di legge è quello di far leva sulla posizione del Presidente della Repubblica nel nostro ordinamento. Ed è quello che ha detto la Corte in una sentenza; distinguere, al Quirinale, apparati tra uffici e servizi. a. Uffici: sono funzionali all’esercizio del presidente della Repubblica. b. Servizi: la dotazione immobiliare. I regolamenti della Corte dice che i regolamenti relativi al Presidente della Repubblica, relativamente all’organizzazione degli “uffici” hanno fondamenti Costituzionali. E quindi è solo relativo al punto a. che si ha valore primario o “para-legislativo” per garantire l’autonomia e indipendenza costituzionale.

4- Gli statuti e le leggi regionali: sono quelle fonti del diritto che disciplinano le modalità di

organizzazione delle singole regioni (Piccole Costituzioni, per intenderci). Trovano fondamento nelle leggi Costituzionali. Ogni regione ha un parlamento regionale, giunta regionale. La prima norma che ci interessa è l’art.123 della Cost. che stabilisce cosa deve contenere lo statuto. E poi stabilisce un procedimento di approvazione peculiare (Particolare).

A. Da una parte gestiscono i rapporti tra gli stati membri e disciplinano i rapporti tra i soggetti. (Stabiliscono cosa fa il Parlamento europeo, Corte di Giustizia, Funzione della Corte di Giustizia dell’unione europea, ecc.) B. Per un’altra parte disciplinano le fonti del diritto derivato, prevedendo chi può adottarli, con quale procedura e in quali ambiti materiali. Negli ultimi tempi l’Unione Europea ha ampliato i propri orizzonti, oltre che economici, anche sui diritti fondamentali (carta di Nizza: l’intento è quello di garantire i diritti fondamentali anche nell’ambito di competenza dell’Unione Europea. Il diritto derivato: Regolamenti e direttive. Prima cosa: Qual è l’obiettivo del diritto derivato? Ravvicinare le legislazioni nazionali. Prevedere negli ambiti materiali di competenza della UE che o la disciplina è la stessa per ogni stato membro, o quanto meno simile a essa. Ovviamente ci sono dietro sempre motivi economici. Quest’obiettivo è raggiunto con due tipi di fonti:

  • Regolament i: Come se fosse una legge Europea immediatamente applicabile in tutti gli stati membri. Una volta che il regolamento entra in vigore, quella norma è automaticamente in vigore e ogni cittadino deve rispettarla, immediatamente.
  • Direttive : Obbliga gli stati nazionali a raggiungere determinati obiettivi, con modalità a scelta della nazione. (VIA: Valutazione impatto ambientale) Le direttive ovviamente non sono immediatamente applicabili, ma hanno una scadenza. (Devi raggiungere l’obiettivo entro una certa data). Il problema delle direttive è cosa accade se non vengono raggiunti gli obiettivi. Procedimento di infrazione: condanna in termini economici, ma non risolve il problema. In Italia non può mancare l’obiettivo perché molti obiettivi già sono gestiti internamente. Un atto che prevede l’obiettivo intrinseco dell’obiettivo, tuttavia, non può essere modificato se la direttiva è in vigore.
  • Direttive dettagliate : Avviate dai singoli stati membri anche indipendentemente dall’avvenuta esecuzione. Quando optare per ciascuna è una decisione dell’Unione Europea. Come nel nostro ordinamento si è solito dare esecuzione alle direttive. (Il nostro stato è uno degli stati più spesso condannato per la mancata esecuzione delle direttive) Allora il modello che consente al parlamento di dare esecuzione alle direttive europee, questo meccanismo si regge su: Legge europea e legge di delegazione europea Legge europea : Ovviamente non è una legge di matrice europea, ma è una legge approvata dal parlamento. La chiamiamo Legge Europea per convenzione. La legge europea da direttamente esecuzione alle direttive. Il parlamento può approvare in alternativa: Legge delegazione Europea : Il parlamento delega il governo ad attuare un decreto legislativo che dia esecuzione alle direttive europee. Si possono verificare delle antinomie tra normative comunitarie e normative nazionali. Come risolvere quest’antinomie? Se partiamo dal presupposto che le fonti comunitarie, in base alla costituzione, sono fonti primarie, possiamo pensare di utilizzare il criterio cronologico, e quindi la fonte comunitaria essendo successiva nel tempo annullava le nazionali precedenti. La corte di giustizia europea annullo questo criterio di risoluzione di antinomia. Anche viceversa.

La giurisprudenza europea ha delineato il principio della primazia del diritto comunitario. Che deve essere prevalente alla normativa dei singoli stati membri che sia contrastante con la normativa comunitaria. Questo, nel nostro ordinamento, ha portato in una prima fase a ritenere possibile l’utilizzo del meccanismo della questione della legittimità costituzionale. E allora si disse, siccome le fonti comunitarie possono dettare atti primari, le norme interne che siano in contrato con le norme comunitarie è come se violassero l’art.11 della Cost. Questo meccanismo ha stabilito il primato del diritto comunitario indipendente dalla sua entrata in vigore. Nonostante questo, fu comunque bocciato dalla Corte Europea, perché doveva pronunciarsi la Corte costituzionale sulla non costituzionalità delle norme nazionali, ma questo prevedeva un processo e rendeva la norma comunitaria nel frattempo non efficacie. Si è arrivati quindi alla disapplicazione della norma nazionale in contrato con la norma comunitaria. Le norme comunitarie, quindi, sono sempre applicabili nel nostro ordinamento, o trovano dei limiti? Trovano dei limiti. E sono i cosiddetti contro limiti, che non sono altro che i principi supremi del regolamento. Quindi le fonti comunitarie possono derogare la normativa interna, ma non se quella deroga indica il superamento dei principi supremi del regolamento. È un qualcosa che è stata inventata dalle corti italiane e tedesche, proprio per evitare l’abrogazione di tali principi. Negli ultimi anni è capitato che sono stati applicati tali contro limiti, solo una volta (caso Taricco). Prima era solo teoria. Ovviamente c’è quasi sempre compatibilità tra normative comunitarie e normative nazionali. 1- Regolamenti del Governo: Fino ad ‘ora abbiamo studiato le fonti primarie a livello legislativo, equiparate alla legge. Non è l’unico livello di fonti, perché il nostro ordinamento conosce molte fonti che non sono però equiparabili alla legge. Parleremo soltanto dei regolamenti del Governo. In costituzione sono previsti all’Art.87 dove c’è scritto che il presidente della Repubblica li emana. La costituzione non dice null’altro a disciplinari interviene la legge. Dal punto di vista procedurale:

  • Sono deliberati dal Consiglio dei ministri, previo parere del consiglio di stato
  • Emanato dal Presidente della Repubblica
  • Registrato presso la Corte dei conti, che controllerà che non ci siano norme che creano buco di bilancio
  • Pubblicazione in Gazzetta ufficiale.

1 tipo) Regolamento di esecuzione. Si possono dettare norme complementari rispetto al dettato legislativo. Norme interpretative tendenzialmente. Questi regolamenti, in quanto complementari, possono intervenire anche in materia coperta da riserva assoluta di legge. 2 tipo) Regolamento di attuazione e integrazione: Presuppongono una norma legislativa che è di principio, cioè detta delle regole di principio. Possono intervenire anche nelle materie con riserva relativa di legge. 3 tipo) Regolamenti indipendente: Possono essere adottati per disciplinare una materia che non è considerata una disciplina legislativa. 4 tipo) Regolamenti di organizzazione degli uffici pubblici: Del governo o del singolo ministro, si adottano regola di organizzazione dell’ufficio pubblico 5 tipo) Regolamento in delegificazione: 2 sensi:

  1. Deregulation: Tutte quelle volte in cui lo Stato decide di non disciplinare più una determinata materia e lasciare che quell’ambito sia regolamentato da norme spontanee o da altri strumenti
  • Personale : Ci deve essere connessione diretta tra titolare del diritto di voto e il voto stesso. (Devo essere io che voto). Assisitito per quei soggetti che non sono in grado da soli.
  • Uguale : Il mio voto vale come qualunque altro voto.
  • Libero e segreto : Complementari perché la segretezza, garantisce la libertà di voto. La legge ha il compito di delineare i casi di ineligibilità o incompatibilità con la funzione di parlamentare:
  1. Ineligibilità: Istituto volto a impedire che possano essere eletti, alcuni soggetti, perché tali soggetti sono in una posizione tale che possa condizionare il voto. Alcuni casi: Il sindaco di Roma non si può candidare a deputato o senatore. Perché la legge ritiene che un soggetto, quale il sindaco, potrebbe condizionare l’esercizio di diritto al voto. Un magistrato, non può candidarsi.
  2. Incompatibilità: Situazione diversa, cioè l’eletto ricopre una funzione, che si ritiene non si possa cumulare con il mandato parlamentare. Però questa persona può candidarsi, farsi eleggere, ma poi esso dovrà scegliere quale carica rappresentare. Deputato e senatore, non posso essere entrambi. Ineleggibilità sopravvenuta: un deputato si candida Sindaco e viene eletto. A quel punto scatta l’incompatibilità e dovrà scegliere obbligatoriamente. Rivedi bene dal libro come si forma il Parlamento Formula elettorale: Metodo di spartizione dei seggi. Formule maggioritarie e formule proporzionali. a) Maggioritaria: ottiene il seggio il candidato che ottiene un numero maggiore di voti. Maggiority: Maggioranza assoluta per essere eletto Plurality: Molto diffusi. È sufficiente la maggioranza relativa. (Il più votato) b) Proporzionali: distribuisce il seggio in proporzione ai voti. Questa distribuzione può avvenire in base a diversi sistemi di calcolo. Il più utilizzato è così articolato: Abbiamo una suddivisione di circoscrizione. Il numero di voti espressi è la cifra elettorale circoscrizionale. La distribuzione dei seggi rispetta tendenzialmente la proporzione dei voti ottenuta da ciascuna lista elettorale. La circoscrizione decide su dieci leggi. La lista rossa p eletta per quattro seggi. Ma chi viene eletto? 2 sono le modalità:
  3. Si può esprimere la preferenza del candidato relativo alla lista che ho votato.
  4. Liste bloccate: l’elettore non esprime la preferenza ma risulteranno eletti i primi quattro della lista. (Difetto: non consente all’elettore di esprimere una preferenza, questo per evitare la compravendita delle preferenze, maggioranze non coese.) Le leggi elettorali del 2005 la coalizione che otteneva più voti aveva diritto a 240 deputati. Le leggi elettorali del 2015 chi ha ottenuto al 40%dei voti ha diritto al 55% dei voti. Ritenute incostituzionali. Oggi la legge elettorale prevede che 1/3 dei seggi sia alla camera che al senato, sia eletto in base a collegi uninominali ossia maggioritario. Il restante 2/3 dei seggi è invece eletto con formula proporzionale in collegi plurinominali. (Convivenza 2 formule diverse: Maggioritaria e proporzionale) (Tentativo del legislatore: favorire maggioranze coese con la maggioritaria e con la proporzionale garantire la rappresentanza della maggior parte dei partiti politici. Rappresentare quindi la volontà del corpo elettorale). La legge elettorale vigente, come scegliamo per i 2/3 dei seggi, chi è il candidato? La legge elettorale prevede liste bloccate ridotte a poche persone. (Min 2, Max 4) Un’unica scheda elettorale dove troviamo collegi uninominali (Es. Di Maio Zingaretti Salvini)

E poi troveremo i collegi plurinominali (Es. M5S, Lega, ecc.) Voto disgiunto. Se voglio votare la lista per Zingaretti, posso poi votare le liste che supportano Zingaretti. (Per garantire Maggioranze coese). È prevista la pluricandidatura solo in collegi plurinominali (altri cinque seggi). Possono partecipare alla distribuzione dei seggi, quelle liste che hanno raggiunto il 3% a livello nazionale, nelle singole circoscrizioni elettorali. Si possono presentare in coalizione, in quel caso la coalizione deve raggiungere il 10% a livello nazionale. Organizzazione del Parlamento. Vale autorganizzazione. Essere autonomo rispetto agli altri poteri. L’autonomia è garantita dalla Costituzione. Ciò che impone la Costituzione, è che ciascuna camera deve eleggere un presidente ed ufficio di presidenza. a) Presidente d’assemblea : Il primo adempimento che compiono le camere una volta elette. Alla camera è presidente colui che ottiene 2/3 dei voti dei componenti. (2/3 di 630) in prima votazione. Se non si raggiunge il quorum, risulterà eletto chi nella seconda elezione ottiene i 2/3 dei voti. (2/3 dei voti). Se non si ottiene ancora una volta il presidente, risulterà eletto chi otterrà la maggioranza dei voti. Finché non si trova il deputato vincitore. Il più delle volte è la maggioranza è la maggioranza assoluta. Il regolamento del senato prevede un meccanismo diverso. Al senato alla prima votazione risulterà eletto chi ottiene la maggioranza assoluta dei voti (315 senatori, 188 senatori). Alla seconda la maggioranza dei votanti. Al terzo scrutinio si farà il ballottaggio sui due senatori che hanno ottenuto la maggioranza al secondo scrutinio. 1 dei 2 verrà eletto (Se vanno pari, il candidato più anziano). La nomina per il presidente del senato è più rapida perché, Il presidente del Senato è assegnato il ruolo di supplente del Presidente della Repubblica. (In caso di assenza) Quali sono le funzioni del presidente d’assemblea?

  • Rappresentanza dell’organo
  • Direzione Parlamentare
  • Verifica rispetto regolamenti Parlamentari In base a queste funzioni, nel nostro ordinamento, ritiene che il ruolo di presidente, sia un ruolo imparziale. L’ufficio di presidenza ha il compito di coadiuvare il presidente nella direzione dei lavori. È composto da: 1 presidente, 4 vicepresidenti, 3 questori, 8 segretari che hanno funzioni diverse, ma questi soggetti sono eletti dalla camera ma in modo da garantire la rappresentatività di tutti i gruppi all’interno dell’ufficio di presidenza. Ruolo centrale hanno i gruppi parlamentari. Non sono altro che l’unione dei candidati che sono l’appartenenza ad un movimento politico. Tutti i deputati eletti nella lista. Esiste il principio della necessaria appartenenza ad un gruppo. Entro 48 ore per la camera ed entro 72 ore al senato il candidato eletto deve esprimere la propria preferenza, pena assegnazione a gruppo misto. Per formare un gruppo bisogna una consistenza numerica minima. Il gruppo misto raccoglie quei deputati e quei senatori che non hanno espresso la volontà ad appartenere ad un gruppo specifico, oppure quei candidati che non hanno il numero minimo per formare il gruppo. La nostra Costituzione prevede la possibilità di non iscriversi al gruppo parlamentare per cui in fase di elezione sono stato eletto. Facevo parte dei gialli in fase di elezione, in fase di legislatura passo ai rossi, per intenderci. Autonomia parlamentare rispetto al partito. I gruppi designano i componenti delle commissioni parlamentari. Cioè è il gruppo parlamentare del partito democratico quale dei suoi componenti parteciperà a commissione X, commissione Y e commissione Z. Ogni gruppo parlamentare ha un suo capo gruppo. Questi capi gruppo hanno due funzioni molto importanti: a) partecipano alla conferenza dei capi gruppo e decidono il calendario del programma dell’aula. b) Partecipano alle consultazioni con il presidente della Repubblica per la formazione del nuovo governo Ovviamente un decreto-legge viene immediatamente calendarizzato.