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Tipologia: Sintesi del corso
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Il potere sociale è la capacità di influenzare il comportamento di altri invidui ed in base al mezzo attraverso cui è esercitata l’influenza si distinguono vari poteri sociali: ▪ Il potere economico : si avvale del possesso di certi beni, necessari o percepiti come tali per indurre coloro che non li posseggono a seguire una determinata condotta ▪ Il potere ideologico : si avvale del possesso di certe forme di sapere, di conoscenze o dottrine: detenuto da intellettuali e sacerdoti ▪ Il potere politico: puo’ ricorrere come ultima risorsa alla forza, coercizione fisica Nelle società antiche e nel medioevo non esistevano nette demarcazioni tra i vari tipi di potere sociale che si cumulavano in capo a medesimi soggetti; con l’età moderna si avvia un processo di affermazione dell’autonomia del potere politico, incarnato dallo Stato che per far rispettare le leggi puo’ ricorrere ai suoi apparati repressivi, quindi alla forza legittima. Il potere politico non si basa però solo sulla forza ma anche su un principio di giustificazione dello stesso, ossia la “ legittimazione ”. Il sociologo tedesco Max Weber individuò tre differenti tipi di potere legittimo : il potere tradizionale la cui legittimazione deriva dalla successione ereditaria o per investitura, il potere carismatico , la cui legittimazione deriva dalla capacità di ottenere obbedienza in base al carisma, ed il potere legale-razionale , la cui legittimazione è garantita dalla razionalità ed è legata alla burocrazia. Questo ultimo tipo di potere emerse nell’era delle grandi rivoluzioni (Americana, Industriale e Francese) e trova la sua consacrazione nel costituzionalismo che ha avuto il compito di far sì che anche il potere politico sia sottoposto a limiti giuridici , come il principio di legalità e la separazione dei beni, sia esso quindi legato al diritto e nasce così il concetto di Stato di diritto. Tuttavia, con la democratizzazione delle strutture statali e l’avvento dell’era della sovranità popolare , la legittimazione legale-razionale diventò insufficiente: il potere infatti deve essere sì sottoposto a regole, ma anche legittimato dal consenso popolare. Le costituzioni moderne hanno dovuto predisporre i mezzi giuridici affinchè il potere politico derivasse effettivamente dal popolo e ne rispecchiasse le esigenze e escogitare nuove tecniche attraverso cui eliminare il pericolo che il consenso popolare legittimasse un nuovo assolutismo. Negli ultimi decenni infine il diritto costituzionale ha dovuto affrontare l’esigenza di relazionare la dimensione nazionale del potere e quella sovranazionale dell’economia, al cui fine è nata l’Unione Europea. LO STATO “ Stato ” è il nome dato ad una particolare forma storica di organizzazione del potere politico che esercita il monopolio della forza legittima in un determinato territorio che si avvale di un apparato amministrativo. L’uso di questa nozione si deve all’opera di Machiavelli Il Principe, che si apre con “Tutti gli Stati e i domini..”: in essa l’autore designa la coesione del termine res publica con regnum. Lo Stato moderno nasce e si afferma in Europa tra il XV e il XVII secolo : la spinta alla concentrazione del potere politico nasce come reazione alla dispersione del potere tipica del sistema feudale. Il sistema feudale era basato sul rapporto vassallo/signore: il signore concedeva al vassallo un feudo instaurando con lui obblighi e diritti reciproci; col passare del tempo però il vassallo cedeva una parte del feudo ad altri suoi vassalli inferiori che non istauravano un rapporto diretto col signore e si assiste così ad un fenomeno di dispersione del potere. La società non era formata da individui, ma da comunità minori ognuno con un proprio diritto e sistema giuridico. A seguito delle guerre civili e di religioni del 1300 , lo Stato moderno nasce dal bisogno d un ordine sociale dopo secoli di insicurezza. I suoi tre presupposti sono dunque:
natura caratterizzato da individui che vivevano in uno stato di “ bellum omnium contra omnes ”, una serie di atti contrattuali con cui essi trasferiscono la loro forza ad una persona comune, lo Stato che è in grado di difenderli da stranieri e da torti reciproci. Circa a chi spettasse la sovranità si sono diffuse tre teorie:
Per forma di stato si intende il rapporto che intercorre tra le autorità dotate di potestà di imperio e la società civile ; questa nozione si riferisce alle finalità che adopera lo stato nell'esercizio delle sue funzioni in rapporto con la società: lo stato è un ordinamento a fini generali , ossia può assumere come proprio qualsiasi fine (es. lo stato liberale aveva come fine principale l’autonomia e la libertà dell’individuo) Per forma di governo si intende i modi con cui il potere è distribuito tra gli organi costituzionali di uno stato-apparato (parlamento, governo ecc.) e l'insieme dei rapporti che intercorrono tre essi; questa nozione risponde alla domanda "chi governa all'interno dell'apparato statale?" Non bisogna confondere forma di governo con il governo: la forma di governo indica il modo in cui lo stato è organizzato, i poteri e gli organi che lo costituiscono mentre il governo è uno degli organi di governo. Il governo è il vertice del potere esecutivo L’italia ha una forma di stato di diritto, pluralistica, democratica e sociale e come forma di governo è una Repubblica parlamentare. ❖ STATO ASSOLUTO : è la prima forma di stato nel senso moderno. Nasce tra il 1 400 e il 1 500 e si caratterizzava per l’affermazione di un potere sovrano attribuito al re o a un organo dello stato (la corona) e concentrato nelle sue mani: egli era a capo sia della funzione legislativa che esecutiva e la volontà del re era la fonte primaria del diritto ( legibus solitus , senza limiti). Esso si affermò in Francia dove gli “ stati generali ” non vennero convocati per tutto il 1 600 e la nobiltà feudale venne sottomessa allo stato entrando a far parte della corte di Versailles. In altri paesi come l’Inghilterra, si è affermato solo parzialmente a causa del sistema di common law esistente che limitava il potere regio e delle alleanze esistenti tra borghesia e aristocrazia rurale. Questo tipo di stato si insediò anche in campo economico attraverso il mercantilismo : la grandezza e la fama del re dipendevano dalla prosperità economica dello stato, così esso divenne produttore e istituì manifatture e monopoli. ❖ Stato di polizia : nasce nel 1 700. E’ un’evoluzione dello stato assoluto, basato sull’onda di principi giusnaturalistici, quindi uno stato che accresce il benessere della popolazione e che si incaricava di avviare, dirigere e controllare molte attività sociali. Si parla di questa forma di stato in riferimento all’assolutismo illuminato sviluppatosi tra il 1740 e 1790 dove il compito del sovrano era quello di promuovere il benessere della popolazione. Lo stato assoluto entrò in crisi soprattutto a causa del peso fiscale ritenuto insopportabile dalla classe borghese e dell ’indebolimento della sua legittimazione politica. In Francia con la rivoluzione del 1789 si ebbe un passaggio brusco da una forma di stato all’altra; in Inghilterra avvenne in maniera più graduale; mentre in America avvenne grazie ai migranti, che erano operai, artigiani e mercanti che cercavano nuove opportunità economiche, i quali formarono la nuova società americana. L’Inghilterra utilizzava le colonie americane come risorsa per rifornire le casse provate dalla guerra e cominciò ad imporre nuove tasse senza il consenso delle assemblee legislative locali; di contro i coloni risposero con il celebre motto “No taxation without rapprsentation” e nel 1776 si giunse così alla “dichiarazione di indipendenza” che fissava i principi politico-costituzionali su cui doveva basarsi la nuova nazione americana. Dopo una guerra di indipendenza che durò 7 anni si pervenne alla convocazione di una convenzione federale a Filadelfia dove venne approvata la costituzione americana (1787). ❖ STATO LIBERALE : nasce tra la fine del 1 700 e metà del 1 800 a seguito della crisi dello stato assoluto. Un altro importante fattore che incentivò la realizzazione di questa forma di stato fu l’avvento dell’economia di mercato che si è soliti far coincidere col modo di produzione capitalistico : questo tipo di economia si basa sul libero incontro della domanda e dell’offerta di un determinato bene in un mercato perfettamente competitivo dove le transazioni risolvono il conflitto tra chi acquista e chi
produce facendo comparire un prezzo. È evidente che lo stato assoluto invece ostacolava quest’economia che presuppone la piena libertà contrattuale , la certezza dei diritti di proprietà tra compratore e venditore, l’eguaglianza formale dei contraenti e l’abolizione dei privilegi e dei monopoli pubblici; in questa prospettiva si colgono le due tendenze dello stato liberale, una codificazione di tipo costituzionale e una di tipo civile ovvero la volontà a consacrare in unico documento costituzionale i principi sulla titolarità e sull’esercizio del potere politico, e di racchiudere in un codice civile le regole tra i privati. Presentava come caratteristiche:
ridurre le diseguaglianze puramente materiali e non formali (infatti tutti i cittadini sono uguali davanti la legge senza alcun riferimento alla posizione economica) dei cittadini Gli stati di democrazia sono sorti in contesti sociali e politici caratterizzati dalla lotta di classe , in cui l’obiettivo principale era tenere insieme una società formata da individui a cui il mercato e la classe di provenienza attribuiscono posizioni economiche molto differenti fra loro, creando conflitti: la funzione dello stato è quindi quella della coesione sociale. Questa funzione fu assolta attraverso un compromesso tra mercato e stato : da una parte vengono riconosciuti e garantiti l’economia di mercato e diritti tra cui la proprietà e la libera impresa, dall’altro lato questi diritti sono limitati e l’economia di mercato è corretta attraverso interventi pubblici in modo tale da integrare in un ordinamento democratico anche le classi economicamente più deboli; questo tipo di risoluzione sviluppa teorie politiche di tipo keynesiano , dirette a risollevare la crisi economica di uno stato attraverso la crescita della spesa pubblica con l’intento di mantenere alta la domanda interna senza far variare l’offerta: anche a costo di indebitarsi ulteriormente, lo stato dovrebbe evitare la disoccupazione garantendo lavoro e reddito ai cittadini facendo quindi aumentare il PIL interno della nazione. E’ da questi interventi sul piano economico e regolativo che deriva lo stato sociale , anche detto “ welfare state”. ❖ STATO SOCIALE Caratteristiche: Lo stato ha il compito di intervenire nella distribuzione dei benefici e sacrifici sociali, sviluppando forme di solidarietà tra gli individui e i diversi gruppi sociali (non più solo garantendo la libertà dei soggetti privati come avveniva nello stato liberale). Lo stato di democrazia pluralista ha visto quindi lo sviluppo di forme variegate di intervento pubblico nell’economia e nella società dando luogo ad un sistema di economia mista. Lo stato di democrazia pluralista ha subito importanti cambiamenti a partire soprattutto dagli anni ’80. Fino agli anni 80’ questa forma di stato era caratterizzata da una base sociale composta da classi ben individuate (perciò chiamato anche stato pluriclasse): in ambito politico i partiti trasferivano l’ideologia di cui ciascuna classe era portatrice. In questo modo era semplice preferire un partito rispetto ad un altro: tuttavia con lo sviluppo tecnologico , il mutamento dei modi di produzione e la globalizzazione si moltiplicarono gli interessi degli individui creando contrasti e venne meno anche quella distinzione sociale netta. Ciò ha portato a far sì che i singoli gruppi sociali chiedessero dei provvedimenti al parlamento favorevoli ai loro interessi, comportando così un costo che gravava sul bilancio dello stato; si verificò così una cosiddetta “ crisi fiscale dello stato” : ossia una crescita della spesa pubblica a danno dei cittadini. Da ciò scaturì una prima spinta al riordino dello stato sociale per ridurre la spesa pubblica , ed in seguito poichè non si voleva far perdere competitività al sistema economico nazionale, per evitare che i capitali e imprese si spostassero altrove, venne fissato un limite entro cui spingere la pressione fiscale : si cercò inoltre di dare maggiore flessibilità alle imprese e ad attivare una finanza pubblica sana evitando inflazione e deflazione. Con l’avvio dell’ unione economica monetaria gli stati hanno accettato vincoli predefiniti del rapporto fra il loro debito pubblico ed il PIL e tra il disavanzo (entrate e uscite) ed il PIL. Proprio a causa di queste imposizioni così rigorose lo stato ha tagliato la spesa pubblica ed ha attuato politiche di grande rigore finanziario : si cercò quindi di adeguare lo stato a competitività internazionali trasformandolo in stato sociale competitivo, in primo luogo superando il carattere universalistico di alcuni servizi erogati dallo stato (come la sanità) che diventa gratuita solamente verso i soggetti meno abbienti ; poi diffondendo un principio di responsabilità individuale , per cui il singolo mette da parte risorse da utilizzare in caso di necessità; ed infine ricorrendo al principio di sussidiarietà verticale (cioè di trasferire la gestione di certi servizi pubblici ad enti locali, come i comuni , più vicini ai cittadini) e di sussidiarietà orizzontale (che attribuisce certi compiti tipici dello stato sociale a formazioni sociali che non hanno scopo di lucro, come l’assistenza agli anziani). I caratteri della democrazia pluralista:
E. Attraverso l’esclusione dalla regolamentazione e dal controllo di certi settori per quanto riguarda il circuito rappresentativo sostituito ad esempio da autorità amministrative indipendenti F. Mediante il passaggio ad una democrazia priva di mediazioni e corpi intermedi in cui la volontà del cittadino si manifesta attraverso la rete. Un’altra conseguenza della crisi dei meccanismi rappresentativi è l’emergere dei movimenti populisti , questo fenomeno affonda le sue radici nella Russia dell’800 creando in Europa l’affermazione di nuovi partiti come anche in Italia il “Movimento 5 stelle”. La critica è rivolta verso le elites che hanno governato il paese e in particolare all’opposizione della globalizzazione e dell’integrazione Europea e rifiutano la collaborazione con i partiti “tradizionali”, il fenomeno riguarda anche gli Stati Uniti; Trump ha basato la sua campagna sull’opposizione delle elitès e globalizzazione all’insegna degli interessi americani (american first). Tra le modalità utilizzate per fronteggiare la crisi dei sistemi rappresentativi, per affrontare il problema della crisi di legittimazione (legittimità) A. Il ricorso agli istituti di democrazia diretta: Attraverso questi istituti si affida direttamente al popolo l’esercizio di alcune funzioni : questi istituti affiancano e non sostituiscono i sistemi di democrazia rappresentativa , con l’obiettivo di assicurare la partecipazione popolare alle decisioni politiche : essi dunque colmano la distanza tra il popolo e l’apparato statuale e affrontano il problema della perdita della fiducia del popolo (“crisi di legittimazione”). La libertà degli antichi secondo Benjamin Constant consisteva nella partecipazione attiva al potere politico: nelle città-stato greche vi era una democrazia diretta (l’Atene del V secolo per eccellenza). Tuttavia quando nella cittadinanza vennero incluse nuove categorie che prima sostituivano i cittadini nello svolgimento della attività lavorative, non fu più possibile applicare quel tipo di democrazia e si passò a una di tipo rappresentativa, la democrazia dei moderni. Gli istituti di democrazia diretta sono 3:
- L’iniziativa legislativa popolare: la costituzione attribuisce questo potere legislativo ad un certo numero di cittadini ( 150 mila )
referendum consultivo art 132 e 133 per la modificazione territorale di regioni province e comuni. Negli ultimi anni con la crisi dei partiti c’è stato molto ricorso ai referendum). LA SEPARAZIONE DEI POTERI ➢ Modello liberale : Il principio della separazione dei poteri è stato elaborato dal costituzionalismo liberale con l’obiettivo di limitare il potere politico per tutelare la libertà dei cittadini. Montesquieu riteneva che i poteri devono condizionarsi reciprocamente in modo da frenare gli eccessi degli altri secondo un sistema di pesi e contrappesi (“ checks and balances ”): il pensatore francese, ispirandosi al modello britannico, Nella sua opera “ Lo spirito delle leggi ” del 1748 distinse tre poteri in senso oggettivo:
parte ottiene qualcosa in cambio della rinuncia a qualcosa dell’altra. Questo tipo di democrazie sono tipiche di società divise da fratture profonde di tipo ideologico , culturale, religioso ecc. dove l’unico modo per mantenere la democrazia è favorire la ricerca di accordo tra i leader dei vari partiti politici. RAPPORTI TRA STATO E CONFESSIONI RELIGIOSE La nascita dello stato moderno comporta un processo di secolarizzazione (passaggio dalla dipendenza del potere ecclesiastico a quello civile), al termine del quale si giunge al riconoscimento della laicità dello stato , quindi la neutralità dello stato rispetto alla questione della verità religiosa cioè la separazione tra la sfera della politica e quella della religione ed infine al riconoscimento della libertà di religione come diritto fondamentale del cittadino. Durante il 19 secolo i rapporti tra politica e religione oscillavano tra un regime confessionale secondo cui la chiesa è depositaria di verità sull’essere umano, quindi è inevitabile che l’etica pubblica e le leggi si conformino alla morale della Chiesa, e un regime di separazione , ma l’esigenza di prevenire un conflitto portò all’instaurazione di un regime concordatario , secondo cui lo Stato e la Chiesa regolano i loro rapporti con uno speciale trattato detto appunto concordato. Quest’ultima è la soluzione adottata dalla Costituzione Italiana: l’art 7 ricono sce l’indipendenza tra Stato e Chiesa e al contempo riconosce anche tutela costituzionale al concordato, ossia i Patti Lateranensi. Questa tutela non implica l’esclusione della laicità dello Stato, difatti è sottolineata l’uguaglianza di tutti i cittadini e di tutte le confessioni religiose art 20). Lo stato italiano accoglie il principio di laicità che si accompagna alla tutela della libertà di coscienza (parte sui diritti e libertà) , tutela espressa ad es. nella questione dell’insegnamento della religione cattolica nelle scuole: esso è ritenuto ammissibile a patto che sia altrettanto tutelata la posizione di chi decide di non avvalersene. La separazione dei poteri e i limiti della regola della maggioranza possono realizzarsi a livello orizzontale tra i poteri dello stato , o a livello verticale attraverso la distribuzione del potere e funzioni pubbliche ad enti territoriali, si distingue perciò o STATO UNITARIO : il potere è attribuito allo stato centrale o a soggetti periferici ad esso dipendenti o STATO COMPOSTO : il potere è distribuito tra lo stato centrale ed enti territoriali , titolari del potere politico e della funzione legislativa e amministrativa in determinate materie. Questo tipo di stato ha due varianti: ▪ STATO FEDERALE caratterizzato da:
in cui fossero garantite le 4 libertà: l’atto ha modificato le procedure decisionali dell’UE ora basate su un voto a maggioranza e non più sull’unanimità e estese le competenze della Comunità in aree concernenti la coesione sociale, la ricerca e lo sviluppo. Nel 1992 venne firmato il Trattato sull’Unione Europea a Mastricht. introducendo una struttura istituzionale complessa che poggia su tre pilastri: CE ( Comunità Europea ), PESC ( Politica Estera e Sicurezza Comune ) e CGAI ( Cooperazione nella Giustizia e Affari Interni ). Con il tempo tuttavia si è parlato di Europa a più velocità, ossia un’Europa caratterizzata da integrazioni differenziate : un primo esempio puo’ essere fornito dall’Accordo di Schengen firmato da soli 5 stati membri con l’obiettivo di abbattere le frontiere interne e costituire un sistema comune di controllo delle frontiere esterne. Ad oggi 22 stati membri vi hanno aderito ed è entrato a far parte della legislazione europea. Un secondo esempio è dato dall’adozione dell’euro quale moneta avente corso legale adottata solo da 17 paesi. Nel 2001 venne firmata a Nizza la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea che ha costituito il primo passo verso l’elaborazione di una Costituzione europea. Fu istituita così la Convenzione europea nel dicembre 2001 con il compito di trovare una soluzione ai problemi non risolti del trattato di Nizza. formata da 105 membri per la stilazione di una Costituzione europea, comprendente I valori e le scelte fondamentali dell’UE. Essa tuttavia fu ratificata solo da 18 paesi membri su 27: così a giugno 2007 il Consiglio decide di abbandonare l’idea. A dicembre dello stesso anno, 2007, è firmato il Trattato di Lisbona, un trattato che ha modificato alcuni Trattati fondamentali e ha recepito molte disposizioni fondamentali della mancata costituzione. Con questo trattato tutti e tre i pilastri sono stati assorbiti dall’Unione e in particolare il Trattato segna la fine della Comunità Europea integrata, ora nell’Unione europea : art 1 “ L’Unione sostituisce e succede alla Comunità europea ”, tratta inoltre temi quali il clima, la sicurezza, l’immigrazione e sancisce la personalità giuridica dell’UE. La Governance economica nel 2010 ha introdotto il Fondo salva-stati che ha reso necessaria una modifica dell’art 125 TFUE poichè incompatibile. L’organizzazione comunitaria si articola in diversi organi: ➢ Consiglio Europeo , privo di poteri normativi veri e propri (non ha poteri legislativi) definisce gli orientamenti politici generali ; è composto dai Capi di stato o di Governo di ciascuno stato membro e dal Presidente della Commissione europea che dura in carica 2 anni e mezzo ed è eletto a maggioranza qualificata , ➢ Consiglio , ha funzione legislativa e di bilancio , insieme al Parlamento Europeo, firma accordi tra UE e altri paesi o organizzazioni internazionali e coordina le politche economiche generali degli stati membri : è formato da un rappresentante di ogni stato (ministri dei governi di ciascun paese competenti per la materia in discussione) in relazione alla materia trattata ed è presediuto a turni di 6 mesi da ciascuno dei suoi componenti. ➢ Commissione europea , ha sede a Bruxelles , è il centro dei processi di decisione : dispone di poteri di iniziativa normativa , di decisione amministrativa, è il braccio esecutivo politicamente indipendente dell’UE , ha poteri di controllo verso gli Stati riguardo all’adempimento di obblighi comunitari che possono sfociare in una condanna da parte della Corte di Giustizia per lo stato inadempiente (lettera di messa in mora, parere motivato e si fissa un termine entro cui porre fine all’infrazione, la commissione apre una fase contenziosa e presenta ricorso per inadempimento davanti la corte di giustizia), prepara I bilanci annuali da sottoporre all’approvazione del parlamento e del consiglio. Essa inoltre ha un ruolo chiave nella gestione dei finanziamenti e stabilisce come e quando i Fondi strutturali sono ripartiti tra gli Stati. E’ composta da un numero pari a quello degli stati membri (28) che durano in carica 5 anni, il presidente è eletto dal Parlamento Europeo su proposta del Consiglio Europeo. ➢ Parlamento Europeo , è un organo rappresentativo dotato di legittimazione democratica in quanto i componenti sono eletti dai cittadini dell’Unione a suffragio universale diretto e durano in carica 5 anni. Ha un potere di iniziativa legislativa esercitato tramite la Commissione e risponde alle petizioni dei cittadini comunitari con un mediatore che indaga sui casi di cattiva gestione
denunciati dagli stessi cittadini; ha il controllo sulla Commissione Europea ed esercita congiuntamente al consiglio la funzione legislative e di bilancio. Il Parlamento ha un Presidente, un ufficio di Presidenza ; i suoi membri sono suddivisi in gruppi e lavorano in aula o in commissioni ➢ Corte di Giustizia : è l’organo giurisdizionale comunitario composto da 28 giudici ed ha il compito di giudicare sulle violazioni del diritto comunitario , commesse dagli stati membri o dalle istituzioni europee. La Corte è coadiuvata dal Tribunale di primo grado. ➢ Corte dei conti , è l’organo di controllo contabile della Comunità che esamina le entrate e le spese della stessa e degli organi da essa creati. ➢ Banca centrale Europa, si occupa di gestire l’euro mantenere I prezzi stabili e guidare la politica economica e monetaria dell’UE , collabora con le banche nazionali di tutti I paesi dell’UE e fissa I tassi di interesse. ➢ Comitato economico sociale , è un organo consultivo del Consiglio, della Commissione e del Parlamento Europeo ➢ Comitato delle regioni , anch’esso un organo consultivo delle istituzioni. Dopo aver realizzato una forte integrazione economica tra le società della nuova Europa, culminata nella creazione di un mercato unico e di una moneta unica, la CE e l’UE hanno affrontato la questione di come passare ad avere un’intergrazione politica : le problematiche rilevanti erano circa il carattere non democratico dell’UE (difatti i poteri normativi non sono eletti dai cittadini ), circa la mancanza di una sfera pubblica dove discutere apertamente le politiche europee e circa l’allargamento dell’UE. Così fu istituita la Convenzione Europea costituita da 105 membri con il compito di realizzare la semplificazione dei trattati europei, in modo da giungere ad un “trattato di base” chiamato Costituzione Europea (2003) , comprendente i valori e le scelte fondamentali dell’UE. L’UE si basa su dei principi fondamentali :
della concorrenza da parte delle imprese del paese che ha svalutato.
superiore al rapporto fra debito e Pil del 60%, non possono avere un disavanzo superiore allo 0.5% nel rapporto disavanzo-Pil. Al contrario gli stati che hanno un debito pubblico inferiore al 60%, possono avere un disavanzo superiore, fino all’1% nel rapporto tra disavanzo e Pil. Quindi diciamo c’è un meccanismo di irrigidimento del vincolo che è connesso al debito, che viene a parametrare il disavanzo consentito tra lo 0.5 e l’1% massimo, a seconda che lo stato abbia un debito minore o superiore al 60%. Introduzione di un meccanismo di solidarietà per aiutare gli stati in difficoltà , prima l’ EFSF Europan financial stability facility sostituito dal MES meccanismo europeo di stabilità. 2011 Unione bancaria , realizzata per evitare il contagio tra sistema finanziario privato e finanza pubblica degli Stati ( comprando i debiti pubblici , le banche sono diventate più vulnerabili poichè i mercati finanziari hanno cominciato a ritenerle poco affidabili ) 2012 Dal rafforzamento della Governance europea è risultato accresciuto il cosiddetto deficit democratico dell’Unione: le decisioni prese a livello europeo non sono adottate da organi scelti dai cittadini attraverso procedure democratiche , denotando una prevalenza della tecnocrazia da parte de tecnici di Bruxelles rispetto alla democrazia. Poichè vi erano Stati che rischiavano la bancarotta (Spagna, Portogallo e Grecia), gli stati con finanze pubbliche sane dovevano erogare loro aiuti : ciò ha fatto sì che questi ultimi paesi, come la Germania avessero un’importante rilevanza a livello decisionale per quanto riguarda le politiche da adottare. Tuttavia alla fine sia i paesi creditori che i paesi sottoposti a politiche di austerità hanno subito sacrifici, perciò si apre un bivio: da un lato la prospettiva condivisa dai populisti e euroscettici, ossia restituire agli stati Nazionali una parte delle competenze perdute , dall’altro procedere lungo la strada dell’integrazione, rafforzando il processo di trasferimento dei poteri dal livello nazionale a quello Europeo e di rafforzare i rapporti fra Parlamento nazionale ed Europeo. Nel 2015 è esplosa la crisi della Grecia , quando è stato formato il governo di sinistra radicale di Tsipras che ha avviato un negoziato con le istituzioni europee per ricevere ulteriori aiuti finanziari per evitare il rischio di insolvenza dello stato: ciò che aveva promesso Tsipras era contrario alle rigorose politiche finanziarie europee che volevano imporre; infatti, sottoposte al referendum, hanno bocciato la domanda. Non aderire al programma però significava per la Grecia l’uscita dall’Unione (Grexit), e il ritorno alla Dracma, che avrebbe portato ad un’iperinflazione, fallimenti bancari ecc.; l’altra opzione possibile, attuata poi da Tsipras, era restaurare il rapporto di fiducia con gli altri stati dell’eurozona non rispettando in questo modo le indicazioni democraticamente espresse dal corpo elettorale. Questa vicenda ha messo in evidenza il fatto che la condizione necessaria per godere di sostegno e programmi finanziari di aiuto è avere la fiducia del corpo elettorale nazionale e al tempo stesso mantenere la fiducia dei partners europei. Il 23 giugno 2016 in Gran Bretagna, si è tenuto un referendum circa la permanenza nell’Unione Europea. La maggioranza degli elettori si è espressa a favore dell’uscita dall’Unione: alla luce di ciò il governo inglese dovrà azionare l’art 50 del Trattato sull’Unione Europea, secondo cui ogni stato membro può decidere di recedere dall’Unione. La decisione viene notificata al Consiglio Europeo che negoziando conclude con lo stato un accordo per definire le modalità del recesso. Brexit come disastro : quello che purtroppo è successo nell’Unione Europea è che c’era un incontro tra due tradizioni giuridiche molto diverse tra loro, quella del diritto continentale che deriva dal diritto romano- germanico, approdato alla codificazione napoleonica e quindi divenuto diritto scritto o civil law, e quella di common law, che ha confermato i tratti casistico problematici del diritto romano I giuristi inglesi hanno avvertito ad un certo punto l’invadenza del diritto scritto continentale e ciò ha portato le corti britanniche a reagire fino alla scelta politica che ha portato alla Brexit. Dal punto di vista di uno studioso del diritto pubblico, la Brexit è un completo disastro che interrompe un dialogo tra due sistemi giuridici che sono in Europa, common law e civil law. È molto interessante l’incontro tra queste due tradizioni giuridiche , basti pensare al fenomeno lex