Docsity
Docsity

Prepara i tuoi esami
Prepara i tuoi esami

Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity


Ottieni i punti per scaricare
Ottieni i punti per scaricare

Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium


Guide e consigli
Guide e consigli


DIRITTO PUBBLICO DOMANDE CHIUSE E APERTE E-CAMPUS, Panieri di Diritto Pubblico

Paniere completo con domande aperte e chiuse con le loro relative risposte di diritto pubblico

Tipologia: Panieri

2022/2023

In vendita dal 05/01/2024

laura-mezzatesta
laura-mezzatesta 🇮🇹

2 documenti

1 / 89

Toggle sidebar

Questa pagina non è visibile nell’anteprima

Non perderti parti importanti!

bg1
03. Quali sono le caratteristiche delle norme giuridiche?
La Norma Giuridica costituisce una regola di condotta precostituita in astratto
volta a regolamentare i rapporti di un gruppo sociale.
La Norma Giuridica si caratterizza per i suoi elementi peculiari:
Generalità: in quanto la norma deve rivolgersi alla generaltà degli individui;
Astrattezza: in quanto prendono in considerazione fattispecie astratte a cui
dovranno ricondursi
casi concreti,
Novità: poiché pone prescrizioni prima inesistenti o se esistenti mutandone la
fonte
Esteriorità: poiché oggetto della norma è l'azione del soggetto che si manifesta
all'esterno a nulla valendo gli elementi interni (psichici o morali) che spingono
all'azione.
Imperatività: in quanto l’osservanza della norma è assicurata da un sistema
sanzionatorio .
Positività : in quanto create da organi o soggetti a ciò legittimati.
04. Che cosa si intende per ordinamento giuridico?L'ordinamento giuridico
può essere definito come l'insieme di regole di condotta, ovvero norme
giuridiche, atte a mantenere un ordine e regolare i rapporti tra gli appartenenti
alla comunità sociale che la compongono secondo criteri sistematici.
Il concetto di ordinamento giuridico, infatti, può essere rappresentato dal latino
"Ubi societas ibi ius", ovvero dove esiste una società umana, là esiste la legge.
Questa massima ci insegna che l'elemento caratterizzante ed imprescindibile di
qualsiasi organizzazione sociale è il suo ordinamento giuridico.
05. Quali sono gli elementi essenziali della norma giuridica ?Gli elementi
essenziali della Norma Giuridica sono il precetto, ovvero il comando con il quale
si impone un comportamento, e la sanzione, cioè la reazione dell'ordinamento
giuridico all'inobbedienza del precetto indicato. Il precetto, inoltre, può essere
positivo (es. obblighi) oppure negativo (es. non uccidere).
pf3
pf4
pf5
pf8
pf9
pfa
pfd
pfe
pff
pf12
pf13
pf14
pf15
pf16
pf17
pf18
pf19
pf1a
pf1b
pf1c
pf1d
pf1e
pf1f
pf20
pf21
pf22
pf23
pf24
pf25
pf26
pf27
pf28
pf29
pf2a
pf2b
pf2c
pf2d
pf2e
pf2f
pf30
pf31
pf32
pf33
pf34
pf35
pf36
pf37
pf38
pf39
pf3a
pf3b
pf3c
pf3d
pf3e
pf3f
pf40
pf41
pf42
pf43
pf44
pf45
pf46
pf47
pf48
pf49
pf4a
pf4b
pf4c
pf4d
pf4e
pf4f
pf50
pf51
pf52
pf53
pf54
pf55
pf56
pf57
pf58
pf59

Anteprima parziale del testo

Scarica DIRITTO PUBBLICO DOMANDE CHIUSE E APERTE E-CAMPUS e più Panieri in PDF di Diritto Pubblico solo su Docsity!

  1. Quali sono le caratteristiche delle norme giuridiche? La Norma Giuridica costituisce una regola di condotta precostituita in astratto volta a regolamentare i rapporti di un gruppo sociale. La Norma Giuridica si caratterizza per i suoi elementi peculiari: Generalità: in quanto la norma deve rivolgersi alla generaltà degli individui; Astrattezza: in quanto prendono in considerazione fattispecie astratte a cui dovranno ricondursi casi concreti, Novità: poiché pone prescrizioni prima inesistenti o se esistenti mutandone la fonte Esteriorità: poiché oggetto della norma è l'azione del soggetto che si manifesta all'esterno a nulla valendo gli elementi interni (psichici o morali) che spingono all'azione. Imperatività: in quanto l’osservanza della norma è assicurata da un sistema sanzionatorio. Positività : in quanto create da organi o soggetti a ciò legittimati.
  2. Che cosa si intende per ordinamento giuridico?L'ordinamento giuridico può essere definito come l'insieme di regole di condotta, ovvero norme giuridiche, atte a mantenere un ordine e regolare i rapporti tra gli appartenenti alla comunità sociale che la compongono secondo criteri sistematici. Il concetto di ordinamento giuridico, infatti, può essere rappresentato dal latino "Ubi societas ibi ius", ovvero dove esiste una società umana, là esiste la legge. Questa massima ci insegna che l'elemento caratterizzante ed imprescindibile di qualsiasi organizzazione sociale è il suo ordinamento giuridico.
  3. Quali sono gli elementi essenziali della norma giuridica ?Gli elementi essenziali della Norma Giuridica sono il precetto, ovvero il comando con il quale si impone un comportamento, e la sanzione, cioè la reazione dell'ordinamento giuridico all'inobbedienza del precetto indicato. Il precetto, inoltre, può essere positivo (es. obblighi) oppure negativo (es. non uccidere).
  1. Concetto di cittadinanza e modi di acquisto La cittadinanza è la condizione che attraverso l'ordinamento giuridico attribuisce una serie di diritti e doveri ad un individuo della comunità. Ogni ordinamento statale fissa i criteri per determinare l'acquisto, la perdita ed anche il riaquisto della cittadinanza. I criteri più diffusi per l'acquisto della cittadinanza sono: a) nascita: può essere cittadino di uno Stato colui che ha un genitore già in possesso della cittadinanza (ius sanguinis) oppure colui che nasce sul territorio dello Stato (ius soli); b) estensione: per il quale può essere acquisita la cittadinanza per fatti successivi alla nascita (per adozione, matrimonio); c) concessione dello Stato, subordinata al verificarsi di condizioni o fatti particolari.
  2. Quali sono i caratteri dello Stato Liberale? Il carattere principale è il non interventismo da parte dello Stato in ambito sociale ed economico, in modo tale che domanda e offerta non siano influenzate dallo Stato, anche se spesso questi interventi ci sono, soprattutto in ambito di macroeconomia e in periodi di crisi. Inoltre lo Stato interviene comunque nei casi di difesa e ordine pubblico.[1]Lo Stato liberale nella concezione romantico- ottocentesca si differenzia nella legittimazione del potere tanto dalla democrazia tanto dall'assolutismo monarchico: la sovranità non proviene dall'investitura divina come era sostenuto dai fautori della monarchia assoluta, né dal popolo (come nella democrazia), ma dalla nazione.
  3. Quali sono gli elementi dell'ordinamento statale? Per Stato intendiamo un'entità politica sovrana, costituita da un territorio e da una popolazione che lo occupa, da un ordinamento giuridico formato da istituzioni e leggi. Gli elementi dello Stato sono tre: popolo, territorio e governo
  4. Cosa esprime il concetto di sovranità? La sovranità è l'espressione della somma dei poteri di governo (legislativo, esecutivo e giudiziario), riconosciuta a un soggetto di diritto pubblico internazionale (es. Stato) che può essere una persona o un organo collegiale.
  5. Cosa si intende per Forma di Stato? La forma di Stato è un concetto, elaborato dagli studiosi del diritto, che esprime il modo in cui si relazionano tra loro gli elementi costitutivi dello Stato. Cioè il rapporto che intercorre tra le autorità che detengono poteri sovrani (dotate quindi di potestà di imperio) e la società civile. Si tratta quindi anche
  1. Quali sono le principali Forme di Governo? La forma di governo è determinata dal modo in cui all'interno di un ordinamento viene organizzato il potere politico e la scelta anche dei soggetti a quali è riconosciuta la funzione di indirizzo politico. Sulla base degli elementi strutturali e formali possono essere individuate le seguenti forme di Governo: Governo Parlamentare, Governo Presidenziale, Governo Semipresidenziale e Governo Direttoriale.
  2. Cos'è la ratifica? La ratifica è l'istituto giuridico mediante il quale un soggetto (lo Stato) fa propri gli effetti di un negozio (in questo caso l'accordo) concluso con terzi (altri Stati). Solo i trattati richiedono l'istituto della ratifica essendo sufficiente per gli accordi in forma semplificata la semplice firma.
  3. Con quali procedimenti l'ordinamento pattizio internazionale viene immesso all'interno dell'ordinamento statale? L'adattamento dell'ordinamento interno di uno Stato all'ordinamento internazionale può avvenire attraverso tre modalità: il ricorso a procedimenti ordinari di produzione giuridica, il ricorso a procedimento speciale e l'adattamento in forma automatica. Nei procedimenti ordinari di produzione giuridica il legislatore nazionale adotta norme il cui contenuto è dato dagli obblighi internazionali assunti. Di solito lo strumento utilizzato è la legge ordinaria. Nel procedimento speciale, invece, viene approvata una legge che dispone l'adattamento dell'ordinamento interno ai vincoli internazionali attraverso l'ordine di esecuzione "piena e intera esecuzione è data al trattato". In questo caso il testo del trattato è allegato all'ordine di esecuzione che generalmente è una legge ordinaria. L'adattamento automatico, infine, consiste nell'adesione alle norme internazionali mediante nessun atto statale, bensì in forma automatica. In questo caso l'adattamento è immediato, diretto e continuo. Affinché possa operare un meccanismo del genere occorre pero che l'ordinamento interno lo disciplini; nella Costituzione italiana esso è previsto dall'art. 10 comma 1.
  4. Cos'è l'adattamento automatico? L'adattamento dell'ordinamento interno di uno Stato all'ordinamento internazionale può avvenire attraverso tre modalità: il ricorso a procedimenti ordinari di produzione giuridica, il ricorso a procedimento speciale e l'adattamento in forma automatica.

L'adattamento automatico consiste nell'adesione alle norme internazionali mediante nessun atto statale, bensì in forma automatica. In questo caso l'adattamento è immediato, diretto e continuo. Affinché possa operare un meccanismo del genere occorre però che l'ordinamento interno lo disciplini; nella Costituzione italiana esso è previsto dall'art. 10 comma 1.

  1. Cos'è il principio dell'autotutela? La protezione degli interessi dei soggetti dell'ordinamento è disciplinata dall'istituto dell'autotutela. Secondo il principio dell'autotutela il singolo soggetto è autorizzato a ricorrere ad atti coercitivi, come uso della forza militare, sanzioni economiche, etc., per attuare i propri diritti.
  2. Quali sono le fonti derivate dell'UE? Le fonti del diritto europeo La gerarchia delle fonti Il diritto dell'UE comprende due tipi di fonti gerarchicamente ordinate:
  • quelle originarie, che comprendono i trattati comunitari;
  • quelle derivate, cioè i regolamenti, le direttive, le decisioni, le raccomandazioni e i pareri. Le fonti originarie I trattati contengono gli impegni assunti dagli Stati per consentire la costituzione e l'attività dell'Unione; enunciano i principi fondamentali rispettati all'interno dell'UE e disciplinano la composizione, i poteri e l'attività degli organi comunitariI trattati possono essere modificati solo con l'accordo unanime di tutti gli Stati membri. Le fonti derivate Le fonti derivate sono atti normativi emanati dagli organi comunitari nel rispetto dei principi e delle regole stabiliti nei trattati. Di esse solo le prime tre (regolamenti, direttive e decisioni) hanno natura vincolante, mentre le raccomandazioni e i pareri sono atti amministrativi o di indirizzo politico:
  1. Cos'è il principio di sussidiarietà? Il principio di sussidiarietà, in diritto, è il principio secondo il quale, se un ente inferiore è capace di svolgere bene un compito, l'ente superiore non deve intervenire, ma può eventualmente sostenerne l'azione. Esso si è progressivamente affermato all'interno di uno Stato di diritto e nei vari ambiti

concernenti gli obiettivi, l’organizzazione e la modalità di funzionamento della Comunità.

  • Costituiscono il quadro giuridico costituzionale della CE
  • Trattato di Parigi (1951): Comunità europea del carbone e dell’acciaio (CECA)
  • Trattato di Roma (1957): Comunità economica europea (CEE), Comunità europea dell’energia atomica (EURATOM)
  • Trattato di fusione (1965): Consiglio unico, Commissione unica, bilancio unico delle Comunità europee
  • Atto unico europeo (1986): cooperazione politica europea, modifiche ai trattati istitutivi delle Comunità europee
  • Trattato di Maastricht (1992): Unione europea (UE), Comunità europea (CE), Unione economica e monetaria
  • Trattato di Amsterdam (1997): modifiche al trattato UE e ai trattati istitutivi delle Comunità europee
  • Trattato di Nizza (2001): modifiche al trattato UE e ai trattati istitutivi delle Comunità europee
  • Trattato di Lisbona (2009)
  1. Cosa sono i Regolamenti? sono atti formalmente amministrativi, in quanto emanati da organi del potere esecutivo, aventi forza normativa (sostanzialmente normativa), in quanto contenenti norme destinate a innovare l'ordinamento giuridico.
  2. Cosa sono le commissioni di inchiesta? Le commissioni d’inchiesta sono regolate dall’articolo 82 della costituzione italiana e possono essere create ad hoc per svolgere indagini e ricerche su materie e argomenti di interesse pubblico, con gli stessi poteri e le stesse limitazioni dell’autorità giudiziaria. Lo fanno attraverso missioni e sopralluoghi, audizioni con ministri, l’approvazione di relazioni, l’organizzazione di convegni e più in generale un accurato lavoro di studio e documentazione. Possono essere di vario tipo: se bicamerali, si compongono sia di deputati che di senatori e devono essere formate per legge. Se monocamerali, per la costituzione basta una deliberazione della camera o del senato. In entrambi i casi l’atto istitutivo include: gli scopi, la composizione, poteri e limiti, disciplina del segreto, organizzazione interna e tetto di spese per il funzionamento. A conclusione del loro lavoro, questo tipo di commissioni solitamente presenta delle relazioni finali che dovrebbero aiutare il parlamento a presentare ed eventualmente approvare alcuni atti (da ordini del giorno a disegni di legge) in linea con il contenuto del documento. L’istituzione di una commissione (attraverso un atto) deve essere seguita dalla sua effettiva costituzione, con la nomina dei membri da parte dei singoli gruppi. Ciò non sempre avviene.
  1. Cos'è l'interpellanza? L'interpellanza consiste nella domanda rivolta al Governo circa i motivi o gli intendimenti della sua condotta su questioni di particolare rilievo o di carattere generale.
  2. Cos'è l'interrogazione? L'interrogazione consiste nella semplice domanda rivolta al Ministro competente per avere informazioni o spiegazioni su un oggetto determinato o per sapere se e quali provvedimenti siano stati adottati o si intendano adottare in relazione all'oggetto medesimo.
  3. Cos'è l'autodichia? L'autodichia è la facoltà, di cui godono alcuni organi costituzionali, di decidere autonomamente ed in deroga al principio di separazione dei poteri i ricorsi avanzati dai propri dipendenti avverso atti di amministrazione prodotti dagli organi stessi.
  4. Cos'è la risoluzione? È lo scioglimento del vincolo contrattuale, previsto a favore della parte che, in un contratto a prestazioni corrispettive, non sia inadempiente, quando l'altra invece sia colpevole di inadempimento, nonché previsto in caso di impossibilità sopravvenuta della prestazione e sopravvenuta eccessiva onerosità. Prima che si verifichi la risoluzione, il contratto è perfettamente valido: al momento della sua esecuzione, tuttavia, una parte o entrambe non possono raggiungere il pieno soddisfacimento dei propri interessi a causa dell'inadempimento altrui o dell'evento sopravvenuto. Con lo scioglimento del contratto, si rimedia all'alterazione del c.d. sinallagma, ossia il rapporto di interdipendenza tra le reciproche prestazioni contrattuali: il contraente che non possa più ricevere la controprestazione viene, quindi, esonerato dal dover eseguire la propria prestazione.
  5. Quali sono gli atti di indirizzo politico del Parlamento? La Camera (così come il Senato) dispone di alcuni strumenti per la definizione di indirizzi che specificano o integrano il programma su cui si basa il rapporto fiduciario:  la mozione, con la quale è possibile proporre un dibattito e una deliberazione in Assemblea e che contiene una determinata direttiva al Governo;  la risoluzione, con cui possono concludersi, in Assemblea, i dibattiti sulle comunicazioni del Governo o quelli per la discussione di mozioni. In Commissione la risoluzione ha carattere autonomo e consente di definire

sfumate; il presentatore può in ogni caso chiedere che l'ordine del giorno sia votato.

  1. Quali sono le prerogative del Presidente del Consiglio dei Ministri? Le prerogative del Presidente del Consiglio sono:
  2. mantenere l'unità dell'indirizzo politico ed amministrativo;
  3. promuovere e coordinare l'attività dei ministri;
  4. indicare i ministri al Presidente della Repubblica per la successiva nomina;
  5. porre la questione di fiducia alle Camere;
  6. controfirma qualsiasi atto deliberato dal Consiglio e presenta alle Camere i disegni di legge;
  7. esercita funzioni di direzione in materia di servizi per la sicurezza e di segreto di Stato;
  8. promuove e coordina l'azione del Governo relativamente alle politiche comunitarie, ai rapporti con le Regioni e Province autonome.
  9. Come si compone il Governo? Il Governo è l'espressione della maggioranza parlamentare, cioè della coalizione di partiti che hanno ottenuto il maggior numero di seggi in Parlamento. Il Governo è un organo costituzionale complesso, composto a sua volta da altri organi dotati di autonomia e di specifiche funzioni, ma che ne rappresentano gli elementi essenziali ed indispensabili. Il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio e i Ministri da lui proposti. Il Consiglio dei Ministri costituisce un organo collegiale a sé stante. I Ministri sono responsabili, individualmente, degli atti dei loro dicasteri e, collegialmente, di quelli deliberati dal Consiglio dei Ministri. L'organizzazione del Governo può anche presentarsi più articolata di quella essenziale definita in Costituzione. Tale struttura può essere integrata dal Vicepresidente del Consiglio, da Ministri senza portafoglio (così denominati perché non hanno la responsabilità di un ministero) e da Sottosegretari di Stato. Questi ultimi coadiuvano i Ministri nella loro attività, esercitando le competenze dagli stessi espressamente delegate. Al contrario dei Ministri senza portafoglio, i quali fanno parte a pieno titolo del Consiglio dei Ministri, i Sottosegretari non prendono parte alle sedute del Consiglio con la sola eccezione del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, cui sono affidate le funzioni di segretario del Consiglio dei Ministri.
  10. Quali sono le prerogative dei Ministri? Tra le funzioni dei Ministri possiamo annoverare:
  • diritto di iniziativa legislativa;
  • controfirma degli atti del Presidente della Repubblica che essi stessi hanno posto di cui assumono la responsabilità politica;
  • emanazione di atti amministrativi;
  • emanazione di regolamenti.
  1. Quali sono le prerogative del Consiglio dei Ministri? Le prerogative del Consiglio dei Ministri sono:
  • pone la questione di fiducia su proposta del Presidente del Consiglio;
  • decide sugli indirizzi di politica generale ed europea;
  • propone disegni di legge ed atti normativi;
  • decide sui ricorsi alla Corte Costituzionale contro una legge regionale e sui conflitti di attribuzione contro un altro potere dello Stato o una regione;
  • decide sull'annullamento di atti amministrativi illegittimi.
  1. Quali sono gli organi non necessari del Governo?
  1. Vicepresidente del Consiglio: sostituisce il Capo del Governo in caso di assenza o impedimento.
  2. Ministri senza portafoglio: non hanno la titolarità di un ministero e collaborano all'attuazione dell'indirizzo politico del Governo.
  3. Sottosegretari di Stato: collaborano coi ministri nell'esercizio delle funzioni esecutive.
  4. Viceministri: ha la funzione di raccordo tra l'azione del ministro con quella dei sottosegretari ( figura introdotta nel 2001)
  5. Comitati interministeriali: composti da più ministri per l'esercizio coordinato di specifiche attività.
  6. Consiglio di gabinetto: composto da ministri scelti dal Capo del Governo con funzione consultiva.
  7. Commissari Straordinari: nominati per la gestione di situazioni particolarmente delicate per la vita del Paese
  1. Quali sono le funzioni del Governo? Il Governo ha, come prima attribuzione, la funzione di indirizzo politico, attraverso la quale esercita il ruolo di guida del paese. Mantiene l'unità di indirizzo politico e amministrativo, promuovendo e coordinando l'attività dei ministri. Il compito del Governo è quindi quello di intervenire sulla situazione generale dello Stato, con riferimento agli aspetti economici e sociali, persanarla, migliorarla o manteneria in equilibrio secondo le diverse necessita.
  1. La Corte di Giustizia Europea  Ruolo: garantire che il diritto dell'UE venga interpretato e applicato allo stesso modo in ogni paese europeo, garantire che i paesi e le istituzioni dell’Unione rispettino la normativa dell’UE.  Membri: o Corte di giustizia: un giudice per ciascun paese dell'UE, più undici avvocati generali o Tribunale: due giudici per ciascun paese dell'UE  Anno di istituzione: 1952  Sede: Lussemburgo  Sito web: Corte di giustizia dell'Unione europea (CGUE) La Corte di giustizia dell'Unione europea (CGUE) interpreta il diritto dell'UE per garantire che sia applicato allo stesso modo in tutti gli Stati membri e dirime le controversie giuridiche tra governi nazionali e istituzioni dell'UE. Può essere adita, in talune circostanze, anche da singoli cittadini, imprese o organizzazioni allo scopo di intraprendere un'azione legale contro un'istituzione dell'UE qualora ritengano che abbia in qualche modo violato i loro diritti.
  2. Quali sono i criteri per risolvere le antinomie? Con il termine antinomie si indicano i contrasti tra norme che tendono a disciplinare la stessa fattispecie. Per risolvere tali contrasti si fa ricorso ai seguenti criteri:
  • criterio cronologico: risolve le antinomie tra due norme prodotte da fonti aventi il medesimo valore gerarchico (due leggi, due regolamenti, etc.) applicando la norma successiva nel tempo e non la precedente. In base a tale criterio, pertanto, la norma precedente viene abrogata.
  • criterio gerarchico: si applica quando le norme in contrasto provengono da fonti diverse (es. Costituzione e legge ordinaria); in questo caso prevale la norma posta dall'ordinamento in posizione gerarchicamente superiore. Diversamente dal criterio cronologico, la norma soccombente non si considera abrogata ma invalida e dunque soggetta da annullamento, in quanto nella sua formazione non si è tenuto conto dell'ordine gerarchico delle fonti;
  • criterio della competenza: si applica quando nell'ordinamento le fonti sono ordinate secondo differente competenza sia in ambito territoriale (legge statale e legge regionale) o sulla materia da disciplinare (legge ordinaria e regolamenti parlamentari). Secondo questo criterio si da applicazione alla norma posta dalla fonte competente a disciplinare la fattispecie con esclusione di altre fonti. Anche in questo caso la norma soccombente è dichiarata invalida e dunque soggetta da annullamento.
  1. Cos'è l'attività interpretativa? L'interpretazione costituisce quell'attività finalizzata a individuare le norme ricavabili da una disposizione e a determinarne il loro significato. Le vie interpretative possono essere distinte in:
  • letterale o testuale: si attribuisce alle disposizioni il significato proprio delle parole, così come risulta dall'uso comune e dalle connessioni sintattiche fra le stesse;
  • teleologica: secondo il fine o l'intenzione del legislatore che l'ha formulata;
  • logico-sistematica: secondo la connessione tra la disposizione da interpretare con altre disposizioni ed in relazione ad i principi fondamentali dell'ordinamento;
  • analogica: quando occorre rimediare a vuoti o lacune normative si utilizza l'analogia che consiste nell'applicare a un caso non previsto una disciplina prevista per casi simili;
  • autentica: quando il legislatore interviene con una legge volta proprio a chiarire il significato di una disposizione di dubbio significato.
  1. Che differenza sussiste tra abrogazione e annullamento di una norma? L'abrogazione è quel fenomeno giuridico in base al quale una norma o una disposizione di essa viene revocata per porre fine alla sua vigenza circoscrivendo la sua efficacia e la sua applicabilità nel tempo. L'annullamento, invece, si verifica quando la norma viene ritenuta invalida, per esempio se nella sua formazione non si è tenuto conto dell'ordine gerarchico delle fonti. L'invalidità diversamente dall'abrogazione determina l'eliminazione dall'ordinamento dell'atto e la perdita di ogni efficacia prodotta nel futuro e nel passato.
  2. Cos'è l'analogia? L'analogia è un procedimento mediante il quale l'interprete del diritto, qualora vi sia una lacuna (ovvero quando un caso o una materia non siano espressamente disciplinati), applica le norme previste per casi simili o materie analoghe
  3. Cosa sono le fonti e come vengono classificate? Per fonti del diritto si intendono quei atti o fatti idonei a produrre diritto. Le fonti si dividono in:
  • Fonti di cognizione: i testi che contengono le forme giuridiche;

La legge delega, secondo l'ordinamento costituzionale italiano, è una legge formale approvata dal Parlamento, che delega il Governo a esercitare la funzione legislativa su di un determinato oggetto. La legge di delega contiene l'oggetto della delega, i principi e le direttive al quale il Governo deve attenersi, il termine entro il quale esercitare la delega.

  1. Cosa si intende per Riserva di legge e come si differenzia? L'istituto della riserva di legge non essendo omogeneo si differenzia in vari modi: riserva di legge assoluta, quando la materia deve essere regolata integralmente dalla legge; riserva di legge relativa, quando i principi sono stabiliti dalla legge, riducendo la discrezionalità dell'esecutivo, che però potrà intervenire dettando la disciplina di dettaglio con propri regolamenti.; riserva di legge rinforzate, quando la Costituzione pone dei limiti alla discrezionalità del legislatore, predeterminando alcuni dei contenuti che la legge deve avere
  2. Qual è la classificazione delle fonti nell'Ordinamento Italiano? La Costituzione e le fonti costituzionali, le fonti dell'Unione Europea, le fonti legislative ordinarie e le fonti legislative equiparate, il referendum abrogativo, le fonti espressione di autonomia degli organi costituzionali, le fonti regolamentari, le fonti del diritto regionale, le fonti degli enti locali, le fonti delle autonomie collettive, le fonti fatto.
  3. Cosa si intende per legge ordinaria? Per leggi ordinarie si intendono gli atti legislativi deliberati dal Parlamento connotati della forza di legge, secondo un dato procedimento disciplinato dall'art. 70 e ss. della Costituzione. La Costituzione assegna alla legge importanti materie mediante le riserve di legge.
  4. Quali sono i caratteri della consuetudine? La consuetudine, detta anche uso normativo, è una fonte del diritto. Essa consiste in un comportamento costante ed uniforme, tenuto dai consociati con la convinzione che tale comportamento sia doveroso o da considerarsi moralmente obbligatorio. Gli elementi della consuetudine sono due: un comportamento ripetuto nel tempo e la convinzione che ripetere il comportamento sia giuridicamente dovuto. Le consuetudini possono essere: -secundum ,quando sono conformi alle norme poste da fonti atto -praeter leggem, quando operano al di fuori di norme poste da fonti atto -contra legem, quando sono in contrasto con norme poste da fonti atto.
  5. Quali sono i limiti all'adozione dei Decreti Legge? L'art. 15 della legge 400 del 1988 individua una serie di limiti alla decretazione d'urgenza. Il Decreto legge non può: a) conferire deleghe legislative;

b) provvedereallemateriechel'art.72.4CostituzioneriservaalParlamento; () riprodurre disposizioni di decreti legge dei quali sia stata negata la conversione; d) regolarerapportigiuridicisortisullabasedidecretileggenonconvertiti; e) ripristinare l'efficacia di disposizioni dichiarate illegittime dalla Corte Costituzionale per vizi di procedimento.

  1. Quali sono gli atti normativi equiparati alla legge? La Costituzione derogando al principio della separazione dei poteri in base al quale la funzione legislativa spetta al Parlamento, consente in giustificati casi che il Governo emani atti legislativi aventi la stessa forza della legge ordinaria. Gli atti aventi forza di legge del Governo sono i Decreti legislativi ed i Decreti legge. Anche in questi casi il Parlamento, tuttavia, interviene in via preventiva nel caso del decreto legislativo o in via successiva nel caso del decreto legge.
  2. Quali sono i caratteri della Costituzione Italiana? La Costituzione è la fonte primaria ed originaria in quanto è espressione dalla volontà costituente dell'ordinamento e come tale ne esprime i principi, i valori e stabilisce le linee organizzative della comunità politica. La Costituzione italiana presenta i seguenti caratteri:
  • scritta: si tratta di un documento redatto in forma solenne da un organismo appositamente convocato.
  • votata: adottata da un organismo democraticamente eletto, ovvero dall'Assemblea Costituente;
  • rigida: non modificabile da leggi ordinarie, ma solo attraverso un procedimento legislativo aggravato, che richiede un consenso più ampio rispetto a quello della sola maggioranza;
  • lunga: in quanto disciplina dettagliatamente il funzionamento degli organi costituzionali ed elenca i diritti e i doveri dei cittadini. Inoltre riconosce, oltre le libertà civili, anche i diritti politici ed economici ed enuncia i valori e principi ai quali ispirarsi.
  1. Quali sono i limiti alla revisione Costituzionale? Nonostante la presenza di leggi di revisione costituzionale, volte a modificare il testo costituzionale mediante un procedimento di formazione aggravato (vedremo in seguito), esistono tuttavia dei limiti alla revisione della Costituzione. Limiti espressi come stabilito dall'art. 139 "la forma repubblicana non può essere oggetto di revisione costituzionale" ma anche limiti impliciti che fanno riferimento ai principi supremi dell'ordinamento costituzionale cha la Corte Costituzionale ha richiamato nella sent. n. 1146 del 1988.
  2. Cos'è la legge di conversione?
  1. Perché il referendum abrogativo è fonte del diritto? La collocazione della referendum abrogativo nel sistema delle fonti del diritto, è stata posta in discussione poiché esso avrebbe effetti meramente negativi ed unidirezionali, tali da determinare esclusivamente la caducazione di una normativa vigente. Con ciò divergendo dalla riconosciuta caratteristica propria degli atti normativi e cioè la potenziale capacità di creare diritto operando sulla norme vigenti nel senso di modificarle, di sostituirle o di aggiungerne di nuove. Se ci si riferisce all’ordinamento giuridico nel suo complesso, non vi è dubbio che anche la semplice soppressione di una norma vigente determina una modifica dell’ordinamento, nel quale la norma suddetta è inserita. Non si potrà negare in tal modo la capacità innovativa della referendum abrogativo e dunque la sua qualificazione come fonte del diritto. Infatti la mera soppressione di una norma non è necessariamente fine a se stessa, ben potendo determinare effetti rilevanti sul significato delle norme residue e comunque l’attivazione di processi automatici di superamento della lacuna creata dall’abrogazione. La stessa corte costituzionale attribuendo al referendum ex articolo 75, ora in maniera indiretta ora in maniera esplicita, il rango di fonte del diritto è equiparata alla legge ordinaria. La corte parla di potestà normativa diretta del popolo anche se limitata all’abrogazione. La corte ammette anche che la mera abrogazione possa avere effetti innovativi nell’ordinamento e possa produrre nuove norme, con ciò sciogliendo ogni minimo dubbio sulla qualificazione o meno della referendum come fonte del diritto
  2. Quali sono le fonti secondarie nell'ordinamento italiano? FONTI SECONDARIE: I REGOLAMENTI Le fonti di diritto secondarie si collocano al terzo grado della scala gerarchica e sono costituite da vari tipi di regolamenti adottati dal potere esecutivo (Governo) oppure dagli enti pubblici territoriali (Regioni, Comuni). Le fonti secondarie non possono contenere norme in contrasto con le leggi altrimenti sarebbero illegittimi. Lo scopo dei regolamenti è stabilire le norme per l'applicazione delle leggi.

 Regolamenti esecutivi: quando le leggi si limitano a regolare una certa materia spetta al potere esecutivo definire le modalità di attuazione della stessa.  Regolamenti indipendenti: emanati dal potere esecutivo, disciplinano materie che non sono regolate dalla legge.

  1. Quali sono i caratteri della Costituzione Italiana? La Costituzione della Repubblica Italiana è:  Scritta, in quanto è contenuta in un documento scritto;  Votata, in quanto è stata approvata dal corpo elettorale;  Rigida nel senso forte, in quanto non può essere modificata da leggi ordinarie, ma solo da leggi costituzionali;  Lunga, in quanto riconosce oltre ai diritti civili, e politici, anche i diritti sociali ed economici;  Laica.
  2. Quali sono gli organi costituzionali?  Presidenza della Repubblica  Parlamento italiano  Senato della Repubblica  Camera dei deputati  Corte costituzionale
  3. Quali sono i caratteri fondamentali degli organi costituzionali? La funzione legislativa è svolta dal Parlamento (ed anche dagli organi dotati di autonomia legislativa). La funzione esecutiva è esercitata dal governo e dalla pubblica amministrazione. La funzione giurisdizionale, infine, è affidata alla magistratura. Il Parlamento, secondo quanto stabilisce il dettato costituzionale, è composto dalla Camera dei deputati e dal Senato della Repubblica (sistema bicamerale). Ad esso spetta non solo l’esercizio della funzione legislativa ma anche di compiere attività straordinarie quali: l’elezione del Presidente della Repubblica, la messa in stato di accusa del Presidente della