

















































Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
Prepara i tuoi esami
Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Prepara i tuoi esami con i documenti condivisi da studenti come te su Docsity
Trova i documenti specifici per gli esami della tua università
Preparati con lezioni e prove svolte basate sui programmi universitari!
Rispondi a reali domande d’esame e scopri la tua preparazione
Riassumi i tuoi documenti, fagli domande, convertili in quiz e mappe concettuali
Studia con prove svolte, tesine e consigli utili
Togliti ogni dubbio leggendo le risposte alle domande fatte da altri studenti come te
Esplora i documenti più scaricati per gli argomenti di studio più popolari
Ottieni i punti per scaricare
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
test valutazione istituzioni romano
Tipologia: Prove d'esame
1 / 57
Questa pagina non è visibile nell’anteprima
Non perderti parti importanti!


















































Periodizzazione 1 .Età arcaica,
dalla monarchia alla repubblica con l’istituzione dei 2 consoli – all’attribuzione del titolo di Augustus ad Ottaviano 27 a. C. – corrisponde a una parte del periodo arcaico e a tutto il periodo preclassico della giurisprudenza romana) in questo periodo la Composizione della popolazione di Roma era formata da cittadini liberi che erano i patrizi e i plebei; vi erano poi gli stranieri e gli schiavi. Abbiamo una struttura della res pubblica nazionale caratterizzata da 3 organismi politici: Magistrati (maggiori e minori), senato, assemblee Le assemblee repubblicane sono 4 Comitia curiata (risalgano al periodo arcaico monarchico) Erano formati da curie. Raccoglievano le tre tribù genetiche dei Ramnes , Tities e Luceres Ciascuna tribù era divisa in 10 curie (per un totale di 30), ed aveva una propria organizzazione religiosa. Il voto era espresso per curia e all’interno di ogni curia si votava pro capite. Il curio maximus comunicava la somma del voto individuale e la delibera era assunta a maggioranza del voto delle curie. Le 3 tribù votavano contemporaneamente mentre i comitia centuriata votavano una dopo l’altro Le competenze Nell’età regia acclamavano il re con la lex curiata de imperio
avevano competenza legislativa, deliberando sulle proposte ( rogationes ) dei magistrati dotati di iusagendicumpopulo Il popolo non poteva modificare il testo normativo ma poteva votare a favore o meno di una legge, in quest’ultimo caso il magistrato poteva proporre una legge con delle modifiche attraverso una nuova rogazione in essi erano prese decisioni politiche sui rapporti con gli altri popoli e potevano emettere giudizi di condanna a morte. le leges de bello indicendo e de potestate censoria furono sempre riservate ai comizi centuriati la lex de potestate censoria era quella legge che investiva i censori di poter effettuare il censimento. La censura era una magistratura ordinaria superiore di durata quinquiennale Comitia tributa Erano riunioni del popolo patrizio e plebeo in base alla provenienza e non in base alle centurie e quindi non in base alla ricchezza immobiliare Le fonti parlano anche di un comitiumtributum che si sarebbe affiancato, in età repubblicana (probabilmente a partire dal 357 a.C. lex Manlia de vicesima manumissionum), a quelli precedenti concilia plebis. I comizi tributi erano assemblee del popolo intero ordinati per tribù (35) e convocati da magistrati (patrizi) curuli cumauspiciis ; il loro funzionamento era simile a quello dei comizi centuriati, ma a differenza delle centurie, le tribù votavano tutte insieme, anche se i risultati erano poi letti secondo un ordine deciso volta per volta. I comitia tributa Votavano leggi eleggevano magistrati minori ed ausiliari (ex aliis, edili, questori, tresviricapitales cioè magistrati minori) a partire dal II sec. a.C. eleggevano anche il pontefice massimo e i membri dei più importanti sacerdozi si pronunciavano nell’ambito del più antico processo criminale Nella repubblica classica la competenza legislativa fu totalmente affidata ai comitia tributa , tranne che per le leges de bello indicendo e de potestate censoria , riservate ai comizi centuriati Concilia plebis (si parla di concilia plebis tributa quando era riunione della sola plebe non solo per centurie quindi in base al censo ma riferite all’ambito territoriale di provenienza – a Roma 35 tribù -4 urbane e 31 rustiche al di fuori dell’urbes
pare, risalgano al 484 a. C., ed erano le assemblee della plebee convocate esclusivamente da magistrati plebei: in esse la plebe era riunita per tribù (35). Accolta dal 367 a. C. in seno alla res publica , quest’assemblea fu un importantissimo strumento di lotta per la nascita di una coscienza politica plebea. Che portò all’ equiparazione con la lex Hortensia del 287 a.C. 2 erano le magistrature plebee, che restarono sempre riservate a cittadini provenienti dai ranghi della plebe, erano il tribunato e l’edilità plebea I tribuni erano in eta storica 10 ed avevano il compito di difendere i plebei dai soprusi dei patrizi. Mantennero questa funzione, ampliandola, quando l’antitesi tra patriziato e plebe andò svanendo, con proposte di leggi favorevoli alla plebe, poi al popolo tutto, e intervenendo, grazie al loro potere di intercessione ( intercessio tribunicia 27.a. C da ottaviano quando gli venne conferito il tituls di Augusto ) nei confronti di tutti gli altri magistrati, bloccando iniziative legislative che giudicavano dannose per il popolo. Gli edili plebei, aiutanti dei tribuni, custodivano gli archivi plebei, gestivano il tesoro dei plebei più abbienti che si trovava nel tempio di Cerere sull’Aventino. Le competenze erano quelle di Votare le deliberazioni plebee ( plebiscita ) eleggere i magistrati plebei, edili e tribuni (a partire dal Plebiscito Volerone del 471) Nel 287 a. C. la Lex Hortensia equiparò i plebisciti a leggi, prima, infatti, non avevano efficacia vincolante per la comunità intera, ma solo valenza politica.
Le magistrature maggiori I magistrati maggiori erano: consoli, dittatori, censori e pretori I tribuni della plebe, in età storica in numero di dieci, avevano in origine il compito di difendere la plebe dai soprusi dei patrizi e poi intervenendo, grazie al loro potere di intercessione ( intercessio tribunicia ) nei confronti di tutti gli altri magistrati, bloccando iniziative legislative che giudicavano dannose per il popolo. Tra i tribuni della plebe più famosi, ricordiamo Tiberio e il fratello Caio Gracco che tentarono una politica favorevole al ceto contadino impoveritocon l’ager publicus e con la frumentationes ossia con una distribuzione più equa dei territori in Italia e di quelli conquistati, ma finirono uccisi dai loro avversari politici (senato consulto) Gli edili plebei erano aiutanti dei tribuni della plebe. Custodivano gli archivi della plebe e detenevano la gestione del tesoro che si trovava nel tempio di Cerere sull’Aventino
alle tribù avveniva in base alla proprietà terriera: i più ricchi appartenevano alle 31 tribù rurali, mentre i nullatenenti e coloro che non avevano fondi erano inseriti nelle quattro tribù urbane. I magistrati minori erano: edili, questori, tresviri capitales, quattuorviri, decemviri litibus iudicandes et alii i magistrati edili Erano eletti dai comizi tributi (quindi dal popolo in base alla provenienza territoriale urbana o rustica). in origine vi erano due edili plebei, ausiliari dei tribuni della plebe ma più tardi si affiancarono due edili curuli, inizialmente solo patrizi L’edilità divenne cosi una carica a composizione mista patrizio-plebea Avevano competenze amministrative (di vigilanza e di polizia), organizzavano giochi e spettacoli pubblici, a loro era attribuita una limitata giurisdizione sui mercati cittadini (in particolare, per quanto riguardava le controversie relative alla vendita di schiavi e animali). I questori Erano eletti nei comizi tributi., come gli edili erano privi di imperium. amministravano l’erario del popolo romano, erogavano i fondi per le spese decise dai consoli, amministravano le entrate dalle province; il loro numero arrivò a otto, e alla fine della repubblica fu portato a venti. chi voleva intraprendere la carriera politica doveva seguire un cursus honorum cioè doveva fare esperienza con incarichi magistratuali minori e ricoprire una delle cariche facenti parte dei collegi ausiliari, denominati complessivamente vigintisexviri. Il più antico dei vigintisexviri. era quello dei tresviri capitales, tre uomini con mansioni di polizia che sovrintendevano anche alle esecuzioni capitali. Poi vi era il collegio dei quattuorviri (quattro uomini) delegati ad amministrare la giustizia in alcune città della Campania (Capua, Cuma, Literno, Puteoli, odierna Pozzuoli, ed altre). Poi vi era il collegio dei decemviri (=dieci uomini) litibus iudicandis con il compito di giudicare in ordine alle liti di libertà, che cioè comportavano l’accertamento dello status di un individuo (se libero o schiavo). Vi era poi un collegio di tresviri addetti alla coniazione di monete, un altro di quattuorviri e uno di duoviri addetti rispettivamente alla manutenzione delle strade di Roma e di quelle
Il dominato è il periodo cd. dell’assolutismo. L’imperatore trae ormai solo da sè stesso il suo potere: non gli viene conferito né dal popolo né dal senato. Gli organi costituzionali repubblicani non svolgono p iù nessuna delle loro originarie funzioni.
Nel 284 viene acclamato imperatore dall’esercito Diocleziano, generale di origine dalmata. risolve il Problema della successione con la tetrarchia Divide l’impero in 2 parte orientale e parte occidentale e istituisce 4 prefetture ogni imperatore deve nominare un cesare che a sua volta in caso di morte dell’imperatore subentrerà e una volta divenuto imperatore dovrà nominare il suo successore Nomina Massimiano a governare le province occidentali Diocleziano tiene per sè il governo di quelle orientali. Entrambi sono imperatori ed hanno il titolo di Augustus, ma è Diocleziano ad avere la guida politica di tutto l’impero Effettua Riforme amministrative, fiscali e finaziarie. opera Politica religiosa avversa ai cristiani Tetrarchia e Successione al potere Diocleziano Nomina Massimiano a governare le province occidentali Diocleziano tiene per sè il governo di quelle orienta li. Entrambi sono imperatori ed hanno il titolo di Augustus, ma è Diocleziano ad avere la guida politica di tutto l’impero Galerio sarà Cesare in Oriente, dove Massimanio era Augustus. Costanzo Cloro sarà Cesare in Occidente, dove Dioclez iano era imperatore. Augusti e Cesari sono uniti anche da vincoli familiari , infatti i Cesari sposano le figlie degli Augusti. Alla divisione del potere corrisponde in qualche modo una divisione territoriale. L’esercizio del potere da parte di quattro uomini, due Au gusti e due Cesari, dà nome a questa forma di governo e di assetto costituzionale. L’impero però rimane unico sotto Diocleziano. quando Diocleziano deciderà di abdicare, costringendo Massimiano a fare lo stesso. Siamo nel 305 Vi sarà una lotta per il potere.
La superficie di terreno sufficiente a mantenere una perso na, costituendo una unità fiscale, era detto iugum. L’imposta era proporzionale al numero delle unità fiscali. Si poteva pagare in denaro o in coloni (che sarebbero stati reclutati nell’esercito). L’imposta non era fissa. L’entità della somma da pagare viene determinata in base a lle necessità dello stato. Diocleziano crea le cd. caste professionali Lega i cittadini alle loro professioni: impedisce ai mil itari di abbandonare le armi e obbliga i figli dei veterani a svolgere la professione del padre; i coloni sono legati alla terra con i figli Nel 303 Diocleziano pubblica un editto con il quale ordina la chiusura delle chiese e la distruzione dei testi sacri, introducendo la pena di morte per chi professi la religione cristiana, a meno che non abbandoni la propria fede. Il disegno di Diocleziano fallisce perché il cristianesimo era oramai molto diffuso nell’impero. Il regno di Diocleziano è funestato dalla crisi economica dovuta alle tasse. Imposizione di prezzi fissi (Editto del 301) L’impero viene indebolito anche dal fatto che l’esercito inizierà ad essere composto da un numero sempre maggiore di barbari.
Il dominato è il periodo cd. dell’assolutismo La sua Origine nel 284 con, acclamazione dell’imperatore, dall’esercito, di Diocleziano, generale di origine dalmata.. Ascesa e Riforma del governo di Costantino Alla morte dell’Augusto, avrebbe dovuto subentrare al trono il Cesare che – a sua volta diventato Augusto – avrebbe dovuto nominare un proprio Cesare e così via. Figlio di Costanzo Cloro (già Cesare di Massimiano, Au gustus) era Costantino (parte Occidentale). Diocleziano decide di abdicare e costringe Massimiano a fare lo stesso
nel 305. I due Cesari (Galerio e Costanzo Cloro) diventano Augusti e – a loro volta – nominano altri Cesari Nel 306, morto l’Augusto di Occidente, Costanzo Cloro, l’esercito acclama come imperatore suo figlio Costantino, e non il Cesare già scelto. Licinio sarà l’altro Augustus. Costantino è assolutista come Diocleziano Elimina il meccanismo di successione, così come ideato, di Diocleziano. Introduce il principio dinastico di successione imperi ale. Nomina come Cesari i suoi figli, e non altri: Costanzo in Oriente e Costante in Occidente Governo di Costantino Salito al trono Costantino decide di intraprendere una politica religiosa a favore del cristianesimo con l’editto di costantino del 313. Questo porterà a una lotta intestina con Licinio, il quale prima aveva dimostrato tolleranza al cristianesimo e poi invece iniziò a perseguitare chi professava questa religione. Dalla lotta ne uscì vincitore Costantino. Ucciso Licinio Costantino divenne unico imperatore Costantino concede vari privilegi ai cristiani, ma interviene in materia di fede e dogmi; convoca infatti due concili di vescovi, quello di Arles del 314 e quello di Nicea nel 325. Questi avevano lo scopo di reprimere gli scismi del Donatismo e dell’arianesismo Avendo convocato lui il concilio dei vescovi e non il papa si pone nei confronti del cristianesimo con un atteggiamento assolutista. Questo comportamento di fronte alla religione è detto “cesaropapismo”, perché riconosce l’imperatore come intermediario tra Dio e i sudditi e pone la chiesa in subordine rispetto all’impero Costantino Separa definitivamente i poteri militari e civile. Il prefetto del pretorio viene privato del tutto della sfera di poter i militari. essoDiviene semplice funzionario preposto all’amministrazione di regioni che comprendono più province,svolgendo funzioni di controllo amministrativo e limitate competenze giurisdizionali. Costantino introduce la figura del quaestor sacri palatii, una specie di ministro della giustizia che dirige il consistorium (=concistoro) e redige le costituzioni imperiali e del magister officiorum a capo delle segreterie imperiali La situazione economica richiede nuove tasse a causa dell’aumento della spesa pubblica: una grava sui senatori e un’altra sulle attività commerciali e artigianali Costantino fonda una nuova capitale presso l’antica Bisanzio, che chiama Costantinopoli. Risiede a Costantinopoli e crea, in questa città, un senato simile a que llo romano
Giuliano muore combattendo contro i Persiani, solo due anni dopo dall’ascesa al potere, nel 363: nel breve arco di tempo del suo impero cercò di ridurre la spesa pubblica e diminuire le tasse Dopo la mprte di Giuliani e dopo vari conflitti viene acclamato imperatore dall’esercito Valentiniano, che sceglie come secondo Augusto suo fratello Valente, cui affida la parte orientale dell’impero; Valentiniano e Valente cercano di migliorare le finanze dello St ato, di favorire i ceti più deboli della popolazione e riducendo le tasse. Valentiniano muore nel 376 in battaglia; Dopo di lui è imperatore il figlio Graziano, il quale a sua volta, morto V alente in battaglia nel 378, nomina imperatore orientale Teodosio I. Teodosio I stringe un accordo con i barbari cioè con i Visigoti, stanziati all’interno dell’impero romano in qualità di alleati e non di sudditi. Scoppia una guerra civile in Occidente, in cui tutti gli usurpat ori del regno verranno uccisi da Teodosio I. Da un punto di vista politico, l’accordo con i Goti risulterà pericoloso per la sopravvivenza stessa dell’impero; dal punto di vista religioso, grazie a lui il cristianesimo diventa religione di stato: nel 380 emana un editto con il quale impone la fede cristiana e successivamente (391) vieta il culto pagani Alla sua morte saliranno al trono i suoi figli, Arcadio in Oriente e Onorio in Occidente. Con la morte di Teodosio e l’ascesa al trono dei suoi due figli, Arcadio e Onorio, si verifica una effettiva divisione definitiva dell’impero; i Goti, inoltre, saccheggiano la Tracia, la Grecia e poi invadono l’Italia: Roma viene presa nel 410 (sacco di Roma) dal re goto Alarico, alla morte del quale i Visigoti lasciano l’Italia, stanziandosi, come alleati, in una zona della Gallia Salito al trono in Oriente Teodosio II, figlio di Arcadio, questo imperatore riuscirà ad imporre – quale Augusto della parte occidentale – Valentiniano III (che ricordiamo per la legge delle citazioni): in questo modo si ripristinano rapporti migliori tra le due parti dell’impero, sanciti anche dall’entrata in vigore – in entrambe le parti – del Codice Teodosiano (438), raccolta di costituzioni imperiali voluta da Teodosio II L’Occidente continua a subire invasioni barbariche Nel V secolo l’Occidente si trova in una situazione disperata, che lo porterà a cadere, formalmente, nel 476 con la deposizione dell’ultimo imperatore, Romolo Augustolo, da parte di Odoacre, re degli Eruli. L’impero d’Occidente è ormai limitato all’Italia; Africa, Sardegna e Corsica sono i mano ai Vandali; la Spagna e una parte della Gallia sono dominate dai Visigoti; un’altra parte della Gallia è assoggettata dai Burgundi. L’impero d’Oriente, invece, continua ad esistere anche dopo il 476, in maniera del tutto autonoma
Ordinamento
l’esperienza giuridica romana viene distinta in periodi storici:
In caso di contrasto, si deve seguire l’opinione della maggioranza; in caso di parità, l’opinione di Papiniano; solo se Papiniano non si era pronunciato, il giudice era libero di decidere autonomamente. La scelta dei cinque nomi non è casuale, già da tempo, infatti, le raccolte di iura in circolazione erano tratte dalle opere di questi giuristi. La tendenza della giurisprudenza postclassica a sintetizzare e modificare il contenuto delle opere classiche nel tentativo di renderle più comprensibili e aggiornate, coinvolse anche le raccolte di leges, cioè di costituzioni imperiali soprattutto nella parte occidentale dell’impero che vengono prodotte le opere antologiche di iura e leges con lo scopo, come si è detto, di rendere giurisprudenza e legislazione imperiale maggiormente comprensibili ed attuali. In Oriente si conserva lo studio della cultura giuridica classica nelle scuole di diritto. Molto famose sono quelle di Berito (odierna Beirut), di Costantinopoli, di Alessandria. Raccolte Le prime raccolte di costituzioni imperiali risalgono alla fine del III secolo sono il Codice Gregoriano e il Codice Ermogeniano Il Codice Gregoriano, di cui è autore un certo Gregorio, fu composto tra il 292/ E conteneva costituzioni fino all’epoca dell’imperatore Adriano (117-138 d.C.). Il Codice Ermogeniano, redatto pochi anni dopo da Ermogeniano, venne pubblicato in Oriente Al 439 risale, invece, il Codice Teodosiano, pubblicato in Oriente per volere di Teodosio II; rappresenta la prima raccolta ufficiale di costituzioni imperiali viene inviato al senato di Roma per l’approvazione, perché diventi operante anche nella parte occidentale dell’impero L’opera è composta di sedici libri divisi in titoli Il codice teodosiano ebbe grande fortuna, rimanendo in vigore in Oriente fino all’emanazione del Codice di Giustiniano. Anche in Occidente ebbe grande fortuna, sopravvivendo anche alla caduta dell’impero romano: venne infatti utilizzato nella redazione delle c.d. leggi romano-barbariche. Il Codice Teodosiano ci è giunto attraverso manoscritti incompleti;la maggior parte la conosciamo attraverso la Lex Romana Visigothorum. Nell’ambito delle raccolte abbiamo I Tituli ex corpore Ulpiani e le Pauli Sententiae attribuite rispettivamente ai giuristi dell’età dei Severi Ulpiano e Paolo e sono opere di rielaborazione postclassica di opere classiche Altre opere che rielaborano materiale di giuristi classici sono l’Epitome Gai, sintesi delle Istituzioni di Gaio.
Opera di commento alle Istituzioni di Gaio sono i Fragmenta Augustodunensia, scritta da un maestro nella parte occidentale dell’impero con lo scopo di spiegare le Istituzioni di Gaio agli allievi. Tra le raccolte miste, che contengono sia leges sia iura, troviamo i Vaticana fragmenta, così chiamati perché rinvenuti dal cardinale Angelo Mai nella Biblioteca Vaticana e la Collatio legum Mosaicarum et Romanarum I Fragmenta contengono 341 frammenti tratti da Papiniano, Paolo e Ulpiano e costituzioni imperiali fino all’imperatore Costantino e sono divisi per argomento e trattano prevalentemente di diritto privato. Altra opera mista è la Collatio legum Mosaicarum et Romanorum (Confronto delle leggi mosaica e romana), manuale che compie una comparazione tra il diritto romano e la legge di Mosè. I frammenti dei giuristiappartengono tutti a Papiniano, Paolo, Gaio, Ulpiano e Modestino, mentre le costituzioni sono tratte dai Codici Gregoriano ed Ermogeniano La Consultatio veteris cuiusdam iurisconsulti (Consultazione di un antico giurista) venne pubblicata da Cuiacio nel 1577; redatta in Gallia, contiene una raccolta di pareri giuridici Abbiamo ancora Raccolte di testi giuridici che sono anche le leggi romanobarbariche redatte tra il V e il VI secolo in Occidente. Queste leggi sono applicate esclusivamente ai romani, mentre i popoli barbari continueranno a vivere secondo le loro consuetudini. Una prima raccolta è rappresentata dall’Editto di Teodorico, voluto dal re degli Ostrogoti nel 500, che si considerava amministratore dell’Italia in nome di Zenone imperatore d’Oriente. Per questo motivo, eccezionalmente l’Editto si applicò sia ai romani che agli ostrogoti. Si compone di 154 articoli le sue fonti principali sono i Codici Gregoriano, Ermogeniano e Teodosiano, nonché le Pauli sententiae e le Istituzioni di Gaio.
Ordinamento Nel periodo postclassico, che va dalla salita al potere di Diocleziano alla morte di Giustiniano nel 565, il dominato è la forma di governo. Del tutto esautorati sono gli antichi organismi repubblicani. Il potere è accentrato nelle mani dell’imperatore, che lo esercita a guisa di una monarchia imperiale. il potere ha una ‘giustificazione’ assoluta. Sacer, sacratissimus e divinus era l’imperatore. in questo periodo postclassico la struttura dello stato è fortemente burocratizzata, gerarchizzata e verticistica. Alle dipendenze dell’imperator erano la militia armata e la militia palatina (esercito e funzionari civili).
Si può distinguere una giurisprudenza postclassica occidentale e orientale. Quella occidentale curà le riedizioni di opere classiche ed aggiornamenti, sintesi, raccolte, crestomanzie. Quella orientale ebbe maggiore importanza, e fu rappresentata dall’esistenza delle scuole di diritto di Berito (attiva già nel II secolo) e di Costantinopoli, fondata nel 425. Operò prettamente in lingua greca, rimaneggiando e chiarendo, e di fatto corrompendo a volte il tenore degli scritti classici. L’attività giurisprudenziale postclassica si espresse, in entrambe le partes Imperii con compilazioni comprendenti -iura: Tituli ex corpore Ulpiani, Le Pauli Sententiae, L’Epitome Gai, i Fragmenta Augustodunensia, Schola Sinaitica -Leges et iura: Fragmenta Vaticana, Collatio, Lyber Siro-Romanus, Consultatio Veteris, De actionibus. Segno di decadenza della giurisprudenza fu la legge delle citazioni del 426 (di Valentiniano III imperatore d’Occidente ed estesa ad Oriente da Teodosio II con la codificazione, che aveva il compito di stabilizzare la prassi dei tribunali di fronte al fiorire di diverse sentenze in relazione ai molteplici pareri che gli avvocati portavano in giudizio. Altro segno di decadenza della giurupsrudenza di questo periodo fu la raccolta dei codici privati (Codex Gregorianus e Codex Hermogenianus) e il codice ‘di Stato’ (Codex Theodosianus, pubblicato da Teodosio II nel 438, trasmesso al prefetto d’Italia da parte di Valentiniano III) che ebbe applicazione anche nell’altra parte dell’impero. Si inseriscono in questo contesto le Novellae di Teodosio che riguardavano interventi normativi dedotti in costituzioni successive alla promulgazione del Codice Teodosiano
In epoca repubblicana la popolazione era costituita da cittadini liberi erano i patrizi e i plebei; vi erano poi gli stranieri e gli schiavi in quel periodo la Struttura della res publica era formata da Magistrati, senato, assemblee Senato composizione La tradizione pone ab origine accanto al re un consilium patrum, probabilmente un organo rappresentativo delle gentes patrizie Divenuto poi senatus (da senectus), il consesso dei patres era formato da: ex magistrati curuli magistrati non curuli in carica cittadini particolarmente meritevoli
Il numero originario era di 100 membri; secondo la tradizione fu elevato a 300 dal re Tarquinio Prisco, rimanendo invariato per tutta l’età repubblicana fino a Silla, che lo raddoppiò (600). Cesare portò i senatori addirittura a 900 e poi a 1000; con Augusto il numero fu riportato a 600 In origine i senatori erano esclusivamente patrizi; a partire dal 312 (o 318) a. C. il Plebiscito Ovinio allargò la partecipazione anche ai magistrati non curuli e ai cittadini meritevoli, dunque anche alla plebe. I patres introdotti dal Plebiscito Ovinio furono detti conscripti (= ‘aggiunti’).