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Diritto regionale del turismo - magistrale Economia del Turismo, Dispense di Diritto Regionale

Appunti ordinati e completi del corso di diritto regionale del turismo.

Tipologia: Dispense

2021/2022

In vendita dal 20/06/2023

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DIRITTO REGIONALE DEL TURISMO
Libro diritto pubblico del turismo per non frequentanti.
Frequentanti slide caricate dopo lezione. Tra 3 o 4 lezioni lavoro aggiuntivo volontario con
approfondimento su un tema, da esporre in aula, valutato e farà media con l’esame. Nell’ultima
lezione verifica finale PRE APPELLO.
Quando si parla di diritto pubblico e quando si parla di diritto privato?
Diritto privato regola rapporti tra privati, in ambito turistico ad es. il danno da vacanza rovinata,
overbooking (?), rapporto contratto di trasporto tra turista e vettore aereo ad esempio. Il turista è
un consumatore e la sua posizione è regolata da fonti specifiche. Regola quindi rapporto tra
consumatore/turista e albergo, struttura ecc…
Diritto pubblico del turismo attiene alle fonti pubblicistiche del settore quindi le regole che
disciplinano questa attività imprenditoriale: costituzione, fonti internazionali, fonti soft law e hard
law, leggi regionali, fonti UE.
Ma quindi come si definisce turismo?
E’ molto difficile dare una definizione univoca di turismo perché non esiste una definizione
ufficiale. Tra le attività che possono rientrare nel turismo abbiamo: viaggio di lavoro, turismo
culturale, turismo religioso, turismo enogastronomico, turismo sportivo, turismo termale… tutte
queste tipologie corrispondono a un ambito di regolazione (le regole permettono di dare una
definizione alle diverse tipologie di turismo, in ambito specifico leggi regionali ecc…).
Il turismo è definito anche in base alla destinazione, alla macro-area di svago e in relazione al
livello di servizio acquistato (notizia pubblicata su e-learning).
Il turismo dipende anche dall’organizzazione: l’organizzazione privata è ad es. l’albergo ma c’è
anche l’organizzazione pubblica che è quella che da le concessioni (es. stabilimento balneare
ecc…).
Il turismo è quindi un settore industriale molto variegato, non riconducibile a un fenomeno
elitario.
Fonte del diritto Qualsiasi atto o fatto (una consuetudine, es il 27 arriva lo stipendio, non è
scritto da nessuna parte ma tutti lo fanno) abilitato dall’ordinamento a produrre regole
giuridiche. È quindi quell’atto che fissa regole giuridiche che hanno una loro capacità di essere
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DIRITTO REGIONALE DEL TURISMO

Libro diritto pubblico del turismo per non frequentanti. Frequentanti  slide caricate dopo lezione. Tra 3 o 4 lezioni lavoro aggiuntivo volontario con approfondimento su un tema, da esporre in aula, valutato e farà media con l’esame. Nell’ultima lezione verifica finale PRE APPELLO. Quando si parla di diritto pubblico e quando si parla di diritto privato? Diritto privato regola rapporti tra privati , in ambito turistico ad es. il danno da vacanza rovinata, overbooking (?), rapporto contratto di trasporto tra turista e vettore aereo ad esempio. Il turista è un consumatore e la sua posizione è regolata da fonti specifiche. Regola quindi rapporto tra consumatore/turista e albergo, struttura ecc… Diritto pubblico del turismo attiene alle fonti pubblicistiche del settore quindi le regole che disciplinano questa attività imprenditoriale: costituzione, fonti internazionali, fonti soft law e hard law, leggi regionali, fonti UE. Ma quindi come si definisce turismo? E’ molto difficile dare una definizione univoca di turismo perché non esiste una definizione ufficiale. Tra le attività che possono rientrare nel turismo abbiamo: viaggio di lavoro, turismo culturale, turismo religioso, turismo enogastronomico, turismo sportivo, turismo termale… tutte queste tipologie corrispondono a un ambito di regolazione (le regole permettono di dare una definizione alle diverse tipologie di turismo, in ambito specifico leggi regionali ecc…). Il turismo è definito anche in base alla destinazione, alla macro-area di svago e in relazione al livello di servizio acquistato (notizia pubblicata su e-learning). Il turismo dipende anche dall’organizzazione: l’organizzazione privata è ad es. l’albergo ma c’è anche l’organizzazione pubblica che è quella che da le concessioni (es. stabilimento balneare ecc…). Il turismo è quindi un settore industriale molto variegato, non riconducibile a un fenomeno elitario. Fonte del dirittoQualsiasi atto o fatto (una consuetudine, es il 27 arriva lo stipendio, non è scritto da nessuna parte ma tutti lo fanno) abilitato dall’ordinamento a produrre regole giuridiche. È quindi quell’atto che fissa regole giuridiche che hanno una loro capacità di essere

portate a compimento o con la forza o con altri atteggiamenti, lo stato è l’unico soggetto che detiene questo potere. Atto significa documento, testo. Se io non rispetto una determinata regola ad es. sull’agriturismo (ad esempio faccio arrivare i prodotti dalla Cina) e arriva un controllo, io ho trasgredito ad un atto giuridico e posso essere punito. Esempio del problema dell’home restaurant (sanità, sicurezza, prezzi concorrenziali…). Altra difficoltà è che il turismo interseca una serie di interessi diversi (anche e soprattuto nel periodo covid ad esempio la sanità e la sicurezza). Titolo 5 della costituzione, notiamo che non c’è una definizione di turismo. Questo non significa che non possiamo ricavare le informazioni utili sul turismo, ci rifacciamo ad altri articoli (Art. 2 che garantisce e tutti di realizzarsi come individui e art. 3 la repubblica si impegna a rimuovere ogni ostacolo, il turismo in questo senso può contribuire alla realizzazione della persona, art. 9 riguardo la protezione ambientale quindi la sostenibilità, anche es. art. 41). Questo però non è sufficiente per fondare un diritto del turismo. La costituzione poi ci dice chi sono i soggetti che fissano le leggi in ambito turistico, la difficoltà è capire se un aspetto è compreso o meno in ambito turistico (?). Art. 117  comma secondo, dopo riforma del titolo V espone materie di competenza regione, stato e concorrenti stato regione. La competenza delle regioni in ambito turistico è fortemente incisa dalla competenza dello stato in determinate materie, ad esempio la concorrenza, la moneta… Art. 32 della costituzione per tutto quello che è stato il covid. Dobbiamo ovviamente considerare anche l’UE, se scrive qualcosa in tema di turismo, lo sguardo UE è pro concorrenziale quindi affronta il tema del turismo dal lato economico favorendo la concorrenza (es. direttiva sui trasporti). E poi ci sono anche i principi del diritto internazionale da tenere conto. Diritto privato risponde a: di chi è? Chi paga questo danno? Diritto pubblico bilancia gli interessi: mai occasione migliore del covid. Stando tutti in casa è venuta meno la libertà di circolazione che è il presupposto del turismo. Durante il covid abbiamo bilanciato tutto in base alla tutela della salute, con aspre contese (es. App immuni con bilanciamento tutela della salute e riservatezza/privacy). Quale turismo ha sofferto di più nel 2020 a causa del covid? Le città d’arte hanno sofferto moltissimo perché non potevi spostarti dal tuo paese. Il turismo balneare è invece esploso (mare vicino a casa). Grande sofferenza delle low cost. Allo stesso modo anche turismo montano in inverno 2020. DATI caricati su e-learning : pre pandemia 13% del PIL, 94% delle imprese sono piccole-medie, media addetti 1-4. Nel 2019 picco assoluto con 131 milioni di arrivi con una crescita del +1,8%, nel 2020 questo trend si ferma. Il post pandemia dovrebbe essere caratterizzato da un programma di ripresa che è il PNRR che fotografa la situazione e fissa degli obiettivi. PNRR  L’UE stanzia soldi per il progetto Next generation EU che è fissato con un regolamento (si applica direttamente agli stati membri, non deve essere recepita, la direttiva invece deve essere recepita, decisione ha un carattere di provvedimento, si rivolge a qualcuno in particolare) dell’unione europea. Portale ITALIA DOMANI per vedere l’andamento del PNRR. Piano con cui lo stato italiano mostra all’UE come verranno utilizzati i fondi stanziati nel piano next generation EU.

PAROLE CHIAVE LEZIONE 2

NOZIONE DI TURISMO

Turismo è l’oggetto della regolazione, dobbiamo capire le regole oggetto di questa materia per sapere se ci sono regole specifiche sul turismo o se ci sono materie che intersecano il turismo. TURISMO = Attività volte a realizzare viaggi e soggiorni, solitamente per motivi di ricreazione o culturali. Ci sono prodotti turistici che mescolano diversi ambiti. Il turismo non è un fenomeno unitario, presenta varie declinazioni che dipendono da tempo, spazio, caratteristiche dei luoghi… Esiste una definizione del concetto di turismo? NO, esiste solo nella legislazione ad HOC di settore. Nel DPR 6/1972  Tentativo di definizione (slide) ma non c’è una definizione giuridica univoca. TURISMO NELLA COSTITUZIONE Anche nella costituzione non c’è una definizione esatta di turismo. In generale il turismo è collegato a tanti diritti fondamentali (diritto al riposo, alla salute es. covid, alla libera circolazione, sviluppo della cultura, diritto al lavoro…). Tutto l’impianto costituzionale si basa sulla persona, il progetto è volto al raggiungimento di una piena realizzazione dell’individuo.

COMPETENZA LEGISLATIVA IN AMBITO TURISTICO

Nel testo originario (art. 117 prima del 2001) il turismo era inserito espressamente tra le materie di competenza legislativa concorrente. Dopo la riforma del titolo V la materia turismo si trasforma e finisce in competenza residuale, quindi tutto ciò che non è segnato nei commi precedenti. Nell’ambito della vecchia costituzione (prima 2001) trovavamo la parola turismo e industria alberghiera, siccome era in materia concorrente la regione emanava per le seguenti materie norme legislative nei limiti dei principi fondamentali determinati dallo stato. Dopo il 2001 la potestà legislativa esercitata da stato e regioni cambia, lo stato ha competenza esclusiva in 17 materie (es. in America il codice penale varia da stato a stato, in Italia il codice penale è lo stesso ovunque perché determinate materie sono di competenza statale e non regionale). La salute invece è materia di legislazione concorrente, alle regioni spetta la potestà legislativa, allo stato spetta la determinazione dei principi fondamentali. La potestà legislativa spetta alle regioni per le materie non espressamente affidate alla legislazione dello stato. POTESTA’ LEGISLATIVA CONCORRENTE (ES. LA SALUTE)  ALLO STATO I PRINCIPI FONDAMENTALI DELLA MATERIA. ALLE REGIONI L’APPLICAZIONE DI TALI PRINCIPI QUINDI LA NORMATIVA DI DETTAGLIO.

Una delle due forme di stato unitario , contrapposto allo stato centralizzato (es. svizzera con cantoni e USA con diversi stati). La differenza con il nostro stato è come si formano e i rami del parlamento. Se non è stato centralizzato cosa è? (Nello stato unitario i 3 poteri principali sono al centro (?). Lo stato CENTRALIZZATOCentro che conferisce i poteri alla periferia. ) Nelle costituzioni federali sono disciplinate le funzioni conferite allo stato centrale. Ci dice cosa fanno gli organi dello stato centrale con una clausola di riserva. Quello che non è nelle competenze di Washington spetta agli stati federali. Stato unitario impianto centralizzato  la costituzione dirà come sono fatte le periferie e le sue competenze , quello che non va alle periferie rimane al centro. STATO REGIONALE

Italia è stato regionale. SENTENZA 197/2003  La corte interviene in una lite e dice che ????? FONTI STATALI 1- COSTITUZIONE  ci interessa l’art.117 COMMA 4 in termini di materia turismo. 2- LEGGE  prescrive un comportamento generale e astratto. SE X ALLORA Y. Principio di uguaglianza e secondo il principio di ragionevolezza. La concessione balneare è la concessione che tizio chiede alla capitaneria di porto e risponde allo schema “tizio ottiene bene X”. 3- ATTI EQUIPARATI ALLA LEGGEDECRETO LEGISLATIVO E DECRETO LEGGE  fonti statali di rango primario come la legge. Decreto legislativo : il parlamento con una legge delega il governo dell’esercizio di un potere legislativo. Decreto legge : atto del governo che questo in casi di necessità e urgenza può adottare ma deve essere convertito in legge altrimenti decade (es. problema dei DPCM di conte: erano decreti del presidente del consiglio, non erano leggi, decadevano, non è decreto ministeriale). Prima della riforma del titolo “V” avevamo due leggi quadro (fonte primaria emessa dal parlamento che detta misure per comparti individuabili) per il turismo e riforma legislazione nazionale del turismo. CODICE DEL TURISMO Nel 2011 appena uscito questo codice del turismo le regioni hanno impugnato la legge alla corte costituzionale pensando che il governo fosse andato oltre il riparto delle competenze (corte ha dato ragione alle regioni togliendo dei pezzi). Il codice del turismo oggi riguarda i rapporti privati (???), non disciplina in modo esaustivo tutti i fenomeni turistici. SLIDE.

LEZIONE 3

Video: Malinconia per qualcosa del passato che non c’è più – troppa innovazione (?) Come l’innovazione diventa eccesso (?) Speranza e crescita del futuro (?) Velocità  dell’azione amministrativa ma anche delle infrastrutture. Mentalità  manca la mentalità di organizzarsi verso il digitale, potenzialità ci sono ma la mentalità meno. Manca la qualità della regolazione  ogni missione ha degli obiettivi, delle riforme previste, degli emendamenti… ma il problema è la qualità della regolazione: lo stesso fenomeno è regolato da tantissime leggi.

Diritto primario dell’UE sono i trattati. Secondo il principio di sussidiarietà si prevede che le competenze siano affidate al livello di governo che nel modo migliore possa portarle avanti e che sia più vicino alla popolazione interessata, si alza di livello quando vi è necessità che quella competenza sia affidata a organi di più alto livello. L’amministrazione è la cura concreta di un interesse pubblico, attuare il PNRR è amministrazione. Definire gli obiettivi del PNRR è politica. In materia di turismo l’amministrazione è fatta principalmente a livello territoriale e anche le leggi sono a livello territoriale ma c’è una compressione di alcune materie che toccano il turismo su cui interviene lo stato. Articolo 5 della costituzione afferma che la repubblica promuove le autonomie locali e adegua i principi e i metodi della sua legislazione alle esigenze dell’autonomia e del decentramento. La sovranità nello stato regionale è del centro, le altre sono concessioni. FONTI INTERNAZIONALI Importante nel turismo perché per sua natura è un’attività senza confini (coinvolge due o più stati) quindi ci siamo posti una serie di problemi (es. se perdo il bagaglio a Parigi o a Pompei quali sono i miei diritti?). Si ha quindi la necessità di realizzare un codice comune. Se la regola è una conosciuta es. togliere le scarpe per entrare in casa, in questo caso non posso andare dal giudice perché non è una norma e non è vincolante. Nel diritto internazionale (e nel diritto UE) molte norme rispondono al criterio di bassa vincolatività. Ci sono anche trattati internazionali bilaterali (es. assicurazione per entrare in USA, molte norme del diritto internazionale distinguono tra turista e lavoratore).

UNWTO  agenzia nazioni unite competente per rendere il turismo accessibile, sostenibile e universalmente accessibile. LA NOSTRA COSTITUZIONE -> punti importanti su slide: principio personalistico, tutela della salute, tutela del domicilio, diritto di riunione, diritto di associazione (pro-loco ad es. Matera o Milano – su slide). La pro loco riunisce in associazione le persone fisiche che intendono operare attivamente per favorire lo sviluppo turistico (scritto su slide). Associazioni sono persone giuridiche riconosciute o non riconosciute  le pro-loco nascono per promuovere il territorio, sono espressione tipica di italianità, ci sono regioni che hanno normato e c’è un albo specifico delle pro-loco. Fondazione invece non sono un gruppo di persone ma è un patrimonio che ha uno scopo, le persone intorno sono la governance che raggiunge quello scopo. Lo statuto è la legge di funzionamento delle associazioni. Nel turismo l’associazionismo è molto diffuso.

CHI FA CHE COSA NEL SETTORE DEL TURISMO? CHI PROGRAMMA LE ATTIVITA’? CHI SANZIONA

CHI NON RISPETTA LE REGOLE?

ORGANIZZAZIONE  vari enti e organi competenti in ambito turistico che: programmano, coordinano, autorizzano, concedono, controllano, sanzionano. Organizzazione significa: insieme di enti legati tra loro da funzioni istituzionali (?), hanno dei ruoli e attiene a una pluralità di ruoli. L’organigramma è il documento che mostra l’azione dell’organizzazione. Possiamo avere 2 approcci nell’organizzazione: statico e dinamico funzionale Esame dell’organizzazione  approccio statico (?) Il problema è che in Italia il nostro approccio statico non è facile da definire. ENTE PUBBLICO E ENTE PRIVATO L’ente pubblico ha finalità stabilite dalla legge, l’ente privato ha finalità stabilite dai fondatori. L’ente pubblico si finanzia con fondi statali, ente privato finanziato dai fondatori. C’è la vigilanza della corte dei conti mentre nel mondo privato no. Nell’ordinamento non c’è una definizione di ente pubblico, va ricavato  attraverso ad esempio nel testo unico pubblico impiego (slide). In ogni caso l’ente pubblico agisce nell’interesse collettivo. Ci sono enti pubblici generali (comune e regione), generalmente a base politica e enti pubblici specifici (ASL, INPS…). ORGANIZZAZIONE CENTRALE  fino a pochi giorni fa c’era il MIBACT, nel 2013 le competenze del ministero sono state estese al turismo che quindi ha assunto la denominazione attuale. Oggi abbiamo ministero del turismo (istituito con decreto 22 del 1 marzo 2021 ma adottato adesso).

PNRR  due obiettivi raggiunti in anticipo (dicembre 2022): Creazione e ammodernamento delle strutture ricettive, interventi a favore del turismo sostenibile e connessi alla transizione verde, digitalizzazione dei processi (attiene all’esperienza quindi modificare completamente l’accesso), soluzioni di mobilità pulita, sostenibile e connessa per il turismo. (Organizzazione pubblica del turismo  Insieme degli enti pubblici (anche se difficile da definire), indici per riconoscere gli enti pubblici molto difficile.) PRIVACY E IMPRESA ALBERGHIERA/TURISMO Diritto alla riservatezza e privacy sono diritti che spesso si confondono ma spesso non sono congruenti. Intorno alla fine dell’800 due avvocati a Boston, uno aveva una moglie che girava molto spesso per feste, nello stesso periodo si sviluppa la fotografia quindi quella moglie finisce sui giornali di gossip. Lui e il collega tirano fuori uno studio chiamato “Il diritto di essere nascosti” (the right to be forgotten), pubblicandolo su una rivista scientifica e fondando nel ‘900 il diritto alla privacy. Inizialmente privacy = diritto ad escludere quelli che non volevamo presenti nelle nostre vite private. La fotografia consentiva di diffondere l’immagine con una rapidità superiore rispetto a prima.

Il tema prima era quello di escludere e non far conoscere informazioni, oggi il tema riguarda la circolazione delle informazioni. Oggi il diritto alla privacy significa consentire una circolazione dei dati per promuovere i progetti in modo sicuro, significa quindi condividere le informazioni ma in modo sicuro e consapevole. Diritto alla privacy = poter governare dove vanno le nostre informazioni, senza protezione dei dati non funzionerebbero moltissime cose (social, pubblica amministrazione, università…). Gran parte dei servizi base del turismo, come tutti i servizi si basano sui dati. La privacy è uno di quei casi dove l’UE batte gli USA in termini di tempo. Anno 0 della privacy è il 2018, qui diventa pienamente applicabile il regolamento UE (2016/679 - no atto di recepimento quindi direttamente applicabile. Prima del 2018 avevamo in Italia il codice privacy. Il regolamento impone di riscrivere il rapporto tra chi richiede i dati e chi fornisce i dati. Esempio: trenord sa quasi tutto di me, la tratta, a che ora, che tipo di carta ho, dove vado e cosa faccio tutto il resto della giornata. Prima il biglietto del treno era in biglietteria, non si sapeva niente e non c’era just eat… Definizioni fissate dal regolamento 2016/679: Noi siamo gli interessati, coloro ai quali le informazioni si riferiscono. I titolari del trattamento sono i soggetti che ricevono i nostri dati (? Es. booking è titolare che chiede informazioni). Informazione o dato quindi informazioni che si riferiscono ad una persona identificata o identificabile (es. codice fiscale è identificabile). Oggi si pone il problema della rapidità della diffusione delle informazioni, digitalizzare i processi vuol dire trasferire molte attività …(?). Oggi abbiamo molti servizi che passano dal reale al virtuale. Tutto quello che facciamo noi oggi contiene un sacco di dati. Per il regolamento del 2018 c’è da dire la tecnologia è molto più rapida del parlamento che si riunisce. Spesso viene richiesto il consenso al trattamento dei dati. CONSENSO = una manifestazione di volontà. Do l’autorizzazione a un titolare che mi chiede delle informazioni a TRATTARLE quindi compiere qualsiasi operazione sulle informazioni (studio, analisi, raccolta…). L’obbligo di informare i soggetti non può mai essere saltato, il soggetto deve sapere per quale motivo si stanno chiedendo i dati. Il consenso deve essere libero e dato spontaneamente e deve esserci possibilità di revocare il consenso e la volontà.

Il titolare è colui che sceglie il trattamento ed è obbligato ad informarci dando l’informativa (regolamento unione europea)  l’informativa corrisponde a un principio generale di trasparenza del trattamento (io devo motivare la richiesta di un determinato dato). Titolare – trattamento – finalità del trattamento dichiarata – basi giuridiche (legittimità). Il consenso è una manifestazione di volontà libera e attuale che autorizza il titolare a trattare i nostri dati. Deve essere diretto – significa che devo avere direttamente la conferma al trattamento dei dati. Legittimo interesse presuppone che il titolare del trattamento abbia una relazione pregressa con noi (?). La differenza tra consenso e legittimo interesse è come ci possiamo difendere: il consenso si può revocare in qualsiasi momento, al legittimo interesse ci possiamo opporre. Caso di un albergatore che deve mostrare l’informativa privacy all’ospite. Possono essere chiesti solo i dati essenziali per garantire i servizi richiesti mentre anche alcuni dati sensibili vengono comunicati (intollerante a determinati alimenti e seguire una dieta particolare per motivi religiosi). PROVVEDIMENTO DEL GARANTE DELLA PRIVACY 9 marzo 2006 (garante è l’autorità indipendente che si occupa di privacy, è indipendente dal potere esecutivo quindi indipendentemente dal governo questa autorità vigila su un settore specifico e risponde al modello della banca d’Italia. Ha anche un potere ispettivo e un potere di indagine.) Profilare : prendere informazioni personali per fare ipotesi di comportamento di consumo – con l’intelligenza artificiale si vogliono vietare degli algoritmi perché spesso questa è molto pervasiva (es. Berlusconi). Previsione di comportamenti derivanti da un’analisi dei dati (?). L’albergo in questione non aveva informato il cliente della profilazione di alcuni dei suoi dati  è vietato profilare le abitudini dei clienti in modo illecito. SU SLIDE.  I clienti detentori di questa carta potevano usufruire di vantaggi, l’albergo raccoglieva tutti i dati con questa carta e profilati altrove. DATI TRATTATI -> Anagrafici, recapiti telefonici, accrediti, frequenza pernottamenti…. SU SLIDE. Il garante dice che i clienti non vengono sufficientemente informati sull’uso che sarebbe stato fatto dei loro dati. SLIDE Dopo l’intervento del garante la catena alberghiera oltre a non poter più utilizzare i dati raccolti illecitamente, dovrà rispettare una serie di prescrizioni. PRINCIPIO DI PROPORZIONALITA’ per la tutela dei dati personali e privacy (se ci iscriviamo in palestra il reddito non è un dato necessario). ! Diritto di accesso ! Rettifica dei dati – il dato vecchio è un trattamento illecito. ! Cancellazione del dato – diritto all’oblio (?) – con internet questo è difficilissimo, nasce con una sentenza del 2014 in Spagna dopo che un tizio scrive il suo nome su Google e scopre che su un giornale la sua macchina era all’asta. In questo caso il titolare è sia Google sia il giornale (?). Il Garante può intervenire e chiedere di eliminare una serie di risultati su Google. INFORMATIVA PRIVACY DI INSTAGRAM  cercare. Art. 13 del regolamento privacy: contenuto obbligatorio di un’informativa.

ORGANIZZAZIONE PUBBLICA DEL TURISMO

Che differenza c’è tra regione e università? Entrambe sono enti pubblici (finalità stabilite dalla legge e di interesse pubblico, l’utilizzo dei soldi pubblici è stabilito a un controllo) ma la differenza sostanziale è che regioni e comuni (enti locali) sono enti a finalità generali e si rivolgono a una comunità ampia (cittadini), curano l’interesse concreto alla gestione corretta del turismo. Regioni ed enti locali sono enti politici a finalità generale. In ambito di turismo c’è chi controlla, chi concede concessioni balneari, chi vigila sulla sicurezza… Come vengono distribuite le competenze? Secondo il principio di sussidiarietà previsto dall’art.118 in base al quale le funzioni amministrative sono attribuite al livello più vicino ai cittadini amministrati (in teoria tutte al comune). Ci sono però delle funzioni che non possono essere attribuite ai comuni perché non è molto logico (es. sicurezza sulle spiagge, gestione politiche dell’immigrazione…). Il principio di sussidiarietà prevede che, salvo che per assicurare esercizio unitario, siano conferite a province, città metropolitane ... SU SLIDE Es. il trasporto locale è difficile affidarlo al solo comune, è la città metropolitana che definisce il trasporto. L’interesse concreto è garantire il trasporto pubblico locale. PROBLEMA  il ministero del turismo decide di sviluppare attività di digitalizzazione, bisogna definire quali sono i criteri di investimento  attraverso un coordinamento tra stato e regioni (livello di governo). Con esigenze di coordinamento tra livello di governo che finiscono nel sistema delle conferenze stato-regioni. Il turismo interessa tantissime materie quindi l’esigenza di coordinamento è generale e non specifica. Le strutture di coordinamento sono generali e non proprie del turismo. Se la legge prevede che per disciplinare una materia serve la conferenza stato regioni e una regione non è d’accordo allora interviene il governo e emette un DPCM. In ambito turistico il sistema di coordinamento che viene attivato è la conferenza stato-regioni-enti locali quindi tutti i livelli sono rappresentati. PRINCIPIO DELLA LEALE COLLABORAZIONE  fissato dalla corte costituzionale. O si reiterano le trattative oppure si tenta una mediazione tra le diverse posizioni oppure interviene il governo. CONFERENZA NAZIONALE DEL TURISMO  ci sono alcuni organi che danno orientamenti specifici sul turismo. Questa conferenza fissa gli indirizzi strategici. SLIDE. Le commissioni sono gruppi di parlamentari che si occupano di una materia specifica. COMITATO PERMANENTE DI PROMOZIONE UNITARIA (vedere su slide se si chiama cosi)  cos’è l’organo e cosa fa. LA DISCIPLINA AMMINISTRATIVA DEL TURISMO PREVEDE  gli uffici pubblici adottano provvedimenti puntuali : abilitazioni, concessioni, nulla osta, licenze. Atti generali : Piano strategico nazionale per lo sviluppo del turismo in Italia e piano straordinario della mobilità turistica.