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Comportamenti Problematici e Disabilità Intellettiva: Analisi e Interventi, Schemi e mappe concettuali di Psicologia Generale

Disturbi infantili legati alle disabilità

Tipologia: Schemi e mappe concettuali

2018/2019

Caricato il 25/06/2019

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LE CAUSE DI DISABILITA’
Esse possono essere:"
-GENETICHE insorgono al momento della fecondazione e riguardano alterazioni cromatiche"
-PRENATALI sorgono durante il periodo gestazionale, durant e la vita festaòe come infezioni
materne, rosolia"
-PERINATALI insorgono alla nascita, come anossia, immaturità "
-POST-NATALI sorgono dopo la nascita come traumi, intenzioni celebrali e lesioni dovute alle
vaccinazioni "
DIVERSI TIPI DI DANNO
Il danno di cui una persona diversamente abile può sorire può essere:"
-INTELLETTIVO riguarda la sfera cognita della persona e comporta a limitazioni della capacità
critica di anali e di sintesi, della memoria ed elaborazione"
-SENSORIALE riguarda gli apparti sensoriali, soprattuto la vista e l’udito e la mancanza può
essere parziale o totale"
-MOTORIO funzione preposte al movimento, possono riguardare la capacità di rimanere seduti,
il movimento degli altri "
-PSICHICO relativo a situazioni di soerenza psichica e si manifesta in diversi modi: disturbo
ansia, dell’umore, psicotici, della personalità (autismo, bipolarità)"
-MULTIPLO quando il soggetto presenta limitazioni in diversi ambiti, danno in più dimensioni"
DISABILITA’ COGNITIVA: RITARDO MENTALE
La disabilità cognitiva comporta ad un ritardo mentale, ovvero un funzionamento intellettivo al di
sotto della media accompagnato da limitazioni in vari ambiti della vita quotidiana. DSM-V-TR ha
elencato i criteri diagnostici che permettono di definire una condizione di ritardo mentale:"
-Q.I. deve essere uguale o inferiore a 70. Sono presenti dei casi limiti, chiamati anche Bourdeline
dove il Q.I. è compreso tra i 70 e 85."
-il soggetto dimostra dicoltà in almeno due ambiti: comunicazioni, gestione del tempo libero,
lavoro, salute e sicurezza, vita in famiglia, cura della persona, rendimento scolastico, capacità
sociali"
-l’esordio deve avvenire prima dei 18 anni"
Se un soggetto presenterà un Q.I. al di sotto dei 70 ma nessuna dicolta di adattamento non sarà
diagnosticato un ritardo mentale "
LE CAUSE DEL RITARDO MENTALE
GENETICHE anomalie cromosomiche, malattie del metabolismo, fattori ereditari"
PRENTALI infenzioni, incompatibilità del sangue materno e fatale RH negativo, assunzione di
droga e alcool, radiazioni"
PERINATALI: nascite premature, intenzioni genitale materno, traumi durante il parto "
POSTNATALI: infezioni, traumi celebrali, veleni ambientali, carenze ormonali "
Possono essere aggiunti anche i fattori socio ambientali poiché un abilmente caratterizzato da
carenze aettive e materie, scarsa stimolazione, malnutrizione e instabilità familiare possono dare
origine a un ritardo mentale ."
I GRADI DI GRAVITA’ DEL R. MENTALE.
Iil ritardo mentale presenta vari gradi di gravità misurati sul Q.I. e sul livello di compromissione del
funzionamento infettivo:"
RM LIEVE Q.I. da 50 a 70, i soggetti si distinguono in età prescolare, possono condurre una vita
autonoma. Sono presenti cause nelle interazione dei fattori ambientali e generici. Sviluppo
cognitivo il pensiero è rigido e legato alla realtà concreta, i concetti e i ragionamenti vengono
costruiti partendo da materiale concreto. Nello sviluppo del linguaggio presenta un lieve ritardo, la
scrittura, lettura e della matematica corrisponde a un bambino di 5 elementare però una giusta
stimolazione educativa può migliorare le abilità di base. Abilità pratiche possono raggiungere
l’indipendenza. Sviluppo aettivo e relazionare presentano dicoltà ad arontare situazioni di
responsabilità e a gestire nuove situazioni ed eettuare scelte. 80-90% dei R.M."
RM MODERATO: Q.I. da 35 a 50 essi portano danni a S.N.C. Lo sviluppo mortorio è ritardato e
mantenendo lentezza e dicoltà nel movimento raggiungono l’autonomia. Il pensiero è limitato e
la costruzione dei concetti e ragionamenti si basa sulla percezione. L’attenzione è fragile, la
memoria meccanica e ha una scarsa capacità di giudizio. Il livello di comprensione è modesto
però tiene una povertà di vocabolario e dicoltà nella costruzione della frase. Alcuni riusciranno a
condurre una vita indipendente altri avranno bisogno di assistenza per tutta la vita. Presentano
dicoltà nelle relazioni dovute all’incapacità di riconoscere le convenzioni sociali, è importante
una guida costante. Possono spostarti da soli negli ambienti conosciuti. 10% dei R.M."
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Scarica Comportamenti Problematici e Disabilità Intellettiva: Analisi e Interventi e più Schemi e mappe concettuali in PDF di Psicologia Generale solo su Docsity!

LE CAUSE DI DISABILITA’

Esse possono essere:

- GENETICHE insorgono al momento della fecondazione e riguardano alterazioni cromatiche

- PRENATALI sorgono durante il periodo gestazionale, durant e la vita festaòe come infezioni

materne, rosolia

- PERINATALI insorgono alla nascita, come anossia, immaturità

- POST-NATALI sorgono dopo la nascita come traumi, intenzioni celebrali e lesioni dovute alle

vaccinazioni DIVERSI TIPI DI DANNO Il danno di cui una persona diversamente abile può soffrire può essere:

- INTELLETTIVO riguarda la sfera cognita della persona e comporta a limitazioni della capacità

critica di anali e di sintesi, della memoria ed elaborazione

- SENSORIALE riguarda gli apparti sensoriali, soprattuto la vista e l’udito e la mancanza può

essere parziale o totale

- MOTORIO funzione preposte al movimento, possono riguardare la capacità di rimanere seduti,

il movimento degli altri

- PSICHICO relativo a situazioni di sofferenza psichica e si manifesta in diversi modi: disturbo

ansia, dell’umore, psicotici, della personalità (autismo, bipolarità)

- MULTIPLO quando il soggetto presenta limitazioni in diversi ambiti, danno in più dimensioni

DISABILITA’ COGNITIVA: RITARDO MENTALE

La disabilità cognitiva comporta ad un ritardo mentale, ovvero un funzionamento intellettivo al di sotto della media accompagnato da limitazioni in vari ambiti della vita quotidiana. DSM-V-TR ha elencato i criteri diagnostici che permettono di definire una condizione di ritardo mentale:

- Q.I. deve essere uguale o inferiore a 70. Sono presenti dei casi limiti, chiamati anche Bourdeline

dove il Q.I. è compreso tra i 70 e 85.

- il soggetto dimostra difficoltà in almeno due ambiti: comunicazioni, gestione del tempo libero,

lavoro, salute e sicurezza, vita in famiglia, cura della persona, rendimento scolastico, capacità sociali

- l’esordio deve avvenire prima dei 18 anni

Se un soggetto presenterà un Q.I. al di sotto dei 70 ma nessuna difficolta di adattamento non sarà diagnosticato un ritardo mentale LE CAUSE DEL RITARDO MENTALE

  • GENETICHE anomalie cromosomiche, malattie del metabolismo, fattori ereditari
  • PRENTALI infenzioni, incompatibilità del sangue materno e fatale RH negativo, assunzione di droga e alcool, radiazioni
  • PERINATALI: nascite premature, intenzioni genitale materno, traumi durante il parto
  • POSTNATALI: infezioni, traumi celebrali, veleni ambientali, carenze ormonali Possono essere aggiunti anche i fattori socio ambientali poiché un abilmente caratterizzato da carenze affettive e materie, scarsa stimolazione, malnutrizione e instabilità familiare possono dare origine a un ritardo mentale. I GRADI DI GRAVITA’ DEL R. MENTALE. Iil ritardo mentale presenta vari gradi di gravità misurati sul Q.I. e sul livello di compromissione del funzionamento infettivo: RM LIEVE Q.I. da 50 a 70, i soggetti si distinguono in età prescolare, possono condurre una vita autonoma. Sono presenti cause nelle interazione dei fattori ambientali e generici. Sviluppo cognitivo il pensiero è rigido e legato alla realtà concreta, i concetti e i ragionamenti vengono costruiti partendo da materiale concreto. Nello sviluppo del linguaggio presenta un lieve ritardo, la scrittura, lettura e della matematica corrisponde a un bambino di 5 elementare però una giusta stimolazione educativa può migliorare le abilità di base. Abilità pratiche possono raggiungere l’indipendenza. Sviluppo affettivo e relazionare presentano difficoltà ad affrontare situazioni di responsabilità e a gestire nuove situazioni ed effettuare scelte. 80-90% dei R.M. RM MODERATO: Q.I. da 35 a 50 essi portano danni a S.N.C. Lo sviluppo mortorio è ritardato e mantenendo lentezza e difficoltà nel movimento raggiungono l’autonomia. Il pensiero è limitato e la costruzione dei concetti e ragionamenti si basa sulla percezione. L’attenzione è fragile, la memoria meccanica e ha una scarsa capacità di giudizio. Il livello di comprensione è modesto però tiene una povertà di vocabolario e difficoltà nella costruzione della frase. Alcuni riusciranno a condurre una vita indipendente altri avranno bisogno di assistenza per tutta la vita. Presentano difficoltà nelle relazioni dovute all’incapacità di riconoscere le convenzioni sociali, è importante una guida costante. Possono spostarti da soli negli ambienti conosciuti. 10% dei R.M.

RM GRAVE: Q.I. da 20 a 35 Presentano danni al S.N.C, il deficit motorio è consistente e c’è uno scarto controllo della motricità volontaria. Per lo sviluppo cognitivo sono presenti deficit in tutti processi mentali, l’attenzione è limitate e la percezione distorta. L’acquisizione del linguaggio è legata alla comunicazione con la parola-frase. La frustrazione potrà causare forme di agitazione psicometria o auto etero aggressività. 3-4% dei R.M. RM GRAVISSIMO:Q.I. al di sotto del 20, presenti danni al S.N.C, la mobilità è molto limitata e può essere nulla. Manca la funzione simbolica, memoria inesistente o carente, difficoltà di interpretare gli stimoli. Non è presente un linguaggio ma l’emissione di suoni gutturali. Non raggiungere mai una vita autonoma, ma avrò bisogno di un costante accudimento, non è presente nessuna abilità pratica. Nessuna vita di relazione a causa dei deficit morti e cognitivi. La relata viene percepita come una minaccia e genera crisi di agitazioni, disturbi psicotici e auto aggressività. LA SINDROME DI DOWN o detta trisomia 21 E’ una disabilità dovuta a una causa genetica, ovvero una alterazione cromosomica per cui nel nucleo di ogni cellula è presente un cromosoma (21) in più, non 46 ma 47. A livello somatico e fisso sono caratterezi da bocca e capo piccoli, rime palpebrali e mignolo corto. Il tono muscolare è scarso (ipotonia) e lo scarso controllo muscolare causa:

- acquisizione di posture e condotte motorie in ritardo

- flaccidità dei muscoli masticatori

- presentano movimenti goffi e lenti

- i muscoli fonatori si presentano ipotonici

A livello cognitivo è presente un ritardo mentale che può essere da lieve a moderato e possono soffrire di diverse patologie come:

- disturbi sensoriali, come disturbi visivi, strabismo, miopia

- disturbi cardiaci e/o circolatori scarsa circolazione

- obesità aggrava i suoi sentimenti

SVILUPPO EVOLUTIVO NEI SOGGETTI DOWN

Nella fase neonate le caratteristiche cognitive e fisiche li rendono calmi, silenziosi e tranquilli. Nella prima infanzia sono presenti comportamenti di passività ed è importante incoraggiare l’attività fisica e stimolare la circolazione. Gli operatori devono creare un ambiente stimolante. Nella seconda infanzia si manifestano problemi di articolazione delle parole e necessità la logopedia Nella terza infanzia possono manifestare instabilità motoria e affettività, come difficile stare seduti e bruschi cambi di umore. Nel periodo adolescenziale gli aspetti si complicano e la frustrazione rende difficile accettare la condizione. Ambiente educativo è molto importante e deve essere favorevole, ricco di stimoli cognitivi e psicologici. DISABILITA’ SENSORIALI Le disabilità sensoriali si suddividono in visive deprivazione sensoriale che causa una limitazione parziale o totale della vista ed uditive deprivazione sensoriale che causa una limitazione parziale o totale dell’udito. —> DISABILITA’ VISIVA Essa può essere totale, ovvero impossibilità di percepire qualsiasi stimolo visivo o parziale (ipovisione) la percezione degli stimoli visivi è limitata. Essa può essere congentià se presente fin dalla nascita o acquisita. L’adulto presenta sentimenti di rabbia dovuti a una capacità inferiore di adattamento. Le cause possono essere prenatali, prenatali, postnatali. In età evolutiva la motricità sviluppa con difficoltà e lentezza. le capacità più compromesse sono la deambulazione, spostarsi da una posizione all’altra, quelle meno compresse sono quelle di del controllo della postura e di orientamento. I bambini presentano uno scarso interesse verso l’ambiente e maggior tendenza all’autostimolazione. —> DISABILITA’ UDITIVA si può manifestare con una condizione di sordità o ipoacusia. le cause possono essere prenatali, ereditarie, perinatali, postnatali. Nell’ambito affettivo e sociale provano un profondo senso di rifiuto che ostacolo l formazione di un legame significativo. lo svilìppo linguistico è difficoltoso.

sintomi depressivi come apatia, insicurezza. Presenterà inoltre comportamenti compulsivi, chiusura, tendenti all’isolamento. I soggetti più piccoli di età presenteranno invece iperattività, impulsività e bassa tolleranza alla frustrazione. Spesso mettono in atto comportamenti definiti comportamenti problematici, i quali ostacolano l’apprendimento, complicano l’interazione sociale e possono influenzare la comunicazione e di essere isolati ed emarginati dagli altri. I COMPORTAMENTI PROBLEMATICI Possono manifestarsi in varia situazione e possono essere causati da moti fattori. Essi si suddividono in:

- atti autolesionistici: L’individuo si provoca vari tipi di lesioni, come sbattere la testa sui muri,

mordersi, graffiarsi, e questa categoria appartengono il picacismo, ovvero la tendendo di ingerire ciò che non è commestibile e le automutilazioni.

- aggressioni fischi o verbali verso le persone e/o oggetti: il soggetto parla e distrugge ciò che ha

attorno, picchia op insulta gli altri facendo crescere la paura nei soggetti altrui

- stereotipie la modalità espressive che vengono ripetute continuamente e per lungo tempo

senza una scovo evidente. Manifestazioni meno gravi

- abitudini e rituali particolari: mettere le cose sempre nello steso ordine, toccare tutte le persone

che si incontrano anche se non si conoscono

- diverse forme di rifiuto, evitamento, fuga, blocco a chiusura di fronte alle attività proposte

REAZIONI SUSCITATE NEI SOGGETTI ALTRUI

I problemi comportamentali sono vissuti con disagio sia dalla famiglia che dagli operatori il disaggio si manifesta a seconda del contesto e del comportamento stesso: Quando il soggetto aggredisce verbalmente o fisicamente o si mette in situazioni pericolose, si prova sensazioni di ansia, paura e panico quando evidenza comportamenti ripetitivi, di rifiuto o di fuga si può provare sensazioni di rabbia, esasperazione, irritazione quando mette in atto comportamenti autolesionista provoca negli altri un senso di impotenza, pena e compassione e un senso di incomprensione. quando le problematiche non migliorano nonostante gli sforzi ci si può sentire inutili, frustrati o incapaci. I comportamenti problemi possono deteriora la relazione educativa poiché possono scomparire illudendo gli operatori e poi ritornare magari ancora più gravi di prima. Gli operatori non devono mai smettere di avere fiducia che la situazione possa cambiare e credere nella persona che abbiamo di fronte. DISTURBO DA DEFICIT DI ATTENZIONE E IPERATTIVITÀ’ disturbo caratterizzato da difficoltà di attenzione, impulsività e iperattività, manifestazioni inadeguate per lo sviluppo evolutivo di riferimento. L’ ADHD è uno dei disturbi neuropsichiatri diagnosticati in età evolutiva. I soggetti presenta difficoltà nell’attenzione, impulsività e agitazione motoria inappropriate per lo sviluppo cognitivo raggiunto. Difficoltà di attenzione: il soggetto fa fatica a portare a termine le attività, cura poco i dettagli dimentica spesso gli oggetti e scadenze, presenta facile distraibilità Impulsività: il soggetto non è in grado di ripetere i turni e spesso risponde prima ancora che la domanda sia finita Iperattività: livello di attività motoria e verbale inappropriato o eccessivo, il bambino non riesce a stare seduto nel movimento in cui le circostanze lo richiedono, è sempre in movimento. ADHD si distingue in tre tipologie:

- inattentiva, sono più evidenti le difficolta di attenzione

- iperattiva e impulsiva: sono più prevalenti l’impulsività e iperattività

- combinata, in cui sono prevalenti entrambi

I bambini con ADHD dimostrano difficoltà sia nell’ambito dell’apprendimento scolastico sia in quello sociale, non sono in grado di rispettare le regole e neanche di cogliere i segnali della comunicazione non verbale. I rimproveri degli adulti e gli insuccessi scolastici causano in loro un senso di inadeguatezza.

DIAGNOSTICO

Per diagnosticare ADHD i sintomi devono:

- comparire prima dei 7 anni

- persistere per almeno 6 mesi

- manifestarsi in diversi contesti della vita quotidiana

- compromettere in modo significativo il funzionamento globale dell’individuo

Questo disturbo è associato spesso a un disturbo della condotta e che in età evolutiva una parte dei soggetti sviluppa dipendenza da sostanza stupefacenti o cool dipendenza. ANALIZZARE I COMPORTAMENTI PROBLEMI I comportamenti problemi si presentano nei soggetti con disabilita intellettiva e sia con lo spetto autistico e sono trattati con tecniche e strategie specifiche e presentano: da un lato la consapevolezza che l’obiettivo è quello di far emergere le abilità presenti, dall’altro la preoccupazione di non essere in grado di raggiungere quell’obbiettivo a casa delle difficoltà di gestione dei comportamenti problematici. Per agire nei conforti delle condotte problematiche sono presenti varie tappe:

  1. INSTAURARE ALLEANZE : si deve creare un alleanza positiva con la persona con disabilità, in modo che lui possa fidarsi di lui e delle sue scelte e agire con un clima di sfiducia sarebbe controproducente. Creare questa alleanza è difficile ed è importante gestire le emozioni che si presentano, analizzarle e condividere con lo scopo di creare una relazione sincera. L’alleanza deve coinvolgere i suoi famigliari, bisogna anche convivere le mete da raggiugnere e concordare le modalità. L’intervento è d’azione complessiva e di contesto in cui interagiscono differenti figure.
  2. INDIVIDUARE LE CONSEGUENZE DEI COMPORTAMENTI PROBLEMI: è importante farsi domande sui disagi che i comportamenti problema suscitano e confrontasi su questo con équipe. Quindi occorre comprendere se è un comportamento problematico e si basa su tre criteri:
  • considerazione del danno che il comportamento provoca sia sulla persona che sia sugli altri
  • la considerazione che sia un ostacolo per lo sviluppo affettivo, cognitivo, motorio, fisico, sociale
  • la considerazione che la condotta compiti una stigmatizzazione del soggetto a livello sociale. individuati i comportamenti problematici bisogna condurre un’osservazione attenta e puntuale delle loro manifestazioni e dopo un’osservazione sistematica per precisare il comportamento 3. CONDURRE UN ANALISI FUNZIONALE DEI COMPORTAMENTI PROBLEMA: l’operatore deve domandarsi quale funzione essi assolvano e la loro entità, deve svolgere un’attività funzionale ovvero un esame delle funzioni e dell’utilità che i comportamenti problema assolvono per il soggetto che li mette in atto. questi comportamenti sono come delle modalità espressive particolari che sostituiscono strategie comunicative normali. E fondamentale avere la consapevolezza che la manifestazione dei comportamenti problema sono dovuti a motivazioni reali per instare un legame con loro significativo. 4. VALUTARE LE CONDIZIONI ANTECEDENTI : Le condizioni antecedenti sono situazioni, eventi che si verificano in tempi precedenti all’insorgenza del comportamento problematico, infatti una delle prime fasi dell’analisi funzionale è capire in quali contesti si presentino i comportamenti problema e quali condizioni favoriscono la loro insorgenza 5. VALUTARE GLI EFFETTI DEI COMPORTAMENTI PROBLEMA : Un importante aspetto dell’analisi funzionale è in merito agli effetti che i comportamenti problema producono: stato fisico: particolari sensazioni, stimolazioni, dolore —> stato affettivo ed emotivo: riduzione delle tensioni o produrre stati d’animo positivi —> stato cognitivo: senso di potere, di auto efficacia o di controllo —> sugli altri: rassicurazioni, arrabbiature, rimproveri —> sul contesto: il soggetto ottiene ciò che vuole, evitare di fare una cosa che non vuole INTERVENTI SUI COMPORTAMENTI PROBLEMATICI L’intervento deve essere finalizzato alla ricerca di comportamenti positivi e più evolutivi che possono sostituito quelli problematici. L’operatore può utilizzare due tipologie di interventi sostitutivi, ovvero trovare dei comportamenti che sostituiscono quelli problematici o interventi punitivi con lo scopo di che i comportamenti problematici non si presentino più.

—> TRATTAMENTO FAMIGLIARE

Nelle famiglie con soggetti ADHD le dinamiche sono complicate e i livelli di tensione e di stress sono elevati e non permettono una relazione serena tra genitori e figli. Per queste problematiche il parent training è fondamentale. Esso è un programma che insegna degli strategie con lo scopo di aumentare le abilità dei genitori per ridurre iperattività del figlio. Può essere svolto in gruppo o in coppia. LA PRESA IN CARICO DEI SOGGETTI DIVERSAMENTE ABILI I soggetti con disabilità sono sostenuti da un equipe multidisciplinare che appartiene al distretto socio sanitario. La famiglia, il medico di base o la scuola segnalano una situazione di disagio e ci sarà l’avvio della presa in carico del problema. Equipe è composta da professionisti di varia specializzazione come medio specialista che diagnosticherà in seguito a degli esami, psicologo che elaborerà una diagnosi psicologica, assiste sociale che si occuperà della sua condizione di vita e i tecnici della riabilitazione che interverranno nelle serafiche aree di competenza. Verranno affiancati anche da educatori e insegnati di sostegno che si occuperanno dell’integrazione scolastica prefissando degli obbedivi precisi che verranno inseriti nel Piano Educativo Individualizzato PEI Il DISTRETTO SOCIO SANITARIO è un articolazione territoriale dell’ASL, a cui fanno capo tutti i servizi e che assicura i servizi di assistenza primaria di attività sociale e sanitaria. Esso offre diversi servizi: di riabilitazione, di assistenza protesica (fornisce ausili e protesi), assistenza ambulatoriale e assistenza farmaceutica. GLI INTERVENTI SOCIALI PER I SOGGETTI DIVERSAMENTE ABILI Gli interventi e le prestazioni sociali rivolti ai soggetti diversamente abili sono: I. di tipo economico e sono tutti quei contributi economici necessari per soddisfare i bisogni essenziali della persona e possono essere erogate temporaneamente o in modo permanente II. di tipo integrativo comprendono i servizi che facilitano le condizioni esistenziali dell’individuo come

- assistenza scolastica con funzione educativa attraverso l’affiancamento di un operatore di

sostegno, erogato dagli enti locali del territorio

- trasporto sociale fornito dagli enti locali che consiste nell’accompagnare i soggetti

diversamente abili

- assistenza domiciliare è un servizio che offre supporto alla persona con disabilità e alla sua

famiglia nella gestione della vita quotidiana INTEGRAZIONE A SCUOLA: VERSO UNA SCUOLA INCLUSIVA Il processo di integrazione è molto importante. La scuola è il luogo che permette il superamento delle condizioni di emarginazioni per i soggetti con disabilità, in difficoltà o in condizioni di svantaggio. La scuola italiana sta andando verso una scuola inclusiva per soddisfare i bisogni educativi speciali (BES). Con la legge 170/2010 i DSA vengono tutelati. IBE sono tutte le situazioni in cui sono presenti difficoltà educative o di apprendimento dettate da condizioni di disabilità affettiva (intellettiva,sensoriale e fisica), da deficit in particolari ambiti di apprendimento o da problematiche psicologiche, relazionali e soci culturali. Questo si basa sulle necessità di leggere in modo equo i bisogni degli alunni. Una logica dell’inclusione mira al superamento di questa distinzione, evitando che si formano bisogni di tipo a e di tipo b. INCLUSIONE Il concetto di inclusione in relazione alla necessità di attuare strategia educative che oltrepassino la logica dell’integrazione per abbracciarne una più totalizzante e si riferisce a tutti is oggettivi che si trovano in difficoltà o svantaggio.L’adozione di un’ottica inclusiva permette rendere normale l’eterogeneità. Attraverso la legge 59/1997 e DPR 257/1999 hanno permesso il passaggio da una logica dell’integrazione a una dell’inclusione. La scuola realizzerà dei progetti specifici.