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Dispensa The Interior Monologue, Dispense di Inglese

Dispensa di inglese su The Interior Monologue

Tipologia: Dispense

2022/2023

Caricato il 18/06/2023

Matti12345
Matti12345 🇮🇹

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40 documenti

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Subjective consciouness
L'introspezione era già presente nei romanzi settecenteschi di Defoe e Richardson; il romanzo ottocentesco
presentava i suoi personaggi come esseri sociali ma anche come individui dotati di un'interiorità morale ed
emotiva. All'inizio del XX secolo, gli scrittori hanno dato sempre più importanza alla coscienza soggettiva e
hanno capito che era impossibile riprodurre la complessità della mente umana utilizzando le tecniche
tradizionali; così hanno cercato mezzi di espressione più adatti. I romanzieri hanno adottato il monologo
interiore per rappresentare l'attività non detta della mente prima che sia ordinata nel discorso.
Main features of the interior monologue
Ecco le caratteristiche principali del monologo interiore.
• È l'espressione verbale di un fenomeno psichico, il flusso di coscienza.
• È caratterizzato dalla frequente mancanza di ordine cronologico.
• Il narratore può essere presente.
• L'ordine logico formale può essere perso o mancare.
• L'azione si svolge nella mente del personaggio.
• Il discorso può essere immediato, senza espressioni introduttive. Il monologo interiore può essere
paragonato al lettino dello psicoanalista poiché la mente del personaggio può vagare liberamente tra
associazioni di idee.
Types of interior monologue
Esistono due tipi fondamentali di monologo interiore, indiretto e diretto. Nel monologo interiore indiretto,
il narratore non lascia mai scorrere senza controllo i pensieri del personaggio e mantiene un'organizzazione
logica e grammaticale. I pensieri del personaggio sono presentati sia direttamente che aggiungendo
descrizioni, commenti appropriati e frasi esplicative o introduttive per guidare il lettore attraverso la
narrazione; il personaggio rimane fisso nello spazio mentre la sua coscienza si muove liberamente nel
tempo: nella mente del personaggio, invece, tutto accade nel presente, che può estendersi all'infinito o
contrarsi in un attimo. Questo concetto di “tempo interno”, irregolare e disgregato rispetto alla concezione
convenzionale del tempo, è preferito al “tempo esterno”, poiché mostra il relativismo di un'esperienza
soggettiva. In Ulisse, Joyce ha portato alla perfezione il monologo interiore, impiegando il monologo
interiore diretto in cui il narratore sembra non esistere e l'io interiore del personaggio è dato direttamente.
Joyce ha utilizzato due diversi tipi di monologo interiore diretto: quello con due livelli di narrazione – uno
esterno alla mente del personaggio, e l'altro interno – e quello con e solo il livello mentale della narrazione,
fino all'estremo monologo interiore. Il monologo interiore diretto a due livelli di narrazione è caratterizzato
da un mix di narrazione in terza persona, legata a un tempo esterno, e una narrazione interiore legata al
concetto di ‘tempo interiore’, cioè il tempo della mente del personaggio. Nel monologo interiore diretto
con la mente a livello di narrazione, i pensieri del personaggio scorrono liberamente, non interrotti da
eventi esterni. L'estremo monologo interiore è stato utilizzato da Joyce in Finnegans Wake (1939). Qui la
narrazione si svolge all'interno della mente del protagonista, mentre sta sognando. Parole, a volte
straniere, e libere associazioni si fondono per creare nuove espressioni, con riferimenti a tutti gli ambiti
dell'esperienza umana.

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Subjective consciouness L'introspezione era già presente nei romanzi settecenteschi di Defoe e Richardson; il romanzo ottocentesco presentava i suoi personaggi come esseri sociali ma anche come individui dotati di un'interiorità morale ed emotiva. All'inizio del XX secolo, gli scrittori hanno dato sempre più importanza alla coscienza soggettiva e hanno capito che era impossibile riprodurre la complessità della mente umana utilizzando le tecniche tradizionali; così hanno cercato mezzi di espressione più adatti. I romanzieri hanno adottato il monologo interiore per rappresentare l'attività non detta della mente prima che sia ordinata nel discorso. Main features of the interior monologue Ecco le caratteristiche principali del monologo interiore.

  • È l'espressione verbale di un fenomeno psichico, il flusso di coscienza.
  • È caratterizzato dalla frequente mancanza di ordine cronologico.
  • Il narratore può essere presente.
  • L'ordine logico formale può essere perso o mancare.
  • L'azione si svolge nella mente del personaggio.
  • Il discorso può essere immediato, senza espressioni introduttive. Il monologo interiore può essere paragonato al lettino dello psicoanalista poiché la mente del personaggio può vagare liberamente tra associazioni di idee. Types of interior monologue Esistono due tipi fondamentali di monologo interiore, indiretto e diretto. Nel monologo interiore indiretto, il narratore non lascia mai scorrere senza controllo i pensieri del personaggio e mantiene un'organizzazione logica e grammaticale. I pensieri del personaggio sono presentati sia direttamente che aggiungendo descrizioni, commenti appropriati e frasi esplicative o introduttive per guidare il lettore attraverso la narrazione; il personaggio rimane fisso nello spazio mentre la sua coscienza si muove liberamente nel tempo: nella mente del personaggio, invece, tutto accade nel presente, che può estendersi all'infinito o contrarsi in un attimo. Questo concetto di “tempo interno”, irregolare e disgregato rispetto alla concezione convenzionale del tempo, è preferito al “tempo esterno”, poiché mostra il relativismo di un'esperienza soggettiva. In Ulisse, Joyce ha portato alla perfezione il monologo interiore, impiegando il monologo interiore diretto in cui il narratore sembra non esistere e l'io interiore del personaggio è dato direttamente. Joyce ha utilizzato due diversi tipi di monologo interiore diretto: quello con due livelli di narrazione – uno esterno alla mente del personaggio, e l'altro interno – e quello con e solo il livello mentale della narrazione, fino all'estremo monologo interiore. Il monologo interiore diretto a due livelli di narrazione è caratterizzato da un mix di narrazione in terza persona, legata a un tempo esterno, e una narrazione interiore legata al concetto di ‘tempo interiore’, cioè il tempo della mente del personaggio. Nel monologo interiore diretto con la mente a livello di narrazione, i pensieri del personaggio scorrono liberamente, non interrotti da eventi esterni. L'estremo monologo interiore è stato utilizzato da Joyce in Finnegans Wake (1939). Qui la narrazione si svolge all'interno della mente del protagonista, mentre sta sognando. Parole, a volte straniere, e libere associazioni si fondono per creare nuove espressioni, con riferimenti a tutti gli ambiti dell'esperienza umana.