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Diritto degli Scambi Internazionali: Introduzione al GATT e all'OMC - Prof. Gulotta, Appunti di Diritto Degli Scambi Internazionali

Appunti lezioni Diritto degli Scambi Internazionali (C.M. Gulotta) - 2021 -Liberalizzazione scambi internazionali + attori processo globalizzazione economia -Sistema multilaterale degli scambi (OMC) -Liberalizzazione mercato delle merci + trattati commerciali -Settori di recente liberalizzazione: servizi e DPI -Dumping e sovvenzioni -Risoluzione controversie -Commercio int e diritti umani -Investimenti stranieri

Tipologia: Appunti

2020/2021

In vendita dal 14/06/2021

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Lezione 1 – giovedì - 04/03/2021
Diritto degli Scambi Internazionali
PIANO DEL CORSO
3 CFU
LIBRO: e-learning chiedere se è necessario acquistarlo
TRATTATI: reperibili sul sito dell’Organizzazione Mondiale del Commercio
ESAME: verbalizzato con economia scambi internazionali; scritto, valido 1 anno
SISTEMA MULTILATERALE DEGLI SCAMBI:
ORIGINI E STRUTTURA OMC
1. LIBERALIZZAZIONE DEGLI SCAMBI INTERNAZIONALI
1) Tucidide, le storie, V secolo a.C
Descrizione di Atene, encomio di Pericle, primi anni della guerra del Peloponneso
Vengono trattati gli scambi internazionali
2) Keynes, le conseguenze economiche della pace (1919)
Critica la soluzione data dopo la Prima guerra mondiale, agli interessi delle potenze vincitrici nei confronti
della Germania (Germania = gravata di eccessive penalizzazioni dalla guerra, che l’hanno resa molto
debole, tanto da poter far sorgere un nuovo conflitto); si parla della prima ondata di globalizzazione e
viene descritta una situazione di grande facilità negli scambi commerciali internazionali (per chi ne aveva i
mezzi), venuta meno con i conflitti mondiali
Gli scambi mondiali non sono una novità della seconda globalizzazione economica (seconda metà del
‘900) ma sono connaturati nell’uomo
3) VIDEO su pagina del corso
Lo strumento con il quale gli Stati regolano le loro relazioni commerciali è un trattato, per lo più bilaterale (tra
stati limitrofi), entrato “provvisoriamente in vigore: il General Agreement on Tariff and Trade (GATT)
Cambiamento dopo la Seconda guerra mondiale
Rende stabile la cooperazione tra stati
Dal 1948 ad oggi questo accordo regola gli scambi internazionali
DATI:
Il valore delle esportazioni mondiali è passato da 59 a circa 20mila miliardi di dollari tra 1948 e 2018 trend
crescita continua
Il quadro degli esportatori mondiali vede oggi la Cina al primo posto
La quota delle esportazioni dei Paesi meno avanzati è nel 2018 di 193 miliardi di dollari
Sproporzione molto grande tra il volume di merci che si muovono da paesi ricchi e paesi meno avanzati: i
paesi meno avanzati hanno una quota molto ridotta di volume di scambio + volumi di scambio concentrati su
poche merci e pochi beni e spesso beni primari (materie prime, commodities)
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Lezione 1 – giovedì - 04/03/

Diritto degli Scambi Internazionali

PIANO DEL CORSO

3 CFU LIBRO: e-learning  chiedere se è necessario acquistarlo TRATTATI: reperibili sul sito dell’Organizzazione Mondiale del Commercio ESAME: verbalizzato con economia scambi internazionali; scritto, valido 1 anno

SISTEMA MULTILATERALE DEGLI SCAMBI:

ORIGINI E STRUTTURA OMC

1. LIBERALIZZAZIONE DEGLI SCAMBI INTERNAZIONALI

  1. Tucidide, le storie, V secolo a.C  Descrizione di Atene, encomio di Pericle, primi anni della guerra del Peloponneso  Vengono trattati gli scambi internazionali

  2. Keynes, le conseguenze economiche della pace (1919)  Critica la soluzione data dopo la Prima guerra mondiale, agli interessi delle potenze vincitrici nei confronti della Germania (Germania = gravata di eccessive penalizzazioni dalla guerra, che l’hanno resa molto debole, tanto da poter far sorgere un nuovo conflitto); si parla della prima ondata di globalizzazione e viene descritta una situazione di grande facilità negli scambi commerciali internazionali (per chi ne aveva i mezzi), venuta meno con i conflitti mondiali  Gli scambi mondiali non sono una novità della seconda globalizzazione economica ( seconda metà del ‘900 ) ma sono connaturati nell’uomo

  3. VIDEO su pagina del corso

Lo strumento con il quale gli Stati regolano le loro relazioni commerciali è un trattato, per lo più bilaterale ( tra stati limitrofi ), entrato “provvisoriamente in vigore: il General Agreement on Tariff and Trade (GATT)  Cambiamento dopo la Seconda guerra mondiale  Rende stabile la cooperazione tra stati  Dal 1948 ad oggi questo accordo regola gli scambi internazionali

DATI:  Il valore delle esportazioni mondiali è passato da 59 a circa 20mila miliardi di dollari tra 1948 e 2018  trend crescita continua  Il quadro degli esportatori mondiali vede oggi la Cina al primo posto  La quota delle esportazioni dei Paesi meno avanzati è nel 2018 di 193 miliardi di dollari  Sproporzione molto grande tra il volume di merci che si muovono da paesi ricchi e paesi meno avanzati: i paesi meno avanzati hanno una quota molto ridotta di volume di scambio + volumi di scambio concentrati su poche merci e pochi beni e spesso beni primari (materie prime, commodities)

2. ORIGINE E STRUTTURA ISTITUZIONALE DELL’OMC: IN QUASI 50 ANNI DI

APPLICAZIONE PROVVISORIA DEL GATT ‘

ORIGINE DELL’OMC

OMC ( ITO = International Trade Organization )  organizzazione per regolare gli scambi

 Affonda le sue radici nel sistema economico di Bretton Woods

 Trattato avanzato che, una volta ultimato, non entrò MAI in vigore nella sua interezza: gli stati promotori ( Stati Uniti ) si tirano indietro perché il trattato si ispirava al principio di introduzione di regole uguali per tutti in materia di scambi commerciali internazionali, mentre il Regno Unito si definì non pronto a lasciare l’idea di impero  l’organizzazione non venne creata ma si trovò il consenso sull’entrata in vigore di almeno un capitolo (4° parte) del trattato: quello che regolava tariffe e dazi, in vigore dal 1 gennaio 1948 fino a metà degli anni ’90.

 Pur con la nascita dell’organizzazione nazionale del commercio, il trattato dell’ITO è rimasto invariato nel contenuto degli articoli, ma arricchito dalla prassi consolidata negli anni  le regole del 1948 sono quelle in vigore oggi: si parla di GATT 1994 e non più di GATT 1948.

 Il regime di liberalizzazione degli scambi commerciali internazionali, nel secondo dopoguerra, è regolato dal GATT ’47 , ovvero la parte IV del trattato che avrebbe dovuto istituire l’ITO)

 Nel tempo, il regime si consolida: si affermano prassi e il sistema funziona dal 1948 al 1994, in forza di un protocollo di applicazione provvisoria

QUAL È L’IDEA ALLA BASE DEL GATT? Superare le politiche unilaterali protezionistiche e liberalizzare gli scambi sulla base di regole comuni e del principio di non discriminazione (+ principio reciprocità)  facilitare lo scambio di merci tra stati, non significa libertà totale 2 PRINCIPI:

  1. Non discriminazione
  2. Reciprocità

COME HA POTUTO IL GATT MANTENERE EFFICACIA PER QUASI 50 ANNI? GATT = General Agreement on Tariff and Trade  GATT ’47, ora GATT’

 Attraverso il meccanismo dei cicli di negoziati commerciali (Round), che ha consentito di attualizzarne

l’applicazione  si sono susseguiti 8 cicli di negoziati commerciali  I cicli di negoziati commerciali hanno mantenuto viva la regolamentazione, consentendo l’applicazione dei principi alle contingenze che si presentavano man mano  Nel Kennedy round (anni ’60)  obiettivo: ridurre gli ostacoli tariffari ( riduzione del 35% dei dazi )  Nel Tokyo round (anni ’70)  ostacoli tariffari, dumping  Nel corso dell’VIII ciclo negoziale ( Uruguay Round ) viene istituita l’OMC (WTO = world trade organization)  Nel 2001 si apre il IX ciclo di negoziati ( Doha Round ); avrebbe dovuto essere il ciclo negoziale dello sviluppo: promuovere la partecipazione dei paesi in via di sviluppo al commercio mondiale  si dimostra un’aspirazione, un obiettivo poco raggiungibile  contrapposizione tra paesi industrializzati e paesi in via di sviluppo (maggior parte degli stati nel mondo) LA STRUTTURA ISTITUZIONALE DELL’OMC

PROCESSO DECISIONALE

 No ponderazione voto, il sistema deliberativo è quello della maggioranza semplice

 Maggioranze qualificate: previste solo per alcune divisioni già delicate, quali le concessioni di deroghe

 Più spesso sono presenti situazioni di consensus o talora di inverted consensus  Le decisioni più importanti vengono raggiunte a porte chiuse, in riunioni ristrette, prima delle deliberazioni ufficiali  Consensus (non si procede alla conta dei voti favorevoli e contrari, ma le deliberazioni vengono prese quando nessuno nell’assemblea si oppone alla proposta fatta da chi presiede l’assemblea) o Inverted consensus  per gli stati che detengono potere economico è semplice avvicinare i paesi più deboli per convincerli ad accettare determinate proposte  non tutti gli stati membri hanno lo stesso potere decisionale

ACCORDI AMMINISTRATI DALL’OMC L’atto istitutivo dell’OMC è stato siglato a Marrakesh nel 1994 e comprende 4 allegati:

  1. GATT’94, GATS, TRIPS e altri accordi multilaterali sugli scambi di merci
  2. Accordo generale sulla soluzione delle controversie DSU
  3. Meccanismo di esame delle politiche commerciali (Trade Policy Review Mechanism)
  4. Accordi commerciali plurilaterali

In base al PRINCIPIO DELL’IMPEGNO GLOBALE , per diventare membro dell’OMC è necessario accettare in blocco tutti gli accordi commerciali contenuti nei primi 3 allegati ( accordi multilaterali ).

Lezione 2 – giovedì – 11/03/

GATT: PRINCIPI GENERALI

1. LA LIBERA CIRCOLAZIONE DELLE MERCI

Il regime degli scambi internazionali di merci è oggi contenuto nel GATT’94 e negli accordi multilaterali dell’allegato 1A. È gestito dal Consiglio del GATT. Si tratta di un accordo quadro che recepisce il GATT’47, come interpretato e modificato negli anni fino al 1994, oltre ad alcune intese interpretative. Non è richiamata la GRANDFATHER CLAUSE  nel 1948, un paese che aveva già in essere una normativa nazionale non era tenuto ad introdurre le nuove norme del GATT all’interno del proprio ordinamento ( eccezione voluta fortemente da USA e Canada ). La non totale uniformazione della nuova normativa si è accentuata nel tempo, questo perché, nei cicli di negoziati commerciali sono stati sottoscritti degli accordi interpretativi  dumping : condotta delle imprese qualificata come vendita sottocosto all’estero per acquisire un mercato straniero. SI sottoscrivono degli accordi che disciplinano in modo articolato la disciplina della materia, ma che non sono vincolanti necessariamente per tutti, ma solo per gli stati firmatari del GATT che decidono di sottoscriverli  gli accordi integrativi del GATT sulla libera circolazione delle merci, chiamati “Codici” e la grandfather clause non sono più in vigore perché l’obiettivo del GATT era una disciplina COMUNE e NON DISCRIMINATORIA ( cosa che non prevedevano queste eccezioni ); OGGI l’applicazione delle regole sarebbe davvero uniforme se non fosse per alcune eccezioni soggettive. L’accordo istitutivo dell’OMC e gli Allegati sono stati ratificati dall’Italia con la legge del 29 dicembre 1994, n..

3. I PRINCIPI GENERALI DEL GATT

 La liberalizzazione si fonda su alcuni principi generali, che si traducono in specifiche regole e divieti:

  1. PRINCIPIO DI RECIPROCITÀ ( preambolo GATT, rimasto uguale nel tempo )  alla base del sistema del commercio internazionale ci sono RECIPROCHE CONCESSIONI «(…) riconosciuto che le relazioni commerciali ed economiche devono tendere all’elevamento dello stato di vita, al conseguimento del pieno impiego e d’un grado elevato, e crescente, del reddito reale e della domanda effettiva, all’uso intero delle risorse mondiali e all’accrescimento della produzione e degli scambi di prodotti, desiderosi di adoperarsi all’attuazione di questi scopi, concludendo, su un fondamento di scambievolezza e di vantaggi vicendevoli, degli accordi per una diminuzione graduale delle tariffe doganali e degli altri impedimenti agli scambi e la soppressione, nel commercio internazionale, di ogni trattamento discriminatorio, hanno convenuto, per mezzo dei loro rappresentanti, le disposizioni seguenti:»  I negoziati multilaterali sono condotti nel nome della reciprocità e dei mutui vantaggi  Le riduzioni negoziate per un singolo prodotto devono trovare corrispondenza in riduzioni equivalenti fatte dall’altra parte  La modifica delle concessioni deve avvenire nel rispetto dell’equilibrio complessivo del sistema multilaterale degli scambi
  2. PRINCIPIO DI NON DISCRIMINAZIONE (preambolo GATT)  trova poi espressione piena negli artt. 1 e 3 del GATT, si concretizza in 2 regole.
  3. Principio della PROTEZIONE DOGANALE ESCLUSIVA
  4. Divieto di RESTRIZIONI QUANTITATIVE

La NOZIONE DI PRODOTTO SIMILARE è fondamentale per l’applicazione degli artt. I e III ma non è definita dal trattato: il concetto è stato elaborato dalla “giurisprudenza” OMC (anni ’70).

La similarità si ricava da indicatori diversi : a) Le caratteristiche organolettiche (odore, sapore, colore) dei prodotti b) L’uso finale dei prodotti ( sostituibilità ); c) Le abitudini dei consumatori d) La classificazione tariffaria

Questi indicatori servono ad accertare la natura e l’estensione della relazione competitiva in cui si trovano i prodotti ( elasticity of substitution )  la giurisprudenza (ovvero tutte le decisioni prese dagli organi che hanno risolto controversie sull’interpretazione e sull’applicazione di queste regole) successiva è arrivata a definire come elemento chiave il livello di sostituibilità e di similaritàelasticity of substitution

Il caso più importante è il CASO “comunità europee amianto” (caso EC-asbestos, 2001). Il Canada è il maggiore produttore di amianto (minerale che ha delle qualità molto forti di isolamento termico ed è stato, in passato, usato molto nelle costruzioni, nei mezzi di trasporto, nelle fabbriche, come isolante termico; successivamente ci si è resi conto che ha effetti cancerogeni  quando lavorato crea particelle che provocano malattie mortali. Negli anni ’90 la Francia adotta una legge che mette al bando l’amianto, la produzione di amianto in Francia e l’importazione di amianto da paesi terzi Il Canada impugna questa normativa francese, dicendo che era una misura che penalizzava moltissimo la sua produzione. La legge francese non discrimina la nazionalità dell’amianto ma in Francia restano utilizzabili altri prodotti sostitutivi dell’amianto che, in realtà, sono comunque similari  venendo trattati in modo diverso, prodotti similari, è presente una violazione dell’articolo 3 del GATT (principio di non discriminazione): prodotti nazionali vengono trattati in modo preferenziale rispetto a prodotti di paesi terzi, nonostante similari. Si decide che bisogna tener conto non solo della similarità (caratteristiche organolettiche e uso finale dei prodotti uguali) dei prodotti, ma è necessario tener conto degli EFFETTI SULLA SALUTE ( valore non commerciale )  decisione dell’Organo di Appello: dà torto al Canada perché non era riuscito a dimostrare che si trattava di prodotti similari  decisione basata anche sul cambiamento della sensibilità comunità nazionale.

Come si applicano in concreto queste regole?

MECCANISMO DELLE LISTE DI CONCESSIONE Art. II GATT : ciascuno Stato membro deve indicare in un apposito elenco ( lista delle concessioni ) allegato al GATT, di cui è parte integrante, le concessioni tariffarie che si impegna a fare con riferimento a ciascun prodotto: a) Il dazio consolidato b) Impegni di riduzione di eventuali misure non tariffarie c) Eventuali trattamenti preferenziali

LISTE DI CONCESSIONE ( schedule ):

 Concessioni tariffarie

  • impegni di riduzione di eventuali misure non tariffarie
  • eventuali trattamenti preferenziali ( nei confronti dei paesi in via di sviluppo )

 Codice tariffario (numero)  identifica la classe delle merci sulla base di trattato gestito dall’organizzazione mondiale delle dogane  harmonized system  Descrizione in parole del prodotto  Dazio  calcolato in modi diversi o Dazio ad valorem : percentuale (il prodotto vale 10, il dazio sarà l’1% di 10) o Dazi specifici : come parametro di riferimento non si utilizza il valore del prodotto ma, per esempio, il peso o il volume  Il dazio, una volta scritto nelle liste di concessione, diventa il dazio consolidato ( bound rate )

Il meccanismo delle liste NON è STATICO :  è possibile apportare modifiche e discostarsi dal dazio consolidato:  Nei round negoziali multilaterali  Unilateralmente, previa notifica ai paesi più interessati al cambiamento (obiettivo: mantenere in equilibrio gli interessi commerciali degli altri stati)  Al fornitore principale

ART. III: TRATTAMENTO NAZIONALE RISPETTO ALLE IMPOSIZIONI E AGLI ORDINAMENTI INTERNI

  1. Le Parti contraenti convengono che le tasse e altre imposizioni interne, come pure le leggi, i regolamenti e le prescrizioni concernenti la vendita, l’offerta in vendita, l’acquisto, il trasporto, la somministrazione o l’impiego di prodotti sul mercato interno e gli ordinamenti quantitativi interni che disciplinano la miscela, la trasformazione, o l’impiego di certi prodotti, secondo quantità o proporzioni determinate, non saranno applicate ai prodotti importati, o nazionali, in maniera da proteggere la produzione nazionale.
  2. I prodotti del territorio di qualsiasi Parte contraente, importati sul territorio di qualsiasi altra Parte, non saranno gravati , direttamente o indirettamente , di tasse o altre imposizioni interne di qualunque natura , più elevate di quelle che gravino, direttamente o indirettamente, i prodotti nazionali similari. Nemmeno, alcuna Parte contraente graverà di tasse o d’altre imposizioni interne i prodotti importati, o nazionali, in altra maniera contraria ai princìpi stabili nel numero …
  3. I prodotti del territorio di qualsiasi Parte contraente, importati sul territorio di qualsiasi altra Parte, non saranno sottoposti a trattamento meno favorevole di quello accordato ai prodotti similari d’origine nazionale, rispetto a qualunque legge, regolamento, o prescrizione, concernente la vendita, l’offerta in vendita, l’acquisto, il trasporto, la somministrazione e l’impiego dei medesimi sul mercato interno. Le disposizioni del presente numero non vietano, nei trasporti interni, l’applicazione di tariffe differenti, fondate esclusivamente sull’uso economico dei mezzi di trasporto, senza riguardo all’origine del prodotto. (…..)

2 trattamenti: trattamento relativo alle misure fiscali ( paragrafo 2 ) e trattamento relativo alle misure normative ( par 4 ). L’introduzione dell’articolo funge da “cappello”.

1) PRINCIPIO DI RECIPROCITÀ

I negoziati multilaterali sono condotti nel nome della reciprocità e dei mutui vantaggi. Le riduzioni negoziate per un singolo prodotto devono trovare corrispondenza in riduzioni equivalenti fatte dall’altra Parte.

La modifica delle concessioni deve avvenire nel rispetto dell’equilibrio complessivo del sistema multilaterale degli scambi.

3) PRINCIPIO DELLA PROTEZIONE DOGANALE ESCLUSIVA I DAZI sono ammessi e regolati e sono le uniche misure con le quali difendere i mercati nazionali ( ogni altra misura va tendenzialmente eliminata o - se indispensabile - sostituita da misure tariffarie ).

 I dazi sono misure trasparenti e che quindi possono essere monitorati = uniche misure con cui difendere i mercati nazionali

MISURE DI DIFESA COMMERCIALE: Eccezioni ai principi generali; possono essere adottate solo nei casi ben regolamentati previsti dagli accordi (GATT e integrativi):

  1. Dazi anti-sovvenzioni
  2. Dazi antidumping  ammessi sebbene regolati;
  3. Misure di salvaguardia

4) DIVIETO DI RESTRIZIONI QUANTITATIVE  Non devono essere applicate in modo da favorire un paese rispetto ad un altro  Divieto di importare oltre ad una certa quota

Mentre il GATT consente ai membri dell’OMC l’utilizzo dei dazi come strumenti di protezione dell’economia interna, con modalità tali da non pregiudicare eccessivamente la liberalizzazione degli scambi, vieta le restrizioni quantitative (divieto totale di importare o divieto di importare oltre una certa quota ):

ARTICOLO 11: ABOLIZIONE GENERALE DELLE RESTIZIONI QUANTITATIVE Nessuna Parte contraente istituirà, o manterrà, sull’importazione di un prodotto originario del territorio di un’altra Parte contraente, la esportazione, o la vendita a scopo d’esportazione, di un prodotto destinato al territorio di un’altra Parte, dei divieti o delle restrizioni diversi dai dazi doganali, tasse o altre imposizioni, ancorché attuati sotto forma di contingenti, licenze d’importazione o d’esportazione o in qualunque altra maniera.

 LICENZE DI IMPORTAZIONE = procedure amministrative che richiedono la presentazione di una

documentazione supplementare ( rispetto a quella normalmente richiesta in sede di passaggio in dogana delle merci ) per essere autorizzati ad importare un prodotto

Le restrizioni quantitative sono BARRIERE NON TARIFFARIE.

Possono assumere FORME MOLTEPLICI : nell’art. XI del GATT si citano contingentamenti e licenze di importazione , ma talvolta è difficile capire se una misura è una restrizione quantitativa o una regolamentazione interna ( la prima vietata, la seconda soggetta solo alla regola del divieto di discriminazione ).

L’ AGREEMENT ON LICENSING PROCEDURE regola il ricorso a queste misure per evitare che siano usate a fini protezionistici.

Non si tratta di un divieto assoluto. Le principali eccezioni sono:

Art. XI.2 GATT Restrizioni all’esportazione permesse per fare fronte a scarsità di generi alimentari/prodotti essenziali o restrizioni alle importazioni come risposta a un eccesso di prodotti agricoli o della pesca

Art. XII GATT Restrizioni volte ad evitare squilibri nella bilancia dei pagamenti

Art. XIX GATT Quote all’importazione come misure di salvaguardia  MISURE DI SALVAGUARDIA = misure di reazione ad un forte ed imprevisto aumento dei flussi di importazione di una determinata merce (disciplinate da articolo 19)

Tutte queste eccezioni, quando consentite, devono essere applicate in modo non discriminatorio  rigoroso rispetto del principio di non discriminazione ( Art. XIII GATT )

Il divieto dell’art. XI si applica anche alle restrizioni all’esportazione.

DUE CASI RECENTI:  China-Raw Materials ( AB, 2012 )  China-Rare Earths ( AB, 2014 )

 AB = organo di appello ( appellate body )

 La Cina ha tentato di applicare e di sostenere la legittimità di restrizioni all’esportazione, sia con

riferimento a certe materie prime (minerali e terre che si trovano solo in Cina e che non voleva esportare) sia con riferimento ad alcune tecnologie. Limitando l’esportazione verso l’estero, la Cina ha cercato di favorire la propria produzione interna. Limitarne l’esportazione avrebbe avuto un effetto negativo sull’economia internazionale poiché ci sarebbe stata mancanza di materiali e aumento conseguente dei prezzi

COMPLETANO IL SISTEMA:  Un complesso di derogheRegole accessorie su determinazione del valore delle merci in dogana (regole di origine, libertà di transito delle merci)  Regole che limitano il ricorso a sovvenzioni e a pratiche di dumping  Regole sulla risoluzione delle controversie commerciali

2. MISURE DI SAVAGUARDIA (ART XIX)

Di fronte ad un aumento significativo delle importazioni di un prodotto o di condizioni d’importazione tali da creare o minacciare di recare un grave pregiudizio all’industria interna, lo Stato può sospendere totalmente o in parte un obbligo nascente dal GATT.  1/3 misure di difesa commerciale Il testo dell’art. XIX è molto vago…:  Obbligo di notifica preventiva alla Conferenza dei Ministri;  Misura limitata nel tempo  Nell’entità a quanto necessario a prevenire o eliminare il pregiudizio Intesa del 1994 sulle misure di salvaguardia :Impegno ad eliminare le misure in essere;Per nuove misure necessità di dare prova del danno grave secondo i parametri fissati;Proporzionalità; durata massima di 4 anni (200 gg. Nel caso di misure provvisorie urgenti)Le misure non devono essere discriminatorie (interessare il prodotto, indipendentemente da dove sia importato)

B. ECCEZIONI DETTATE DA MOTIVI DI SICUREZZA (ART. XXI) È la deroga che consente di dare esecuzione a eventuali risoluzioni del Consiglio di Sicurezza ONU che dispongano un embargo ( interruzione rapporti commerciali con un paese ). Questa deroga è importante perché è quella norma che permette di legare, in modo armonico, il sistema multilaterale degli scambi con il sistema delle nazioni unite. (Così anche l’art. 103 Carta ONU) Nel 1982: l’UE l’invoca per giustificare embargo nei cfr. Argentina ( conflitto per le isole Falkland/Malvinas ) e il Consiglio generale introduce obbligo di notifica ma conferma insindacabilità, salva la possibilità di attivare la procedura di risoluzione delle controversie  È la giustificazione data dall’Amministrazione Trump per l’introduzione di dazi (del 10 e del 25%) sull’importazione di alluminio e acciaio circa due anni fa e riproposta sulle nuove misure annunciate il 20 gennaio 2020

ECCEZIONE PER MOTIVI DI SALVAGUARDIA : la misura di salvaguardia opera preventivamente ed è un’eccezione di natura economica. Per essere effettuata deve verificarsi uno specifico fatto che turba l’economia dello stato: quando ci sono tante importazioni tali da pregiudicare l’industria interna. Le misure di salvaguardia, al contrario delle eccezioni dettate da motivi di sicurezza, sono ben regolamentate.

C. ECCEZIONI GENERALI (ART. XX)rinvio

D. DEROGA PER CIRCOSTANZE ECCEZIONALI (ART. XXV) Consente a una elevata maggioranza di Stati OMC ( due terzi ) di concedere una deroga a un Membro per motivi eccezionali non contemplati da altre norme del GATT. ( Es. deroga concessa nel 1994 all’Unione europea per mantenere un regime di importazione delle banane da alcuni Paesi ACP non in linea con l’art. I del GATT)

2. DEROGHE SOGGETTIVE (ART. XXIV)

a. ACCORDI PREFERENZIALI b. PAESI IN VIA DI SVILUPPO Sono:

 Quelle previste in favore degli Stati appartenenti ad una zona di integrazione economica - ( art. XXIV GATT )  Quelle in favore dei PVS ( Paesi in Via di Sviluppo ) e dei PMA ( Paesi Meno Avanzati ) - parte IV GATT e clausola di abilitazione Operano come eccezioni strutturali alla clausola della nazione più favorita.

1. LE ZONE DI INTEGRAZIONE ECONOMICA Servono per FACILITARE il commercio. Il principio di non discriminazione, verso l’esterno, soffre. Nel secondo dopoguerra si sviluppa il fenomeno dell’ integrazione economica a livello regionale : Stati geograficamente limitrofi stipulano accordi volti a realizzare un livello di liberalizzazione degli scambi ancora maggiore di quello previsto dal GATT ‘47 nei loro reciproci rapporti.  Da un punto di vista teorico : compatibilità con GATT (alla base dei principi liberisti) GATT, art. XXIV, 4: «Le Parti contraenti convengono che sia desiderabile accrescere la libertà del commercio, promovendo, con accordi conseguiti liberamente, una più compiuta integrazione delle economie dei Paesi che a tali accordi partecipano. Del pari, esse convengono che l’istituzione di un’unione doganale, o di un’area di libero scambio, debba tendere ad agevolare il commercio tra territori che ne sono parte, non a porre inciampi al commercio di altre Parti rispetto a simili territori.»  Da un punto di vista giuridico : contrasto con art. I ( clausola della nazione più favorita ).  Necessità di prevedere una deroga: art. XXIV GATT L’art. XXIV prende in considerazione solo 2 zone di integrazione economica:  Aree di libero scambiono politica doganale comune nei confronti di stati terzi (no dazi uguali)Unioni doganali Perché nel 1947 erano le uniche forme conosciute, si tratta dei primi stadi di integrazione economica GATT, art. XXIV, 8 a): «è reputata UNIONE DOGANALE la sostituzione d’un unico territorio a due o a parecchi territori doganali, onde ne consegua i. che i dazi doganali e gli altri ordinamenti commerciali restrittivi (escluse, in quanto sia necessario, le restrizioni autorizzate secondo gli articoli XI, XII, XIII, XIV, XV e XX) siano sostanzialmente soppressi per il grosso degli scambi commerciali tra i territori dell’unione o, almeno, per il grosso degli scambi commerciali dei prodotti originari di tali territori, ii. e che, riservate le disposizioni del numero 9, i dazi doganali e gli altri ordinamenti, applicati da ciascuno dei membri dell’unione al commercio con i territori che non vi facciano parte, siano sostanzialmente identici»

Lezione 4 – giovedì – 25/03/

CASO TURKEY-TEXTILE (DS34)  FATTI: nel 1995 la Turchia e la Comunità europea istituiscono una unione doganale ( abolizione dazi interni + adozione di una tariffa doganale comune verso i paesi terzi ) Prima del 1995 la Turchia importava tessuti e abbigliamento dall’India in base ad un regime molto liberale; al contrario, la CE applicava quote restrittive alle importazioni di prodotti tessili dall’India. Nel 1996 la Turchia introduce restrizioni quantitative sulle importazioni tessili dall’India, affermando che le misure erano necessarie per fare entrare in vigore l’accordo con la CE. Per quale motivo la Turchia afferma la necessità delle restrizioni perché l’accordo con la CE potesse entrare in vigore? “According to Turkey, the European Communities would have done so in order to prevent trade diversion. Turkey's exports of these products accounted for 40 per cent of Turkey's total exports to the European Communities. Turkey expresses strong doubts about whether the requirement of Article XXIV:8(a)(i) that duties and other restrictive regulations of commerce be eliminated with respect to "substantially all trade" between Turkey and the European Communities could be met if 40 per cent of Turkey's total exports to the European Communities were excluded. In this way, Turkey argues that, unless it is allowed to introduce quantitative restrictions on textile and clothing products from India, it would be prevented from meeting the requirements of Article XXIV:8(a)(i) and, thus, would be prevented from forming a customs union with the European Communities” (paragrafo 61).

 I flussi di scambio di prodotti tessili diretti in Europa, dall’India, si sarebbero diretti alla Turchia, dove avrebbero circolato liberalmente nell’UE  per questo motivo la Turchia ha dovuto inserire delle restrizioni Prima affermazione dell’Organo d’Appello sulla natura dell’art. XXIV: “(…) on the basis of this analysis of the text and the context of the chapeau of paragraph 5 of Article XXIV, we are of the view that Article XXIV may justify a measure which is inconsistent with certain other GATT provisions. However, in a case involving the formation of a customs union, this "defence" is available only when two conditions are fulfilled. First, the party claiming the benefit of this defence must demonstrate that the measure at issue is introduced upon the formation of a customs union that fully meets the requirements of subparagraphs 8(a) and 5(a) of Article XXIV. And second, that party must demonstrate that the formation of that customs union would be prevented if it were not allowed to introduce the measure at issue. Again, both these conditions must be met to have the benefit of the defence under Article XXIV” (par. 58). “that the formation of that customs union would be prevented if it were not allowed to introduce the measure”: In quale altro modo potrebbe essere espresso questa seconda condizione richiesta dall’Organo di Appello? Ricorre questa seconda condizione nel caso in esame? “As the Panel observed, there are other alternatives available to Turkey and the European Communities to prevent any possible diversion of trade, while at the same time meeting the requirements of subparagraph 8(a)(i).32 For example, Turkey could adopt rules of origin for textile and clothing products that would allow the European Communities to distinguish between those textile and clothing products originating in Turkey, which would enjoy free access to the European Communities under the terms of the customs union, and those textile and clothing products originating in third countries, including India. In fact, we note that Turkey and the European Communities themselves appear to have recognized that rules of origin could be applied to deal with any possible trade diversion” (par. 62).

DECISIONE : l’organo di Appello respinge la difesa della Turchia, affermando che misure meno restrittive (un sistema di certificati di origine) sarebbero state sufficienti (AB Report, par. 48-50, 58-65) per far circolare, sotto regimi differenti, i prodotti tessili di origine indiana all’interno dell’unione doganale UE – Turchia.

OGGI :

 Esistono forme di integrazione più intensa , che hanno come obiettivo finale un mercato comune o unione economica e che si estendono a materie che vanno oltre gli scambi commerciali (investimenti, concorrenza, sviluppo sostenibile…)

 Accordi di integrazione commerciale con Stati appartenenti a diverse zone geografiche e caratterizzati da differenti livelli di sviluppo economico ( cd. «Mega Agreements» )

L’ART. XXIX DEL GATT È ANCORA ATTUALE?

Sì, anche grazie alla riforma del meccanismo di notifica avvenuta nel 2006. L’articolo è attuale soprattutto perché consente trasparenza: gli accordi devono essere notificati. Oggi si discute riguardo una riforma del sistema multilaterale degli scambi.

2. TRATTAMENTO DEI PVS E DEI PMA ( PAESI IN VIA DI SVILUPPO )

 Altra deroga di tipo soggettivo  non aperta a tutti gli stati membri dell’OMC ma solo a quei paesi che hanno determinate condizioni relative al loro sviluppo economico ( condizione deteriore )  Nel preambolo del trattato istitutivo dell’OMC: o Il par. 1 dichiara “the objective of sustainable development”  obiettivo: sviluppo sostenibile o Il par. 2 lo precisa “securing to developing countries a share in the growth in international trade”  si assicura ai paesi in via di sviluppo, una partecipazione alla crescita degli scambi mondiali

 Ma quali sono i Paesi in via di sviluppo (PVS) per l’OMC?

Il criterio è quello dell’autodefinizione ( ma può essere contestato dagli altri membri ). Manca una disciplina che, all’interno del sistema dell’OMC, consenta di individuare un PVS in modo oggettivo. L’OMC invece si rifà al Comitato per la politica di sviluppo dell’ONU per identificare i meno avanzati tra i PVS ( PMA – paesi meno avanzati )  in questo caso c’è una disciplina. Vengono considerati vari criteri che riguardano lo stato di sviluppo sociale della popolazione (capitale umano di un paese) e la resilienza dal punto di vista economico, la capacità di adattamento (criteri reddituali). Applicando insieme questi 3 criteri, la commissione delle nazioni unite individua i meno avanzati tra i paesi di sviluppo.

Qual è la strategia dell’OMC per rispondere ai bisogni dei PVS? La risposta è nello stesso Preambolo:

  1. Un trattamento differenziato per i PVS;
  2. Gli stati membri dell’OMC si propongono di intraprendere azioni positive per favorirne lo sviluppo. Entrambi gli strumenti sono stati aggiunti all’iniziale progetto di liberalizzazione nel corso degli anni. Nel testo originario del GATT ’47, infatti, vi era solo una norma programmatica in favore dello sviluppo (art. XVIII) 

Dopo il 1979 inizia il negoziato dell’Uruguay round (1986-1994). il trattamento speciale e differenziato riservato ai PVS si limita per lo più alla concessione di una maggiore flessibilità nell’applicazione della disciplina generale (NO un corpo di regole dedicato), senza l’introduzione di nuovi obblighi a carico dei Paesi industrializzati per aiutarne lo sviluppo.

Ciò lascia aperti molti problemi ; quando si apre il nuovo ciclo di negoziati commerciali (2001) si cerca di considerare i problemi maggiori per i PVS nelle relazioni commerciali internazionali ( sussidi all’agricoltura, regolamentazione prodotti agricoli di base …). Si è però creato un muro molto spesso tra la posizione dei paesi in via di sviluppo e la posizione dei paesi sviluppati.

 Il DOHA ROUND avviato nel 2001 come « Round dello sviluppo » è andato incontro ad insuccesso

Lezione 5 – giovedì – 08/04/

LE ECCEZIONI GENERALI (XX GATT)

L’articolo XX del GATT contempla delle “ eccezioni generali

 FUNZIONE : permettere agli Stati membri OMC ( Organizzazione Mondiale del Commercio) di regolare

liberamente alcuni settori più strettamente connessi alla sovranità statale.

 È la norma che consente di attribuire rilevanza nel sistema OMC a valori non commerciali :

o Salute; o Ambiente; o Diritti sociali (in misura limitata) Anche a costo di una VIOLAZIONE degli obblighi di non discriminazione (di cui agli artt. I, III e XIII) e dei divieti ( di cui agli artt. II e XI )

DEROGA : norma speciale che consente di non applicare, in alcuni casi, un principio generale

STRUTTURA ( articolo XX GATT )

Norma costituita da 2 parti :

  1. Parte prima ( chapeu, cappello, parte introduttiva )
  2. Parte seconda ( elenco ) Nella SECONDA PARTE è presente un elenco delle RAGIONI ( lettera a – j ) che rendono legittimo il ricorso a misure in deroga di obblighi del GATT.

Non basta che una misura statale rientri in questo elenco affinché questo provvedimento restrittivo sia giustificato MA è necessario che vengano rispettate 2 condizioni aggiuntive , previste nella PRIMA PARTE:

  1. La misura restrittiva degli scambi non deve essere applicata in modo discriminatorio ( in modo arbitrariamente o ingiustamente discriminatorio )
  2. La misura non deve essere applicata in modo protezionistico ( in modo da costituire una dissimulata restrizione degli scambi internazionali )

ART. XX:

«Sempre che l’applicazione non sia fatta in maniera da essere un mezzo di discriminazione arbitraria, o ingiustificata, tra i Paesi che sono nelle medesime condizioni, né da essere una larvata restrizione al commercio internazionale, nessuna disposizione del presente accordo sarà interpretata come divieto a una Parte contraente qualsiasi di istituire o d’applicare delle misure: a. Necessarie alla tutela della morale pubblica; b. Necessarie alla protezione della sanità e della vita delle persone e degli animali e alla conservazione dei vegetali; c. Attenenti all’importazione o all’esportazione dell’oro o dell’argento; d. Necessarie ad assicurare l’applicazione delle leggi e dei regolamenti che siano compatibili con le disposizioni del presente accordo, quali, ad esempio, le leggi e i regolamenti che attengono all’applicazione delle misure doganali, all’esercizio di monopoli in conformità del numero 4 dell’articolo II, o dell’articolo XVII, alla protezione dei brevetti, marchi di fabbrica e diritti d’autore e di riproduzione e alle misure intese a impedire delle pratiche che possano trarre in errore; e. Attinenti a merci fabbricate nelle prigioni;» f. Intese alla protezione di tesori artistici, storici, o archeologici, nazionali; g. Attinenti alla conservazione di risorse naturali esauribili, qualora siano applicate insieme con delle restrizioni sulla produzione o il consumo nazionali h. Prese nell’applicazione di obblighi contratti in virtù d’una convenzione intergovernativa su un prodotto primario, conchiusa secondo i criteri comunicati alle Parti contraenti, né da queste disapprovati, oppure comunicata alle medesime, né da esse disapprovata;