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Tipologia: Dispense
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Il calcolatore (o computer, o elaboratore elettronico) è un apparecchio o dispositivo utilizzato per l’elaborazione di dati e segnali, con lo scopo di elaborare i dati per trasformarli in informazioni utili al fine di accelerare la soluzione dei problemi e migliorare la produttività. Il dato è una rappresentazione numerica/simbolica di una misura o di una caratteristica di un fenomeno, evento, oggetto. L ’informazione è un dato o insieme di dati che hanno un significato e sono associati a un determinato contenuto. UN SISTEMA INFORMATIVO ELABORA DATI E LI TRASFORMA IN INFORMAZIONI GLI UTENTI HANNO BISOGNO DI INFORMAZIONI L' informatica è la scienza che studia l’elaborazione delle informazioni e le sue applicazioni; più precisamente si occupa della rappresentazione, dell’organizzazione e del trattamento automatico della informazione. Il termine deriva dal francese informatique «informazione automatica», coniato da P. Dreyfus nel 1962. Sistema informativo Il sistema Informativo è un insieme di persone, apparecchiature e applicazioni (hardware, software e reti di comunicazione), processi, dati e informazioni che permettono all’azienda di disporre delle informazioni necessarie al posto giusto e al momento giusto”. Viene utilizzato per soddisfare il fabbisogno informativo attribuendo a ogni centro decisionale le informazioni necessarie per operare. Aziende e sistemi informativi Un’azienda spende risorse nel sistema informativo per realizzare un obiettivo strategico , per ottenere un vantaggio competitivo rispetto ai concorrenti e per aumentare la propria efficienza. La Funzione Sistemi Informativi (FSI) è l’unità di business delegata alla gestione dell’elaborazione e della distribuzione a tutte le unità organizzative dell’impresa delle informazioni necessarie al raggiungimento degli obiettivi aziendali. La sua funzione principale è l’applicazione delle ICT a tutti i processi aziendali che possono essere resi più efficienti ed efficaci tramite la progettazione e l’implementazione di sistemi informativi automatizzati. In azienda ad occuparsi di sistemi informativi sono: ● la funzione IT, che ha un doppio ruolo:
La CPU lavora ad una certa frequenza di clock con cui scandisce l’esecuzione del ciclo di elaborazione, il quale avviene ad intervalli di tempo regolari. La frequenza del clock determina la velocità del computer, misurata in hertz. Secondo la legge di Moore le prestazioni dei processori raddoppiano ogni 18 mesi. Memoria centrale La memoria centrale è uno spazio di memoria temporaneo ed è composto da:
Le tecnologie di input/output hanno diverse funzionalità: Multi Touch , Pinch to zoom e 3D Touch. Tecnologie di memorizzazione La memoria di massa ha il compito di conservare permanentemente i dati. Esistono diversi tipi di memorie di massa:
In una rete con un' architettura client-server , i computer connessi possono avere ruolo di server, o di client. Un server è un computer connesso alla rete che rende disponibile l’accesso a file e fornisce servizi agli utenti della rete. Un client è un computer che richiede servizi al server. In una rete con un’ architettura peer to peer ogni computer in rete può sia richiedere che fornire servizi, un peer è quindi un computer che può comportarsi sia da client che da server. TCP/IP : protocollo (insieme di regole comuni) usato da internet che divide le informazioni in un pacchetto di dati e gestisce il trasferimento da un computer all’altro. L’ IP definisce in che modo un pacchetto di dati debba essere formato e dove il router ( dispositivo elettronico che, in una rete informatica, si occupa di instradare i dati, suddivisi in pacchetti, tra reti diverse) deve inoltrare ciascun pacchetto. La traduzione dal nome all’indirizzo numerico è eseguita dal Domain name system ( DNS) che associa ad un indirizzo IP un indirizzo non numerico. STRUTTURE DATI DATABASE Gerarchia di memorizzazione dei dati : Caratteri (lettera, numero o simbolo speciale), Campo (costituito da uno o più caratteri), Record (raccolta di campi correlati), File (raccolta di record correlati), Database (raccolta organizzata di file integrati). I campi di dati base possono avere: proprietà identificative (chiavi primarie), proprietà referenziali (chiavi secondarie) e proprietà classificanti (altri campi). I database sono raccolte organizzate di dati correlati che grazie a un insieme di tecnologie atte a: confrontare, raggruppare, riunire, estrarre i dati in molteplici modi riescono a facilitare le ricerche. Per integrare i dati ci deve essere un utilizzo e una condivisione di archivi comuni da parte di più aree funzionali, con l’obiettivo di: ottimizzare la trasmissione delle informazioni, razionalizzare i cicli di lavoro, ridurre la ridondanza e l’inconsistenza, avere una maggiore integrità dei dati, ridurre i costi di acquisizione e creare i presupposti per l’integrazione funzionale. I vantaggi sono: la condivisione dei file, la riduzione delle ridondanze, il miglioramento dell’integrità dei dati e la migliore sicurezza. Oltre ai vantaggi, vi sono anche una serie di costi dovuti: al personale specializzato, alle complessità di installazione iniziali, al backup e alla disponibilità. Per interagire con i dati presenti nei database viene utilizzato il Data Base Management System ( DBMS ), ovvero un’applicazione software con cui si creano, memorizzano, organizzano e recuperano i dati da uno o più database. I DataBase Administrator ( DBA ) sono i responsabili dello sviluppo e della gestione dei database nell'ambito di un’organizzazione. Il DBA lavora con: analisti di sistemi e programmatori per progettare e implementare i database, utenti e manager dell’azienda per stabilire le politiche di gestione dei database e implementare funzionalità di sicurezza (per esempio specificando chi può consultare il database e chi è autorizzato ad apportare modifiche). Inizialmente i database erano molto semplici e si utilizzavano tabelle bidimensionali per realizzare modelli a matrice. Poi ci fu l’evoluzione nei modelli gerarchici nei quali campi e record sono disposti ad albero e ogni record figlio può essere subordinato a un solo record genitore, che si chiama radice (root) Questo però è un modello rigido e obsoleto in quanto la struttura deve essere definita in anticipo e non e’ modificabile. Poi ci sono i modelli reticolari che sono come il database gerarchico, ma ogni record figlio può essere subordinato a più di un record genitore, inoltre è più flessibile in quanto le relazioni che i record genitori possono stabilire con i figli sono maggiori, anche se rimane un modello rigido in quanto la struttura deve essere definita a priori. Infine viene sviluppato il modello
relazionale che è flessibile, composto da una o più tabelle contenenti campi (colonne), record (righe) e connettori delle tabelle (chiamate relazioni), ossia chiavi che caratterizzano un campo. La struttura e’ modificabile a posteriori, ma hanno lo svantaggio che a volte le estrapolazioni di dati (risultato di query o ricerche) richiedono notevoli capacità elaborative da parte del computer. L’evoluzione del modello relazionale è stata il database a oggetti , nel quale i dati sono memorizzati sotto forma di oggetti (elementi riutilizzabili), che possono contenere dati complessi (come file audio, video, multimediali, immagin’, clip di oggetti). La progettazione di un database si svolge in tre fasi che permettono di rappresentare al meglio la realtà d’interesse: Progettazione concettuale : si analizza la realtà da rappresentare, si definisce il contenuto della base dati, si descrivono le informazioni che verranno archiviate e le relazioni tra esse; Progettazione logica : si sviluppa una rappresentazione dei dati secondo il punto di osservazione dell’utente, che si traduce in un modello logico; Progettazione fisica : si implementa il modello logico per ottenere una rappresentazione dei dati che possa essere gestita dall’elaboratore. Interrogare un database significa eseguire operazioni definite OLTP , ossia operazioni specifiche per l’operatività sui TPS ( sistema di elaborazione delle transazioni , realizzato per l’automazione delle attività ripetitive), caratterizzate da semplicità, ripetitività ed elevata frequenza. Per sfruttare il database si utilizzano i Data warehouse , ossia archivi di informazioni raccolte da numerosi database operativi, in grado di supportare le attività di analisi aziendale e i processi decisionali. Anziché memorizzare tutti i dati in un unico data warehouse, molte organizzazioni hanno creato più data mart , ovvero dei particolari data warehouse che contengono informazioni selezionate e filtrate in modo da risultare personalizzate per le applicazioni di supporto decisionale di un particolare gruppo di utenti finali. I data warehouse vengono interrogati attraverso operazioni note come OLAP ,che consentono agli utenti di analizzare i dati attraverso diverse dimensioni, le quali permettono di riepilogare i dati utilizzando diversi criteri e un ordine gerarchico. Per consentire le analisi multidimensionali, il sistema OLAP organizza i dati nei cubi , strutture di dati che consentono l’aggiunta di più dimensioni alla tabella bidimensionale. Infine i sistemi OLAP vengono integrati dal data mining , che consiste nell’attività di ricerca e analisi di una grande mole di dati utile per estrarre concetti e scoprire nuove informazioni, in particolare viene fatta una descrizione dell’andamento del passato per prevedere tendenze future. I trend digitali Oggigiorno molte delle esigenze di comunicazione e collaborazione di un'azienda sono supportate dalle tecnologie internet. La crescente convergenza tra informatica e
diverse creando un unico prodotto; BLOG: sito in cui i contenuti sono visualizzati in forma cronologica (gerarchia); FORUM: comunità virtuale di utenti con interessi comuni. Un social network è un qualsiasi gruppo di persone connesse tra loro da legami sociali. In rete esistono molte applicazioni che velocizzano queste aggregazioni definite social network. I social media sono strumenti e piattaforme online, che le persone utilizzano per condividere opinioni, esperienze e contenuti. I siti con la logica wiki , creano un sito web che consente alle persone di pubblicare e modificare informazioni per consentire a chiunque di integrare i contributi altrui con i propri. Dal punto di vista della collaborazione aziendale abbiamo 3 trend: passaparola (condivisioni, like); web properties (sito web, blog); paid advertising (pubblicità mirate). Il Web 3.0 permetterà la connessione dei contenuti sul web, ed è orientato al cloud, ovvero dati non localizzati. Il Web 4.0 è basato sull’ AI che permette agli utenti di interagire con il sito in modo quasi “umano”, il web qui è un database ricco di big data. I ntelligenza artificiale e robotica : AI : è la disciplina dell’informatica che studia la capacità di un computer di simulare funzioni e ragionamenti tipici di una mente umana. Machine learning : è il campo di studi che fornisce ai computer la capacità di apprendere senza essere stati esplicitamente programmati. Robot : sono sistemi intelligenti in grado di svolgere compiti che richiedono capacità a livello cognitivo per la manipolazione e gli spostamenti degli oggetti. Industria 4.0 : utilizza una combinazione di tecnologie atte a favorire una produzione industriale del tutto automatizzata e interconnessa. Big data (trend numero 3) Il termine Big data indica un’enorme quantità di dati non strutturati provenienti da fonti diverse e difficili da gestire. I Big data possono essere rappresentati utilizzando diversi modelli (3V, 4V, 5V), in base alle caratteristiche prese in considerazione. I big data devono avere un grande volume di dati, ci deve essere una varietà nel formato dei dati raccolti, velocità nell’analisi e nella generazione di informazioni e verità nel contenuto dei dati, che pur non essendo precisi al 100% sono basati su una serie di statistiche. Internet of things (trend numero 4) L ’IOT è un network di oggetti fisici che contengono una tecnologia interna che gli consente di comunicare e interagire con l’ambiente esterno. L’ IOT è un insieme di oggetti interconnessi grazie ad internet, che sono in grado di raccogliere i dati relativi all’ambiente circostante ed eseguire operazioni utilizzando i dati raccolti. Cloud computing (trend numero 5) Il cloud computing è un modello che consente, tramite la rete, un comodo accesso alle risorse di elaborazione (hardware, software, dati, reti), che possono essere rapidamente acquisite, con il minimo sforzo di gestione o interazione con il fornitore di servizi. Esso consente l’accesso a una serie di risorse disponibili on demand. L' utility computing è un modello basato sul noleggio di risorse come capacità elaborativa, storage o banda di rete da un fornitore esterno in base alle proprie necessità, e pagando solo per l’utilizzo effettivo di queste risorse.
Modelli di servizio cloud Architettura cloud Tipi di cloud
Oltre al segmento noto come B2C ovvero Business to Consumer, focalizzato sul commercio al dettaglio, l’e-commerce è utilizzato anche dalle aziende per sviluppare e rendere più efficienti le relazioni con partner commerciali, quali: fornitori e intermediari, ovvero il B2B. In altri casi il commercio non riguarda direttamente le aziende, ma i privati, come avviene su ebay, dove si parla di C2C. Esiste infine un modello di e-commerce C2B , in cui i consumatori vendono prodotti e servizi alle aziende. Esistono varie strategie aziendali di competizione : La strategia tradizionale ( Brick e mortar ), che opera soltanto in mercati fisici, internet ha modificato questa strategia; strategia online pura ( Click only ), azienda virtuali che conducono le proprie attività nel cyber spazio (ebay); strategia ibrida ( Click e mortar ), che sfrutta entrambe le precedenti strategie operando sia in mercati fisici che virtuali. Il commercio elettronico ha trasformato i modelli di integrazione tra azienda e consumatori attraverso diversi canali, negli anni le aziende hanno adottato sempre più frequentemente “ approcci multicanale ” offrendo ai propri clienti diversi punti di contatto attraverso il retail multicanale (virtuale e fisico). E-tailing La vendita online di beni o e-tailing può assumere varie forme, ma qualunque essa sia è fondamentale attraverso il sito web sia possibile completare l’acquisto in modo efficace ed efficiente, facendo si che quando un cliente effettua un ordine online si debbano seguire tutti i processi aziendali necessari per far pervenire a destinazione il prodotto nel minor tempo e con un elevato livello di soddisfazione da parte del cliente. Tra i vantaggi si trova il fatto che si forniscono alle aziende molte opportunità rispetto alla tradizionale vendita al dettaglio. Con questo abbiamo la possibilità di comprendere a fondo la propria clientela, per poter selezionare i prodotti più apprezzati, proponendoli in modo efficace e invitante. Poi gli e- tailer possono competere sul prezzo finale del prodotto, grazie alla possibilità di eliminare intermediari. Inoltre gli e-tailer possono fare affari in qualsiasi luogo e a qualsiasi ora. Oggi si assiste all’evoluzione del concetto di multicanalità attraverso le vendite cross-cavale (catalogo fisico -> acquisto online -> ritiro fisico) e le vendite con retail omnicanale con cui le aziende garantiscono al consumatore un’uniformità dell’esperienza di acquisto. I vantaggi dell’e-tailing hanno consentito una forma di modello di business centrato sulle code lunghe. Il concetto di coda lunga indica il fatto di concentrarsi su mercati di nicchia, anziché puntare unicamente sui prodotti di massa. La distribuzione delle esigenze e dei desideri dei consumatori si può paragonare a una distribuzione statistica normale, in cui ci sono persone con necessità diverse sulle “code” e molte persone con esigenze mainstream al centro della distribuzione. A causa di costi elevati di stoccaggio, distribuzione, molti venditori al dettaglio limitano la propria offerta ai prodotti mainstream al centro della distribuzione. Grazie al raggio d’azione più ampio molti e-tailer si possono concentrare sulle code lunghe, ovvero sui prodotti che non rientrano nei gusti di massa. Tra gli svantaggi: ci sono problemi legati alla fiducia, alla mancanza dell’esperienza diretta del prodotto e della consegna. Spesso i consumatori sono riluttanti a completare acquisti online perché non conoscono l’azienda che vende, inoltre online mancano le informazioni sensoriali come gusto, odore e tatto, questa mancanza di esperienza diretta può disincentivare i consumatori dall’acquisto online. Spesso i consumatori si recano in negozio fisico per esaminare i prodotti e poi comprarli online, ciò prende il nome di showrooming , mette in crisi i commercianti. La personalizzazione di massa offerta online genera valore aggiunto per il cliente e incrementa il profitto per i produttori. Per attrarre e mantenere i clienti online il sito web deve: offrire qualcosa di unico, avere un aspetto gradevole, essere facile da usare e veloce, deve spingere le persone a visitarlo. E-commerce significa ottimizzare la catena del valore , ridurre i costi di transizione, ridurre le asimmetrie informative, avere un servizio globale e locale, comunicare efficacemente, avere semplicità e organizzazione.
Modelli di business Il modello di business è la configurazione creativa di: strategia, persone, struttura, tecnologie, informazioni…per la gestione e/o riprogettazione dell’organizzazione dell’impresa i nuovi modelli organizzativi stanno modificando radicalmente le aziende per rispondere alle sfide del mercato, si sta passando da modelli stabili e organizzati gerarchicamente a modelli maggiormente liquidi e orizzontali. Il commercio B2B indica le attività di e-commerce che si svolgono tra aziende per realizzare processi di business, eseguire scambi commerciali, accedere a informazioni personalizzate ed interagire con la comunità professionale di riferimento. Con il B2B le aziende riescono a raggiungere fornitori e clienti altrimenti irraggiungibili per limiti geografici. Le applicazioni tipiche del B2B sono: e-procurement, supplier portals e il B2B marketplace. La rete del valore è quella che permette di servire e quindi di avere il valore aggiunto, normalmente si hanno dei fornitori, degli intermediari, dei prodotti complementari, poi c’è il cliente. Un’azienda che vende online può farlo attraverso il marketplace , che si basa sull’idea di un mercato in cui trovo tutti i prodotti di cui necessito. Sono siti in cui le aziende si iscrivono per esporre i propri prodotti, se il sito è fatto bene le aziende sono raggruppate in base ai prodotti venduti, alle quantità vendibili e alle zone di consegna. Inoltre, gli acquisti vengono solitamente suddivisi in 3 settori: acquisto di materiali diretti, di materiali indiretti (MRO) e di servizi. L’altra modalità di vendita è il sito web , un portale in cui l’azienda vende i propri prodotti/servizi. Il portale è utile per chi deve comprare: il cliente sul portale comunica al pubblico le proprie necessità, dopodichè i fornitori si palesano leggendo necessità e condizioni d’ordine. Sul portale sono noti i prezzi massimi di acquisto, tempistiche e dettagli. C2C è una parte che è arrivata dopo, in quanto il privato tende a fidarsi poco, visto che ha pochi strumenti di controllo, rispetto a un’azienda che ha vari strumenti di controllo, di difesa, com il fatto che l'azienda non paga alla consegna, mentre i privati pagano al momento dell’ordine: i privati hanno pochi strumenti di tutela. Le applicazioni tipiche del C2C sono le aste per vendita dell’usato e gli annunci online , che utilizzano il web per proporre prodotti ma le transazioni avvengono offline C2B è un modello di e-commerce in cui i consumatori vendono prodotti e servizi alle aziende, trasformando il ruolo del consumatore da soggetto fruitore di servizi a soggetto fornitore di questi ultimi. Alcuni esempi di C2B: l’azienda paga qualcuno per farsi recensire il proprio prodotto; oppure la vendita di fotografie, vado in viaggio poi mando le foto all’agenzia di viaggio che le pubblica, anche se molte volte il pagamento sta nella pubblicazione stessa. Mobile commerce indica la capacità di gestire il commercio elettronico (e-commerce) attraverso l'uso di un dispositivo mobile come un tablet oppure uno Smartphone. Si intende qualsiasi transazione elettronica o interazione, condotta utilizzando un dispositivo wireless, mobile e reti di mobilità, che porta al trasferimento di un valore reale o percepito in cambio di informazioni, servizi o beni. Nel tentativo di sfruttare questo trend, molti commercianti online hanno progettato versioni dei loro siti adatte ai dispositivi mobile (mobile ready) per facilitare il processo di acquisto in mobilità. Un altro fattore importante è rappresentato dai servizi di geolocalizzazione: servizi altamente personalizzati in base alla posizione geografica di un utente, consentono ai provider di offrire servizi o informazioni su misura per
Disintermediazione Internet ha modificato la catena del valore tradizionale, perché ha progressivamente rimosso gli intermediari che si trovavano tra produttore e cliente. Oggi l’azienda va diretta ai clienti e ciò porta dei vantaggi, ma anche degli svantaggi: gli intermediari non hanno più lavoro e tutti gli interlocutori dell’esercizio fisico perdono opportunità di lavoro e di servizi ricevuti (disoccupazione). Inoltre con la disintermediazione la società deve cambiare la sua composizione interna, infatti con questo processo l’errore di previsione non è più ripartito tra gli intermediari e la vendita richiede negozi. Un altro aspetto negativo della rimozione dei commercianti è dato dalla perdita delle relazioni umane. Con internet si perdono gli intermediari distributivi e si trovano gli intermediari decisionali che vengono integrati all’azienda tramite la reintermediazione. Essa consiste nella nascita di punti non legati all’azienda produttrice, in cui gli intermediari gestiscono i miei prodotti, questa intermediazione virtuale, tramite i big data ecc., tende a conoscere il cliente aiutandolo e anticipandolo. Le aziende in questo modo subiscono una ridefinizione della catena del valore che riduce i costi di transazione, l’asimmetria informativa, fa nascere nuovi modelli di business e ridefinisce le attività di comunicazione e marketing. Con la convergenza si usano le reti per portare vendite a negozi reali: esiste una chiara opportunità di sfruttare brand creati online per effettuare attività di commercio anche offline. oggigiorno si ipotizza che una delle strade vincenti sia quella della multichannel value proposition, ovvero l’integrazione di più canali di comunicazione e di vendita per la generazione di fatturato. L’e-commerce in Italia è un settore in forte ascesa, con settori trainanti: turismo, abbigliamento ed elettronica. Caratteristiche del consumatore digitale Il consumatore “digitale” è più esigente del consumatore “tradizionale”, accetta meno difetti o mancanze; manca di fiducia, e per fidarsi del prodotto si informa sulla credibilità dell’azienda, del prodotto, in tempo reale; pretende trasparenza, sia sulle condizioni: garanzia ecc, ma anche sulle caratteristiche; pretende rispetto perché non tollera la scortesia; punta a un equilibrio di potere, ovvero ad essere sullo stesso piano del venditore e sfrutta la comunità a tutti livelli, per comunicare truffe, imbrogli o informazioni positive. Il 92% delle persone si fida degli earned media (passaparola o consigli ricevuti dagli amici o dai familiari) più di qualsiasi altra forma di pubblicità. Al 2° posto tra le fonti di informazione su un’azienda di cui gli utenti si fidano maggiormente ci sono le recensioni. Lezione 12/11/ TESTIMONIANZA AZIENDALE SAP ITALIA - Robotic process automation nell’ambito della Business Process Intelligence : evoluzione dell’azienda verso l’azienda intelligente La SAP è la più grande azienda europea di software, ed è leader mondiale per quanto riguarda i temi del software aziendale. L’azienda è stata fondata nel 1972, in Germania e si è sviluppata in maniera molto forte negli Stati Uniti, in particolare a Palo Alto, dunque esiste una doppia anima: un’anima tedesca e una americana. Oggi è impegnata anche nelle tematiche della sostenibilità, si è impegnata sui 17 obiettivi delle nazioni unite, inizialmente pensati per il 2020 adesso sono slittati al 2030, tra cui c’è il tema della sostenibilità, delle energie rinnovabili, e tra le tante c’è anche quella di portare le tematiche ai giovani.
L'intelligenza artificiale serve a prendere dei dati, organizzarli e classificarli, guardando la definizione letteraria si basa sul comportamento degli essere umani, si basa su dei modelli di apprendimento, così come un bambino impara a conoscere gli oggetti, a parlare… così la artificial intelligence, quella classica, possiede una sua capacità di apprendere, l’artificial intelligence deve comprendere i contesti, essere in grado di dialogare con una persona. Il test di Turing prevedeva la presenza di 2 porte: dietro alla 1° c'è un computer, mentre dietro alla 2° una persona, io dialogando da fuori se non riesco a capire chi è chi, significa che allora che quel sistema ha intelligenza. Artificial intelligence classifica e produce molto più velocemente, su molti più dati rispetto alle possibilità di una persona umana, questo è il vero motivo per cui viene utilizzata nel business. Un altro tema importante è l’ambiguità, artificial intelligence (AI), Machine learning, è un sottoinsieme dell'artificiale intelligence, ed è un apprendimento della macchina, noi forniamo dati alla macchina e questa identifica delle relazioni e delle tendenze relative ai dati, che noi non vedremmo; Predict analytics è un’analisi dei dati storici, vediamo come sono andate le cose nel passato e vediamo se possiamo capire come andrà il futuro, utilizzate da statistici che servono a predire il futuro, se questo futuro che prevediamo ci uniamo delle azioni, ad esempio l'analisi predittiva ci dice: “il prezzo del petrolio salirà”, l'analisi prescrittiva ci dice per esempio che devi incrementare le tue energie alternative, mettere pannelli solari in giro. Ci sono 4 fasi che partono dal caricamento dei dati, alla base di tutto ci sono i dati, che oggi riusciamo a raccogliere in maniera molto ampia da tutti i sistemi, interni ed esterni, da tutti i sensori, una volta inseriti i dati c’è un motore, che si chiama machine learning, che fa una prima fase di selezione, che ci fa capire quali sono quelli più rilevanti, i cosiddetti outsiders quelli fuori dalla norma, quelli più pesanti in termini del risultato che voglio avere, in quanto le selezioni sono sempre fatte in termini di dove voglio arrivare; poi c’è la fase del training ovvero il machine learning si allena, guarda i dati per generare un’inferenza, ovvero il programma del machine learning, io ti do dei dati e tu generi una specie di formula, per cui se io ti do dei dati nuovi che non avevi, su questi tu applichi la funzione e trovi il risultato, il risultato del machine learning è la creazione di un nuovo programma. Il modello viene creato e viene catturato un feedback che è la chiave dell'apprendimento perché quando il sistema ha dato il risultato, questo viene valutato, viene giudicato giusto, o magari sbagliato, questa informazione ritorna indietro, rientra nella parte di training, che viene svolto con un’informazione in più. Questo viene applicato al Cash Application, applicazione che va a fare il match tra i pagamenti le fatture, oppure il Profile Matching, arriva una richiesta, io vado a controllare la richiesta di assistenza e vado a fare un matching per andare a capire se quel tipo di richiesta c’è già nel software, se questa richiesta è stata già fatta un tot di volte, in automatico il sistema fornisce la risposta. Le aziende ad utilizzare l'artificial intelligence hanno un miglioramento di velocità ed efficienza, perché quando io ho insegnato all’artificial intelligence a fare le operazioni, non avrò più le persone impegnate, ma le libero per svolgere altre attività, che la macchina non sa fare, e allo stesso tempo la macchina segue ripetutamente il modello, in maniera efficiente in quanto non ha distrazioni, applica una migliore analisi di dati, in quanto riesce a includere anche i dati non strutturati: testi, immagini, tutto quello che non ha una struttura fissa, queste informazioni fino a pochi anni fa andavano perse, ora abbiamo il machine learning che riesce ad elaborare i testi ed estrarre le informazioni più rilevanti, le entity, Chi? Cosa? Quando? Come?, sono tutte risposte che posso mettere in una struttura, le posso mettere in correlazione con i dati che mi dà il mio database digitandoli sulla schermata. Con l'artificial intelligence si riesce anche
cambiare di un prodotto, oppure per esempio all’interno della SAP la gestione delle assunzioni è passata dagli impiegati, che impiegavano 15 min, ai bot che riescono a leggere i curriculum, estrae le informazioni, prepara le lettere fa il lavoro dell’HR, del recruiter, e a fare tutte le operazioni impiega 1 min, quindi riescono ad essere 15 volte più veloci e questo sistema tuttora in utilizzo si chiama Lucy. L’intelligenza artificiale si sta spingendo in campi poco rispettosi, un esempio è il deep fake dove si prende un personaggio famoso e gli si fa dire quello che si vuole, grazie a una manipolazione fatta con il deep learning. Franz Schubert è ricordato oltre che per essere un grande musicista, per la sua ultima sinfonia, che si chiama l'incompiuta mancavano due movimenti e nel corso degli anni ci hanno provato tantissimi musicisti a provare a completarla, non riuscendoci completamente, visto che ognuno ci metteva del suo, non era Schubert, huawei nel 2019 ha preso tutte le sinfonie di Schubert, le ha date in pasto a un sistema di machine learning e il sistema di machine learning ha completato la sinfonia, è una cosa particolare, ma che ci spiega che sì le macchine sono sviluppate per il mondo del business, ma possono anche darci queste piccole soddisfazioni in altri ambiti. IA & ROBOTICA lezione del 17/11/ L’ intelligenza artificiale studia i fondamenti teorici, le metodologie e le tecniche che consentono di progettare sistemi hardware e sistemi di programmi software atti a fornire all’elaboratore elettronico prestazioni che, a un osservatore comune, sembrerebbero essere di pertinenza esclusiva dell’intelligenza umana. Il test di Turing prende spunto da un gioco, chiamato "gioco dell'imitazione", a tre partecipanti: un uomo A, una donna B, e una terza persona C. Quest'ultima è tenuta separata dagli altri due e tramite una serie di domande deve stabilire qual è l'uomo e quale la donna. Dal canto loro anche A e B hanno dei compiti: A deve ingannare C e portarlo a fare un'identificazione errata, mentre B deve aiutarlo. Affinché C non possa disporre di alcun indizio (come l'analisi della grafia o della voce), le risposte alle domande di C devono essere dattiloscritte o similarmente trasmesse. Il test di Turing si basa sul presupposto che una macchina si sostituisca ad A. Se la percentuale di volte in cui C indovina chi sia l'uomo e chi la donna è simile prima e dopo la sostituzione di A con la macchina, allora la macchina stessa dovrebbe essere considerata intelligente, dal momento che - in questa situazione - sarebbe indistinguibile da un essere umano. L’Artificial Intelligence studia lo sviluppo di sistemi hardware e software dotati di capacità tipiche dell’essere umano, come l'interazione con l’ambiente, l’apprendimento e adattamento, il ragionamento e la pianificazione. Questi sistemi perseguono autonomamente una finalità definita. A fare la differenza è la loro capacità di imparare in maniera autonoma e di creare conoscenze invece di ripetere semplicemente le informazioni che ricevono. Partendo dai meccanismi di funzionamento del cervello umano oggi conosciuti, l’Intelligenza Artificiale lavora in emulazione, permettendo alle macchine di:
Intelligenza Artificiale debole e forte A seconda del livello di programmazione e di gestione dei dati, l’Intelligenza Artificiale viene classificata in due macro filoni: