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Una dettagliata analisi dei regolamenti statali e non statali in Italia, inclusi i loro tipi e funzioni. Viene inoltre esplorato il concetto di pubblica amministrazione, i suoi servizi e forme private, e i ruoli e poteri di enti autonomi come regioni, province e comuni.
Tipologia: Sintesi del corso
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Si chiama ordinamento giuridico un gruppo di soggetti dotati di un'organizzazione è regolato da norme. Sono ordinamenti giuridici lo stato, i sindacati, i partiti, l'ordinamento sportivo, quello religioso, eccetera. Mentre, però, alcuni ordinamenti sono molto sviluppati, altri lo sono meno. Lo Stato per esempio è l'ordinamento giuridico più sviluppato ed è composto da molti soggetti, ha un'organizzazione imponente, ed è soggetto a un sistema molto complesso di norme. Lo stato è un ordinamento così sviluppato da far credere ad alcuni o che non esiste un altro dinamiti giuridici o che gli altri ordinamenti giuridici siano stati tutti creati dallo stato. Entrambe delle affermazioni sono sbagliate poiché da una parte non è vero che lo stato ha assorbito tutti gli ordinamenti giuridici perché se ciò avvenisse, si avrebbe una prevalenza così forte dello stato da condurre a eccessi oggi non più accettabili. E non è vero che ogni ordinamento è creato dallo stato. Per esempio i sindacati e partiti sono costituiti da cittadini che si associano, creano apparati e si danno regole, indipendentemente dall' iniziativa dello stato. Quindi anche se lo stato è l'ordinamento giuridico più complesso questo non vuol dire che tutto il diritto promana dallo stato. Vi sono anche altri ordinamenti giuridici e i due esempi più rilevanti sono quelli costituiti dall’ordinamento internazionale e da quello sindacale.
far parte di un ordinamento giuridico più ampio. Per esempio l'ONU e OMC.
lavoratori, i datori di lavoro e i sindacati. I sindacati hanno proprie organizzazioni e stipulano contratti che si applicano come norme ai lavoratori e agli imprenditori, per definirne i diritti e doveri reciproci. Da quanto si è esposto, risulta chiaro che vi è una pluralità di ordinamenti giuridici. Questi coesistono, infatti un lavoratore è membro sia dell'ordinamento statale (in quanto cittadino) sia di quello sindacale (in quanto lavoratore). Tre sono gli elementi indispensabili dell'ordinamento giuridico:
- pluralità di soggetti= un ordinamento giuridico nasce da un gruppo come per i fedeli di una religione o gli iscritti di un sindacato. Ma non basta che vi siano più persone. Occorre che esse, secondo le regole del proprio ordinamento, siano soggetti di diritto. Infatti ogni ordinamento crea i propri soggetti e infatti l'ordinamento statale ha come soggetti cittadini, invece quello internazionale gli stati. -sistema di norme= e la componente più importante dell'ordinamento giuridico perché è sa che stabilisce le regole di attribuzione della soggettività, che definisce le situazioni e rapporti dei vari soggetti. Le norme sono di più tipi ma possono distinguersi in due specie fondamentali Ovvero le norme condizionali che collegano determinati effetti al verificarsi specifici eventi ad esempio e norma condizionale quella del Codice Penale sull'omicidio. E le norme finalistiche che stabiliscono obiettivi. Le norme condizionali Mirano a disciplinare i rapporti tra i soggetti dell'ordinamento mentre quelle finalistiche sono dirette all'organizzazione e Mirano a stabilire il programma di attività. -organizzazione= solo la presenza di un'organizzazione rende possibile il funzionamento di un apparato complesso. Non solo lo stato, ma anche un sindacato, un partito hanno bisogno di uffici che si ordinano in un apparato. Gli uffici infatti di solito sono permanenti e svolgono le funzioni dello Stato ispirandosi al criterio della divisione del lavoro, per cui un ufficio svolge un'attività, un altro un’altra attività. Gli ordinamenti giuridici sono equiordinati o subordinati. Quelli equiordinati sono ad esempio i rapporti degli ordinamenti statali che sono di equiordinazione, ciascuno stato è indipendente dall'altro e ne riconosce alcune regole. Mentre il rapporto tra ordinamento sindacale e quello statale è di subordinazione. L'ordinamento sindacale pur essendo autonomo deve accettare le regole dell'ordinamento statale.
2.Il diritto. " nel diritto italiano, l'iniziativa economica privata è libera". Con questa espressione si vuol dire che nell'ordinamento giuridico italiano l'attività di impresa si svolge liberamente e in questo caso il diritto è sinonimo di ordinamento giuridico. " in quanto proprietario, ho diritto di usare il mio Podere" con questa frase si può dire che un soggetto, in quanto proprietario, il diritto di usare il proprio bene. In questo caso il diritto è un attributo del soggetto. "Il diritto penale vieta l'omicidio" con questa frase si vuol dire che una norma Ovvero la legge penale vieta un comportamento. In questo caso il diritto è uguale a norma. I principali rami del diritto sono il diritto pubblico e diritto privato.
I regolamenti si distinguono in: Regolamenti statali , se promanano da organi dello Stato e a loro volta si distinguono in:
Dal privato: in tal caso ha solo scopi conoscitivi e vale solo per l’interessato I codici sono leggi molto ampie che contengono le disposizioni dirette a regolare un rame del diritto. In Italia ve ne sono 5: codice civile, codice di procedura penale, di procedura civile, codice penale, codice della navigazione. Il codice civile è composto da 2969 articoli. Poiché le leggi sono abbondanti e disordinate, le si raccoglie in Testi Unici, che possono essere di due tipi: possono riprodurre ed ordinare norme senza mutarne il contenuto oppure riproducono e ordinano modificando ed adattando le leggi esistenti. I testi unici possono essere redatti solo dal Governo. Il cittadino o altro soggetto non può sostenere di non conoscere la legge, per giustificare un’eventuale inosservanza, secondo il principio che Ignorantia Legis Non Excusat («La legge non scusa gli ignoranti»).
Dei tre elementi degli ordinamenti giuridici, l'organizzazione è quello meno noto e studiato perché per lungo tempo si è pensato che il diritto si esaurisce nel norme. Nell'ambito dell'organizzazione, Sì e poi distinta l'organizzazione costituzionale da quella amministrativa. Alla prima è dedicata a gran parte della Costituzione mentre la seconda trova solo la sua testa di Capitolo nella costituzione ovvero articolo 97, ed è poi disciplinata dalle leggi ordinarie. Più di metà della Costituzione Italiana dall' Articolo 55 all'articolo 139, è costituita da norme dedicata l'ordinamento della repubblica. In questa parte sono disciplinate: l'organizzazione costituzionale: ovvero le funzioni, le strutture, procedimenti degli organi. l'organizzazione della Magistratura: considerata come un ordine autonomo è indipendente da altri l'organizzazione amministrativa: costituita dai ministeri, dalle regioni, dalle province dai comuni. Mentre la Costituzione può entrare in molti dettagli dell'organizzazione costituzionale della magistratura, non può fare altrettanto per l'organizzazione amministrativa. Questa infatti è così ampia da non poter essere disciplinata tutta dalla costituzione. Sull'organizzazione amministrativa la Costituzione stabilisce alcuni principi, come ad esempio quello del pubblico concorso, Ma poi dispone una riserva di legge. E sa cioè stabilisce che l'organizzazione amministrativa deve essere regolato dalla legge. La riserva di legge può essere assoluta (la materia deve essere regolata dalla legge ad esempio l'articolo 13 della Costituzione ammette restrizioni della Libertà personale nei soli casi e modi previsti dalla legge) o relativa ( i principi sono stabiliti dalla legge, riducendo la discrezionalità dell'esecutivo, che però potrei intervenire dettando la disciplina di dettaglio con propri regolamenti). L'organizzazione è un fenomeno complesso in cui si rilevano i seguenti elementi le funzioni il disegno organizzato le procedure da seguire mezzi finanziati e personali Le funzioni e il disegno organizzativo Per comprendere il disegno organizzativo occorre chiarire che, nel passato, le funzioni non venivano attribuite a uffici, ma a persone. Col passare del tempo Le funzioni sono state attribuite sempre più in via permanente anziché temporanea, E anziché essere attribuite a persone sono state state attribuite ha uffici. Ciò non vuol dire che non si debba sempre far ricorso a persone ma che la funzione sia oggettivata nell'ufficio, perdendo quel carattere personale che aveva precedentemente. La persona sarà solo titolare dell'ufficio. Fatto questo passo diventa è rilevante il disegno organizzativo, e cioè la scelta di uno dei tanti modelli organizzativi disponibili. Il nostro modello organizzativo si basa sulla divisione del lavoro per settore. Le procedure La stessa divisione del lavoro tra uffici fa sì che debbano necessariamente sentirsi più uffici. Ad esempio, se si deve decidere sulla destinazione di un'area sita in una città, in una proprietà di rilevante interesse artistico,
6.LO STATO Lo Stato per definizione è ordinamento originario e sovrano poiché non dipende da altro ordinamento. Lo Stato può esser visto come Stato-ente o organizzazione, oppure quale Stato-ordinamento o comunità. In passato si sosteneva che lo Stato fosse composto di tre elementi: Formale : la sovranità Materiale : il territorio Personale : il popolo, l’unico tra questi ad essere ancora considerato elemento dello Stato. Tradizionalmente lo Stato è considerato sovrano in quanto la sua autorità non ha altre autorità superiori a cui sottoporsi. Al giorno d’oggi, però, tale concezione non è più vera ed anzi la sovranità spetta al popolo. Tradizionalmente, come abbiamo visto, il territorio era considerato un elemento costitutivo dello Stato perché oggetto di un rapporto giuridico. Esso si compone: Di uno spazio terrestre compreso nei confini Di un soprasuolo e sottosuolo Del mare territoriale Dei luoghi riconosciuti da altri Stati extraterritoriali o immuni. È evidente, quindi, che esso non è elemento costitutivo dello Stato, ma costituisce unicamente il limite di validità dell’ordinamento giuridico e quindi è un limite all’azione dello Stato. La divisione dei poteri è compiuta attraverso tre apparati: Le assemblee legislative , che adottano precedetti generali ed astratti(norme) L’apparato esecutivo , che esegue e attua la politica statale Il potere giudiziario , che giudica le controversie tra i cittadini. Col passare del tempo, il potere legislativo è arrivato ad essere il potere con maggiore legittimazione e forza. I parlamenti eletti a suffragio più ampio divennero legislatori onnipotenti. Contemporaneamente classi e ceti detentori del potere di governo perdevano importanza, fino a perdere il privilegio del potere di governo. L’uguaglianza del diritto di voto e l’espansione a ceti fino ad allora esclusi procedendo ad un livellamento. A questo punto la divisione dei poteri è un mero principio di distribuzione delle funzioni tra gli organi e tale divisione ai giorni d’oggi ha un valore relativo e tendenziale. Le caratteristiche di tale divisione oggi sono: La divisione tendenziale dei compiti tra organi di vertice Il reciproco bilanciamento e controllo tra tali organi Negli ordinamenti moderni si sono venuti ad istituire nuove funzioni, quali funzione costituente, di indirizzo politico e neutrali ed è venuto a scomparire il concetto secondo cui i poteri legislativi, esecutivi e giudiziari spettino esclusivamente, in ordine, a parlamento, governo e giudici. La costituzione in senso formale è un atto, in senso materiale è la situazione di fatto dei rapporti tra gli organi fondamentali dell’ordinamento.; il potere costituente si aggiunge ai poteri principali sopra indicati. La funzione di indirizzo politico risponde all’esigenza che la distribuzione dei vari compiti statali tra gli organi sia preceduta da un momento di riflessione unitaria. Funzione costituente e di indirizzo politico hanno, rispetto alla tripartizione dei poteri, una priorità logica e cronologica e una funzione integrativa. I poteri legislativi, esecutivi e giudiziali si svolgono con atti tipici, nel caso dell’indirizzo politico non vi sono atti tipici; infatti tali funzioni si attuano attraverso atti di diversa natura.
Negli ordinamenti contemporanei vi sono settori che necessitano un intervento non di parte dello Stato. Perché gli interventi non siano di parte sono stati creati poteri indipendenti con compiti di tutela della concorrenza e del mercato, di controllo della borsa e del mercato finanziario… questi organismi controllano settori dell’economia senza esser sottoposti a direttive governative e i componenti non sono nominati dal governo. Non solo il Parlamento ha potere legislativo, infatti anche Governo e regioni possono emanare atti con forza di legge. La funzione esecutiva non spetta solo a Governo ed amministrazione, in quanto anche al giudice è data la possibilità di svolgere attività amministrativa a protezione degli interessi di persone non capaci di intendere e volere. Si può facilmente intuire che non vi è una perfetta identificazione tra funzioni ed organi chiamati a svolgerle. Lo Stato è in un permanente conflitto con la società civile, costituita dai cittadini in lotta per la libertà. Esso tende a comprimere le libertà, la società ad ampliarle. La situazione ai giorni d’oggi è cambiata. Non vi è più una separazione netta tra Stato e società civile, accanto al rapporto di opposizione si affaccia un rapporto nel quale lo Stato svolge una funzione positiva operando a favole dei privati. Un modo per diminuire il distacco tra Stato e cittadini è costituito dagli strumenti di democrazia indiretta: in primo luogo l’elezione dei titolari degli organi principali dello Stato. Più difficile è la democrazia diretta: consente alla stessa società civile di prendere le decisioni che la riguardano. Uno strumento simile alla democrazia diretta è stato introdotto in Italia con il referendum o deliberazione popolare diretta. La prima forma di Stato che si è avuta fu lo Stato patrimoniale, in cui gli istituti e gli aspetti principali dello Stato sono ancora regolati dal diritto privato; la persona fisica del monarca non si distingueva dalla persona giuridica dello Stato. Nel settecento si sviluppò lo Stato di Polizia che allargò la sua attività a campi lasciati prima alla sfera privata. Nell’ottocento si sviluppò lo Stato di diritto o Stato liberale che riconosce e tutela i diritti del cittadino; si diffonde la divisione dei poteri, in modo da non concentrare tutto il potere in una sola mano consentendo che un potere controlli l’altro. L’ultimo sviluppo conduce allo Stato sociale, che riduce o corregge gli squilibri economici e sociali e tenta d’assicurare un’uguaglianza sostanziale. Le principali forme di stato attuali sono: In relazione all’equilibrio ed alla distribuzione dei poteri pubblici sul territorio, unitarie, federali e regionali In relazione al rapporto tra società e Stato, democratiche e autoritarie In relazione all’assetto dei rapporti economici, capitalistiche e socialiste Lo stato italiano è Repubblicano, Democratico, Regionale, Pluralista (si garantiscono diritti ai soggetti ed ai gruppi e formazioni sociali) I rapporti tra stato e chiesa possono ispirarsi a vari principi:
il Consiglio europeo che comprende un rappresentante per ogni stato: il Capo di Stato (se si tratta di repubbliche semipresidenziali o presidenziali) o quello di Governo (se si tratta di monarchie o repubbliche parlamentari). La presidenza è assegnata a uno stato e ruota ogni 6 mesi; il presidente di turno è anche il Presidente dell'Unione europea la Commissione europea, che rappresenta gli interessi generali dell'UE, formata da un Commissario per Stato membro, con sede a Bruxelles. la Corte di giustizia delle Comunità europee, che vigila sull'applicazione del diritto comunitario, con sede a Lussemburgo. la Corte dei Conti europea, che verifica il finanziamento delle attività dell'UE, con sede a Lussemburgo. Il Mediatore Europeo, che difende i cittadini e le organizzazioni dell'UE dalla cattiva amministrazione Il Garante europeo della protezione dei dati, che assicura che le istituzioni e gli organi dell'UE, nel trattamento dei dati personali, rispettino il diritto alla privacy dei cittadini dell'Unione. La Banca centrale europea, che è responsabile per la politica monetaria europea; La Banca europea degli investimenti, che finanzia i progetti di investimento dell'UE; Il Fondo europeo per gli investimenti, che fornisce garanzie e capitale di rischio per aiutare le piccole e medie imprese. Il Comitato economie e sociale europeo, che rappresenta la società civile e le due componenti dell'industria; Il Comitato delle regioni, che rappresenta le autorità regionali e locali. Il Trattato di Maastricht ha creato l'Unione Europea, strutturandola in tre pilastri: Comunità europea: mercato comune europeo, unione economica e monetaria oltre ad una serie di altre competenze aggiunte nel tempo. Politica estera e di sicurezza comune: costruzione di una politica unica verso l'esterno. Cooperazione Giudiziaria e di Polizia in materia penale: costruzione di uno spazio europeo di libertà, sicurezza e giustizia. In alcune di queste materie durante il tempo sono stati concessi degli "opt-out"(possibilità d’opporsi) a diversi paesi membri, che vanno a costituire delle "cooperazioni rafforzate" de facto. L'Unione europea ha da sempre assunto il principio dello stato di diritto e la promozione dei diritti umani come propri valori fondanti; essa difende attivamente tali diritti sia all'interno dei suoi confini che nelle proprie relazioni estere, ponendo talvolta precisi requisiti per la concessione di accordi commerciali o di altro genere. Per quanto riguarda la situazione interna, l'Unione europea si propone di combattere il razzismo e la xenofobia attraverso il sostegno ad una rete di organizzazioni non governative ed una specifica Agenzia. Dal punto di vista delle relazioni internazionali i principali obiettivi sono dichiaratamente il progresso e la pacificazione internazionale, ritenuti possibili solo nell'ambito di una struttura democratica.
Tutte le istituzioni che abbiamo descritto producono delle norme giuridiche attraverso degli atti. I principali sono due:
La fattispecie concreta, invece, è quando viene riferito il tipo di danno. Dunque sotto la fattispecie astratta si hanno diverse e molteplici fattispecie concrete che non vengono evidenziate in modo dettagliato nei regolamenti ma, appunto, in maniera astratta.
4. La fase repubblicana con la quale cessano le discriminazioni nella concessione del diritto di voto, si ricostituiscono partiti e sindacati e si allargano i servizi sociali. Le componenti principali di tali fasi sono quindi: il corpo elettorale, l’organizzazione politica e sindacale, la costituzione, l’intervento economico e sociale dello Stato ed il rapporto tra centro e periferia. Nella prima fase la maggior parte degli italiani non poteva votare, erano esclusi donne, persone senza istruzione e poveri. Nella seconda fase il voto s’estese a tutti i cittadini tranne le donne; nella terza si svolsero solo due consultazioni elettorali e comunque senza connotato di democraticità in quanto vi era la possibilità di votare un unico partito(fascista). Nella quarta fase il corpo elettorale si estende a tutti i cittadini integrando anche le donne. Nella prima fase i principali movimenti erano quello liberale, quello radicale e quello repubblicano; tali movimenti formavano coalizioni dette Destra e Sinistra, ed i rapporti tra maggioranza ed opposizione furono sempre fluidi. Nella seconda fase nascono i primi partiti (il primo in assoluto fu il partito socialista seguito poi dal partito democratico e dal partito comunista); nella terza fase la diversità di partiti andò scomparendo a favore del partito unico fascista. Nella quarta fase i partiti furono ricostituiti e si consolidò il pluripartitismo (più partiti concorrenti tra di loro) già realizzatosi prima del fascismo. - Dal 1861 al 1948 l’Italia è stata retta dallo Statuto Albertino concesso nel 1848 da re Carlo Alberto. Tale statuto fu elaborato dai consiglieri del re e dal lui concesso agli amatissimi sudditi, si trattava d’un testo costituzionale breve e flessibile al punto tale da permettere la trasformazione d’un Presidente del Consiglio in Capo del governo e Duce del fascismo. Ciò fu permesso dal fatto che lo statuto Albertino altro non fosse se non una norma di legge ordinaria senza una particolare forza costituzionale. La costituzione del 1948 è repubblicana, infatti la popolazione tramite il referendum che ne aveva preceduto l’adozione il popolo italiano optò per la repubblica. La costituzione del ‘ è democratica perché ricomprende del corpo elettorale tutti i cittadini di cui garantisce diritti e libertà. La costituzione è rigida : - La costituzione è subordinata alla legge - La costituzione non può essere modificata dalla legge, sono le leggi che devono essere conformi alla Costituzione. Se non lo sono le leggi sono incostituzionali. - Per modificare la costituzione non basta la semplice procedura amministrativa, ma serve il procedimento aggravato. Procedimento aggravato in Italia: o Proposta modifica costituzionale in Parlamento o Camera e Senato votano o Se il voto è favorevole alla modifica: dopo tre mesi è necessario un secondo voto sulla modifica perché si pensa che essa sia così importante che bisogna rifletterci. o Se, nella seconda votazione, Camera e Senato approvano con una maggioranza qualificata, cioè i 2/3 dei parlamentari la modifica costituzionale entra in vigore subito. Si prevede che su questa modifica ci sia una enorme convergenza dalle fazioni politiche. o Se, nella seconda votazione, Camera e Senato approvano con la maggioranza assoluta si può richiedere che si verifichi il referendum costituzionale o istituzionale. (es. 4 dicembre 2016 sulla riforma della costituzione) o Avviene la votazione al referendum, in cui non c’è bisogno del quorum (numero minimo di votanti) e si ha una votazione vincolante. o Se il referendum viene approvato allora la modifica costituzionale entra in vigore o Se il referendum viene rigettato la modifica costituzionale non entrerà in vigore.
(infatti le leggi di revisione della costituzione devono essere adottate da ciascuna Camera con due successive deliberazioni a distanza l’una dall’altra di almeno 3 mesi e devono essere approvate a maggioranza assoluta dai componenti di ciascuna delle Camere nella seconda votazione. Il 2 giugno 1946 fu eletta l’Assemblea costituente e tramite referendum fu decisa la forma repubblicana per l’Italia. La costituzione del ‘48 rappresenta un compromesso tra i vari partiti e movimenti presenti nell’Assemblea che la discusse e deliberò.) Nel 1944 , a seguito della svolta di Salerno, le forze politiche (al sud gli Alleati, al nord la Repubblica Sociale Italiana) si riuniscono e il re Vittorio Emanuele III non abdica, ma nomina (compromesso con il fascismo) come proprio luogotenente il figlio Umberto II, che diventa il vero premier potenziale italiano. Quest’ultimo adotta una decreto luogotenenziale che rappresenta una specie di costituzione provvisoria in cui si afferma che alla conclusione della guerra bisogna indire delle elezione per eleggere una nuov Assemblea Costituente che scriverà un nuova Costituzione e dobbiamo indire un referendum per decidere se avere una monarchia o una repubblicana. Alla conclusione della guerra, il 2 giugno 1946, abbiamo contemporaneamente il referendum tra repubblica e monarchia e le elezioni per l’Assemblea costituente Per quanto riguarda il referendum vince la repubblica con 12 milioni di voti, un passaggio elettorale fondamentale perché il suffragio è davvero universale (votarono tutti gli uomini e le donne che hanno compiuto 21 anni). Per quanto riguarda le elezioni dell’Assemblea costituente:
4. La fase repubblicana con la quale cessano le discriminazioni nella concessione del diritto di voto, si ricostituiscono partiti e sindacati e si allargano i servizi sociali. Le componenti principali di tali fasi sono quindi: il corpo elettorale, l’organizzazione politica e sindacale, la costituzione, l’intervento economico e sociale dello Stato ed il rapporto tra centro e periferia. Nella prima fase la maggior parte degli italiani non poteva votare, erano esclusi donne, persone senza istruzione e poveri. Nella seconda fase il voto s’estese a tutti i cittadini tranne le donne; nella terza si svolsero solo due consultazioni elettorali e comunque senza connotato di democraticità in quanto vi era la possibilità di votare un unico partito(fascista). Nella quarta fase il corpo elettorale si estende a tutti i cittadini integrando anche le donne. Nella prima fase i principali movimenti erano quello liberale, quello radicale e quello repubblicano; tali movimenti formavano coalizioni dette Destra e Sinistra, ed i rapporti tra maggioranza ed opposizione furono sempre fluidi. Nella seconda fase nascono i primi partiti (il primo in assoluto fu il partito socialista seguito poi dal partito democratico e dal partito comunista); nella terza fase la diversità di partiti andò scomparendo a favore del partito unico fascista. Nella quarta fase i partiti furono ricostituiti e si consolidò il pluripartitismo (più partiti concorrenti tra di loro) già realizzatosi prima del fascismo. - Dal 1861 al 1948 l’Italia è stata retta dallo Statuto Albertino concesso nel 1848 da re Carlo Alberto. Tale statuto fu elaborato dai consiglieri del re e dal lui concesso agli amatissimi sudditi, si trattava d’un testo costituzionale breve e flessibile al punto tale da permettere la trasformazione d’un Presidente del Consiglio in Capo del governo e Duce del fascismo. Ciò fu permesso dal fatto che lo statuto Albertino altro non fosse se non una norma di legge ordinaria senza una particolare forza costituzionale. La costituzione del 1948 è repubblicana, infatti la popolazione tramite il referendum che ne aveva preceduto l’adozione il popolo italiano optò per la repubblica. La costituzione del ‘ è democratica perché ricomprende del corpo elettorale tutti i cittadini di cui garantisce diritti e libertà. La costituzione è rigida : - La costituzione è subordinata alla legge - La costituzione non può essere modificata dalla legge, sono le leggi che devono essere conformi alla Costituzione. Se non lo sono le leggi sono incostituzionali. - Per modificare la costituzione non basta la semplice procedura amministrativa, ma serve il procedimento aggravato. Procedimento aggravato in Italia: o Proposta modifica costituzionale in Parlamento o Camera e Senato votano o Se il voto è favorevole alla modifica: dopo tre mesi è necessario un secondo voto sulla modifica perché si pensa che essa sia così importante che bisogna rifletterci. o Se, nella seconda votazione, Camera e Senato approvano con una maggioranza qualificata, cioè i 2/3 dei parlamentari la modifica costituzionale entra in vigore subito. Si prevede che su questa modifica ci sia una enorme convergenza dalle fazioni politiche. o Se, nella seconda votazione, Camera e Senato approvano con la maggioranza assoluta si può richiedere che si verifichi il referendum costituzionale o istituzionale. (es. 4 dicembre 2016 sulla riforma della costituzione) o Avviene la votazione al referendum, in cui non c’è bisogno del quorum (numero minimo di votanti) e si ha una votazione vincolante. o Se il referendum viene approvato allora la modifica costituzionale entra in vigore o Se il referendum viene rigettato la modifica costituzionale non entrerà in vigore.
(infatti le leggi di revisione della costituzione devono essere adottate da ciascuna Camera con due successive deliberazioni a distanza l’una dall’altra di almeno 3 mesi e devono essere approvate a maggioranza assoluta dai componenti di ciascuna delle Camere nella seconda votazione. Il 2 giugno 1946 fu eletta l’Assemblea costituente e tramite referendum fu decisa la forma repubblicana per l’Italia. La costituzione del ‘48 rappresenta un compromesso tra i vari partiti e movimenti presenti nell’Assemblea che la discusse e deliberò.) Nel 1944 , a seguito della svolta di Salerno, le forze politiche (al sud gli Alleati, al nord la Repubblica Sociale Italiana) si riuniscono e il re Vittorio Emanuele III non abdica, ma nomina (compromesso con il fascismo) come proprio luogotenente il figlio Umberto II, che diventa il vero premier potenziale italiano. Quest’ultimo adotta una decreto luogotenenziale che rappresenta una specie di costituzione provvisoria in cui si afferma che alla conclusione della guerra bisogna indire delle elezione per eleggere una nuov Assemblea Costituente che scriverà un nuova Costituzione e dobbiamo indire un referendum per decidere se avere una monarchia o una repubblicana. Alla conclusione della guerra, il 2 giugno 1946, abbiamo contemporaneamente il referendum tra repubblica e monarchia e le elezioni per l’Assemblea costituente Per quanto riguarda il referendum vince la repubblica con 12 milioni di voti, un passaggio elettorale fondamentale perché il suffragio è davvero universale (votarono tutti gli uomini e le donne che hanno compiuto 21 anni). Per quanto riguarda le elezioni dell’Assemblea costituente:
4) Legge sull’aborto 194 del 1978 Queste leggi hanno consentito di rendere il diritto di famiglia, disciplinato per lo più dalle disposizioni del codice civile, più aderente all’ordinamento costituzionale. Gli articoli che disciplinano il diritto alla famiglia sono: ART. “ La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio. Il matrimonio è ordinato sull'eguaglianza morale e giuridica dei coniugi, con i limiti stabiliti dalla legge a garanzia dell'unità familiare.” PRIMO COMMA: riconosce i diritti della famiglia sia dei componenti all’interno della famiglia, sia i diritti della famiglia nella sua progressione esterna nell’ambito della società. La famiglia ha una rilevanza esterna che va all’esterno del nucleo della famiglia e che riguarda la società nel suo insieme. L’elemento centrale è l’istituto del matrimonio che ha subito molte modifiche dato la sua evoluzione. Infatti all’inizio dello Stato italiano era solamente civile, dopo i Patti Lateranensi il matrimonio in chiesa non poteva essere riconosciuto in automatico anche dal punto di vista civile. Si è molto discusso recentemente sull’art. 29 per il riconoscimento del matrimonio tra persone dello stesso sesso. Ci si è chiesti se questa norma era incostituzionale, la Corte Costituzionale ha sempre rifiutato il riconoscimento giurisdizionale del matrimonio tra gli stessi sessi perché si applicava l’interpretazione dell’articolo in chiave storica. Di recente, però, è stata posta una modifica al codice civile riguardante le unioni civili tra persone dello stesso sesso, comporta la creazione di istituzioni che guardano alla formazione sociale. Anche se non si tratta di una famiglia in termini giuridici, sicuramente in termini materiale è una famiglia anche quella. SECONDA COMMA: non era un principio già previsto, ma è l’uguaglianza tra i coniugi o la comunione/separazione dei beni in cui il patrimonio, ora, appartiene alla famiglia.
“È dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli, anche se nati fuori del matrimonio. Nei casi di incapacità dei genitori, la legge provvede a che siano assolti i loro compiti. La legge assicura ai figli nati fuori del matrimonio ogni tutela giuridica e sociale, compatibile con i diritti dei membri della famiglia legittima. La legge detta le norme e i limiti per la ricerca della paternità.” PRIMO COMMA: il mantenimento, l’istruzione e l’educazione dei figli sono allo stesso tempo un dovere e un diritto. Questo ci permette di riflettere sulla coppia diritti/doveri che riguardano anche i figli nati a di fuori del matrimonio, a prescindere dal riconoscimento o meno dei genitori. SECONDO COMMA: ci può essere il caso che i genitori non siano effettivamente in grado di mantenere, istruire ed educare i figli, per questo la legge deve garantire ai genitori degli strumenti che gli permettono di fare ciò e di fornire delle risorse necessarie (sgravi fiscali, concessioni di natura patrimoniale) TERZO COMMA: pieno riconoscimento ai figli naturali ma anche un pieno riconoscimento compatibile con i membri della famiglia. QUARTO COMMA: se la legge detta le norme e i limiti per la ricerca della paternità, sicuramente abbiamo una riserva di legge dal punto di vista formale perché soltanto la legge può stabilirli, si ha il riconoscimento al diritto di conoscere le origini. Tale comma vale anche per la maternità: diritto di conoscere le origini.
“La Repubblica agevola con misure economiche e altre provvidenze la formazione della famiglia e l'adempimento dei compiti relativi, con particolare riguardo alle famiglie numerose. Protegge la maternità, l'infanzia e la gioventù, favorendo gli istituti necessari a tale scopo.” PRIMO COMMA: la Repubblica nel suo insieme cerca di agevolare la formazione della famiglia e lo svolgimento dei compiti familiari nell’ambito delle famiglie più numerose SECONDO COMMA: è compatibile con la legge relativa all’aborto, perché la legge prevede che l’aborto possa avvenire facendo riferimento alle condizioni fisiche e psichiche da parte della madre nei primi tre mesi della gravidanza o dopo i tre mesi solo se ci sono rischi gravi sulla vita della donna.
“Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un'esistenza libera e dignitosa. La durata massima della giornata lavorativa è stabilita dalla legge. Il lavoratore ha diritto al riposo settimanale e a ferie annuali retribuite, e non può rinunziarvi.” PRIMO COMMA: si parla del diritto del lavoro del lavoratore che ha diritto a una retribuzione. La retribuzione non interessa solo il lavoratore ma da essa dipende anche il sostenimento e la sussistenza della famiglia, si rifà all’art. 30 ‘ ’ È dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli, anche se nati fuori del matrimonio’’ La retribuzione è proporzionata oltre alla quantità e alla qualità del lavoro anche alle condizioni socio- economiche del nucleo familiare. I DIRITTI DELLA PERSONA: I PARTITI
“Ogni cittadino può circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale, salvo le limitazioni che la legge stabilisce in via generale per motivi di sanità o di sicurezza. Nessuna restrizione può essere determinata da ragioni politiche. Ogni cittadino è libero di uscire dal territorio della Repubblica e di rientrarvi, salvo gli obblighi di legge.” PRIMO COMMA: La libertà di circolazione sul territorio della Repubblica è un diritto irrevocabile che incontra sempre dei limiti. Si può limitare la circolazione dei cittadini sulla Repubblica per motivi di sanità o per motivi di sicurezza (ESEMPIO quando scoppia un’epidemia e viene isolato il territorio in cui avviene l’epidemia, oppure in Francia quando vi sono stati quei fenomeni terroristici vi erano delle restrizioni della libertà personale e territoriale come il coprifuoco) Nessuna restrizione può essere determinata da ragioni politiche perché conoscendo il rischio del “ Confino”, cioè la misura con cui il regime fascista in sostanza isolava gli oppositori politici (molti intellettuali hanno subito il “Confino”), la Costituzione del 1948 si preoccupa di specificare che non vi deve essere nessuna restrizione sul territorio della Repubblica. SECONDO COMMA: in cui si parla della libertà di immigrazione. Tale libertà si pone in contrasto contro il regime fascista, perché in quel periodo era vietato assolutamente immigrare.